Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 29 gennaio 2019

Reclutamento e organici, cambiate alcune regole della Buona Scuola ma la strada è ancora lunga

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Uno studio della Camera riassume le novità introdotte nei primi mesi della XXIII legislatura: dal concorso riservato per infanzia e primaria alla caduta del vincolo dei 36 mesi per le supplenze, dalla fine degli ambiti territoriali e della esternalizzazione dei servizi per il personale Ata alla sostituzione del FIT con il vecchio concorso, dal piccolo potenziamento del tempo pieno all’abolizione dell’anno di tirocinio per diventare presidi. Marcello Pacifico (Anief): Un nuovo cammino è iniziato ma rischia di fermarsi la volontà politica di risolvere il problema del precariato con una decisa revisione degli organici, anche su posti di sostegno, un maggior investimento di risorse, la stabilizzazione dei precari con 36 mesi, la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato. Soltanto così si combatte seriamente la precarietà, non certo con proroghe o vincoli come sulla mobilità. Mancano ancora strumenti di analisi adeguati e soluzioni definitive rispettose del diritto nazionale e comunitario.

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“La Chiesa centrafricana è divenuta un obiettivo”

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Lo è “perché è l’unica a rispondere alla crisi umanitaria causata dal conflitto. Ecco perché chi ha interesse che questa guerra continui ha voluto colpirla”. Così dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre il vescovo di Alindao, monsignor Cyr-Nestor Yapaupa, dopo che un recente rapporto ha stimato in 80 le vittime dell’attacco del 15 novembre scorso alla cattedrale di Alindao e agli attigui missione e campo profughi perpetrato da ribelli appartenenti al gruppo Unité pour la Paix en Centrafrique (UPC).Il vescovo denuncia altresì come gli uomini della Minusca – la missione Onu di stabilizzazione della Repubblica Centrafricana – presenti al massacro non abbiano in alcun modo cercato di difendere i circa 26mila sfollati presenti o i sacerdoti che sono stati assassinati. «Non si sono neanche mossi. Non hanno sparato neanche un colpo. La Minusca è complice di questa strage e questo perché molti dei suoi uomini sono vicini ai ribelli, soprattutto quelli provenienti dalla Mauritania che condividono la loro stessa fede islamica. Fonti locali hanno infatti reso noto che due giorni prima dell’attacco il leader dell’UPC è stato ricevuto dal contingente mauritano».
I ribelli hanno ucciso il vicario generale, monsignor Blaise Mada, e il parroco di Mingala, don Celestine Ngoumbango. Con loro sale a 5 il numero dei sacerdoti uccisi in Centrafrica nel 2018. «Sapevano bene che erano sacerdoti. Tutti noi religiosi indossavamo la talare. «È stato un attacco contro la Chiesa», nota monsignor Yapaupa. Gli uomini dell’UPC hanno anche saccheggiato e incendiato i locali della missione prima di profanare la cattedrale. «Hanno lasciato un ordigno contro la chiesa e poi hanno aperto il tabernacolo e buttato a terra il calice, il ciborio e tutte le ostie. Qualche giorno dopo sono stato obbligato riconsacrare la cattedrale».Oggi gli sfollati che quel giorno, anche grazie al vescovo, sono riusciti a mettersi in salvo rifugiandosi nella boscaglia, sono tornati al «campo nella speranza di trovare qualcosa da mangiare tra le ceneri di ciò che è rimasto». Aiuto alla Chiesa che Soffre ha risposto all’attacco ad Alindao con un contributo di 45mila dollari in aiuti di emergenza e con 1200 intenzioni di Sante Messe per 12 sacerdoti della diocesi (circa 9.600 euro).Il presule riferisce come, dopo l’arrivo di un contingente ruandese della Minusca, la situazione ad Alindao sia meno tesa. «Tuttavia le sofferenze qui come in tutto il Paese sono enormi. Molte persone stanno morendo, molte persone vengono uccise, e questo perché ci sono degli interessi politici ed economici». Attraverso ACS, monsignor Yapaupa lancia quindi appello alla comunità internazionale: «Non si può sacrificare un’intera popolazione a causa della ricchezza. Abbiamo davvero bisogno di pace in questo Paese, i bambini devono andare a scuola e tutti noi abbiamo bisogno di vivere. Aiutateci, salvate il popolo centrafricano!».

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A Treviso il quarto congresso internazionale di fisioterapia respiratoria

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Treviso dal 21 al 23 marzo prossimi. Ormai giunto alla quarta edizione, l’appuntamento incentrato sulla fisioterapia respiratoria avrà come titolo ‘La tecnologia al servizio della clinica: suggerimenti dal passato per scommettere sul futuro’, e radunerà più di 300 tra specialisti del settore e ricercatori, provenienti dall’Europa e da ogni parte del mondo, pronti ad affrontare le sfide per i prossimi anni in campo riabilitativo pneumologico.
L’evento sarà arricchito da una ricorrenza particolare: quest’anno, infatti, l’Associazione, che da sempre diffonde la cultura della fisioterapia respiratoria in Italia, festeggia i 30 anni dalla sua fondazione avvenuta nel 1989.
“Il progresso ha cambiato in modo drastico la qualità e l’aspettativa di vita delle persone con insufficienza respiratoria. Ad esempio- continua Lazzeri- la possibilità di avere ossigeno liquido al domicilio, in contenitori di dimensioni trasportabili, ha consentito ai pazienti di mantenere uno stile di vita attivo e una vita sociale prima inimmaginabile. Ma ha trasformato anche la nostra professione di fisioterapisti ridefinendo ambiti di intervento sempre più ampi e specifici. Ricordo che agli esordi della mia carriera lavorativa, il saturimetro era uno strumento che richiedeva una valigia per essere trasportato: oggi ha la dimensione di un ditale e addirittura può essere uno dei sensori accessori di smartphone e smartwatch”.
Il Congresso sarà l’occasione per far conoscere alle nuove generazioni di fisioterapisti la storia della professione e di far toccare con mano ‘pezzi’ di tecnologia del passato e del presente, in un percorso virtuale e fisico che verrà allestito nella exhibition hall. Direttamente dagli archivi di ospedali e grazie alla disponibilità di molte aziende del settore, strumenti e macchinari del passato saranno esposti a fianco delle apparecchiature di ultima generazione per raccontare, anche attraverso la tecnologia, l’evoluzione di una professione.
Non solo celebrazione di un percorso, ma anche grande confronto scientifico, che si svilupperà tra sessioni plenarie e parallele, simposi, tavole rotonde e workshop. Si partirà dal tema attualissimo della presa in carico della fragilità nel paziente con patologia respiratoria cronica e nell’anziano.
Un tema “che in futuro ci impegnerà tantissimo come fisioterapisti specialisti in ambito respiratorio, soprattutto per quanto riguarda il domicilio. L’educazione all’autogestione della fase stabile di malattia- continua la presidente dell’ARIR- è la chiave di volta nella cura e prevenzione secondaria delle patologie respiratorie croniche; gli accessi del professionista saranno sempre più interventi irrinunciabili e finalizzati ad evitare riacutizzazioni, accessi al pronto soccorso e ricoveri impropri”.
Sessioni specifiche saranno dedicate alle ultime strategie di ricondizionamento e di allenamento, alla gestione delle problematiche respiratorie nella Fibrosi Cistica e nelle Bronchiectasie, nel paziente acuto, tracheostomizzato, in terapia intensiva, prima e dopo intervento chirurgico o trapianto polmonare. Per ogni argomento uno sguardo anche al ‘piccolo paziente’ sotto la guida di colleghi esperti in ambito pediatrico. Lo stretto legame tra professione e tecnologia sarà in ogni caso uno dei fili conduttori della convention. Ventilatori meccanici e CPAP, dalla valutazione al trattamento dei disturbi respiratori del sonno. “Come professionisti- spiega Lazzeri- siamo molto coinvolti anche nella terapia di questi disturbi, con la peculiarità di avere una particolare attenzione all’autonomia della persona, scegliendo le soluzioni il meno invasive possibili e dal minor impatto sulla qualità di vita del paziente”.
Alcune tecnologie diagnostiche verranno presentate in una veste diversa e proposte come guida alla fisioterapia respiratoria (ecografia toracica, tomografia a impedenza elettrica-EIT, tecnica delle oscillazioni forzate-FOT, ecc). “Anche in un ambito tradizionalmente legato alla forte competenza professionale del fisioterapista, come la gestione delle secrezioni bronchiali, vedremo come la tecnologia ci può assistere, arrivando a potenziare il nostro intervento e a migliorare l’autonomia del paziente” aggiunge la presidente dell’ARIR. Infine, un tema di grandissima attualità come le tecnologie mediche e di massa per la riabilitazione e il monitoraggio diretto e a distanza (Tele-riabilitazione e Tele-monitoraggio).
Al centro del programma congressuale anche un momento di riflessione sulle sfide del prossimo futuro in ambito di autonomia e responsabilità professionale, alla luce della legge Gelli-Bianco e delle prospettive di riconoscimento delle competenze specialistiche introdotte con il CCNL del comparto sanitario.

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Astaldi e Cdp: il ‘campione nazionale’ non deve dimenticare gli ‘obbligazionisti nazionali’

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

A fine settembre la società di costruzioni Astaldi ha depositato una domanda di concordato preventivo con riserva, premessa per il deposito di una proposta di concordato preventivo in continuità aziendale presso il Tribunale di Roma al fine di giungere ad un accordo di ristrutturazione dei debiti, i cui principali sono con Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm. Entro il 14 febbraio occorre presentare in Tribunale il piano con la proposta e si è ora giunti alla stretta finale. Al momento, l’unica offerta ben delineata è quella del gruppo giapponese Ihi, disposto ad immettere 600 milioni tra coinvolgimento diretto e aumento di capitale garantito da un consorzio composto da banche. Altro pretendente è il gruppo Salini Impregilo che dapprima era interessato solo alla parte lavori di Astaldi scaricando il grosso dei debiti in una bad company appositamente creata, ma è stato costretto dalla concorrenza giapponese ad alzare la propria posta.
Stanti le complicazioni in cui versano più soggetti del settore, nelle ultime settimane si è iniziata a considerare una soluzione di sistema: un “campione nazionale” delle costruzioni pubblico-privato che partendo da Salini Impregilo comprenda i gruppi in difficoltà come Astaldi, Coop Cmc, Condotte, Grandi Lavori Fincosit.
Il tutto con la regia e la partecipazione nel capitale da parte della Cassa Depositi e Prestiti il cui presidente Massimo Tononi ha dichiarato che “Se vi fossero delle dinamiche sfavorevoli noi siamo pronti a immettere risorse per il bene della nostra economia. Penso ad esempio al settore delle costruzioni, che sta vivendo un momento molto difficile; stiamo valutando le possibilità di intervento a nostra disposizione”. Analogo il pensiero del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, per il quale il ruolo attivo di Cdp “consentirebbe di non ritardare ulteriormente le opere e di fare un’operazione meritoria, conservando una capacità edile del sistema italiano”.
Insomma, si prospetta una soluzione organica e politica riguardo l’intero comparto con l’intervento finanziario dello Stato tramite la Cassa Depositi e Prestiti. La discesa diretta in campo da parte del Governo non può però prescindere dal fatto che una consistente parte del debito complessivo di Astaldi è costituita da due prestiti obbligazionari. Il primo, convertibile 4,875% scadenza 2024, per 140 milioni e soprattutto l’emissione 7,125% scadenza 1 dicembre 2020, con un nominale pari a 750 milioni ed emessa il 4 dicembre 2013. I due bond sono in possesso di un gran numero di investitori al dettaglio, che Aduc sta assistendo.L’eventuale “campione nazionale” che dovesse sorgere dovrà pertanto tenere nella dovuta considerazione l’altra offerta, che vedrebbe arrivare in Astaldi capitale fresco per ben 600 milioni, assieme agli altrettanto “nazionali” risparmiatori al dettaglio che hanno dato credito ad Astaldi, senza penalizzarli. Obbligazionisti che ai primi di febbraio vedranno il Tribunale di Roma nominare il rappresentante comune per il bond 2020. (Giuseppe D’Orta Responsabile Aduc per la tutela del risparmio)

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NightOwl Discovery Announces Promotion of Adam Rubinger to Chief Client Officer

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

NightOwl Discovery, the global leader in Discovery Management, announces today that Adam Rubinger will be assuming the newly created role of Chief Client Officer. As CCO, Adam will be the executive responsible for the overarching relationship NightOwl has with its clients. This role is strategic in that this position was developed to provide a single vision across all areas related to the client experience. Adam’s tenure, proven diplomacy skills, innovative spirit and drive for customer service excellence makes him the perfect candidate for this new role.“At NightOwl, customer satisfaction and experience is woven deeply into our culture,” says Andrea Wallack, CEO of NightOwl. “Offering executive level leadership to this core corporate value will ultimately create, what we believe, will be the strongest customer experience in the industry. While nearly every organization claims to be customer-centric, in reality very few are. As this role evolves and the company continues on its strong growth trajectory, this focus will allow interesting career opportunities to open up for many members of the team to excel in what will prove to be a process of continued process improvement, innovation in product delivery and expanded opportunity with the clients we serve both today and in the future.” “Adam is fully invested in enhancing NightOwl’s relationship with our clients,” says Tom Palladino, President of NightOwl. “He has the unique ability to understand both the needs of our clients and the capabilities of our internal client teams, and how to create harmony between them.”

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