Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 20 novembre 2018

Libro: Fabrizio Fonte «Irredimibile Sicilia? – L’Isola e il sogno infranto della sua Autonomia speciale»

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Trapani giovedì 22 novembre alle ore 18.00 presso la prestigiosa Biblioteca Fardelliana sarà presentato il libro di Fabrizio Fonte. Saranno presenti Margherita Giacalone (Direttore della «Biblioteca Fardelliana»), Rosalia D’Alì (Assessore alla Cultura) e Giacomo Tranchida (Sindaco di Trapani). A dialogare con l’autore sarà il giornalista Fabio Pace.
Recensito su diverse testate nazionali, e già alla «seconda ristampa», verrà presentato anche a Trapani l’ultimo volume di Fabrizio Fonte «Irredimibile Sicilia? – L’Isola e il sogno infranto della sua Autonomia speciale». Il pamphlet, edito da Solfanelli, è un viaggio, ricco di riflessioni e di spunti, tra le pieghe storiche e l’attualità di una Terra che continua a barcamenarsi in una profonda, quanto inarrestabile, crisi sociale ed economica. Il «convitato di pietra» del testo è, ovviamente, lo Statuto siciliano, che avrebbe dovuto, almeno negli auspici dei padri autonomisti, garantire all’Isola delle condizioni di sviluppo di ben altra portata ed oggi, soprattutto, in linea con i parametri europei. Sul concetto di «irredimibilità», di «sciasciana memoria», si dipana, dunque, un ragionamento che ci porta fino ai nostri giorni, connotati, purtroppo, da dei dati che si registrano sulla disoccupazione, sull’emigrazione e sulla povertà in larghi strati della popolazione a dir poco drammatici. Un atto d’accusa, ed una sensazione di estremo rammarico, emerge, pertanto, in maniera netta dal volume di Fabrizio Fonte. In particolare verso quei «centri decisionali del potere» che hanno usato, in questi oltre settant’anni di “specialità” amministrativa, lo strumento autonomista in maniera fraudolenta e distorta, abusandone a loro esclusivo vantaggio e, soprattutto, a discapito degli interessi diffusi.

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Le “opere uniche” di Marta Czok

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Siena 24 novembre al 31 dicembre la galleria Beaux Arts di Siena (via Montanini, 38) propone la personale le “opere uniche” di Marta Czok. Una galleria di dipinti che raccontano la quotidianità rivelandone lo straordinario
Uno sguardo attento che scruta la quotidianità rivelandone la straordinarietà. Apre il prossimo sabato 24 novembre a Siena, presso la galleria Beaux Arts (via Montanini, 38), la personale della pittrice Marta Czok, artista internazionale che propone nella città del Palio le sue “Opere uniche”.
Con curiosità e ironia la Czok presenta un universo di personaggi che tessono un inedito racconto antropologico dove smascherando abitudini, paradossi, piccoli grandi giochi di ruolo, si incontrano vincitori e vinti protagonisti di quel teatro incessante che è la vita.Colori preziosi e delicati si vestono di un’insolita luce per delineare volumetrie armoniche: la mano di Marta Czok è quella di un grande maestro capace di annullare il tempo e trasportare in una dimensione onirica seppur concretissima. Nelle sue opere si fondono linguaggi e suggestioni differenti, che spaziano dalla ieraticità dell’arte medioevale alle suggestioni contemporanee tipiche dell’illustrazione, del fumetto e anche della caricatura. Un modo di intendere la pittura come viaggio che non lascia indifferenti. “Tutto quello che sono – commenta Marta Czok – è nei miei dipinti quindi non sento il bisogno di apparire o parlare come un’artista. Immagino che sotto sotto sono una rivoluzionaria e la mia battaglia è contro il ridicolo abuso di potere, che sia per mano dello Stato o della Chiesa, ed è tutto nei miei dipinti, anche se a volte lo inserisco in un modo delicato, cauto.”
Marta Czok, di origini polacche, è nata a Beirut (Libano) nel 1947, e cresciuta a Londra. Negli ultimi 35 anni ha esibito le sue opere in Europa e in America partecipando a innumerevoli mostre e realizzando progetti che hanno affrontato temi particolari come l’olocausto.Sempre senza retorica, ma con onesta e rigorosa dedizione alla realtà.La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta fino al prossimo 31 dicembre. Orario: lunedì dalle ore 16 alle ore 19.30 dal martedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 13 e dalle 16 alle 19.30 – domenica chiuso.

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Giornata degli alberi: visite guidate gratuite a Villa Borghese

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Roma, Mercoledì 21 e sabato 24 gli appuntamenti con i cittadini In occasione della Giornata nazionale degli alberi, celebrata il 21 novembre, l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale ed il Servizio Giardini di Roma Capitale organizzano una visita guidata gratuita all’interno di Villa Borghese.Un trekking alla scoperta degli alberi e del grande patrimonio ambientale custodito all’interno di uno dei parchi storici più belli della Capitale.Durante la visita che avrà inizio alle ore 9.30 con appuntamento in piazzale del Museo Borghese, verrà illustrato ai partecipanti l’importanza degli alberi per il miglioramento della qualità dell’aria ed i loro ritmi di vita. Si attraverserà la valle del Graziano per ammirare i platani cinquecentenari e si farà una tappa presso il grande leccio monumentale salvato, con l’intervento gratuito di una equipe di esperti, da un attacco di parassiti che ne avevano compromesso la salute.La passeggiata si concluderà con la messa a dimora un albero donato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Roma. “Vogliamo sensibilizzare i cittadini sul ruolo fondamentale svolto dagli alberi nel riequilibro delle emissioni inquinanti, nel miglioramento della qualità dell’aria e della vivibilità della città. Ma, soprattutto, vogliamo coinvolgerli sempre di più nelle azioni mirate alla cura del verde e alla forestazione urbana che stiamo mettendo in campo. Un percorso di partecipazione che ci sta a cuore e che abbiamo avviato da tempo, per esempio, con il nuovo Regolamento del Verde Urbano scritto articolo per articolo con il contributo delle associazioni di categoria” dichiara l’assessora alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari. L’appuntamento si ripeterà anche sabato 24 novembre per un’altra passeggiata guidata nel magnifico parco romano.

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25th Annual Edition of the World Islamic Banking Conference

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

(WIBC 2018) on the 26th of November in Thuraya Ballroom 3, ART Rotana Hotel, Amwaj Islands, Kingdom of Bahrain. The “IIFM Awareness Seminar on Islamic Finance” will see industry leaders deliberate on a broad spectrum of issues, centered around achieving growth in the Islamic Financial Sector and will feature critical discussions gravitating around the key theme of “Entrenching Transparency in Advancing Sustainable Growth in the Islamic Financial Market.”
Opening Remarks by Khalid Hamad Abdulrahman Hamad, Executive Director of Banking Supervision, Central Bank of Bahrain and Chairman of IIFM
Exclusive Presentation focusing on an Overview of IIFM’s Shariah-Compliant Financial Documentation and Product Confirmation Standards
Key Insights by Industry Leaders comprising Ijlal Ahmed Alvi, Chief Executive Officer, IIFM; Omar Mustafa Ansari, Acting Secretary General, Accounting & Auditing Organization for Islamic Financial Institutions (AAOIFI); Dr. Hatim El-Tahir, Director, Audit & Assurance, Deloitte & Touche – Middle East; Mourad Mekhail, Board Advisor, Kuwait International Bank; Ajay Mathur, Director – Precious Metals, Dubai Multi Commodities Centre (DMCC); Habib Motani, Partner, Clifford Chance LLP and Mian Muhammed Nazir, Chief Executive Officer, Dar Al Sharia, among others.
Comprehensive Coverage of key issues affecting Islamic financial markets encompassing topics like Trade Finance and the IIFM-BAFT Master Participation Agreements; Developments in the Global Sukuk Market & in Global Financial Markets and Gold related Shariah-Complaint Documentation & Products Standardization Possibilities.

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Due dita sul polso per “sentire” il ritmo del cuore

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

In occasione della Settimana globale della fibrillazione atriale http://www.heartrhythmalliance.org/afa/uk/af-aware-week (19 – 24 novembre) tutto il mondo si sta muovendo, per lanciare campagne di sensibilizzazione efficaci ma nessuno ancora ha pensato di coinvolgere i bambini, perchè abbiano cura della salute dei propri genitori e dei nonni. Lo sta facendo ALT, Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus, con ChYP, Check Your Pulse: una campagna capillare che insegna ai bambini a “sentire” il ritmo del cuore con un gesto semplice: due dita sul polso, al posto giusto, al momento giusto.La fibrillazione atriale è un’aritmia, un disordine nel ritmo del cuore, che provoca sintomi come mancanza di respiro, stanchezza profonda, senso di vertigine, sensazione di un frullo nel petto, ma altrettanto spesso dà sintomi sfumati o che non vengono affatto percepiti. Questa aritmia provoca ictus cerebrale: un evento devastante che può rubare la vita o distruggere la qualità della vita di chi ne soffre e della sua famiglia.ChYP parla alle nuove generazioni con un linguaggio immediato, coinvolgente, efficace, fatto di suoni e immagini. Grazie alla collaborazione degli allievi del Corso triennale di Pubblicità e Cinema d’Impresa, con la direzione artistica di Maurizio Nichetti, della sede Lombardia del CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, e dei ragazzi della Sezione Percussioni della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, ALT ha realizzato il video, in due versioni, italiano e inglese, che aiuta a riconoscere la fibrillazione atriale. IL VIDEO nato grazie al contributo della Fondazione Cariplo e il sostegno del Fondo in memoria di Maria e Guido Marsigliesi, è patrocinato da Pubblicità Progresso.Partecipano alla campagna, in classe con ALT per conoscere i meccanismi di funzionamento del cuore e della circolazione del sangue, gli studenti dai 9 ai 12 anni di due scuole di Milano, l’Istituto Santa Gemma e The British School of Milan – Sir James Henderson.«Sono 2 milioni gli italiani e 10 milioni gli europei che soffrono di fibrillazione atriale – sottolinea Lidia Rota Vender, specialista in Ematologia e Malattie cardiovascolari da Trombosi e Presidente di ALT – Onlus, spiegando – Un gesto semplice come due dita sul polso permette di riconoscere una fibrillazione subdola, che non dà segni di sé, che non viene sospettata perché troppo pochi sanno che cosa sia e come riconoscerla per tempo, non necessariamente con esami diagnostici reiterati e costosi, ma a anche volte solo con due dita sul polso”.

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Sanità privata Lazio: il 14 dicembre è sciopero dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Sanità privata, il tempo è davvero scaduto: il 14 dicembre prossimo i lavoratori del Lazio incroceranno le braccia con le categorie di Cgil Cisl e Uil per un rinnovo di contratto atteso ormai da 12 anni. Un’enormità che pesa come un macigno sui bilanci familiari e sulle prospettive professionali dei lavoratori, ma anche sulla tenuta complessiva del sistema sanitario regionale. “25.000 dipendenti sono senza contratto e la trattativa, aperta da oltre un anno, non ha prodotto risultati concreti”, denunciano Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio . “Qui è in gioco il futuro di operatori e professionisti che ogni giorno, 24 ore al giorno 7 giorni a settimana, contribuiscono a garantire la salute dei cittadini e sui quali gravano grandi disparità di salario, diritti, valorizzazione delle competenze, crescita professionale e formazione rispetto ai colleghi della sanità pubblica. Pretendiamo risposte e riconoscimento per un settore che rappresenta il 40% dei servizi pubblici sanitari della regione”. “Dopo due manifestazioni, una a giugno e una a settembre, e una grande petizione alla Regione Lazio, la pazienza dei lavoratori è finita”, proseguono i segretari generali, che il 3 dicembre prossimo porteranno al governatore del Lazio le migliaia di firme raccolte tra i dipendenti della sanità privata con la richiesta di intervenire in Conferenza Stato-Regioni per superare le criticità fin qui cavalcate dalle grandi centrali datoriali per rallentare le trattative. “Aris, Aiop e l’imprenditoria sanitaria continuano a fare cassa sulla pelle dei dipendenti. In tante strutture e in particolare nelle Rsa si fa un larghissimo uso di contratti pirata e dumping contrattuale che abbattono salari e tutele, mentre il ricorso al precariato è sempre più selvaggio. E poi c’è la questione della trasparenza: chi gestisce risorse pubbliche deve essere obbligato a pubblicare i bilanci. La proclamazione di presunti stati di crisi è una scappatoia che va bloccata. Serve una programmazione triennale dei budget che tenga conto anche del costo del lavoro e che rilanci l’investimento in competenze. Servono norme per dare certezza e stabilità alle persone e requisiti chiari sugli organici: il concetto di minimo assistenziale va superato se si vuole assicurare la qualità delle prestazioni, la salute e la sicurezza dei lavoratori. E la Regione Lazio deve garantire legalità e controlli, oltre a mantenere la promessa di un finanziamento ad hoc per il rinnovo di contratto, rimasta completamente lettera morta”.”Di tempo ne è stato perso troppo. Il 14 dicembre saremo in piazza Oderico da Pordenone, sotto la sede regionale, per un grande sciopero di tutto il personale del settore”, concludono Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Indietro non si torna: vogliamo anche per i lavoratori della sanità privata giusto salario, valorizzazione professionale, diritti e dignità”.

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Scuola: Contratto, tra un mese di nuovo scaduto e il Governo stanzia aumenti senza recuperare l’inflazione pregressa

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Non basta sbloccare l’indennità di vacanza contrattuale se non si recuperare il gap con il settore privato dove sindacati e confindustria hanno firmato accordi superiori all’aumento del costo della vita nell’ultimo decennio. Anief presenta emendamenti su salario minimo e recupero dell’IVC rispetto all’inflazione, ripristino primo gradone neo-assunti, riconoscimento servizio paritarie e pre-ruolo per intero nelle ricostruzioni di carriera, card docenti anche per Ata e precari, temporizzazione Dsga e passaggi verticali, Rpd e Cia a supplenti brevi e parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato.
La maggioranza M5S-Lega si appresta ad approvare la copertura finanziaria per un nuovo incremento di stipendio dei dipendenti pubblici – tra cui docenti e Ata – di 500 euro lordi annui, 40 euro al mese, al di là della perequazione per il solo 2019, e dell’indennità di vacanza contrattuale che scatterà comunque, da aprile con un assegno tra gli 8 e 12 euro per Ata e docenti. Unico dubbio la copertura finanziaria, visto lo stanziamento di un solo miliardo. Tuttavia, poiché i dipendenti della Scuola che percepiscono in media solo 28 mila euro lordi l’anno, nell’ultimo periodo, secondo i calcoli dell’Aran, si sono ritrovati a ricevere buste paga, addirittura, in flessione, con specifici emendamenti alla Legge di Bilancio, Anief chiede “il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 12%”, con la copertura finanziaria “garantita dalle risorse stanziate dal Fondo per il reddito di cittadinanza”.I finanziamenti per l’incremento dei compensi di 3 milioni e 300 mila dipendenti pubblici non tengono conto del blocco decennale e dell’aumento dell’inflazione registrato negli anni: porteranno “un aumento medio mensile di 40 euro lordi, meno della metà dello scorso rinnovo contrattuale, che è stato, ricordiamo, di 85 euro medi e lordi. Aumento per il quale bisognerà ancora reperire le risorse”, riassume Orizzonte Scuola. A dire il vero, però, le somme reali saranno più contenute: perché dagli 1.1 miliardi di euro per il 2019, 1.425 per il 2020 e 1.775 a partire dal 2021, occorre scorporare i fondi destinati a coprire la perequazione, soprattutto a tutela degli stipendi più ridotti, che il governo Gentiloni aveva garantito solo fino a dicembre 2018, e l’indennità di vacanza contrattuale, peraltro allineata per il futuro ma non rivalutata rispetto al blocco decennale, per la quale Anief sta promuovendo un intervento della Consulta.L’insufficienza delle risorse per i dipendenti pubblici è stata evidenziata in settimana da Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief, nel corso dell’incontro con i sindacati svolto martedì scorso a Palazzo Vidoni con il Ministro della Funzione Pubblica, on. Giulia Bongiorno: “Ci sono incongruenze nella relazione tecnico-contabile sulla platea dei soggetti che avranno gli aumenti dell’indennità di vacanza contrattuale e i fondi stanziati (300 milioni sul miliardo di copertura) che pongono seri dubbi sulla copertura finanziaria degli aumenti previsti anche per il solo 2019. Rispetto agli aumenti già disposti nel presente contratto prossimo alla scadenza, bisognava invece recuperare il gap venutosi a determinare, a seguito del blocco degli stipendi, rispetto al tasso IPCA certificato: occorre quindi un +7% al netto degli aumenti per il 2016/2018 come base di partenza per aprire le trattative sul rinnovo”, ha sottolineato Pacifico.
È chiaro che occorrono maggiori risorse. A stabilirne la consistenza è stata l’Anief, attraverso gli emendamenti alla Legge di Bilancio, di cui l’associazione sindacale si è fatta promotrice, facendoli pervenire alla Commissione Bilancio della Camera. In particolare, all’articolo 21 sui “Fondi per l’introduzione del reddito e delle pensioni di cittadinanza e per la revisione del sistema pensionistico”, si chiede il “riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 12%”, con la copertura finanziaria “garantita dalle risorse stanziate dal Fondo per il reddito di cittadinanza”. Inoltre, nell’art. 34 (Rinnovo contrattuale 2019-2021), Anief ha fatto da tramite per predisporre “per il triennio 2016/2018 ulteriori aumenti contrattuali al netto di quelli eventualmente già disposti, per allineare il salario minimo al tasso annuo di inflazione reale”.Tali operazioni si renderebbero necessarie pure “alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 sullo sblocco dei contratti” che “ridetermina l’assegno dell’indennità̀ di vacanza contrattuale nella misura del 50% per il triennio 2016/2018”. Infine, sempre a livello stipendiale, con un emendamento articolato, Anief ha inteso richiedere, in nome della giurisprudenza nazionale e comunitaria, la modifica di tutte le disposizioni normative relative alla ricostruzione di carriera del personale docente e all’avanzamento di carriera del personale Ata, a tempo determinato e indeterminato, supplente breve e saltuario o annuale. Sempre per le stesse motivazioni con un’altra proposta emendativa si è inteso estendere la card docenti anche ai precari come al personale Ata.

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Scuola: La vera storia delle GaE tra politica e magistratura

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Di quelle graduatorie che possono salvare la continuità didattica e il sistema di reclutamento dei centocinquantamila precari chiamati dallo Stato ad insegnare ma che vorrebbero essere assunti nei ruoli dello Stato sui posti vacanti e disponibili in organico.
Prima il Parlamento chiude le graduatorie permanenti (Legge 296/2006), parte integrante di quel “doppio canale” da cui, sin dal 2001, lo Stato ha attinto proprio per conferire gli incarichi a tempo indeterminato e determinato e in cui confluivano tutti i docenti che conseguivano l’abilitazione all’insegnamento e dovevano iniziare la propria carriera attraverso la solita “gavetta” delle supplenze, per via di posti vacanti e disponibili mai annoverati nell’organico di diritto. Poi lo stesso Parlamento ci ripensa e, di fronte a esigenze di organico strutturali, riapre per ben due volte le Graduatorie a Esaurimento al personale abilitato (Legge 169/08, Legge 14/12).
Poi arriva, per la scuola primaria e infanzia, un Decreto del Presidente della Repubblica (25 marzo 2014) che annovera il titolo del diploma magistrale come abilitante per inserirsi nelle graduatorie d’istituto. Parte un contenzioso seriale presso il Tribunale amministrativo al fine del riconoscimento dell’inserimento di questi insegnanti anche nelle Graduatorie a Esaurimento, da cui si può entrare nei ruoli. Nell’anno 2015, lo studio legale Anief ottiene ben sei delle sette sentenze definitive del Consiglio di Stato (sottoscritte da dieci consiglieri differenti e quattro presidenti della sesta sezione), passate in giudicato che inseriscono nelle GaE e, di lì a poco, in ruolo più 2 mila maestre della scuola dell’infanzia e della primaria, cui seguono centinaia di ordinanze cautelari per altri 50 mila nuovi ricorrenti. Di questi, in 7 mila entrano di ruolo con riserva attendendo l’esito del giudicato, ma l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 11 del 20 dicembre 2017, pur pronunciandosi su un conflitto di giudicato inesistente, dichiara il diploma magistrale titolo non valido per l’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento e quindi per l’accesso ai ruoli, blindando l’accesso alle stesse. Nel frattempo, senza risolvere il problema delle supplenze dalle GaE è emanato il Decreto legislativo n. 59/17 che autorizza tre nuovi concorsi per i docenti precari della secondaria, il primo dei quali, riservato, è rimesso con una motivata ordinanza dal Consiglio di Stato alla Corte Costituzionale (ruolo n. 5233/18).
Nel 2018, mentre diversi reclami sono presentati al Consiglio d’Europa e la procedura d’infrazione NIF 2014/4231 è sotto la lente della Commissione UE sull’abuso dello Stato italiano del personale scolastico, il Parlamento approva un nuovo concorso riservato (legge 96/2018), sul modello di quello già ritenuto incostituzionale, che non risolve anch’esso né il precariato né il problema delle supplenze né della salvaguardia dei ruoli. Di fronte a questo caos nella gestione del precariato, interviene nuovamente la sesta sezione del Consiglio di Stato che chiede all’Adunanza plenaria di rivedere il suo giudizio, anche in considerazione della valenza erga omnes dell’annullamento del Decreto ministeriale operata nel 2014. Un ripensamento dell’Adunanza plenaria, la cui sentenza è stata già impugnata alle Sezioni Unite della Cassazione, peraltro, permetterebbe di perseguire il fine della continuità didattica invocato dall’ultimo intervento legislativo, rispetterebbe il principio della certezza di diritto e consentirebbe l’immissione in ruolo di personale che da anni insegna nelle nostre scuole attraverso quel doppio canale di reclutamento che ha permesso l’assunzione negli anni passati su tutti i posti vacanti e disponibili rispetto alle attuali cattedre deserte e ha rappresentato l’unico rimedio al reiterato abuso dei contratti a termine, secondo il giudice di legittimità. L’Adunanza plenaria, presieduta da Patroni Griffi, rivedrà il suo giudizio come ha fatto il Parlamento in passato? Gli insegnanti della scuola, ancorché supplenti, ci sperano e si aspettano una decisione giusta, perché da più di un decennio subiscono continui attacchi alla loro professionalità a causa di un’azione politica sclerotica e confusionaria, mirata forse più a creare che a risolvere il problema del precariato e dei tanti, troppi, contratti a termine nella scuola pubblica stipulati in successione infinita con condanne dell’Italia da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

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Scuola: Udir chiede emendamenti in Bilancio

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Si è svolto in Aran il settimo incontro dedicato alle trattative per il rinnovo di un contratto prossimo alla scadenza. Ancora lontana la parte economica, è stata illustrata una bozza di contratto che amplia le deleghe del DS in caso di sua assenza e maggiori tutele nei procedimenti disciplinari come richiesto dallo Snals.Il sindacato autonomo in linea con Udir ha anche chiesto di riportare alla contrattazione integrativa nazionale alcune materie che l’Aran ha posto tra le materie di confronto: i criteri per la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici; i criteri per la definizione e l’aggiornamento delle funzioni dirigenziali e le corrispondenti posizioni; i criteri per la mobilità interregionale; i criteri di individuazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative allo stress lavoro correlato; i criteri e le modalità dei procedimenti di valutazione dei dirigenti scolastici. La discussione si è concentrata sulle norme disciplinari e, in particolare, sulla recidiva e sulle sanzioni che essa comporta: è stato unanimemente richiesto di evitare qualsiasi automatismo nell’irrogazione di sanzioni più gravi. L’Aran ha posto una serie di veti sul trasferimento alla contrattazione di diverse materie riconducibili alle posizioni dirigenziali e alla valutazione. Per Udir tali veti sono irricevibili in un momento in cui il giovane sindacato ha chiesto al Parlamento con un emendamento specifico di: ripristinare il versamento della Ria dei presidi andati in quiescenza tra il 2012 e il 2015, provvedere alla completa perequazione della parte fissa della retribuzione di posizione già nell’attuale CCNL e sospendere gli effetti della valutazione nella determinazione della retribuzione di risultato.In sintonia con le nostre proposte quelle dello Snals, che ha preannunciato una posizione forte sul fronte economico, chiedendo di utilizzare, in analogia con il contratto di Comparto, parte dei fondi per la retribuzione premiale, così da alimentare la retribuzione di posizione. Il prossimo incontro avrà luogo il 28 novembre: nel frattempo l’amministrazione verrà sollecitata, affinché individui risorse utili a realizzare l’equiparazione della parte fissa della retribuzione di posizione a quella delle altre dirigenze.Gli emendamenti di Udir sono all’attenzione della V Commissione Bilancio della Camera per ripristinare il versamento della RIA dei presidi cessati dal servizio nel FUN per tutti i dirigenti scolastici in servizio e anticipare la perequazione esterna della parte fissa della retribuzione di posizione a partire dell’a.s. 2015/2016.

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Scuola: Personale Ata ancora dimenticato

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Per rilanciare il ruolo di assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e Dsga si dia seguito agli emendamenti predisposti dal giovane sindacato: dall’attivazione di 12 mila posti in organico di diritto per attivare dopo vent’anni i profili di coordinatori di assistenti tecnici ad amministrativi, all’adeguamento dei livelli del personale agli altri profili della Pa; dal corso di formazione per i candidati del 2010, ad una nuova sessione concorsuale per i passaggi verticali; dall’immissione in soprannumero dei facenti funzioni al concorso Dsga con una quota riservata, alla fine della “temporizzazione”. Sui compensi, i più bassi della PA, bisogna ripristinare “le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011”; dire basta alle “discriminazioni tra lavoratori” di ruolo e precari; per gli stessi motivi, “è necessario estendere la carta docente e il relativo bonus anche” al personale Ata, come a quello educativo, oggi entrambi esclusi senza alcun tipo di spiegazione.

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Scuola:Pubblicato decreto pensionamenti 2019 con parametri peggiorativi rispetto agli attuali

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Uno dei temi centrali della Legge di Bilancio è l’accesso anticipato alla pensione, reso ancora più impellente dall’ulteriore innalzamento dei requisiti d’accesso previsti con il nuovo anno: da settimane non si parla d’altro che delle modalità, che passano principalmente per quota 100, con 38 anni minimi di contributi e 62 di età, ma soprattutto delle conseguenti riduzioni dell’assegno nell’attuale sistema contributivo. Anief presenta emendamenti specifici in legge di Bilancio.Il sindacato continua a chiedere a gran voce di non introdurre ulteriori paletti, né di applicare decurtazioni ad un assegno pensionistico già di per sé ridotto dal calcolo in buona parte di tipo contributivo, anziché retributivo, e come tale meno conveniente per il lavoratore che lascia il lavoro. L’età massima contributiva dovrebbe essere di 37 anni come in Europa, di meno per il personale docente della scuola, più a rischio d’insorgenza di patologie psico-fisiche. Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato, in accordo con l’Inps, il decreto con la nota operativa 50647 relativa ai pensionamenti del personale della scuola dal 1° settembre 2019: per i lavoratori si tratta di un’ulteriore tegola, perché a causa dell’innalzamento dell’aspettativa di vita per l’accesso alla pensione di vecchiaia per uomini e donne (con almeno 20 anni di contributi) il nuovo requisito passa da 66 anni e 7 mesi a 67 anni entro il 31 dicembre 2019, mentre la pensione anticipata per le donne slitta a 42 anni e 3 mesi di anzianità contributiva e per gli uomini a 43 anni e 3 mesi di anzianità contributiva, in entrambi i casi sempre entro il 31 dicembre 2019. Il governo giallo-verde ha confermato ‘opzione donna’ che continua a mantenere in vita l’art. 1 comma 9 della Legge 243/2004, il quale consente l’accesso alla pensione con 57 anni e 7 mesi di età anagrafica e 35 anni di anzianità contributiva, ma a condizione che il requisito di contribuzione sia stato maturato entro il 31 dicembre 2015 e quello anagrafico entro il 31 luglio 2016. In ogni caso, l’assegno di quiescenza verrà valutato interamente con il sistema contributivo, che quindi andrà a ridurre di oltre il 30% la somma assegnata qualora la lavoratrice dovesse lasciare il servizio con la pensione di vecchiaia.La pubblicazione del decreto ha reso ancora più rilevante l’approvazione della controriforma Fornero, uno dei punti centrali della politica dell’attuale esecutivo. Il provvedimento, tuttavia, così come formulato, non appare risolutivo. Assieme a quota 100, che permetterebbe l’uscita anticipata anche a 62 anni, servono precise garanzie sul mantenimento dell’assegno completo. E non solo. Anief ha predisposto una serie di emendamenti al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334. Le richieste del sindacato partono dall’inclusione dell’insegnamento tra le professioni caratterizzate dal particolare gravoso, che oggi danno diritto all’Ape cosiddetta Social. In pratica, si chiede un’integrazione al “pacchetto” composto da una quindicina di lavori con mansioni particolari, introdotto dal governo Gentiloni, finora considerato inamovibile. All’interno dell’articolo 21 della manovra economica, inoltre, l’organizzazione autonoma chiede che “il carattere peculiare della professione docente rispetto alle altre professioni della Pubblica Amministrazione per il diffuso e gravoso stress psicofisico, unito all’attuale pesante gap generazionale tra docenti e discenti con il personale insegnante più vecchio del mondo”, preveda l’attivazione di “un’apposita finestra che permette l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole previgenti la riforma cosiddetta “Fornero””. Per tali motivi, secondo il sindacato autonomo “risulta indispensabile allargare l’attuale finestra di pensione anticipata prevista soltanto per il personale dell’infanzia”.Per gli stessi motivi, tutti gli insegnanti della scuola pubblica, oltre ai maestri d’infanzia, devono avere il diritto a beneficiare, a partire dal prossimo anno scolastico, dello status di operatori in ambiente di lavoro particolarmente difficile, perché “lo svolgimento della professione docente ha un carattere gravoso in tutti gli ordini di scuola, come si evince dagli studi sullo stress da lavoro correlato e bornout del dott. Lodolo D’Oria”.

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Governo ottiene dalla Consulta il rinvio dell’udienza sulla legittimità del corso riservato voluto dalla Buona Scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Avevamo già preannunciata la notizia del rinvio (link: https://fidest.wordpress.com/2018/11/18/governo-ottiene-dalla-consulta-il-rinvio-delludienza-sulla-legittimita-del-corso-riservato-voluto-dalla-buona-scuola/) ma da più parti ci è stato chiesto di confermare quanto scritto probabilmente perché increduli che l’iniziativa governativa fosse realmente avvenuta. Abbiamo rigirata la richiesta agli organi sindacali (Udir, Anief nello specifico) e il riscontro ha confermato quanto da noi già rilanciato e con la seguente precisazione:
“Tra le motivazioni della richiesta del governo alla Consulta la possibilità che alcuni ricorrenti possano superare l’attuale procedura e la volontà di modificare le regole dell’attuale concorso e d’intervenire per legge sull’argomento. Udir ricorda che ha presentato due emendamenti specifici per semplificare le future assunzioni e far partecipare al corso riservato gli attuali ricorrenti e i presidi incaricati per risolvere una volta per tutte la vertenza. 
La grande attesa si è arrestata improvvisamente: erano tantissimi i ricorrenti pronti ad assistere “all’udienza del 20 novembre in cui la Consulta avrebbe dovuto riunirsi per pronunciarsi in merito alla legittimità della legge 107, nella parte in cui al comma 88 discrimina i ricorrenti del concorso Ds 2011 rispetto ai ricorrenti del 2004 – 2006”. Tra le motivazioni, a quanto pare, ci sarebbero le nefaste conseguenze che deriverebbero dal riconoscimento, da parte della Corte, dell’illegittimità “costituzionale dei commi 87 e 88 della legge 107/2015”. Inoltre, “una pronuncia di accoglimento metterebbe a rischio tutti i dirigenti sanati dalla legge 107/2015 che dovrebbero fare ritorno ai ruoli di appartenenza, per non parlare dei posti disponibili, che spetterebbero ai ricorrenti del 2011 e non potrebbero essere più assegnati ai vincitori del concorso 2018”.
La questione risulta molto complessa e ingarbugliata: Udir, nato con l’intento di stare dalla parte dei DS, ha abbondantemente fatto riferimento alla giustezza di un sistema di reclutamento più snello, che permetta l’ottimo funzionamento degli istituti. Con l’intento di portare avanti tale progetto, all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, il giovane sindacato ha presentato 7 emendamenti, tra i quali quello per l’ammissione dei ricorrenti 2011 e dei presidi incaricati a un nuovo corso riservato. Tale risoluzione consentirebbe la composizione della controversia giudiziaria ancora in corso prima del pronunciamento della Consulta sul tema, nonché la copertura dei posti vacanti all’esito delle domande di pensionamento che decorreranno dal 2019. Infatti, ‘per le assunzioni relative ai dirigenti scolastici, all’articolo 28, dopo il comma 1’, il sindacato ha proposto di aggiungere che è “estesa anche agli aspiranti che hanno in corso un contenzioso avverso il decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011”. Inoltre, “sono ammessi, altresì, tutti i soggetti non in quiescenza che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto la funzione di dirigente scolastico per almeno un triennio a seguito di conferma degli incarichi di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43”. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, si provvederebbe attraverso l’impiego di “risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificata dall’articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205.” Inoltre, con l’altro emendamento rivolto alla semplificazione concorso DS 2018, “alle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici si applicano le disposizioni normative previgenti a quanto previsto dall’articolo 1, comma 217, della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 di modifica dell’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165”: quindi, “con Decreto del Ministro dell’istruzione sono abolite le disposizioni relative all’obbligo di frequenza del corso di formazione dirigenziale di cui al Decreto ministeriale del 3 agosto 2017, n. 138 e disposta l’assunzione diretta dei vincitori all’esito della procedura concorsuale”.

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Scuola: Allarme supplenze, dopo quota 100 sarà record: basta promesse

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Con l’ormai prossima approvazione della contro-riforma Fornero, solo nella scuola è previsto un alto numero di uscite dal lavoro, tra le 80 mila e le 100 mila, con larga prevalenza di insegnanti. E siccome il Ministero dell’Economia non vuole autorizzare nemmeno 27.400 immissioni in ruolo chieste dal titolare del Miur Marco Bussetti, quindi negando anche la stabilizzazione di meno di un sesto del necessario, a settembre si rischia seriamente di ritrovarci con oltre 200 mila supplenze annuali: altro che fine del precariato, come aveva promesso l’ex premier Matteo Renzi, e assorbimento di tutti i precari, come ha più volte promesso il primo partito di maggioranza dell’attuale Governo. Secondo Marcello Pacifico, bisogna affrontare subito il problema, prima che la situazione sfugga di mano: basterebbe votare gli emendamenti predisposti da Anief su riapertura GaE, estensione del doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto e conferma dei ruoli degli insegnanti assunti con riserva. E dare seguito alle modifiche richieste al nuovo sistema di reclutamento, con particolare attenzione ai docenti non abilitati destinati a fare i supplenti di Stato sine die.

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Le musiche di Kurt Weill per l’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Roma mercoledì 21 novembre alle 18.00 per i concertI dell’Associazione Roma Sinfonietta presso l’Università Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1). In programma anche il Concerto per violoncello e orchestra di Gulda, singolare figura di grande pianista e compositore, che frequentava con pari passione e successo sia la musica classica che il jazz. Solista al violoncello Gianluca Giganti.
Rappresentata nel 1928 a Berlino, l’Opera da tre soldi, capolavoro di Bertolt Brecht e Kurt Weill, è l’opera d’arte più rappresentativa della società europea tra le due guerre. È una feroce denuncia della società borghese, ritratta come una banda di delinquenti, ruffiani e meretrici, che già prefigura un mondo spietato e disumano, che di là a pochi anni si sarebbe concretizzato nel regime nazista. In quest’occasione ne verrà presentata una suite orchestrale, che include i brani musicali più importanti e famosi della musica composta da Kurt Weill.Segue il Concerto per violoncello e orchestra di Friedrich Gulda, composto nel 1980 e ispirato al Flauto magico di Mozart. È tra i lavori più amati e conosciuti di Gulda, carismatico pianista austriaco, geniale ed eccentrico, che molti ricorderanno per le straordinarie interpretazioni di Bach, Mozart e Beethoven. Ma l’universo classico gli stava stretto e ad un certo punto decise di aprirsi ad altri generi, in particolare il jazz, e quindi si esibì con musicisti come Herbie Hancock, Chick Corea e Joe Zawinul.
Dirige Gabriele Bonolis, che è salito sul podio di importanti orchestre e teatri italiani e stranieri, tra cui Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Festival dei 2 Mondi di Spoleto, Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca, Opera di Stato di Dresda. Suona l’Orchestra del Conservatorio di Benevento, un’istituzione all’avanguardia nel panorama della didattica musicale in Italia. Il solista nel concerto di Gulda è il violoncellista Gianluca Giganti, che si è esibito in recital solistici per alcune delle maggiori istituzioni concertistiche italiane, quali Accademia di Santa Cecilia, Accademia Filarmonica Romana, Festival delle Nazioni di Città di Castello, Parco della Musica di Roma. Ha suonato anche all’estero, in Russia e altri paesi. Attualmente è il primo violoncello nell’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli.

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Campidoglio: ok Giunta a Bilancio di previsione 2019-2021

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

La Giunta Capitolina ha approvato il progetto di Bilancio di previsione 2019-2021 di Roma Capitale, e le delibere collegate, che ora verranno sottoposti alla discussione dell’Assemblea Capitolina per l’approvazione entro i termini previsti dalla normativa.
Il documento prevede una spesa corrente per l’anno 2019, di circa 4,8 miliardi di euro, in aumento di oltre 170 milioni rispetto al previsionale del 2018. La spesa per investimenti e opere pubbliche nei prossimi tre anni si attesta invece a 1 miliardo e 120 milioni di euro, raddoppiando rispetto al precedente piano triennale (557 milioni). Il progetto di Bilancio verrà ora sottoposto al parere dei Municipi e poi agli organi dell’Assemblea Capitolina, a partire dalla commissione competente: durante l’iter d’aula potranno essere proposte eventuali emendamenti dalla stessa Giunta e dai consiglieri comunali.
Tra le voci più rilevanti, gli stanziamenti per i servizi sociali nei Municipi passa da 193 a 202 milioni di euro, rispondendo alle esigenze manifestate dalle strutture territoriali durante l’anno scorso. I nuovi finanziamenti per la manutenzione ordinaria delle strade si attesta a 55 milioni di euro, mentre alla manutenzione del verde sono destinati 16 milioni di euro per l’anno prossimo e circa 29 milioni nel biennio successivo.
Il Piano degli investimenti 2019-2021 ammonta a 1.120.378.309 euro. Lo stanziamento più rilevante riguarda la mobilità e i trasporti, a cui vengono assegnati circa 490 milioni di euro in tre anni: tra gli interventi principali da realizzare si segnalano l’avanzamento dei lavori della Metro C (150 milioni) l’acquisto di autobus per 129 milioni di euro nel prossimo biennio, l’acquisto di 15 treni per la Metro B (12,6 milioni), i corridoi Eur-Tor de’ Cenci ed Eur-Tor Pagnotta (9 milioni), i nuovi impianti semaforici e per la priorità semaforica ai mezzi pubblici (8,5 milioni), il Grab (6,9 milioni), la sotituzione di 22 scale e 22 ascensori della Metro B (3,5 milioni), le nuove piste ciclabili (2,6 milioni), il nuovo tram dai Fori a piazza Vittorio (2,3 milioni) gli attraversamenti pedonali luminosi (1,3 milioni).
Ai lavori pubblici e alla manutenzione urbana vengono destinati oltre 313 milioni di euro nel triennio. Tra le voci più importanti si segnalano la realizzazione del Ponte dei Congressi (144 milioni), la manutenzione straordinaria delle strade e ponti (84 milioni), l’ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica (6 milioni), la manutenzione di edifici scolastici (5 milioni), gli interventi contro il dissesto idrogeologico a Prima Porta (5 milioni).Nell’ottica di potenziare le funzioni decentrate delle strutture territoriali, per i Municipi vengono previsti 60 milioni di euro in tre anni per investimenti e opere pubbliche di loro competenza. Una cifra doppia rispetto a quello stanziata nel previsionale dell’anno scorso (30 milioni).

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Giornata in ricordo vittime della strada

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

In occasione della Giornata Mondiale in Ricordo delle Vittime della Strada il Dipartimento Regionale Tutela Vittime di Fratelli d’Italia, guidato da Imma Vietri, accende i riflettori sull’emergenza della strade killer in Campania. Secondo gli ultimi rilievi Istat sull’incidentalità stradale nel territorio campano nel 2017 si sono verificati in Campania 9.922 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 242 persone e il ferimento di altre 14.770. Rispetto al 2016, aumentano sia gli incidenti (+1,5%) che il numero di vittime della strada (+11%), con variazioni percentuali superiori a quelle rilevate nell’intero Paese dove si registra un calo degli incidenti (-0,5%) ed un aumento dei morti (2,9%).«Sono numeri preoccupanti – ha dichiarato il coordinatore regionale del Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia, Imma Vietri – e se si considera che gli incidenti che avvengono in strada rappresentano una delle maggiori cause di morte tra i 5 e i 29 anni, diventa allora necessario intervenire per contrastare in maniera efficace una strage silenziosa che coinvolge soprattutto giovani e bambini. C’è bisogno di maggiore prevenzione, consapevolezza e sostegno alle famiglie che hanno perso un loro caro in un incidente stradale.Importanti passi avanti sono stati fatti con la legittimazione nel nostro ordinamento del reato di omicidio e lesioni stradali, una importante battaglia che Fratelli d’Italia ha portato avanti sin dal primo momento al fianco della associazioni dei familiari delle vittime. Ora bisogna puntare i riflettori sulla prevenzione e sulla sicurezza delle strade. La Campania è stata destinataria lo scorso febbraio di 129 milioni di euro di fondi europei da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la manutenzione delle strade .Ci si augura, ora, che la politica faccia il proprio dovere e che quanto prima si provveda alla risoluzione delle gravi situazioni in cui versano le nostre strade sempre più compromesse dalla mancata manutenzione, dall’assenza di segnaletica e misure di sicurezza che servano a ridurre al minimo i danni in caso di incidenti».

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La Via della Medicina Shaolin

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Roma mercoledì 21 Novembre 2018 dalle ore 18:00 alle 20:00 si terrà un evento presso la libreria “Feltrinelli Libri e Musica” in Via Appia Nuova, 426 , per la presentazione del suo libro “La Via della Medicina Shaolin – Meditazione Chan, Arti Marziali e Medicina Tradizionale Cinese” una pubblicazione dai contenuti profondi che apre una vista sui fondamenti della Cultura Shaolin”, cui seguirà una breve dimostrazione di arti marziali tradizionali (Shaolin Kung Fu e Qi Gong).L’evento è organizzato dalla Mondadori che da sempre valorizza contenuti culturali con pubblicazioni di qualità. Anche in questa occasione si potrà approfittare per prendere contatto con la tradizione culturale millenaria custodita e sviluppata per secoli nel Tempio Shaolin in Cina o approfondirne alcuni aspetti relativi al benessere e alla salute, che vede in prima linea in Italia l’Associazione “Shaolin Quan Fa” presieduta dal Maestro Shi Yan Hui, che da ormai dieci anni insegna e divulga in maniera semplice e concreta cercando di fornire indicazioni immediatamente e praticamente applicabili anche alla frenetica vita quotidiana occidentale.

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Il dolore globale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Venezia 5 dicembre 2018 Ospedale San Raffaele Arcangelo Fatebenefratelli (Madonna dell’Orto 3458), tiene un convegno sul “dolore globale”. Si partirà dalla constatazione che la gestione del dolore, sia acuto ad insorgenza improvvisa sia cronico che perdura nel tempo diventando una vera e propria malattia, risente di un “gap” culturale che ha gravi e ingiustificate ricadute non solo sul paziente ma anche sulla collettività. Questo gap si lega a un’inappropriata diagnosi e – conseguentemente – a un inadeguato trattamento ed uno degli scopi del convegno è condividere con i partecipanti un iter (diagnostico e terapeutico) appropriato che conduca ad un linguaggio comune non solo nella gestione clinica del dolore ma anche nel suo trattamento, che è non solo un diritto delle persone (Legge n. 38 del 15/3/2010) e un dovere della classe medica, ma anche un indice di civiltà sanitaria. Particolare risalto verrà dato quindi all’elaborazione del concetto di dolore globale e alle cure palliative, perché, quando la malattia diventa inguaribile, cioè non responsiva alla terapia, e “non c’è più niente da fare”, in realtà “c’è ancora tanto da fare”. Le cure palliative in questo caso hanno come scopo prendersi cura non solo del dolore nei suoi molteplici aspetti fisico, psicologico, spirituale e sociale, ma anche degli altri sintomi, sia del paziente sia dei suoi familiari, in modo da garantire loro la migliore qualità di vita fino alla fine. Verranno condotte anche alcune riflessioni sul cambiamento della medicina nell’età della tecnica e sulla necessità sempre più viva di attingere all’area della sfera narrativa, che guardi al corpo vissuto della persona malata oltre che al corpo come organismo da curare.
L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI è presente in 50 paesi dei 5 continenti, con circa 400 opere apostoliche. La Provincia Lombardo Veneta, essendo parte di questa grande comunità ospedaliera, realizza la propria vocazione religiosa dedicandosi al servizio della Chiesa prestando, senza scopo di lucro, attività sanitarie ed assistenziali in particolare nei confronti di malati e bisognosi. La mission della PLV è in primo luogo l’ospitalità realizzata attraverso interventi appropriati di prevenzione, promozione della salute, cura e riabilitazione, che garantiscano ad ogni utente la cura più adeguata al proprio bisogno di salute, in una logica di corretto ed economico uso delle risorse. La PLV esplica la propria attività assistenziale in 4 contesti regionali differenti (Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia), attraverso 9 strutture sanitarie/socio-sanitarie accreditate presso il SSN per 2192 posti letto complessivi. I Fatebenefratelli, sulle orme del loro fondatore San Giovanni di Dio, si impegnano a garantire un’assistenza integrale, che pertanto consideri e abbracci tutte le dimensioni della persona umana: fisica, psichica, sociale e spirituale. Tale assistenza umanizzata viene agita ogni giorno grazie alla compartecipazione alla missione da parte dei Fatebenefratelli e dei circa 2200 collaboratori assunti a vario titolo all’interno della Provincia Lombardo Veneta.

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North-East Atlantic coastal states reach agreement on blue whiting and Atlanto-Scandian herring

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

In London, delegations of the European Union, the Faroe Islands, Norway and Iceland, with the participation of Greenland as observer, reached an agreement on the management measures for 2019 for blue whiting and Atlanto-Scandian herring. North-East Atlantic coastal states agreed that, in 2019, the total catches of blue whiting should not exceed 1,143,629 tonnes and that the total catch level for Atlanto-Scandian herring should not be more than 588,562 tonnes. The catch limits are based on the long-term management strategy jointly agreed by the coastal states and are in line with the scientific advice received from the International Council for Exploration of the Sea (ICES). The parties may fish their quotas in their respective zones of fisheries jurisdiction and in international waters.

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Black Sea: Commission proposes sustainable fishing opportunities for 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Bruxelles. The Commission has adopted a proposal on fishing opportunities in 2019 for the commercially most important fish stocks in the Black Sea. The catch limit and quota for the two species, sprat and turbot, are shared between Bulgaria and Romania.
The proposal is a roll-over from 2018 and is based on the scientific advice from the Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries (STECF). It follows the multiannual management plan for turbot fisheries in the Black Sea, approved in 2017 by the General Fisheries Commission for the Mediterranean (GFCM).For turbot, the Commission transposes the GFCM multiannual management plan by proposing a catch limit of 114 tonnes, which will be distributed equally between Bulgaria and Romania, as well as a limitation of turbot fishing to 180 days per year and the complete ban over a 2-month period (15 April – 15 June) . These measures should allow for the recovery of this iconic Black Sea species.
For sprat, the Commission proposes to maintain a catch limit of 11,475 tonnes, of which 70% will be allocated to Bulgaria and 30% to Romania. The Commission’s proposal will be examined by the Member States at the December Council on Agriculture and Fisheries (17-18 December).

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