Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 27 febbraio 2019

Programma per tutelare la salute degli studenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

“Plaudiamo all’accordo siglato ieri fra Ministero della Salute e MIUR. Si tratta di un programma a 360 gradi per tutelare la salute degli studenti, dai bambini agli adolescenti, durante tutto il percorso scolastico. Noi siamo pronti a fare la nostra parte sostenendo le azioni dei due Ministeri”. Il dott. Paolo Biasci, presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), esprime profondo apprezzamento per il protocollo d’intesa firmato ieri dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, e dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. “Vogliamo collaborare con le Istituzioni per offrire il nostro contributo per la piena realizzazione di questo documento – afferma il dott. Biasci -. Possiamo svolgere un’azione incisiva perché le caratteristiche dell’assistenza prestata dal pediatra di famiglia e il rapporto di fiducia con bambini e genitori ci pongono in una posizione privilegiata. Da tempo siamo impegnati su molti punti chiave inclusi nel documento, in particolare nella promozione di stili di vita sani, nel contrasto ai principali fattori di rischio come fumo, sedentarietà e dieta scorretta e nel sensibilizzare le famiglie sull’importanza di strumenti fondamentali di prevenzione primaria come le vaccinazioni. In Italia, tra i giovani di età compresa tra 14 e 17 anni, l’11,1% fuma abitualmente, il 21,3% dei bambini dai 6 ai 10 anni è in sovrappeso, il 9% è obeso e il 22,9% è sedentario. La completa applicazione dell’accordo fra i due Ministeri potrà contribuire ad invertire queste percentuali”.

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Studiare materie scientifiche apre la porta al lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Il gap tra domanda e offerta di competenze professionali è destinato ad aumentare poiché non c’è un numero sufficiente di giovani che intraprende percorsi di studio in materie scientifiche e tecniche, ovvero nelle cosiddette discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Secondo gli esperti Hays, società leader nel recruitment specializzato, i giovani che studiano materie scientifiche risultano, infatti, ancora in minoranza e ciò comporta una mancanza di profili in grado di ricoprire ruoli tecnici tra coloro che si affacciano al mondo del lavoro.
Una delle ragioni dietro la poca popolarità delle materie STEM è sicuramente il modo in cui vengono percepite. Molti, infatti, le considerano noiose, altri ancora le ritengono troppo difficili. “I giovani devono trarre ispirazione dai professionisti STEM che svolgono lavori all’avanguardia, risolvono ogni giorno problematiche reali e giocano un ruolo chiave nel plasmare il nostro futuro – spiegano gli esperti Hays -. Questi percorsi di carriera sono in realtà tra i più interessanti e gratificanti, ma spesso ragazzi e ragazze non lo sanno. Lo sforzo per abbattere i falsi miti deve cominciare dalla famiglia, ma è responsabilità anche degli istituti scolastici, delle imprese e delle istituzioni. Tutti dobbiamo impegnarci di più per presentare le STEM come un’opzione attraente e accessibile per le nuove generazioni, fornendo reali opportunità ed esperienze che coinvolgano attivamente i giovani studenti”.
Le scuole dovrebbero incoraggiare di più gli studenti ad avvicinarsi alle materie STEM e un buon punto di partenza potrebbe essere una solida consulenza per la scelta del percorso accademico e professionale. I giovani devono essere indirizzati verso carriere in linea con le richieste del mercato e la consulenza deve essere a loro disposizione durante tutto l’excursus scolastico, non solo nel momento in cui devono prendere decisioni per il futuro. In questo modo le loro scelte saranno più consapevoli. Gli studenti devono essere trattati da adulti e devono essere informati con onestà su quali sono le skill richieste dal mercato e quali saranno le opportunità lavorative a loro disposizione.
Anche le imprese devono contribuire a colmare il divario tra scuola e mondo del lavoro, ad esempio potrebbero offrire più tirocini in ambito STEM da svolgere durante gli studi perché i giovani che sperimentano esperienze di lavoro in questo campo, sono più inclini a considerarlo come un possibile percorso professionale. Inoltre, le aziende dovrebbero “educare” le persone alle carriere STEM come ha fatto, ad esempio, Facebook che ha rilasciato una serie di video informativi per spiegare cos’è e come funziona l’Intelligenza Artificiale, nella speranza di avvicinare un numero sempre maggiore di persone al tema.
Far avvicinare i giovani alle STEM è indispensabile per colmare il gap tra domanda e offerta di competenze, ma soprattutto è doveroso per garantire loro la possibilità di una carriera gratificante che contribuisca all’innovazione tecnologica e al progresso scientifico.

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Scuola: Docenti precari non abilitati, contentino del governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

“Per le tante decine di migliaia di docenti precari di terza fascia si sta facendo molto meno di quello che era stato promesso: a questi insegnanti non servono punti in più, ma corsi abilitanti e l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento con l’avvio contestuale del doppio canale di reclutamento. È un passaggio chiave ed imprescindibile se si vuole davvero vincere una volta per tutte la supplentite cronica nella scuola: pensare di cavarsela, come ha fatto il governo giallo-verde, con un emendamento che dà una supervalutazione del servizio in occasione del prossimo concorso, non serve a molto”. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando l’avvenuta approvazione della modifica all’interno del Ddl 1018 relativo alla conversione in legge del decreto 28 gennaio 2019, n. 4 che apre a quota 100 e al reddito di cittadinanza. Le ragioni dell’esecutivo sono state oggi espresse dalla senatrice Bianca Laura Granato (M5S), secondo la quale si starebbe rispettando “il contratto di governo nel modo in cui abbiamo potuto, visto che nelle more della legge di bilancio sono stati vinti alcuni ricorsi che hanno reso impraticabile la via del concorso riservato. Mi riferisco al transitorio della secondaria, laddove risultano bloccate le rispettive graduatorie. Vogliamo far funzionare la scuola pubblica e valorizzare il precariato – ha continuato la senatrice -. Ecco perché oltre a destinare il 10% dei posti ai precari, nel concorso verrà valutato il servizio grazie ad un emendamento che abbiamo approvato in commissione finito nel decreto quota 100”. La senatrice pentastellata sostiene anche di non avere “alcun dubbio che docenti con servizio siano in grado di superare il concorso meglio di altri appena usciti dagli studi”, perché “l’esperienza è un valore aggiunto insostituibile. Ma a questi timori vanno date delle risposte e vanno individuati correttivi, se possibile, alle procedure concorsuali. Parlerò con il Ministro per trovare soluzioni”, ha concluso Granato. Anief invita la senatrice a percorrere una delle strade indicate da tempo dal giovane sindacato: aumentare la quota di accesso prevista dalla legge di stabilità per tutti i docenti precari di terza fascia d’istituto. Oppure avviare un corso abilitante e permettere la loro successiva collocazione nelle GaE. A meno che non si voglia pensare ad un loro reclutamento dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto. “Occorre percorrere una di queste strade – dice ancora il presidente Anief – ed anche in fretta, perché se non si sana una volta per tutte la loro posizione si rischia concretamente di andare incontro ad un blocco delle attività didattiche”. Per questi motivi, Anief ha chiesto anche di introdurre una apposita modifica al decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, il cosiddetto decreto Semplificazioni, attraverso un’audizione tenuta presso la I Commissione Affari Costituzionali del Senato, andando a rivedere il comma 2 dell’articolo 10 del decreto Semplificazioni, sostituendo all’articolo 1, comma 792 della legge di bilancio 2019, lettera o), punto 2, le parole “10 per cento” con “50 per cento”: nella richiesta si è chiesto, di fatto, la stabilizzazione del personale docente non abilitato con 36 mesi di servizio attraverso l’estensione della quota di posti riservata.
La decima Sezione Corte di Giustizia Europea solo pochi mesi fa ha emesso la sentenza C-331/17 Sciotto che, richiamando “la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”, ha ribadito che gli stati membri non possano osteggiare tale indicazione e nemmeno discriminare determinate categoria di lavoratori. Invece, in Italia si continua proprio a fare questo. Tra l’altro, la strada dell’indifferenza intrapresa dallo Stato italiano lo sta conducendo verso una sempre più probabile condanna: sono sempre più gli elementi utili a trasformare la denuncia Anief 4231/2014, pendente presso la Commissione europea sulla violazione dell’Italia della normativa comunitaria dei contratti a termine, in procedura d’infrazione.

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Maturità, cresce la protesta contro la cancellazione della prova scritta di Storia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

“Collocare la Storia a mera comparsa, all’interno dell’esame di maturità, è un errore gravissimo, che ridimensiona una delle discipline più importanti per la formazione dei giovani: è un segnale negativo che si manda alle nuove generazioni, del quale si devono assumere le loro responsabilità sia gli ideatori sia questo governo che non ha fatto nulla per disapprovarlo”; così commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e ricercatore universitario di Storia, il coro di proteste per la cancellazione della Storia come traccia nella prima prova scritta d’esame e la sua collocazione marginale, in modo trasversale, all’interno degli altri quesiti Con l’avvicinamento degli Esami conclusivi di Stato della scuola secondaria, sale il malcontento per la sparizione della prima prova scritta di Storia: a risollevare la polemica, nelle ultime ore, è stato il quotidiano La Repubblica, ricordando che il segnale dell’irrilevanza verso la storia “è arrivato quattro mesi fa con la decisione del Miur di cancellare la traccia di storia nella prima prova scritta della maturità”. “Nella formazione degli studenti liceali – sancisce in sostanza il ministero dell’Istruzione e della ricerca – lo studio del passato perde centralità. Non è più una bussola prioritaria nel maremoto della contemporaneità”. E all’università? Qui il furto della storia rischia di ingigantirsi. Tra docenti e ricercatori, negli ultimi due decenni c’è stato un tracollo di insegnamenti storici. I medievisti sono oggi 156: erano 240 nel 2001. I modernisti scendono da 368 a 225, mentre nello stesso periodo la storia contemporanea ha perso 89 professori (da 462 a 373). «Ci siamo ridotti a una riserva indiana», sintetizza Emilio Gentile, uno dei grandi maestri di storia ora in pensione.
Le conseguenze civili non sono di poco conto. Chi ignora la storia è capace di svolgere un esercizio pieno della cittadinanza? «Una crisi internazionale del sapere storico potrebbe rappresentare un serio pericolo per le generazioni future di elettori», interviene Burke. E forse è in gioco il modo stesso di organizzare il pensiero, un tema che ha a che fare con la democrazia. «Un tempo», rileva Maier, «la struttura della conoscenza si articolava intorno a un racconto di eventi disposti in una sequenza temporale, mentre oggi la formula che ci permette di anticipare il futuro è un algoritmo. Riuscirà la storia a sopravvivere all’algoritmo?». Per evitare il naufragio, non ci resta che rimetterci a studiare il passato, anche per la prova di maturità. Anche perché «senza conoscenza della storia» sarà difficile «cogliere il senso del cambiamento». In buona sostanza, ignorare la storia può essere molto pericoloso nel futuro. Anche quello prossimo, legando la conoscenza della storia allo svolgimento consapevole della cittadinanza, all’organizzazione del pensiero e all’esercizio della democrazia. Il professore Marcello Pacifico ricorda che il problema è generalizzato: “Il tentativo esplicito di ridimensionare la storia nello studio scolastico – dice il sindacalista Anief – è a trecentosessanta gradi. Non dimentichiamo che con l’ultima riforma degli istituti superiori è stato introdotto, proprio dall’anno scolastico in corso, il dimezzamento delle ore settimanali della storia: ad una disciplina che dovrebbe essere considerata come ‘maestra di vita’ viene ora conferito uno spazio sempre più ridotto e residuale”.

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Reso esecutivo il decreto per lo stanziamento di 114 milioni di euro per l’adeguamento antincendio scuole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Entro 12 mesi gli enti locali dovranno aggiudicare i lavori e il 20% in anticipo subito. Come da precedente comunicazione, che prevedeva lo stanziamento di fondi per la messa in sicurezza antincendio alla luce dei livelli di priorità A, B e C per le scuole italiane, si rede esecutivo il piano per l’adeguamento antincendio nelle scuole con lo stanziamento da parte del Miur di 114 milioni di euro per 2.267 edifici scolastici presenti sul territorio nazionale, stanziando le risorse per il prossimo triennio 2019-2021. Il giovane sindacato ha interpellato l’esperto nel campo della sicurezza scolastica, l’ingegnere Natale Saccone, tra l’altro anche formatore dei seminari che Udir sta portando in giro per l’Italia. Marcello Pacifico (Udir): Auspichiamo che gli enti locali prendano subito in mano le redini per mettere al sicuro i nostri istituti.
La cifra dello stanziamento costituisce una prima tranche dei fondi attraverso cui ottenere la certificazione antincendio, ai quali seguiranno gli ulteriori investimenti atti a garantire la sicurezza antincendio dei nostri istituti, affinché si possa ottenere la SCIA come previsto dal DPR 151/2011.Gli Enti locali che beneficeranno di queste risorse avranno 12 mesi di tempo per aggiudicare i lavori di adeguamento alla normativa antincendio e potranno richiedere subito, all’atto del finanziamento, un anticipo del 20% dei fondi. Ricordiamo, inoltre, che in riferimento ai termini per l’adeguamento antincendio degli edifici scolastici, la norma prevede che dal 1° gennaio 2019 tutte le scuole dovrebbero essere dotate della SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) antincendio e rispettare le disposizioni del decreto del 1992 (Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica) o, in alternativa, del decreto 7 agosto 2017 (Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività scolastiche).
Con il decreto 21 marzo 2018, oggetto tra l’altro di un seminario Udir per i dirigenti scolastici, recante: “Applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido” si definivano i livelli di priorità programmatica, come precedentemente sostenuto dal sindacato che, a tutela dei propri iscritti, aveva predisposto una lettera di diffida in funzione della classificazione dei livelli di priorità antincendio che dovevano essere predisposti dagli enti locali proprietari degli immobili ad uso scolastico. Per l’adeguamento antincendio delle scuole, i livelli di priorità programmatica erano:
· Livello di priorità A – osservanza delle disposizioni del dm 26 agosto 1992 relative a: impianto elettrico di sicurezza; sistemi di allarme; estintori; segnaletica di sicurezza; norme di esercizio.
· Livello di priorità B – osservanza delle disposizioni dm 26 agosto 1992 relative a: spazi per esercitazioni; spazi per depositi; spazi per l’informazione e le attività parascolastiche; spazi per servizi logistici; impianti fissi di rivelazione e/o di estinzione degli incendi.
· Livello di priorità C – le restanti disposizioni del decreto ministeriale.
Pertanto alla luce del suddetto screening prioritario, le attività di adeguamento potranno essere realizzate secondo le suddette indicazioni, in alternativa con l’osservanza delle norme tecniche del dm 3 agosto 2015, come integrato dal dm 7 agosto 2017, e fatti salvi gli obblighi stabiliti dagli artt. 3 e 4 del dpr 151/2011, quali attività soggette al controllo da parte dei VVF, nonché l’integrale osservanza del dm 26 agosto 1992.

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TrilogyBeAgile è il progetto che Trilogy S.r.l. porta avanti tra i banchi di scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Il progetto è stato realizzato dall’azienda di business coaching e agile coaching per aziende e professionisti, ha deciso di portare, per la prima volta, tra i banchi di scuola delle classi quinte dell’istituto “Carlo Porta” di Monza. La tecnologia Agile, nata inizialmente in ambito informatico con riferimento ad un insieme di metodi di sviluppo software, è diventata una metodologia applicabile anche alle aziende per la gestione di progetti complessi.TrilogyBeAgile consente di sviluppare competenze analitiche, decisionali, empatiche e di lettura dei propri vissuti: il metodo si basa su un approccio pratico a lezioni che sono interattive, giochi di gruppo e un programma che cambia e si adatta alle esigenze degli studenti. Una volta affrontato un macro-argomento, legato all’individuo e alle sue interazioni, si passa alla parte degli strumenti indispensabili per la comprensione delle dinamiche di gruppo.Il Metodo Agile non si basa sull’approccio classico e lineare di progettazione ma sulla possibilità di realizzare un progetto per fasi, ad ognuna delle quali corrisponde una nuova funzionalità che permette di verificare la soddisfazione del cliente e, in questo caso, degli studenti. Un metodo interattivo che consente di apportare agilmente modifiche al progetto, abbattere costi di produzione, evitare inutili sforzi o fallimenti.
L’intuizione di partenza, che ha permesso a Trilogy di portare il progetto Agile anche all’interno delle scuole, è legata alla constatazione della scarsa consapevolezza che i giovani hanno del mondo del lavoro: ottenuto un diploma di scuola superiore spesso i giovanissimi non sono in grado di affrontare scelte decisive riguardanti il loro percorso futuro. Da questa valutazione è nata la decisione di proporre agli studenti un progetto che permetta loro di ottenere gli strumenti utili per compiere scelte consapevoli.Il progetto, nato da un’idea di Andrea Confalonieri, Ceo di Trilogy nonché Agile Coach e system integrator e ideatore del progetto insieme a Chiara Motti, Counselor e mediatrice familiare, è stato avviato a febbraio in via sperimentale e durerà fino ad aprile.“Dalla mia personale esperienza di recruitment per le aziende – ha dichiarato Andrea Confalonieri – ho imparato che spesso i ragazzi da selezionare non hanno la più pallida idea di cosa significhi cercare un lavoro e svolgerlo. Da questa valutazione è nata la voglia di proporre alle scuole un progetto che permetta agli studenti delle superiori di acquisire competenze formative e, in particolare di tipo decisionale, necessarie per affrontare scelta professionali successive”.

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Il medico italiano che con Alois Alzheimer scoprì la malattia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Centoquaranta anni fa, il 24 febbraio 1879, nasceva a Udine il dr. Gaetano Perusini il medico italiano che scoprì assieme con Alois Alzheimer la malattia neurodegenerativa che all’inizio prese il nome di patologia di Alzheimer-Perusini. Il medico italiano, oggi ingiustamente dimenticato, e il suo collega tedesco fecero i primi studi sulla malattia nei manicomi dove venivano rinchiusi i pazienti affetti da questa patologia allora non compresa. I due dottori avevano capito che non si trattava di pazzi e dalle osservazioni fatte, prima durante la vita dei pazienti e successivamente anche con le autopsie del cervello nei cimiteri dei manicomi, individuarono le prime caratteristiche della patologia, evidenti nel cervello. Perusini individuò, con 80 anni di anticipo, prima che venisse documentata scientificamente, la sostanza responsabile della malattia, costituente le placche, oggi nota come proteina amiloide. Perusini la descriveva come “un prodotto metabolico patologico di origine sconosciuta” che si comportava come “una specie di cemento che incolla le fibrille insieme”. L’intuito scientifico di Perusini ha anticipato le moderne considerazioni sulle cause patogenetiche della malattia. La collaborazione tra Alzheimer e Perusini iniziò nel 1906 quando il medico tedesco, chiese a Perusini di osservare per una valutazione più approfondita una sua paziente, Augusta D. che diventerà il primo caso scientifico documentato clinicamente della malattia. Alzheimer era convinto di essere di fronte ad una patologia cerebrale rara, ma le sue osservazioni presentate in un convegno medico furono completamente ignorate, quindi si rivolse a Perusini per una valutazione più approfondita e dettagliata sia degli aspetti clinici che dei reperti istopatologici. Perusini, oltre a riesaminare tutti gli aspetti del caso di Augusta D., raccolse altri tre casi di severa e rapida demenza dei quali uno di 47 anni e altri due di 63 e 67, di cui descrive e accuratamente correla i reperti clinici/neuro-patologici, confermando l’identificazione della nuova malattia.
La malattia di Alzheimer-Perusini, oggi semplicemente Alzheimer perché Perusini viene dimenticato, si sta diffondendo in modo preoccupante in tutto il mondo principalmente a causa dell’invecchiamento della popolazione e si stima che dagli attuali 40 milioni di malati si arriverà a oltre 130 milioni nel 2050. L’Italia, avendo una delle popolazioni più anziane del mondo con 1,2 milioni di dementi è particolarmente a rischio. La medicina non ha ancora trovato una cura e le case farmaceutiche stanno abbandonando la ricerca dei possibili farmaci considerati gli scarsissimi risultati finora raggiunti con medicine, che possono solo attenuare i sintomi per qualche mese, sono molto costose e spesso hanno pesanti effetti collaterali. L’unica possibilità di difesa che appare allo stato attuale della scienza medica è la prevenzione, che riguarda tutte le persone sane per evitare che si ammalino, attraverso la diagnosi precoce e la stimolazione cognitiva, come lo studio Train the Brain sperimentato dal Prof. Lamberto Maffei all’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha dato risultati positivi, clinicamente documentati, nell’80% dei soggetti trattati. Visto il successo ottenuto è stata costituita la Fondazione IGEA Onlus (www.fondazioneigea.it) per rendere il protocollo disponibile a tutti coloro che possono averne bisogno. Vari altri studi sono in corso a livello internazionale per intercettare in anticipo la malattia, che è subdola, per lunghi anni (15 – 20) non da sintomi e quando i sintomi appaiono di solito è troppo tardi per correre ai ripari. La Fondazione IGEA Onlus Tra le sperimentazioni in atto più promettenti figurano in Italia il programma Interceptor del Ministero della Salute, per la diagnosi precoce, e negli USA lo studio POINTER che, come Train the Brain, si basa sulla stimolazione cognitiva per contrastare e rallentare la patologia. (fonte: Fondazione IGEA Onlus)

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Rai: Il Nome della Rosa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Roma Giovedì 28 febbraio 10.30 Proiezione A seguire conferenza stampa con il cast e la produzione Sala Arazzi RAI – Viale Mazzini, 14
Milano 10.30 Proiezione A seguire streaming della conferenza stampa Sala Conferenze RAI – Corso Sempione 27 Presentazione in anteprima mondiale de “Il Nome della Rosa” dal romanzo di Umberto Eco edito da Bompiani Una serie diretta da Giacomo Battiato con John Turturro, Rupert Everett, Damian Hardung, Fabrizio Bentivoglio, Greta Scarano,Richard Sammel, Stefano Fresi, Roberto Herlitzka, con la partecipazione straordinaria di Alessio Boni,con Sebastian Koch, James Cosmo e Michael Emerson nel ruolo dell’Abate. Una coproduzione 11 MARZO FILM, PALOMAR in collaborazione con RAI FICTION con TELE MÜNCHEN GROUP Prodotta da Matteo Levi, Carlo Degli Esposti, Nicola Serra
IN ONDA IN PRIMA VISIONE SU RAI 1 DA LUNEDÌ 4 MARZO ALLE 21.25 La conferenza stampa potrà essere seguita in streaming sul sito http://www.ufficiostampa.rai.it L’accesso alla conferenza è consentito ai giornalisti in possesso di accredito.

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La soluzione per l’assistenza del futuro è nell’infermieristica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

“Quella dell’infermiere è la professione più vicina al paziente che segue 24 ore su 24 sia in ricovero che a domicilio. Ma non allo stesso modo in tutte le Regioni”, sottolinea all’assemblea di tutte le professioni sanitarie e sociali che si è svolta Roma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, il maggior Ordine italiano con oltre 450mila iscritti.“Due dati per comprendere – aggiunge -: il rapporto infermieri pazienti che studi internazionali indicano come ottimale per abbattere la mortalità del 20% è di 1:6. In Italia abbiamo Regioni che sono a 1:17 (la Campania ad esempio) e altre a 1:8 come il Friuli-Venezia Giulia. La carenza di infermieri, soprattutto sul territorio e quindi accanto ai più fragili e bisognosi di assistenza continua (malati cronici, anziani, non autosufficienti ecc.) è di circa 50-53mila unità, ma ci sono Regioni dove i numeri potrebbero considerarsi a posto (ad esempio Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ecc.) e Regioni dove invece l’assenza di organici è pesante e mette l’assistenza a rischio (in Campania sono circa il 48% in meno di quelli che sarebbero necessari, raggiungono il 55% in meno in Calabria e il 56% in Sicilia)”.“In questo modo – prosegue – anche l’introduzione della figura innovativa dell’infermiere di famiglia e comunità a fianco del medico di medicina generale – voluta fortemente anche dai cittadini – non può essere omogenea: al Nord infatti ci sono già esperienze e modelli affermati, al Sud gli infermieri sono troppo pochi anche solo per assistere i pazienti in ricovero, figuriamoci sul territorio”.Secondo i dati Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, una Direzione Generale della Commissione europea, che collabora a stretto contatto anche con Onu e Ocse, l’Italia nel 2016 aveva 557 infermieri ogni 100.000 abitanti (negli anni successivi sono diminuiti), mentre sei Paesi dell’Ue 28 tra cui i maggiori partner come Germania e Francia, superavano i mille (dai 1.172 del Lussemburgo ai 1.019 della Francia) e altre sette, tra cui anche il Regno Unito, erano comunque tra i 981 infermieri per 100.000 abitanti della Danimarca e i 610 dell’Estonia.Anche volendo solo raggiungere il livello medio di questi Paesi, in Italia mancherebbero tra i 50 e i 60mila infermieri. Per farlo ci si dovrebbe adeguare all’Europa, prevedendo più infermieri in formazione e occupazione, con evidenti progressi nell’eliminazione della carenza globale entro il 2030. La Commissione europea sottolinea che tutti i piani nazionali per la realizzazione della copertura sanitaria universale formulano proposte specifiche per migliorare e sviluppare il ruolo degli infermieri come professionisti della salute più vicini alla comunità; almeno il 75% dei paesi ha un infermiere con responsabilità di alta gestione in materia di salute; quel che serve è una rete globale di leadership infermieristica. Mangiacavalli fa anche riferimento alla diversa epidemiologia della popolazione: le malattie croniche l’anno scorso – secondo i dati Istat da poco evidenziati nel rapporto Osservasalute – hanno interessato quasi il 40% della popolazione, cioè 24 milioni di italiani dei quali 12,5 milioni hanno multi-cronicità. Le proiezioni della cronicità indicano che tra 10 anni, nel 2028, il numero di malati cronici salirà a 25 milioni, mentre i multi-cronici saranno 14 milioni.Attualmente infatti nel nostro Paese si stima che si spendono, complessivamente, circa 66,7 miliardi per la cronicità; stando alle proiezioni effettuate sulla base degli scenari demografici futuri elaborati dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) e ipotizzando una prevalenza stabile nelle diverse classi di età, nel 2028 spenderemo 70,7 miliardi di euro.
E le cronicità si acuiscono anche secondo le aree geografiche. La prevalenza più elevata di almeno una malattica cronica si registra in Liguria con il 45,1% della popolazione. I Comuni sotto i 2.000 abitanti sono quelli con la quota più elevata di cronicità, quasi il 45%, mentre nelle periferie delle città Metropolitane si riscontra la quota più elevata di persone che soffrono di malattie allergiche, il 12,2% della popolazione residente.
“Anche per questo gli infermieri vogliono dare un contributo ancora maggiore al miglioramento della salute – ha detto -. Nel XXI secolo – conclude Mangiacavalli – vedremo più comunità e servizi a domicilio, una migliore tecnologia e la cura centrata sulla persona: gli infermieri saranno in prima linea in questi cambiamenti e per questo devono imparare a essere leader perché tutte queste qualità le hanno già sviluppate e fanno parte della loro vocazione e della loro professionalità: una nuova epidemiologia richiede nuovi modelli di assistenza e, per questi, c’è già il nuovo infermiere che deve essere specializzato e presente h24 sul territorio. Ma deve essere disponibile ovunque e in tutte le Regioni senza carenze e in modo omogeneo”.

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Audipress 2018/III: segno positivo per la stampa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

I nuovi dati Audipress 2018/III, approvati dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Ernesto Mauri, mostrano segnali positivi, registrando – a parità di testate considerate – un incremento dello 0.7% nei lettori della stampa nel complesso, con variazioni positive nei tre comparti: quotidiani + 0.2%, settimanali +1.2%, mensili +0.6%. Questa è un’importante inversione di tendenza dopo 4 anni di flessione.Nello scenario del consumo dei prodotti editoriali su carta o digitale, così come pubblicato dalla ricerca Audipress, la stampa si conferma dunque una risorsa importante per più di 40 milioni di italiani, che scelgono ogni mese contenuti di qualità attraverso la lettura delle principali testate.In un giorno medio, il 30.8% degli italiani (16.334.000 lettori) accede all’informazione attraverso la lettura di un quotidiano, superando ogni giorno 24 milioni di letture, con una quota predominante di letture (2 su 3) che si mantengono a frequenza alta, a testimonianza di un’effettività di consumo regolare. Nel comparto periodici, ogni settimana si raggiungono quasi 23 milioni di letture per le testate settimanali (per 13.599.000 lettori, cioè il 25.7% degli adulti + 14 anni) e ogni mese si raggiungono quasi 20 milioni di letture per le testate mensili (per 11.990.000 lettori, il 22.6% degli italiani).I dati Audipress 2018/III sono il risultato dell’indagine ufficiale per la lettura della stampa quotidiana e periodica in Italia, che consente di tracciare il profilo sociodemografico dei lettori e i loro comportamenti di lettura, permettendo di cogliere le caratteristiche proprie di ciascun segmento editoriale e dei vari target di popolazione. Su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre, per questa edizione sono state eseguite 39.206 interviste personali, condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo, lungo un calendario di rilevazione di 38 settimane complessive, dal 15 gennaio 2018 al 9 dicembre 2018.
Gli Istituti esecutori del field sono Doxa ed Ipsos; il disegno del campione e l’elaborazione dei dati sono stati effettuati da Doxa; i controlli sono a cura di Reply. Ulteriori elaborazioni da nastro di pianificazione sono effettuate da Media Consultants, Memis, MediaSoft e recentemente Nielsen. (fonte: http://www.fieg.it)

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Top Utility, gli investimenti volano a +25%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Crescono gli investimenti delle maggiori utility italiane (+25,6% nel 2017 rispetto all’anno precedente), ma aumenta anche l’attenzione alla sostenibilità, ritenuta sempre più strategica nella creazione di valore, al pari della ricerca e dell’innovazione, conseguita grazie a collaborazioni con start-up in grado di fornire nuove idee e soluzioni a un settore che deve affrontare la rivoluzione digitale.Sono alcune delle indicazioni principali della settima edizione del rapporto Top Utility Analysis presentato oggi, che ha come di consueto analizzato economics, attività e servizi erogati dalle maggiori 100 utility pubbliche e private italiane attive nei settori gas, luce, acqua e rifiuti.
Assegnati anche i premi alle eccellenze italiane del settore. La migliore in assoluto è A2A (in finale con Acque SpA, Aimag, Gruppo Cap e Smat); prima per Sostenibilità è invece Acque SpA (finalista con Brianzacque, Gruppo Cap, Estra e Nuove Acque); per la Comunicazione si è distinta Hera (con A2A, Aimag, Gruppo Cap, Etra), per RSE Ricerca e Innovazione Gruppo Cap (con Acquedotto Pugliese, Iren, Hera, Smat). Nella categoria Consumatori e Territorio la migliore è stata Aimag (con Acea, Aset, Nuove Acque, Smat) e, infine, Estra si è distinta nella categoria Crif Performance Operative (con A2A, CVA, Contarina, Savno).
Le 100 maggiori utility operanti in Italia nei settori dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico integrato e della raccolta dei rifiuti urbani hanno generato nel 2017 un valore della produzione aggregato prossimo ai 112 miliardi di euro, pari al 6,5% del PIL italiano. Continua il fenomeno delle concentrazioni; tuttavia, le grandi imprese sono in numero limitato, dato che solo il 12% supera il miliardo di euro di ricavi, mentre sono assai numerose le medio-piccole dalla forte vocazione territoriale: il 53% ha ricavi inferiori ai 100 milioni. Il 67% delle aziende è a totale capitale pubblico, mentre il 20% è misto e il 9% è quotato in Borsa e solo il 4% privato. Nell’idrico, oggetto del progetto di legge cosiddetto “acqua pubblica”, il cui iter è in corso in Commissione Ambiente, non ci sono aziende private.Queste 100 aziende rappresentano, nel loro insieme, una parte consistente dei mercati di riferimento. Coprono infatti il 50,6% dell’energia elettrica generata in Italia e il 70,2% delle vendite finali, ovvero il 42,6% dei volumi di gas distribuiti e il 65,6% di quelli venduti (dati Arera), il 70,2% dell’acqua distribuita e il 43% dei rifiuti urbani raccolti.
È soprattutto la voce degli investimenti in impianti, reti ed attrezzature quella che nel 2017 è cresciuta maggiormente, salendo a 5,7 miliardi di euro contro i 4,5 miliardi del 2016. È un balzo, a perimetro omogeneo, del 25,6% rispetto all’anno precedente. Tale valore rappresenta l’1,9% degli investimenti fissi lordi in Italia nel 2017 e lo 0,3% del PIL nazionale. A investire sono in netta prevalenza le aziende elettriche: circa 2,6 miliardi di euro, pari al 45,8% del totale (+32% sul 2016), mentre le multiutility hanno sfiorato i 2 miliardi (+20,9% sul 2016). Da segnalare i 916 milioni di euro di investimenti delle imprese del sistema idrico (+21,1% sul 2016), che testimoniano gli sforzi in atto per migliorare la qualità delle reti. L’investimento medio per abitante è di 37,1 euro, il 40% in più del valore dell’anno precedente (26,2 euro). Per le sole multiutility attive nel servizio idrico questo dato aumenta ulteriormente, toccando i 47,6 euro per abitante. Gli investimenti pro capite nel waste management ammontano, invece, a 9,4 euro/abitante per le monoutility, di fronte ai 19,4 delle multiutility attive nel medesimo settore.Dallo studio emerge un calo dei ricavi delle Top 100 dovuto principalmente alle difficoltà incontrate dalle imprese del settore elettrico (fatturato sceso del 5% rispetto al 2016), penalizzate dalla flessione dei prezzi e della domanda. Di segno opposto le monoutility del gas che, dopo il forte calo rilevato nella precedente edizione, nel 2017 hanno segnato un aumento del fatturato del 12,2%. Le multiutility hanno incrementato il valore della produzione del 6,2%, seguite dalle monoutility del sistema idrico (+5%) e dei rifiuti (+4%).La sostenibilità è sempre più al centro delle attività delle top utility italiane. Nel 2017 sono state 51 le aziende che hanno redatto il rapporto di sostenibilità, quattordici in più rispetto all’anno precedente e diciassette rispetto al 2015. Solo 31 erano però tra quelle tenute a farlo, mentre per le altre 20 è stata una libera scelta. Anche le certificazioni crescono, sia per quanto riguarda quelle di prodotto, sia per quelle ambientali, di efficienza energetica e di sicurezza sul lavoro.

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Fortinet protegge la strada verso il 5G

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Fortinet Fortinet (NASDAQ: FTNT), leader mondiale nelle soluzioni di cybersicurezza integrate e automatizzate, annuncia funzionalità estese per proteggere la strada verso il 5G con la sua ampia gamma di soluzioni per reti core mobile e infrastrutture cloud, tra cui la tecnologia SPU virtuale e sistemi avanzati di sicurezza ad alte prestazioni. Con la promessa di velocità di connessione più elevate, connettività su ampia scala e nuove opportunità di profitto, il 5G avrà un profondo impatto sulla mobilità e sulla trasformazione digitale. Fortinet si trova in una posizione unica per offrire ai suoi clienti sistemi avanzati di sicurezza e prestazioni che forniscono funzionalità carrier class, rapida scalabilità, visibilità approfondita e controllo granulare per proteggere le infrastrutture core mobile, cloud edge e IoT.
L’avvento del 5G estenderà la connessione digitale a pressoché ogni aspetto della nostra vita. In molti dei casi di utilizzo, per certi versi futuristici, come per i veicoli autonomi, le esperienze immersive di AR/VR, le smart city, la latenza ultra-bassa, l’ampiezza e la velocità di banda, la fornitura è stata il pezzo mancante del puzzle. Ormai da anni, l’interconnessione mobile di tutte queste parti sembrava inevitabile, eppure la massiccia densità di connessioni, tutte con una velocità adeguata, latenza e servizi correlati, era rimasta finora irrealizzabile in tutti i, finora limitati, test teorici.
Con il 5G e gli imminenti progressi dell’ordine di grandezza e in termini di ampiezza di banda, connessione e possibilità di utilizzo, c’è un’opportunità per l’innovazione end-to-end nel momento in cui l’infrastruttura mobile si trasforma in una piattaforma e un catalizzatore per la creazione di valore e l’innovazione dei servizi. Più che mai, i fornitori di rete mobile diventeranno abilitatori di business in sicurezza. Ad esempio, i service provider avranno nuove opportunità di generare profitti nell’IoT, come l’automazione nel settore manufacturing, telemetria industriale, sistemi di risposta alle emergenze, chirurgia robotica, streaming video 4K UHD e altro ancora. Tuttavia, queste innovazioni porteranno anche a un corrispondente aumento di potenziali denial of service, minacce avanzate e altre forme di attacco informatico sull’infrastruttura core di rete stessa. La sicurezza è imperativa per proteggere e gestire l’evoluzione delle reti mobili 4G e le nuove 5G. Questi nuovi casi di utilizzo dei servizi necessitano di una serie di funzionalità oltre a un firewall stateful, con capacità e affidabilità tali da soddisfare gli obiettivi SLA (service level agreement) in termini di tempistiche e qualità dell’esperienza.
Fortinet offre soluzioni di sicurezza strategiche specificamente progettate per affrontare le sfide uniche che gli operatori devono affrontare nella migrazione delle loro core network per fornire servizi mobili 4.5G e 5G. Offre la possibilità di creare un framework di sicurezza che aiuta a ottimizzare i costi di lancio e di gestione di nuovi servizi e opportunità di profitto, mitigare le minacce avanzate e a raggiungere gli obiettivi in termini di livello di servizio. I service provider possono realizzare tutto ciò sfruttando la sicurezza avanzata e i sistemi ad alte prestazioni di Fortinet che offrono agli operatori mobili una migliore visibilità attraverso analisi complete e correlate, la capacità di contrastare complesse minacce di sicurezza interne ed esterne che incidono su infrastrutture e servizi di rete su larga scala.

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“National Institute of Drug Abuse”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Camerino Ancora successi per la ricerca dell’Università di Camerino. Il gruppo di ricerca guidato dal prof. Roberto Ciccocioppo, della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam, che da anni si occupa brillantemente e con successo di ricerche nel settore della neurofarmacologia, ottenendo eccellenti risultati e prestigiosi riconoscimenti, è entrato a far parte di un progetto internazionale, nato dalla collaborazione tra Unicam, Medical University of South Carolina, University of California di San Diego, Queen’s University di Belfast, finanziato dal “National Institute of Drug Abuse” (NIDA), l’organismo governativo americano che guida le politiche di prevenzione della dipendenza da sostanze e coordina le attivita’ scientifiche relative allo sviluppo di nuove terapie e allo studio delle basi neurobiologiche e genetiche di questo disturbo.
“Si tratta di un risultato assai prestigioso – ha sottolineato il prof. Ciccocioppo – poiché permetterà al nostro gruppo di ricerca di lavorare in collaborazione con i migliori laboratori americani che si occupano di problematiche inerenti la dipendenza da sostanze. La soddisfazione è ancora maggiore se consideriamo che il nostro Ateneo è l’unico in Italia non solo ad essere entrato a far parte di questo consorzio, ma anche a ricevere finanziamenti dal National Institute of Health, che comprende anche il NIDA”.Il progetto, nello specifico, avrà come obiettivo quello di effettuare una analisi genetica su oltre mille campioni di DNA con lo scopo di individuare i geni specifici che predispongono oppure proteggono dallo sviluppo di dipendenza da oppioidi, per poter avviare strategie preventive e sviluppare terapie innovative. Saranno, poi condotte analisi epigenetiche per identificare l’impatto dell’ambiente su questi geni. “I dati raccolti – ha sottolineato il dott. Nazzareno Cannella, ricercatore presso la Scuola del Farmaco di Unicam e responsabile della conduzione dello studio – saranno utili per l’implementazione di strategie preventive e per lo sviluppo di nuove terapie per la dipendenza da oppioidi. Dai dati raccolti ci si aspetta inoltre di ottenere informazioni utili ad ottimizzare le terapie del dolore che fanno uso di farmaci analgesici narcotici, quali ad esempio morfina e idrossicodone. Conoscere la vulnerabilità individuale all’eventuale sviluppo della dipendenza permetterà, infatti, al medico di scegliere più correttamente, personalizzandola, la terapia ed il farmaco da usare.”Negli ultimi anni, l’uso di sostanze oppioidi è aumentato esponenzialmente, tanto che negli Stati Uniti si parla di “Opioid Epidemics”, non solo negli Stati Uniti, ma nell’ultimo periodo anche in Europa, interessando in particolar modo la popolazione giovanile; anche dal punto di vista sociale, dunque, è necessario provare a frenare questa crescita.Il progetto ha durata quinquennale ed è stato finanziato complessivamente per un totale di 2,5 milioni di dollari, 400 mila dei quali saranno a disposizione di Unicam.

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La nuova riforma agraria mette a rischio processo di pace In Birmania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Birmania (Myanmar) La nuova proposta di legge per la riforma dei diritti terrieri del governo birmano rischia di annullare gli sforzi fatti finora per porre fine a 70 anni di conflitti armati nelle regioni di insediamento delle minoranze etniche del paese. La nuova legge prevede che entro l’11 marzo 2019 i piccoli agricoltori debbano registrare presso le autorità competenti le richieste di usufrutto dei terreni che posseggono da generazioni. Per chi non registra la propria richiesta sono previsti l’esproprio e fino a due anni di carcere tramutabili in pena pecuniaria. La registrazione però non garantisce la proprietà ma semplicemente permette l’usufrutto dei terreni per 30 anni. Evidentemente la nuova legge disattende i diritti tradizionali di proprietà delle minoranze, non tiene conto del tradizionale usufrutto comunitario della terra da parte delle comunità indigene né considera la situazione dei profughi che, vista la loro peculiare situazione, non hanno la possibilità di registrare le loro richieste. La nuova legge penalizza infatti in primo luogo i profughi, costretti a fuggire dalle violenze, che non potendo registrare le richieste sul proprio territorio, perdono qualsiasi possibilità di tornare a casa, sia per la perdita della propria terra sia per il fatto che la mancata registrazione criminalizza le persone e comporta il rischio dell’incarceramento.
Attualmente almeno 106.000 piccoli agricoltori degli stati federali di Shan e di Kachin sono in fuga. Altre 100.000 persone appartenenti a diverse minoranze vivono in campi profughi in Thailandia. Nello stato federale di Rakhine 128.000 persone sono profughe interne mentre ulteriori 750.000 Rohingya hanno cercato protezione in Bangladesh. Lo scorso 25 gennaio 2019 Yanghee Lee, incaricata dell’ONU per i diritti umani in Birmania, ha ufficialmente protestato contro la nuova legge che, dichiara Lee, di fatto espropria i profughi della loro proprietà e dei loro diritti.Ma a subire le conseguenze della nuova legge saranno anche milioni di piccoli agricoltori che si vedranno sottrarre la loro base esistenziale. Chi infatti decide di far registrare la sua richiesta rinuncia automaticamente alla proprietà della terra dovendosi accontentare dell’usufrutto per 30 anni, e chi invece decide di ignorare la legge viene criminalizzato e perde comunque la sua terra. Per milioni di piccoli agricoltori la nuova legge viene percepita come una dichiarazione di guerra alle minoranze etniche del paese nonché come il tentativo di un lento e strisciante furto delle loro terre. Infatti, l’82% dei terreni il cui uso dovrebbe essere regolamentato dalla nuova legge si trova nelle regioni di insediamento delle minoranze e sarebbero principalmente loro a perdere i propri diritti e la loro base esistenziale.
L’organizzazione Chin Land Affairs Network ha già precisato che le comunità indigene dei Chin sono tradizionalmente proprietari di tutto il territorio del loro stato federale e che questi diritti non possono essere messi in discussione da una legge. Il sospetto delle organizzazioni indigene e per i diritti umani è che la legge abbia lo scopo di facilitare l’accesso e l’usufrutto della terra a investitori privati sia stranieri sia interni. Infine la nuova legge rischia di minare qualsiasi tentativo di dialogo per il raggiungimento di una pace duratura in regioni che da 70 anni sono scenari di repressione e conflitti armati. Ciò determinerebbe anche il definitivo fallimento della politica della Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi che aveva dichiarato che la ricerca di pace sarebbe stato il compito centrale del suo mandato.

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NTT DATA lancia una piattaforma di mappe digitali 3D avanzate per la pianificazione della rete 5G

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

NTT DATA, multinazionale leader nel settore dell’Information Communication Technology, ha annunciato il lancio di “AW3D Telecom per 5G”, una piattaforma avanzata di mappe digitali 3D che sfrutta immagini satellitari di alta qualità per la pianificazione delle reti wireless di quinta generazione (5G). AW3D per 5G è destinato ad essere impiegato da operatori telefonici, venditori di reti e società IoT impegnate in attività che coinvolgono reti 5G.
Nel 2018 sono stati lanciati negli Stati Uniti servizi commerciali 5G tramite reti di accesso wireless fisse, mentre nel 2019 inizieranno ad essere operativi in Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e Australia. In Italia il servizio sarà operativo dal 2020.
Modelli 3D accurati sono fondamentali per la progettazione delle reti 5G, che utilizzano onde dello spettro millimetrico altamente sensibili alle interferenze che derivano da oggetti naturali e artificiali. Edifici, alberi, ponti, strade sopraelevate, devono essere indicati con precisione in modelli 3D e incorporati nel software di pianificazione della rete. Mappe digitali 3D altamente accurate e dettagliate supportano anche indagini in loco, oltre al posizionamento e alla regolazione ottimali dell’infrastruttura di rete.
NTT DATA, fornitore leader di global elevation data con la sua serie AW3D, ha progettato AW3D Telecom per 5G per un funzionamento senza interruzioni con il software di progettazione di reti wireless standard ampiamente utilizzato a scopo di simulazione a radio frequenza (RF). Indica edifici, alberi, ponti e altri oggetti in formato vettoriale e i modelli di elevazione digitale sono prodotti con risoluzione di 1m o 2m in formato raster.La nuova soluzione incorpora la tecnologia multi-view di NTT DATA, che utilizza più di 10 immagini per calcolare ogni elevazione e un algoritmo avanzato di apprendimento automatico supportato dall’intelligenza artificiale (AI) per l’elaborazione delle immagini.Consente la rilevazione di oggetti dettagliati, come strutture su tetti di edifici e singoli alberi sulle strade, per creare dataset avanzati per una pianificazione 5G estremamente precisa.
“I modelli 3D sono fondamentali per la progettazione e implementazione dell’infrastruttura 5G da parte degli operatori di telefonia mobile e degli altri operatori di reti wireless” ha dichiarato Katsuichi Sonoda, Vice President e responsabile del settore soluzioni per le infrastrutture sociali di NTT DATA. “Il nostro dataset avanzato è specializzato nella progettazione di reti 5G, che aiuteranno queste aziende a ottimizzare i loro investimenti infrastrutturali e ad accelerare le implementazioni 5G in tutto il mondo.” “In Italia NTT DATA utilizza da tempo la tecnologia AW3D per molteplici casi d’uso, quali il disegno di oleodotti, la rappresentazione tridimensionale di aree di interesse, la loro integrazione con tecnologie per la realizzazione di esperienze immersive in realtà virtuale. Questo nuovo servizio lanciato da AW3D dimostra la versatilità della tecnologia ed apre ad ulteriori collaborazioni con i nostri clienti nel mondo TELCO.”, commenta Giorgio Scarpelli, Senior Vice President, Head of Innovation di NTT DATA Italia. In futuro, NTT DATA espanderà il mercato di AW3D Telecom per 5G a società che offrono IoT, guida autonoma, droni e prodotti e servizi di realtà virtuale che dipendono dalle reti 5G. NTT DATA fornirà a tali aziende soluzioni complete per supportarle nello sviluppo di attività più sostenibili e sempre attuali e ad espandere il loro uso di informazioni geospaziali in nuovi mercati.
NTT DATA ha presentato AW3D Telecom per 5G al MWC19 di Barcelona unendosi alle altre società consociate e affiliate NTT.

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“Austria Renewable Energy Policy Handbook 2019”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

It is among the latest country specific policy report that offers comprehensive information on major policies governing renewable energy market in the country.The report provides the current and future renewable energy targets and plans along with the present policy framework, giving a fair idea of overall growth potential of the renewable energy industry. The report also provides major technology specific policies and incentives provided in the country.The report is built using data and information sourced from industry associations, government websites and statutory bodies. The information is also sourced through other secondary research sources such as industry and trade magazines.
The report covers policy measures and incentives used by Austria to promote renewable energy.The report details promotional measures in Austria both for the overall renewable energy industry and for specific renewable energy technologies that have potential in the country.

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Japan Outbound MICE Tourism Market

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Traveler Flows, Spending Patterns, Main Destination Markets and Forecast to 2025 offers the most up-to-date industry data on the actual market situation and future outlook for Japan outbound MICE tourism market. The report offers an in-depth analysis of traveler flows, spending patterns, main destination markets and current and future opportunities for tourism businesses seeking to tap into the Japan outbound MICE tourism market. This report also provides readers with insight into MICE tourism, a rapidly growing segment within the travel industry. The report includes historical data from 2013 to 2018 and forecasts until 2025.This report provides clear insight into current and future tourism developments of the Japan outbound MICE tourism market. Furthermore, this report uses the main destination-focused analysis to explore Japan outbound MICE tourism market. A detailed main destination analysis of the market is provided, covering a total of 20 destinations. The report also explores detailed description of growth drivers and inhibitors of the Japan outbound MICE tourism market.The main MICE destinations for the Japanese travelers covered in the report are United States, Hawaii, South Korea, Taiwan, Thailand, Hong Kong, India, Singapore, Sri Lanka, Indonesia, Malaysia, Macau, Philippines, Vietnam, Cambodia, Germany, Italy, United Kingdom, Australia, New Zealand.

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“Governance, Risk and Compliance – The Bolivian Insurance Industry”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

Report is the result of extensive research into the insurance regulatory framework in the Bolivia. It provides detailed analysis of the insurance regulations for life, property, motor, liability, personal accident and health, and marine, aviation and transit insurance giving insurers access to information on prevailing insurance regulations, and recent and upcoming changes in the regulatory framework, taxation and legal system in the country.
The Autoridad de Fiscalizacin y Control de Pensiones y Seguros (APS) is the government authority responsible for the supervision and regulation of the insurance industry in Bolivia. The Insurance Law of 1998, Supreme Decree 25,201 of 1998 and the Code of Commerce of 1977 regulate and govern insurance and reinsurance operations in the country.The Insurance Law was enacted as Law No. 1883 on June 25, 1998, while the Code of Commerce 1977 was introduced as the Law No. 14,379 on February 25, 1977. The subsidiary legislation, Supreme Decree 25,201 issued on October 16, 1998, pursuant to the Insurance Law, stipulates the detailed regulations for the supervision of insurance activities.The report specifies various requirements for the establishment and operation of insurance and reinsurance companies and intermediaries. It also includes the scope of non-admitted insurance in the country.

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“3-Day Training: The ARM Exploit Laboratory”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

The all new ARM IoT Exploit Laboratory is a fast paced 3-day intermediate level class intended for students who want to take their exploit writing skills to the ARM platform. The class covers everything from an introduction to ARM assembly all the way to Return Oriented Programming (ROP) on ARM architectures. Our lab environment features hardware and virtual platforms for exploring exploit writing on ARM based Linux systems and IoT devices.The class concludes with an end-to-end Firmware-To-Shell hack, where we extract the firmware from a popular SoHo router, build a virtual environment to emulate and debug it, and then use the exploit to gain a shell on the actual hardware device.

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Global Property CEO Conference

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

KKR Real Estate Finance Trust Inc. (NYSE: KREF) announced today that Matt Salem, Co-Chief Executive Officer and Co-President, will present on the Mortgage REIT Panel at the Citi 2019 Global Property CEO Conference on Tuesday, March 5, 2019 at 11:35 AM ET.
A live audio webcast of the presentation will be available on the Investor Center section of KREF’s website at http://www.kkrreit.com/investor-relations/events-and-presentations. For those unable to listen to the live audio webcast, a replay will be available on the website shortly after the event.
Real Estate Finance Trust Inc. (NYSE:KREF) is a real estate finance company that focuses primarily on originating and acquiring senior loans secured by commercial real estate properties. KREF is externally managed and advised by an affiliate of KKR & Co. Inc. For additional information about KREF, please visit its website at http://www.kkrreit.com.

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