Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Pressenza. Attivisti e giornalisti: costruire una rete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 gennaio 2019

“Vogliamo celebrare, come tutte le redazioni di Pressenza sparse nel mondo, i 10 anni di esistenza della nostra agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza con una serie di iniziative che siano utili all’obiettivo di fondo per cui facciamo le cose: cambiare il mondo in una direzione pacifista, nonviolenta, umanista, nondiscriminatoria.E’ buono ricordare sempre perché facciamo le cose: non per il prestigio, non per il potere ma per un mondo migliore; non per il proprio personale tornaconto ma per il bene di tutti. E questo non è retorico perché corrisponde a una pratica che si può vedere, valutare tutti i giorni.In questo contesto stiamo organizzando incontri in varie città italiane e un convegno al Monastero del Bene Comune ad Aprile che cercherà di sintetizzare quanto uscito dagli incontri locali (alla fine di questo articolo trovate anche i dettagli pratici degli incontri già definiti) ed anche di cominciare a costruire questa rete. Il convegno è ancora in fase di organizzazione pratica ed ogni suggerimento o proposta è assolutamente bene accetto, scrivere al sottoscritto che coordina l’organizzazione.
Inoltre stiamo cercando di aumentare la nostra diffusione sui social con interventi mirati su Facebook e Twitter.
In questo momento di crisi il vecchio mondo delle violenza (economica, sociale, mediatica, interpersonale) sta, speriamo, dando i suoi ultimi colpi di coda attraverso una preoccupante deriva razzista e fascista che investe molti paesi; il nuovo mondo si esprime e cresce, ma non trova ancora il suo spazio. I media tradizionali credono ancora di essere il famoso quarto potere, ma sono sempre più al servizio della speculazione finanziaria e di quel modello socio-culturale costruito da una minoranza accentratrice ed affarista.Ma esiste anche una diversa tendenza informativa e mediatica: un’altra voce, un nuovo modello che è iniziato dalle prime radio libere, dai fogli di quartiere e da altre forme di divulgazione di prossimità e oggi è cresciuto consolidando un nuovo concetto di informare e fare informazione, grazie all’avvento di Internet e delle reti sociali. Questa tendenza si manifesta anche nei tanti giornalisti che non accettano le regole del mercato, ma rivendicano la loro professionalità e indipendenza, denunciano la violenza in tutte le sue forme e promuovono forme di aggregazione e lavoro basate sul consenso, la reciprocità e la collaborazione.Se per un verso queste nuove tendenze sono capaci di rilevare e raccogliere le espressioni, le aspirazioni e le esigenze di umanità, solidarietà e rispetto dei diritti umani di tanta gente, per un altro talvolta mostrano difficoltà nel fare rete, nel parlare e comunicare tra loro, nuocendo così fortemente al rafforzamento e alla crescita di un’informazione indipendente. Occorre dotare questa informazione indipendente di strumenti sinergici adeguati per dargli potere e presenza e per renderla la voce di chi non ha voce, in una stretta relazione con gli attivisti, che a loro volta hanno spesso problemi a coordinarsi tra loro e rischiano di scoraggiarsi davanti all’avanzare della violenza, alla criminalizzazione della solidarietà e alla difficoltà a far conoscere iniziative e posizioni.” (fonte: Pressenza international press agency)

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