Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Farmacie: Lettera aperta al Governo sulla Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Riceviamo e rilanciamo: “Egregio Presidente Conte, Onorevoli Ministro Di Maio e Ministro Salvini. In rappresentanza delle società che investono e gestiscono libere farmacie sul territorio italiano, desideriamo esprimere con questa lettera un segnale di allarme.
Il subemendamento alla Legge di Bilancio per il 2019, depositato dall’Onorevole Giorgio Trizzino del Movimento 5 Stelle nella mattinata di lunedì 3 dicembre 2018 costituirebbe un passo indietro fondamentale rispetto all’evoluzione del settore delle libere farmacie creando al contempo una grave incertezza del quadro normativo tale da minare la capacità di stimolare e attrarre investimenti anche in altri settori.Il subemendamento va infatti in direzione opposta rispetto a un trend che, come già successo a livello globale, vede le farmacie evolversi ed arricchirsi (in termini di offerta, di servizi aggiuntivi, di fruibilità e di accesso digitalizzato) sotto la gestione di soggetti specializzati capaci di investire e valorizzare le professionalità che offre il settore al fine di garantire migliori servizi e facilità di accesso ai cittadini, e di raccogliere le nuove sfide proposte dalla stessa Amministrazione Pubblica (si pensi al Piano Nazionale della Cronicità) e rispondere a queste in senso fattuale e concreto.Realtà come le nostre, società italiane e multinazionali, hanno deciso di investire sul tessuto produttivo nazionale creando e mantenendo migliaia di posti di lavoro, ed hanno già messo in campo grandi impegni e forti investimenti, palesemente non tenuti in considerazione dal subemendamento suddetto.Sono oltre 300 le farmacie che rischiano di non essere più sostenute da una società a seguito di questo provvedimento, oltre 1.500 i posti di lavoro che sarebbero in grande rischio, e ammontante a circa 500 milioni di Euro il fatturato aggregato delle aziende del settore che andrebbe irrimediabilmente a contrarsi, con gravi effetti anche sulla contribuzione all’erario”.

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