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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Lauree STEM: performance universitarie, esiti occupazionali e gender gap

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Oggi l’attenzione è focalizzata sui laureati STEM, che afferiscono in particolare ai percorsi disciplinari di: ingegneria, geo-biologico, architettura, scientifico e chimico-farmaceutico. L’analisi è di tipo comparativo: le performance universitarie e gli esiti occupazionali dei laureati STEM sono confrontate con quelle dei percorsi non STEM e vengono osservate ponendo l’attenzione sulle principali differenze per genere e per gruppo disciplinare.
Il Rapporto 2018 sul Profilo ha coinvolto oltre 73.000 laureati di primo e secondo livello (magistrali biennali e magistrali a ciclo unico) che hanno conseguito nell’anno 2017 un titolo universitario in un percorso STEM. I laureati STEM del 2017 costituiscono il 26,5% dei laureati dell’intero anno solare (circa 276 mila).I dati sul Profilo mettono in evidenza la diversa composizione per genere: tra i laureati STEM è più elevata infatti la componente maschile, che raggiunge il 59,0%, mentre tra i laureati non STEM prevalgono le donne (sono quasi due su tre). Tra i laureati STEM la componente maschile è elevata in particolare tra i gruppi ingegneria (74,0%) e scientifico (68,4%), mentre si osserva un’inversione di tendenza nei gruppi geo-biologico, chimico-farmaceutico e architettura, dove sono le donne ad avere un’incidenza maggiore.
Per l’analisi degli esiti occupazionali si è ritenuto opportuno concentrarsi sui laureati di secondo livello a cinque anni dal conseguimento del titolo: ciò per consentire un’analisi comparativamente più adeguata. Infatti, i laureati di primo livello proseguono in larga parte (58,6%) la formazione iscrivendosi alla laurea magistrale; tra i laureati di secondo livello, analogamente, è diverso l’impegno in attività formative post-laurea, frequentemente necessarie all’avvio della carriera libero-professionale.
Il Rapporto sulla Condizione Occupazionale ha riguardato oltre 30.600 laureati STEM di secondo livello (magistrali biennali e magistrali a ciclo unico) del 2012, intervistati nel 2017 a cinque anni dal titolo.
In generale i laureati provenienti da percorsi STEM evidenziano buone performance alla prova del mercato del lavoro. Tuttavia esistono profonde differenze a livello di genere che vedono le donne risentire di un più contenuto tasso di occupazione e retribuzioni inferiori rispetto agli uomini.

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