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L’Istat conferma i dati preliminari dell’inflazione di dicembre 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

“Un’ottima notizia la frenata dell’inflazione. Un po’ di tregua sul fronte dei prezzi che speriamo possa ridare potere d’acquisto alle famiglie. Insomma, nessuna stangata di fine anno!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”In ogni caso, considerando l’inflazione media, pari all’1,2%, una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, ha avuto nel 2018 rincari per 370 euro, 261 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto (+1,8%), 104 euro per il carrello della spesa (+1,2%), ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 102 euro per abitazione, acqua ed elettricità, 143 per i trasporti” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata 2018 è di 363 euro, 238 per i beni acquistati più frequentemente, 92 per le compere di tutti i giorni, 99 per l’abitazione, 133 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 299 euro in più nei dodici mesi, 194 per i beni ad alta frequenza, 78 euro per il carrello della spesa, 93 per l’abitazione. Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa annua complessiva è pari a 170 euro, 211 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.
Rese noti, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle regioni più care del 2018 (cfr tabella n. 1), in termini di aumento del costo della vita.
La regione più cara del 2018, in termini di spesa aggiuntiva, è il Trentino Alto Adige dove l’inflazione media dell’1,6% determina, per una famiglia tipo, una stangata pari a 453 euro su base annua. Segue l’Emilia Romagna, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,4% implica una spesa annua supplementare di 381 euro, terza la Lombardia, dove l’inflazione dell’1,3% genera rincari pari a 371 euro.La Basilicata si conferma la regione meno cara, con un’inflazione dello 0,4% che si traduce in un aumento di 203 euro. In testa il Nord ovest che, con un”inflazione dell’1,3%, ha un salasso pari, per una famiglia tipo, a 351 euro su base annua. Al secondo posto, il Nord Est dove il rialzo dei prezzi dell’1,2% determina un aggravio annuo di spesa, per la famiglia media, pari a 315 euro, terzo il Centro, dove l’inflazione dell’1,1% comporta un’impennata del costo della vita di 260 euro. Nelle Isole, con un’inflazione dell’1%, si ha una spesa aggiuntiva di 187 euro.

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