Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 17 dicembre 2018

Renato Bruni: Mirabilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Torino mercoledì 19 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Renato Bruni torna al Circolo dei lettori e dialoga con Beatrice Mautino, divulgatrice scientifica. Una mostra d’arte, come un libro, è forse il miglior modo per farsi portare in un luogo inesplorato e nuovo, per fare un passo verso risposte grandi e piccole, per sentirci persone migliori. Renato Bruni, nel suo libro Mirabilia. La botanica nascosta nell’arte (Codice Edizioni), unisce il piacere della lettura a quello dell’arte, creando un percorso incentrato sulla botanica. L’autore è ospite del Circolo dei lettoriin dialogo con Beatrice Mautino. Mirabilia è una mostra scientifica come non ne avete viste mai. Una mostra è l’insieme delle vie che essa è in grado di aprire nella mente del visitatore, e se ben fatta non si limita a una fruizione passiva che faccia dire «ho visto i girasoli di Van Gogh», ma «guardando i girasoli di Van Gogh ho scoperto una cosa nuova». In Mirabilia questa scoperta riguarda il sorprendente mondo delle piante svelato nelle opere di Dürer, Degas, Hokusai, Rivera, Duchamp, Warhol, Banksy e molti altri, dalle dinamiche ecologiche all’archeobotanica, dal sapore dei pomodori fino alle vertical farm e alle rivoluzionarie frontiere della ricerca. Mirabilia è un’ideale visita in un museo in cui celebri opere d’arte raccontano storie impreviste, aprendo porte inattese sulla cultura scientifica e botanica.Renato Bruni è professore associato in Botanica/Biologia farmaceutica presso il dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma. In laboratorio si occupa dei metaboliti secondari delle piante e dei loro impieghi, mentre in rete cura il blog Erba Volant (meristemi.wordpress.com). Per Codice Edizioni ha pubblicato anche Erba Volant e Le piante son brutte bestie.Beatrice Mautino, laureata in Biotecnologie industriali, ha fatto ricerca nel campo delle Neuroscienze all’Università di Torino e oggi è divulgatrice e giornalista scientifica. È anche autrice di Il trucco c’è e si vede (Chiarelettere), con Dario Bressanini di Contro natura (Rizzoli) e curatrice di una rubrica di successo su “Le Scienze”, La ceretta di Occam. Collabora con giornali e riviste e cura mostre ed eventi scientifici di rilievo internazionale.

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Libro: Non legare il cuore

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Torino Martedì 18 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Farian Sabahi. Non legare il cuore (Solferino) Con Margherita Oggero, scrittrice. Un viaggio nella memoria tra i mille colori di un racconto che intercala lessico persiano e dialetto piemontese, tessendo l’ordito e la trama di una vita che unisce Paesi ed epoche all’apparenza inconciliabili: l’Italia degli anni di piombo e l’Iran della Rivoluzione di Khomeini, e ancora, a ritroso il regno dello scià e l’Azerbaigian travolto dall’Armata rossa. È la storia di Farian Sabahi, giornalista e storica, testimonianza autobiografica di un’esistenza divisa tra due Paesi e tre religioni. È Non legare il cuore (Solferino), al centro del dialogo tra l’autrice e la scrittrice Margherita Oggero. Il genero iraniano si concede un caffè e la suocera piemontese ne approfitta per prendere la neonata, salire nella cappella al primo piano della clinica e farla battezzare all’insaputa dei genitori. È l’evento che segna la vita di Farian, figlia di uno dei primi matrimoni misti degli anni Sessanta. Dalle sponde del Tanaro alle rive del Mar Caspio, dai monti Elborz alle colline del Monferrato, Farian cammina su un filo teso tra Oriente e Occidente, scoprendosi discendente dal Profeta Maometto secondo la tradizione sciita, sentendosi bollare come «bastarda» dal professore di religione. Sempre straniera, nomade. Sarà la nascita del figlio Atesh a innescare le domande cruciali sulla fede: per lui, e per se stessa.

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M5S Lombardia. Bilancio regionale: I nostri emendamenti per una sanità più vicina ai cittadini

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

“È una sanità di cittadinanza quella che abbiamo in mente. Deve essere, oggi come non mai, vicina ai lombardi, attenta ai più deboli, capillare sui territori e capace di interpretare le sfide del futuro. Deve prendersi cura dei cittadini oltre che curare e guarire”, così Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, sugli emendamenti e sugli ordini del giorno al Bilancio regionale depositati dal Movimento in previsione della discussione in Consiglio regionale della settimana prossima.
Sono decine gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati. Tra questi la richiesta di risorse per la sperimentazione per l’infermiere di famiglia, su cui il M5S ha anche depositato una proposta di legge, nuove “culle per la vita”, risorse per l’acquisto di giochi per i bambini ricoverati e ospedalizzati e fondi per le persone non autosufficienti.
Tra gli emendamenti spazio anche alla richiesta di finanziamenti per i controlli sull’amianto e per sostenere le persone affette da Fibromialgia, ludopatie e sindrome da burnout. È del M5S anche la proposta di stanziare maggiori risorse per la promozione e l’incremento di programmi di screening finalizzati a prevenire l’infertilità nei giovani adulti e di rendere gratuite le cure veterinarie per i proprietari d’animali d’affezione con Isee basso. Per Mammì, “Non stiamo chiedendo l’impossibile. Interveniamo in decine di ambiti con la richiesta di fondi che possono davvero fare la differenza nel sostegno alle fragilità. La crisi e le politiche vergognose dei Governi precedenti hanno tolto risorse alla Sanità colpendo soprattutto i più deboli. Con i nostri emendamenti e ordini del giorno vogliamo invertire la rotta”.

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La haute couture sbarca a Parma

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Parma 21 dicembre la haute couture sbarca a Parma, con una delle più grandi maison dell’alta moda. Nell’Aula magna dell’Università Pietro Beccari, Presidente e CEO di Christian Dior Couture, riceverà infatti il premio di Alumnus dell’anno 2018 dell’Ateneo: un riconoscimento che è alla sua prima edizione, istituito dall’Ateneo e dall’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma per rendere omaggio a laureati che si siano particolarmente distinti con il loro percorso professionale. La cerimonia sarà aperta dalla Delegata del Rettore all’Orientamento Chiara Vernizzi. A seguire l’intervento del Rettore Paolo Andrei e la consegna di premio e pergamena a Pietro Beccari, che nell’occasione terrà una relazione. In chiusura l’intervento Presidente dell’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma Rinaldo Lampugnani.
Dopo la cerimonia in Aula Magna, l’omaggio a Pietro Beccari proseguirà dalle 19 al Museo Glauco Lombardi (Sala Mara Luigia), dov’è previsto in suo onore un aperitivo musicale che sarà anche occasione di scambio degli auguri di Natale per tutti i soci dell’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma.
Pietro Beccari nato a Parma nel 1967, dopo gli studi classici si laurea in Economia e Commercio all’Università di Parma. Ha iniziato il suo percorso professionale nel settore Marketing di Benckiser (Italia) e Parmalat (USA) per poi passare alla Direzione Generale di Henkel (Germania), dove ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente della divisione Haircare.
Nel 2006 è entrato a far parte di LVMH in qualità di Vicepresidente esecutivo Marketing e Comunicazione per Louis Vuitton, prima di diventare nel 2012 Presidente e CEO di Fendi: lì è rimasto fino al febbraio 2018, connotando la propria attività anche con numerose azioni concrete a beneficio del patrimonio artistico e culturale della città di Roma.Dal febbraio 2018 è Presidente e CEO di Christian Dior Couture.

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Le piante e l’uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Roma Eur 21 dicembre 2018 – 21 aprile 2019 Palazzo delle arti e delle tradizioni popolari mostra “Le piante e l’uomo: scienza, riti, arte e tradizioni – per uno sviluppo sostenibile”.La mostra, curata da Paolo Maria Guarrera, è un itinerario attraverso l’immenso patrimonio del Museo delle arti e tradizioni popolari, elaborato sulla base di uno studio botanico sulle raccolte iniziato fin dagli anni ’80. Sono state individuate dal curatore, biologo ed etnobotanico, 100 specie, nel loro legame con la tradizione popolare passata e presente, prendendo in considerazione, per ogni specie, gli utilizzi in medicina, veterinaria e zootecnia, alimentazione, artigianato, tessitura e tintoria, religione e ritualità e portando per la prima volta in evidenza aspetti naturalistici, finora poco indagati all’interno delle collezioni del museo.

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Presentazione del progetto “The patient dream”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Roma, 20 dicembre 18.30 – 19.30 Museo MAXXI, Via Guido Remi 4/A in sala Carlo Scarpa, verrà presentato il progetto “THE PATIENT DREAM”. Alla conferenza stampa interverranno Giovanna Melandri (Presidente del Museo MAXXI), Francesco Cognetti (Presidente di Fondazione Insieme Contro il Cancro), Francesco Ripa di Meana (Direttore Generale IFO), Alessandra Fabi (Oncologa dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”) e Federico Giuseppini (Managing Director di Twiceout). Il progetto della Fondazione, promosso con l’Istituto Regina Elena, è il primo studio condotto su donne con diagnosi di tumore alla mammella o all’ovaio. L’obiettivo è dimostrare come, durante il primo ciclo di trattamento chemioterapico a scopo preventivo, l’utilizzo di strumenti audio visivi possa ridurre lo stato di ansia e stress. Il loro uso dovrebbe favorire un senso di tranquillità e serenità e ridurre eventuali effetti collaterali in fase acuta e ritardata dovuti al trattamento. Lo studio partirà a gennaio 2019 e si concluderà nel corso dell’anno. In caso di evidenza di un beneficio sulla qualità di vita delle pazienti tale strumento potrà essere adottato nelle divisioni di oncologia.

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G20 di Buenos Aires: pericolosi passi indietro

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

I partecipanti al recente summit del G20 di Buenos Aires possono dichiararsi soddisfatti per il fatto di essere riusciti a terminare il meeting con una dichiarazione unitaria. Il contenuto della stessa, però, sembra non solo annacquato ma anche di secondaria importanza.
Evidentemente si è cercato in tutti i modi di non ripetere ciò che è successo due settimane prima al summit dei paesi dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC), a Papua Nuova Guinea. Infatti, quel meeting, con la partecipazione degli Usa, della Russia e della Cina, non è approdato a nulla e non vi è stato alcun comunicato congiunto.
Nella memoria di alcuni c’è stato anche l’ultimo G7 in Québec, Canada, quando, poche ore dopo la sua conclusione, Trump ricusò i contenuti della dichiarazione finale, rendendola così un documento vuoto, sostanzialmente inutile. Probabilmente molti hanno ricordato anche la precedente sconcertante decisione americana di non sottoscrivere il trattato di Parigi sul clima. Nonostante il G20 sia la sede per eccellenza dove affrontare discussioni e proposte a livello multilaterale per trovare soluzioni condivise alle problematiche mondiali e alle sfide politico-economiche più difficili e urgenti, il summit di Buenos Aires ha, secondo noi, segnato un pericoloso arretramento e un ritorno alla pratica dei negoziati bilaterali. In proposito, il presidente americano Trump e quello cinese Xi Jinping hanno convenuto di posticipare di tre mesi la decisione americana di portare dal 10 al 25% i dazi su molti prodotti cinesi per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari e di evitare le conseguenti ritorsioni cinesi. Una decisione modesta, se persino la banca Goldman Sachs, che ha parecchi uomini nell’amministrazione Usa, dà un misero 20% di probabilità a un futuro successo di un accordo tra le due superpotenze.
Intanto, l’andamento dell’economia mondiale si sta raffreddando. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) stima che i dazi del 10% nei confronti della Cina, e la conseguente risposta cinese, produrrebbero una diminuzione dello 0,2% del pil mondiale e che, se portati al 25%, i dazi farebbero aumentare la perdita fino all’1%.
Segna, inoltre, quasi plasticamente, il ritorno al bilateralismo, la cancellazione dell’incontro con il presidente russo Putin da parte di Trump.
In una situazione mondiale di gravi squilibri, lo svuotamento del ruolo di dialogo propositivo dei massimi organismi internazionali non può che suscitare grandi e diffuse preoccupazioni. Si ricordi che il G20, che rappresenta l’85% del pil e i due terzi della popolazione mondiale, fu convocato la prima volta dieci anni fa, al culmine della Grande Crisi della finanza e dell’economia globale, per cercare le soluzioni più efficaci alla grave situazione creatasi. Si temeva, giustamente, che lo sconquasso del sistema finanziario potesse mettere in discussione anche il già precario equilibrio politico e militare mondiale. Oggi, invece, nonostante molti denuncino le avvisaglie di una nuova crisi finanziaria sistemica, irresponsabilmente, secondo noi, Washington e altri vorrebbero “smantellare” le uniche istituzioni internazionali dove è possibile dialogare sui temi più delicati. In Argentina, purtroppo, sembra che il concetto di multilateralismo sia scomparso, così come ogni riferimento ai pericoli del protezionismo economico. Si menziona soltanto la necessità di una generica riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, perché “il sistema multilaterale del commercio adesso non è in grado di rispettare i suoi obiettivi”. La riforma è indubbiamente giusta e urgente. Sui contenuti della stessa, però, sembra esserci una vera e propria guerra ideologica: protezionismo e unilateralismo o accordo multipolare di libero e più giusto mercato?
L’Unione europea, attraverso una nota a firma del presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker e del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, si è correttamente schierata contro il rischio che “la lotta contro il protezionismo e l’appoggio al sistema commerciale multilaterale diventino delle parole vuote”. L’Europa vuole, invece, una “cooperazione coordinata” per una “globalizzazione più giusta” e una “riforma delle regole finanziarie globali”. Si rammenti che, se venisse meno la volontà degli Stati di collaborare, ne risentirebbero anche i tanti progetti, annunciati nella dichiarazione finale di Buenos Aires, relativi alla realizzazione delle infrastrutture, alla modernizzazione tecnologica, alle nuove energie, alla digitalizzazione del sistema economico, al maggiore rispetto del lavoro e dei diritti civili. Il mondo di oggi non si può permettere una simile involuzione. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Italia: Portatori cronici del virus dell’epatite C

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

“In Italia si stima che un milione di persone siano portatrici croniche del virus dell’epatite C e di queste almeno 330.000 presentino una cirrosi epatica. Un problema di salute pubblica, oltre che individuale che ormai deve essere affrontato in modo serio competente e sistematico”. E’ quanto afferma il dott. Claudio Cricelli, Presidente Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) durante il convegno HCV Working Together, dedicato alla patologia. L’evento si svolge oggi presso la sede dell’Alta Scuola di Formazione SIMG e vede un confronto aperto fra specialisti e medici di medicina generale. “Molti pazienti possono assumere le nuove terapie antivirali che consentono quasi nel 100% dei casi una guarigione completa dall’infezione da virus – aggiunge Cricelli -. Il costo del trattamento è elevato e impone una riflessione e il raggiungimento di un equilibrio fra il diritto alle cure costituzionalmente sancito, da un lato, e il governo complessivo del processo, in clima di risorse limitate, dall’altro. La maggioranza dei pazienti non manifesta alcun sintomo e non ottiene una diagnosi o un inquadramento clinico precoce – prosegue il presidente SIMG -. Il medico di medicina generale per la peculiarità del suo ruolo è fra i professionisti della salute più indicato per far emergere la patologia e per avviare il paziente ai nuovi trattamenti e al percorso specialistico più appropriato. Per questo è però necessaria una formazione specifica che deve basarsi non soltanto su aspetti puramente nozionistici, ma anche soprattutto su sistemi didattici basati sull’apprendimento attivo – sottolinea Cricelli -. L’approccio, però, globale al paziente con epatite cronica c ormai non può essere lasciato al singolo medico, ma va inquadrato in un lavoro di squadra in cui il paziente deve seguire un percorso ben preciso governato da un protocollo diagnostico terapeutico assistenziale che deve coinvolgere a vario titolo tutti gli attori dell’assistenza, dal medico, allo specialista, all’infermiere professionale, e altre figure non mediche”. “I modelli di presa in carico della cronicità, di reti integrate ospedale-territorio e di approccio evoluto alla gestione del paziente cronico ormai non possono non includere in questa categoria anche coloro che sono affetti da epatite cronica di tipo C – conclude il dott. Alessandro Rossi, Coordinatore dell’area progettuale Malattie Infettive della SIMG –. Lo screening per far emergere il sommerso trova nel medico di medicina generale italiano moderno la sua pratica applicazione, attraverso i sistemi informatici di cui è dotato. Una volta individuato un paziente candidato per la terapia con i farmaci retrovirali, prosegue l’assistenza anche nella fase di trattamento e successivamente, per una sorveglianza sanitaria continua, il monitoraggio di altri fattori di rischio e la diagnosi precoce dell’eventuale comparsa di epatocarcinoma”.

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Successo per l’Italia nelle semifinali del concorso Zero Robotics

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Grande exploit per l’Italia nel settore della didattica spaziale. Sono ben 11 le scuole superiori italiane che si sono guadagnate il diritto di partecipare alla finale del concorso Zero Robotics – competizione internazionale organizzata dal MIT di Boston e coordinata per l’Italia da un Comitato Guida composto da Politecnico di Torino, Università di Padova, Agenzia Spaziale Italiana, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e Rete Robotica a Scuola – che consiste nella sfida tra squadre di studenti nella programmazione degli SPHERES, piccoli satelliti sferici ospitati all’interno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).Si sono infatti concluse le semifinali, che vedono 11 squadre di altrettanti Istituti superiori italiani classificate per la finale, sulle 42 finaliste di tutto il mondo. Qui la classifica generale: http://zerorobotics.mit.edu/tournaments/32/info/189/0/
Particolarmente brillante la prestazione dei 4 istituti italiani che si collocano tra i primi 5 della classifica generale al termine delle semifinali. La data della finale si terrà nel mese di gennaio 2019, in una data da definire in base alle esigenze di volo della Stazione Spaziale Internazionale, dove si svolge la finale della competizione internazionale; per le scuole europee, la finale si svolge ad Alicante (Spagna). I ragazzi che hanno accesso alle finali potranno ricevere un contributo per il viaggio e l’alloggio ad Alicante grazie alla sottoscrizione aperta dal coordinamento dopo la disponibilità, manifestata da numerose istituzioni, tra le quali alte cariche dello Stato, ma anche aziende e privati che avevano dichiarato la volontà di supportare la partecipazione italiana alla competizione.

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Dirigenti scolastici: News sulla firma del contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Come noto, è di queste ore la notizia della firma del contratto dei DS: Udir, alla luce dell’analisi dei dati noti, afferma che l’equiparazione dei 9 mila euro di differenza tra la retribuzione di posizione parte fissa tra le diverse aree della dirigenza confluita nell’area dell’istruzione e della ricerca ci sarà dal 2020. Rilanciando i suoi ricorsi, che portano realmente al recupero delle somme spettanti, si appresta a incontrare i dirigenti scolastici a Rende, il 17 dicembre, per un seminario formativo e informativo.

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Diplomati Magistrale nelle GaE, i giudici del Consiglio di Stato prendono tempo: il problema esiste

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Slitta di alcune settimane l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato sulla licenza dei diplomati magistrali prima del 2002 di stare o meno nelle GaE: i giudici di Palazzo Spada hanno fatto sapere che l’udienza pubblica si svolgerà il 20 febbraio 2019, perché, hanno scritto nella doppia ordinanza cautelare depositata ieri pomeriggio, “l’eventuale revisione del principio di diritto enunciato dalla sentenza dell’Adunanza plenaria n. 11 del 2017 richiede un adeguato approfondimento in sede di merito”. Il rinvio è stato deciso, in camera di consiglio, presieduta da Filippo Patroni Griffi, dopo che gli stessi giudici hanno appurato “che tutte le parti, anche quelle intervenienti, hanno, comunque, pienamente esercitato il diritto di difesa, depositando articolate memorie difensive ed esponendo le proprie ragioni anche nel corso della discussione orale”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Collegio del Consiglio di Stato ha preso atto della serietà dei temi sollevati dalla nuova ordinanza all’adunanza plenaria. Quella presa a Palazzo Spada è una decisione che, a nostro parere, potrebbe rimettere tutto in discussione.

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Scuola – Pensioni: la montagna ha partorito il topolino

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Per la scuola il 2019 doveva essere l’anno del pensionamento di massa: invece, a meno di quarantottore dal termine di presentazione delle domande volontarie per lasciare il servizio, i dati ufficiali emessi dal Miur ci dicono che il prossimo sarà un anno di pensionamenti addirittura inferiore a quelli passati. In base ai dati ufficiali forniti ai sindacati sulle domande presentate dal personale scuola attraverso il sistema Istanze online, risulta che tra i docenti sono state presentate appena 15.190 richieste d’uscita, tra gli amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e Dsga solo 4.448, a cui si aggiungono 34 domande tra il personale educativo e 131 tra gli insegnanti di religione cattolica. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per la scuola servono deroghe rispetto ai parametri della Legge Fornero. Lo abbiamo chiesto con modifiche ad hoc nella manovra: anche per le assunzioni, visto che ci sono 50 mila posti in organico di diritto vacanti e disponibili per il personale docente e almeno 10 mila per il personale Ata. Occorre per il primo caso subito riaprire le GaE e nel secondo attivare i passaggi verticali e aggiornare le graduatorie permanenti del personale: sono disposizioni fondamentali.

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La mossa politica di Salvini in Israele

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Forse per celebrare il settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il ministro Salvini si è recato l’11 dicembre in Israele dove dapprima ha perlustrato il confine col Libano “terrorista” e poi, ignorando del tutto i palestinesi, ha incontrato Netanyahu e i suoi ministri a un duplice scopo: riorientare la politica italiana stabilendo un asse tra Italia e Israele per la lotta al terrorismo e alle migrazioni e per pianificare una comune penetrazione in Africa, e in secondo luogo riorientare anche”tutte” le grandi Istituzioni internazionali, l’ONU, l’UNESCO, l’Unione Europea, il cui atteggiamento “è sbilanciato in senso antisraeliano”. A tal fine, agendo da Amministratore unico dell’Italia, ha annunciato a sorpresa un incontro bilaterale ai massimi livelli tra i governi d’Italia e d’Israele a Gerusalemme all’inizio del prossimo anno.
Molti autorevoli ebrei italiani, guardando agli interessi supremi delle comunità ebraiche e dello stesso Stato d’Israele, avevano espresso una viva preoccupazione per l’annunciata visita del ministro degli Interni in Israele. Essi ritengono distruttivi per il popolo d’Israele e per gli Ebrei del mondo “rapporti del governo d’Israele con partiti e movimenti di estrema destra in Europa e nel mondo” in quanto “l’appoggio, pur strumentale e provvisorio, di partiti di destra inquinati dall’antisemitismo ma ostili all’Islam è una seduttiva lusinga. Un’illusione autodistruttiva”. Per questa ragione il presidente della Conferenza dei Rabbini europei Pinchas Goldshmidt ha chiesto ad Israele di “interrompere le relazioni con partiti di estrema destra in Europa, indipendentemente dalle posizioni che essi assumono sullo Stato ebraico. Infatti quando un partito è razzista, ostile a parti della società, “e intollerante rispetto alle minoranze, gli ebrei, pur non essendo oggetto di violenza oggi, lo saranno in un prossimo futuro”.
Gli ebrei si sentono in pericolo quando “nello spazio pubblico irrompono atteggiamenti o atti di razzismo contro stranieri e migranti” o atteggiamenti e atti aggressivi diretti contro le comunità Rom e Sinti; perciò gli ebrei italiani, firmatari di tale appello, avevano chiesto a Salvini una condanna di tutto ciò nella visita in Israele e “un impegno sul piano delle istituzioni a combatterne e rimuoverne le radici”
Ma egli non ne ha tenuto conto. Commentando l’attentato di Strasburgo egli ha detto che “occorre individuare, ricercare, bloccare e arrestare con ogni mezzo, verificare chi entra e chi esce da un Paese” e che il caso di Strasburgo doveva servire di lezione per chi “in Europa parla di porte e porti aperti. Casa mia e il mondo sono aperti alle persone perbene, chi porta violenza e distruzione non deve avere nessun tipo di compassione e di ospitalità”.
Quando il ministro italiano pronunciava queste parole si sapeva tuttavia che l’attentatore omicida, Cherif Chekatt, era un cittadino francese, nato a Strasburgo, però di un altro colore. Sicché inevitabilmente i non meritevoli di compassione e di ospitalità diventavano, nel messaggio così trasmesso, tutti i cittadini presenti in un Paese diversi per etnia dalla maggioranza degli altri cittadini. In sostanza un preavviso di pulizia etnica.
Questo messaggio sta entrando di giorno in giorno nella mente degli italiani. Come una volta avveniva per il calcio, Salvini ha trasmesso la sua visita e le sue parole in Israele “minuto per minuto” mediante Twitter, con cui parla direttamente con 933.000 persone che lo seguono e con cui attraverso il rilancio di TV e giornali raggiunge tutti gli altri. Molti si lamentano perché Salvini non fa solo il ministro degli Interni, ma fa anche il Primo Ministro, il ministro degli Esteri e il ministro dell’Economia. Ma questa non è la cosa più rilevante. La cosa più rilevante è che egli fa il ministro della Cultura Popolare (l’ultimo, prima di Salò, fu Pavolini). Non sarebbe poi così grave se ci fossero gli antidoti. Ma gli antidoti non ci sono perché tutto il coro degli oppositori di Salvini, giornali e partiti, lo sono per tutto tranne che per questo; la parola della caccia allo straniero, al profugo, al migrante, al musulmano, al rom, la parola della sicurezza e dell’autodifesa sta correndo indisturbata in Italia, lavora ai fianchi l’opinione pubblica per entrare nel senso comune. E se questo si compie, non ci sarà bisogno di arrivare fino agli ebrei per avere una società non più democratica e un regime senza Costituzione, come teme Zagrebelsky, e più nessuno sarà tutelato.
Questo ci pare oggi il vero caso italiano. Il ministro Salvini non vuole il fascismo, la sua è una resistibile ascesa, non è il cattivo che ci vuole dominare, ma la sua cultura lo è. È questa che non deve governare. Il resto si discuta, ma senza sbagliare le priorità. Non poniamo qui la questione del governo, che è politica e propria di un’altra sede. Ma poniamo il problema che si blocchi la pretesa di governare la cultura popolare, che non solo non ci sia un Ministero della Cultura Popolare, ma nemmeno ne venga esercitata la funzione in qualsiasi forma. Questo dovrebbero fare e pretendere le stesse forze di governo, proprio in forza del loro patto; questo di sicuro farebbero e otterrebbero gli altri partiti se ancora fossero tali, se ancora usassero del loro potere residuo non per sé, ma per il bene del Paese: non c’è neanche bisogno di essere di sinistra, basterebbe esserci.
Il sito Chiesa di tutti Chiesa dei poveri pubblica la presa di posizione degli ebrei italiani, il resoconto di un respingimento alla Malpensa, una rilettura, risalente a Pier Cesare Bori, della matrice interculturale della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, non solo “occidentale” ma confuciana laica e spirituale, e uno sviluppo del discorso sulla Costituzione e il suo inadempimento avviato da Zagrebelsky. (Fonte: Chiesa di tutti Chiesa dei poveri)

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Roma allo sbando?

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

“Dopo due anni e mezzo di amministrazione a Cinque Stelle, Roma è abbandonata a se stessa, invasa dall’immondizia e con il trasporto pubblico al collasso. E’ ora che il governo si occupi della situazione, della Capitale d’Italia bisogna prendersi cura. Sto presentando un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno”. Lo dice la senatrice del Pd Annamaria Parente, eletta nel Lazio. “Il rogo del Tmb Salario dove anch’io vivo – prosegue Parente – è paradigmatico di quanto avviene nella nostra città: ad ogni problema non c’è soluzione, l’amministrazione sbanda. Prima si sminuiva la puzza di fronte ai cittadini, ora si annuncia che aumenterà la Tari, già tra le più alte d’Italia. L’immondizia invade le strade, in centro come nelle periferie. Gli autobus vanno in fumo e non vengono sostituiti. Tre fermate della metro A, tutte e tre in centro, sono state chiuse per motivi diversi: Repubblica, Barberini e Spagna. E non si sa se e quando riapriranno, tanto che il Codacons ha fatto un esposto. Si può continuare così? E’ già tanto che i cittadini sopportino disagi ogni giorno, quasi senza fiatare. Se l’amministrazione capitolina latita, è il governo che deve occuparsi della Capitale d’Italia, partire dalle emergenze dei rifiuti e del trasporto pubblico”.

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Nuova Direttrice del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Parma La prof.ssa Stefania Conti, docente ordinaria di Microbiologia, è stata eletta oggi nuova Direttrice del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Resterà in carica per lo scorcio del mandato, fino al 31 dicembre 2019.La prof.ssa Conti ha ottenuto, al primo turno di votazioni, 117 voti su 147 votanti (212 gli aventi diritto). Per questa prima votazione, ai sensi dello Statuto, era necessaria la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.
L’attività di ricerca della prof.ssa Conti si sviluppa nel campo della micologia medica, della batteriologia e dell’immunologia, con particolare riferimento a fenomeno killer di lieviti, espressione di mannoproteine da stress di lieviti reattive con il sistema immunitario delle mucose, produzione di anticorpi monoclonali microbicidi, vaccini antiidiotipici ricombinanti o a DNA attivi nei confronti di batteri capsulati, vaccini bovini per la prevenzione del passaggio di aflatossine nel latte. Attualmente la maggior parte degli studi è dedicata alla valutazione dell’attività antimicrobica e antivirale di peptidi, naturali o di derivazione anticorpale, per lo sviluppo di nuove molecole a potenziale attività terapeutica nei confronti di malattie da infezione.

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Il Sap chiede l’istituzione del Reparto U.O.P.I. in Calabria

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Il Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), con una nota indirizzata al Capo della Polizia Franco Gabrielli, a firma del Segretario Generale Stefano Paoloni, chiede l’istituzione dell’Unità Operativa di Primo Intervento (U.O.P.I.), presso i reparti della regione Calabria.
Nell’aprile del 2015, dopo gli attentati avvenuti in Francia, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza istituiva le U.O.P.I. con il compito di prevenire e reprimere atti di terrorismo e di intervenire all’interno di situazioni ad alto rischio. Queste, lo scorso agosto sono state assorbite dai Reparti Prevenzione Crimine, tuttavia in Calabria continuano a non esservi.«Siamo del parere che la dislocazione delle U.O.P.I. sul territorio non sia coerente con gli obiettivi dichiarati dal Dipartimento» dichiara il Segretario Generale Stefano Paoloni.«L’intento dichiarato dell’Amministrazione era quello di ampliare le possibilità di impiego delle U.O.P.I., istituite tre anni fa per prevenire e reprimere atti di terrorismo, prospettandone l’utilizzo nell’ambito di ogni “situazione in cui possano essere gravemente compromesse la sicurezza e la pubblica incolumità”. Riteniamo pertanto – prosegue Paoloni -, non giustificata la totale assenza di tali unità specializzate in alcune regioni meridionali ed in particolare in Calabria, che si caratterizza per un territorio esteso, spesso impervio o comunque difficilmente accessibile, e presenta molte zone ad alta infiltrazione mafiosa. Non comprendiamo le ragioni – conclude per le quali l’Amministrazione da una parte abbia proceduto ad incardinare le U.O.P.I. presso i Reparti Prevenzione Crimine ma dall’altra in nessuno dei R.P.C. calabresi, dislocati nei comuni di Rende, Vibo Valentia e Siderno, è stata prevista l’istituzione delle predette unità»

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Concerto di Natale dei New Millennium Gospel Singers

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Milano Martedì 18 dicembre 2018, ore 20.30 Chiesa dei Frati Cappuccini (viale Piave 2) Saranno le note allegre e coinvolgenti della musica gospel dei New Millennium Gospel Singers a caratterizzare quest’anno il consueto concerto di Natale a sostegno di Opera San Francesco per i Poveri Onlus, realizzato in collaborazione con Serate Musicali e con il sostegno di TXT e-solutions.I New Millennium Gospel Singers sono nati nel 2000 su iniziativa del Reverendo Keith Moncrief per festeggiare il nuovo Millennio. Il gruppo raccoglie molti fra i migliori talenti della musica gospel internazionale e ha al suo attivo centinaia di concerti in tutta Europa. In Italia si esibisce regolarmente da quasi 20 anni. Leader del gruppo è la moglie del Reverendo, Deborah Moncrief, che incanta il pubblico con il timbro caldo e potente della sua voce e la sua personalità molto carismatica e comunicativa.Saranno 5 i musicisti gospel che saliranno sul palco ricreando l’atmosfera natalizia grazie anche a brani classici come “Oh Happy Day” e “Silent Night”. La performance all’insegna della tradizione musicale nera americana sarà anche, per OSF, un’occasione per incontrare i propri sostenitori, volontari e amici.Mediamente ogni anno Opera San Francesco accoglie oltre 26 mila persone offrendo loro ogni giorno più di 2.400 pasti nelle sue Mense di Corso Concordia e Piazzale Velasquez a Milano, erogando 242 docce, barbe e pediluvi al Servizio Docce, e consentendo 148 visite mediche al Poliambulatorio.

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2018: consumi crescono di 21 miliardi, beni durevoli +1,5%

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Nel 2018 i consumi degli italiani sono in crescita di 21,14 miliardi di euro (+2%) rispetto al 2017: la spesa totale raggiunge 1.000 miliardi e 80 milioni, consolidando un trend positivo che dura da cinque anni (8,65%dal 2014). I dati dell’Osservatorio dei Consumi Findomestic 2018, realizzato in collaborazione con Prometeia, dimostrano che il mercato dei beni durevoli è cresciuto dell’1,5% in valore, con un incremento doppio nel comparto casa (+2%) rispetto a quello dei veicoli (+1%). L’Osservatorio, presentato oggi a Milano, registra anche il boom dell’e-commerce: si stima un aumento in valore del 16% a fine anno. Quello che sta per concludersi, inoltre, rappresenta per il credito al consumo, che cresce del 3,9% negli ultimi 12 mesi, il settimo anno in positivo. “In questa ripresa del settore – afferma Chiaffredo Salomone, ad di Findomestic – la nostra società ha evidenziato tassi d’incremento dei finanziamenti erogati molto superiori alla media e si appresta a chiudere l’anno con una crescita del 9,1%, più del doppio rispetto alla media del mercato”.
Il mercato dei veicoli pesa per il 3% sui consumi totali, con un incremento dell’incidenza dello 0,7% rispetto al 2014. Calano del 3,5% le immatricolazioni dei privati, confermando l’andamento negativo già rilevato nel 2017. Anche se il primato è a rischio, più di un’auto su due (54%) di nuova immatricolazione è alimentata ancora a diesel, nonostante il calo del 10% registrato quest’anno. Il mercato dell’usato cresce in valore del 3,5% e in volume del 3%, ma mostra un rallentamento rispetto al 2017 quando la domanda era stata sostenuta da un’immissione record di vetture a km 0 (+49% la variazione rispetto al 2016).
L’Osservatorio dei Consumi Findomestic registra che il mercato dei motoveicoli nel 2018 cresce del 6,2% in valore e del 3,4% in numero di immatricolazioni.
Il mercato dei camper si conferma in espansione sia in termini di pezzi venduti (+17,1%) che in valore (+19%). Secondo i dati elaborati da Prometeia il settore casa nel 2018 cresce del 2% in valore: un ‘segno più’ che è il risultato dell’accelerazione dei prezzi medi (+2,7%) e della leggera contrazione dei volumi di vendita (-0,6%).
L’Osservatorio Findomestic rileva per il 2018 un +10,6% di fatturato per il segmento telefonia con un fatturato che sfiora i 6 miliardi di euro. Il decremento dell’1,1% in valore per l’Information Technology è ancora più pesante se si guarda all’andamento dei volumi, in flessione del 3,4%.
Prometeia valuta una decrescita del 3,5% in valore per l’elettronica di consumo, fortemente condizionata dai risultati negativi dei televisori (-1,6%) che rappresentano l’80% del fatturato. Gli importanti progressi delle vendite di smart tv e di televisori con schermi di grandi dimensioni (oltre i 55 pollici) non bastano a riportare il segmento su un terreno di ripresa subendo la concorrenza dei prodotti delle telecomunicazioni, che offrono la possibilità di fruire dei contenuti audio-visivi in mobilità.
La dinamica positiva dei prezzi (+9,4%) contiene il calo del fatturato del settore fotografico. Il mercato degli elettrodomestici grandi chiuderà l’anno in declino: -2,3% di fatturato con -1,5% nei volumi e -0,8% nei prezzi. La brusca frenata nelle vendite dei condizionatori (-11,5%), soprattutto di quelli portatili, e il tracollo delle stufe elettriche (-30,9%) trascina in territorio negativo il segmento dell’home comfort, per cui l’Osservatorio Findomestic calcola un calo del 14,1% in volumi e del 10,2% in valore.
Negli ultimi 5 anni il mercato dell’e-commerce, in base ai dati del Politecnico di Milano, è passato dai 14,3 miliardi del 2014 ai 27,4 miliardi di euro del 2018, crescendo di anno in anno a due cifre e apprestandosi a chiudere l’anno con un incremento in valore del 16%.
In un contesto di crescita dei consumi, il mercato del credito al consumo prolunga l’andamento positivo che dura da sette anni e si prepara a salutare il 2018 con erogazioni per 67 miliardi di euro e un saldo positivo del 3,9%. Nel settore dei beni durevoli il ricorso al credito al consumo aumenta quando l’esborso si fa più elevato per il consumatore.
Findomestic Banca opera al servizio di oltre due milioni di clienti, ai quali si rivolge per proporre soluzioni di credito, assicurative e di risparmio. Presente in tutta Italia, Findomestic ispira la propria attività ai principi della Responsabilità Sociale, promuovendo un approccio al credito sostenibile e responsabile, per sviluppare una relazione di lungo periodo con il Cliente, con i Partner, e con tutti i suoi stakeholders.

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Comunità Sant’Egidio: visita in corea del Nord

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Una delegazione della Comunità di Sant’Egidio, guidata da Marco Impagliazzo, ha compiuto una visita in Corea del Nord (DPRK) nel quadro della cooperazione umanitaria e del dialogo con il Paese. La visita si è svolta in varie città: Pyongyang, Wonsan, Munchon, Panmunjom. Sant’Egidio sostiene da sei anni con aiuti alimentari, farmaci e attrezzature mediche l’ospedale pediatrico di Wonsan che è di riferimento per tutta la provincia di Kangwon nell’est del Paese. Il sostegno alimentare raggiunge anche più di 300 anziani in strutture statali a Munchon.
A Pyongyang la delegazione è stata ricevuta dal Presidente del Presidium dell’Assemblea del popolo, che ha il ruolo di Capo di Stato, Kim Yong Nam. Nel corso dell’incontro il Presidente si è congratulato con la Comunità per l’instancabile lavoro per la pace nel mondo e per il 50° anniversario. Ha ringraziato per il sostegno umanitario ai bambini e agli anziani di Wonsan e Munchon e ha auspicato che la cooperazione si intensifichi in futuro anche sul campo culturale e educativo. Marco Impagliazzo ha illustrato al Presidente le attività della Comunità a favore degli anziani e dei bambini in vari luoghi del mondo e il recente lavoro per la pace in Africa, ha quindi assicurato il Presidente dell’intenzione di rafforzare e estendere la cooperazione nel campo umanitario e educativo e ha auspicato che i recenti passi di pace tra le due Coree abbiano successo per il bene della popolazione della penisola.La delegazione ha anche incontrato il vice ministro degli Esteri per l’Europa, Im Chon Il, con il quale si è intrattenuta sulle relazioni bilaterali con la Comunità e alcuni aspetti di politica internazionale per la pace.A Pyongyang la delegazione ha reso visita alle varie associazioni cristiane presenti, quella cattolica nell’unica chiesa della città a Changchung, la Federazione cristiana di Corea e la Chiesa ortodossa russa presente nella città con due preti che celebrano nella chiesa ortodossa inaugurata nel 2006 dal patriarca Kirill. La delegazione ha avuto anche incontri con studenti e professori dell’Università di studi stranieri di Pyongyang, tra cui studenti di lingua e cultura italiana. Grande interesse è stato manifestato dai docenti e dagli studenti all’apertura di scambi culturali con la Comunità e con istituzioni culturali italiane. A Panmunjom, lungo il 38 parallelo nella zona demilitarizzata che separa le due Coree, è stato ricordato il recente storico incontro tra i leader del Nord e del Sud che ha avviato una stagione di riavvicinamento segnata dalla ripresa del dialogo.

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Rai: canone e informazione pubblica. Gli intoccabili contro la libertà di informazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Sulla Rai sembra proprio che tutti i politici, di maggioranza e di minoranza, non riescano ad esprimersi se non in termini di potere e lottizzazione. E’ di ieri l’audizione del vice-premier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in commissione vigilanza della Rai. E il nostro incipit è banalmente confermato. Nonostante le guerre guerreggiate del suo partito e del suo incaricato, Vito Crimi, sottosegretario a capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, col piano di decrescita del finanziamento pubblico all’editoria per “disintossicare le testate dai soldi pubblici e dalla politica” … nonostante questo, quando si è di fronte alla Rai, scatta il meccanismo degli intoccabili, categoria in cui si annoverano tutti coloro che, per nomina partitica, amministrano e lavorano alla tv di Stato. Certo, il nostro ministro, che è populista dichiarato, non può fare a meno di sostenere che uno degli obiettivi del suo governo è
far calare il canone/imposta della Rai dagli attuali 90 euro all’anno, ma al di là dell’esternazione che lui ritiene le porti popolarità, tutto quello che riguarda la Rai, e solo preoccupazione per meglio spartirsela, dando un pezzetto a tutti, sì da tenerseli buoni, ma tenendo il grosso per sé.
Questa sarebbe l’alternativa per l’informazione: meno soldi ai privati, conferma del carrozzone della tv di Stato e migliore spartizione. “Non c’é alcun cenno di privatizzazione dei canali Rai nel contratto di servizio”; e sulle accuse di dumping per la pubblicità: “consiglio ai privati di rivolgersi all’Antitrust”…. Che – ricordiamo noi – sulla materia si è ampiamente pronunciata in passato, confermando lo stato dei fatti.
Il referendum del 1995 che chiedeva la privatizzazione della Rai… inesistente… e dire che più popolari dei referendum cosa ci dovrebbe essere…. forse noi abbiamo un concetto e una pratica diversa di “popolare”?
Niente, ordinaria amministrazione. I politici che, quando erano all’opposizione, facevano gli alternativi e che una volta al potere sostengono di voler “disintossicare le testate dai soldi pubblici”… certo, danno loro meno soldi, visto che sono quasi tutte testate di opposizione alla politica del governo, tanto loro -oggi al potere – non ne hanno bisogno, chè la Rai basta e avanza. Questa la chiamano libertà di informazione.

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