Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 11 febbraio 2019

Marco Marsilio: “La sconfitta del Movimento Cinque Stelle è clamorosa”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

“La sconfitta del Movimento cinque stelle ha del clamoroso”. Lo ha detto Marco Marsilio, neo presidente della regione Abruzzo, a 24Mattino con Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24, commentando il risultato del Movimento Cinque Stelle alle regionali, in calo non solo rispetto alle politiche del 2018, ma anche alle precedenti regionali. “Cinque anni fa – ha spiegato il neo governatore – i 5 Stelle erano un movimento nuovo, molto acerbo. Ma oggi vengono da cinque anni di opposizione, hanno avuto dei consiglieri regionali che hanno potuto farsi conoscere sul territorio. Alle elezioni politiche avevano preso il 40 per cento e vinto in quasi tutti i collegi uninominali”, ha concluso quindi Marsilio a Radio 24: “Quello di oggi è quindi un risultato molto deludente e credo che i 5 Stelle debbano fare una seria autocritica”. (fonte: Radio 24 Gruppo 24 Ore by Maria Luisa Chioda)

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La vittoria del centro destra in Abruzzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Nelle regionali abruzzesi il Carroccio si afferma il primo partito e lo fa con il candidato Fdi Marco Marsilio di Fratelli D’Italia di Giorgia Meloni a spese dell’alleato di governo pentastellato. Ne consegue che risulta vincente la coalizione Lega-Fdi-Fi con un sonante 48% mentre il Movimento 5 stelle non riesce a superare il 20 per cento con Sara Marcozzi (M5s). Lo segue al secondo posto Giovanni Legnini (centrosinistra) con il 31,3%. Stefano Flajani (Casapound) si attesta sullo 0,42% dei voti. Se valutiamo i risultati in base alle ultime politiche il Carroccio guadagna 50.000 voti mentre i pentastellati ne perdono duecentomila. Se poi consideriamo le regionali di 5 anni fa la perdita dei grillini si attesa sui 50.000 voti. Il centrosinistra, invece, con la sua solita furbata delle liste civiche riesce a contenere la perdita dei consensi con meno 25.000 voti rispetto alle politiche e 130.000 delle regionali del 2014. Che sia andato a votare poco più della metà degli aventi diritto non fa storia anche perché lo scostamento con le precedenti tornate risulta poco rilevante.
Vogliamo trarre da questo risultato un giudizio critico nei confronti del governo? Se lo vediamo da parte della Lega dobbiamo dire che Salvini sa essere più credibile e accattivante per l’elettorato abruzzese e si presume, con le debite proporzioni, con quello nazionale. Ma subito dopo dovremmo aggiungere che la formula politica di compromesso con un contratto di governo tra Lega e Pentastellati regge al confronto popolare perchè rimane tanta la voglia di un cambiamento, ma lo è meno con il metodo adottato da Di Maio. Da qui s’impone una seria riflessione in casa pentastellata su cosa non ha funzionato e se dobbiamo attribuirlo solo ad un deficit di comunicazione e soprattutto dal modo come le riforme, in specie quelle più qualificanti, siano state presentate e sostenute dai pentastellati. Più in generale possiamo dire che la mossa più abile, e direi vincente, di Salvini è stata quella di non rompere con Berlusconi e di riuscire a marciare con la logica dei due forni godendone la neutralità e la convergenza dei giudizi critici da parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia rivolti solo contro i pentastellati. I leghisti, al massimo, vengono trattati come i compagni un po’ discoletti e irriverenti, in una cordata di amici, ma pronti a riaverli a far bisboccia insieme. E quel che è peggio dopo aver fortemente ridimensionato il successo elettorale pentastellato dello scorso anno alle politiche e di poter riaprire, di conseguenza, i giochi delle alleanze con i metodi berlusconiani. (Riccardo Alfonso Centro studi politici ed economici della Fidest)

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Scuola – Corsi di specializzazione per il sostegno. Anief avvia ricorsi per i docenti esclusi dal Miur

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Con il Decreto n. 92/2019, pubblicato in queste ore, il Ministero dell’Istruzione fissa le norme per partecipare al corso specializzante (ex Tfa) per insegnare agli alunni disabili: viene confermata l’esclusione degli insegnanti Afam, i dottori di ricerca e gli educatori. Sugli Itp permangono incertezze. Il sindacato contesta anche la soglia di sbarramento nel test pre-selettivo utile all’accesso alle prove scritte. In attesa dei chiarimenti di Viale Trastevere, il sindacato apre le procedure di adesione ai ricorsi al Tar Lazio con scadenza 11 marzo. Marcello Pacifico (presidente Anief): Non si comprende questo gratuito eccesso di rigorosità, anche alla luce dell’alto numero di posti disponibili, che oggi sono quasi 60 mila.
Il Miur si è contraddistinto anche stavolta per le tante esclusioni: sono quelle dei docenti in possesso del diploma di Conservatorio, di Belle Arti o Accademia di Danza e del titolo di dottore di ricerca, non considerati dal Miur come personale abilitato all’insegnamento e a cui viene imposto comunque il possesso dei 24 CFU o le 3 annualità di servizio.
Palesemente illegittima, inoltre, risulta l’esclusione del personale educativo: anche a questi lavoratori, che per legge sono equiparati ai docenti della scuola primaria, il Miur preclude l’accesso ai posti per il sostegno nella scuola primaria. Per gli ITP, gli insegnanti tecnico-pratici, invece, Anief ha chiesto l’emanazione di una specifica Faq da parte del Miur, perché a questo personale era stato impedito di partecipare come titolo d’accesso al concorso riservato, anche se un’interpretazione estensiva della deroga alla norma potrebbe aprire loro le porte ed evitare, quindi, il ricorso in tribunale. In tal caso, qualora fosse concessa la partecipazione dei diplomati ITP senza restrizioni di sorta, sarebbe un grande successo del sindacato Anief che già era pronto a tutelare in tribunale i loro diritti attraverso una specifica azione legale. Lo studio legale di Anief continua a ritenere irricevibile, inoltre, la soglia di sbarramento nella pre-selettiva per l’accesso alle prove scritte: sempre secondo il decreto 92/2019, saranno ammessi a sostenere la prova scritta solamente i candidati che rientreranno nel numero pari al doppio dei posti messi a bando, anche qualora abbiano superato brillantemente i test preliminari. In questo caso, il ricorso sarà notificato dopo la pubblicazione delle graduatorie, ragione per cui allo stato attuale risulta necessario soltanto attivare la proroga della preadesione alla specifica azione legale promossa dell’Anief.
Per accedere ai nuovi corsi di specializzazione sul sostegno, in base a quanto indicato nel Decreto Miur n. 92/2019, per la scuola dell’infanzia e primaria servirà la laurea in Scienze della formazione primaria o il diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia.
Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, servirà avere l’abilitazione all’insegnamento, anche se il titolo è stato conseguito all’estero, sempre se riconosciuto nel nostro territorio. Possono presentare domanda di accesso al corso specializzante, ricorda Orizzonte Scuola, coloro che sono in possesso della laurea comprensiva di 24 CFU in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche. Ma anche la laurea con 3 annualità di servizio, svolte “nel corso degli otto anni scolastici precedenti, anche non successive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo Il, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione”.Sono ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito il titolo abilitante all’estero, abbiano presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, entro la data termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione alla specifica procedura di selezione. I requisiti di accesso sono gli stessi, sia per i docenti precari che per i docenti di ruolo.
Per superare la prova preselettiva occorre seguire un percorso mirato, esercitarsi con simulazioni ed utilizzare metodologie didattiche all’avanguardia che consentano una rapida memorizzazione delle conoscenze indispensabili. Eurosofia, avvalendosi di figure professionali competenti, ha modulato differenti tipologie di percorsi formatici per affrontare la selezione: un corso on line, dalla durata di 80 ore in modalità e-learning, di cui 70 ore in modalità e-learning di autoapprendimento e 10 ore in modalità webinar; un corso in presenza, dalla durata di 20 ore in presenza; corso on line e in presenza, dalla durata di 80 ore on line e 20 ore in presenza. Per consultare i programmi e scegliere il corso più idoneo alle proprie esigenze clicca qui.
Infine, Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente di far acquisire i 24 CFU in materie psico/antropo/sociologiche e metodologie didattiche, quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra e per accedere al nuovo Tfa sostegno. Per agevolare gli aspiranti docenti, con Eurosofia, Ecp Pegaso, è possibile acquisire i 24 crediti formativi studiando attraverso una piattaforma e-learning, intuitiva, di semplice fruizione e avendo a disposizione i materiali didattici 24 ore su 24.

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Scuola: Bussetti deve smettere di offendere docenti e alunni del Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Anief: aspettiamo le scuse ufficiali e che il Governo passi ai fatti, con il blocco alle classi pollaio. Con questo ministro, comunque, non è pensabile regionalizzazione la scuola visto che non sembra avere chiaro il fatto che un conto è valorizzare il territorio, un altro discriminare i cittadini in base alla residenza.Non si placa la polemica dopo le offese del Ministro dell’Istruzione alle scuole del Sud, subito derubricate a dichiarazioni estrapolate dal contesto per camuffare il danno cagionato, affidato prima a Facebook e poi al Corriere della Sera, al quale solo ora dice di avere visitato ad Afragola “una scuola da Champions League”. Il caso però è scoppiato: per l’on. Luigi Di Maio “se un Ministro dice una fesseria sulla scuola, chiede scusa”, rimarcando che non sono i docenti ma il governo a doversi impegnare “sempre di più”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ringrazia il vicepresidente del Consiglio che ha ribadito l’impegno alla ricerca di nuovi fondi per una zona del Paese per troppi anni sacrificata nell’interesse del bilancio pubblico mentre migliaia di docenti, educatori, dirigenti scolastici e Ata hanno lavorato in silenzio, con il massimo sacrificio, per garantire un futuro a tanti figli di italiani. Ora Bussetti dimostri di tenere al Sud, iniziando a cancellare le classi pollaio e lo scellerato ddl sull’autonomia regionale.

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Lazio: educazione e formazione alla sostenibilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

WWF Italia e Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio (USR Lazio) hanno siglato oggi un protocollo d’intesa per l’educazione e la formazione alla sostenibilità nelle scuole della regione. Al primo punto della collaborazione (che prevede tra l’altro la formazione dei docenti, la promozione di progetti innovativi) vi è la promozione di attività volte alla diffusione della conoscenza della biodiversità urbana da parte delle scuole del Lazio. I servizi forniti dalla natura nelle città sono cruciali per il benessere di coloro che vi vivono, per la sostenibilità stessa delle comunità urbane e per il futuro dell’intero Pianeta. Il verde scolastico è una parte importante del sistema del verde urbano: solo per fare un esempio, sommando le superfici dei giardini scolastici delle scuole di Roma si arriva a un totale di 80,8 ettari, l’equivalente di Villa Borghese.
WWF Italia e l’Ufficio Scolastico Regionale propongono alle oltre 4.000 scuole di ogni ordine e grado del Lazio, di individuare un’azione per aumentare la biodiversità urbana e favorire la presenza di natura in città. Partecipando con i loro progetti al contest Urban Nature “L’impegno delle Scuole per la Natura delle nostre Città”, che vedrà anche la collaborazione del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, gli istituti scolastici potranno essere aiutati a realizzare il loro sogno e a vederlo valorizzato.
“Gli istituti di ogni ordine e grado della regione Lazio sono già esempio di eccellenza per le buone pratiche nel campo dell’educazione per l’ambiente e per la sostenibilità. Sono infatti molti gli esempi che dimostrano la capacità di progettare, di fare rete con le istituzioni, con il mondo della ricerca, con le associazioni del privato sociale per prendersi cura in modo concreto del bene comune e della propria collettività”, sostiene il Direttore Generale dell’USR Lazio Gildo De Angelis, alla firma del Protocollo triennale siglato nella sede Nazionale del WWF Italia a Roma.La formazione dei docenti è parte integrante dell’iniziativa e prevede, a partire da mercoledì 13 febbraio nella sede WWF di Roma, il primo seminario di formazione per insegnanti al quale seguiranno gli altri incontri in tutta Italia.

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Dispersione Scolastica

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Prende il via da Napoli, e precisamente da Chiaiano, la scommessa di Futuro Prossimo, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, un esperimento della durata di 4 anni che coinvolge la comunità locale nel contrasto alla dispersione scolastica e povertà educativa. Il progetto, che oltre al capoluogo partenopeo sarà anche a Sassari e Venezia Marghera, coinvolge 26 partner, con capofila Save the Children. I dettagli dell’iniziativa sono stati diffusi in anteprima a Chiaiano l’8 febbraio, nel corso del primo evento di presentazione di Futuro Prossimo, presso l’Auditorium Polifunzionale dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII (plesso Aliotta).Futuro Prossimo si propone di contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa attraverso il ruolo fondamentale della comunità educante, la rete di soggetti che, in un determinato territorio, decide di assumere una responsabilità condivisa per la crescita dei bambini, delle bambine e degli adolescenti e che si impegna per rigenerare il territorio, promuovendo la bellezza, l’inclusione e l’accoglienza, la legalità, la cultura, l’ambiente, la valorizzazione delle differenze, la cittadinanza attiva.“La povertà educativa è un vero dramma nel nostro paese. Un milione e duecentomila minorenni sono in condizione di povertà assoluta e ai bambini e agli adolescenti che vivono nei contesti più difficili, come le periferie urbane, viene negata la possibilità di far fiorire i propri talenti e le proprie capacità. C’è bisogno dell’impegno di tutti per combattere queste odiose diseguaglianze che colpiscono i più piccoli e per rigenerare il territorio a partire dai diritti dei bambini”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children, l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare I bambini a rischio e garantire loro un futuro.Al centro dell’intervento vi è il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze che saranno coinvolti in prima persona nella programmazione delle attività, all’interno delle aule scolastiche e nell’ambito del “Punto Luce” il centro educativo già attivo sul territorio. Tra le iniziative: laboratori musicali e teatrali, sport, accompagnamento allo studio, esperienze di cittadinanza attiva. I ragazzi e le ragazze lavoreranno anche alla costruzione di una “mappa” del loro quartiere in modo partecipato, con l’obiettivo di creare un’“app” che consentirà a tutti di individuare sul campo i servizi e le opportunità educative.Verranno sviluppati inoltre piani integrati di contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa. L’intervento è oggetto di un processo di valutazione che consentirà di misurare i risultati e di disseminare le azioni sperimentate anche in altri contesti. “A Chiaiano i ragazzi le ragazze e le loro famiglie saranno il motore dell’intervento, perché proprio dal loro coinvolgimento attivo parte la promozione di un nuovo modello sociale e educativo che vedrà protagonista tutto il territorio”, continua Raffaela Mil

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Anief invita le RSU a indagare nelle loro scuole su organico di fatto e organico di diritto

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Con operazioneverita richiesti al dirigente i criteri di assegnazione del personale docente, educativo e Ata a tempo indeterminato, determinato (supplente breve, annuale o al termine delle attività) agli organici e l’eventuale assegnazione della retribuzione professionale docente e del compenso individuale accessorio. Sono sempre attivi i ricorsi al giudice del lavoro per i risarcimenti sul precariato e per la RPD/CIA.Continua l’azione del giovane sindacato, a seguito della raggiunta rappresentatività per il triennio 2019/21. Lo scopo di quest’anno è all’interno dell’Operazione verità, nel mappare il personale utilizzato in ruolo e in regime di precariato rispetto ai posti vacanti e disponibili, e intende svelare quali di essi siano senza titolare ovvero senza ragioni sostitutive e quindi oggetto di risarcimento pecuniario per abuso dei contratti a termine e di immediata conversione in ruolo, senza dimenticare la verifica della corretta corresponsione del salario accessorio ai supplenti brevi come ribadito dalla Cassazione.

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Cresce l’interesse per i corsi d’inglese nella formula dell’edutainment

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Lo dimostrano i dati registrati da Wing4Students: l’iniziativa gratuita, giunta alla quinta edizione, propone un programma di apprendimento della lingua inglese a studenti universitari e laureati al di sotto dei 28 anni d’età. L’attuale campagna ha registrato l’iscrizione di oltre 2 mila giovani, pari a circa il doppio rispetto ai partecipanti all’edizione precedente. Gli studenti iscritti provengono da tutte le regioni e università d’Italia, con un numero preponderante da Perugia (291 iscritti), Napoli L’Orientale (227), Padova (184), Cagliari (216) e a seguire Roma Tre, l’Università Statale di Torino, Bologna, Genova e il Politecnico di Bari.Per questi studenti i corsi sono iniziati l’1 febbraio, un placement test ha preceduto l’inizio delle lezioni online che termineranno a fine aprile, nella seconda metà di maggio invece, si terrà la giornata di premiazione dei primi classificati a Milano.Organizzata da Easy in collaborazione con il Gruppo Unipol, Wing4Students utilizza il metodo DynEd, che consente di studiare in qualunque momento, in modalità on o offline, e con ogni tipo di device tecnologico (Pc, tablet o smartphone). DynEd propone percorsi formulati automaticamente in base alle competenze personali di ognuno: i contenuti multimediali sono didatticamente ottimizzati e ritagliati su misura. Per chi arriva alla fase finale, Wing4Students mette in palio dei premi economici, pari quest’anno a un montepremi complessivo di 12 mila euro, e ulteriori occasioni di apprendimento. “La certezza che abbiamo è che vinceranno coloro che avranno sfruttato meglio quest’opportunità di studio che misura l’efficacia con cui uno studia e quindi la velocità con cui apprende! E’ così che questa iniziativa, studiata secondo la logica del gioco, rappresenta uno strumento strategico per i giovani che troveranno di grande aiuto nell’esercizio della loro professione”, dice Antonio Lasi direttore di Wing4students e amministratore di Easy.

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Dalla Cina forte interesse turistico per Italia e Toscana

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La Cina è in testa alle classifiche per il numero di viaggiatori nel mondo, e nel solo 2017 sono stati ben 129 milioni i turisti cinesi. Nei prossimi 5 anni saranno 700 milioni i turisti cinesi nel mondo, di cui si stima oltre 21 milioni arriveranno in Europa, e di questi oltre il 10-15 %, tra i 2 e i 3 milioni, saranno diretti in Italia, con un tempo di permanenza medio di 7/10 giorni per vacanza, con previsioni di crescita.L’Italia è quindi, per nostra fortuna, una delle mete da sogno dei nuovi facoltosi viaggiatori dell’oriente, di cui una buona parte con età compresa fra i 18 e 36 anni, con la Toscana, culla del Rinascimento, tra le regioni più ambite per arte e cultura.Altro dato interessante, diffuso dal Centro Studi di Firenze, evidenzia il fatto che in Italia il turismo per matrimoni genera circa 380 milioni di euro, un settore in forte crescita a cominciare proprio dai futuri sposi del “paese del Dragone”, che sognano nozze nel nostro paese, con in cima la Toscana tra le regioni.In alternativa gli sposi vengono in Italia per il pre-wedding, una sorta di luna di miele anticipata con servizio fotografico che faranno rivedere in grande stile al rientro in Cina durante il matrimonio.Dati molto interessanti, soprattutto calcolando che anni fa il paese più popoloso del mondo ospitava solo 16 miliardari, mentre oggi sono circa 380, quasi uno su cinque del totale mondiale.Le metropoli di provenienza di questa nuova classe emergente sono Pechino, Shanghai, Guangzhou e Tianjin.
Offrire quindi oggi soggiorni di prestigio con le peculiarità che contraddistinguono il nostro paese come il “Made in Italy”, il clima, il paesaggio, il capitale culturale e ambientale (in gran parte riconosciuto dall’UNESCO), il cinema, la musica e l’enogastronomia, che costituiscono le principali risorse e ragioni del successo dell’Italia come destinazione, di fatto rappresenta una grande opportunità per le nostre strutture turistiche.Un segmento di mercato in cui si sta, ad esempio, specializzando intelligentemente la TBA Holidays, acronimo di Tuscany Business Agency, tour operator specializzato nell’intermediazione turistica di dimore storiche e residenze di prestigio con il suo focus in Toscana. Una realtà che ha ripreso l’interesse crescente dei giovani colti e ricchi cinesi per la storia e cultura del Bel Paese e che concentra il suo business a chi privilegia la vacanza esclusiva e d’élite per famiglie e gruppi business.Tuscany Business Agency è proprietaria del marchio TBA Holidays per il settore turistico e di TBA Real Estate per la divisione immobiliare.
Il turista cinese vive oggi sullo smartphone, paga con il QR code, non entra in un locale se non è accettata la sua carta di credito UnionPay e va dove lo portano i suoi social come Tencent, Tuniu e Wechat.Gli operatori italiani devono quindi prepararsi a fare i conti con questa realtà, visto anche che in Italia le istituzioni che si fregiano del marchio “Welcome Chinese”, il prestigioso riconoscimento concesso da Pechino a chi incontra le esigenze dei turisti del dragone sono solo poche centinaia.”Urge quindi migliorare i servizi e adeguare l’accoglienza verso tali nuove fasce di pubblico. Solo così potremo confidare in un futuro fatto di crescita e grandi opportunità per il nostro turismo e la nostra economia” conclude Gottardo.www.tuscanybusinessagency.com.

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La Catalogna conquista gli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Italiani stregati dalla Catalogna. Il 2018 infatti, è stato un anno straordinario per la Regione: 1.200.000 italiani l’hanno scelta per una vacanza o un semplice city break. Un dato che fa il paio con la crescita della spesa media degli italiani (+4,7%) e soprattutto di quella giornaliera (+6,7%). Soprattutto nel secondo semestre dell’anno, la crescita è stata praticamente senza freni: agosto (+15%), settembre (+11,4%), ottobre (+12,3%), novembre (+6,5%), dicembre (+21,7%). In particolare, l’ultimo trimestre ha segnato un aumento di presenze del 13,8%, una delle migliori performance tra i mercati europei. Una crescita globale rispetto al 2017 e che conferma come la Catalogna sia sempre più appealing per i viaggiatori italiani.
In generale, la Catalogna ha registrato 20 milioni di turisti internazionali. La performance migliore si è avuta ad agosto con 2,5 milioni di presenze anche se a dicembre si è registrata la crescita più significativa con oltre un milione di visitatori da tutto il mondo – il dato più alto dal 1997 – molti dei quali provenienti dall’Italia. Quello del Belpaese infatti, si è rivelato uno dei mercati internazionali più importanti anche nell’ultimo mese del 2018. Nel 2018 la Catalogna è stata la regione più visitata in Spagna dai turisti internazionali con una quota di mercato del 23% sul totale degli arrivi.
Per quanto riguarda la spesa legata al turismo internazionale, sono stati 20.606,2 miliardi di euro quelli spesi in Catalogna, di cui 770 milioni provenienti dal mercato italiano.
“È un risultato che va oltre ogni più rosea previsione – commenta Marta Teixidor, Direttrice della sede italiana dell’Ente del Turismo Catalano -. Siamo molto contenti che gli italiani apprezzino sempre più la vasta offerta della Regione e confidiamo in un’ulteriore crescita anche verso quelle destinazioni più inedite ma che rappresentano una meravigliosa opportunità da vivere 365 giorni l’anno”.

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Fratelli d’Italia sarà per la riduzione dei parlamentari

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

“Fratelli d’Italia non farà la controfigura e voterà a favore della riduzione del numero dei parlamentari. Non siamo contrari a ridurre deputati e senatori, anzi il centrodestra su questo può vantare il merito di avere per primo posto il tema. E soprattutto chiediamo che finalmente i cittadini possano eleggere il Capo dello Stato, grazie ad una riforma in senso presidenziale”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato, nel corso della sua dichiarazione di voto in Aula sul disegno di legge di riduzione del numero dei parlamentari.”Non accetteremo che i partiti di governo si facciano un grande spot elettorale per coprire i loro fallimenti. Per far dimenticare che non si è fatto nulla a sostegno della famiglia, che la flat tax è stata abbandonata, che non c’è il blocco navale e che il rimpatrio degli immigrati non è stato mai fatto. E pure sulle infrastrutture registriamo altri fallimenti, il balletto sulla Tav e sul Tap, e persino sul reddito di cittadinanza, che non ci piace, si registrerà l’ennesimo fallimento di questa maggioranza. Perciò, non ci presteremo alla propaganda della maggioranza, ma siamo consapevoli che il percorso di questo ddl è ancora lungo e vedremo se la maggioranza sarà capace di cambiare rotta e di costruire una riforma che parta dalle fondamenta. Che parli di elezione diretta del Capo dello Stato, e anche della riforma della legge elettorale, che soltanto FdI ha contrastato. Su questo certamente saremo presenti e faremo sentire la nostra voce”, conclude il senatore di FdI.

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Acquisto immobili: Gli stranieri continuano a scegliere l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Questo è il risultato del report annuale del 2018 del portale Gate-away.com, che monitora richieste provenienti da oltre 150 paesi, nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2018, paragonando il risultato con lo stesso periodo dell’anno precedente. Il sito è tradotto in 10 lingue, le propietà pubblicate superano le 30 mila e sono solte 1 milione e 500 mila gli utenti che hanno cercato casa in Italia, +12,68% rispetto al 2017.Prime in classifica tra le regioni con più istanze sono Toscana, regina indiscussa da anni; la Puglia, che supera la Lombardia (terzo posto) e diventa seconda; poi ci sono la Liguria e l’Abruzzo, che balza al 5° posto (era al 7° nel 2017) registrando un +28.14%. A seguire la Sardegna, la Sicilia, il Piemonte, l’Umbria e una sorprendente Calabria che con un +45.23% per la prima volta entra nella classifica delle prime 10 regioni.Il valore medio dell’immobile per gli stranieri è 352.456 euro. È infatti aumentata la richiesta verso una fascia di prezzo che va da 0 a 100 mila (+16.6%) e dai 100 ai 250 mila (+14.98%).Il compratore tipo ha un’età compresa tra i 55 e i 64 anni, un elevato titolo di studio e cerca mediamente proprietà indipendenti e pronte per essere abitate.
Se la prima nazione nel 2017 è stata la Germania, questo 2018 ha visto un aumento consistente di istanze provenienti dagli Stati Uniti (+30.51%), che sale al primo posto, e del Regno Unito, che con una crescita del 18.26%,si guadagna la seconda posizione. Scende, invece, al terzo posto la Germania, poi abbiamo l’Italia (richieste di utenti stranieri mentre sono in Italia), la Francia, l’Olanda, il Belgio, la Svezia, la Svizzera e il Canada.
“Una considerazione su questo, la possiamo fare. Le richieste verso l’Italia nel 2018 – commenta il General Manager della Gate-away.com, Simone Rossi – sembrerebbero essere influenzate dalla situazione politica dei paesi di provenienza dei richiedenti. È probabile che proprio “l’effetto Trump” e il rischio Brexit abbiano contribuito a far crescere le istanze dagli Usa e dalla Gran Bretagna. Gli investitori sono condizionati dall’incertezza politica soprattutto quando realizzano il sogno di acquistare una casa. I dati contenuti nel nostro report confermerebbero che l’Italia, per americani e inglesi e non solo, attualmente rappresenta un porto considerato stabile e affidabile per investire e trasferirsi. Ma vorrei ricordare che l’eventuale incertezza politica del nostro paese potrebbe diventare un problema. Anzi, posso confermare che è già successo”.Infatti, se a inizio anno 2018, a gennaio e febbraio, le istanze si erano attestate a +49,31% (rispetto agli stessi mesi del 2017), con l’avvicinarsi delle elezioni, la richiesta di immobili da parte degli stranieri era cominciata a scendere. Infatti nei 3 mesi di marzo, aprile e maggio, l’interesse verso il patrimonio immobiliare italiano si era attestato complessivamente a + 5.38%, ma, nel a maggio, a elezioni concluse e con la vittoria di coloro che si definivano “antieuropeisti”, la Gate-away.com ha registrato un -7.81%. Solo con l’arrivo di giugno, quando il rischio dell’uscita dall’Euro è parso accantonato, il trend è ricominciato a crescere (+0.91).
Che l’Italia possa essere considerata all’estero come un’opportunità, lo stanno comprendendo sempre di più agenti immobiliare che si rendono conto del grande potenziale di questo mercato, che non è alternativo ma complementare a quello locale.

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Il vetrino è sempre più una vera e propria arma contro il cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Lo afferma il Prof. Mauro Truini, Presidente Nazionale della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica – Divisione Italiana della International Academy of Pathology (SIAPEC-IAP) –. Tale concetto è riportato dalle più prestigiose riviste internazionali. Le cellule prelevate con esame citologico, talora anche in fasi precoci dello sviluppo delle neoplasie, ma più spesso in pazienti inoperabili, consentono non solo la diagnosi ma anche lo studio delle alterazioni dei geni indispensabile per la selezione dei pazienti oncologici per una terapia mirata e personalizzata. Con una diagnostica molecolare, che è ormai parte integrante della nostra attività quotidiana, aiutiamo l’oncologo nella scelta corretta di un trattamento, che sia il più adatto al paziente per le differenti neoplasie. Possiamo così favorire l’appropriatezza prescrittiva ed evitare ai pazienti e all’intera collettività terapie inutili se non addirittura controproducenti con risparmi importanti per l’interno sistema sanitario nazionale.” “La possibilità di fare una diagnostica precoce è propria della diagnosi citologica “to obtain more with less”. Cioè riuscire ad ottenere sempre più informazioni dallo studio di poche cellule è alla base del nostro lavoro – afferma la Prof. Esther Diana Rossi Co-direttore scientifico per la SIAPEC-IAP con il Prof Syed Ali co-direttore scientifico per la IAC del Tutorial che inizierà oggi a Roma -. La citologia riveste un ruolo sempre piu’ importante nella diagnosi delle patologie neoplastiche e non-neoplastiche. Interveniamo per esempio con le nostre diagnosi in un gran numero dei casi di carcinoma della mammella, la neoplasia femminile più diffusa nel nostro Paese e che solo lo scorso anno ha colpito 52.800 donne. Per questa patologia dobbiamo stabilire la presenza di determinate caratteristiche delle cellule neoplastiche che possono rendere efficaci le terapie. Non dobbiamo dimenticare inoltre il ruolo che la citologia ha sempre più acquisito per la diagnosi pre-operatoria delle neoplasie tiroidee e delle ghiandole salivari. L’utilizzo di tecniche ancillari, come l’immunocitochimica e la biologia molecolare possono consentire una diagnosi pre-operatoria che ci guidi nel management clinico o chirurgico più adeguato”. La maggior parte degli esperti citopatologi riuniti a Roma per il tutorial hanno contribuito con ruoli leader alla stesura di linee guida internazionali e sistemi di classificazioni delle lesioni della tiroide, delle ghiandole salivari, del polmone e della mammella, consentendo una apertura chiara e bidirezionale tra il patologo/citopatologo ed il clinico. “Chiediamo quindi alle istituzioni sanitarie, locali e nazionali, che ci siano maggiori investimenti in questa branca della medicina sia per la formazione degli specialisti, che come già succede nel Regno Unito, sono sempre meno, che nell’acquisto di nuove tecnologie”. L’appello della SIAPEC-IAP arriva nel corso di un Tutorial dell’International Academy of Cytology (IAC) che prende il via oggi e si svolge fino a sabato a Roma. L’evento vede la partecipazione di oltre 100 specialisti e vuole promuovere le conoscenze sulle ultime novità della diagnostica citologica attraverso le relazioni di alcuni tra i massimi esperti mondiali. “La personalizzazione del protocollo in base alla risposta dei pazienti alla terapia è una realtà consolidata nella pratica clinica – aggiungono Guido Fadda, Professore dell’Istituto di Anatomia e Istologia Patologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Giovanni Negri Professore di Anatomia Patologica all’Ospedale di Bolzano, entrambi Responsabili del comitato italiano di Citologia della SIAPEC-IAP e relatori al Tutorial di Roma -. Emblematica in questo senso è l’evoluzione del trattamento del carcinoma polmonare per il quale effettuiamo esami ed analisi di precisione spesso su una minima quantità di cellule grazie all’agoaspirato. Nel caso del tumore polmonare, nonostante gli evidenti progressi, non siamo riusciti ancora ad ottenere risultati soddisfacenti in termini di sopravvivenza. Ogni anno si registrano oltre 33.800 decessi in tutta la Penisola. Una sempre migliore conoscenza dei meccanismi molecolari può essere la chiave per contrastare con maggiore efficacia questa pericolosa neoplasia. La ricerca deve quindi proseguire in questa direzione così come la collaborazione tra oncologo e anatomo-patologo che va rafforzata”. Il Tutorial di Roma sarà anche l’occasione di presentare le ultime novità scientifiche emerse sull’HPV test (Papilloma virus umano). “Il virus HPV causa complessivamente nelle varie sedi corporee 6.500 cancri ogni anno in Italia – conclude il prof. Truini –. Tali neoplasie HPV correlate sono in crescita ed hanno sede nel cavo orale e faringeo, nell’ultimo tratto intestinale, nel pene, nella vulva e vagina e nel collo dell’utero. Da qui la necessità di uno studio anche con metodiche molecolari per la precisa caratterizzazione di tali neoplasie e per il loro corretto trattamento. Anche in questo caso possiamo favorire una personalizzazione dei trattamenti anti-tumorali. Inoltre auspichiamo che tutte le Regioni adottino al più presto l’HPV test nel programma di screening per il carcinoma del collo dell’utero”.
Il Tutorial IAC di Roma analizzerà tutti gli ambiti di applicazione della Citologia e tutti i validi benefici che tale ramo dell’Anatomia Patologia può fornire nella diagnosi e management dei pazienti, sottolineando come una visione globale, multidisciplinare, rappresenti il percorso ottimale sempre nell’interesse del paziente.

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Il bucato diventa green al 100%: Arriva dal Giappone il sacchettino di magnesio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Il segreto è tutto nel magnesio. «A contatto con l’acqua il magnesio sprigiona bollicine di idrogeno e va a formare acqua alcalina ionizzata che riesce a pulire a fondo la biancheria senza l’uso di detersivi. Non c’è nulla di miracoloso, è una semplice reazione chimica». È una sintesi estremamente condensata quella che fa Giuseppe Re, amministratore di The Wellness Store. L’azienda con sede a Pezzana (VC) è l’importatore ufficiale di TerraWash, l’innovativo sacchettino che permette di fare il bucato senza l’uso di detersivi, con un impatto zero sull’ambiente. Il prodotto 100% green arriva dal Giappone e sta conquistando sempre più affezionati. «In circa un anno e mezzo di presenza in Italia, TerraWash è stato scelto da oltre 3.500 famiglie», aggiunge Re. «In Giappone, dove il prodotto è presente sul mercato da quasi sei anni, ammontano a oltre un milione i pezzi venduti. Segnali positivi arrivano anche dai mercati europei ed asiatici perché l’attenzione all’ambiente è un tema che sta sempre più a cuore».Premiato con l’Organic Innovation Gold Award al Natexpo 2017 di Parigi, il salone internazionale dei prodotti biologici, ha inoltre ricevuto al Sana 2017 di Bologna, il salone internazionale del Biologico e del Naturale, il premio “Blogger for Sana” come miglior novità nella categoria Green Lifestyle. Dopo il grande successo dello scorso anno, TerraWash rinnova la sua presenza a Fa’ la cosa giusta!, la più grande fiera italiana del biologico, che si terrà dall’8 al 10 marzo a Milano.«Il rispetto dell’ambiente deve necessariamente passare dalle scelte che facciamo ogni giorno, dallo stile di vita che seguiamo a ciò che mettiamo nel carrello del supermercato. E le nuove conoscenze e la tecnologia ci aiutano a fare dei passi in questa direzione. È così, per esempio, per quanto riguarda le auto: non è un mistero la virata che sempre più Stati stanno facendo per limitare le macchine a gasolio e incentivare la mobilità elettrica. Può essere così anche per quanto riguarda un gesto banale, quanto quotidiano, quale è quello di fare il bucato». Per Re è una questione di cambio di prospettiva: «Basta guardare alle nostre azioni da un punto di vista diverso per capire che possiamo fare molto per il nostro ambiente. TerraWash è un approccio differente al mondo del pulito». Un approccio dai molti vantaggi: «Ha un impatto ambientale praticamente quasi nullo – spiega -. Considerando 5-6 lavaggi a settimana, TerraWash ha una durata di circa un anno. Igienizza e pulisce i capi e mantiene pulita anche la lavatrice, evitando l’accumulo dei residui tipici dei detersivi; inoltre, rispetto ai detersivi tradizionali è dieci volte più efficace contro gli odori ed è ipoallergenico, quindi ideale per persone con pelle sensibile e per chi soffre di allergie e di sensibilità chimica multipla – MCS».
In concreto, TerraWash si presenta come un sacchettino che contiene palline di magnesio puro al 99,95%; non ci sono sbiancanti ottici, profumi, allergeni ed enzimi. Il suo utilizzo è estremamente semplice: è sufficiente inserirlo nel cestello della lavatrice insieme alla biancheria sporca e scegliere il programma di lavaggio. Ci sono però alcune accortezze da prevedere: in caso di macchie ostinate, è consigliato pretrattare il capo prima del ciclo di lavaggio per avere un risultato migliore; dato che TerraWash è inodore, per dare profumazione alla biancheria si può utilizzare qualche goccia di olio essenziale. Come i comuni detersivi, TerraWash alza il pH dell’acqua e l’acqua alcalina può essere aggressiva sulle proteine animali. Per cui, per capi in lana e seta viene consigliato l’uso di un detersivo specifico. TerraWash viene commercializzato online e in alcuni negozi selezionati ad un prezzo di circa 49 euro. Info: http://www.terrawash.it

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Effetti “no-deal Brexit” nei crediti commerciali

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Possibile balzo in avanti dei livelli d’insolvenza all’indomani di un improbabile ma pur sempre possibile “no-deal Brexit” il prossimo 29 marzo. Nell’Unione Europea, i mercati più esposti sarebbero quelli più attivi dal punto di vista commerciale con il Regno Unito. Per quest’ultimo, le stime parlano già di un +14% d’insolvenze nel periodo 2019-2020. Decisamente più contenuti gli impatti negativi per l’Italia che registrerebbe un incremento dello 0,5%.Questo in estrema sintesi lo scenario delineato dall’analisi che Atradius, tra i principali Gruppi a livello mondiale nell’assicurazione del credito commerciale, fideiussioni e recupero crediti, dedica al rischio di credito commerciale in caso di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordo (report scaricabile gratuitamente sul sito Internet http://www.atradius.com).Nel resto dell’Unione Europea, impatti attesi in Irlanda, in cui l’incremento dei casi di mancato pagamento si attesterebbe su un +4%, concentrato soprattutto nel settore manifatturiero, dove il 44% del valore aggiunto complessivo proviene dalle esportazioni nel Regno Unito. Scenderebbe ad un +1,5% l’impatto atteso nel prossimo biennio nei Paesi Bassi, Belgio e Danimarca. I comparti tessile, chimico, e di produzione di macchinari per la movimentazione merci sarebbero i più colpiti, in quanto caratterizzati, in tutti e tre i Paesi, da un significativo export verso il Regno Unito. +1% atteso in Spagna, Portogallo e Germania, mentre per l’Italia gli effetti negativi sarebbero ancora più limitati registrando, insieme a Francia e Austria, un incremento solo dello 0,5%. Per il resto dei 27 Paesi dell’Unione, la previsione di Atradius sulla crescita delle insolvenze si mantiene al di sotto di questo ultimo dato.
Dal punto di vista del commercio, una “no-deal Brexit” avrebbe impatti negativi sui settori che hanno catene di approvvigionamento particolarmente integrate tra il Regno Unito ed il resto dell’Unione europea, come il settore manifatturiero, molto reattivo ad un incremento delle barriere commerciali, dell’automotive, food & beverage, prodotti chimici e servizi.
Atradius fornisce assicurazione del credito commerciale, cauzioni e servizi di recupero crediti a livello mondiale, con una presenza strategica in oltre 50 Paesi. Atradius ha accesso a informazioni commerciali su 240 milioni di imprese nel mondo. I prodotti offerti aiutano a proteggere le imprese nel mondo dai rischi di mancato pagamento da parte dei clienti, derivanti dalla vendita di beni e servizi a credito. Atradius è parte del Grupo Catalana Occidente (GCO.MC), azienda leader in Spagna tra le società di assicurazione e tra gli assicuratori del credito a livello mondiale. http://www.atradius.it

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I posti ben pagati che nessuno vuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Milano. Negli ultimi tempi parla tanto di disoccupazione e povertà in Italia, relativamente al reddito di cittadinanza, ma nessuno dice, o sa, che ci sono tanti posti di lavoro vacanti perché nessuno vuole occuparli.
A cominciare dal digitale visto che le aziende italiane hanno un grandissimo bisogno di profili digital, in grado dunque di sfruttare al meglio le nuove tecnologie e le nuove possibilità, a partire per esempio dai Big Data, Data scientist, Data architect, Sviluppatori software, Chief digital officer, Ingegneri informatici. Insomma, tutte figure che, almeno per ora, il nostro Paese sembra non essere in grado di offrire abbastanza.
Proprio per questo motivo, le aziende si affidano sempre di più ai servizi delle agenzie di selezione di personale, come ad esempio la società milanese di head hunting Adami & Associati, specializzate nella ricerca di figure poco presenti sul mercato.Come sottolinea la CEO e founder Carola Adami, infatti, «esiste un concreto e non trascurabile gap tra la domanda e l’offerta di lavoro, soprattutto per quanto riguarda le professioni tecnologiche». Questo significa che il fabbisogno delle aziende di determinate figure – come per esempio quello dei laureati in Information and Communications Technology – supera molto spesso l’effettiva disponibilità di tali figure.
Sarebbe però sbagliato pensare che le aziende italiane facciano fatica a individuare i soli laureati. «Si parla spesso della difficoltà delle imprese nell’assumere profili altamente qualificati, soprattutto per quanto riguarda le nuove professioni digitali». Ciononostante, spiega Adami, «va evidenziato il fatto che le aziende arrancano talvolta anche nell’individuare delle figure più tradizionali, che spesso tra i requisiti minimi non contemplano un titolo di laurea. Parliamo infatti di ruoli come il perito tecnico e l’elettrotecnico, o ancora, il falegname, il cablatore, l’idraulico, il manutentore, l’elettricista, l’estetista, il camionista e il panettiere».Proprio così: nonostante la recente crisi economica dal quale il Paese sta lentamente uscendo, permangono molti lavori che poche persone sono disposte a fare. Molto spesso, si tratta di ruoli che non richiedono particolari titoli accademici, e che garantiscono retribuzioni più che dignitose. Per molte professioni artigiane e per alcune professioni tecniche, infatti, le retribuzioni annue toccano i 40mila euro.Per quale motivo, dunque, gli italiani non sono disposti ad accettare questi lavori, e dunque a rispondere alle richieste delle aziende in cerca di manodopera?«Nella maggior parte dei casi le aziende hanno delle forti difficoltà nell’assumere tecnici, artigiani o lavoratori operativi perché, per molti giovani, il lavoro manuale corrisponde a un’occupazione umile, dal valore medio basso, e che in ogni caso richiede sforzi e sacrifici eccessivi. Per questo motivo, tali proposte di lavoro non vengono prese in considerazione, rimangono inascoltate, rallentando pesantemente i processi di recruiting delle aziende». Da qui, dunque, la necessità di affidarsi ai servizi delle agenzie di ricerca personale anche per la selezione di figure non altamente qualificate, per le quali, fino a qualche tempo fa, alcune imprese potevano pensare di agire in autonomia.«Sbaglia chi pensa che, con la rivoluzione digitale, le professioni artigiane siano destinate a scomparire. É vero il contrario: il bisogno di artigiani professionisti da parte delle imprese continuerà a essere impellente.
Tutt’al più questi stessi profili saranno chiamati a rinnovarsi e ad acquisire nuove skills, trasformandosi pian piano nei cosiddetti artigiani 4.0» conclude l’head hunter Adami.

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Per l’80% delle imprese italiane la priorità è la digitalizzazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La digitalizzazione come opportunità unica per invertire la curva che porta in basso l’Italia sul fronte della produttività, facendo rimanere al palo il nostro Paese non solo nei confronti della Germania o della Francia, ma anche di paesi come la Spagna. È questa la visione che accomuna i direttori risorse umane delle imprese italiane: l’80,77% infatti mette la digitalizzazione fra le priorità dell’azienda, insieme a esigenze pragmatiche come incremento della produttività e riduzione dei costi (indicati fra le tre opzioni possibili rispettivamente dal 65,38% e dal 57,69% degli intervistati). È quanto emerge dalla ricerca The future of HR in the digital era, realizzata da Business International in collaborazione con Osservatorio Imprese Lavoro INAZ, intervistando un centinaio di HR executives e dirigenti di aziende medio-grandi. Il report 2018 completo, di cui è stata presentata un’anteprima lo scorso novembre a Roma in occasione di HR Business Conference, è ora disponibile sul sito dell’Osservatorio Impresa Lavoro Inaz.
La ricerca, che comprende anche una serie di interviste a manager e specialisti del personale, è tesa a indicare gli elementi chiave della roadmap della trasformazione digitale nel nostro paese in ambito HR. «Se è vero che scontiamo ancora uno scarto importante rispetto all’Europa, è anche vero che le imprese manifestano una forte voglia di guardare al futuro – commenta Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz –. È il digitale infatti a rendere possibili tutte le iniziative sulle quali oggi ci si concentra in ambito HR per lavorare meglio, in modo più produttivo e con modalità di organizzazione che rispondono alle sfide di oggi. Per esempio lo smartworking (il 38% degli intervistati prevede di introdurlo in azienda), lo sviluppo del welfare aziendale (su cui si concentrerà il 31% degli intervistati), nuove modalità di performance management e misurazione dei risultati, ma anche formazione continua, employee retention e talent acquisition». La funzione HR è inoltre consapevole di doversi digitalizzare essa stessa (54% delle risposte alla richiesta di indicare tre obiettivi di investimento) e di avere bisogno di nuove competenze specifiche (una necessità avvertita dal 53,85% degli intervistati).

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Conferenza di Gianfranco Pasquino su Bobbio e Sartori

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Torino Lunedì 18 febbraio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9. Norberto Bobbio e Giovanni Sartori sono due dei più autorevoli e influenti studiosi del XX secolo. Condotte all’insegna della filosofia e della scienza politica, le loro analisi della natura e della trasformazione delle democrazie, dei partiti e dei sistemi di partiti, del ruolo e dei compiti degli intellettuali, del governo buono e del malgoverno rimangono illuminanti.
Dal suo fortunatissimo percorso intellettuale, Gianfranco Pasquino, allievo di entrambi, offre preziose chiavi di lettura delle loro opere e approfondimenti specifici sui temi che i suoi Maestri hanno frequentato. Nel disorientamento contemporaneo, destinato a durare, non è ozioso chiedersi che cosa scriverebbero Bobbio e Sartori, quali sarebbero le loro reazioni e le loro indicazioni per un’Italia civile. L’autore è ospite del Circolo dei lettori, insieme al magistrato Gian Carlo Caselli, per parlare di questi due luminari del XX secolo.
Gianfranco Pasquino (Torino, 1942), allievo di Norberto Bobbio e di Giovanni Sartori, è professore Emerito di Scienza politica all’Università di Bologna. È James Anderson Senior Adjunct Professor alla SAIS-Europe di Bologna. Direttore, dal 1980 al 1984, della rivista Il Mulino e, dal 2000 al 2003, condirettore della Rivista Italiana di Scienza Politica, dal 2010 al 2013 è stato Presidente della Società Italiana di Scienza Politica. Autore di numerosi volumi, i più recenti dei quali sono: Le parole della politica (2010), Lettura della Costituzione italiana (2011), Finale di partita. Tramonto di una repubblica (2013), Partiti, istituzioni, democrazie (2014), e Cittadini senza scettro. Le riforme sbagliate (2015). È particolarmente orgoglioso di avere condiretto insieme a Norberto Bobbio e Nicola Matteucci per Utet il celebre Dizionario di politica (2016, nuova edizione aggiornata). Per Utet ha pubblicato nel 2016 La Costituzione in trenta lezioni. Dal luglio 2005 è Socio dell’Accademia dei Lincei.

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Sace: Mappa dei Rischi 2019 export italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Per il 2019 si delinea uno scenario internazionale più complesso ma non privo di opportunità per le imprese che si affacciano sui mercati esteri. Una conoscenza approfondita dei rischi corredata da un adeguato disvelamento delle opportunità è imprescindibile per indirizzare le imprese verso la crescita. Questo il vademecum che emerge dalla nuova edizione del Focus On “Mappa dei Rischi. I 6 ‘pericoli’ del 2019: conoscerli per gestirli”, in cui SACE SIMEST (Gruppo CDP) presenta lo scenario atteso in cui si muoveranno le imprese italiane nell’anno appena iniziato.
“L’export è il driver principale della nostra economia e una scelta strategica per le imprese italiane. Per chi opera sui mercati internazionali la conoscenza dei rischi è imprescindibile, ma è un esercizio solo parziale se non la si affianca a un’adeguata analisi delle opportunità – ha dichiarato Beniamino Quintieri, Presidente di SACE–. Se generalmente i mercati emergenti esibiscono maggiore vulnerabilità a possibili shock esogeni, nondimeno alcuni si configurano destinazioni strategiche delle nostre esportazioni, come la Cina e gli Emirati Arabi Uniti, mercati più noti, ma anche il Brasile, l’India e il Vietnam. SACE SIMEST è un partner chiave in grado di fornire alle nostre imprese la conoscenza e gli strumenti per continuare a crescere anche in questa nuova fase dell’economia globale.”
Il nuovo studio delinea un quadro dei rischi ancora più ampio per il 2019, con tensioni vecchie e nuove che, dall’economia alla politica, costituiranno nuove sfide per le imprese che operano sui mercati internazionali. I 6 principali pericoli per l’anno in corso derivano innanzitutto dall’incertezza su economia e mercato azionario degli Stati Uniti, guerra dei dazi e Brexit, nonché da leitmotiv quali la fragilità di alcuni paesi emergenti e il crescente indebitamento mondiale. È fondamentale però non lasciare che i rischi che si profilano sul mercato internazionale oscurino un quadro ancora ricco di opportunità per l’export italiano.

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Bisogni fittizi solo per poter vendere di più

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La società di oggi sta prendendo una direzione estremamente pericolosa in cui si creano bisogni fittizi solo per poter vendere ancora di più. L’epoca del consumo, infatti, ha sancito la supremazia della tecnologia e dei social, ma ha cancellato i desideri più autentici degli individui, i quali non sono più cittadini, ma consumatori.Questa direzione è sbagliata e non può che condurci verso il baratro. A dimostrarlo non sono solo delle valutazioni di tipo “etico”, ma anche alcune estremamente pratiche. E’ infatti in questo modo che si spiega l’impossibilità di trovare figure che svolgano il ruolo di cuochi, artigiani, operai e altri impieghi che, secondo la “società del consumo” non servono più perché desueti. La verità è invece estremamente semplice: la narrazione della società fatta dai media non corrisponde in alcun modo a quella reale.Il nostro Paese è uno di quelli che più di tutti ha perso l’orientamento: non c’è un’idea di società da costruire, ma solo il muoversi in maniera disorganizzata e senza mete. Quel che si sta facendo è perseguire dei richiami generici come “modernizzazione”, ma senza un vero dibattito su cosa significhino questi indirizzi e su dove portino. Per noi di Soggetto Giuridico il progresso corrisponde a termini come “benessere”, “diritti”, “comunità” e “ambiente”. Bisogna ripartire dalle conquiste di questi secoli e cancellare tutto il superfluo e l’inutile che ci hanno condotto fuori strada. E’ giunto il momento di chiedersi se occorra fare un passo indietro piuttosto che uno in avanti.

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