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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 26 febbraio 2019

Scuola: Domani sciopero generale contro regionalizzazione, aumenti-farsa e precariato senza fine

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

“C’è uno strano silenzio sulla volontà della Lega di regionalizzare l’istruzione e diversi altri servizi pubblici: il popolo della scuola non si fida e domani ha l’occasione giusta per manifestare il proprio dissenso contro la secessione dei ricchi, ma anche per chiedere aumenti stipendiali legati all’inflazione cresciuta a dismisura negli ultimi dieci anni, per la riapertura delle GaE, per la difesa dei ruoli assegnati con riserva ai docenti che hanno superato l’anno di prova, per l’avvio di una fase transitoria che preveda finalmente l’immissione in ruolo dei precari docenti e Ata con tre anni di servizio”. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, alla vigilia dello sciopero nazionale di tutto il personale docente e Ata, di ruolo e non, proclamato per l’intera giornata dall’Unicobas, ha cui ha aderito il giovane sindacato, con manifestazione nazionale a Roma sotto Montecitorio dalle ore 9.30 alle 14.L’Anief – che da Aosta ha già espresso un secco ‘no’ al progetto tramite il suo Consiglio nazionale – sa bene che l’autonomia differenziata è una proposta da rigettare, senza se e senza ma: perché senza la dimensione statale, peraltro garantita dalla Costituzione, le differenze di sviluppo tra le varie regioni, specie al Sud, finirebbero inevitabilmente per aumentare il gap con le regioni più ricche. Si vuole, tra l’altro, istituire un progetto incostituzionale, sul quale si sono espressi sempre negativamente i tribunali, a partire dalla sentenza n. 242/2011 della Consulta, e che acuirebbe il gap, non solo della scuola, Nord-Sud. Per questi motivi occorre difendere a tutti i costi l’istruzione statale da ogni progetto di regionalizzazione e nel contempo dire basta alla stagione degli aumenti-farsa e del precariato senza fine.“Se il progetto della Lega dovesse passare – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci ritroveremo presto con un’istruzione di serie B in termini di risorse, strutture e servizi. Con altissime possibilità di ritrovarci anche le gabbie salariali, con stipendi differenti in base alla regione di lavoro, anche se col fondato rischio di ripartire con gli scatti da zero per chi è di ruolo e con l’obbligo comunque di svolgere più ore di lavoro. Visto che è il modello di Trento a governare è questo che bisogna aspettarsi”.
“Ma non finisce qui, perché – continua Pacifico – ci saranno anche grandi novità sulla mobilità di docenti e Ata, costretti a rimanere nella regione di assunzione e forse anche a sostenere e vincere nuovamente un concorso per potere chiedere trasferimento. Una follia che finirebbe per far pagare un conto salatissimo anche alle regioni del nord, che potrebbero veder diminuire la disponibilità di docenti, in molti casi provenienti dal Sud e senza i quali la didattica non sarebbe più garantita. Ecco perché abbiamo aderito allo sciopero di domani e anche a quello dell’8 marzo insieme a Cobas, Slai Cobas, CUB, Sgb e Usi”.Tra i motivi della protesta c’è anche la necessità di un nuovo contratto di lavoro che restituisca al personale scolastico dignità non solo economica, con aumenti che facciano almeno recuperare il potere d’acquisto perso negli ultimi dieci anni, ma anche giuridica; cioè che si superi definitivamente ogni illegittima discriminazione del lavoro del personale precario in termini di diritto agli scatti stipendiali e a retribuzione professionale docenti, ferie, malattia e permessi. Basti pensare, ad esempio, che ancora oggi un docente precario è costretto a rinunciare a un giorno di retribuzione e di anzianità di servizio per partecipare a un concorso perché solo il collega di ruolo ha diritto a un permesso retribuito. Una situazione, per Anief, semplicemente inaccettabile.
Il giovane sindacato non dimentica, inoltre, di portare in piazza tutti i suoi cavalli di battaglia sui quali, in questi anni, non ha mai smesso di alzare la voce: riapertura delle Graduatorie ad Esaurimento, scioglimento della riserva a tutti i docenti immessi in ruolo con clausola rescissoria per ricorso pendente che abbiano superato l’anno di prova, immediato avvio di una fase transitoria che consenta la stabilizzazione dei docenti e degli Ata non abilitati con almeno tre anni di servizio. Così i docenti non abilitati che si sono visti letteralmente “scippare” il già misero concorso a loro riservato promesso dal governo precedente, cancellato dalla Legge di Bilancio 2019 e sostituito da una ancora più misera riserva del 10% dei posti al prossimo concorso ordinario.

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Il cacciatorpediniere Caio Duilio della Marina Militare sarà in sosta nel porto di Civitavecchia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Civitavecchia Da giovedì 28 febbraio a lunedì 3 marzo, il cacciatorpediniere Caio Duilio della Marina Militare sarà in sosta nel porto di Civitavecchia. Durante la sosta la nave sarà ormeggiata presso il molo Cialdi e sarà aperta alle visite a bordo a favore della popolazione nei seguenti giorni e orari:
– venerdì 1 marzo, dalle 14.00 alle 19.00;
– sabato 2 marzo, dalle 09.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00;
– domenica 3 marzo, dalle 14.00 alle 19.00.
Il cacciatorpediniere Caio Duilio, al comando del capitano di vascello Pietro Alighieri, è uno dei due cacciatorpediniere lanciamissili della classe ‘Orizzonte’, frutto di una cooperazione italo-francese. Il cacciatorpediniere Duilio è la quarta nave della Marina italiana a portare questo nome; varata il 23 ottobre 2007 presso i cantieri navali di Riva Trigoso è stata consegnata alla Marina Militare il 3 aprile 2009. Con un equipaggio di 196 uomini e donne, una lunghezza di oltre 150 metri e un dislocamento a pieno carico superiore alle 7.000 tonnellate, nave Duilio è l’espressione di tecnologie di ultima generazione. Fiore all’occhiello dell’industria nazionale, specificatamente progettata per la difesa aerea, la nave può svolgere ruoli di comando e controllo anche in operazioni a supporto della collettività, essendo dotata di numerosi apparati di comunicazione tradizionale e satellitare e di un’infermeria con capacità medico-sanitarie di primo soccorso.

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Scuola: A settembre 70 mila cattedre vacanti e verso le 200 mila supplenze

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

A pochi giorni dal termine di presentazione delle domande di quota 100, sebbene il numero di uscite risulti inferiore alle attese, ci si rende conto dell’alto numero di cattedre che a settembre gli uffici scolastici dovranno assegnare in ruolo o ai supplenti: le previsioni dell’Anief sono state confermate in queste ore da La Repubblica, secondo cui “saranno almeno 70mila le cattedre vacanti a settembre”. In effetti, se il Miur non adotterà delle contromisure, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno. Marcello Pacifico, presidente Anief: diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione dovesse confermare la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto
L’estate del 2019 potrebbe rappresentare l’apice del precariato scolastico. II motivo è presto detto: “Per inoltrare la domanda” quota 100, scrive Repubblica, “c’è tempo fino a giovedì 28 febbraio: mancano ancora sei giorni e la probabilità che le uscite dalla scuola possano arrivare a 18/20mila è quindi molto alta”. A questi numeri si aggiungono “i posti attualmente vacanti, occupati da supplenti fino al 31 agosto”, che “secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Istruzione, ammontano a 36mila unità e poco più di 15mila sono stati i docenti, in possesso dei requisiti previsti dalla legge Fornero, che si sono prenotati il pensionamento lo scorso mese di dicembre”. “Riusciranno – si chiede il quotidiano – gli uffici periferici del ministero ad occuparle tutte per garantire un ordinato avvio dell’anno scolastico? Già la scorsa estate 15mila posti (su 57mila immissioni in ruolo autorizzate dal ministero dell’Economia) restarono vuoti per mancanza di aspiranti. Perché il grosso delle cattedre libere si trova al Nord mentre le liste dei precari sono ancora consistenti al Sud”.
Ma La Repubblica ricorda anche che, contando pure l’organico di fatto, i precari raggiungeranno cifre forse mai viste: “in questi mesi, la quota di supplenti in servizio nelle 8mila e 500 scuole italiane ha raggiunto (secondo i dati dell’ufficio Statistica del Miur) il record degli ultimi dieci anni: 164mila unità, pari al 18,5% del totale. In altre parole, oggi, un docente in servizio su cinque è precario e soggetto a cambiare istituto il prossimo anno. Per riempire le caselle vuote, ed avere più candidati da immettere in ruolo, si stanno svolgendo i concorsi riservati per l’insegnamento alla scuola media e al superiore, quelli per insegnare nella scuola dell’infanzia e alla primaria ed è in corso di svolgimento il Fit (il percorso di formazione iniziale) per chi ha vinto il concorso bandito a seguito della Buona scuola”.
Le prospettive presentate dalla stampa sono lo specchio della verità. Se il Ministero dell’Istruzione non adotterà dei provvedimenti immediati, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno agli alunni disabili, per cui permangono circa 50 mila posti in deroga, in pratica uno su tre di quelli complessivi affidati sistematicamente ad un precario.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione confermerà la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto: se le norme non dovessero cambiare, il turnover sarà praticamente impossibile. Con la supplentite che diverrà ancora più diffusa”.

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Eccezionale duetto spagnolo al MIC di Faenza

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Faenza Dal 1 giugno al 7 ottobre il museo faentino dedica una grande personale all’artista spagnolo Miquel Barceló uno dei massimi protagonisti della scena contemporanea internazionale.
La mostra, a cura di Irene Biolchini e Cécile Pocheau Lesteven, è la prima vera antologica in Italia dedicata alla sua produzione ceramica, dagli esordi ai giorni nostri, e vede nascere un progetto speciale realizzato dall’artista appositamente per il MIC di Faenza in dialogo con le opere della storia della ceramica esposte nel più grande museo al mondo dedicato a questo linguaggio.
Dal 1 novembre al 12 aprile 2020 sarà la volta dell’attesa mostra “Picasso. La sfida della ceramica” curata da Harald Theil e Salvador Haro grazie al prezioso sostegno del Musée National Picasso-Paris che, per l’occasione, presta eccezionalmente al MIC di Faenza 60 pezzi della propria collezione.
Il progetto rientra nel più ampio percorso “Picasso Méditerranée”: un evento internazionale che si svolge dalla primavera del 2017 al 2019. Più di sessanta istituzioni hanno immaginato una serie di mostre sull’opera “ostinatamente mediterranea” di Pablo Picasso. Su iniziativa del Musèe National Picasso-Paris, questo percorso nel lavoro dell’artista e nei luoghi che l’hanno ispirato presenta una nuova esperienza culturale dedicata a rinsaldare i legami da entrambi le parti del Mediterraneo. http://www.micfaenza.org

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Francesca Dego in trio, con un raro Brahms e poi Mozart, Messiaen, Ligeti

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Roma Martedì 26 febbraio alle 20.30 per i concerti della IUC nell’Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5) il pubblico sarà accompagnato in un percorso d’ascolto ricercato e suggestivo dal trio formato dal violino di Francesca Dego, dal corno di Martin Owen e dal pianoforte di Maria Perrotta.
Questi tre solisti, apprezzati all’unanimità dalla critica internazionale, si sono riuniti non solo per le affinità elettive che hanno scoperto tra loro ma anche per il piacere di suonare e far ascoltare il Trio in mi bemolle maggiore per corno, violino e pianoforte op. 40 di Johannes Brahms, un capolavoro della musica da camera del romanticismo, che è raramente eseguito per la difficoltà di mettere insieme quest’insolito organico strumentale. In questo ampio brano il violino e il pianoforte trovano un insolito complemento nel corno, strumento molto amato dal compositore, che s’inserisce con il suo timbro suggestivo, che sa di romantici boschi e di antiche leggende. Non è forse un caso che l’ispirazione arrivò a Brahms durante una passeggiata nei boschi della Foresta Nera. Articolato in quattro movimenti, questo Trio alterna momenti sereni, nostalgici e talvolta anche cupi.
Prima di Brahms viene eseguito un altro raro Trio per gli stessi strumenti, scritto nel 1982 proprio come omaggio a Brahms dall’ungherese György Ligeti, uno dei maggiori compositori della seconda metà del ventesimo secolo. Questo Trio ha segnato uno spartiacque nella sua produzione, aprendo al suo stile una terza via, che andava oltre il moderno e il postmoderno: sonorità libere e ritmi asimmetrici conferiscono a questa composizione un fascino quasi selvaggio.Completano il programma due composizioni in cui i tre componenti del trio si esibiscono separatamente. Francesca Dego e Maria Perrotta eseguiranno la Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, scritta e pubblicata durante il suo soggiorno a Parigi del 1778: è in soli due movimenti, il primo “è una continua lotta tra stanca rassegnazione e incontenibile ribellione”, come ha scritto Hermann Abert, uno dei massimi studiosi di Mozart. Il secondo movimento è un Minuetto, che ha accenti introversi e anche drammatici, inconsueti in questa galante danza settecentesca.
Martin Owen suona un assolo per corno del francese Oliver Messiaen: Appel interstellaire (letteralmente “chiamata interstellare”), sesto movimento dell’ampia composizione orchestrale Des canyons aux étoiles, commissionata all’autore per celebrare il bicentenario della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America. Messiaen scrisse questo brano anche come omaggio al compositore Jean-Pierre Guèzec, un suo allievo morto prematuramente. A nemmeno trent’anni d’età la violinista Francesca Dego si è affermata in tutto il mondo per la bellezza del timbro, le interpretazioni avvincenti, la tecnica impeccabile. Artista Deutsche Grammophon dal 2012, ha fatto il suo debutto discografico con i 24 Capricci di Paganini e in seguito si è dedicata all’incisione completa delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven. È del 2017 un altro suo disco con Concerti di Paganini e Wolf-Ferrari. Recentemente sono stati pubblicati il suo libro “Tra le note classiche: 24 chiavi di lettura” e un nuovo cd intitolato “Suite italienne”.L’inglese Martin Owen è considerato uno dei maggiori cornisti di oggi. Si è esibito come solista e musicista da camera in tutto il mondo. Attualmente è primo corno della Bbc Symphony Orchestra di Londra, in precedenza è stato primo corno della Royal Philharmonic Orchestra e dei Berliner Philharmoniker. È anche primo corno dell’ensemble californiano Camerata Pacifica.Maria Perrotta è applaudita dal pubblico e dalla critica come pianista particolarmente comunicativa e sensibile. Si è affermata in importanti concorsi internazionali e si è presto imposta sulla scena internazionale come interprete bachiana. La sua incisione dal vivo delle Variazioni Goldberg di Bach ha ottenuto 5 stelle dalle riviste Amadeus, Musica e Suonare News e il premio della critica 2012 promosso dalla rivista Musica & dischi.
Il giorno dopo il concerto, mercoledì 27 febbraio alle 18.30, nel Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo 81/83, Francesca Dego presenterà il suo libro “Tra le note classiche: 24 chiavi di lettura”, edito da Mondadori Electa, e il suo nuovo CD “Suite italienne” con musiche di Respighi, Castelnuovo-Tedesco e Stravinsky, pubblicato da Deutsche Grammophon. Interverranno Lara Crinò, giornalista de La Repubblica, e Giovanni D’Alò, direttore artistico della IUC. (by Mauro Mariani)

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Antonio Izzo e Gianni Rossi alla Galleria Arianna Sartori di Mantova

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Mantova La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sede di via Cappello 17, dal 23 febbraio al 7 marzo 2019, orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30 presenta opere recenti, in tecnica mista, dei due artisti aniconici dell’area campana, Antonio Izzo e Gianni Rossi.“Da anni Antonio Izzo e Gianni Rossi saggiano i loro studi e i loro interventi in mostre di gruppo; hanno voglia di esprimersi, di “esserci”, di discutere. È chiaro che la prospettiva del domani è nell’attualità dell’arte. Il loro procedere è un gioco sottile di rimbalzi; orizzonti, profili, panorami s’interconnettono nelle frontiere comuni. Il loro cammino è accattivante e il loro impegno è sincero; finitime sono le loro impostazioni, e, tra le loro opere, si colgono, si avvertono e si percepiscono “scambi di confine”, nell’alveo di produzioni serissime e nel concreto ventaglio di traguardi raggiunti, già, coerentemente, alle spalle”.
Scrive Antonella Nigro di Antonio Izzo: “versatile e polimaterico, acuto interprete del segno quale espressione slegata dalla logica ma carica di liricità e fantasia, propone una ricerca incentrata sull’efficacia e sull’incisività del gesto. Ispirazione è il vissuto, la memoria, la strada, i muri, le forme organiche trasformate o sublimate da un’osservazione profonda e partecipata. L’artista si oppone ad una pittura statica e realistica e si concentra sulla definizione coloristica di energia, di visibilità. Anche il supporto scelto deve avete un trascorso, raccontare una storia, esso diventa, in primis, la narrazione di un’esperienza, dapprima personale poi collettiva. Quest’ultimo aspetto prende tutta la sua forza da un modus operandi autentico e imprescindibile: l’origine è sempre l’elaborazione e la costruzione di un collage che diviene fulcro e cuore delle composizioni realizzate su tele, anche datate, sue intorno al quale avviene la riflessione, lo studio e lo sviluppo dell’intera opera. Le suggestioni del graffitismo, risultano, poi, interessanti e indispensabili, poiché con esse l’arte diviene interpretazione illustrata della realtà esterna che, prescindendo da riferimenti retinici espliciti, propone forme essenziali scaturite direttamente dal patrimonio della cultura comune, umana”.
Scrive Ugo Piscopo: “su Limpidi, quasi perentori, i risultati che Gianni Rossi affida a queste icone, riguardanti dei simboli, tra i più universali e suggestivi frequentati dall’immaginario umano (e forse non solo umano), quelli dello zodiaco. Ma, a monte, avventurosa ed eccitante è l’esperienza fatta dall’artista tra spazi astrali e moduli di perfezione, movimenti circolari, immutabili, senza inizio e senza fine del cielo e degli astri. La cifra costitutiva di tanta armonia e, insieme, di una palpitazione in sé raccolta di vibrazioni dell’essere è il cerchio, che assicura all’intero cosmo una stabile casa, dove ogni punto ubbidisce a simmetrie e concordanze”.

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Steve McCurry: Leggere

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Torino Dal 9 marzo al 1 luglio 2019 nella Corte Medievale di Palazzo Madama, è possibile visitare una nuova rassegna, dedicata a un tema specifico: la passione universale per la lettura.
Steve McCurry. Leggere è una mostra costituita da una selezione di scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera e comprende la serie di immagini che egli stesso ha riunito in un magnifico volume, pubblicato come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertész. Con questa nuova rassegna Steve McCurry presenta le sue foto legate al tema universale della lettura in una città, Torino, che, anche in virtù del Salone del Libro, può essere considerata la “capitale italiana della lettura”.
Curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, la rassegna presenta 65 fotografie che ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere. Persone catturate dall’obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Immagini vibranti e intense, che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.Le fotografie che rendono omaggio alla parola scritta sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo, in una sorta di percorso parallelo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

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Difesa: Insopportabile il conguaglio fiscale applicato ai dipendenti civili della Difesa

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Roma 26 Febbraio, dalle ore 9.30 alle ore 11.30 avanti la sede del Ministero della Difesa le lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, comunicano di aver programmato un sit in di protesta per il prelievo. “Prendiamo atto – è scritto nel loro comunicato – dell’inadeguatezza dell’amministrazione nei confronti degli organismi interni ed esterni che governano le competenze economiche dei dipendenti civili della Difesa, che consentiranno – secondo quanto comunicato – di rateizzare solo la parte residua dell’importo dovuto con l’ulteriore conguaglio applicato nella mensilità di marzo. Fp Cgil Uil Pa Cisl Fp e Confsal Unsa si dichiarano insoddisfatte della risposta, e nel denunciare la gravità della condizione economica imposta a migliaia di famiglie rimaste di fatto senza alcun sostentamento nel mese di febbraio a causa del prelievo forzoso applicato alle retribuzioni.

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Tutti i mostri dei soffitti degli Uffizi

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Firenze Un libro racconta per la prima volta le ‘grottesche’, gli affreschi con personaggi fantasy dipinti sulle campate della galleria. Decine di migliaia di mostri, tra creature leggendarie, esseri mitologici, animali fantastici, maschere da incubo, abitano i soffitti degli Uffizi: sono i protagonisti delle grottesche che ornano le volte del corridoio al primo piano della celebre galleria, decine di campate per centinaia e centinaia di metri quadrati di affreschi. Le decorazioni del museo “a grottesca”, effettuate nella seconda metà del ‘500 (Il primo corridoio degli Uffizi, quello sul lato Est del primo piano, fu dipinto fra il 1579 e il 1581 da Antonio Tempesta, inizialmente, poi da Alessandro Allori e dalla sua bottega) recuperavano tratti e stilemi dall’antichità romana: i soggetti degli affreschi sono apparentemente sfuggenti, ma ricchi di simbologie complesse e di episodi curiosi, protagonisti dei quali sono figure appunto buffe, bizzarre, mostruose, appunto grottesche. Il tutto, però, raffigurato con un grande rigore ed equilibrio compositivo e geometrico. Per la prima volta la storia, la genesi e la tecnica di queste suggestive e misteriose pitture, molto in voga nel Rinascimento, viene raccontata in un libro, ‘Le Grottesche degli Uffizi’ (Giunti , 416 pagine): curato dalla studiosa Valentina Conticelli con un contributo di Francesca De Luca, il volume, ricco di dettagli e di immagini inedite a grande formato, ripercorre la storia della decorazione del complesso architettonico e rivela i segreti significati di ogni campata, conducendo il lettore in un mondo immaginario, sospeso tra realtà e mitologia. ‘Le Grottesche degli Uffizi’ verrà presentato sabato pomeriggio alle ore 16 nell’auditorium Vasari della Galleria: oltre all’autrice interverranno all’incontro il direttore del complesso Eike Schmidt, l’ex ministro dei Beni culturali ed ex direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e la storica dell’arte Sonia Maffei.

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Pantakin da Venezia: Tempeste d’amor perduto

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Schio (Venezia) venerdì primo marzo ore 21 Teatro Civico (via Pietro Maraschin, 19 apettacolo liberamente tratto da William Shakespeare drammaturgia Andrea Pennacchi e Michele Modesto Casarin regia Michele Modesto Casarin durata: 1 ora e 30 minuti senza intervallo.
Abbiamo immaginato che i regali che la commedia italiana ha fatto al Bardo di Stratford Upon Avon, ritornino indietro in uno spettacolare circuito virtuoso. La giovane Isabella ritorna dall’Inghilterra alla metà del 1600, alla ricerca della compagnia di Commedia dell’arte Gli Uniti. La trova fortunosamente al porto di Comacchio in procinto di imbarcarsi per Venezia. La peste ha lasciato solo tre attori vivi: una donne e due uomini, che ormai disperano di poter rimettere in piedi il loro usuale repertorio. Dopo alcuni equivoci, Isabella rivelerà la sua identità alla madre e chiederà alla Compagnia di tornare a Venezia. Biglietti Platea e palchi: intero € 12,00 Galleria: intero € 10,00. http://www.teatrocivicoschio.it

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Sheikha Mai bint Mohammed Al Khalifa a Firenze per Life Beyond Tourism

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Firenze Sua Eccellenza Sheikha Mai bint Mohammed Al Khalifa, Presidente dell’Autorità per la Cultura e le Antichità del Bahrain e una delle donne più influenti del mondo arabo, secondo la rivista Forbes, sarà a Firenze il prossimo 3 marzo per il Movimento Life Beyond Tourism.
L’occasione sarà la presentazione del progetto “Bahrain Meets The World in Florence”: espressioni artigianali e cultura del Bahrain in mostra all’Auditorium al Duomo di Firenze, dal 2 al 5 marzo 2019.L’evento, organizzato e promosso dal Movimento Life Beyond Tourism in collaborazione con l’Autorità per la Cultura e le Antichità del Bahrain e l’Ambasciata d’Italia in Bahrain, sarà inaugurato il 3 marzo.
Ospite d’onore della 21° edizione dell’Assemblea Generale degli Esperti della Fondazione Romualdo del Bianco, il Bahrain sarà rappresentato dai massimi esponenti del Paese tra cui la Presidente Sheikha Mai.Figura di spicco nella cultura araba, Sheikha Mai bint Mohammed Al Khalifa, ha ricoperto cariche istituzionali di massima importanza, prima Vice Sottosegretario della Cultura e del Patrimonio Nazionale presso il Ministero dell’Informazione, è stata poi Ministro della Cultura e dell’Informazione dal 2008 al 2010 e Ministro della Cultura dal 2010 al 2014.
Fondatrice dello Shaikh Ebrahim bin Mohammed Al Khalifa, Centro per la Cultura e la Ricerca e Presidente del Consiglio di fondazione dal 2002, lavora attivamente per promuovere la cultura e preservare l’architettura tradizionale del Bahrain.Vincitrice di numerosi riconoscimenti di rilievo, la Presidente Sheikha Mai bint Mohammed Al Khalifa, è già stata ospite diverse volte in Italia, dimostrando sempre un grande interesse e attenzione al patrimonio culturale e artistico del nostro Paese.
La partecipazione del Bahrain è stata fortemente voluta dalla Fondazione Romualdo Del Bianco e dal Movimento Life Beyond Tourism che condivide con la Presidente Sheikha Mai la tutela e la conoscenza del patrimonio culturale, artistico e architettonico dei paesi del mondo come strumenti di pace e condivisione tra i popoli.

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Il genio matematico ungherese János Bolyai

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Roma Giovedì 28 febbraio p.v, alle ore 18.30 l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) ospiterà la presentazione del volume JÁNOS BOLYAI Uno sguardo psicoanalitico su genio matematico e follia di Silva Oliva, pubblicato da Mimesis/Filosospie nel 2018. All’evento interverranno Prof. Paolo Maroscia (Università Sapienza, Roma), Cinzia Franchi (Università degli Studi di Padova), Silva Oliva (matematico, psicologo)“Passando in rassegna la letteratura psicoanalitica esistente in materia, questo lavoro presenta il geniale e creativo matematico ungherese János Bolyai (1802-1860), diagnosticato come schizofrenico, ma autore di una scoperta epocale, la Geometria assoluta, modernamente chiamata Geometria non euclidea iperbolica. Il testo è corredato da una semplice e divulgativa storia sulla fondazione delle geometrie non euclidee che rende il contenuto accessibile e fruibile da chiunque sia appassionato all’esplorazione di quelle terre di frontiera dove pensieri disciplinari diversi si incontrano e si fecondano reciprocamente”.
János Bolyai condivide con il matematico russo Nikolaj Ivanovič Lobačevskij l’onore di essere considerato uno dei fondatori della “geometria non euclidea”.
Bolyai nasce il 15 dicembre 1802 nella città ungherese di Kolozsvar (oggi Kluj, in Romania) e studia ingegneria militare al Collegio Imperiale di Vienna. È uno dei migliori studenti in tutte le materie, soprattutto in Matematica. Colto, morigerato, amante della danza e abile violinista, ha anche la fama di valente spadaccino, per i duelli sostenuti durante i lunghi anni di servizio militare alle frontiere dell’impero austro-ungarico. In questi anni, undici in tutto, affronta anche il “problema delle parallele” e sviluppa la propria teoria geometrica con una forma di ossessione che preoccupa il padre.Il successo della sua “Appendice” è duplice. Da una parte, oggi è considerata come un testo che precorre le idee moderne: una pietra miliare del pensiero scientifico e filosofico. Ma, al suo tempo, il pur lusinghiero giudizio del grande Gauss ha l’effetto di irritare e deprimere il giovane János. La scoperta di essere stato preceduto e il dubbio che Gauss voglia appropriarsi delle sue idee provocano il suo sdegno, lo inaspriscono e induriscono il suo comportamento. Congedato ancora giovane, si ritira in campagna e distrugge le copie del lavoro che gli sono rimaste. Non abbandona la matematica ma, isolato dal mondo, il suo lavoro non risulta più significativo. Nel 1848 viene a conoscenza degli articoli di Lobačevskij, che studia con attenzione. Il sospetto che Lobačevskij in realtà non esista e che il tutto sia una perfida macchinazione del solito Gauss lo getta ulteriormente nella disperazione, come riconosce apertamente in uno scritto, anche se è costretto ad ammettere la genialità di qualche dimostrazione. Isolato da tutti, con la certezza che la sua scoperta cambierà in maniera irreversibile le concezioni della Matematica, della fisica e della filosofia, ma anche con il rimpianto di non aver ricevuto sostegno dall’unica persona che poteva apprezzare il suo lavoro, János Bolyai muore di polmonite il 27 gennaio 1860.

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III Edizione del Premio giornalistico “Estra per lo Sport: raccontare le buone notizie”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Estra S.p.A, multiutility a partecipazione pubblica, lo ha indetto in collaborazione con l’Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) e SG Plus Ghiretti & Partners. Il Premio sarà attribuito ai giornalisti professionisti e pubblicisti, regolarmente iscritti all’Ordine, che avranno fatto risaltare al meglio i valori dello sport, l’etica e la responsabilità sociale nei loro servizi, articoli, interviste pubblicati dal 1° luglio 2018 al 15 ottobre 2019.Le precedenti edizioni di “Estra per lo Sport” hanno avuto successo con oltre 280 giornalisti iscritti e 320 elaborati in concorso che hanno messo in luce lo sport come agenzia educativa e come strumento di responsabilità sociale e crescita per il territorio, grazie alla sua capacità di parlare ed arrivare alle persone.Anche quest’anno saranno assegnati tre riconoscimenti ai migliori servizi delle categorie “Televisione e radio”, “Carta stampata” e “Web e blog” per i media a valenza nazionale ed altrettanti per le testate territoriali delle regioni Toscana e Marche. Inoltre, la giuria potrà attribuire tre Premi Speciali: “Alla Carriera”, “Donna di Sport” destinato ad una giornalista che si sia occupata di sport al femminile e “Daniele Redaelli” per valorizzare l’impegno di praticanti e allievi di Scuole di Giornalismo o Master riconosciuti dall’Ordine dei Giornalisti.La novità della III Edizione sarà la consegna di un Premio Speciale ad una persona o ad una organizzazione diretta protagonista di una buona notizia tra tutte quelle iscritte al bando.

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14a Conferenza Nazionale GIMBE

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Bologna, 8 marzo 2019 – Royal Hotel Carlton La lettura inaugurale del Presidente farà il punto sullo “stato di salute” del nostro servizio sanitario nazionale e sulle risorse e riforme necessarie per garantire il SSN alle generazioni future.Il forum dedicato all’equità e universalismo del Servizio Sanitario Nazionale vedrà a confronto autorevoli esponenti della sanità: Angelo Lino Del Favero (Direttore Generale Istituto Superiore di Sanità), Tiziana Frittelli (Presidente Federsanità-ANCI), Barbara Mangiacavalli (Presidente Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), Francesca Moccia (Vicesegretario Cittadinanzattiva), Antonio Saitta* (Coordinatore Commissione Salute, Conferenza Regioni e Province Autonome), Massimo Scaccabarozzi (Presidente Farmindustria), Silvestro Scotti (Segretario Nazionale FIMMG), Andrea Urbani (Direttore Generale Programmazione Sanitaria, Ministero della Salute).
Seguirà un confronto sull’accessibilità alle innovazioni in sanità farmacologiche con rappresentanti di Istituzioni e industria: Massimiliano Boggetti (Presidente Assobiomedica), Giovanni Leonardi (Direttore Generale Ricerca e Innovazione in Sanità, Ministero della Salute), Nicoletta Luppi (Direttore Generale MSD Italia), Marco Marchetti (Istituto Superiore di Sanità), Marcella Marletta* (Direttore Generale Dispositivi Medici e Servizio Farmaceutico, Ministero della Salute), Walter Ricciardi (Università Cattolica del Sacro Cuore), Francesco Ripa di Meana (Presidente FIASO), Federico Spandonaro (CREA Sanità).
Nella sessione pomeridiana Vincenza Gianfredi (Università degli Studi di Perugia) presenterà i risultati dello studio finanziato dalla Fondazione GIMBE “Tempi di attesa: quale trasparenza da Regioni e aziende sanitarie?”.A seguire il Laboratorio Italia con 4 progetti di rilevanza nazionale: Primiano Iannone (Istituto Superiore di Sanità) presenterà il nuovo Sistema Nazionale Linee Guida, Elettra Carini (Università Cattolica del Sacro Cuore) illustrerà i risultati di uno studio sui tagli al personale del SSN, Paolo Petralia e Gianluigi Scannapieco (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani) mostreranno una innovativa piattaforma per le reti pediatriche, Claudio Cappelli (Associazione Liberi Specializzandi – Fattore 2°) analizzerà il fenomeno delle “borse di studio perdute” e i conseguenti sprechi nella formazione post-laurea dei medici.

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I medici che salvarono la vita a un pensionato agli Uffizi

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Firenze. Annachiara Pingitore e Jessica De Santis, entrambe 28enni, specializzande in cardiologia; Giovanni D’Agosta, 29 anni, medico chirurgo specializzando in chirurgia plastica; Vittorio Quercia, 28 anni, anche lui specializzando in chirurgia plastica. Sono i medici che lo scorso 15 dicembre, trovandosi in visita agli Uffizi, hanno salvato la vita ad un pensionato 71enne colpito da un malore davanti alla Venere del Botticelli. Per ringraziarli, il complesso museale ha offerto loro di tornare in Galleria per un tour artistico con una guida d’eccezione: il direttore Eike Schmidt.
Schmidt ha condotto personalmente i quattro alla scoperta dei tesori del museo, illustrando loro i segreti di svariati capolavori, tra i quali ovviamente anche quelli di Botticelli.
“E’ stato un vero piacere poter accogliere di nuovo in galleria i giovani medici autori di un gesto così eroico – ha commentato Schmidt – spero che tornino presto a trovarci”.
Durante la visita il quartetto si è concesso anche un selfie insieme al direttore degli Uffizi, scattato di fronte alle Virtù del Pollaiolo (e dello stesso Botticelli).

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100 istituti secondari di secondo grado adottano gratuitamente SCUOLAB

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

A 100 istituti di secondo grado verranno gratuitamente fornite le licenze dei primi due volumi di Scuolab Fisica, il software realizzato da Protom, che porta in ogni classe la possibilità di realizzare esperienze laboratoriali, utilizzando la Realtà Virtuale per rendere l’apprendimento più efficace e immediato grazie alla forza dell’esperienza diretta.
Concepito per le Scuole Secondarie di secondo grado, Scuolab rappresenta per i docenti un supporto che permette di ampliare e migliorare l’offerta didattica, potenziandola attraverso elementi tecnologici e innovativi che affiancano il tradizionale libro di testo.
Un prodotto unico nel suo genere, come racconta Giuseppe Santoro responsabile della divisione Enhancing Solutions di Protom: “La Realtà Virtuale ci permette di riprodurre in maniera fedele un vero e proprio laboratorio sperimentale, eliminando i costi di manutenzione, i pericoli e le difficoltà logistiche che derivano dalla gestione di un ambiente reale e aprendo agli studenti l’opportunità di diventare, in totale sicurezza, i protagonisti attivi dell’esperienza di apprendimento”.
Attualmente sono disponibili i volumi di: Scuolab Fisica che, attraverso 31 esperienze laboratoriali, copre l’intero programma ministeriale per le Scuole Superiori di secondo grado; Scuolab Chimica, costituito da 19 esperienze, con reazioni riprodotte e risultati sperimentali fedeli a quelli che verrebbero rilevati in un vero laboratorio; Scuolab Micro, ultimo volume pubblicato, per l’insegnamento dell’Informatica, che permette di programmare microcontrollori Arduino e sperimentare modelli di domotica.
Scuolab sfrutta le potenzialità delle LIM, le lavagne interattive multimediali, garantendo un’interazione facile e immediata, perché basata su una gestualità intuitiva e naturale, che stimola la capacità cognitiva attraverso l’elemento esperienziale del learning-by-doing.
Giuseppe Ciociola, responsabile del Knowledge Lab di Protom, spiega: “in Scuolab è confluita l’esperienza maturata dalla nostra azienda in oltre 25 anni di attività nell’ambito della formazione. Siamo partiti da solide basi teoriche in pedagogia per approdare a un approccio formativo completamente nuovo, che va maggiormente incontro agli schemi di apprendimento e alle abitudini di utilizzo della tecnologia dei new millennium learners, e che assegna al docente le funzioni del “facilitatore del processo di apprendimento”, agendo sulle leve della collaborazione, della condivisione, dell’apprendimento attivo. In fase di progettazione – prosegue Ciociola – i tecnici sono stati affiancati da docenti esperti: ciò ha reso possibile allineare i contenuti delle esperienze alle indicazioni ministeriali.
(www.protom.com)

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Scuola: Corsi di specializzazione sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Bussetti firma il decreto di suddivisione dei 14.224 posti e le date della selezione. Anief conferma i ricorsi per i tanti candidati esclusi con diploma AFAM, educatori, dottori di ricerca e abilitati nella classe A-66. Contestato anche il numero programmato degli ammessi agli scritti dopo la pre-selettiva vista la carenza di organici. Il Miur ha firmato il decreto di distribuzione alle Università dei posti per le specializzazioni, attraverso cui si individuano anche nel 28 e 29 marzo le date delle prove di accesso ai corsi: in una tabella allegata c’è anche la suddivisione dei posti a livello regionale. Anief conferma i ricorsi al Tar Lazio cui aderire entro l’11 marzo per l’accesso TFA Sostegno(Scuola Primaria) del Personale Educativo; (Scuola Secondaria) dei diplomati Conservatorio, Accademia Belle Arti o Accademia Danza e dei Dottori di Ricerca, dei docenti con diploma utile per l’accesso alla classe di concorso ad esaurimento A-66 (ex cdc A075 e A076) e per tutte le altre ugualmente non contemplate.
Inoltre, il sindacato avvia fin da subito la preadesione al ricorso al Tar del Lazio per ottenere l’accesso alla prova scritta per il corso di specializzazione per tutti i candidati che supereranno la prova preselettiva, in considerazione dell’alto numero dei posti vacanti presenti in tutte le regioni.
Dopo il Decreto n. 92/2019, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha firmato il decreto di distribuzione alle Università dei 14.224 posti disponibili per l’anno accademico 2018/2019 per le specializzazioni sul sostegno, così come previsto dall’art 2, commi 2, 3 e 4 del D.M. 948/2016: il decreto, spiega il Miur, individua anche le date delle prove di accesso ai corsi. Le prove si terranno il 28 marzo di mattina per la Scuola dell’infanzia e di pomeriggio per la Scuola primaria, il 29 marzo di mattina per la secondaria di primo grado e di pomeriggio per la scuola secondaria di secondo grado. Il Ministero dell’Istruzione ha anche comunicato, in un’apposita tabella allegata al decreto, la suddivisione dei posti a livello regionale dei corsi di specializzazione sul sostegno.
“In tre anni – ha detto il ministro Bussetti – specializzeremo 40.000 nuovi insegnanti sul sostegno per garantire un servizio migliore ai nostri studenti. Partiamo con questi primi 14 mila posti e proseguiremo, nei prossimi due anni, con una precisa programmazione che mette al centro il bene della scuola e degli studenti con disabilità. Era un impegno che avevo preso fin dai primi mesi del mio mandato e che stiamo concretizzando rapidamente. Il sostegno è un problema annoso, lo stiamo affrontando con serietà e con una visione di lungo periodo”. L’Anief, però, rileva tante anomalie e incongruenze nella suddivisione dei posti pubblicata ed evidenzia come in alcune regioni siano previste pochissime disponibilità quando, invece, la disponibilità di cattedre vacanti è altissima. L’avvio dei corsi di sostegno viene accolto dal sindacato con positività. Tuttavia, Anief è costretta a rilevare che anche in questa occasione il Miur ha realizzato una pre-selezione senza che ve ne fossero motivazioni logiche e norme che escludono diverse categorie di docenti come quelli in possesso del diploma di Conservatorio, di Belle Arti o Accademia di Danza e del titolo di dottore di ricerca, non considerato dal Miur come abilitante. Palesemente illegittima risulta l’esclusione del personale educativo che deve poter accedere al sostegno per la scuola primaria. Chiarito invece il dubbio sulla partecipazione straordinaria degli ITP, gli insegnanti tecnico-pratici. In mille avevano già preaderire gratuitamente al ricorso lanciato dall’Anief e ora potranno partecipare alle prove. Lo studio legale di Anief continua a ritenere irricevibile, inoltre, la soglia di sbarramento nella pre-selettiva per l’accesso alle prove scritte: sempre secondo il decreto 92/2019, saranno ammessi a sostenere la prova scritta solamente i candidati che rientreranno nel numero pari al doppio dei posti messi a bando, anche qualora abbiano superato brillantemente i test preliminari. In questo caso, il ricorso sarà notificato dopo la pubblicazione delle graduatorie, ragione per cui allo stato attuale risulta necessario soltanto attivare la preadesione alla specifica azione legale.

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Scuola: Quota 100, flop, nessun esodo

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

A una settimana dalla scadenza soltanto in 8 mila presentano domanda per via delle penalizzazioni su assegno e liquidazione. Rimangono 80 mila posti vacanti in organico senza contare gli altri 40 mila in deroga su sostegno. Senza la riapertura delle GaE sarà un disastro per lo Stato. In tutto, comprendendo anche personale Ata e dirigenti scolastici, si arriva 8.525 richieste di accesso al pensionamento anticipato, formulato da chi può vantare non meno di 38 anni di contributi. I 50 mila che si attendevano rimangono lontanissimi, quasi irraggiungibili entro la scadenza di fine mese. In ogni caso, i posti che si verranno a liberare, sommati a quelli già vacanti o in procinto di diventarli per via dei 25 mila pensionamenti con la Legge Fornero, porteranno le cattedre libere ben oltre quota 80 mila. Marcello Pacifico (Anief): In questa situazione, serve un piano straordinario di assunzioni, che tuttavia potrebbe non servire a molto se l’amministrazione non deciderà di riaprire le GaE e di estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto.
Per comprendere i meccanismi di calcolo della riduzione dell’assegno con quota 100, è possibile rivolgersi a Cedan S.r.l.s. A meno di una settimana dalla chiusura delle domande per il pensionamento anticipato tramite quota 100, si conferma lo scetticismo del mondo della scuola nei confronti del provvedimento: a pochi giorni dall’opportunità fornita dal governo con l’approvazione del decreto n. 4 del 28 dicembre scorso, le domande presentate risultano appena 8.525. Di queste, 7.047 sono degli insegnanti, 1.290 da parte del personale Ata, appena 188 da parte dei dirigenti scolastici. Considerando le circa 25 mila uscite sicure, nello stesso comparto, riguardanti coloro che dal 1° settembre 2019 lasceranno per raggiunti limiti di età, 67 anni, o per aver superato i 41 anni e 10 mesi di contributi (12 mesi in più per gli uomini), la rivista Orizzonte Scuola ha calcolato che si arriverà a raggiungere “tra i 40 e i 45 mila posti liberi”. Per comprendere il perché, basti pensare che soltanto 8 anni fa con quota 96 si andava in pensione con il massimo contributivo, oggi con quota 100 si perdono quasi 300 euro al mese, un quinto dell’assegno, senza pensare ai meccanismi complicati di finanziamento e detassazione dell’anticipo del 30% della liquidazione che prima si riceveva subito, per intero e senza tassi. Il numero delle cattedre vacanti, comunque, è destinato a crescere. Prima di tutto perché per insegnanti, Ata e presidi c’è tempo fino alle ore 23,59 di giovedì prossimo per decidere di aderire per presentare domanda quota 100: anche se a malincuore, perché perderanno ingiustamente una parte dell’assegno di quiescenza con una riduzione anche oltre il 30% se l’anticipo è di oltre 4 anni, chi è in possesso di almeno 62 anni d’età e 38 anni di contribuzione potrebbe decidere di lasciare il servizio.
Ma il numero di posti disponibili è molto elevato anche perché già oggi sono molte ma molte di più le cattedre prive di titolare: basti pensare alle 32.217 immissioni in ruolo andate deserte la scorsa estate per via della mancata riapertura delle GaE, agli oltre 50 mila posti in deroga del sostegno, in pratica una su tre di quelle complessive affidata sistematicamente ad un precario. Ci sono 15.232 posti su disciplina coperti con l’organico di fatto, che poi però si rivelano in numero molto più alto. E anche di queste, sappiamo bene, che molte cattedre risultano a loro volta non legate a docenti titolari, momentaneamente collocati su altri ruoli o profili professionali. Ci sono, infine, ulteriori 2.400 posti di strumento musicale e per il potenziamento del tempo pieno nella primaria e almeno 4 mila posti liberi per l’insegnamento di religione, nonché 15 mila posti per il personale Ata.

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Scuola: Regionalizzazione, aumenti in cambio di più ore di lavoro come a Trento

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Verso la cancellazione degli scatti di anzianità in Veneto, Lombardia. L’aumento di 150-200 euro netti assicurato oggi ai docenti di Trento prevede diverse ore annue aggiuntive impiegate anche per la copertura dei colleghi assenti e altri impegni ulteriori. Ma il passaggio alle regioni potrebbe comportare anche altri aspetti sinora inesplorati: come l’azzeramento dei “gradoni” delle buste paga che oggi assicurano l’unica certezza di aumento in presenza di un contratto ben al di sotto dell’inflazione e con l’indennità di vacanza contrattuale applicata pure in ritardo.
L’incremento, spiega Orizzonte Scuola, deriverebbe da “una contrattazione di secondo livello” su “base territoriale e riguarderebbe le ore di straordinario (e la mobilità). In buona sostanza, la base retributiva rimarrebbe uguale per tutti; farebbe cioè riferimento a quella stabilita dalla contrattazione collettiva nazionale, mentre le ore lavorate in più saranno stabilite (anche a livello di retribuzione) dagli accordi regionali”.
Detto che nel nuovo ruolo regionale potrebbero confluire sia i titolari di cattedra sia i precari, un’altra novità poco piacevole è quella che “per vincolare maggiormente il docente al territorio, il punteggio conseguito a livello regionale non verrà riconosciuto a livello nazionale”. Ma da mettere in conto, con il passaggio alle regioni, ci potrebbe essere anche l’azzeramento degli scatti stipendiali automatici. Come viene precisato su Italia Oggi, “il passaggio non comporterà perdite economiche, immediate. Perché ai soggetti che eserciteranno l’opzione per i ruoli regionali sarà garantito l’attuale importo dello stipendio, probabilmente, con assegni ad personam“.
“Le anticipazioni di questo folle progetto, avallato prima dal governo Gentiloni e ora da quello giallo-verde, cominciano a mostrare il vero obiettivo di chi lo ha escogitato”, commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Quello di un passaggio ad un modello contrattuale diverso, sulla falsa riga di quello già adottato a Trento, dove il possibile maggiore trattamento stipendiale corrisponde ad un incremento dell’impegno orario annuo”. In effetti, dal 2016, il contratto della provincia a statuto speciale prevede che il docente potrà svolgere non solo le canoniche 40 ore più 40 per impegni collegiali e di vario genere obbligatorio, ma anche altre 30 ore, piuttosto che 15, da mettere a disposizione per le supplenze nella propria scuola. Inoltre, gli insegnanti delle scuole superiori sono tenuti ad attuare altre diverse decine di ore annue per recuperare i 10 minuti sottratti all’ora curricolare.

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Cambiare la governance della sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Per la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani l’Assemblea delle rappresentanze delle professioni sanitarie svoltasi oggi sul tema del regionalismo differenziato rappresenta un momento di proposta e di collaborazione con le istituzioni, coerente con la funzione degli Ordini quali enti sussidiari dello Stato. “Il diritto alla salute, come diritto fondamentale della persona può essere realmente garantito solo in una logica di universalità, solidarietà ed equità” dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli. “Nei suoi quarant’anni di vita, il Servizio Sanitario Nazionale ha svolto questo compito dimostrandosi un’eccellenza a livello internazionale; è innegabile però – e lo sosteniamo da tempo – che oggi è necessario un cambio di governance di tutto il sistema salute”. La sanità italiana è infatti presa nella morsa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento della cronicità, da una parte, e dall’altra, dall’innovazione, sempre più costosa, in campo biomedico, il tutto nel quadro di una crisi economica di lunga durata. E uno dei primi effetti di questa situazione è il crescente divario, registrato da tutti gli studi più recenti, nell’accesso all’assistenza tra una Regione e l’altra. “Siamo profondamente convinti che il ruolo delle Regioni sia fondamentale nel garantire concretamente l’accesso alle prestazioni sanitarie, perché costituiscono il livello decisionale più vicino al cittadino, capace di cogliere le esigenze organizzative e le peculiarità anche epidemiologiche dei territori” prosegue Mandelli. Tuttavia questa declinazione della tutela della salute trova un limite nell’applicazione dei LEA, il nucleo di diritti, essenziale e ineliminabile, che lo Stato deve garantire a tutti cittadini italiani a prescindere dall’area geografica di provenienza. “Come farmacisti abbiamo sperimentato nel recente passato eccessi di discrezionalità: è il caso della distribuzione diretta dei medicinali che è stata applicata con rilevanti differenze tra una Regione e l’altra, con il risultato che in alcuni contesti i cittadini, anche per ottenere farmaci di uso comune, devono recarsi presso le strutture ospedaliere mentre in altri no. Non esattamente l’equo e uniforme accesso ai medicinali che sta alla base del servizio farmaceutico e costituisce un LEA”. Per la FOFI è necessario quindi raggiungere un equilibrio stabile tra garanzia di universalità ed equità su base solidaristica e un’autonomia regionale coniugata a una responsabilità politico-amministrativa e gestionale che contrasti sperperi ed inefficienze e sostenga modelli virtuosi. “E siamo pronti alla massima collaborazione con il Ministero della salute e le Regioni per raggiungere questo obiettivo” conclude il presidente della FOFI.

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