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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Personale di Erik Saglia, dal titolo Pregenesi

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

Torino Martedì 27 novembre, ore 18:30, inaugura nella galleria Spazio Lancia la personale di Erik Saglia, dal titolo Pregenesi. Per iniziare la programmazione artistica del nuovo spazio, inaugurato lo scorso 25 ottobre, si è deciso quindi di puntare su un giovane artista torinese, già noto allo scenario contemporaneo grazie alle mostre, personali e collettive, a cui ha già partecipato in Italia e all’estero. Con Pregenesi Erik Saglia ha improntato la sua ricerca sull’attimo che precede una genesi, arrivando a 6 grandi opere site specific (250 x 190 cm), realizzate su pannelli di legno dipinti a vernice spray e lavorati negli strati successivi con nastro adesivo, pastelli, a cera e olio, e resine epossidiche. La mostra è visitabile il giorno dell’opening e su appuntamento, sino al 10 gennaio 2019.
Ad attirare l’attenzione dell’artista è quel momento di caos, un momento in cui la catastrofe domina, il disordine prevale e la distruzione sembra imminente. Tutto questo rappresenta un’occasione per l’artista di concentrarsi sull’“attimo precedente all’impatto”. L’atmosfera di tensione che si crea sembra suggerire uno scenario apocalittico ispirato alla teoria del ghiaccio cosmico di Hanns Hörbiger, secondo la quale l’umanità sarebbe soggetta a ripetuti cataclismi dovuti allo scontro del pianeta con altri satelliti. Ma il tempo che interessa all’artista è l’attimo immediatamente precedente all’impatto. Una condizione che ogni uomo vive nel corso della sua esistenza: quel tempo di totale confusione che precede uno sconvolgimento, da cui poi scaturisce un nuovo equilibrio. Le informazioni, la matematica, la geometria, le lettere, la natura, la chimica si mescolano, si fondono, perdendo la loro forma percepibile, diventando un flusso sconosciuto e puro.Le opere di Erik sono la rappresentazione del momento in cui la materia e le forme si stanno organizzando, costruendo griglie, strutture, incastri, sovrapposizioni. Un luogo nel quale punti, linee, superfici, lettere, numeri e colori, creano uno spazio di contemplazione e di flusso d’esperienza, nel quale ristabilire una realtà priva di narrazione, nella quale riuscire a rilassare la mente e il corpo. Le opere di questa mostra vogliono confondere le narrazioni umane, azzerandole, mischiandole e rimettendole in gioco. Come dice Macbeth, alla fine della sua grandiosa e ridicola tragedia, “la vita non è altro che un ombra in cammino… un racconto narrato da un idiota, pieno di strepito e di furore e senza alcun significato”. Eppure nell’intreccio di forme e colori, come di cellule e materia, risiede una verità splendente ed accecante.

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