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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Scuola: Anche in Commissione alla Camera stop ai precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Anief aveva chiesto ai deputati di presentare una proposta simile a quella del Presidente della VII Commissione del Senato sulla stabilizzazione dei precari. Pur di non votarla è stata dichiarata inammissibile in Commissione dopo essere stata respinta in Senato. E ora la palla potrebbe ritornare alla Corte di Giustizia se la Commissione UE deciderà di attivare la procedura d’infrazione. Intanto, proseguono i ricorsi in tribunale.
Dopo il no del Senato a una proposta presentata dal senatore Antonio Iannone (FdI), ispirata da un emendamento di Anief, anche alla XIV Commissione alla Camera si perde un’occasione d’oro, perché è arrivato lo stop a un altro emendamento chiesto da Anief all’interno dell’Atto della Camera n. 1422 (Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018); l’emendamento aveva l’obiettivo di stabilizzare decine di migliaia di insegnanti, amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici su posti liberi. Pur di non votarla è stata dichiarata inammissibile in Commissione alla Camera, dopo essere stata respinta in Senato.
La richiesta di modifica presentata da Augusta Montaruli (Fdi) e Francesco Lollobrigida (Fdi), con l’emendamento 18.03., prevedeva, dopo l’articolo 18, l’aggiunta del seguente articolo 18-bis: All’articolo 4, comma 1, della legge 3 maggio 1999, n. 124, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Qualora per effetto della successione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente per la copertura di posti vacanti e disponibili, il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, si dà luogo all’assunzione a tempo indeterminato, in ottemperanza a quanto previsto dalla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999.»
Il mancato via libera avrebbe dato seguito finalmente alla direttiva UE 70/99, introdotta da Bruxelles proprio per scongiurare la reiterazione dei contratti a tempo determinato e il problema dei vuoti di organico, che costringe dirigenti ministeriali e scolastici a cercare supplenti nonostante ci siano decine di migliaia di lavoratori – selezionati, formati, con esperienza – che chiedono di essere stabilizzati. Una modalità che ha solo lo scopo di far risparmiare lo Stato, eliminando artificiosamente i mesi estivi, anche in presenza di cattedre e posti privi di titolare, di evitare l’incremento stipendiale per via della mancata ricostruzione di carriera e della negazione degli scatti stipendiali ai precari. Anche se moltissimi tribunali hanno già decretato risarcimenti, accogliendo ricorsi dei lavoratori danneggiati.
“L’approvazione dell’emendamento – fa notare Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, avrebbe evitato la quasi certa condanna dello Stato nella procedura d’infrazione 4231/14 sull’abuso delle supplenze in presenza di posti vacanti e di candidati già selezionati e formati, in attesa pure della sentenza C-494/17 Rossato sul mancato risarcimento riconosciuto agli insegnanti di ruolo”.

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