Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 1 dicembre 2018

Scandalo CumEX: indagini, giustizia e rafforzamento delle autorità fiscali

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Bruxelles. Per i deputati europei, i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen dovrebbero essere limitati a un periodo massimo di un anno invece degli attuali due.La frode fiscale, che ha colpito almeno 11 Stati membri dell’UE, tra cui l’Italia, ed è costata ai contribuenti fino a 55 miliardi di euro, era già stata oggetto di un dibattito durante la sessione plenaria di ottobre ed è stata ora integrata da una risoluzione approvata per alzata di mano.
I deputati chiedono all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati e all’Autorità bancaria europea di condurre un’indagine sui sistemi alla base della frode. Lo scopo è valutare le potenziali minacce per i mercati finanziari e stabilire i soggetti coinvolti in tali sistemi. Si dovrà inoltre indagare se vi siano state violazioni della legislazione nazionale o comunitaria e valutare le azioni intraprese dalle autorità nazionali di vigilanza.L’indagine dovrebbe inoltre individuare le carenze nel “coordinamento tra gli Stati membri che ha permesso a questi regimi di furto fiscale di continuare per anni, nonostante fossero stati individuati”. Inoltre, l’indagine dovrebbe anche presentare raccomandazioni per la riforma e le relative azioni.Infine, la risoluzione esorta le autorità nazionali a “porre fine all’impunità dei colletti bianchi” avviando indagini penali, imponendo sanzioni dissuasive e rendendo giustizia agli “autori e agli abilitatori, compresi non solo i consulenti fiscali, ma anche avvocati, contabili e banche”.
La risoluzione riconosce che la crisi del 2008 e i conseguenti tagli alla spesa pubblica non hanno risparmiato le autorità fiscali. Invita gli Stati membri a investire negli strumenti a disposizione delle autorità fiscali e a modernizzarli, nonché a fornire le risorse umane adeguate per migliorare la sorveglianza e per garantire una migliore condivisione delle informazioni.I deputati chiedono inoltre alla Commissione di proporre un quadro europeo per le indagini fiscali transfrontaliere, l’istituzione di un’unità di informazione finanziaria dell’UE e di un meccanismo di allarme rapido.
La frode fiscale cum-ex scoperta nel 2012 – che inizialmente si pensava avesse colpito solo la Germania – è ora stimata almeno dieci volte più costosa di quanto inizialmente previsto da un consorzio di giornalisti investigativi. Si ritiene che abbia colpito le tesorerie dei seguenti 11 Paesi dell’UE: Germania, Belgio, Belgio, Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Finlandia, Polonia, Repubblica ceca, Norvegia e Svizzera.La frode riguardava le banche che agevolavano l’acquisto e la rivendita di azioni di investitori stranieri nel giorno del pagamento dei dividendi. La rapidità con cui sono state effettuate queste operazioni e la mancanza di comunicazione tra le autorità ha fatto sì che le amministrazioni fiscali abbiano faticato a identificare i reali proprietari delle azioni. Ciò ha poi esposto le autorità a richieste fraudolente di rimborsi fiscali da parte di persone straniere che fingevano di aver pagato un’imposta sui dividendi che, queste ultime potevano recuperare, in quanto in possesso di una prova fittizia di aver pagato le imposte altrove. Spesso le autorità fiscali hanno rimborsato più volte un’imposta non pagata.

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“Senza Barriere: L’Europa per ciascuno di noi”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Roma, 3 dicembre: 10.30-13.30 Ex-dogana Viale dello Scalo di San Lorenzo, 10. Una giornata speciale di riflessione, creatività artistica e sensibilizzazione sul tema del pieno godimento di diritti, dignità e libertà per le persone con disabilità. Un momento in cui poter modellare tutti insieme, sporcandosi le mani con la creta, quello che l’Europa può rappresentare o quello che vorremmo l’Europa sia, per tutti noi.Per questo, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia ha organizzato l’evento “Senza Barriere. L’Europa per ciascuno di noi”. In un laboratorio di arte partecipata accessibile, guidato dal maestro Felice Tagliaferri, scultore non vedente di fama mondiale, chi vorrà potrà cimentarsi nello scolpire con mani, braccia, naso o faccia per tirare fuori l’idea di Europa da un blocco di creta.Il dibattito: cosa fa l’Europa per i disabili. E cosa si può ancora fare
Il dibattito, che inizierà alle ore 12.00, si aprirà con i saluti di Valeria Fiore, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, di Beatrice Covassi, Capo Rappresentanza Commissione europea in Italia e di Maurizio Molinari, responsabile media del Parlamento europeo a Roma. I partecipanti potranno quindi ascoltare le testimonianze del maestro Felice Tagliaferri, reduce dalla creazione della scultura collettiva, e della modella Chiara Bordi, terza classificata a Miss Italia 2018 e prima modella disabile a partecipare al concorso. Oltre alla presenza dell’On. Laura Agea e alla proiezione dei videomessaggi dell’On. Brando Benifei e dell’On. Nicola Danti, nel corso del dibattito interverranno Daniela Alleruzzo (Arte nel cuore), Paola Squillante (Insieme per la ricerca PCDH19), Cristian Nocco (Coop. Arcobaleno – Ladri di Carrozzelle), Gianluca Nicoletti (Insettopia Onlus – Per noi autistici), ANGSA Lazio Onlus, Fernando Mascanzoni per il Comitato Italiano Paralimpico, Alessandro Bardini, dell’ARES Centurioni Roma, Rugby in carrozzina e Maja Barbara Miernik, giurista esperta dei diritti delle persone disabili, con storie concrete su cosa ha fatto e cosa rappresenta l’Unione Europea per le persone con disabilità. L’evento sarà moderato dal giornalista e conduttore televisivo Alessio Aversa.Andare oltre le barriere anche con Stavoltavoto.eu, la campagna per le prossime elezioni europee. Costruire legami e reti al di là di qualsiasi barriera è uno degli obiettivi di questo evento, che si inserisce nel quadro delle iniziative lanciate dal Parlamento europeo in vista delle elezioni del 26 Maggio 2019. Anche per questo, durante l’iniziativa, sarà data voce ai volontari della campagna istituzionale Stavoltavoto.eu.

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Reddito di cittadinanza: Un vitalizio grillino?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

“I dati rilevati dall’Istat, che registrano come nel terzo trimestre del 2018 il Pil sia diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, non sono incoraggianti. Il segnale è negativo, calano gli investimenti, la produzione economica e i consumi. Ma la vera preoccupazione è legata alle misure della manovra di bilancio che il Governo si appresta a varare, con i 10 miliardi bruciati nel reddito di cittadinanza che non produrrà né ricchezza né crescita. Una misura che rischia di diventare un vero e proprio ‘vitalizio grillino’, visto che la pressione di 5 milioni e mezzo di persone lascia prevedere una proroga. Una misura capestro che rischia di rappresentare il piombo a un’economia continentale in affanno”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Global compact è la classica buccia di banana per il governo?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

“Le dichiarazioni di Fico sul Global Compact, per cui bisognerebbe ‘aderire assolutamente’ al Patto Onu, sembrano un ultimatum a Conte, a meno che non siano direttamente delle prove tecniche per un governo Fico, Pd-M5S.Il Presidente della Camera, dopo aver schiaffeggiato la vittoria italiana nel centesimo anniversario della Prima guerra mondiale, si è prima preso la licenza di fare il ministro degli esteri interrompendo le relazioni diplomatiche con l’Egitto per il caso Regeni senza concordarlo con gli Affari esteri né con la Presidenza del Consiglio e poi appunto di intimare a Conte la sottoscrizione del trattato Onu sull’immigrazione, il Global Compact.
Nessuno ha mai creduto che questo governo sarebbe andato ‘de plano’, ma nemmeno che sarebbero volati gli stracci nella coalizione dopo soli 6 mesi. In questo caos politico e diplomatico la Lega Nord è con le spalle al muro:se in Parlamento prevalesse il sì all’Onu la linea del Carroccio sull’immigrazione sarebbe completamente smentita e il governo dovrà rivedere le sue posizioni sulle navi Ong, i respingimenti, i rimpatri. Anche se il veto del M5S sull’abolizione della ‘protezione umanitaria’ nel Decreto sicurezza aveva già aperto una falla. E questo sta facendo innervosire molto Salvini, che ha tenuto in aula un atteggiamento di grande nervosismo e perfino di stizza nei confronti di Fdi, colpevole di aver posto il Global Compact in cima all’agenda politica nazionale, come era necessario fare per il bene della nazione”.
E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. Gli fa eco il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani: “Chiederò alla presidente Casellati che prima della riunione a Marrakech il governo riferisca il Aula sul Global compact. Dopo le varie prese di posizione all’interno della maggioranza, che riflettono in maniera ancora più evidente le divergenze tra Lega e M5S, non è pensabile che l’Esecutivo non esprima una posizione ufficiale dinanzi al Parlamento. Anche ieri il ministro Moavero, nel corso del question time al Senato, ha accuratamente evitato il tema, continuando a scaricare sul Parlamento la decisione sulla firma del Global compact. Fratelli d’Italia, oltre a ribadire la sua netta opposizione ad un Accordo di stampo mondialista che favorirà l’invasione dell’immigrazione clandestina, pretende che il governo e la maggioranza si assumano le proprie responsabilità dinanzi alla Nazione”.

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FdI sosterrà istanze economiche Nord-Est

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

“Il tour di Giorgia Meloni a Pordenone nel distretto industriale nel Nord-Est è stata l’occasione per un importante e utile confronto con le categorie produttive, rilevando il profondo malessere verso un governo che finora sui grandi temi della crescita e dello sviluppo è stato latitante. Abbiamo ascoltato le richieste dei ceti produttivi e FdI si è impegnata nel tradurre queste istanze in emendamenti alla legge di Bilancio. Una manovra, i cui contorni sono ancora tutti da definire, incapace di ascoltare la voce del Nord Est, che rimane profondamente deluso da un Esecutivo che non soltanto non ha ridotto la pressione fiscale ma ha deciso di finanziare l’assistenzialismo del reddito di cittadinanza attraverso l’avvio della fatturazione elettronica. Come Fratelli d’Italia abbiamo rilanciato la nostra proposta di riduzione delle tasse grazie all’introduzione della flat tax sui redditi incrementali, facilmente attuabile perchè a costo zero e capace di stimolare la produzione sulla base del principio più produci meno paghi. Saremo, perciò, vigili e incalzeremo il governo affinchè questa sia una manovra in cui chi lavora si possa riconoscere”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Risparmi della Camera deputati ai terremotati

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

“Oggi in coerenza con quanto accaduto negli scorsi anni, abbiamo approvato all’unanimità, con il sostegno dell’intera commissione Bilancio della Camera, un emendamento che destina 85 milioni di risparmi degli esercizi precedenti della Camera, ai terremotati. L’emendamento a prima firma Baldelli, è stato sottoscritto da tutti i rappresentanti dei gruppi ed ha avuto l’ok della maggioranza e del Governo. Sono convinto che sia importante per le istituzioni sapersi rappresentare compatte e per questo motivo, in accordo con il collega Baldelli e gli altri di tutti i gruppi, ho definito questo come emendamento della Camera”. Lo ha dichiarato Guido Crosetto, deputato e coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia.

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Blackstone to Present at the Goldman Sachs Financial Services Conference

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Blackstone (NYSE:BX) announced today that Stephen Schwarzman, Chairman, CEO and Co-Founder, is scheduled to present at the Goldman Sachs Financial Services Conference on Tuesday, December 4, 2018 at 12:40pm ET.A live webcast of the presentation will be available on the Shareholders section of Blackstone’s website at http://ir.blackstone.com. For those unable to listen to the live audio webcast, a replay will be available on Blackstone’s website shortly after the event.
Blackstone is one of the world’s leading investment firms. We seek to create positive economic impact and long-term value for our investors, the companies we invest in, and the communities in which we work. We do this by using extraordinary people and flexible capital to help companies solve problems. Our asset management businesses, with $457 billion in assets under management, include investment vehicles focused on private equity, real estate, public debt and equity, non-investment grade credit, real assets and secondary funds, all on a global basis. Further information is available at http://www.blackstone.com.

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Riunioni delle Commissioni e dei Gruppi politici, Bruxelles

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Bruxelles. Settimana 3 – 9 dicembre 2018. Pesticidi / Commissione speciale. La Commissione speciale istituita per indagare su quanto sia indipendente e trasparente la procedura di autorizzazione dell’UE sui pesticidi adotterà la sua relazione finale. Il testo traccia le prime conclusioni su come la procedura ha funzionato e presenta raccomandazioni su misure ed iniziative da adottare per il futuro. (Giovedì)
Lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Due proposte legislative per ridurre ulteriormente lo spazio in cui operano i gruppi terroristi e criminali saranno messe ai voti dalla Commissione per le Libertà civili. Il primo mira a migliorare l’accesso alle informazioni finanziarie necessarie per le autorità di contrasto che indagano sui reati gravi. Il secondo punta a rafforzare le norme per ottenere le carte d’identità e a limitare l’uso di documenti fraudolenti, utilizzabili anche da terroristi e criminali, per entrare nell’UE da paesi non UE. (Lunedi)
Regime dei visti dell’UE. La Commissione per le Libertà civili voterà un aggiornamento delle norme dell’UE sui visti per soggiorni di breve durata (massimo 90 giorni in un periodo di 180 giorni). La nuova normativa raccoglie le preoccupazioni emerse in materia di sicurezza, le sfide legate alla migrazione e gli sviluppi tecnologici. Le modifiche proposte comprendono nuove scadenze per le domande di alloggio, tasse sui visti aggiornate e disincentivi per i paesi che non collaborano alla riammissione dei migranti irregolari. (Lunedì)
Sviluppo regionale e cooperazione territoriale. La Commissione per lo Sviluppo regionale voterà l’aggiornamento delle norme che disciplinano i programmi “Interreg” con l’obiettivo di aumentare di 8,43 miliardi di euro il bilancio per lo sviluppo sociale e territoriale. Le nuove proposte includono il supporto per un’azione congiunta tra attori nazionali e locali di diversi Stati membri e i paesi limitrofi e azioni per migliorare la sicurezza e la gestione della migrazione. (Lunedi)
Piattaforme online. La Commissione per il mercato interno voterà una proposta legislativa che vuole applicare ai mercati di e-commerce (ad esempio Amazon e eBay) e ai motori di ricerca online (ad es. Google) una serie di misure per garantire l’instaurazione di contratti trasparenti ed equi con le imprese online (es. rivenditori online, hotel e ristoranti, app store). (Giovedì)
Preparativi per la plenaria. I gruppi politici si prepareranno per la sessione plenaria del 10-13 dicembre a Strasburgo. In agenda il voto sull’accordo commerciale UE-Giappone, le norme Ue per proteggere i lavoratori dall’esposizione agli agenti cancerogeni, per avere una maggiore trasparenza e una migliore prevenzione dei rischi nella catena alimentare, una tassa sui servizi digitali e le raccomandazioni finali del Comitato speciale per il terrorismo. I deputati continueranno inoltre il dibattito sul futuro dell’Europa con il presidente cipriota Nicos Anastasiades e discuteranno le loro priorità per il Consiglio europeo di dicembre.
Agenda del presidente. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani terrà un discorso alla IV Conferenza aeronautica dell’UE. (Mercoledì).

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Contratti: Bonaccini, con impegno Fp rinnovati contratti, concertazione è valore

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Perugia. “Il lavoro fatto insieme, grazie all’impegno profuso e alle spinte del sindacato, ci ha condotto al rinnovo di contratti importanti, come quello della Sanità e delle Funzioni Locali. Non sono abituato all’idea che la concertazione serva ad avere una foto sui giornali: farsi dare una mano ti fa sbagliare di meno e, soprattutto, se le decisioni sono condivise le si difende insieme e le si valorizza”. Così Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, nonché della Regione Emilia Romagna, nel corso del suo intervento all’11° Congresso della Funzione Pubblica Cgil.”Abbiamo rinnovato – ha affermato Bonaccini dal palco di Perugia -, dopo un incredibile vuoto durato nove anni, contratti importanti, attraverso un lavoro proficuo fatto insieme, soprattutto mettendo in campo misure che hanno dato la possibilità di assumere e sbloccare il turn over. Per fare un esempio: in Emilia Romagna l’età media nel pubblico è vicina ai sessant’anni e coincide con il resto del Paese”. Una regione, quella governata da Bonaccini, che ha coltivato un rapporto positivo col sindacato e che ha portato alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e l’avvio delle stabilizzazioni in Sanità. “Grazie alle battaglie della Funzione Pubblica Cgil si sono fatti buoni accordi sul fronte dell’occupazione e della produttività, così come si è ottenuto insieme il provvedimento normativo che consente l’incremento del salario accessorio per il personale che dalle province è passato alle regioni”, ha affermato Bonaccini.E se “la battaglia fatta insieme per rinnovare i contratti, superando le ristrettezze economiche, ha consentito di ridare dignità a chi lavora nella Pubblica amministrazione e contribuisce a far andare avanti il paese”, ora la lotta passa nella nuova legge di stabilità. “Sul fondo sanitario – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni – l’incremento rimarrà, dopo le promesse fatte da questo governo, di un miliardo come già deciso. Risorse che non basteranno per rinnovare i contratti e allo stesso tempo sovvenzionare i farmaci innovativi. Bisogna trasformare la legge di stabilità, correggendola, individuando le risorse necessarie”.Quanto invece ai contratti ancora da rinnovare, Bonaccini ha fatto sapere: “Il tema vero è il rinnovo dei contratti, in particolare su dirigenza medica, ricerca e dirigenza delle Funzioni locali. Mi auguro che su ricerca e dirigenza delle funzioni locali si possa nel giro di poche settimane chiudere l’accordo, quanto invece alla dirigenza medica dovrebbe essere convocata per la prossima settimana la conferenza straordinaria”. Assumere in Pa, stabilizzare i precari, rinnovare i contratti e ridare dignità ai lavoratori pubblici, questa in conclusione la via indicata dal presidente Bonaccini: “Perché i servizi pubblici fanno funzionare il paese e il paese non può farne a meno”.

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Pa: Sorrentino (Fp Cgil), priorità sono occupazione, contratti e difesa pubblico

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Dalla relazione di Serena Sorrentino, segretaria generale uscente della Fp Cgil Nazionale, nel corso del suo intervento introduttivo al congresso della categoria che rappresenta i lavoratori dei servizi pubblici della Cgil da oggi a sabato a Perugia sono stati toccati i seguenti aspetti: “Un piano straordinario di assunzioni che vada oltre lo sbocco del turn over al 100%. Il rinnovo dei contratti, tutti, sia pubblici che privati. La difesa del pubblico contro un arretramento sotto le spinte alle esternalizzazioni e alle privatizzazioni”. Una relazione che ha ruotato sulla centralità del pubblico, “perché non solo è meglio ma perché è di tutti”, e che ha tirato in ballo un esecutivo “che al momento si qualifica per essere il governo del meno welfare e più armi e che sui temi del lavoro non ha dato alcuna discontinuità”. A partire dal ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, “che vuole, come ci ha detto, dipendenti saltellanti, vorremmo dire che non è stato rispettoso annunciare una riforma che porterà il suo nome, e il cui contenuto non è noto, a pochi giorni dal nostro incontro. Contestiamo l’idea di riportare alle leggi temi che avevamo riportato alla contrattazione e sottolineiamo le nostre priorità, che continuano ad essere un piano straordinario occupazione, il rinnovo dei contratti e nuovo ordinamento professionale”.
Sull’occupazione, infatti, chiamando in causa il ministro della Pa, Sorrentino ha affermato: “Siamo alla sindrome ‘annuncite’. Noi abbiamo stimato l’entità della semplice fuoriuscita: 450 mila nei prossimi tre anni, 600 mila nei prossimi cinque, senza contare gli effetti di quota 100. Ma col solo sblocco del turn over al 100% copriremo solo le carenze di organico, senza allargare il perimetro pubblico. Serve un piano straordinario per il lavoro”. Come nel caso dei Centri per l’impiego e la prossima introduzione del reddito di cittadinanza. “Al ministro del Lavoro Luigi Di Maio – ha affermato Sorrentino – vorremmo dire che vanno assunte non mille ma oltre diecimila unità nei Centri per l’impiego perché le politiche attive sono pratiche innovative sulle quali investire. Così come vorremmo che dicesse che la priorità del paese deve essere la lotta al lavoro nero e al sommerso, aprendo una discussione sul solo della vigilanza ispettiva e sull’ispettorato del lavoro”.Quanto al ministro della Salute, Giulia Grillo, Sorrentino ha sottolineato: “Aspettiamo ci convochi perché la priorità non è solo il rinnovo del contratto dei medici ma occuparsi seriamente della sanità pubblica operando per un adeguato finanziamento, così come sul piano fabbisogni che serve per dare avvio ad un’azione di reclutamento in sanità di cui abbiamo uno straordinario bisogno”. Tornando su Bongiorno, Sorrentino ha puntato il dito contro una riforma che “a dispetto di quanto da lei sostenuto, porterà il suo nome e di cui non conosciamo i contenuti se non quelli annunciati sui giornali pochi giorni dopo il nostro incontro durante il quale non aveva fatto alcun accenno. Noi contrastiamo l’idea di un ritorno alla legge di temi che abbiamo riportato alla contrattazione. A noi serve una riforma che porti competenza ed efficienza e al momento non leggiamo alcun segnale di cambiamento”. Non è mancato infine un passaggio dedicato ai settori privati, dal rinnovo del contratto della cooperazione sociale e della sanità privata, così come al tema accoglienza e integrazione all’indomani del voto sul dl sicurezza: “A Salvini diciamo il decreto va ritirato immediatamente, bisogna difendere le politiche di asilo e di accoglienza. Difendere il lavoro e i lavoratori, che in questi anni hanno garantito un’accoglienza dignitosa”, ha concluso Sorrentino.

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In Italia solo 1 dottore di ricerca su 10 diventa professore

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

È uno dei risultati più avvilenti emersi dall’indagine Istat sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca: l’istituto nazionale di statistica ha rilevato che nel 2018, a sei anni dal conseguimento del dottorato, appena il 10% di coloro che conseguono un dottorato riescono a svolgere poi come professione l’insegnamento, ovvero uno degli sbocchi più naturali per chi consegue il titolo superiore alla laurea. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: noi lo sosteniamo da dieci anni e proponiamo soluzioni in ogni occasione. Lo abbiamo fatto chiedendo per l’ambito universitario, nel testo della legge di Stabilità, di ripartire dalla stabilizzazione dei ricercatori, a loro volta impossibilitati da anni nel passare al ruolo della docenza. Lo abbiamo fatto, di nuovo, in questi giorni, attraverso la richiesta di modifica dell’articolo 4 del decreto Concretezza, per puntare al rilancio della figura del ricercatore a tempo indeterminato, attraverso la creazione di un albo nazionale, nell’ottica dell’innovazione e in relazione al rilancio del sistema-Paese.

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Scuola: Verso la firma del contratto

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Il contratto non dà il giusto riconoscimento alla categoria. Udir ribadisce il suo disappunto, mentre i sindacati rappresentativi continuano a tacere sulla retribuzione variabile e accessoria. Il giovane sindacato ritiene che si debba ottenere almeno il minimo sindacale con il recupero degli 8 mila euro della perequazione esterna già dal 2016 e della RIA dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012. Ridicoli anche gli aumenti, meno della metà dell’inflazione cresciuta durante il blocco contrattuale, mentre permane l’obbligo della sbagliata valutazione del portfolio. Per Udir non ci sono le condizioni per firmare: da qualche giorno ha anche predisposto una piattaforma per il rinnovo del CCNL 2016/18 in dieci punti.
La nota ‘positiva’ che ormai pare acquisita è la perequazione della parte fissa della retribuzione a decorrere dal 2018: ciò consente di incardinare ora le risorse della legge di stabilità 205/2017, con il duplice vantaggio di non inficiare il prossimo triennio 2019-21 per il quale dunque si dovrà porre definitivamente la questione della perequazione totale e di riconoscere l’aumento a tutti i dirigenti pensionati nel triennio di vigenza contrattuale 2016/18.
Ma ci si chiede: a quale prezzo? Utilizzando come da comma 591 la legge 205/17 “tutte le risorse disponibili” cioè in particolare i 35 milioni strutturali previsti dalla legge 107/2015 che erano destinati a remunerare la maggiore responsabilità e l’impegno dei dirigenti scolastici (e tra le righe a compensare in parte i tagli selvaggi del FUN nel quinquennio precedente). Si devono utilizzare i fondi strutturali ex legge 107, perché lo stanziamento complessivo della legge di stabilità, 174 milioni nel triennio, non è certo sufficiente a garantire la perequazione della parte fissa, mancando come minimo 40 se non 90 milioni di euro, range dovuto anche al numero dei dirigenti che saranno effettivamente in servizio. In altri termini per perequare nel 2020 la sola parte fissa occorrono da 1, 2 a circa 3 annualità dei 35 milioni strutturali. È anche per questa ragione, o forse solo per questa, che il Miur non ha determinato il FUN 2017-18, né quello del corrente anno scolastico. Quindi l’equiparazione parte fissa dal 2018 avviene sicuramente diminuendo la retribuzione di parte variabile e di risultato almeno fino al 2020. Di questo dobbiamo essere consapevoli.Le criticità sono davvero tante, ci limitiamo a segnalarne pochissime fondamentali per la parte economica e per la parte normativa/relazioni sindacali. Intanto, la prima questione urgente è che mancano all’appello i fondi della RIA dei dirigenti in quiescenza. La questione è ben nota: in assenza del riconoscimento dell’anzianità del servizio come docenti dopo il 2002 la RIA dei dirigenti pensionati alimentava il FUN, garantendo una sorta di perequazione per naturale avvicendamento. Ora, benché insoddisfacente, comunque la previsione contrattuale perseguiva un’idea di giustizia e di equità, un senso che però ha completamente perso in esito a una interpretazione del MEF che nel 2014/15 ha ritenuto che la RIA costituisse aumento contrattuale e dunque soggiacesse al blocco contrattuale sancito dalla legge 122/2010, con conseguente prelievo forzoso delle somme “indebitamente” percepite e perdita secca di oltre 3000 euro annuali. E su questo si pronunceranno i tribunali, perché l’interpretazione del MEF/MIUR è a dir poco discutibile.
Nel frattempo, dal 2011 manca sia la perequazione interna tout court, sia quella “progressiva” con la RIA: si tratta di diverse decine di milioni di euro, per esempio oltre ventisette per l’a. s. 2015/16. Conferire al FUN la RIA dei cessati dal servizio è un atto di giustizia irrinunciabile, volto a sanare almeno parzialmente la sperequazione interna, sancita dai sindacati rappresentativi dei lavoratori che firmarono quel contratto e che da allora paradossalmente non fanno che invocare la perequazione interna in una sorta di sdoppiamento di personalità. Per la parte normativa-relazioni sindacali, è indispensabile fissare dei criteri per il conferimento e mutamento degli incarichi. Oggi in molte regioni i dirigenti non hanno alcuna tutela su questo fronte: per tutti gli incarichi si fa un generico riferimento all’art. 19 del D.lgs 165/2001. Dunque, per logica conseguenza bisogna ricondurre la valutazione dei dirigenti della scuola alla contrattazione, per una procedura tanto trasparente quanto equa e snella. Tornando alla parte economica, occorre tornare a contrattare il FUN, deve esserne garantito preventivamente l’ammontare con criteri di calcolo chiari: innanzitutto con riferimento alle istituzioni scolastiche e non al personale in servizio, quindi imputando totalmente le reggenze alla fiscalità generale e tutelando dalle azioni ministeriali le economie che devono restare nel FUN e nella disponibilità della contrattazione integrativa del successivo anno scolastico.Infine, l’ultima richiesta ineludibile attiene alla dignità dei DS: tutto ciò che normativamente è e sarà previsto per i dirigenti dell’Università e della Ricerca deve essere previsto anche per i dirigenti della scuola, senza se e ma; basta dire che di dirigenti scolastici vogliono essere considerati esattamente come gli altri, non essere più oggetto di ingiustizie che durano da vent’anni.Non è più possibile firmare contratti discriminanti conditi da roboanti impegni, tanto inutili quanto offensivi. Forse questa è la condizione per eccellenza per firmare il contratto: vedere riconosciuto ciò che è riconosciuto agli altri dirigenti. Né più, né meno.

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Scuola: Anief presenta le sue misure in Senato sulla progressione di carriera

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Lo sblocco del trattamento economico accessorio per i dipendenti pubblici è importante, perché con il decreto Concretezza, collegato alla legge di Stabilità, finalmente si pone chiarezza rispetto al divieto prescritto dal decreto legislativo n. 75/17. Tuttavia, occorrono dei correttivi: sia perché le risorse sono così scarse per il 2019 da non coprire nemmeno l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale, sia perché nelle disposizioni legislative volute dal governo mancano gli attesi provvedimenti per i lavoratori della scuola. Proprio attraverso delle modifiche al decreto Concretezza, si potrebbero però ora risolvere diverse questioni irrisolte che danneggiano in modo palese il personale che opera all’interno delle nostre 8 mila istituzioni scolastiche.
A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, tra i presenti nella delegazione sindacale che ha presentato una memoria all’XI Commissione di Palazzo Madama sugli interventi da apportare al DDL S. 920 recante “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”.Il giovane sindacato ha chiesto che all’interno dell’articolo 3, comma 1, del disegno di legge 920, ora all’esame del Senato, si preveda già dal corrente anno scolastico l’applicazione della retribuzione professionale dei docenti (RPD) e il compenso individuale accessorio (CIA) “a tutto il personale a termine, indipendentemente dalla durata del contratto a tempo determinato, ivi incluso il personale supplente breve e saltuario della scuola”, anche a seguito dell’Ordinanza della Cassazione n. 20015 del luglio 2018. Anief ha rivendicato, inoltre, la cancellazione del “raffreddamento” della carriera disposto nelle ricostruzioni di carriera dei neo-assunti di cui al CCNI del 4/8/11, che ha prodotto la sparizione del primo gradone stipendiale al compimento del terzo anno di anzianità post-ruolo. Anche a seguito della sentenza del 25 ottobre 2018 della Corte di Giustizia Europea sulla causa C-331/17 Sciotto sul precariato, al fine di non porre in essere discriminazioni tra lavoratori” che svolgono lo stesso lavoro ma con uno status professionale diversificato.Allo stesso modo, per non continuare a discriminare i lavoratori a tempo determinato rispetto a quelli a tempo indeterminato, “è necessario che tutto il servizio di pre-ruolo svolto”, anche quello svolto nella scuola paritaria, “purché pari ad almeno 180 giorni in un anno scolastico, venga valutato ai fini della ricostruzione di carriera”. Non farlo, significherebbe continuare ad ignorare colpevolmente i “rilievi mossi dalla Corte di Giustizia europea (sentenza Mascolo del 26 novembre 2014) sulle cause riunite C-22/13, da C-61/13 a C-63/13 e C-418/13)” sul trattamento riservato ai supplenti della scuola.

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Assunzioni docenti, si cambia: il ministro Bussetti torna ai concorsi tradendo l’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti sui concorsi non transige: presto, a seguito della revisione del reclutamento, diventeranno l’unico canale d’accesso all’insegnamento; il titolo richiesto sarà la laurea, in modo da avere in cattedra docenti giovani. I concorsi saranno banditi soltanto per le classi di concorso e nelle regioni in cui vi sia necessità. Inoltre, ricorda Orizzonte Scuola, i vincitori di concorso non potranno partecipare alla mobilità per cinque anni, assicurando la continuità didattica e superando il problema della cattedre che restano scoperte. È bene che si sappia, ribatte l’associazione sindacale Anief a tutela dell’esteso precariato della scuola pubblica italiana, che il modello prospettato da Bussetti non è proprio quello che ci chiede l’Europa. Perché, se è vero che nei ruoli dello Stato si entra a seguito di un pubblico concorso, è altrettanto vero che occorre saper contestualizzare le situazioni. E prevedere, necessariamente, dei periodi di transizione, prima di introdurre novità radicali. Anche perché in questo modo si tradirebbe il senso della direttiva UE n. 70/1999. “Trent’anni fa – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – si decideva a Lisbona di intraprendere la strada della formazione iniziale degli insegnanti. Successivamente abbiamo assistito all’assunzione di quasi tutti i sissini e i laureati in Scienze della formazione primaria prima del 2011 grazie all’inserimento nel doppio canale di reclutamento. Subito dopo, però, è arrivato l’insensato dietrofront del governo, che si è tradotto nell’incapacità della politica di voler stabilizzare i docenti abilitati e specializzati negli ultimi anni dalle università con il Tfa, il Pas, il sostegno, la laurea in Scienze della formazione primaria. L’ostinazione si è tradotta anche nell’opposizione a riconoscere abilitante il titolo del diploma magistrale o di adeguare gli organici di fatto a quelli di diritto ivi incluso sui posti in deroga di sostegno”. “Con la decisione di puntare tutto sui concorsi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – il Governo decide di fare un passo indietro anacronistico e persino dannoso rispetto all’alto numero dei precari, in assenza del ripristino del doppio canale di reclutamento. Vale la pena ricordare che ancora oggi un insegnante su otto è chiamato a far funzionare le scuole come supplente a fronte dei pochi posti banditi. Pertanto, il concorso e il blocco quinquennale non sono la soluzione, ma l’epilogo di scelte scellerate prese negli anni e avallate ora dal governo del non cambiamento”.

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Precariato, il Ministro vuole anticipare le assunzioni dei docenti ma se non si interviene nel Decreto Concretezza è tutto inutile

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Sulle immissioni in ruolo, l’obiettivo di Marco Bussetti è di anticipare le operazioni per avere tutto pronto a settembre, ed evitare alle scuole gli annosi problemi di organico. Le regole per le immissioni in ruolo non cambieranno e rimarranno quelle stabilite dalla legge 107/2015. Le graduatorie ad esaurimento continueranno ad essere utilizzate per il 50% delle assunzioni, il resto va ai concorsi: uno per la secondaria, uno per infanzia e primaria. Le disposizioni previste dal Ministro non convincono l’Anief: per assumere tutti i precari della PA occorre infatti realizzare una verifica degli organici, ad iniziare dalla Scuola, dove rimane altissima la percentuale di posti liberi ma non considerati tali, quindi inseriti nel cosiddetto organico di “fatto”, non utilizzabile per trasferimenti ed immissioni in ruolo, in pieno disprezzo della direttiva UE n. 70/1999.

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Roma: continua la politica degli sgomberi

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

”Incredibile, ma vero. Finalmente la Raggi si è decisa, ha preso carta e penna e ha trovato il coraggio di fare quello che qualsiasi altro Sindaco, in quanto garante della sicurezza urbana e dell’igiene pubblica, avrebbe fatto già da tempo: firmare l’ordinanza per lo sgombero dell’ex Penicillina di via Tiburtina, una vera e propria polveriera a cielo aperto, che, occupata senza alcun diritto da un esercito di oltre 500 persone tra extracomunitari e altri sbandati, era diventata una delle infinite piazze di spaccio della nostra città.
Vorrei, però, chiedere alla Sindaca per quale motivo si è decisa soltanto oggi ad ammettere quest’infinita emergenza cittadina? Devo pensare che a stimolarla siano state le motivazioni della sentenza di condanna per occupazione abusiva emessa nei confronti dei tunisini trovati all’interno dell’edificio nel 2014 da parte del giudice del Tribunale di Roma che attribuiva all’Amministrazione capitolina la responsabilità dell’estremo degrado della struttura? Forse. Quello che è certo è che, ancora oggi, non si sa dove finiranno queste persone che vivono ai margini della collettività e sopravvivono grazie a espedienti di genere diverso, per lo più legati all’ambito criminale.Mi auguro, ad ogni modo, che non si debba nuovamente aspettare la Giustizia per intervenire: sono diversi gli edifici che, oltre a rappresentare lo stato di incuria e abbandono nel quale vive da tempo la nostra città, sono presenti nella lista degli immobili da liberare. E questa è un’operazione da fare al più presto”.Così Rachele Mussolini, consigliere comunale della Lista civica Con Giorgia e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale.

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Cardiochirurgia pediatrica

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Ci sono 5 milioni di bambini cardiopatici nel mondo. In Italia, ne nascono circa 4.500 all’anno. Alessandro Frigiola: “Le cardiopatie congenite sono la terza causa di morte in età pediatrica nel pianeta dopo infezioni e malnutrizione. Quasi 2 milioni di bambini muoiono ogni anno a causa di queste malformazioni nonostante i progressi della medicina abbiano abbattuto la mortalità nei Paesi avanzati”. Al 1° posto in Italia, per numero di interventi di cardiochirurgia pediatrica, c’è il Policlinico San Donato – Gruppo San Donato di San Donato Milanese. Seguono: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, il Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna, l’Azienda Ospedaliera dei Colli – Monaldi di Napoli, la Fondazione Gabriele Monasterio – stabilimento ospedaliero di Massa – Osp. del Cuore G. Pasquinucci, l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, l’Ospedale di Padova, l’Istituto Gianna Gaslini di Genova, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti Ancona “G. M. Lancisi” e il Presidio Ospedaliero San Vincenzo di Taormina.“Quarant’anni fa, i bambini che nascevano con una cardiopatia complessa avevano ovunque poche speranze di sopravvivenza. In Italia, negli anni ’70, la mortalità superava il 70-80%; oggi, invece, risulta inferiore al 5%. Il quadro cambia, però, nei Paesi in via di sviluppo, dove mancano medici e strutture ospedaliere. In Africa, ad esempio, la mortalità arriva ancora al 50-60%”.
Il cuore si forma nei primi cinquantacinque giorni di vita embrio-fetale. È in questa fase che, circa otto volte su mille, si generano difetti di varia entità, da piccole anomalie a forme incompatibili con la vita. “Le cardiopatie congenite sono malformazioni che coinvolgono il cuore e i grossi vasi. Si dividono in semplici, quando si limitano a un difetto dei setti cardiaci (difetto interatriale, difetto intraventricolare, dotto di Botallo), o complesse, se i difetti sono multipli e associati tra loro. Quarant’anni fa, i bambini che nascevano con una cardiopatia complessa avevano ovunque poche speranze di sopravvivenza.

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L’industria del futuro a Global Industrie

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Lione 5 – 8 marzo 2019 Eurexpo Lione. Alla sua seconda edizione Global Industrie, che beneficia del sostegno di tutte le istituzioni francesi e della regione Auvergne-Rhône-Alpes disporrà di un’area espositiva di circa 100.000m² e ospiterà 2.500 espositori di cui il 30% saranno esteri; saranno presenti ben 52 filiere in rappresentanza dei diversi mercati industriali. Il 90% della superficie espositiva è già stata riservata dagli espositori e sono attesi 45.000 visitatori di cui il 20% internazionali.
Global Industrie si sta affermando come il salone di riferimento dell’industria del futuro. Il salone sarà organizzato attorno a 7 temi che verteranno su contenuti specifici, tra i quali “le performance produttive”, “le nuove tecnologie”, “le startup”… L’obiettivo di Global Industrie è di essere il motore dell’industria del futuro e dell’innovazione industriale.
Su una superficie di 1.100m² la Fabbrica Connessa, avrà una linea di produzione 4.0 in funzione che illustrerà concretamente quali innovazioni i produttori possono integrare nei loro stabilimenti per migliorare la loro attività. Questa eccellenza tecnica, presentata per la prima volta a Lione, si concentrerà in particolare sull’interconnettività e sull’automazione: cobotica, realtà aumentata, manutenzione predittiva, digitalizzazione della produzione o personalizzazione, solo per citarne alcune. Le Conferenze di Global Industrie verteranno su temi strategici per il mondo dell’industria; inoltre saranno diffusi sui due canali TV dedicati alla manifestazione, dibattiti, tavole rotonde, keynotes e master class con un unico scopo…. illustrare l’industria del futuro e entrare nel mondo dell’intelligenza artificiale, del rispetto dell’ambiente, dell’innovazione aperta, della produzione additiva, della robotica, della sicurezza informatica e molto altro ancora.
La manifestazione sarà anche un evento rivolto ai giovani, ai quali saranno dedicate svariate iniziative: fra le tante in programma, il Global Industrie Campus, dedicato alla formazione e al mercato del lavoro nel campo industriale; il tema della Fabrica Connessa che immergerà completamente il visitatore nell’industria del futuro, mostrandone le nuove soluzioni e le nuove tecnologie; e la Generation Smart, focalizzato sulle professioni richieste dall’industria del futuro.Global Industrie ospiterà, inoltre, un’Area Ricerca dove saranno allestiti laboratori produttivi con lo scopo di sviluppare nuovi prodotti, grazie alla collaborazione tra aziende.
L’idea di Global Industrie di riunire 4 saloni dedicati all’industria, INDUSTRIE (tecnologie per la produzione), MIDEST (subfornitura industriale), SMART INDUSTRIES (industria connessa) e TOLEXPO (lavorazione dei metalli), sotto lo stesso nome ha già mostrato nell’edizione 2018 di essere una strategia vincente.
Global Industrie è un evento concepito non solo per il settore industriale, ma soprattutto per i suoi partecipanti, visitatori ed espositori. Durante l’evento, verranno organizzati degli incontri d’affari gratuiti e su misura secondo i criteri scelti dai visitatori o dagli espositori.

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Oltre 3 milioni di donne in Italia soffrono d’incontinenza urinaria

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Il disturbo colpisce soprattutto sopra i 60 anni ma non solo. Il 20% dei casi riguarda infatti le under 30 e ben il 40% donne di età compresa tra i 35 e i 50 anni. Il 61% non ne parla col medico, questo l’allarme dell’Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico (AIUG). “Siamo in prima linea per far comprendere che questo disturbo si può affrontare – sottolinea Gennaro Trezza, presidente dell’Associazione – è necessario superare l’imbarazzo e parlarne con uno specialista”. Diversi i fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza, fra i quali: stitichezza, obesità, infezioni ricorrenti delle vie urinarie, menopausa, fumo. Il parto per via naturale è un fattore che predispone la donna all’incontinenza da sforzo, in quanto la regione pelvica risulta molto stressata. Il ruolo dell’ostetrica nel prevenire o affrontare questo disturbo può essere determinante. Insegnare, informare e consigliare alle donne come allenare il pavimento pelvico possono fare la differenza. I ginecologi AIUG, riuniti a Napoli presso il castello Maschio Angioino, hanno discusso le novità in merito a riabilitazione, incontinenza urinaria femminile e prolasso utero vaginale. L’evento, organizzato in collaborazione con SCCL (Società Campano Calabro Lucana di Ginecologia e Ostetricia) era presieduto da Gennaro Trezza – Presidente Nazionale AIUG –, Mario Passaro – presidente SCCL -, Antonio Chiantera presidente onorario del convegno e Carlo Rappa e Giampaolo Mainini co-direttori del corso. L’incontro di avvicinamento alle patologie uroginecologiche “Basic Riab”, è stato incentrato sull’incontinenza urinaria da sforzo femminile con una particolare attenzione su prevenzione e terapie. Il corso destinato a medici, personale sanitario e ostetriche ha sottolineato l’importanza di una corretta formazione degli specialisti per creare figure preparate e abbattere i costi. L’evento ha visto anche la collaborazione con la “Casa di Cura Andrea Grimaldi” che tra le prestazioni di uroginecologia aggiunge la neuromodulazione sacrale, diventando il primo centro campano ad effettuarla. Il Gruppo Grimaldi inoltre sostiene PinkCare, una piattaforma di e-Health dedicata alle donne con lo scopo di aiutare e indirizzare loro nel percorso di prevenzione, benessere e cura. Durante la giornata l’Associazione ha illustrato i dati di un sondaggio svolto su oltre 2.000 Italiane, che evidenziano come sia sempre più importante avere delle figure di riferimento che le accompagnino lungo l’intero percorso, dal menarca fino al periodo post menopausa. “Vogliamo creare una rete territoriale di riferimento – conclude Trezza – in cui le donne vengano assistite da personale altamente formato. Bisogna fare prevenzione e portare alla luce questo disturbo di cui ancora troppo poco si parla”.

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Il proibito nell’Islam: il Ḥalāl e la sua diffusione nelle società europee

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Roma lunedì 3 dicembre, ore 18, presso la Pontificia Università Gregoriana si parlerà del proibito nell’Islam: il Ḥalāl e la sua diffusione nelle società europee.
L’incontro è parte del calendario di forum che il Centro Studi Interreligiosi della Gregoriana propone pubblicamente. Ne parlerà il Prof. Cédomir Nestorovic. L’islam fissa regole che hanno conseguenze sul comportamento dei consumatori e di cui le imprese commerciali che si rivolgono ai popoli musulmani devono tenere conto. Il caso più noto è quello dell’alimentazione ḥalāl: con quali conseguenze concrete per i mercati, per le campagne pubblicitarie e per la comunicazione d’impresa? Quanto si è amplificata la diffusione dell’alimentazione ḥalāl nelle società europee? La conferenza sarà tenuta in francese con traduzione simultanea in italiano.
Il professor Cedomir Nestorovic, dopo aver conseguito un dottorato di ricerca presso l’Istituto di Studi Politici di Parigi, insegna geopolitica e marketing internazionale presso l’ESSEC – Ecole Supérieure des Sciences Economiques et Commerciales, con un focus specifico in Islamic Business and Management. Tra le sue ricerche, pioneristico il volume Islamic Marketing. Understanding the socio-economic, cultural and political-legal environment, tradotto anche in italiano (Marketing islamico, EGEA 2010). È stato insignito del titolo di “Professor of the Week” dal Financial Times nel 2012. Vive a Singapore, dove dirige l’ESB Executive ESSEC per l’area dell’Asia Pacifica.
Tra i prossimi appuntamenti in programma:
– 10 dicembre 2018 – «Guru Nanak: dall’Incontro con Dio alla religione dell’uomo» (Prof. Fabio Scialpi)
– 14 gennaio 2019 – «Islam e non-violenza: dalla teoria alla pratica» (Prof. Adnane Mokrani – P. Laurent Basanese S.J.)
– 21 gennaio 2019 – «Religione, etnicità e nazione: il caso dello Sri Lanka» (P. Indunil Kodithuwakku).

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