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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 4 gennaio 2019

La vita dei bambini in Siria è appesa a un filo

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

I bambini continuano a pagare il prezzo più alto a causa dell’escalation di violenze nel Nord Ovest della Siria. L’UNICEF ha ricevuto notizie allarmanti secondo cui sarebbero state uccise 80 persone, tra cui 1 bambino.Molte famiglie stanno scappando dalle proprie case a causa dell’intensificarsi dei conflitti, senza aver nessun posto in cui andare se non nei campi già sovraffollati che ospitano le famiglie sfollate.Il 26 dicembre le inondazioni che hanno coinvolto l’area hanno colpito circa 10.000 bambini ad Atmeh, Qah, Deir Ballut, Albab, Jisr Ashughur e altre località. Esposte a rigide condizioni meteorologiche e a temperature gelide, le vite dei bambini sono appese a un filo.
Se i combattimenti continueranno e dato il previsto aumento delle piogge, il numero dei bambini colpiti potrebbe aumentare. Molti di questi bambini sono sfollati, alcuni già diverse volte.“Le sofferenze dei bambini in Siria Nordoccidentale sono triplicate a causa della recente escalation di violenze, rigide condizioni meteorologiche e la mancanza di rifugi sicuri. L’UNICEF chiede a tutte le parti in conflitto nell’area e ovunque in Siria di proteggere sempre i bambini e consentire agli operatori umanitari di raggiungere i bambini e le loro famiglie con aiuti salvavita”, ha dichiarato Geert Cappelaere, Direttore Regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa.L’UNICEF con i suoi partner sul campo continua a rispondere ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie, in aumento. Solo ieri, l’UNICEF ha inviato nell’area 13 camion che trasportavano aiuti salvavita, tra cui: abiti invernali, teli di plastica, carburante per il riscaldamento, micronutrienti, biscotti ad alto contenuto energetico, Sali per la Reidratazione Orale e tende per classi temporanee. I partner dell’UNICEF sul campo stanno inoltre monitorando i bisogni relativi alla salute, nutrizione e servizi igienici per prevenire epidemie di malattie.

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Telecamere a scuola: per i presidi le aule scolastiche non possono trasformarsi in aule penitenziarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

Il controllo sterile non porta a nulla. Sarebbe meglio concentrarsi sulla prevenzione e sull’eventuale riconoscimento del burnout dei docenti. Mentre per il dottor Lodolo D’Oria, maggior medico esperto sul campo, la soluzione passa per una maggiore tutela della salute di docenti e bambini, per il Governo il problema andrebbe risolto con il controllo coatto con milioni di registrazioni dalle spese senza copertura finanziaria e dalla facile distorsioni di contenuti. Secondo i medici ed esperti del settore occorre puntare sulla prevenzione. Udir propende per questa ultima posizione. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato dei dirigenti scolastici: Non crediamo che la risoluzione ai problemi della scuola possa essere affidata a personale esterno al sistema scolastico o che comunque non comprenda le sue ragioni e pecche. Non è davvero necessario scomodare Orwell. Abbiamo invece bisogno di prevenzione, di azioni mirate. Se un insegnante è un cattivo insegnate lo si comprende facilmente e da subito: chi non è portato, è incompatibile con la professione a 30, 40 anni, certo non attende di compiere 55 anni circa per buttare giù la maschera. Il docente non adatto manifesta presto le sue scarse attitudini, non aspetta decenni prima di svelare la sua natura inadatta a stare tra i banchi. Udir invita i DS a partecipare alla Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali a Torino; basta inviare la scheda di adesione all’indirizzo segreteria@udir.it.Il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, esperto in burnout degli insegnanti e formatore impegnato nelle giornate di Studio di Udir, dal suo profilo Facebook è tornato a parlare del disturbo di cui è il massimo esponente: attraverso un video di 9 minuti “spiega che la telecamera di per sé non serve, perché è un oggetto ‘sterile’”. In una sorta di excursus, ha raccontato come si sia giunti a questa decisione. Infatti “parte dall’età in cui spesso le maestre si ritrovano a compiere maltrattamenti sui bambini e nota che spesso questi gesti vengono compiuti non all’inizio del loro percorso professionale: tali episodi infatti accadono sempre ben oltre i 50 anni”; infatti, “nel 90% dei casi le maestre inquisite hanno oltre 55 anni di età o comunque più di 30 anni di servizio”. Questo scongiurerebbe, nella versione di Lodolo D’Oria, che non si tratti di indole malvagia che altrimenti sarebbe emersa sin da subito. Il medico, inoltre, insiste sul problema dello stress vissuto dai docenti e quindi sulla sindrome del burnout che spesso si manifesta fra il corpo insegnante e “menziona anche la mancata diffusione dei dati da parte del Miur per poter avere la risposta su quali siano le malattie professionali degli insegnanti. Quindi, la natura vera dei gesti di maltrattamento è di natura psicofisica”.Dunque, la videosorveglianza delle classi non risolverebbe il problema delle violenze, anche perché lo strumento deve essere utilizzato da personale competente. Secondo il medico esperto di burnout infatti, “l’usura deve essere prevenuta. Non è stato stanziato un solo euro per la prevenzione del fenomeno. Per questo è corretto parlare di corresponsabilità delle istituzioni”. Quindi, di base, “la maestra non è un orco: è solamente stressata”. A volte, ricorda Lodolo d’Oria, “sono stati scambiati per maltrattamenti atti di contenimento di maestre verso alunni autistici”. Pertanto, “l’incolumità dei bambini passa attraverso la salute degli insegnanti”.Non è d’accordo con questa linea il vicepremier Matteo Salvini che, invece, crede serva “rispetto per gli insegnanti, le forze dell’ordine, per i medici e gli infermieri”. Contro le aggressioni “aumenteremo la vigilanza anche negli ospedali e nei pronto soccorso. Serve rispetto per i bimbi, anziani e disabili. Metteremo le telecamere negli asili, nei nidi, nelle case di riposo, negli istituti per disabili” per “beccare quei pochi delinquenti che sfogano la propria frustrazione su anziani bambini e disabili”.Mentre dunque per il dottor Lodolo D’Oria la soluzione passa per una maggiore tutela della salute di docenti e bambini, per il Governo il problema andrebbe risolto con il controllo coatto. Secondo i medici ed esperti del settore occorre puntare sulla prevenzione. Udir propende per questa ultima posizione. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato, “la risoluzione ai problemi della scuola non può essere affidata a personale esterno al sistema scolastico o che comunque non comprenda le sue ragioni e pecche. Non è davvero necessario scomodare Il Grande Fratello di George Orwell. Abbiamo invece bisogno di prevenzione, di azioni mirate. Se un insegnante è un cattivo insegnate lo si comprende facilmente e da subito: chi non è portato, è incompatibile con la professione a 30, 40 anni, certo non attende di compiere 55 anni circa per buttare giù la maschera. Il docente non adatto manifesta presto le sue scarse attitudini, non aspetta decenni prima di svelare la sua natura inadatta a stare tra i banchi. Perché mai un maestro dovrebbe essere un buon insegnate per un periodo della sua carriera e poi diventare violento? Non è certo colpa del singolo, ma dello stress da lavoro correlato a cui è sottoposto”, conclude il presidente Pacifico.Il sindacato invita i dirigenti scolastici a partecipare alla Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali che si terrà a Torino. Per partecipare, basta inviare la scheda di adesione all’indirizzo segreteria@udir.it.

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Scuola – Sostegno, l’Istat certifica che 130 mila alunni cambiano docente ogni anno e il 36% dei posti va a non specializzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

Fanno scalpore i dati pubblicati oggi dall’Istituto nazionale di statistica: apparentemente sembra che manchino insegnanti specializzati, tanto che il 36% dei precari chiamati non ha la qualifica ma il problema sta in capo al Miur che impedisce a più di 30 docenti abilitati con il TFA negli ultimi cinque anni il reclutamento per l’esclusione dalle graduatorie ad esaurimento. E ora il ministro Bussetti pensa di avviare nuovi corsi universitari per 40 mila anche per laureati, ma basterebbe riaprire il doppio canale e adeguare gli organici per garantire la continuità didattica e il diritto all’istruzione.Rileva anche l’Istat che “gli alunni con gravi problemi di autonomia dispongono mediamente di 12,9 ore settimanali di assistenza all’autonomia e alla comunicazione”. Così, il 5% delle famiglie di alunni con sostegno ha presentato negli anni un ricorso al Tar per ottenere l’aumento delle ore. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È in questa fase che interveniamo noi con l’iniziativa legale gratuita Sostegno, non un’ora di meno! che lo scorso anno scolastico ha prodotto oltre cento cause vinte, con altrettanti alunni che si sono visti assegnare le ore settimanali previste e le famiglie risarcite.
Almeno un docente di sostegno su tre viene selezionato dalle liste curriculari ovvero dalle liste degli insegnanti destinati all’intero gruppo classe e non formati per il sostegno: questo accade perché la graduatoria degli insegnanti specializzati per il sostegno non è sufficiente a soddisfare la domanda. A riferirlo è oggi l’Istat, attraverso il report “L’inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell’offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno”. Inoltre, per migliorare la qualità dell’apprendimento – sottolinea l’Istat – è importante che l’insegnante per il sostegno sia in grado di utilizzare la strumentazione adeguata, a tale scopo risulta fondamentale la formazione in tecnologie educative. Ed è indicativo, sottolinea sempre l’Istat, che per l’anno scolastico 2017/2018, nel 13% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico e nel 61% delle scuole soltanto alcuni.La risultanza di queste gravi mancanze, considerando anche i 50 mila docenti precari su 150 mila complessivi, è che “la continuità del rapporto tra docente per il sostegno e alunno non risulta ancora garantita: il 41% degli alunni ha cambiato insegnante rispetto all’anno precedente mentre il 12% lo ha cambiato nel corso dell’anno scolastico”, come anche sottolineato dalla stampa specializzata. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “apparentemente sembra che manchino insegnanti specializzati, tanto è vero che il 36% dei precari chiamati non ha la qualifica ma il problema sta in capo al Miur che impedisce a più di 30 docenti abilitati con il TFA negli ultimi cinque anni di accedere al reclutamento per via della loro esclusione dalle graduatorie ad esaurimento. E ora il ministro Bussetti pensa di avviare nuovi corsi universitari per 40 mila anche per laureati: invece, per risolvere questa piaga basterebbe riaprire il doppio canale e adeguare gli organici per garantire la continuità didattica e il diritto all’istruzione: se lo Stato forma e poi non assume a tempo indeterminato, riaprendo le GaE, possono partire tutti i corsi che il Miur desidera, ma avremo sempre cattedre da coprire in corso d’anno”.Sempre secondo il professor Pacifico, “alla base dalla mancanza di docenti specializzati ci sono delle norme che vanno superate, a partire dalla Legge 128 del 2013 che lascia un posto su tre in deroga e dalla sempre più frequente mancata assegnazione del corretto monte ore agli alunni certificati, con gli uffici scolastici che riducono ormai quasi sistematicamente le richieste di didattica speciale. Con un numero crescente di famiglie che tenta la via del tribunale. Ed è in questa fase che interveniamo noi con l’iniziativa legale gratuita Sostegno, non un’ora di meno! che lo scorso anno scolastico ha prodotto oltre cento cause vinte, con altrettanti alunni che si sono visti assegnare le ore settimanali previste e le famiglie risarcite”. A questo proposito, sono indicative le quattro recenti sentenze del TAR del Lazio di pieno accoglimento nel riconoscere ad altrettanti alunni disabili il pieno diritto all’attribuzione del massimo delle ore di sostegno, nel rispetto dei precetti costituzionali e “fino a giungere alla determinazione di un numero di ore di sostegno pari a quello delle ore di frequenza, in caso di accertata situazione di gravità del disabile”.

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Derivati otc europei a livelli stratosferici

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

Qualche settimana fa l’ESMA, l’autorità europea per la vigilanza sui mercati finanziari, ha pubblicato il suo primo rapporto annuale relativo alla situazione dei derivati. Lo ha fatto in modo preciso e persino sorprendente. A fine 2017, solo il mercato europeo dei derivati ha registrato un valore nozionale di ben 660.000 miliardi di euro, di cui oltre 542.000 sono derivati over the counter (otc), quelli contrattati fuori dei mercati regolamentati.
Dal rapporto si deduce subito che i derivati regolamentati, quelli perciò meno rischiosi, ancora rappresentano solo una minima parte del mercato.Il risultato ci sembra davvero sbalorditivo e molto preoccupante. Fino ad oggi ci si è basati sui dati forniti dalla Banca dei Regolamenti Internazionali, la banca delle banche centrali mondiali con sede a Ginevra, che a fine 2017 ha quantificato il totale dei derivati a livello mondiale intorno a 622.000 miliardi di dollari, di cui gli otc erano pari a 532 .000 miliardi. La BRI, inoltre, ha sempre indicato che la “componente europea” del mercato dei derivati fosse circa un quarto del totale mondiale. Se tale stima fosse confermata, allora la bolla degli otc potrebbe essere di dimensioni enormemente maggiori rispetto a quella finora conosciuta. Ci sono parecchie ragioni per prendere dannatamente sul serio la cosa. Nel nostro paese, purtroppo, non ci pare che i media abbiano molto considerato i dati riportati. Occorre sapere anzitutto che si tratta di un rapporto ufficiale voluto dall’Unione europea.
Si ricordi che l’ESMA è stata creata nel 2011 dall’Ue al fine di studiare il comportamento dei mercati dei derivati per evitare situazioni d’instabilità e rischi di nuove grandi crisi finanziarie. Si rileva che l’operazione di raccolta dei dati rientra nel cosiddetto sistema EMIR, European Market and Infrastructure Regulation, che dal 2014 impone che tutti i contratti derivati siano riportati ai trade repositors, organismi riconosciuti dall’ESMA.
A fine 2017, i contratti stipulati erano pari a 74 milioni, dove almeno una delle controparti era domiciliata in uno dei paesi europei. L’aspetto importante, distintivo e positivo è che in Europa vi è l’obbligo di riportare tutte le operazioni in derivati all’ESMA. I dati forniti dalla BRI, invece, si basano solo su dei sondaggi fatti attraverso le banche centrali di alcuni paesi con alcune grandi banche intenzionali. In pratica, riportano ciò che vogliono. Perciò appaiono cifre totalmente differenti per l’evidente diverso approccio. Nel documento in questione si rivela, tra l’altro, che nel 2017 i derivati europei sono aumentati del 9%!Il rapporto europeo si basa, quindi, su dati più veritieri e molto dettagliati. Ad esempio, il 69% di tutti i derivati è legato all’andamento dei tassi di interesse. Quelli sulle monete rappresentano il 12% e la stragrande maggioranza di tutti i contratti è di breve durata, inferiore a un anno. Ovviamente gli attori principali di questo mercato sono le società d’investimento e le banche. Contano oltre il 95% di tutte le attività.Dato non secondario riportato dallo studio citato è che il 33% dei derivati europei sono fatti in dollari, il 28% in euro e l’11% in sterline britanniche. Ciò non è irrilevante perché evidenzia il rischio che il mercato europeo potrebbe anche essere influenzato dall’andamento di altre monete, fuori dal controllo della Bce. Si sottolinea inoltre il fatto che la stragrande maggioranza dei contraenti europei sia domiciliata in Gran Bretagna. Di conseguenza la City è il mercato principale dei derivati europei, seguita molto da lontano da Francoforte e Parigi. Da ciò la grande preoccupazione dell’elite britannica per le imprevedibili conseguenze della Brexit per i mercati finanziari di Londra. Si ricordi, infatti, che la City conta per circa il 12% del Pil inglese.Dal rapporto dell’ESMA, infine, emerge un quadro allarmante del sistema bancario europeo. Lo stravolgimento dei principi del sistema di mercato sociale, che nei passati decenni è stato il pilastro della crescita economica e industriale dell’Europa, ha indotto le maggiori banche europee, a cominciare dalla Deutsche Bank tedesca, ad avventurarsi nei mari tempestosi della deregulation finanziaria e della speculazione. Infatti, secondo vari studi, tra cui quello della Mediobanca, delle 12 banche internazionali maggiormente coinvolte nei derivati, ben 9 sono europee. Un primato certamente non positivo. Ci auguriamo che l’ESMA, che oltre al controllo ha il compito di suggerire leggi e regole per i mercati finanziari, sappia incidere nel riportare il sistema bancario europeo sulla sua strada storica di “fornitore di credito per lo sviluppo”. (By Mario Lettieri già settosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Campidoglio, 1.533 i posti per accoglienza notturna delle persone senza dimora

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

In seguito all’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile Regionale e all’abbassamento delle temperature, Roma Capitale ha attivato nuove strutture per l’accoglienza delle persone senza dimora. Sono quindi disponibili 80 posti tra le strutture aperte presso la Stazione Termini, presso la Stazione Tiburtina e presso la Casa di Riposo di Roma Tre. A partire da questa notte resteranno inoltre aperte le Stazioni della Metropolitana di Piramide e Flaminio.Questi posti si aggiungono al Piano Freddo messo a punto dall’Amministrazione capitolina e operativo già dai primi giorni di dicembre che assicura 235 posti per l’accoglienza notturna. Ulteriori 18 posti sono stati poi attivati per fronteggiare l’abbassamento delle temperature di questi giorni.Altre strutture di accoglienza per i senza dimora si stanno organizzando sui territori, grazie all’impegno congiunto del Dipartimento Politiche Sociali e dei Municipi, per un totale di 125 posti.Questi posti si aggiungono al sistema ordinario di accoglienza capitolina che grazie al lavoro della Sala Operativa Sociale ogni giorno, durante tutto l’anno, accoglie 1.075 persone. Un sistema che, inoltre, ogni mese fornisce 1.442 pasti presso le strutture e 600 pasti a domicilio.Allo stato attuale sono quindi 1.533 i posti messi complessivamente a disposizione da Roma Capitale, in varie forme e modalità, per garantire l’accoglienza alle persone senza dimora durante la stagione invernale e in particolare in questi giorni in cui le temperature stanno registrando un forte abbassamento.“Quest’anno il Piano Freddo può contare anche su una componente attivabile in precisi casi di emergenza, come sta avvenendo proprio in questi giorni. Abbiamo infatti impostato una procedura che ci sta consentendo di utilizzare temporaneamente strutture messe a disposizione da enti, organizzazioni e associazioni nei casi di condizioni meteorologiche e climatiche particolarmente avverse”, spiega l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.“Stiamo consolidando il raccordo con il Forum del Volontariato per la Strada, che raccoglie 44 associazioni e oltre 2mila volontari. Prenderà inoltre il via a breve la 2°edizione di #RomaAiutaRoma, il percorso di formazione per i volontari, che metterà nuove persone ed energie a disposizione delle persone fragili che vivono a Roma”, conclude.

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L’artista poggese Guerino Palomba espone all’Art cafè di Spoleto

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

E’ in corso a Spoleto,(Pg) dove rimarrà aperta fino al 10 marzo 2019, l’esposizione delle opere dell’artista molisano Guerino Palomba. La mostra, intitolata “Immagini e poesia”, è presentata da Alice Cardarello e Renato Porziani e si avvale del patrocinio del Comune di Spoleto.Guerino Palomba, nato a Poggio Sannita nel 1951, si è trasferito giovanissimo a Roma, dove si è diplomato presso il liceo artistico di via Ripetta a Roma. Tra i primi lavori la collaborazione al restauro degli affreschi di tre cappelle nella chiesa romana di Santa Maria in Via ed esperienze come scenografo cinematografico.Negli anni Ottanta e Novanta ha partecipato a numerose mostre in tutta Italia, tra cui tre in Molise (ad Agnone, Bagnoli e Frosolone, dove espone all’interno del bosco di Colle dell’Orso).Nel 2002 e nel 2003 è presente nel “Molise Days” promosso dall’associazione “Forche Caudine” a Roma e con il sodalizio dei molisani partecipa anche ad altre iniziative, tra cui un’esposizione nel corso del convegno romano “Arte e narrativa” in via Tolemaide nel 2010.L’anno seguente ha esposto presso la facoltà di architettura dell’università “La Sapienza” di Roma.Negli ultimi anni è stato più volte presente a Spoleto, in Umbria, regione dove ha trascorso i primi anni di vita (a Cascia). L’attuale mostra è presso l’Art cafè di Spoleto in corso Mazzini 43.

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Berlino, la città moderna Libri, follie e musiche prima del buio

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

Milano Giovedì 10 gennaio ore 18.30 Casa Manzoni, Via Morone 1 Berlino, la città moderna. Libri, follie e musiche prima del buio.Dall’Europa intera, tutti, ma proprio tutti accorrevano a Berlino negli anni che precedettero la lunga notte del nazismo. Erano intellettuali come Kafka, Walser, Roth, Auden, Isherwood, Nabokov, Pasternak. E quasi tutti scrivevano – romanzi, poesie, racconti, reportages, saggi di filosofia -, sorretti da una intensa fiducia nella parola, una fede laica che di lì a poco sarebbe stata messa a tacere. Luigi Forte, eccellente germanista e giornalista culturale, in Berlino città d’altri (Neri Pozza) ha raccolto le storie di molti di loro, e il soggiorno in una metropoli capace di accogliere e stupire.Ma a Berlino, città senza muri, approdavano anche molti ragazzi, ignari che il proprio domani non ci sarebbe stato. Come Lili Grün, giovane viennese che insegue la propria vocazione per il teatro e che scriverà Tutto è jazz (Keller Editore), romanzo di una gioventù trascorsa nelle cantine della musica più moderna, oggi per la prima volta pubblicato in Italia, con la traduzione e la cura di Enrico Arosio, giornalista e traduttore.Letture, immagini e musiche ci faranno immergere in un clima di festa dai ritmi anticonformisti. L’ultimo ballo dell’Europa.

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Mostra-evento “Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

Gualdo Tadino (Perugia), Chiesa Monumentale di San Francesco Ultimo week-end per visitare la mostra-evento a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi “Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi” ospitata nella Chiesa Monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino.
Sabato 5 e domenica 6 gennaio alle ore 16.00 una visita guidata gratuita con l’esperto sarà un’occasione speciale per studiosi, grande pubblico e curiosi di ammirare le opere dell’artista romano dall’inconfondibile tecnica senza imperfezioni, assolutamente nuova, iperbolica, esagerata, barocca, metafisica. Inaugurata lo scorso 15 aprile, la mostra ha fatto registrare ben oltre 8.000 presenze; il grande successo di pubblico e di critica durante questi quasi nove mesi ha reso necessaria a fine ottobre una proroga e a novembre un arricchimento del percorso espositivo con una sezione dedicata all’ultima allieva Tatsiana Naumcic. La rassegna è una scelta tutt’altro che casuale per la cittadina umbra, patria di quel Matteo da Gualdo (1435 circa-1507), tra gli antesignani del genere della natura morta (con la sua celebre tavola raffigurante l’”Albero di Jesse”, della fine del XV secolo), genere pittorico di cui Ventrone è uno dei grandi innovatori odierni. Il Maestro, da oltre tre decenni, tra fiori e frutta in posa, “promette sapori che non può soddisfare – ha affermato Vittorio Sgarbi – per attirare i nostri sensi e condurli all’estraniante percezione dell’”ipernaturale”. La mostra, promossa dal Polo Museale città di Gualdo Tadino, con il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino, è organizzata dall’Associazione Archivi
Ventrone. Biglietto di ingresso: Biglietto intero 6,00 euro Biglietto ridotto A 5,00 euro: over 65, gruppi superiori alle 15 unità Biglietto ridotto B 3,00 euro: istituti scolastici, studenti universitari, bambini 7 – 12 anni Biglietto gratuito: bambini fino a 6 anni di età
Visita guidata Senza costi aggiuntivi sul biglietto sabato e domenica alle ore 16.00 (durata 45’) Audio guida: costo aggiuntivo di 2,00 euro,

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