Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Inaugurazione dell’archivio Maccarese

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Fiumicino (RM) Mercoledì 7 dicembre a Fiumicino, ore 10.30 negli spazi da poco restaurati del Castello di San Giorgio Inaugurazione dell’archivio Maccarese. La storia di questa grande azienda romana è strettamente connessa con alcuni grandi temi della storia italiana del Novecento (le bonifiche e le migrazioni interne, le tecniche e le politiche di produzione agraria e zootecnica, le lotte sindacali del secondo dopoguerra) e altrettanto strettamente con la comunità che attorno alla sua attività si è sviluppata – in alcuni periodi vorticosamente – passando da meno di cento abitanti a fine Ottocento ai quasi cinquemila alla fine degli anni trenta del Novecento.
Nella giornata inaugurale dell’’archivio sono previsti due momenti. Il primo, a partire dalle 10.30, propone un incontro pubblico nel corso del quale Paolo Conti, giornalista del «Corriere della Sera», si soffermerà sull’importanza e l’’attualità dell’’apertura di un archivio come quello della Maccarese. Seguiranno le testimonianze di Silvio Salera, amministratore delegato di Maccarese Spa Società Agricola, e di Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, e la visita all’’archivio nella sua nuova sede.
Il pomeriggio, dalle ore 14.30, sarà riservato all’approfondimento scientifico con un seminario a invito, con l’’obiettivo di analizzare il lavoro compiuto, quanto ancora resta da fare e mettere a fuoco idee e suggestioni per le possibili prospettive di utilizzo e valorizzazione dell’’archivio, in relazione con istituzioni e territorio.
Il recupero e la valorizzazione dell’’archivio storico sono stati decisi dalla Società Maccarese con la collaborazione scientifica della Fondazione Benetton Studi Ricerche.
Nella seconda metà dell’Ottocento, 1500 capi bufalini, 900 capi vaccini, 300 pecore, 200 cavalli pascolano nei 5000 ettari della tenuta. Dove le condizioni di vita dei lavoranti sono drammatiche. Portata la capitale a Roma, il Governo Unitario, su proposta di Giuseppe Garibaldi, decide di deviare il Tevere e di bonificare l’’Agro Romano, infestato dalla malaria e abbandonato dalle popolazioni. Giungono da Ravenna i primi braccianti che a partire dal 1884 sono incaricati della bonifica dei territori di Ostia e Maccarese: ne giungono 500 ma presto un centinaio muore per malaria, polmonite e tetano.
Stato e Rospigliosi si palleggiano per alcuni decenni il finanziamento dei costosissimi interventi di bonifica. Nel 1920, 300 ettari vengono ceduti per la creazione del nuovo centro di Fregene. A metà degli anni venti, la proprietà dell’’immenso latifondo passa alla Società Generale Italiana Bonifiche che dà vita alla Maccarese. Arrivano da tutta Italia nuovi braccianti e presto la comunità locale raggiunge una consistenza mai vista. Attorno al Castello, nascono vari insediamenti, arrivano l’’acqua potabile e una rete di strade, la scuola, la stazione sanitaria e tutti i servizi necessari ad una piccola città. Nel marzo del 1930, Mussolini visita la Maccarese che pochi mesi dopo passa all’’IRI – Istituto per la Ricostruzione Industriale.
Per limitare le decise proteste salariali e per incardinare i lavoratori alla terra, si introduce la Compartecipazione Collettiva che presto si mostra incapace di rispondere alle attese sociali e viene perciò sostituita dalla mezzadria. Le mutate condizioni attraggono molti contadini soprattutto dal Veneto e molti dal Trevigiano. A metà degli anni trenta, la Maccarese gestisce 13 mila ettari e accoglie alcune migliaia di lavoratori.
Con l’’occupazione tedesca nel corso della seconda guerra mondiale, 200 ettari di terreno vengono allagati per ostacolare possibili sbarchi sul litorale romano. Bombardamenti e poi saccheggi mettono in crisi l’’azienda. Gli addetti scioperano e le tensioni crescono. Le lunghe lotte sindacali aprono la strada alla contrattazione nazionale e portano anche, in anticipo di anni rispetto ad altre realtà, al riconoscimento della parità salariale uomo-donna. Alla fine degli anni sessanta, viene perduto oltre un terzo della manodopera, i bilanci segnano profonde perdite che diventano insostenibili negli anni ottanta. Si tenta il rilancio, che fallisce, e nel 1999 Maccarese viene messa sul mercato e ad acquistarla è il Gruppo Benetton che tuttora la gestisce.

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