Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 18 novembre 2018

Mostra Luciano Ventrone “Meraviglia ed estasi”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Gualdo Tadino (Perugia) chiesa monumentale di San Francesco un nuovo coup de théâtre per la mostra Luciano Ventrone. “Meraviglia ed estasi”, a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi, prorogata fino al 6 gennaio. Visto il grande consenso di pubblico e di critica, l’esposizione ospitata presso la chiesa monumentale di San Francesco si amplia e si rinnova. Sabato 17 novembre presso la sala consiliare del Comune, è avvenuto il debutto di Tatsiana Naumcic, l’ultima allieva di Luciano Ventrone. Il percorso espositivo si è arricchito di una sezione a lei dedicata con opere scelte dal ciclo “Dio sta nei dettagli”, in cui è possibile ammirare i parallelismi tecnici con il suo maestro, definito da Federico Zeri “il Caravaggio del XX secolo”. Tatsiana Naumcic nasce a Minsk, in Bielorussia, nel 1980, dove si forma nei suoi studi artistici. Oggi vive e lavora a Roma e, dal 2016, dipinge affianco al suo mentore, con una peculiare impronta, in cui dolcezza e amore per la perfezione emergono con forza dalle testimonianze visive. Per l’occasione, alla presenza del primo cittadino Massimiliano Presciutti e delle autorità comunali, sono stati presentati il catalogo di Tatsiana Naumcic e lo speciale libro di didattica “Mangiare con gli occhi! I segreti di frutta, ortaggi e fiori nelle opere d’arte di Gualdo Tadino”, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, edito per i tipi di Carlo Cambi editore, entrambi promossi e sponsorizzati dall’Associazione Archivi Ventrone. Il libro-gioco, ideato e prodotto per bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, prevede un’originale “caccia alla natura morta” guidata dallo stesso maestro Ventrone, grazie anche alle coinvolgenti illustrazioni di Paolo Marabotto. Si tratta di una vera e propria “indagine” sulla simbologia delle nature morte presenti nelle collezioni museali d’arte del comune umbro, a partire da quella che appare nel famoso capolavoro dell’Albero di Jesse di Matteo da Gualdo, presso la pinacoteca.
Biglietto di ingresso: Biglietto intero 6,00 euro Biglietto ridotto A 5,00 euro: over 65, gruppi superiori alle 15 unità Biglietto ridotto B 3,00 euro: istituti scolastici, studenti universitari, bambini 7-12 anni Biglietto gratuito: bambini fino a 6 anni di età Visita guidata Senza costi aggiuntivi sul biglietto, sabato, domenica e festivi alle ore 16.00 (durata 45’) Audio guida: costo aggiuntivo di 2,00 euro

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Presentazione a Napoli del libro “La Repubblica delle stragi”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Napoli Lunedì 19 novembre , presso l’Antisala dei Baroni nel Maschio Angioino, alle ore 17,30 si terrà la presentazione del libro “La Repubblica delle stragi”, curato da Salvatore Borsellino e con prefazione di Marco Travaglio.
Il testo è volto alla ricerca delle verità nascoste, delle trame occulte, di “patti scellerati” dei poteri forti che hanno prodotto le stragi che hanno insanguinato il nostro Stato e ne hanno determinato le mutazioni dalla alla seconda repubblica. Il materiale immenso raccolto e narrato dagli autori è sostanzialmente di natura giudiziaria. Uno spaccato sulla nostra storia che aiuta il lettore ad una visione drammatica, complessa ma vera Ne discutono:
gli autori Avv. Fabio Repici, l’Agenda Rossa Federica Fabbretti,Salvatore Borsellino il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Conclude il Procuratore Aggiunto presso il tribunale di Benevento, Dott. Giovanni Conzo.

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Bilancio pluriennale dell’UE: il PE fissa le priorità post 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Bruxelles. I deputati hanno approvato la loro posizione sul prossimo bilancio UE a lungo termine, inclusi gli importi esatti destinati per ogni programma europeo.Il Parlamento sottolinea la sua “unità e disponibilità” per i prossimi negoziati con i ministri dell’UE sul quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027 e si rammarica che gli Stati membri non abbiano “compiuto progressi significativi” nella ricerca di una posizione comune.
I deputati ritengono che la proposta di QFP presentata dalla Commissione europea sia un punto di partenza, ma il livello proposto “non consentirà all’UE di mantenere i suoi impegni politici e rispondere alle importanti sfide future”. Il Parlamento ha quindi confermato le seguenti priorità (elenco non esaustivo):
· Fissare la dotazione finanziaria del programma di ricerca Horizon Europe a 120 miliardi di euro in costi 2018 (Commissione: €83,5 miliardi);
· Rafforzare il piano strategico europeo di investimenti (“Piano Juncker”);
· Incrementare i finanziamenti per le infrastrutture di trasporto e le PMI;
· Mantenere il finanziamento delle politiche agricole e di coesione a lungo termine;
· Raddoppiare le risorse per affrontare la disoccupazione giovanile, triplicare le risorse per Erasmus+;
· Fissare il contributo dell’UE per gli obiettivi climatici a un minimo del 25% della spesa del QFP, per portarla al 30% il prima possibile, al più tardi entro il 2027.
Per quanto riguarda la riforma delle entrate finanziarie dell’UE (“risorse proprie”), i deputati sottolineano che il sistema attuale è “molto complesso, ingiusto, non trasparente e del tutto incomprensibile per i cittadini dell’UE”.Un nuovo sistema semplificato dovrebbe ridurre sostanzialmente i contributi diretti degli Stati membri basati sul PIL e garantire un adeguato finanziamento delle spese dell’UE nell’ambito del nuovo QFP. Il Parlamento vuole inoltre l’abolizione di tutte i meccanismi di riduzione e di correzione accumulati nel tempo.
I deputati chiedono l’introduzione di nuove risorse proprie, basate, ad esempio, su un nuovo regime di tassazione delle imprese (compresa la tassazione delle grandi imprese del settore digitale), sui proventi del sistema di scambio delle quote di emissione e su una tassa sulla plastica.Infine, sottolineano che le entrate e le spese dovrebbero essere trattate come un unico pacchetto. Pertanto, tutti gli elementi del pacchetto QFP/risorse proprie e, in particolare, gli importi del QFP, dovrebbero rimanere sul tavolo dei negoziati fino al raggiungimento di un accordo definitivo.La relazione intermedia sul QFP 2021-2027 – posizione del Parlamento in vista di un accordo – presentata dai correlatori Jan Olbrycht (PPE, PL), Isabelle Thomas (S&D, FR), Gérard Deprez (ALDE, BE) e Janusz Lewandowski (PPE, PL) è stata approvata con 429 voti in favore, 207 voti contrari e 40 astensioni.
Dallo scorso marzo 2018 con l’approvazione della risoluzione sul QFP adottata lo scorso marzo il Parlamento è pronto ad avviare i negoziati e le trattative potranno avere inizio non appena il Consiglio avrà raggiunto un accordo su una posizione comune. L’approvazione di un nuovo regolamento QFP richiede l’approvazione del Parlamento.I deputati si aspettano “che si raggiunga un buon accordo prima delle elezioni europee del 2019, al fine di evitare gravi battute d’arresto all’avvio dei nuovi programmi a causa dell’adozione tardiva del quadro finanziario, come avvenuto in passato”.

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I deputati europei chiedono di rafforzare i controlli sulle esportazioni di armi dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Bruxelles. I parlamentari europei hanno chiesto un meccanismo per imporre sanzioni agli Stati membri dell’UE che violano le regole comuni in materia di esportazione di armi.Per i deputati, avere norme comuni sulle esportazioni di armi è essenziale per evitare abusi dei diritti umani e impedire l’utilizzo di armi europee contro le stesse forze europee.
I deputati hanno riportato alcuni esempi particolari, come quello dell’Arabia Saudita: nonostante il Paese violasse sei degli otto criteri stabiliti comunemente, quasi tutti gli Stati membri hanno dato il via libera all’esportazione di armi, compromettendo così l’intero sforzo europeo di controllo degli armamenti.
I deputati sottolineano che le navi da guerra esportate hanno contribuito a rafforzare il blocco navale nello Yemen, mentre gli aerei e le bombe sono state fondamentali per la campagna aerea, causando sofferenze continue alla popolazione dello Yemen.Si sono quindi congratulati con la Germania e con l’Olanda, che hanno cessato di vendere armi all’Arabia Saudita e hanno criticato gli Stati membri che ancora non l’hanno fatto.I deputati chiedono anche un embargo nei confronti di tutti gli altri membri della coalizione guidata dall’Arabia Saudita nello Yemen.
I deputati affermano di essere “sconvolti per la quantità di armi e munizioni di fabbricazione europea trovate nelle mani di Da’esh in Siria e in Iraq”. Secondo la posizione comune dell’UE, gli Stati membri devono garantire che le licenze di esportazione non siano dirottate verso utenti finali indesiderati. Tuttavia, alcuni Stati membri dell’UE, come la Bulgaria e la Romania, non applicano efficacemente questa disposizione.Per evitare il rischio che le armi finiscano nelle mani sbagliate, i deputati chiedono a tutti gli Stati membri di “rifiutare in futuro trasferimenti simili, in particolare verso gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita”.La risoluzione sul controllo delle esportazioni di armi è stata approvata con 427 voti in favore, 150 voti contrari e 97 astensioni.
Secondo la 19ª relazione annuale sulle esportazioni delle armi, l’UE è il secondo maggior fornitore di armi al mondo (27% delle esportazioni mondiali di armi), dopo gli Stati Uniti (34%) e prima della Russia (22%). Nel 2016, il 40,5% delle licenze di esportazione delle armi è stato concesso a paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. L’Arabia Saudita, l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti (EAU) rappresentano la maggior parte di tali esportazioni (57,9 miliardi).La posizione comune dell’UE sulle esportazioni di armi è l’unico accordo giuridicamente vincolante a livello regionale sulle esportazioni di armi convenzionali. Essa elenca otto criteri che gli Stati membri devono applicare quando prendono una decisione sulla licenza di esportazione di armi.
Bruxelles. I parlamentari europei hanno chiesto un meccanismo per imporre sanzioni agli Stati membri dell’UE che violano le regole comuni in materia di esportazione di armi.Per i deputati, avere norme comuni sulle esportazioni di armi è essenziale per evitare abusi dei diritti umani e impedire l’utilizzo di armi europee contro le stesse forze europee.
I deputati hanno riportato alcuni esempi particolari, come quello dell’Arabia Saudita: nonostante il Paese violasse sei degli otto criteri stabiliti comunemente, quasi tutti gli Stati membri hanno dato il via libera all’esportazione di armi, compromettendo così l’intero sforzo europeo di controllo degli armamenti.
I deputati sottolineano che le navi da guerra esportate hanno contribuito a rafforzare il blocco navale nello Yemen, mentre gli aerei e le bombe sono state fondamentali per la campagna aerea, causando sofferenze continue alla popolazione dello Yemen.Si sono quindi congratulati con la Germania e con l’Olanda, che hanno cessato di vendere armi all’Arabia Saudita e hanno criticato gli Stati membri che ancora non l’hanno fatto.I deputati chiedono anche un embargo nei confronti di tutti gli altri membri della coalizione guidata dall’Arabia Saudita nello Yemen.
I deputati affermano di essere “sconvolti per la quantità di armi e munizioni di fabbricazione europea trovate nelle mani di Da’esh in Siria e in Iraq”. Secondo la posizione comune dell’UE, gli Stati membri devono garantire che le licenze di esportazione non siano dirottate verso utenti finali indesiderati. Tuttavia, alcuni Stati membri dell’UE, come la Bulgaria e la Romania, non applicano efficacemente questa disposizione.Per evitare il rischio che le armi finiscano nelle mani sbagliate, i deputati chiedono a tutti gli Stati membri di “rifiutare in futuro trasferimenti simili, in particolare verso gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita”.La risoluzione sul controllo delle esportazioni di armi è stata approvata con 427 voti in favore, 150 voti contrari e 97 astensioni.
Secondo la 19ª relazione annuale sulle esportazioni delle armi, l’UE è il secondo maggior fornitore di armi al mondo (27% delle esportazioni mondiali di armi), dopo gli Stati Uniti (34%) e prima della Russia (22%). Nel 2016, il 40,5% delle licenze di esportazione delle armi è stato concesso a paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. L’Arabia Saudita, l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti (EAU) rappresentano la maggior parte di tali esportazioni (57,9 miliardi).La posizione comune dell’UE sulle esportazioni di armi è l’unico accordo giuridicamente vincolante a livello regionale sulle esportazioni di armi convenzionali. Essa elenca otto criteri che gli Stati membri devono applicare quando prendono una decisione sulla licenza di esportazione di armi.

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I deputati europei votano nuove misure per rafforzare i diritti passeggeri ferroviari

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Bruxelles. Il Parlamento europeo ha chiesto mercoledì un meccanismo per imporre sanzioni agli Stati membri dell’UE che violano le regole comuni in materia di esportazione di armi.
I deputati hanno sostenuto le modifiche alle norme del 2009 per garantire una migliore assistenza alle persone a mobilità ridotta, un migliore accesso per i ciclisti e procedure più chiare per il trattamento dei reclami. La legislazione, se sarà approvata in via definitiva, stabilisce inoltre che le compagnie ferroviarie dovranno migliorare le informazioni fornite ai passeggeri sui loro diritti e aumentare l’indennizzo versato ai pendolari in caso di ritardi.
I deputati hanno aumentato il risarcimento per i ritardi superiori a un’ora dal 25% al 50% del prezzo del biglietto. I passeggeri avranno diritto a tale risarcimento, mantenendo quello a proseguire il viaggio o a cambiare il proprio percorso.I passeggeri avranno diritto al 75% del prezzo del biglietto per un ritardo di un’ora e trenta minuti e al 100% del prezzo del biglietto per ritardi superiori alle due ore.Per evitare che i passeggeri rimangano bloccati dopo una coincidenza persa, i deputati hanno chiarito che un passeggero con diversi biglietti per un viaggio a più tratte ha gli stessi diritti all’informazione, all’assistenza e al risarcimento di quelli che avrebbe con un biglietto cumulativo.I deputati hanno inoltre respinto le richieste di esentare gli operatori ferroviari dal risarcimento in caso di “circostanze eccezionali”.
L’assistenza alle persone a mobilità ridotta dovrà essere gratuita e disponibile nelle stazioni più grandi, senza obbligo di notifica preventiva.I deputati hanno inoltre ridotto il tempo necessario per la pre-notifica nel caso in cui sia necessaria assistenza nelle stazioni più piccole. Inoltre, hanno chiarito la responsabilità degli operatori ferroviari e dei gestori delle stazioni per il risarcimento completo dei passeggeri, se i primi hanno causato la perdita o il danneggiamento delle attrezzature per la mobilità.
Il testo stabilisce che i passeggeri hanno il diritto di portare le biciclette a bordo del treno, anche su treni ad alta velocità, servizi a lunga distanza, transfrontalieri e locali. I treni nuovi e ristrutturati devono avere spazi ben indicati per il trasporto di biciclette assemblate, con un minimo di otto spazi.
I deputati hanno inoltre sostenuto un’eliminazione graduale anticipata delle deroghe temporanee che vengono utilizzate da alcuni Stati membri per applicare solo una parte delle norme del 2009 per i passeggeri sui servizi ferroviari nazionali. Tali deroghe dovrebbero terminare al più tardi un anno dopo l’entrata in vigore delle norme modificate. I deputati, inoltre, hanno chiesto che le regole si applichino ai servizi ferroviari suburbani.

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I deputati europei limitano i prezzi delle chiamate intra-UE

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Il PE ha approvato in via definitiva il pacchetto telecomunicazioni che fissa un tetto per le chiamate intra-UE, rende possibili le reti 5G per 2020 e crea un sistema per le emergenze.
Mercoledì, il Parlamento europeo ha confermato l’accordo provvisorio raggiunto in giugno con i Ministri UE (Consiglio) sul Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (EECC) con 584 voti in favore, 42 voti contrari e 50 astensioni e sull’Organismo dei Regolatori europei delle Comunicazioni Elettroniche (BEREC) con 590 voti in favore, 63 voti contrari e 23 astensioni.Le nuove norme offriranno ai cittadini la connettività ad alta velocità e renderanno le chiamate sicure e accessibili all’interno dell’UE, garantendo al contempo la necessaria prevedibilità per gli operatori di telecomunicazioni per stimolare gli investimenti nella rete internet ad alta velocità.
La politica del “Roam Like at Home” ha posto fine alle tariffe di roaming nel 2017. La nuova legislazione limiterà il costo delle chiamate intra-UE a 19 centesimi al minuto e a 6 centesimi per gli SMS a partire dal 15 maggio 2019.La normativa, inoltre, protegge meglio gli utenti di smartphone, compresi gli utenti di servizi basati sul web (Skype, WhatsApp, ecc.) e rafforza i requisiti di sicurezza, inclusa la crittografia. Introduce il diritto di conservare il proprio numero di telefono fino a un mese dalla rescissione del contratto e il diritto al rimborso del credito prepagato non utilizzato al momento della risoluzione del contratto, nonché un indennizzo in caso di ritardo o abuso nel passaggio a un altro operatore.Infine, gli Stati membri dovranno facilitare l’introduzione del 5G, mettendo a disposizione uno spettro adeguato entro il 2020, al fine di raggiungere l’obiettivo della “Roadmap UE 5G” di avere una rete 5G in almeno una delle principali città di ogni Paese dell’UE entro il 2020. Un sistema di “112 al contrario”
In caso di grave emergenza o catastrofe, i cittadini colpiti potranno essere avvisati tramite SMS o applicazioni mobili. Gli Stati membri avranno 3 anni e mezzo di tempo per mettere in funzione il sistema dopo l’entrata in vigore della direttiva.Per raggiungere il livello di investimenti nelle infrastrutture e nelle reti 5G necessario a soddisfare le esigenze di connettività, la nuova legislazione offre una maggiore prevedibilità degli investimenti e promuove la condivisione dei rischi e dei costi tra gli operatori di telecomunicazioni.

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Mechanism to protect democracy in the EU needed more than ever, says the EP

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

MEPs want respect of EU values to be assessed every year in all member states
Current dialogue framework not enough to prevent or remedy threats to the rule of law
Call on the Council to “properly assume” its role in the ongoing Article 7 procedures
The EU needs a comprehensive, permanent and objective mechanism to protect democracy, the rule of law and fundamental rights, said EP on Wednesday.In a non-legislative resolution, MEPs regret that the European Commission has so far not presented a legislative proposal to set up such a mechanism, which the Chamber requested in October 2016.They note that, since then, the Parliament took the unprecedented step of calling on the Council to trigger Article 7 of the EU Treaty against Hungary and determine the existence of a clear risk of a serious breach by Hungary of the EU’s founding values, while the Commission took the initiative regarding Poland and also requested that Article 7 proceedings be opened.Plenary calls on the Council to “properly assume” its institutional role in these ongoing procedures, to inform Parliament immediately and fully at all stages, and to invite Parliament to present its reasoned proposal on Hungary to the Council.They also point to rising concerns regarding democracy and rule of law in Malta, Slovakia and Romania and to the high number of infringement procedures against several member states in the field of justice, fundamental rights and citizenship.The text, which was passed by show of hands, wraps up the debate held in plenary on 23 October with the Commission´s First Vice-President Frans Timmermans and the Austrian Presidency of the Council.The Parliament warns that the challenges to the rule of law and democracy across the EU pose a risk to freedom, security and justice and to the legitimacy of the EU’s external action, particularly in relation to its accession and neighbourhood policies.MEPs underline that the rule of law framework set up by the Commission in 2014, which has only been used with Poland, has proven insufficient to prevent or remedy the threats.The mechanism proposed by the EP would be based on an annual, evidence-based assessment of all member states’ compliance with the values enshrined in Article 2 of the EU Treaty, including country-specific recommendations – as is done for economic policies – followed by an inter-parliamentary debate.This new instrument, says the resolution, could be linked to the draft legislation proposed by the Commission to protect the EU’s budget in case of deficiencies as regards the rule of law.

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Combatting terrorism: EP special committee calls for closer EU cooperation

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Set of proposals to overcome existing gaps in EU’s response to terrorism Measures aim to prevent financing terrorism and radicalisation Key is to strengthen cooperation among member states Europol should become a true “hub” for information exchange and cooperation in the field of counter-terrorism at EU level, if necessary with a stronger mandate. The special committee on terrorism adopted on Tuesday evening its final report, which includes a wide set of measures that the EU should take as quickly as possible to improve its response to the terrorist threat. The draft report, approved with 23 votes to 2 with 5 abstentions and drafted by Monika Hohlmeier (EPP, DE) and Helga Stevens (ECR, BE), maps the existing gaps in counter-terrorism activities at EU level and puts forward a set of proposals to overcome these deficiencies and to strengthen cooperation between member states.It puts forward new measures to:
prevent radicalisation;
prevent terrorist financing;
reinforce judicial cooperation among member states;
exchange information and protect external borders;
address the issue of the rights of the victims of terrorism and how they can be supported.
The committee calls on the next President of the European Commission to maintain a self-standing portfolio for the Commissioner for “Security Union” and urges member states to swiftly share information if there is a change to the threat level and the rationale behind it.
The mandate of the Special Committee on Terrorism, which began in September 2017, concluded on Tuesday night. The text will be submitted to the European Parliament’s Plenary for definitive adoption in December.

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Presidente Tajani sulla Brexit: “La priorità è salvaguardare i cittadini”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

“La Brexit per noi è soprattutto garantire i diritti dei cittadini, preservare la pace in Irlanda del Nord, salvaguardare i lavoratori e le aziende europee”. Questo il messaggio del Presidente Tajani sull’accordo raggiunto con il Regno Unito da parte dal capo negoziatore per la Brexit, Michel Barnier. “Crediamo fermamente nella democrazia e nella necessità di rispettare la decisione dei cittadini britannici. La strada da percorrere è ancora lunga, ma sono fiducioso che questo accordo possa porre le condizioni per un nuovo legame con il Regno Unito, che abbandona l’Unione Europea, non l’Europa”, ha aggiunto Tajani a seguito della Conferenza dei Presidenti dei gruppi politici del Parlamento europeo, ai quali Barnier ha presentato i termini dell’accordo.“Vorrei ringraziare Michel Barnier per il suo lavoro e per lo spirito costruttivo che ha caratterizzato le nostre relazioni. Tengo anche a sottolineare l’apporto essenziale del Gruppo direttivo sulla Brexit del Parlamento europeo”.“L’accordo sembra rispettare le condizioni poste dal Parlamento europeo: il Regno Unito non potrà godere degli stessi benefici dei Paesi che restano nell’Unione e saranno tutelati pienamente gli interessi dei cittadini europei. E’ una ulteriore dimostrazione della solidarietà e dell’unità d’intenti che caratterizzano gli Stati Membri dell’Ue”. “Il Parlamento dovrà approvare l’accordo e avrà dunque l’ultima parola. Continueremo a seguire da vicino tutti gli sviluppi per assicurarci che gli interessi di tutti i cittadini europei siano tutelati”. – ha concluso il Presidente Antonio Tajani.

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Shoah: Viaggio della Memoria 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Momenti di confronto intergenerazionale, riflessioni sui luoghi della Memoria, spazio per proporre ed elaborare. Sono gli elementi chiave che hanno caratterizzato il viaggio per ricordare l’Olocausto, quest’anno allargato per la prima volta anche ad Amburgo, oltre Cracovia (Ghetto Nazista creato dai tedeschi nel marzo del 1941 e del quartiere ebraico “Kazimierz”), e ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Nella città tedesca, presso il campo di Neuengamme, persero la vita 20 bambini dopo essere stati sottoposti ad esperimenti medici.Il viaggio è stato organizzato in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma e con la Fondazione Museo a beneficio dei ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado. Hanno partecipato 29 Istituti scolastici per un totale di 155 tra studenti e docenti.
Gli studenti e le studentesse sono stati accompagnati dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme ai sopravvissuti ai campi di concentramento Sami Modiano e Tatiana Bucci, allo storico Marcello Pezzetti, all’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Laura Baldassarre, alla presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, al presidente della Fondazione Museo Shoah Mario Venezia e auna delegazione della S.S. Lazio.
Sami Modiano e Tatiana Bucci hanno ricostruito i tragici avvenimenti vissuti in prima persona nei campi di sterminio. Un filo conduttore ha attraversato le giornate del viaggio: la necessità di costruire una memoria condivisa e di valorizzare la funzione della testimonianza diretta, architrave su cui sviluppare una conoscenza della storia che sappia coniugare un approccio scientifico e la forza del racconto orale. Il viaggio costituisce la tappa di un ampio percorso che prevede numerose iniziative nel corso di tutto l’anno scolastico. E’ ampia e articolata la parte dedicata al tema ‘Storia e Memoria’ nell’ambito della mappa dei 78 progetti educativi a disposizione delle scuole per integrare l’attività didattica. Per esempio nelle scuole secondarie di II grado è stato pensato il progetto ‘Roma ricorda, leggi razziali, Shoah, Resistenza, liberazione’ che prevede anche un “rapporto diretto” dei ragazzi con i testimoni.

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Alla Stranieri un corso di formazione per l’analisi del fenomeno migratorio

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Perugia Prende il via all’Università per Stranieri di Perugia il progetto “Formazione e Mediazione” (FOR.ME), un corso di formazione rivolto ai dipendenti della prefettura e al personale pubblico.
A presentare l’evento nella sala Goldoni di palazzo Gallenga c’era la rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia, la prof.ssa Giuliana Grego Bolli, insieme alle prof.sse Stefania Tusini e Maura Marchegiani, le referenti scientifiche del progetto.
“Il percorso formativo – ha detto la rettrice, prof.ssa Giuliana Grego Bolli – si propone di trattare il tema delle migrazioni internazionali fornendo un approfondimento necessario a costruire un apparato di competenze e conoscenze aggiornate da impiegare criticamente nell’analisi del fenomeno migratorio, con particolare riferimento alle tematiche della protezione internazionale e della gestione dell’accoglienza. Questa nostra azione formativa – ha aggiunto la rettrice – in piena sintonia con la nostra mission dell’Ateneo, si prefigge inoltre l’obiettivo di approfondire gli strumenti concettuali e analitici necessari a ridurre il rischio di luoghi comuni ricorrenti sulla protezione internazionale e garantire così una lettura critica dei diversi aspetti che ruotano intorno ai fenomeni migratori e delle sfide che essi comportano a livello internazionale, nazionale e locale”.
Per le prof.sse Stefania Tusini e Maura Marchegiani, referenti scientifiche del progetto “La formazione per l’analisi del fenomeno migratorio ha lo scopo di offrire ai partecipanti una consapevole ed approfondita percezione del fenomeno migratorio nel suo complesso e per fornire le conoscenze idonee a favorire il ricorso ad interventi adeguati e servizi mirati, per rispondere alle esigenze delle diverse categorie di migranti”.
Si tratta di un ciclo di 6 incontri, con la partecipazione, tra gli altri, di docenti dell’Università per Stranieri di Perugia, e intende offrire strumenti teorico-pratici multidisciplinari e competenze e conoscenze sul fenomeno migratorio molto più ampio rispetto alla casistica relativa all’ambito territoriale di competenza. Ciò nella convinzione che l’illustrazione degli aspetti umanitari, giuridici, storici, sociologici, istituzionali, geopolitici del fenomeno migratorio nel suo complesso possano contribuire a formare una figura più versatile per affrontare le problematiche anche a livello locale, fornendo le conoscenze idonee a favorire il ricorso ad interventi adeguati e servizi mirati.
Nel primo appuntamento la prof.ssa Federica Guazzini ha parlato dei “Migranti e rifugiati dall’Africa verso il Mediterraneo e le relazioni euro-africane”. Nel secondo, previsto il 22 novembre, con inizio alle ore 9, la prof.ssa Stefania Scaglione parlerà della narrazione delle migrazioni operata da media analizzata in chiave sociolinguistica”. Nella seconda parte, alle 14, il giornalista Francesco Castellini dibatterà sulla costruzione delle fake news come strategia comunicativa. Un focus sulle migrazioni.”
Al termine del progetto sarà realizzato un video per documentare le esperienze formative ed un toolkit, come modello di buone pratiche da diffondere a livello nazionale. Il progetto, promosso e organizzato in collaborazione con la Prefettura di Perugia, è stato cofinanziato dall’Unione Europea (Fondo asilo, migrazione e integrazione 2014-2020) e dal Ministero dell’Interno.

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Università: Scatta la protesta dei ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Sono passati due lustri da quando, con la Legge 1/09, il governo iniziava l’anno con l’impegno di assumere nei ruoli dello Stato 6 mila ricercatori, per poi giungere alla messa ad esaurimento degli stessi (Legge 240/09) per ragioni di bilancio. Il risultato di tali disposizioni legislative è che oggi i ricercatori precari superano per numero i colleghi di ruolo. Il 17 novembre prenderà il via la protesta: la misura è colma e già si parla di sciopero della categoria, che bloccherebbe le università visto che la maggior parte dei corsi sono tenuti proprio da questa figura professionale, tanto importante per i nostri atenei ma allo stesso tempo sempre più bistrattata e senza diritti. Ora, però, un emendamento proposto da Anief potrebbe riaprire i giochi e dare speranza a quei 20 mila ricercatori che dopo anni di ricerca, studio, formazione e insegnamento si aspettano di essere riconosciuti tali e assunti per rilanciare la cultura e la ricerca del Paese.

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Scuola: Stop classi pollaio e maestro unico

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Le modifiche sono state chieste alla Commissione Bilancio della Camera che lo sta valutando in queste ore: si tratta di interventi e misure volti a diminuire gradualmente di un punto il rapporto alunni-docente; di assicurare la continuità didattica degli insegnanti specializzati nell’insegnamento agli alunni disabili, superando le illegittime supplenze annuali fino al 30 giugno; di ripristinare l’insegnamento per moduli. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal: sono disposizioni indispensabili per migliorare l’attività didattica che si attua nelle nostre aule. Dai parlamentari del governo del Cambiamento, ci aspettiamo interesse per tali emendamenti e per questo chiediamo loro di prenderli in considerazione per l’inserimento nella manovra economica.

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Scuola: Docenti inidonei

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Le malattie professionali degli insegnanti che determinano l’inidoneità all’insegnamento presentano una diagnosi psichiatrica nell’80% dei casi. Tuttavia, ai docenti non è ancora riconosciuta ufficialmente tale malattia professionale, sia a causa della ritrosia del sistema pubblico nazionale a riscontrare il burnout, sia per via di una macchina amministrativa statale lentissima, non aggiornata e con il personale ridotto ai minimi termini. Il risultato è che i medici delle Commissioni Mediche di Verifica quasi sempre ignorano le patologie professionali dei docenti, finendo per riammettere in servizio insegnanti con pesanti diagnosi psichiatriche. A denunciarlo è il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, tra i massimi esperti nazionali della patologia tra gli insegnanti. Per il sindacato Anief occorre procedere ad un immediato adeguamento, anche attraverso una formazione apposita, delle Commissioni e dei Centri medici pubblici di competenza perché si adeguino alla consistenza e gravità delle patologie mentali della categoria. Parallelamente, diventa fondamentale che i docenti italiani vengano collocati in pensione così come avviene nei Paesi europei, ovvero a 63 anni, e non legando l’uscita dal lavoro all’aspettativa di vita: a tale scopo, il giovane sindacato chiede la presentazione degli emendamenti alla Legge di Bilancio che permetterebbero l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico secondo le regole precedenti alla legge Fornero, oltre a collocare la professione docente tra quelle di tipo gravoso.

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Scuola: Reddito di cittadinanza e pensioni

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Udir presenta alla V Commissione Bilancio sette emendamenti per tutelare la professione del dirigente scolastico. Tra le misure richieste la piena perequazione della retribuzione di posizione parte fissa dello stipendio entro il 2018, il ripristino del versamento della RIA dei presidi in quiescenza nel FUN, la semplificazione delle procedure di assunzione del nuovo concorso, l’ammissione dei ricorrenti 2011 e dei presidi incaricati a un nuovo corso riservato, la riscrittura delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la responsabilità del DS. Stipendi adeguati all’inflazione e nessun impatto della valutazione del portfolio sulla retribuzione di risultato. La richiesta del leader del giovane sindacato è stata formulata al titolare della Funzione Pubblica durante l’incontro tenuto a Palazzo Vidoni assieme alla delegazione Cisal: non si può parlare di reddito minimo di cittadinanza senza occuparsi del salario minimo dei cittadini lavoratori, il quale secondo un preciso accordo tra le parti sociali e Confindustria solo nel privato garantisce l’allineamento degli stipendi all’inflazione, mentre nel pubblico per colpa del blocco stipendiale lungo otto anni, nonostante i recenti aumenti complessivi del 5%, vede gli stessi stipendi di base almeno sette punti ancora sotto l’inflazione. Il sindacalista autonomo ha inoltre chiesto il pensionamento della categoria a 63 anni con il massimo contributivo per tutti, che non rappresenta nulla di trascendentale visto che è il modello adottato oggi in Europa, oltre al riconoscimento del lavoro gravoso anche per i docenti in servizio nella scuola primaria e secondaria.

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Governo ottiene dalla Consulta il rinvio dell’udienza sulla legittimità del corso riservato voluto dalla Buona Scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Tra le motivazioni della richiesta la possibilità che alcuni ricorrenti possano superare l’attuale procedura e la volontà di modificare le regole dell’attuale concorso e d’intervenire per legge sull’argomento. Udir ricorda che ha presentato due emendamenti specifici per semplificare le future assunzioni e far partecipare al corso riservato gli attuali ricorrenti e i presidi incaricati per risolvere una volta per tutte la vertenza. Una ulteriore conferma della notizia ci perviene direttamente dal sindacato Udir: “Confermiamo che abbiamo appreso dall’ufficio contenzioso che l’udienza, del 20 novembre, c/o la Consulta, è stata rinviata su istanza del Consiglio dei Ministri, che si propone di risolvere la problematica del contenzioso, intervenendo con legge sull’argomento. Confermiamo, inoltre, che gli emendamenti citati nell’articolo, sono stati depositati da Udir, presso la V Commissione Bilancio della Camera a DDL 1334”. Ulteriori notizie saranno pubblicate nell’edizione del 20 novembre prossimo sul sito della Fidest.

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Scuola: Pensioni, tutto pronto per l’invio delle domande on line

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

È iniziato il conto alla rovescia per tanti insegnanti, lavoratori Ata e dirigenti della scuola italiana: il Miur ha anticipato ai sindacati che per l’inizio della prossima settimana saranno attivate le funzioni delle istanze on line, con la scadenza per la presentazione delle domande attorno al 20 dicembre, quindi alcune settimane prima degli altri anni. Ma c’è poco da rallegrarsi perché sempre per via telematica la scorsa estate per circa 5 mila insegnanti la formalizzazione della richiesta si è concretizzata o è stata negata sul filo di lana, a causa di un cavillo burocratico che non permetteva di calcolare l’anzianità. Inoltre, poiché le nuove norme sull’anticipo pensionistico arriveranno solo con la Legge di Bilancio, è necessario che i 100 mila docenti e Ata interessati abbiano la possibilità di presentare la domanda, in via eccezionale, nelle prime settimane del 2019. Ma per Anief gli insegnanti dovrebbero poter lasciare con i requisiti precedenti alla riforma “Fornero” e il loro lavoro dovrebbe essere considerato gravoso in tutti gli ordini scolastici: a tale scopo, il sindacato ha fatto pervenire alla Commissione Bilancio della Camera degli specifici emendamenti al testo della manovra.

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Legge di Bilancio, M5S e Lega chiedono 1.200 docenti primaria in più al Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

I partiti di maggioranza fanno a gara per far conoscere le loro richieste di modifica al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334 e fanno sapere già da subito che potrebbero trovare il consenso del Ministero dell’Economia. Per la maggiorazione del tempo scuola nel Meridione, fanno sapere, servirebbero circa 45 milioni di euro. Secondo il giovane sindacato, la cifra impegnata per un’operazione così rilevante la dice tutta sulle priorità che si è dato il governo: siamo dinanzi all’ennesima manovra-spot. Marcello Pacifico, presidente Anief: 30 mila posti in più avevamo nel 2010. Solo per il Sud, ora servono altri 100 mila posti per ampliare gli organici differenziati. O si ha il coraggio di osare, come si è deciso di fare nella manovra economica 2019 finanziando 15 miliardi per il reddito di cittadinanza e l’anticipo pensionistico, oppure è meglio tacere.

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Una conversazione sul tradurre con lo scrittore Stefano Benni

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Perugia martedì 20 novembre, ore 16.30 aula magna, palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. “Sul tradurre” è il tema di una conversazione con lo scrittore Stefano Benni. Ad introdurre lo scrittore bolognese il prof. Enrico Terrinoni e la traduttrice Marguerite Pozzoli.
L’evento, che è il secondo “Sul Tradurre”, dopo quello con Claudio Magris e Snežana Milìnkovic dell’Università di Belgrado, svoltosi a marzo scorso, vuole far dialogare l’autore e il suo traduttore: Stefano Benni racconterà il suo rapporto con l’essere e il sentirsi tradotto, sentirsi trasportato in un altro universo linguistico e culturale. Con lo scrittore dialogherà la traduttrice, Marguerite Pozzoli che illustrerà alcuni esempi del suo laboratorio: smonta la scrittura dello scrittore; la attraversa e la conosce a fondo, assume in qualche modo la potenza espressiva dell’autore stesso; chiarirà con alcuni esempi come ha lavorato sul testo di Benni e quali problemi e intuizioni ha vissuto. L’incontro s’inserisce nell’ambito delle attività del corso di laurea magistrale in Traduzione e interpretariato per l’internazionalizzazione dell’impresa (TRIN), un corso di laurea che vuole formare traduttori per le imprese impegnati su testi pratici e settoriali, ma che vuole anche offrire una formazione completa e complessa del traduttore professionista. Ed uno degli obiettivi del corso è proprio quello di abbattere il muro tra la traduzione di testi settoriali e quella di testi letterari e d’autore; del resto questa tipologia di traduzione non è esclusa dal mercato, anzi: le imprese editoriali pubblicano sempre più testi tradotti e necessitano di figure professionali adeguate. L’evento è promosso in collaborazione con l’Istituto di Mediazione Linguistica di Perugia.

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Caso Magherini: LaCassazione assolve i tre carabinieri

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

“La morte di una persona è sempre un fatto doloroso e una sconfitta per la società ma oggi è stata resa giustizia ai tre carabinieri disumanizzati dal “processo mediatico” con la sola colpa di servire il Paese e la brava gente” – lo afferma Gianni Tonelli deputato della Lega -. “I processi – prosegue Tonelli – devono celebrarsi nelle sedi giudiziarie e non sul circuito mediatico ove gli appartenenti alle forze dell’ordine non possono difendersi. Le norme delle singole amministrazioni vietano agli operatori in divisa di intervenire pubblicamente e il “processo mediatico” si trasforma in un barbaro tiro al piccione, soprattutto quando “l’accusa pubblica”, sapientemente e cinicamente veicolata, può contare sui supporter del partito dell’Antipolizia, estremamente influenti sul circuito mediatico e politico-istituzionale. La Suprema Corte di Cassazione ha, di fatto, con questa sentenza, riportato le dinamiche processuali all’interno del proprio alveo naturale e preso le distanze con una prassi di totale inciviltà giuridica. Pretendere di condizionare l’opinione pubblica allo scopo di operare una indebita pressione sull’Autorità Giudiziaria – conclude – è assolutamente disdicevole e rappresenta la negazione del diritto di difesa e una involuzione del processo di civilizzazione culturale”.

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