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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 10 dicembre 2018

Scuola: Spray urticante, basta buonismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Stamattina a Pavia e a Cremona si è superato il limite: invece di stringersi attorno alle vittime di Corinaldo, dove è scoppiato il panico nella discoteca stracolma di giovani, qualche studente si è divertito a mettere in atto delle bravate prive di significato ma molto pericolose per la salute altrui, sprigionando in entrambi i casi nell’aria dello spray al peperoncino. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), se non si prendono seri provvedimenti nei luoghi in cui bisogna formare i cittadini del domani, specie dopo tragedie che hanno portato la morte di diversi nostri giovani anche per incuranza del rispetto delle regole, allora non ci siamo proprio. Serve, ora più che mai, una risposta chiara, semplice e immediata al di là degli eventuali reati possibili da inserire nel registro degli indagati. Le scuole si adoperino per individuare gli studenti colpevoli e immaturi: vanno espulsi con immediatezza dalle loro scuola, anche per evitare lo svilupparsi di un possibile e pericoloso effetto a catena.

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Chi meno ha più spende per curarsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

“L’identikit di chi acquista servizi sanitari privati è presto fatto: agli anziani over 60 sono imputabili oltre 23 miliardi di euro spesi per acquistare beni e prestazioni sanitarie private rispetto ai 40 miliardi complessivi, dei quali solo 5,8 miliardi “gestiti” (poco meno del 14,5%) da Polizze Sanitarie e Fondi Integrativi – spiega Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RBM Assicurazione Salute, intervenuto al convegno “Reddito di Salute: il servizio universale della sanità integrativa”, organizzato a Roma dalla Fondazione Farefuturo, presso la sala del Refettorio della Camera dei Deputati, presentando un approfondimento dell’VIII Rapporto RBM-Censis 2018 -. Il costo medio pro capite sostenuto dagli anziani (1.356,23 euro annui) penalizzati da situazioni reddituali mediamente meno favorevoli, è più che doppio rispetto a quello registrato per tutti i cittadini. Un’altra fascia che acquista prestazioni sanitarie private è quella delle persone che convivono con una patologia cronica, ovvero quasi 1 italiano su 2. Il 58% delle cure acquistate privatamente, infatti, riguarda i malati cronici, il 15% le persone con patologie acute, per oltre il 12% i non autosufficienti/inabili. E ancora, proseguendo nell’identikit di chi paga di tasca propria per curarsi, osserviamo come la Spesa Sanitaria Privata interessi in prevalenza i redditi meno elevati. Si tratta di un fenomeno caratterizzato da un’importante regressività: il 32% della Spesa Sanitaria Privata, infatti, ha riguardato i cittadini con reddito compreso tra 35.000 e 60.000 euro annui, il 17,58% i redditi compresi tra 15.000 e 35.000 euro annui ed il 6,43% i redditi inferiori a 15.000 euro annui”.
A livello territoriale, la spesa sanitaria privata non risparmia le aree economicamente meno agiate: pagano di tasca propria le cure sanitarie il 26% dei cittadini del Sud e Isole, poco meno del 20% di quelli del Centro, poco più del 24% dei cittadini del Nord Est ed oltre il 30% di quelli del Nord Ovest. Inoltre, per quanto riguarda le visite specialistiche il maggior ricorso alla Sanità Privata si osserva al Sud e nelle Isole con una frequenza del 69,6% (scostamento +7,6% rispetto alla media). Ulteriore paradosso è che un lavoratore del Sud versa un’aliquota Irpef superiore a quella di un collega del Nord, ma la sua aspettativa di vita in buona salute è inferiore (57,3 anni in Campania contro i 65,5 di Trento, oltre 9 anni di divario secondo i dati presentati al Convegno OASI2018). Attualmente, nel nostro Paese le forme sanitarie integrative intermediano una spesa sanitaria pro capite di circa 95 euro, 5 volte meno che in Francia e 2 volte in meno che in UK. Tutto ciò a causa del mancato avvio di un Secondo Pilastro Sanitario a favore di tutta la popolazione (al momento riguarda solamente alcune fasce di lavoratori)”. Se da un lato, dunque, si accentuano le disuguaglianze in Italia anche in campo sanitario, dall’altro va evidenziato come il Servizio Sanitario Nazionale e il Secondo Pilastro Sanitario siano sempre più simili a due gemelli diversi che in mancanza di dialogo finiscono per penalizzare una larghissima fascia di utenti.

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Presentazione ed esposizione dell’opera nelle sale della Raccolta Lercaro

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Bologna Mercoledì 12 dicembre 2018, ore 18:30 Via Riva di Reno 57 Presentazione ed esposizione dell’opera nelle sale della Raccolta Lercaro. La Fondazione Lercaro e l’Istituto Zoni di Bologna sono liete di presentare l’esposizione, negli spazi museali della Raccolta Lercaro, della splendida tavola di Simone di Filippo Benvenuti detto “dei Crocifissi” (Bologna, 1330 ca-1399) raffigurante l’Incoronazione della Vergine.Si tratta di una tempera su tavola firmata e datata 1382, custodita dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret all’interno dei locali dell’Istituto Zoni di Bologna, sorto accanto alla piccola chiesa di Santa Maria Incoronata, nel tratto di mura tra Porta San Vitale e Porta San Donato.Restaurata a cura della Fondazione Lercaro dal laboratorio di Camillo Tarozzi sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, per gentile concessione dell’Istituto Zoni, questo piccolo ma prezioso dipinto entra ora nel percorso museale della Raccolta Lercaro per mostrarsi a tutti nella profonda delicatezza dei colori e nella ricca simbologia dei significati.
Orari di apertura museo: giovedì e venerdì, 10-13 sabato e domenica, 11-18.30
Aperto: 26 dicembre (11-18.30), 27 e 28 dicembre (10-13), 29 e 30 dicembre (11-18.30).
Chiuso: 24, 25, 31 dicembre 2018 e 1° gennaio 2019. Da giovedì 3 gennaio le aperture seguiranno nuovamente l’orario ordinario.

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Istat: il 70,1% delle famiglie non riesce a risparmiare

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

L’Istat ha reso noto il dato delle persone che si trovano in condizioni di grave deprivazione materiale (il 10,1%, in calo rispetto al 12,1% del 2016), ma non ha diffuso quelli dei nove segnali di deprivazione che compongono l’indicatore.Ebbene, da questi dati emerge una situazione particolarmente grave: il 70,1% delle famiglie non riesce a risparmiare (erano il 69,7% nel 2016). Sono incapaci di far fronte ad una spesa imprevista di circa 800 euro il 39,5% delle famiglie ed il 43,6% non può permettersi una settimana di ferie all’anno (cfr tabella).”Anche se questi ultimi due valori sono in leggero miglioramento rispetto al 2016, i dati sono sconcertanti. Se il 40% degli italiani non può permettersi di spendere 800 euro vuol dire che, se gli si rompe l’auto, non può nemmeno acquistarne una usata. Altro che dare 6 mila euro di incentivi a chi acquista un’auto elettrica” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non basta che il Governo con il reddito di cittadinanza si occupi delle persone povere, che sono l’8,4%. Serve un aiuto al 40% degli italiani. Nella legge di Bilancio, quindi, tutte le poche risorse vanno destinate ad aiutare chi è in difficoltà. Serve una riforma che rimuova le cause della povertà” conclude Dona.

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Confeuro: Siamo al fianco dell’Italia che guarda avanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Siamo con gli artigiani, i commercianti, le cooperative e gli industriali che rappresentano quasi l’80% del Pil italiano e che sono stanchi di sentire esclusivamente dei No.
La nostra confederazione – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – continua a mantenere il suo spirito collaborativo; ma non può e non vuole restare inerme dinanzi all’ulteriore stagnazione che si sta generando nell’economia del Paese anche a causa dei tanti divieti sulla realizzazione delle infrastrutture.Nel corso della nostra conferenza nazionale – continua Tiso – abbiamo rimarcato più volte l’esigenza di una maggiore innovazione e crediamo fortemente nell’urgenza, soprattutto in periodi difficili e complessi come questi, di aprire il proprio ventaglio di opportunità invece che di lavorare per ridurlo.La vocazione della Confeuro – prosegue Tiso – è quella di battersi con coloro che vogliono impegnarsi per far progredire il Paese e il benessere dei suoi cittadini; ed è per queste ragioni che siamo e saremo al fianco di chi intende cambiare uno status quo che racconta un’Italia al 21° posto per le strutture portuali e aeroportuali, al 19° per quelle ferroviarie, al 18° per le reti stradali e con una copertura internet che riguarda solo i 77% del territorio. In questo quadro, con medie decisamente peggiori di quelle europee, a farsi pressante è l’esigenza di guardare in avanti e non quella di voltarsi indietro.

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“The Future Makers” è nuovamente alla ricerca di 100 giovani talenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Partito dal Politecnico di Milano, il roadshow prevede numerosi appuntamenti anche a dicembre: martedì 11 al Politecnico di Torino (dalle 13 alle 14,30, sede Centrale, Corso Castelfidardo 39), giovedì 13 all’Università degli Studi di Bologna (dalle 11 alle 13 nell’Aula Magna della Scuola di Economia, Piazza Scaravilli 2e) e, per la prima volta, all’Università Politecnica delle Marche e a Catania, rispettivamente giovedì 13 (dalle 10,30 alle 13, Contamination Lab, via Brecce Bianche ad Ancona) e venerdì 14 (dalle 11 alle 13, Aula Magna del Rettorato, piazza Università 2 a Catania).
L’iniziativa “The Future Makers”, che si rivolge agli studenti fra i 23 e i 26 anni d’età, ha lo scopo di contribuire alla formazione delle giovani generazioni. Nelle tre edizioni passate, i giovani talenti hanno avuto l’opportunità di incontrare autorevoli rappresentanti della business e social community, per discutere di macro trend che spaziano da big data e advanced analytics alle nuove frontiere energetiche sostenibili e all’innovazione, fino allo sviluppo di nuovi scenari economici nel nostro Paese. Tra loro, gli amministratori delegati dei maggiori gruppi industriali italiani, del mondo pubblico e privato, rappresentanti autorevoli del settore no profit, della cultura e dello sport. “Anche quest’anno, grazie a un processo di selezione innovativo, veloce e molto strutturato, individueremo i 50 ragazzi e le 50 ragazze che abbiano voglia di mettersi in gioco per diventare i leader dell’Italia di domani”, ha commentato Gioia Ferrario, Human Resources Director per Italia, Grecia e Turchia.“In questi tre anni ‘The Future Makers’ ha rappresentato una piattaforma di crescita straordinaria per i trecento studenti e per tutti coloro che sono stati coinvolti nelle attività: dai mentor, agli speaker, ai rappresentanti delle organizzazioni pubbliche e private. Si tratta di un’iniziativa unica attraverso cui BCG intende offrire al Paese il proprio contributo nel sostegno alle future generazioni di leader”, aggiunge Francesco Guidara, Marketing & Business Development Director per Italia, Grecia e Turchia.Le candidature per partecipare a “The Future Makers” sono aperte fino al 18 gennaio 2019. Per ulteriori informazioni sull’iniziativa, sulle edizioni precedenti e sugli Ambassador del programma, è possibile visitare il sito thefuturemakers.it e la pagina Facebook “BCG – The Future Makers”.

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Spazi condivisi e identità religiose nei contesti mediterranei: l’esempio di Gerusalemme

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Roma Mercoledì 12 dicembre 2018, alle 15.00, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190, si terrà la tavola rotonda “Spazi condivisi e identità religiose nei contesti mediterranei: l’esempio di Gerusalemme”, con ingresso libero.“Gruppi religiosi, identità e appartenenze diverse convivono negli spazi urbani, si delimitano e si confrontano trovando forme di regolazione dei conflitti”, spiega la Prof.ssa Renata Salvarani, coordinatrice del convegno e docente di Storia del Cristianesimo all’Università Europea di Roma.La docente ha recentemente pubblicato il volume “Il Santo Sepolcro a Gerusalemme” (edito da BAMS), una guida alla visita del complesso che racchiude il luogo della Resurrezione, spazio di ecumenismo vissuto nella quotidianità dalle comunità cristiane che vi officiano (Latini, Greci, Armeni, Ethiopi, Copti).“Spazi sacri, spazi liturgici, spazi di culto diventano i luoghi della differenza e della condivisione”, afferma la Prof.ssa Salvarani. “La storia del Mediterraneo offre innumerevoli casi che illuminano i meccanismi dialettici di queste coesistenze. Fra tutti, Gerusalemme è stata ed è terreno di difficili quanto mirabili interrelazioni. Il suo cuore cristiano, il complesso del Santo Sepolcro, è un esempio di ecumenismo vissuto giorno per giorno, nella scansione dei riti, dei gesti e delle preghiere. Ciascuno mantiene la propria unicità, consapevole di appartenere a un’unità più alta”.Di questi temi si parlerà nella tavola rotonda all’Università Europea di Roma.Introduce l’incontro Padre Gonzalo Monzon, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale all’Università Europea di Roma.Intervengono: Padre Pedro Barrajón, Rettore dell’Università Europea di Roma, la Prof.ssa Mary Melone, Rettore della Pontificia Università Antonianum, e il Prof. Giuseppe Buffon, docente di Storia della Chiesa nella Pontificia Università Antonianum.Discute il tema il Prof. Ennio Sanzi del SISR (Società Italiana di Storia delle religioni). Coordina la Prof.ssa Renata Salvarani, docente di Storia del Cristianesimo all’Università Europea di Roma.Conclude il Prof. Guido Traversa, Docente di Filosofia Morale all’Università Europea di Roma. Nel corso dell’incontro saranno anche presentate la Summer School e le iniziative dell’Università Europea di Roma a Gerusalemme.

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Accademia Nazionale di San Luca: La raccolta Berg

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Roma Venerdì 14 dicembre 2018, alle ore 11.00 piazza dell’Accademia di San Luca 77 si terrà all’Accademia Nazionale di San Luca l’anteprima riservata alla stampa della mostra “Collecting Matta-Clark. La raccolta Berg. Opere, documenti e ephemera”, un doppio omaggio indirizzato all’artista americano Gordon Matta-Clark (New York 1943 – 1978) e alla figura del collezionista Harold Berg, cileno apolide di stanza a Barcellona, che ha raccolto in più di dieci anni di appassionate ricerche i lavori dell’artista. La mostra, frutto della collaborazione tra Harold Berg, Federico De Melis e Gianni Dessì, è un percorso che attraversa l’intero arco creativo di Gordon Matta-Clark e che presenta opere originali, disegni, fotografie vintage, cibachrome, filmati originali e un’ampia serie di documenti quali cataloghi, libri d’artista e articoli di giornale, le ephemera, appunto, tutto proveniente dalla collezione di Berg.

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L’Unione Sindacale di Base torna in piazza

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Roma martedì 11 dicembre alle 14,30 con un presidio in piazzetta Vidoni, al ministero della Funzione Pubblica, in concomitanza con il passaggio della Legge di Stabilità 2019 al Senato, per chiedere la proroga di tutte le graduatorie dei concorsi pubblici e adeguate risorse per il rinnovo dei contratti in scadenza al 31 dicembre di quest’anno. Il ministro Giulia Bongiorno ha annunciato che saranno prorogate solo alcune graduatorie scelte in base alle professionalità necessarie, promettendo 450.000 nuove assunzioni nei prossimi tre anni. La USB ritiene necessaria la proroga di tutte le graduatorie, per soddisfare l’impellente necessità di assunzioni di molte amministrazioni pubbliche e per rispondere alle aspettative dei 150.000 vincitori ed idonei che, in diversi casi, aspettano da molti anni di essere assunti. Mettersi a fare i distinguo nel momento in cui le graduatorie sono in scadenza appare davvero cinico ed intollerabile. Nella Legge di Stabilità 2019 ci sono appena le risorse per la solita vacanza contrattuale, quindi il Governo del cambiamento sembra muoversi nel solco dei precedenti esecutivi: pochi spiccioli per i contratti e vessazione dei lavoratori, con l’uso della biometria per rilevare le presenze in ufficio. Impronte digitali o rilevazione dell’iride, schedati e trattati come criminali, in nome di una campagna diffamatoria che sembra non avere fine e colore politico. Serve cambiare rotta, per questo serve una protesta forte e decisa. Al momento sono 24 i Comitati di vincitori ed idonei di concorsi pubblici che hanno aderito al presidio della USB.

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Mostra Conversation Piece

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Roma Venerdì 14 dicembre, alle ore 12.00, via Fontanella Borghese 56b si terrà alla Fondazione Memmo la presentazione della mostra Conversation Piece Part V, il nuovo appuntamento del ciclo di mostre, a cura di Marcello Smarrelli, dedicate agli artisti italiani e stranieri temporaneamente presenti a Roma.L’esposizione, aperta al pubblico dal 16 dicembre 2018 al 24 marzo 2019, vede protagonisti quattro artisti: Rebecca Digne (borsista presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici), Invernomuto (Cy Twombly Italian Fellow in Visual Arts presso l’American Academy in Rome), Julian Rosefeldt (borsista presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo) e Marinella Senatore. In mostra opere appositamente create per l’occasione, considerate “manifesti” di poetiche e pratiche eterogenee, con i quali gli artisti designati entrano in dialogo tra di loro, con gli spazi della Fondazione Memmo e con Roma.

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Uniti per Unire

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Roma 14 Dicembre dalle 19.30 alle 22.30 presso il Teatro Palco delle Valli in via Valsavaranche 87 dove Uniti per Unire, le comunita’ del mondo arabo in Italia (Co-mai), Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), Asl Roma4 ,Asl Roma5, Confederazione internaziinale laica interreligiosa (Cili-italia) e Emergenza Sorrisi aspetteranno tutti gli ospiti in un clima non solo di festa, ma soprattutto di condivisione e tolleranza. Durante la serata sarà presentato il romanzo di Marika Campeti “Il segreto di vicolo delle Belle” ambientato tra Marocco e Terracina, che porta in sé un messaggio di tolleranza e speranza. “I nostri movimenti con i loro numerosi dipartimenti tematiche sono impegnati a favore della convivenza e del dialogo inter religioso e inter cultura in Italia e all’estero facendo valere le buone pratiche e l’immigrazione programmata e qualificata con il rispetto dei diritti umani e la solidarietà. Anche quest’anno organizziamo evento a Natale per festeggiare tutti insieme cristiani,musulmani,ebrei e laici e delle altre religione con il presepio rimandando al mittente tutti i tentativi che ogni hanno qualcuno vuole strumentalizzare sulla festa di Natale ,sul presepio e sul Crocefisso e i musulmani ,noi lo diciamo mai e mai nessuna comunità o associazione musulmana in Italia ha messo in dubbio questa prestigiosa e nobile festa che abbiamo sempre festeggiato e continueremo a festeggiare insieme sia in Italia che in Medio Oriente e Terra Santa e condanniamo ogni episodio singolo o isolato che cercano solo visibilità,minare la buona convivenza e strumentalizzazione mediatica e politica. ” Così dichiara il Fondatore di AMSI e Co-mai e Consigliere Ordine dei Medici e Odontoiatri di ROMA Prof.Foad Aodi .Il direttore generale della ASL Roma 4 e Commissario Straordinario della Asl Roma 5 Prof.Giuseppe Quintavalle dichiara: “Sono molto felice di partecipare perché l’essenza dell’incontro è la conoscenza della diversità e il superamento della paura . La paura nasce dal fatto che spesso non siamo pronti a conoscere chi abbiamo davanti a noi e chi presenta una piccola diversità, sia di tipo culturale, sociale, religiosa, diversità di razza o colore della pelle. Sono felice che in questo evento ci sarà la presentazione del libro di Marika Campeti perché tratta nel suo essere delicato, argomenti importanti come la condizione della donna in una ritualità tra Oriente e Occidente” La scrittrice romana Marika Campeti dichiara “Sono onorata di partecipare a un evento che promuova l’avvicinamento culturale di due mondi che per quanto diversi racchiudono un patrimonio di bellezza, storia, tradizioni e cultura. Il mio romanzo vuole far conoscere questa bellezza proprio attraverso la comprensione e l’accettazione della diversità, facendosi ponte tra la cultura occidentale e quella del Medio Oriente in un dialogo basato sui sentimenti più puri.”

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“Si profila all’orizzonte la fine del ciclo economico”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

A cura di Adrian Hilton, Head of Global Rates and Currency (Responsabile Tassi Globali e Valute) di Columbia Threadneedle Investments. La maggiore sorpresa del 2018 è giunta dal ciclo economico, che si è rivelato più resistente e protratto di quanto prevedevamo. Gli sgravi fiscali del Presidente Trump hanno alimentato la fiducia dei consumatori e sostenuto i consumi, ma la spesa per investimenti delle aziende ha reagito in misura inferiore al previsto ai maggiori incentivi agli investimenti forniti dalla riforma fiscale.Per contro, gli sviluppi economici nel resto del mondo si sono rivelati deludenti. In Europa, le spiegazioni addotte per la crescita fiacca sono mutate nel corso dell’anno, ma sembra sempre più chiaro che la causa principale sia da ricercarsi nel calo della domanda esterna, non ultimo di quella cinese, dovuto all’esaurirsi dell’effetto di precedenti misure di stimolo.Si direbbe proprio che il ciclo stia per concludersi. Gli Stati Uniti beneficiano da qualche tempo di condizioni finanziarie favorevoli e, più di recente, di vantaggi fiscali, ma molti di questi fattori appaiono in procinto di cambiare. I mercati azionari continuano a scontare un certo ottimismo, anche se in misura inferiore dopo le turbolenze di ottobre e novembre 2018.Se ci troviamo davvero alla fine del ciclo, l’evolversi degli eventi appare diverso dal passato. Generalmente ci aspetteremmo la comparsa di pressioni inflazionistiche in risposta alla saturazione dei mercati del lavoro e alle limitazioni della capacità produttiva. In tale situazione, la Federal Reserve statunitense inasprirebbe la politica monetaria fino ad adottare un orientamento restrittivo per evitare il disancoraggio delle aspettative d’inflazione. Eppure, malgrado la crescita superiore alla media, l’inflazione non ha esibito una significativa accelerazione. Di conseguenza, la Fed non si è vista ancora veramente costretta ad alzare i tassi d’interesse, nemmeno per portarli ai livelli ritenuti ‘neutri’ dallo stesso istituto centrale.È possibile che il ciclo stia terminando, ma in maniera più graduale che in passato. Una possibile spiegazione di questa evoluzione anomala è che la risposta dell’inflazione al ridursi della capacità inutilizzata interna è inferiore alla media storica, per cui le autorità non hanno dovuto inasprire la politica monetaria in maniera particolarmente aggressiva. Ciò rappresenterebbe una buona notizia per gli attivi, in quanto le valutazioni potrebbero scendere lentamente senza che si abbia un inasprimento destabilizzante delle condizioni finanziarie.
Una potenziale fonte di volatilità nel 2019 potrebbe essere costituita da un rallentamento più sincronizzato e profondo della crescita globale. Se ciò avvenisse, i meccanismi di protezione contro una recessione potrebbero rivelarsi meno efficaci che in passato. Non arrivo a predire una crisi, ma se invece di una correzione graduale si avrà un atterraggio brusco, i rischi sono maggiori di quelli insiti in cicli più ‘normali’. Non è chiaro quali aree del globo dispongano ancora della flessibilità politica necessaria per contrastare una riduzione generalizzata dei livelli di indebitamento.Gli Stati Uniti potrebbero allentare nuovamente la propria politica monetaria, ma non è detto che dispongano ancora dello spazio di manovra necessario per una risposta fiscale significativa, data la natura prociclica del loro stimolo più recente. Inoltre, i livelli di debito cinese potrebbero non consentire alla Cina di adottare manovre di stimolo analoghe a quelle effettuate durante precedenti rallentamenti. L’altro cuscinetto potrebbe essere costituito dall’Europa che, a differenza degli Stati Uniti, gode di ampi avanzi delle partite correnti. È difficile tuttavia immaginare che ci sia la volontà politica per coordinare un’espansione fiscale; inoltre la BCE non dispone di ampia flessibilità in ambito di politica monetaria.
I fondamentali dell’area euro appaiono discretamente robusti. Le condizioni sui mercati del lavoro stanno migliorando, l’occupazione ha esibito buoni livelli di crescita e i salari sono finalmente in aumento. Le condizioni di finanziamento sono ancora relativamente rilassate nell’Eurozona e l’indebitamento dell’intera economia resta contenuto. Le limitazioni della capacità produttiva dovrebbero esercitare ulteriori pressioni al rialzo sui salari, facendo aumentare anche gli investimenti in conto capitale. La BCE intende iniziare a normalizzare la propria politica monetaria, ma l’Europa è esposta a rischi provenienti da fonti sia interne che esterne. L’accentuarsi del rallentamento cinese e l’ulteriore deteriorarsi del commercio internazionale potrebbero costituire una minaccia, data la crescente dipendenza dell’Eurozona dalle esportazioni negli ultimi anni. Lo scontro tra l’Italia e la Commissione europea innervosisce, a ragione, i mercati. La Brexit rappresenta un’ulteriore fonte di incertezza.Per il Regno Unito, molto dipenderà da come si configurerà la futura relazione commerciale con l’UE e quali saranno i rispettivi impatti sull’economia, sia sul lato della domanda che su quello dell’offerta. È difficile che gli attivi a reddito fisso britannici imbocchino una direzione precisa fino a che non comprenderemo la natura dello shock.
Quali sono le implicazioni di queste incertezze per i rendimenti obbligazionari? Riteniamo che la crescita statunitense abbia raggiunto il picco, per cui ci attendiamo rendimenti più bassi durante il 2019, anche se non di molto, se si eviterà una recessione. In tale contesto, la normalizzazione del bilancio della Fed e l’evoluzione della politica monetaria altrove potrebbero incidere positivamente sui premi a termine, che sono stati molto ridotti su tutti i mercati dei titoli di Stato.Molto dipende da un’eventuale accelerazione o meno dell’inflazione. Se negli Stati Uniti il rapporto tra limitazioni della capacità produttiva e inflazione si normalizzerà, la Fed potrebbe dover inasprire la politica monetaria più del previsto. In tal caso, il ciclo economico potrebbe estendersi ulteriormente, ma potrebbe poi terminare in modo più brusco.

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Presentazione del progetto Synbiose

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Martedì 11 dicembre, alle ore 16.30 al Centro Congressi Sant’Elisabetta dell’Università di Parma (Campus Scienze e Tecnologie), si terrà la presentazione del progetto Synbiose. Synbiose è un progetto di ricerca cofinanziato dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali-CSEA che vede coinvolti l’Università di Parma con il Centro Interdipartimentale per l’Energia e l’Ambiente-CIDEA, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara e Siram by Veolia.Obiettivo del progetto è portare a maturazione la tecnologia della cogenerazione di piccola taglia alimentata da syngas da gassificazione di biomassa legnosa in modo che possa rappresentare per il settore del terziario una alternativa rinnovabile e affidabile all’utilizzo di fonti fossili per il soddisfacimento dei propri fabbisogni di energia elettrica e termica per il condizionamento ambienti.
Questo obiettivo è perseguito attraverso la combinazione della simulazione numerica del processo, dell’impianto e dei suoi componenti e della sperimentazione sull’impianto installato presso la centrale termica del Campus consistente in un motore a combustione interna della potenza elettrica di 125 kW alimentato dal syngas proveniente dalla gassificazione di cippato di legno.Dopo i saluti di apertura, a cui sarà presente il Pro Rettore Vicario Paolo Martelli, i partner del progetto illustreranno le finalità dello stesso e le attività previste, il funzionamento dell’impianto e la natura e le modalità di approvvigionamento del cippato di legno. Parteciperanno ai lavori, per l’Università di Parma, il prof. Mirko Morini, responsabile scientifico del progetto, e il prof. Agostino Gambarotta, Direttore del CIDEA. Al termine delle relazioni è prevista la visita all’impianto.
Il syngas è un gas composto principalmente da azoto, monossido di carbonio, idrogeno, acqua e anidride carbonica che si forma a seguito della combustione del legno con una ridotta quantità di aria. La cogenerazione è la produzione di energia elettrica e termica mediante un unico impianto. Permette il soddisfacimento di due fabbisogni mediante un’unica combustione e di conseguenza un utilizzo più efficiente del combustibile. Nel gassificatore vengono immessi il cippato di legno e l’aria e avviene una combustione parziale. Il syngas prodotto viene prelevato, filtrato, raffreddato e inviato al motore a combustione interna che attraverso la sua combustione produce energia elettrica che viene immessa in rete ed energia termica che viene immessa sulla rete di teleriscaldamento del Campus.

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In Italia un paziente su 3 ha una multipatologia cronica

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Il paziente complesso con multipatologia è il nuovo malato all’attenzione del Sistema Salute: la sua gestione è tra le maggiori sfide della sanità del futuro. Il “medico della complessità”, preparato attraverso specifici corsi formativi, è il moderno professionista sanitario capace di individuare strategie di cura e organizzare percorsi sanitari ad hoc per gestire la cronicità.Le malattie croniche rappresentano il 60% di tutte le patologie nel mondo con un incremento previsto fino all’80% nel 2020. In Italia il 10% della popolazione sopra i 65 anni ha almeno tre condizioni morbose croniche, che richiedono più farmaci, più medici e maggiori costi per la difficile gestione.Scopo dell’Associazione scientifica The System Academy è la formazione altamente qualificata degli operatori sanitari attraverso corsi didattici innovativi.

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Lavoro: ecco gli errori da evitare nel curriculum

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Trovare il lavoro dei propri sogni diventa impossibile se il proprio curriculum vitae viene puntualmente scartato dai selezionatori. Sono tanti, tantissimi i fattori da tenere in considerazione per la realizzazione e per l’invio di un curriculum vitae, e non è un caso se i candidati sono sempre in bilico tra il classico formato europeo e delle grafiche personalizzate, tra cv con foto o senza foto, e ancora, tra cv di una sola pagina e documenti più lunghi. Ma quali sono, nel concreto, i motivi che portano un recruiter a scartare un curriculum vitae?«Non è facile riassumere tutti i fattori formali che portano un selezionatore a scartare un curriculum vitae» spiega Carola Adami, CEO e founder della società di ricerca e selezione del personale Adami & Associati.«Talvolta i curricula inviati non vengono nemmeno aperti dal selezionatore, per la mancanza di una lettera di presentazione». Va infatti sottolineato che le agenzie di selezione del personale, così come gli uffici HR delle grandi aziende, ricevono centinaia di curricula ogni giorno. Leggerli tutti diventa dunque impossibile, e per questo si pratica una doverosa scrematura a monte, eliminando per esempio i messaggi di tutti i candidati che non hanno introdotto il proprio cv con una lettera di presentazione. «Soprattutto per determinati ruoli, inviare un curriculum non accompagnato da una breve cover letter è un vero e proprio autogol, che lascia trasparire una certa superficialità da parte del candidato».Se fornito di una promettente lettera di presentazione, il curriculum vitae viene certamente aperto. Quali sono i possibili errori interni al cv che possono determinare la stroncatura della candidatura? «Talvolta non si parla di errori formali, quanto invece di leggerezze da parte del candidato» spiega la head hunter di Milano.«Spesso bastano pochi secondi per scartare un curriculum: nel caso di un ruolo che richiede obbligatoriamente una laurea in ingegneria civile è sufficiente controllare la coerenza del titolo di studio indicato per capire se continuare con la lettura del documento o cestinarlo».Del resto sono davvero molti, ci illumina Carola Adami, gli errori che possono determinare la bocciatura di una candidatura.
«Tutti i giorni ci capitano tra le mani dei curricula popolati da errori e da refusi, con formattazioni approssimative e impaginazioni improbabili. Non è nulla di grave, ma di certo queste leggerezze non giocano a favore di un candidato, soprattutto quanto ci sono centinaia di persone che competono per un medesimo posto di lavoro».Alcune volte un buon curriculum vitae viene macchiato da un piccolo ma lampante errore. C’è chi, per esempio, nella sezione dei contatti inserisce un contatto email scherzoso, probabilmente creato in gioventù e mai cambiato, il quale in sede di candidatura risulta ovviamente fuori luogo.Altri candidati aggiungono delle fotografie assolutamente non professionali, scattate magari in spiaggia e ritagliate in malo modo; e ancora, un selezionatore attento non mancherà di notare, a prima vista, degli evidenti gonfiamenti nell’elenco delle esperienze lavorative.«Riceviamo spesso dei curriculum di 3 o 4 pagine, scritti da candidati convinti che scrivere tanto sia meglio per attirare l’attenzione del recruiter» precisa Adami «laddove invece si dovrebbe puntare non sulla quantità, ma sulla qualità e su una buona organizzazione delle informazioni, così da mettere in evidenza i punti di forza del candidato».Non deve poi mancare, infine, l’indispensabile liberatoria per il trattamento dei dati, che tanti candidati continuano tutt’oggi a dimenticare.

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Presentazione libro “Terra”: ultimo della collana dedicata all’artigianato

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Pordenone-Udine 15 dicembre ore ore 12:30 Sala Valduga della Camera di Commercio (ingresso Piazza Venerio 8) presentazione libro “Terra”: ultimo della collana dedicata all’artigianato. “…Terra è dunque la meta, ma è anche una tappa di un viaggio che ogni giorno, come persone, facciamo e faremo all’interno della produttività della nostra regione. Con la bellezza mozzafiato della natura e la bellezza delle capacità dell’uomo di utilizzarla con passione, cura e soprattutto rispetto, chiudiamo il sipario su questa collana, che ci ha permesso di guardare il nostro mondo, la quotidianità del lavoro e l’eccellenza della nostra realtà economica con lo sguardo ammirato e fiducioso che merita…” La pubblicazione è promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine e coedita assieme a Vinibuoni Biblioteca.

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Scuola: Ddl Granato su abrogazione chiamata diretta

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Le richieste di modifica al ddl AS 763 sono state presentate in VII Commissione Senato dalle opposizioni, a prima firma Roberto Berardi (FI) e Loredana De Petris (Leu). In pratica, sono stati presentati tutti gli emendamenti segnalati dal giovane sindacato, uno su tre su quelli complessivamente depositati: riguardano la contrattazione nell’assegnazione del personale su più scuole (1.09 – 1.10), la mobilità interprovinciale rispetto agli ambiti territoriali (1.15 – 1.14), la riduzione a 3-4 ore di supplenza su potenziamento (1.17 e 1.18), la mobilità straordinaria su 100% posti (1.19), l’inserimento in GaE di abilitati (1.22 – 1.0.2) e la stabilizzazione dei precari (1.23). Marcello Pacifico (Anief-Cisal): gli emendamenti hanno una valenza obiettiva, perché hanno trovato spazio nonostante non siamo stati auditi, pur avendo per primi presentato richiesta rispetto ad altre sigle sindacali. Mai successo. Da quattro legislature siamo sempre stati chiamati, ma non importa, basta che le nostre proposte sono all’attenzione del legislatore poi ogni partito si assumerà come sempre la responsabilità politica del voto.

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Questionario su omofobia nelle scuole umbre: interrogazione parlamentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Un’interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è stata presentata dal senatore Franco Zaffini e dal parlamentare Emanuele Prisco in merito al questionario sui temi dell’omofobia diffuso in alcune scuole dell’Umbria. Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno sollecitato l’invio degli ispettori del Miur all’Ufficio scolastico regionale.
«Ai dirigenti degli istituti – spiegano in una nota – è stato proposto un elenco di domande che dovrebbe servire all’indagine sul bullismo omofobico promosso con il medesimo progetto nato dalla collaborazione tra Omphalos, associazione Lgbti di riferimento per la comunità lesbica, gay, bisessuale, trans e intersex a Perugia e in Umbria, Regione, Ufficio scolastico regionale e il dipartimento Fissuf dell’Università».
«Ci aspettiamo che il questionario sia stato redatto da un pool altamente specializzato di pedagogisti e psicanalisti dell’adolescenza in quanto se così non fosse andrebbe immediatamente ritirato – proseguono gli esponenti di FdI -. Il nostro timore è che fra gli autori ci siano anche soggetti non titolati».
Secondo Zaffini e Prisco «l’esclusiva presenza di domande a risposta multipla, ben 98, su orientamento politico, religioso, sessuale, uomini gay, donne lesbiche, adozioni da parte di persone dello stesso sesso, matrimoni gay, e soltanto 18 sui fenomeni di bullismo, la dice lunga sulle reali intenzioni di chi ha stilato il questionario con la volontà, piuttosto, di dimostrare un teorema semplicistico religione-politica-discriminazione nel quale si tenta di incasellare il sentire degli adolescenti in risposte preconfezionate proprio per alimentare i pregiudizi. Nelle intenzioni dichiarate – si legge nel comunicato – il test dovrebbe rilevare il livello di bullismo omofobico nelle scuole e le altre forme di discriminazione ma in realtà sembrano altre le finalità e proprio l’assenza di domande aperte mostra la mancanza di qualsiasi intento conoscitivo del fenomeno del bullismo e dei reali problemi degli studenti rispetto a esso».
«A studenti di 13 anni – affondano Prisco e Zaffini – verrebbe chiesto di mettere una crocetta su questioni complesse come i matrimoni e le adozioni omosessuali, senza neppure verificare se abbiano compreso fino in fondo la domanda. E lo stesso discorso vale per le 21 domande avente ad oggetto i migranti».
Fratelli d’Italia insiste anche sul modulo per il consenso informato sottoscritto dai genitori degli alunni: «Non c’è alcun riferimento ai contenuti del questionario, piuttosto sembra ‘estorto’ agli adulti ignari delle domande alle quali avrebbero risposto i figli. In un caso del genere l’informazione alle famiglie sarebbe dovuta essere esaustiva e tempestiva». E concludono sugli ispettori: «Purtroppo non è la prima volta che ci troviamo di fronte ad atteggiamenti tutt’altro che di garanzia per gli studenti e le famiglie, ora più che mai è opportuno l’invio degli ispettori per verificare l’operato della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale».

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Il personale di ruolo docente e Ata ha diritto al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine superiori ai 36 mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Nuovo colpo di scena sul precariato scolastico. Sull’abuso da parte dello Stato italiano anche l’avvocato generale Szpunar della Curia europea si dichiara d’accordo con le tesi della Commissione UE e del ricorrente Rossato. Anief avvia le preadesioni al ricorso gratuito per ottenere dalle due alle dodici mensilità di risarcimento in caso di pronuncia conforme della Corte di giustizia e di superamento delle sentenze della Corte suprema italiana. Per aderire vai sul Portale ANIEF. Potrebbero essere più di 300 mila gli insegnanti e Ata interessati. Il pronunciamento riguarda la Causa C-494/17 promossa dalla Corte di Appello di Trento su ricorso presentato dal docente Rossato che, una volta assunto in ruolo dopo diversi anni di precariato, chiedeva il risarcimento per l’abuso dei contratti a termine, da negare per i giudici della Cassazione: nel depositare le sue osservazioni sulla reiterazione dei contratti a termine, l’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea sposa la tesi dei legali Anief: emerge, infatti, “che un’interpretazione giurisprudenziale di una normativa nazionale come quella di cui al procedimento principale non risulta conforme, fatte salve le verifiche incombenti al giudice del rinvio, ai requisiti risultanti dalla sentenza Mascolo” del novembre 2014 emessa dalla Corte di Giustizia Europea. Gli avvocati Anief hanno sempre sostenuto che la Legge 107/15 non prevede le sanzioni per l’abuso dei contratti a termine subito dal personale di ruolo anche durante il periodo di precariato.
Se la tesi verrà confermata dalla Corte di giustizia europea, i giudici del lavoro dovranno disapplicare le sentenze delle sezioni unite della Cassazione (ex plurimis 22552/17) ed estendere il risarcimento dalle 2 alle 12 mensilità anche al personale di ruolo che ha avuto più di 36 mesi di contratti a termine prima dell’assunzioni a tempo indeterminato, oltre agli eventuali danni morali e materiali che potrebbe vantare.

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