Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 20 gennaio 2019

Attestati di merito alle docenti australiane

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Perugia. La prof.ssa Giuliana Grego Bolli, rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia, ha consegnato oggi gli attestati di merito alle docenti australiane, giunte all’Ateneo per l’annuale corso di formazione e aggiornamento per insegnanti di lingua e cultura italiana e di italiano “L’Italia e l’italiano di oggi. Le nuove frontiere dell’insegnamento linguistico”.
“E’ un corso di formazione di grande interesse – ha detto la rettrice Grego Bolli – che la Stranieri di Perugia organizza ogni anno per docenti provenienti da tutto il mondo per approfondire temi di carattere glottodidattico linguistico, con attenzione ai diversi livelli della lingua, e culturale con ampi riferimenti alla storia dell’arte, agli aspetti socio-politici dell’Italia di oggi”.
Il corso di aggiornamento, coordinato dalla prof.ssa Daria Coppola della Stranieri in collaborazione con Rosanna Aldieri dell’Unità Specialistica “Studenti Stranieri”, Nadia Perini e Laura Lo Forte del Servizio studenti Stranieri, si è concluso oggi a palazzo Gallenga, sede dell’Università per Stranieri di Perugia, che ha visto la partecipazione di circa una trentina di docenti provenienti da scuole superiori, istituti privati del Co.As.IT, in Australia, giunti 3 settimane fa da Melbourne, e accompagnate dalla tutor, prof.ssa Maria Brancolino.

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20 milioni di italiani aspettano troppo tempo per prestazioni e servizi sanitari

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Roma Nell’ultimo anno, circa 20 milioni di italiani (il 38,7% della popolazione adulta) hanno sperimentato la criticità delle liste d’attesa per accedere a prestazioni specialistiche, oppure per un ricovero in ospedale. Un “fenomeno” talmente ampio da poter essere definito una vera e propria “esperienza sociale allargata”.È uno dei principali problemi che i cittadini registrano nel nostro Servizio Sanitario Nazionale, che emerge dal 16° Rapporto annuale “Ospedali & Salute 2018”. Il Rapporto analizza l’andamento del sistema ospedaliero italiano, in una duplice ottica: quella degli utenti, in relazione alla domanda di prestazioni sanitarie e la qualità dell’assistenza, e quella delle strutture sanitarie che, a fronte delle risorse disponibili, devono organizzarsi per rispondere in maniera efficace ad una domanda di salute che aumenta e che si diversifica.
Nell’ultimo anno, le liste d’attesa più lunghe – oltre i 60 e fino a 120 giorni – hanno interessato il 35,6% degli utenti per le visite specialistiche, il 31,1% per i piccoli interventi ambulatoriali, il 22,7% per gli accertamenti diagnostici e il 15% per i ricoveri in ospedale pubblico per interventi più gravi.Sono significative anche le attese tra i 30 e i 60 giorni, in particolar modo per l’accesso a visite specialistiche, accertamenti diagnostici e ricoveri, che hanno riguardato rispettivamente il 22,6%, 20% e 18,3% degli utenti.Le liste d’attesa rappresentano, per i cittadini, una rilevante inefficienza del SSN, non solo perché generano ansie e disagi ai pazienti e alle loro famiglie, ma soprattutto, perché sono la prima causa di rinuncia alle cure (51,7%, +4,1 punti rispetto al 2017), e concorrono ad alimentare, da un lato la spesa out-of-pocket, dall’altro la mobilità sanitaria, aumentando, ulteriormente, le diseguaglianze tra regioni.Oltre il 30% degli utenti, infatti, per accedere più rapidamente a una visita o a un esame, sceglie di rivolgersi ad altre strutture, di pagare privatamente le prestazioni o ricorrere ad ospedali in altre regioni.La ricerca contiene altre informazioni, che rendono necessaria l’individuazione di soluzioni, in tempi rapidi, rispetto alle esigenze dei cittadini.
Oltre la metà degli italiani in lista d’attesa (10,6 milioni), infatti, ha vissuto almeno un’esperienza di accesso al Pronto Soccorso – che, in generale, ha riguardato quasi un terzo della popolazione adulta, pari a 14,5 milioni di persone –, registrando, nel 20,7% dei casi, ulteriori attese, in media tra le 3 e le 10 ore prima di essere visitati.Concorre ad alimentare questo fenomeno, l’uso improprio del Pronto Soccorso, diventato un escamotage per accedere più rapidamente alle prestazioni sanitarie.
Oltre il 50% degli italiani, infatti, ricorre ai dipartimenti di emergenza quando non trova una risposta dalla medicina territoriale; mentre, in più di 1 caso su 4, tenta, direttamente, la strada del Pronto Soccorso come soluzione per ridurre i tempi di accesso a visite, accertamenti diagnostici e ricoveri, con tutte le conseguenze negative che ne derivano rispetto all’affollamento degli ospedali, costretti a far fronte a un numero crescente di pazienti, in molti casi senza avere le risorse e gli strumenti adeguati.
A causa dell’afflusso eccessivo e delle attese che ne derivano, il 24,4% degli utenti lamenta una scarsa soddisfazione del servizio di Pronto Soccorso, percentuale che sale al 36% nel Mezzogiorno. Non sorprende, allora, che più di un terzo dei cittadini (34,5%) ritenga necessario individuare soluzioni per limitare le attese nei Pronto Soccorso situati negli ospedali pubblici, anche tramite il ricorso alle strutture private accreditate, che potrebbero offrire tale servizio, se incluse nella Rete regionale di emergenza/urgenza.
In generale, un italiano su tre, tra coloro che hanno avuto esperienze di liste d’attesa e/o di Pronto Soccorso, si dichiara insoddisfatto del Servizio Sanitario della propria regione, soprattutto degli ospedali pubblici (32,6%) e delle strutture delle ASL (28,6%), in percentuale minore, invece, degli ospedali privati accreditati (18,3%) e delle cliniche a pagamento (14,3%).Per migliorare la gestione delle liste d’attesa, oltre l’80% degli utenti suggerisce di ampliare gli orari di visita degli ambulatori di medicina generale e un utilizzo integrato di altri ospedali pubblici di zona. Si rileva, inoltre, che più del 50% degli utenti, pur di arginare il fenomeno, sarebbe disposto a pagare un ticket più alto, misura ritenuta utile a organizzare meglio la domanda di servizi degli utenti.

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Reti di energia e sistemi di generazione di potenza

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Roma 14 febbraio, presso l’Università La Sapienza, si terrà il Seminario “Corretto dimensionamento e continuità di servizio. Quali accorgimenti adottare per un carico critico?”, un incontro realizzato dal CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano con il supporto di Socomec, società leader in Europa e nel mondo della distribuzione, controllo e qualità dell’alimentazione delle reti di energia a bassa tensione, e Pramac, azienda leader nella produzione e commercializzazione di sistemi di generazione di potenza e macchinari per la movimentazione merci.Nell’era dell’Information Technology, e nel panorama di una dipendenza sempre maggiore dall’energia elettrica, la disponibilità di alimentazione è requisito minimo e indispensabile per garantire produzione, servizi e qualità. Il punto di partenza della discussione riguarda l’affidabilità nel tempo di una moderna installazione elettrica, ottenuta attraverso un’adeguata supervisione e manutenzione.Partendo dalla tipologia e peculiarità dei carichi, il Seminario prenderà in considerazione gli aspetti normativi per il corretto dimensionamento e mantenimento dell’impianto a garanzia della continuità di servizio e disponibilità, con l’obiettivo di fornire una panoramica completa di un impianto a regola d’arte, la cui affidabilità non sarà determinata solo da una qualità tecnologica rilevante, ma anche da un’adeguata e puntuale manutenzione preventiva.Il Seminario avrà luogo a Roma il 14 febbraio 2019, a partire dalle ore 14.00, presso l’Università La Sapienza (Sala del Chiostro), Via Eudossiana 18.Questo Seminario fa parte del sistema della Formazione continua dell’Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati e dà diritto all’attribuzione di n. 3 CFP.Provider riconosciuto con delibera del CNI in data 04/05/2016.La partecipazione è gratuita previa iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento posti. È possibile iscriversi online compilando la scheda dal sito CEI http://www.ceinorme.it alla voce Eventi > Seminari e altri Convegni entro il 13 febbraio 2019.

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“Ritiro Usa da Siria può avere conseguenze rischiose”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

“Il finanziamento delle missioni italiane all’Estero, nel nostro interesse, deve continuare con il rigore e l’attenzione che ha avuto in passato. In particolare Unifil è un elemento forte della politica estera italiana ma, affinché continui ad esserlo e conservi il suo significato strategico, non può essere svincolato da una visione molto più larga e interconnessa”. Sono concetti affermati dalla senatrice Tatjana Rojc, membro della commissione Difesa a Palazzo Madama, oggi a Trieste nell’ambito di un convegno dedicato alla missione Unifil e alla presenza militare italiana in Libano.
Dopo il saluto di Roberto Antonione, nuovo segretario dell’Iniziativa Centro Europea che ha ospitato l’evento promosso dal Vitale Istituto for geopolitical studies, la senatrice Rojc ha rivolto “un ringraziamento a tutti i militari italiani che sono impegnati in questi scenari: proprio dal Friuli Venezia Giulia partono regolarmente contingenti alla volta del Libano”. Rilevato che “dal 1989 in poi, le missioni internazionali hanno fatto assurgere a ruoli essenziali la componente civile, la ricostruzione del tessuto sociale e economico del territorio”, Rojc ha parlato della “sostenibilità del nostro sistema di difesa” indicando che “non è pensabile una partecipazione a pioggia agli impegni internazionali, ma è necessario individuare priorità e specifiche delle missioni, e con fermezza portarle avanti. Chiaramente – ha puntualizzato – il dispositivo militare di un Paese è condizionato dalle scelte politiche dei Governi in carica”.
Per la senatrice “lo sguardo verso il Mediterraneo, il vicino e Medio Oriente non deve essere reso opaco dalla necessità di un continuo assestamento politico interno al nostro Paese. La capacità di stabilizzare, infatti, è anche una proiezione della stabilità interna e della chiarezza degli obiettivi che il sistema Paese si propone di raggiungere, quale componente equilibrata ma non neutrale di uno schieramento identificato senza ambiguità”.
La senatrice ha inoltre sollevato il problema di un ritiro delle truppe Usa dalle aree controllate dai curdi nella Siria orientale e del venir meno di una “zona cuscinetto cruciale che impediva l’afflusso in Libano di armi moderne e potenti via terra” lungo il cosiddetto ‘arco sciita’, dall’Iraq, alla Siria al Libano. “C’è il rischio – ha sottolineato – di un innalzamento decisivo del potenziale bellico nelle mani di Hezbollah, con conseguenze sulla politica dello Stato di Israele”.

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L’UNHCR condanna i rimpatri forzati di rifugiati dal Camerun

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime profonda preoccupazione per le notizie relative ai rimpatri forzati messi in atto dal Camerun questa settimana nei confronti di diverse migliaia di rifugiati provenienti dallo Stato del Borno, nella Nigeria nordorientale, segnato dalle violenze. Tali fatti seguono il ritorno forzato di 267 rifugiati nigeriani avvenuto il 16 gennaio: si erano riparati in Camerun nel 2014. L’Alto Commissariato delle Nazioni per i Rifugiati esprime viva apprensione per la sicurezza e il benessere di tutte queste persone. Si stima che circa 9.000 nigeriani siano fuggiti in Camerun precedentemente nella settimana dopo che miliziani hanno attaccato e saccheggiato il piccolo villaggio di frontiera di Rann, nello Stato del Borno. I miliziani hanno scatenato il terrore attaccando postazioni militari, civili e strutture umanitarie. Almeno 14 persone sarebbero rimaste uccise.
“Tale attacco era assolutamente imprevisto e mette ora a rischio le vite di migliaia di rifugiati”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Mi appello al Camerun affinché continui a portare avanti la propria politica improntata all’apertura delle frontiere e all’ospitalità e affinché ponga fine ai rimpatri immediatamente, nel pieno rispetto degli obblighi concernenti la protezione dei rifugiati, conformemente sia alla propria legislazione nazionale, sia al diritto internazionale”.
Attualmente il Camerun accoglie oltre 370.000 rifugiati, di cui circa 100.000 provenienti dalla Nigeria.

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Justice and only justice you shall pursue

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Every year Christians around the entire world gather in prayer for the sake of healing division and strengthening unity. Traditionally, we celebrate the Week of Prayer for Christian Unity between 18 and 25 January, the feasts of St Peter and St Paul.
This year the theme—Justice and only justice you shall pursue (Deuteronomy 16:18-20)—and reflection comes from the churches in Indonesia, a country remarkable for its linguistic, cultural, ethnic, and religious diversity. Within this mosaic, Indonesians live together by the principle of gotong royong—solidarity and collaboration. In this spirit, the Conference of European Churches and the Council of European Bishops’ Conferences join in solidarity with our sisters and brothers in Indonesia and throughout the world in cultivating harmony, promoting justice, and protecting the weak.In Europe, social and economic inequalities persist and grow, refugees arrive unwelcomed at our borders, and entire communities are excluded and marginalised. Coming face-to-face with these daily realities, we are called as Christians to be living witnesses of the one Body of Christ. We find hope in Christian communities that practice radical hospitality, witnessing to the grace and mercy first shown to us. Through this service, we also work towards the, yet unachieved, visible unity of Christ’s church.Together CEC and CCEE will continually and prayerfully work for the coming of the Kingdom here and now. We support each other and all efforts to overcome inequality, extended hospitality and friendship to those most in need, and give witness to a hope rooted in the unparalleled grace of Christ Jesus.

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