Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

I romani alla prese con il loro sindaco

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

Da quando la prima donna è stata eletta sindaco della città eterna i miei amici sparsi nel mondo hanno avuto un motivo in più per contattarmi e chiedermi cosa ne pensassi, ma soprattutto se fosse in grado d’affrontare la pesante eredità lasciata dai suoi colleghi maschi. In tempi più ravvicinati mi hanno stuzzicato su quelli che hanno ritenuto dei plateali insuccessi nel non aver risolto problemi quali la nettezza urbana, le buche stradali, i mezzi pubblici di trasporto urbano, la cura dei parchi e dei giardini e i vari “scoop giornalistici” sui topi che scorrazzano su cumuli d’immondizie abbandonati accanto ai cassonetti, le pecore che brucano l’erba dei siti archeologici e amenità del genere. Cosa avrei dovuto rispondere? Che fosse tutto falso? Mi son limitato ad una timida difesa sul fatto che la sindaca avesse ereditato una città in stato comatoso e che i rimedi, complice la burocrazia, richiedessero più tempo per essere realizzati. Al tempo stesso mi son chiesto dove i miei amici hanno attinto tante “lucubri” messaggi dello sfacelo romano e se non ci fosse lo zampino disfattista di una certa classe politica che marcia impettita e anacronistica sul “tanto peggio tanto meglio”. Dopo tutto molte altre grandi città del mondo non stanno meglio di Roma ma in molti casi si lavano i panni sporchi in casa. Non è che io condivida del tutto questa logica del nascondere la polvere sotto il tappeto, ma avrei preferito che dai palazzi della politica romana ci fosse la consapevolezza che il discredito profuso a piene mani rischia di lasciare una traccia indelebile sulla storia della città eterna e finisce con il pregiudicare anche il buono che potrebbe essere prodotto. Ma di là delle critiche che si possono fare, giusto o ingiuste che siano, a mio avviso la colpa più grave che imputo alla sindaca è la sua incapacità d’entrare in sintonia con i suoi amministrati. Molti la considerano un oggetto estraneo che sa amministrare e vivere i sentimenti dei romani entro le quattro mura del palazzo e non tra gente andando dove pulsa il cuore dei romani e a capire che è opportuno far sentire i problemi esistenti cercando un coinvolgimento popolare. Intendo dire che molti sono gli occhi che osservano ma molti pochi sono quelli che riescono a dialogare con gli uffici competenti per segnalare, ad esempio, i cassonetti dimenticati nella raccolta rifiuti e che traboccano, le buche stradali ecc. Questo perché manca un’interfaccia sensibile e pronta a recepire i messaggi e ad intervenire per farsi carico del disservizio e a porvi riparo. Probabilmente non è del tutto la soluzione del problema ma di certo aiuta i romani a rendersi conto che gli affanni della capitale non si risolvono con la critica asettica e talvolta ingenerosa ma con il coinvolgimento consapevole e diretto di chi vi abita. (Riccardo Alfonso)

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