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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Nuovo concetto di cittadinanza basata sulla partecipazione

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Rocca di Papa (Roma) Dal secondo e terzo giorno dei lavori del convegno “Co-Governance, corresponsabilità nelle città oggi” sta emergendo un nuovo concetto di cittadinanza basata sulla partecipazione che si declina in tutti gli ambiti del vivere della città: dalla pianificazione urbana alla comunicazione, dall’educazione alla prevenzione della corruzione, da percorsi di integrazione culturale a esperienze di dialogo interreligioso. Fiducia e speranza sono state parole ricorrenti, prospettive da vivere, valori da riconquistare.
“In alcuni quartieri di Medellin si trovano popolazioni davvero resilienti. Cercano di costruire una loro città nella città, una città nella periferia”. L’esperienza-pilota della città colombiana dove si è partiti da quartieri nati da migrazioni forzate per attuare progetti urbani integrali apre lo spazio dedicato alla pianificazione urbanistica. “Si è iniziato a coinvolgere i cittadini partendo dai progetti, perché le opere sono dei cittadini” ha spiegato Federico Restrepo, ingegnere e già direttore dell’EPM della città colombiana. E riguardo al problema dell’immigrazione, in aumento in Colombia anche dal vicino Venezuela, ha ribadito che non si risolve costruendo muri: “Abbiamo la responsabilità di costruire relazioni tra la città e le regioni circostanti, per poter risolvere questo problema sociale e profondo che la nostra società sta attraversando”.Anche Melchior Nsavyimana, burundese, docente a Nairobi presso il Regional Integration and Development Institute parte dalle sfide e dalle fragilità delle città di oggi e si chiede quale speranza ci sia per il futuro: “Secondo i dati della Banca Mondiale (2017) per soddisfare i bisogni infrastrutturali di base il continente africano ha a disposizione solo $ 68 miliardi; cifra altamente insufficiente. La città di domani deve essere reinventata mettendo il cittadino al centro delle politiche urbane, i suoi bisogni e il suo futuro”.
E tra le sfide più grandi che le città si trovano ad affrontare ad ogni latitudine c’è quella della comunicazione. Se ne parla con Fadi Chehadé, già amministratore delegato di ICANN e fondatore di Vocado. “Dovremmo smettere di parlare di città intelligenti, ma piuttosto di città vivibili, dove la tecnologia è realmente al servizio dell’uomo. Oggi l’unico modo in cui le amministrazioni possono controllare il potere della tecnologia e delle sue multinazionali è dal basso verso l’alto e cioè a partire dai cittadini; questo è il momento propizio per invertire la tendenza e perché i cittadini facciano sentire la propria voce”. E sul grande tema dell’etica in relazione alla tecnologia: “Occorre creare un sistema digitale nel quale ci siano valori, ma la tecnologia della quale abbiamo paura è proprio quella che ha in sé la soluzione, dipende da come noi la usiamo. Anche nella Silicon Valley c’è già chi la pensa così. Questa idea dunque non è lontana dalla realtà”.
A Co-Governance si parla non solo di sfide che rispondono a problematiche attuali, ma anche di piste per la prevenzione delle piaghe della società, come quella della corruzione. Per Adriana Cosseddu, docente di diritto presso l’università di Sassari (Italia) l’idea di legalità è da ”ripensare anzitutto nel ‘perché’ della regola e nell’impatto di ogni singola azione illegale o legale”. In tal modo “l’impegno di ciascuno non sarà tanto volto, come spesso accade, all’elusione della norma, ma ad una osservanza che orienta a superare l’interesse individuale per guardare più lontano al bene dell’altro, di cui divento costruttore”. “Ma – ha concluso – abbiamo il coraggio di rinunciare nelle più varie situazioni a un beneficio personale, dinanzi alle necessità oggi di un altro, domani della comunità? Comincia qui, penso, l’edificazione del ‘noi’ che vorremmo abitasse le nostre città e che nel suo tessere una rete di relazioni racchiude in sé la capacità di rinnovarle”.Proprio il motto “Chi rispetta le regole è felice” è stato scelto per un progetto di gemellaggio culturale con Paesi di lingua tedesca per ragazzi, realizzato presso l’Ostello Bella Calabria a San Leonardo di Cutro (Italia), aperto nel 2015 grazie ad un bando che metteva a disposizione beni confiscati alla ’Ndrangheta. “Ci siamo inventati questo programma di 48 ore all’ostello – racconta il gestore Loris Rossetto – che ha come sottotitolo: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Gli alunni apprendono le lingue straniere attraverso simulazioni e dialoghi in lingua con l’utilizzo del cooperative learning. Dopo il primo ostello ne abbiamo aperto un secondo nel centro di Crotone. Anche qui sempre con la stessa idea: non smettere mai di sognare stando con i piedi per terra, con lo sguardo rivolto al cielo, per amare e migliorare il proprio territorio”.
Danuta Kaminska, amministratrice pubblica nel Consiglio della Slesia Superiore, presenta una Polonia diversa da quella che i media dell’Europa occidentale raccontano, chiusa e sovranista. Ci sono città come Katowize, che accolgono e operano per includere gli immigrati che nello scorso anno sono stati circa 700.000 in Polonia, in maggioranza ucraini.” Per attivare la co-governance nella nostra città abbiamo capito che occorre sostenere i cittadini dal punto di vista morale oltre che pratico. La collaborazione con le comunità religiose e le organizzazioni non governative aiuta l’integrazione dei cittadini e li rende sempre più parte della comunità sociali. Come ad esempio il sostegno alle comunità religiose ebrea e musulmana”.A Firenze invece il ‘Patto di cittadinanza’ per promuovere i valori della convivenza, della conoscenza e del rispetto reciproci è stato firmato nel febbraio del 2016 tra l’Imam Izzedin Elzir e il Sindaco Nardella. Da allora Pisa, Torino e molte altre città hanno seguito l’esempio di un Patto divenuto nazionale. L’imam racconta a Co-Governance i termini dell’accordo: uso della lingua italiana nelle moschee; trasparenza economica delle comunità islamiche, educazione alla cittadinanza e al rispetto delle leggi: “Cerchiamo di educare i nostri fedeli ad essere cittadini italiani di fede mussulmana: la fede non si contrappone alla cittadinanza”.
Oggi il convegno si conclude con la presentazione e l’adesione dei partecipanti al “Patto per la Città di Co-Governance”, elaborato in questi giorni, che riporterà idee e prassi di governo partecipato, efficace, solidale e comunitario.

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