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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 4 marzo 2019

Lavoro: Altro che ripresa, crollo delle ore e boom di precari: la Scuola più di tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

I dati emergono dal rapporto ‘Il mercato del lavoro 2018’, derivante dalla collaborazione tra ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal: nei primi tre trimestri del 2018, rispetto a dieci anni fa, mancano all’appello poco meno di 1,8 milioni di ore lavorate, ovvero oltre un milione di posti full time (unità di lavoro a tempo pieno). Una ripresa, quindi, a “bassa intensità lavorativa”: più occupati ma per meno ore. Marcello Pacifico (Anief): Basta alibi, in Italia l’occupazione si sta sempre più precarizzando e i lavoratori dell’Istruzione sono l’emblema di questa tendenza. “Dire che in Italia l’occupazione è in aumento è un falso storico che serve solo a fornire alibi al governo di turno per dimostrare l’efficienza delle manovre sul lavoro: la verità è emersa in queste ultime ore, attraverso il rapporto ‘Il mercato del lavoro 2018’, dal quale risulta che rispetto al 2008 il numero di ore lavorate e di lavoratori a tempo pieno è enormemente più basso, oltre che la mancata corrispondenza, tendente al ribasso, del tipo di lavoro svolto rispetto al livello di istruzione raggiunto. Quindi, nel nostro Paese l’occupazione si sta sempre più precarizzando”. Così commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, lo studio nazionale sul mercato del lavoro, frutto della collaborazione tra ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal. Il rapporto rileva, in effetti, che nella media del 2018 il numero di occupati supera il livello del 2008 di circa 125 mila unità. Apparentemente, quindi, si sarebbero recuperati i livelli pre-crisi. Eppure – come spiega anche l’Ansa – qualcosa si è perso: nei primi tre trimestri del 2018, rispetto a dieci anni fa, mancano all’appello poco meno di 1,8 milioni di ore lavorate, ovvero oltre un milione di posti full time (unità di lavoro a tempo pieno). Una ripresa, quindi, a “bassa intensità lavorativa”: più occupati ma per meno ore.
“Nella stima preliminare del quarto trimestre 2018 – si legge nel rapporto – torna a crescere lievemente l’occupazione permanente (+0,1%), dopo la caduta del terzo” ma è “il tempo determinato (+0,1%)” a toccare “il valore massimo di oltre 3,1 milioni di occupati”. In dieci anni, tra il 2008 e il 2018, i dipendenti con contratto a tempo sono aumentati di 735 mila unità. Un aumento concentrato soprattutto “nei dipendenti con rapporti a termine di durata fino a un massimo di sei mesi (+613mila)”. Inoltre, nel 2017 circa un milione di occupati ha lavorato meno ore di quelle per cui sarebbe stato disponibile, mentre la schiera dei sovraistruiti ammonta a quasi 5,7 milioni: quasi un occupato su 4. Infine, le studio ha sottolineato che con il passare degli anni il fenomeno risulta “in continua crescita, sia in virtù di una domanda di lavoro non adeguata al generale innalzamento del livello di istruzione sia per la mancata corrispondenza tra le competenze specialistiche richieste e quelle possedute”. “L’emblema del lavoro precarizzato – dice Marcello Pacifico – è rappresentato dalla scuola, dove la percentuale di precari è attualmente il doppio degli altri comparti pubblici. Inoltre, a seguito delle mancate modifiche, anche transitorie, ad un modello di reclutamento troppo rigido e deficitario, il numero maggiorato di uscite, seppure minori alle aspettative, grazie a quota 100, la prossima estate ci ritroveremo con 70 mila cattedre vacanti e quasi 200 mila supplenze.

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Scuola: Docenti precari, a settembre sarà record

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Il Ministro Bussetti spera nei concorsi, ma continua a non adeguare gli organici a quelli di diritto. Anief è pronta a citarlo come responsabile dirigenziale erariale per l’abuso dei contratti a termine, perché risponda della cattiva politica messa in campo dallo Stato italiano sui lavoratori della scuola.Nel giorno in cui i sindacati ufficializzano l’enormità di posti privi di docenti titolari nella scuola pubblica, ben oltre le aspettative e le 100 mila cattedre, dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti apprendiamo che “il maggior numero di cattedre disponibili sono concentrate al Nord, nonostante il calo demografico che caratterizza il nostro Paese”, e che “le cattedre vacanti saranno coperte grazie ai concorsi”. Oltre all’ovvietà delle dichiarazioni – considerato che tutti sanno dove sono concentrate le cattedre vacanti in Italia e che il tasso di nascite è da anni in calo -, quello che lascia sconcertati è la continua volontà di tranquillizzare l’opinione pubblica con progetti irrealizzabili. Marcello Pacifico (Anief): Per coprire la miriade di cattedre disponibili, 50 mila solo su sostegno agli alunni disabili, servono disposizioni transitorie e straordinarie. Sarebbe intellettualmente più onesto ammettere che oggi e anche dopo le prossime immissioni in ruolo, la scuola italiana si regge sui supplenti per soddisfare il suo fabbisogno organico. Come fa il Ministro dell’Istruzione a dire che non c’è nessun allarme supplentite, perché i posti saranno coperti dai vincitori di concorso, ben sapendo che le selezioni pubbliche avanzano a rilento, per la prossima estate non saranno concluse, e che, anzi, alcune programmate non sono nemmeno mai state avviate, come quella destinata ai tanti precari di terza fascia d’istituto? Perché non dice chiaramente che nel prossimo anno scolastico, a seguito dell’ostinazione nel mantenere chiuse le GaE, alla primaria solo un posto libero ogni cinque sarà coperto dai vincitori di concorso, mentre i docenti abilitati continueranno a stagnare nelle graduatorie d’istituto e altri 50 mila insegnanti ci stanno per ritornare per via della incredibile conferma del Consiglio di Stato di licenziarne 6 mila ed espellerli tutti dalle GaE facendo ora pure intendere che la loro abilitazione è solo “strumentale”? Perché non si ricorda che la scorsa estate la gran parte delle immissioni in ruolo, circa 33 mila, sono sfumate per mancanza di candidati nelle uniche graduatorie considerate dal Ministero dell’Istruzione. “La verità – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che per coprire la miriade di cattedre disponibili, 50 mila solo su sostegno agli alunni disabili, servono disposizioni transitorie e straordinarie. Come la riapertura delle GaE e del doppio canale di reclutamento. Ma anche come la cancellazione di quella norma del 2013 che impone una cattedra di sostegno su tre in deroga, quindi non utile per le assunzioni a tempo indeterminato. Che anche se il Mef desse il consenso ad attuare il turnover al 100 per cento, la stragrande maggioranza dei posti vacanti rimarrà tale”. “Invece di continuare a soffiare fumo negli occhi – continua il sindacalista autonomo -, sarebbe intellettualmente più onesto ammettere che oggi e anche dopo le prossime immissioni in ruolo, la scuola italiana si regge sui supplenti per soddisfare il suo fabbisogno organico. Perché, a seguito dei previsti 40 mila pensionamenti complessivi tra legge Fornero e quota 100, oltre 100 mila cattedre continueranno ad essere assegnate ad un precario. È un caso unico in Italia e forse in tutta Europa. Invece, si preferisce portare avanti la politica del tutto bene tutto a posto. Costringendo il personale a rivolgersi ai giudici per ottenere giustizia”. A questo proposito, Anief confida nella decisione prossima del Consiglio d’Europa, che dovrà esprimersi sul reclamo collettivo presentato dallo stesso sindacato sull’uso sistematico del precariato pur in presenza di chiare direttive europee che ne condannano la pratica, oltre i 36 mesi, in presenza di posti vacanti.

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Scuola: Diplomati magistrale, inopportune le parole del ministro sull’esito della Plenaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Commentando la sentenza dei giorni scorsi dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, il Ministro dell’Istruzione ha accostato quell’esito alla lungimiranza delle decisioni prese dal Governo. Cosa risponderà Bussetti, però, a settembre, quando non potranno più essere nominati 45 mila insegnanti dalle graduatorie ad esaurimento e si dovrà ricorrere alle chiamate dei presidi dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto in base alle dieci scuole selezionate da ciascun candidato fortuitamente con il risultato scontato di cattedre scoperte e senza titolare? Già, perché il concorso riservato pensato dal Governo coprirà soltanto un posto su cinque che ogni anno serve per garantire la continuità didattica senza parlare delle 7 mila maestre assunte con riserva che hanno superato l’anno di prova e dovranno vincere il nuovo concorso per essere confermate. In verità, spiega Pacifico, il Miur prima si è costituito contro queste maestre, poi ha deciso di lavarsene le mani come Ponzio Pilato continuando però a chiamarle come supplenti per soddisfare al suo fabbisogno organico. Se i cittadini giudicheranno le scelte politiche dell’attuale maggioranza, quelli che pagheranno saranno comunque i nostri bambini che dal prossimo anno non avranno un insegnante a settembre. Nel frattempo, continuano i ricorsi in tribunale con l’udienza della Cassazione prevista per il prossimo 12 marzo, e la decisione sul reclamo collettivo presentato da Anief al Consiglio d’Europa. In molti speravano in un ripensamento del Consiglio di Stato sul giudizio espresso in Adunanza plenaria contro il giudicato formatosi sulla validità del diploma magistrale quale titolo di accesso per le graduatorie ad esaurimento, ma non certo l’attuale Ministro dell’Istruzione, per il quale “la decisione del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali conferma la bontà e la lungimiranza delle decisioni prese dal Governo e dalla maggioranza con il Decreto Legge Dignità a tutela di questi lavoratori”. Il Ministro Bussetti ha aggiunto che “grazie alle norme varate questa estate, il personale è stato messo nelle condizioni di partecipare a un concorso semplificato che consentirà agli interessati di accedere all’immissione in ruolo. I magistrati amministrativi hanno fatto ulteriormente chiarezza su una vicenda molto delicata e complessa, su cui il Governo, insieme ai gruppi parlamentari di Lega e Movimento 5 Stelle, si è mosso nei modi e nei tempi giusti per salvaguardare la continuità didattica e il destino di migliaia di docenti”. Con queste dichiarazioni, il Ministro si assume la piena responsabilità politica del disastro che colpirà la nostra scuola il prossimo 1° settembre, quando soltanto una cattedra su cinque sarà coperta dal nuovo concorso e del licenziamento di massa di 50 mila insegnanti contro cui Anief non smetterà di ricorrere in tribunale. Anche Orizzonte Scuola ricorda come non sia tutto così semplice come il Miur vuole far pensare: “per poter procedere alle assunzioni da graduatorie del concorso straordinario indetto con DDG n. 1456 del 7 novembre 2018, le graduatorie regionali devono essere pronte entro il 30 luglio, e devono essere esaurite o non più in corso di validità le graduatorie del concorso 2016”. Anief ribadisce, tuttavia, che quella dei concorsi, ordinari o straordinari, non può essere la soluzione al problema di oltre 6 mila docenti con diploma magistrale già immessi in ruolo e altri 45 mila espulsi dalle GaE. Il punto, infatti, è un altro, ovvero che le Graduatorie ad Esaurimento non possono essere negate a questi docenti: starvi dentro, per i tutti i diplomati magistrale, è un diritto. Punto.
E poi, visto che le espressioni dei giudici vanno intese come oro colato, perché dal Miur non sono state espresse le stesse considerazioni di rispetto e di estensione pratica quando sempre il Consiglio di Stato ha prodotto sette sentenze passate in giudicato di tenore opposto? E perché da Viale Trastevere non ha proferito verbo, ammettendo quindi i propri errori, quando sempre il massimo consesso della giustizia amministrativa, con sentenza 1973/2015, ha avuto da eccepire sul D.M. 235/2014 che regolava l’aggiornamento sempre delle GaE? Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si parla a sproposito. L’amministrazione scolastica, così facendo, sbaglia due volte: prima perché li ha abbandonati ed ora perché si fa forte di una decisione più che discutibile, fingendo pure di avere offerto loro la strada per rimanere in cattedra”.
“Noi, comunque, non ci arrendiamo e attendiamo a questo punto l’udienza della Cassazione prevista per il prossimo 12 marzo e la decisione del Consiglio d’Europa, che a breve dovrà esprimersi sul reclamo collettivo presentato dal nostro sindacato sull’uso sistematico del precariato pur in presenza di chiare direttive dell’UE che ne condannano la pratica, oltre i 36 mesi, in presenza – conclude Pacifico – di posti vacanti e disponibili”.

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Scuola: Anief ha presentato nuove proposte emendative alla Camera sul decreto concretezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Dall’esclusione delle norme sull’assenteismo per il personale della scuola al salario accessorio per i supplenti brevi, dall’armonizzazione delle regole tra pubblico e privato nella contrattazione alla stabilizzazione dei precari abilitati e non ma con 36 mesi, inclusi idonei del concorso IRC, educatori e Ata; dalla riapertura delle GaE alla conferma nei ruoli degli assunti con riserva, oltre all’assunzione degli idonei dei concorsi
Ancora, dalla riserva nei concorsi dei posti per i docenti supplenti e per gli Ata facente funzione Dsga al doppio canale di reclutamento per le graduatorie d’istituto; dall’attivazione dei posti nei profili C per il personale Ata all’adeguamento tra posti in organico di fatto o in deroga e di diritto; dalla mobilità straordinaria all’attivazione di corsi abilitanti riservati al personale di ruolo, oltre aIl’estensione dei buoni pasto al personale della scuola. Nei prossimi giorni si vedrà quali di queste proposte saranno presentate, dichiarate ammissibili e approvate. Ancora una volta, il giovane sindacato si caratterizza per un’attenta analisi delle nuove norme proposte e per un profondo ascolto delle istanze e delle esigenze che provengono dal mondo della scuola, dopo aver partecipato in delegazione Cisal durante la recente audizione parlamentare. Il sindacato, sempre nell’ottica del miglioramento del sistema scolastico, ha presentato delle proposte emendative all’AC 1433 “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”; nei prossimi giorni vedremo quali proposte avranno un iter positivo.

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Scuola: I temi dell’Anief presentati ai deputati della VII commissione parlamentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Una maggiore flessibilità in presenza di alunni con disabilità, per le pluriclassi e nelle scuole montane, in piccole isole o a rischio, organici legati alle esigenze del territorio, recupero dei tagli al dimensionamento, all’insegnamento modulare nella primaria, al personale Ata con l’attivazione dei profili C ed As, riapertura delle GaE e stanziamento dei 10 miliardi risparmiati nella scuola alla contrattazione. Questi sono i temi degli emendamenti illustrati da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante l’audizione presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione di Montecitorio sulla proposta di legge AC 877 Azzolina “Disposizioni concernenti la formazione delle classi nelle scuole”, dopo un preliminare giudizio positivo sul testo.
Le proposte sono state suddivise in due gruppi: il primo relativo a esigenze di maggiore flessibilità nella proposta di formazione delle classi come da modifiche dell’articolo 1 al comma 1 dell’articolo 64 della legge 133/2008, il secondo relativo a diverse modifiche al DPR 81/09 sul dimensionamento scolastico come già emendato dall’articolo 2. Anief ha precisato come sia importante questa proposta innanzitutto perché, finalmente, dopo dieci anni di tagli e risparmi realizzati all’indomani dell’approvazione della prima legge italiana orientata al pareggio di bilancio (legge 133/2008) imposto dagli accordi europei, sotto la scusa di una maggiore efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione che ha fatto chiudere 10 mila plessi, una sede di presidenza e direzione amministrativa su quattro, ridurre il tempo scuola di quattro ore settimanali, il personale ATA del 17% e gli organici nella primaria del 30%, innalzare di un punto il rapporto alunni-docenti, si intravede un profondo cambiamento di orizzonte. Ma questo da solo non basta. Bisogna essere più coraggiosi e trovare le risorse che già ci sono.
Nei primi tre emendamenti, si è chiesto di derogare ai limiti minimi nella formazione delle classi rispetto alla proposta di 20 alunni in presenza di alunni con disabilità grave e certificata, e di ritornare ai criteri del DM 331/98 sulla formazione delle pluriclassi consentendo in generale ulteriori deroghe per le scuole montane, delle piccole isole o in zone a rischio o alto flusso migratorio o in zone economicamente depresse.
Una proposta specifica tende, anzi, a cambiare le regole sul dimensionamento per recuperare le scuole chiuse o accorpate e per finalmente attribuire gli organici non più in maniera lineare ma in base alle esigenze del territorio. Territorio e non Regioni, perché le scuole sono autonome all’interno di un servizio d’istruzione garantito dallo Stato in ogni parte della Nazione.
Nella formazione delle classi nella scuola primaria bisogna ritornare all’insegnamento modulare abbandonando definitivamente il concetto di maestro unico, specie nella nuova ottica che vorrebbe introdurre l’insegnamento di educazione motoria che dovrebbe essere affiancato all’insegnamento specialistico in lingua inglese. Abbiamo la prova con i rapporti PIRLS che è necessaria una svolta per migliorare gli apprendimenti dei nostri studenti. Ma non vi è un problema di sovraffollamento delle classi. Bisogna anche recuperare il taglio al personale ATA recuperando quel 17% dei posti fuori le classi e quei 20 mila posti mai attivati nei profili di coordinatore degli assistenti tecnici, amministrativi e dei collaboratori scolastici, autorizzati da vent’anni.
Innalzare di un punto, poi, il rapporto alunni / docenti necessita l’adozione di nuove assunzioni che combinate con i pensionamenti anticipati, il ricambio del turn over, le attuali cattedre vuote, impone un piano straordinario di assunzioni di 130 mila precari. Per fare ciò bisogna riaprire le Gae al personale abilitato e abilitare chi da 36 mesi presta servizio per lo Stato.
Se poi non si ha il coraggio di tornare indietro e recuperare tutte le risorse sottratte all’istruzione, conclude Marcello Pacifico, allora si dovrebbe almeno richiedere al Governo di attribuire alla contrattazione quel 30% previsto dalla legge (art. 64, comma 9, legge 133/2008) dei risparmi di spesa avvenuti nella scuola (30 miliardi tra il 2009 e il 2021) per la carriera del personale docente e mai stornati per via del blocco del contratto tra il 2009 e il 2015. In questo modo, almeno, al tavolo per il rinnovo del nuovo contratto per il triennio 2019-2021 si potrebbe ottenere l’allineamento degli stipendi del personale della scuola alla media europea.

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Antonio Banderas per il lancio di TATATU

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Roma Mercoledì 6 marzo – STUDIOS, via Tiburtina 521, Ore 15:00 Conferenza Stampa c/o Sala Cinema a seguire Attività Stampa. sarà presentata TaTaTu, la prima piattaforma social di intrattenimento che premia i suoi utenti con la semplice formula: più guardi e più guadagni! Il fondatore e Ceo Andrea Iervolino presenterà l’innovativo e rivoluzionario progetto insieme all’attore e regista Antonio Banderas, che ha già firmato con Iervolino collaborazioni in film di successo come Black Butterfly e The music of silence. Antonio Banderas stesso è stato pagato in TTU Coin per il suo ruolo nel film Lamborghini, inaugurando ufficialmente l’era delle transazioni digitali nel mondo dell’entertainment e diventando un supporter di TaTaTu. Ad oggi Andrea Iervolino ha finanziato, prodotto e distribuito oltre 80 film con attori del calibro di Al Pacino, John Travolta, Morgan Freeman, Alec Baldwin, Antonio Banderas, Sarah Jessica Parker, Selena Gomez e molti altri. Detiene anche i diritti di una library di oltre 500 film di grande successo, come Rush, Apocalypto, Sliding Doors, La Passione di Cristo, Memento, solo per citarne alcuni; è stato nominato uno degli imprenditori più influenti di Hollywood dalla rivista di settore Variety e lo scorso anno ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella.
TaTaTu sarà disponibile su Apple Store e Android con 5.000 ore di contenuti tra film, musica, sport e game, e crescerà giorno dopo giorno con un nuovo film originale e sei titoli nella library ogni settimana.Grazie ad un token appositamente progettato, il TTU Coin, e ad un protocollo di smart contract, TaTaTu crea un ambiente trasparente e in cui sia il fornitore che il fruitore dei contenuti vengono ricompensati in modo equo. I token guadagnati potranno essere scambiati in coupon per l’acquisto di prodotti e in coupon utilizzabili negli e-commerce gestiti da Triboo.

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Vendita a domicilio: il fatturato nel 2018 raggiunge 1,662 miliardi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Nonostante il momento difficile per l’intera economia italiana, le imprese associate Univendita consolidano e registrano un +0,2%. Aumenta anche il numero di venditori: oltre 159mila, +1,1%. Nel 2018 le imprese associate Univendita hanno realizzatoun fatturato pari a 1 miliardo e 662 milioni di euro, con unincremento dello 0,2% rispetto al 2017. «È il nono anno consecutivo chiuso con il segno positivo per un settore che si consolida sempre più grazie alla crescente fiducia da parte del consumatore – dichiara il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. In uno scenario di rallentamento economico che vede le famiglie italiane impoverirsi (Federconsumatori ad esempio rileva che dal 2013 al 2018 il reddito medio è aumentato solo del 4,4% a fronte di un aumento del costo della spesa del 6,4%),la vendita a domicilio prosegue il suo trend di crescita, grazie a un’esperienza d’acquisto che si fonda sul fattore umano, su quella relazione diretta che genera fiducia nel consumatore».Nel dettaglio, il comparto “alimentari e beni di consumo” ha registrato una crescita dello 0,7% e rappresenta il 18,4% del totale del fatturato delle aziende Univendita. Il settore “beni durevoli casa”, che rappresenta il 59,3% del mercato, è cresciuto dello 0,1%. Molto dinamico si è dimostrato il comparto “altri beni e servizi”, che rappresenta il 4,8% del mercato, e che ha registrato una crescita dell’1,3%. Il comparto “cosmesi e cura del corpo”, pari al 17,5% del fatturato totale, ha registrato una lieve flessione dello 0,2%.
Segno più anche per l’occupazione: nel 2018 i venditori a domicilio hanno superato quota 159mila (+1,1% rispetto al 2017), di cui il 92,5% donne: un dato positivo che pone questo settore come una valida alternativa occupazionale in un momento in cui il lavoro fisso stenta ad affermarsi. «Al contrario – fa notare Sinatra – la vendita a domicilio si dimostra attrattiva per chi vuole puntare su autonomia e flessibilità. La possibilità del part-time è apprezzata da chi ha necessità di conciliare lavoro e impegni familiari, mentre due categorie ai margini del mercato del lavoro, cioè i giovani senza esperienza e gli over 50, trovano modo di mettersi, o ri-mettersi, in gioco: nella vendita a domicilio le porte per loro sono aperte».I risultati della vendita a domicilio sono in linea con quelli delle vendite al dettaglio che nel 2018 sono cresciute complessivamente dello 0,2% rispetto all’anno precedente (dati Istat), sintesi di un aumento dello 0,6% delle vendite di generi alimentari e di una diminuzione dello 0,3% dei beni non alimentari.(www.univendita.it)

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Istat: a febbraio crolla fiducia consumatori

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati Istat resi noti qualche giorno fa, a febbraio scende la fiducia dei consumatori da 113,9 a 112,4.Anche se non si può ancora parlare di rottura definitiva tra italiani e Governo, certo il divorzio è oramai alle porte. Servono fatti per ridare speranze sul futuro dell’Italia. Non bastano più le parole e gli slogan” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ un record negativo il dato sul giudizio degli italiani sulla situazione economica dell’Italia, che in un solo mese precipita da -47,2 a -62,8, -15,6 punti percentuali. Dall’inizio delle serie storiche, ossia dal gennaio 1995, si tratta del quindicesimo peggior risultato di sempre. Entra, quindi, nella classifica delle performance più deludenti. Per avere una riduzione maggiore bisogna tornare all’ottobre del 2013, con una flessione di 27,1 punti. Mentre in testa alla classifica resta il marzo del 1995, -31,9 punti” conclude Dona.

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L’urgenza come criterio metodologico del contemporaneo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Roma venerdì 8 marzo 2019, alle 9:00, presso l’ateneo in via degli Aldobrandeschi 190 organizzato dall’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma, si terrà un incontro su: “L’urgenza come criterio metodologico del contemporaneo.” Questo progetto prende avvio da un’attenta lettura del contemporaneo che lascia emergere chiaramente come l’urgenza sembra imporsi, in tutti campi del sapere e dell’agire, quale unico e totalizzante criterio metodologico, rispondente alle necessità derivanti tanto dal fisiologico stato di crisi connaturato agli attuali modelli economici quanto dalla trasformazione tecnologica.
Emergono così gli aspetti patologici quali ad esempio le fake news, la trasformazione delle coscienze e la creazione di falsi bisogni nonché l’utilizzo di modelli organizzativi e normativi che danno risposte definitive a problemi contingenti, rispondendo solo con piani di breve se non brevissimo periodo.
Sarà un momento di confronto e approfondimento rivolto a studenti e professionisti accomunati dalla condivisione di valori e visione antropologica, al fine di interrogarli in merito a problemi contemporanei indagati con un approccio interdisciplinare tra saperi teleologicamente orientati al bene e ben-essere di tutto l’uomo, di ogni uomo.
L’incontro all’Università Europea di Roma (UER) sarà aperto alle 9:00 da un saluto del Rettore Padre Pedro Barrajón LC, del Pro-Rettore Alberto Gambino e di Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale.Introduce e modera Guido Traversa, Delegato del Rettore per la Formazione Integrale UER.
Dalle 10.00 alle 15.30 interverranno Felice Testa (UER), Luigi Russo (UER), Claudio Bonito (UER e Ateneo Pontificio Regina Apostolorum), Gianfranco Buffardi (Psichiatra), Mariantonietta Fabbricatore (UER), Guido Traficante (UER), Domenico Melidoro (LUISS) e Gabriele Guzzi (Rethinking Economics). Seguirà, alle 15.30, un dibattito; conclusioni alle 16.30. Ingresso libero.

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Alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli si parlerà di futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Milano venerdì 15 marzo alle 18.30 presso la sede della Fondazione (viale Pasubio 5; Sala Polifunzionale) sul tema Comunità. Nuove società, nuove economie. A discuterne, moderati dal conduttore e autore radiofonico e teatrale Matteo Caccia, l’economista ed ex-ministro Fabrizio Barca, l’ex Presidente dell’Ecuador Rafael Correa e Marcio Pochmann, professore di economia all’Università Statale di Campinas.La comunità, come insieme di relazioni umane e spirito collaborativo, è il termometro della società: può rafforzarsi o deteriorarsi, incidendo sulla tenuta e la fibra della collettività. L’ingrediente fondamentale, che oggi è quanto mai urgente recuperare, è il senso comunitario e collettivo di bene comune, l’unico collante capace di ricomporre le fratture sociali causate dalle disuguaglianze economiche. Prende avvio da qui l’analisi dell’ex ministro Fabrizio Barca, che si focalizzerà sulla polarizzazione sociale, gli squilibri territoriali e il problema della disuguaglianza, esaminandone cause, prospettive e soluzioni, soprattutto nel macrosistema europeo.Si andrà quindi al cuore del rapporto economia-comunità con l’intervento dell’ex Presidente dell’Ecuador Rafael Correa, che delineerà il paradigma del socialismo all’inizio del XXI secolo per poi mettere a fuoco l’attuale panorama politico dell’Ecuador. A seguire Marcio Pochmann, candidato parlamentare per il Partito dei Lavoratori (PT) alle scorse elezioni presidenziali brasiliane, si concentrerà sulla storia politica e culturale recente del Brasile, a partire dall’ondata autoritaria che ha fatto notizia negli ultimi mesi. Infine, dal livello macro degli inquadramenti e delle riflessioni economico-politiche si arriverà al livello micro dell’esperienza sul campo, grazie alla testimonianza di buone pratiche offerta da Faircoop.
Questo appuntamento rientra nel programma del FeltrinelliCamp, una due giorni che si terrà presso la Fondazione G. Feltrinelli in cui saranno chiamati a raccolta cento ricercatori e professionisti da tutta Europa impegnati in sessioni di lavoro e confronto sui temi chiave delle politiche economiche e delle nuove formule di cooperazione tra cittadini e istituzioni pubbliche e private, con l’obiettivo di condividere e promuovere iniziative, progetti e pratiche che mirano all’inclusione sociale e al benessere condiviso.
Le conseguenze del futuro proseguirà sui temi: Salute. Sulla nostra pelle, con Kate Pickett, professoressa di epidemiologia presso l’Università di York, e il direttore dello Human Technopole Iain Mattaj (23 aprile); Cibo. La giusta risorsa, con Raj Patel, economista, giornalista e attivista affiliato alla University of Texas, e il Vice Presidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo Paolo De Castro (7 maggio); Spazio. Le piazze del mondo, con Ash Amin, urbanista e geografo presso l’Università di Cambridge, in dialogo con Abderrahman Labsir, responsabile delle politiche giovanili e di inclusione sociale e membro del consiglio municipale della città di Mechelen, in Belgio, esempio di integrazione sociale e culturale fondata su processi partecipati di rigenerazione urbana (22 maggio).Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. http://www.fondazionefeltrinelli.it

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Rapporto Federcostruzioni: mercato interno ancora fermo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

La filiera delle costruzioni, considerando anche tutto l’indotto, mostra alcuni segnali di risveglio: positivi infatti i dati relativi al 2018, con una stima di crescita vicina allo 0,7-0,8%, anche se si è ben lontani dai valori pre-crisi: rispetto al 2009 si registra un -27,5% in termini di valore economico e una contrazione di 750 mila occupati (-21,7%).
I comparti che negli ultimi due anni hanno mostrato un significativo segno positivo sono quelli della riqualificazione degli immobili residenziali (+20,9%) e del commercio di macchine per il movimento terra (+14%), i soli in cui lo Stato ha introdotto sistemi di incentivazione. In un contesto di domanda interna ancora ferma, a trainare il mercato è l’export, che è passato dal 30% al 41% del fatturato totale.
Dopo 10 anni di crisi la filiera delle Costruzioni ha una produzione pari a 440 miliardi di euro (dati 2017, +0,8% sul 2016), impiegando 2,7 milioni di persone, il 12% circa dell’occupazione totale nazionale.Il settore delle costruzioni ha, quindi, un ruolo fondamentale nell’economia del Paese: un aumento di domanda di 1 miliardo di euro genera una ricaduta complessiva sull’intero sistema economico di oltre 3,5 miliardi di euro e 15.555 unità di lavoro in più. Un dato importante, da tenere conto negli investimenti strutturali del Paese, soprattutto se si considera che si contano circa 600 opere pubbliche bloccate per 39 miliardi, cui si aggiunge il Piano poliennale, per un totale di 220 miliardi di euro.
Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto 2017-2018 di Federcostruzioni, divulgato in occasione della conferenza stampa di presentazione della prima edizione di SAIE Bari, la fiera biennale delle tecnologie per l’edilizia e l‘ambiente costruito 4.0 che da quest’anno raddoppia approdando il prossimo 24-26 ottobre 2019 nel capoluogo pugliese. Organizzato da Senaf, SAIE Bari è un evento professionale nato con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento del Centro Sud Italia e del bacino del Mediterraneo.Per testimoniare l’importanza del settore e del nuovo appuntamento per il territorio sono intervenuti Alessandro Ambrosi – Presidente della Camera di Commercio di Bari e Presidente della Nuova Fiera del Levante –, Antonio Decaro – Sindaco di Bari e Presidente dell’ANCI –, Federica Brancaccio – Presidente di Federcostruzioni –, Luigi Perissich – Segretario Generale di Federcostruzioni – ed Emilio Bianchi – Direttore Generale di SAIE Bari.
Proprio Federica Brancaccio – Presidente di Federcostruzioni –, presentando il rapporto, ha commentato: “E’ necessario arrivare a sostenere, attraverso l’incentivazione e la semplificazione normativa, la ripartenza dell’intera filiera delle costruzioni e non solo alcuni comparti limitati”.Federcostruzioni, come sottolineato dalla Presidente, insieme alle sue associate, ha messo a punto alcune proposte concrete, tra cui quella per l’Edilizia 4.0, con un manifesto su cui il Ministro Toninelli aveva già espresso un suo formale apprezzamento, ma che ora occorre realizzare. Troppi cantieri sono ancora bloccati: “Occorre superare gli ostacoli burocratici che tengono ancora bloccati numerosi appalti pubblici già finanziati. ANCE ha calcolato che vi sono circa 600 opere bloccate per 39 miliardi, più un Piano poliennale per un totale di 220 miliardi euro; occorre, inoltre, eliminare i ritardi nei pagamenti”.

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Ponte Morandi: 422 milioni di danni alle imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Genova. Pari a 422 milioni di euro i danni segnalati dalle imprese a distanza di sei mesi dal crollo del Ponte Morandi dello scorso 14 agosto. Gli effetti del crollo si sono riverberati ben oltre l’epicentro del Polcevera. Nella zona rossa/arancione della città si concentrano, infatti, il 37,6% dei danni economici (158 milioni di euro); mentre nel restante territorio comunale il 41% (pari a 173 milioni), ai quali si aggiungono 11,7 milioni degli altri comuni della provincia e 79 milioni del resto di Italia.È quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro “Gli effetti del crollo del Ponte Morandi su economia, occupazione e integrazione sociale”, presentato oggi a Genova in occasione del Congresso regionale dei Consulenti del Lavoro liguri nel corso della due giorni “Verso il Festival del Lavoro 2019”, l’evento di anteprima della X edizione del Festival del Lavoro.

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XIII edizione di ITALIART

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Dijon (Digione, Francia) dal 5 al 30 marzo a Dijon, nel cuore della Borgogna, la XIII edizione di Italiart il più importante festival multidisciplinare italiano in Francia. Un mese di eventi tra cultura, musica, danza, arte e teatro in diversi luoghi della cittadina francese famosa per la sua storia, la gastronomia, i vigneti pregiati e la sua art de vivre.Nel ricco programma del festival promosso dal Consolato Generale d’Italia a Parigi e dalla Region Bourgogne Franche–Comtè si inserisce quest’anno “Transiti Sonori”, una nuova rassegna organizzata da La Bazzarra di Torre del Greco (Napoli), dedicata agli artisti under 35 e realizzata grazie al contributo della SIAE (progetto S’illumina – Copia privata per i giovani, per la cultura) e al sostegno delMIBAC.
“Transiti Sonori” presenta quattro concerti con altrettanti artisti provenienti dal Sud Italia che spaziano dalla musica popolare al jazz, dal folk alla world music.
Si inizia con le tammorre del percussionista campano Luca Rossi, autore del brano”Sole del Sud”, colonna sonora del medio-metraggio “Il Volo” diretto da Wim Wenders, in scena venerdì 15 marzo alla Brasserie République.Si prosegue con il Dea Trio – combo jazz vesuviano guidato dal pianista Andrea Rea, con Daniele Sorrentino al contrabbasso e Elio Coppola alla batteria, autori per Itinera dell’album “Secret Love” – sabato 16 marzo a Le Trinidad.
Il progressive-ethereal-neofolk dei napoletani Corde Oblique, progetto nato nel 2005 dalla mente di Riccardo Prencipe, chitarrista del gruppo e autore di testi e musica, si esibirà invece venerdì 29 marzo nuovamente alla Brasserie République.
Infine, i siciliani Domo Emigrantes presentano sabato 30 marzo al Théâtre des Feuillants il loro ultimo lavoro discografico “Aquai”, frutto di un progetto con Musicamorfosi premiato dalla SIAE per la categoria Nuove Opere.La rassegna “Transiti Sonori”, ideata e diretta dal regista partenopeo Gigi Di Luca, porta in Francia quattro progetti differenti che rappresentano al meglio un significativo spaccato della musica contemporanea del Mezzogiorno. Inserendosi alla perfezione all’interno del cartellone del festival che in pochi anni è diventato un punto di riferimento oltralpe per chi ama l’Italia e la sua cultura. Italiart 2019 presenta, infatti, un ampio programma artistico che passa dai concerti agli stage di danze folcloristiche, dalle opere teatrali alla magia, dalle performance artistiche alle mostre di pittura, fotografia, arti plastiche e video, oltre a un omaggio alla figura carismatica di Pier Paolo Pasolini. “Grazie al sostegno della Siae e alla progettazione de La Bazzarra, si realizza un altro tassello del progetto di ricerca sulla musica popolare e del Meridione avviato anni fa con il festival Ethnos e in seguito con Ethnos Generazioni e le altre molteplici attività artistiche dedicate ai giovani”, spiega il direttore artistico Gigi Di Luca. “Questa volta lo sguardo sulla musica italiana sarà in terra di Francia: un’occasione importante per i nuovi artisti italiani e per la cultura campana che attraverso questi concerti avrà un’ulteriore opportunità di diffusione all’estero”.

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Unione Naz. Consumatori su inflazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Secondo i dati provvisori di febbraio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua, dal +0,9%. “Una pessima notizia! Nonostante l’Italia abbia chiaramente imboccato il tunnel della recessione ed i consumi siano in caduta libera, si interrompe la frenata dell’inflazione che era servita a ridare fiato alle famiglie, salvaguardando il loro potere d’acquisto. Un effetto dovuto più che alle gelate, alle speculazioni sui vegetali freschi. Il carrello della spesa che nei mesi scorsi era diminuito, aiutando la casalinga di Voghera a fare la spesa, balza da +0,6% a +2,1%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 376 euro, 249 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto e ben 170 euro per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, mentre si arriva a ben 155 euro per abitazione, acqua ed elettricità e 155 anche per l’alimentazione” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 350 euro su base annua, 225 per i beni acquistati più frequentemente, ben 151 euro se ne vanno per le compere di tutti i giorni, 136 per l’alimentazione, 151 per l’abitazione, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce, in termini di aumento del costo della vita, in 305 euro in più nei dodici mesi, 191 per i beni ad alta frequenza, 127 per il carrello della spesa, 115 per l’alimentazione. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 200 euro, 216 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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Nel Mezzogiorno d’Italia l’aspettativa di vita è minore?

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

“Sulla riqualificazione e sull’ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica nelle Regioni del Mezzogiorno è necessario che il ministro della Salute Grillo faccia chiarezza, fornendo tutte le opportune informazioni su modalità e scadenze alle quali queste dovranno attenersi per ottenere i finanziamenti dal decreto Mezzogiorno. Un ammodernamento che risulta sempre più necessario e improcrastinabile, visto che per il solo fatto di nascere al Sud l’aspettativa di vita è inferiore rispetto al Nord di circa 5 anni. Un lasso di tempo più o meno uguale, ad esempio, alla sopravvivenza media alle maggiori è più diffuse neoplasie. A conferma che non sono bastati 40 anni di Servizio Sanitario Regionale a ridurre il gap tra Nord e Sud”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini, componente della Commissione Igiene e Sanità, annunciando la presentazione di un’interrogazione.”Nel dicembre del 2017 il ministero della Salute con proprio decreto ha stabilito che le Regioni interessate, entro centottanta giorni dalla pubblicazione della deliberazione CIPE di assegnazione delle risorse, dovranno presentare al Ministero uno specifico programma di utilizzo delle risorse assegnate e che dovrà essere verificato da un nucleo di valutazione e di verifica degli investimenti pubblici del ministero della Salute. Ecco, è bene che il ministro su questo punto faccia chiarezza spiegando se questo nucleo di valutazione è pienamente operativo, se il ministero emanerà delle linee guida che aiutino le Regioni nel presentare il programma di utilizzo delle risorse assegnate e se ci sarà anche la volontà di prorogare il termine di centottanta giorni per la presentazione del programma di utilizzo delle risorse di cui trattasi” conclude il senatore di FdI.

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Attenzione all’inquinamento di laghi e fiumi

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Quando si parla di inquinamento delle acque in molti credono che ci si stia riferendo esclusivamente ai mari, ma la situazione dei laghi e dei fiumi è altrettanto grave e richiede l’applicazione di misure urgenti. A confermarlo – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – è il ritratto a tinto fosche fornito dalla Commissione Europea in merito all’applicazione della Direttiva Europea Acque (2000/60/CE). In italia, infatti, il 41% dei fiumi è ben al di sotto degli standard ambientali richiesti e il 16% non è stato nemmeno classificato.Una situazione di questo genere – continua Tiso –, tra l’altro aggravata dal rischio scomparsa di 40 specie ittiche, merita grande attenzione da parte delle istituzioni; invece, nel Bel Paese come in Europa, si prova a depotenziate in tutti i modi la Direttiva Quadro Acque.La verità è che il tema della tutela ambientale sconta numerose contraddizioni, e questo anche perché non si è ancora capito che il vero equilibrio tra gli interessi di mercato e la tutela delle risorse naturali è possibile solo attraverso il criterio della sostenibilità. Il progresso e lo sviluppo, infatti – conclude Tiso – non possono essere considerati tali se si esauriscono nel breve termine lasciando dietro di sé numerosi danni, ma solo se permettono una crescita che non comprometta, né il pianeta, né il futuro delle nuove generazioni.

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Onda premia i vincitori del concorso letterario: “Dai voce alla tua storia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

“Secondo i dati Istat, nel 2065 in Italia la popolazione over 65 raggiungerà i 20 milioni, ovvero il 32,6% del totale: una fetta importante della popolazione sarà definita anziana con tutto ciò che ne consegue a livello sociale e assistenziale”, commenta Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. “La solitudine è tipica di questa fase della vita, per questo è importante preservare la rete familiare e di relazioni per evitare l’isolamento che porta gli anziani, in alcuni Paesi come il Giappone, a ritirarsi e morire in solitudine”.Al tema della solitudine dell’anziano, spesso causata dalla mancanza di autonomia, da malattie o da un tessuto sociale sgretolato, che porta a una condizione di estrema fragilità e ad un progressivo isolamento, è dedicata la seconda edizione del concorso letterario “Dai voce alla tua storia”, promosso da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di Senior Italia-Federanziani e Sottovoce, il contributo incondizionato di Korian e Publitalia ’80.Tra gli oltre 130 scritti pervenuti sono stati selezionati da una giuria 3 lavori, premiati con uno smartphone da Mauro Invernizzi, Country Director Doro, nel corso del convegno “La solitudine e la fragilità dell’anziano: pratica clinica e narrazione si incontrano” organizzato da Onda e tenutosi oggi a Milano: la poesia “Il mio lavoro” di Cristina Petitti di Roreto, Geriatra presso la RSA A.S.Far.M. di Induno Olona (VA), la storia “Le due facce della solitudine” di Gaetano Rigamonti, volontario presso la RSA Fondazione Bellaria Onlus di Appiano Gentile (CO) e il racconto “Vuoto di parole” di Rossella Cravero, caregiver.
“Onda è impegnata da tempo nel promuovere la cultura di un invecchiamento positivo e il più possibile attivo attraverso iniziative specifiche e campagne di sensibilizzazione”, prosegue Merzagora. “Riserva poi un’attenzione speciale alla scelta del luogo di cura per gli anziani, ovvero le Residenze Sanitarie Assistenziali. Dal 2016 è attivo il progetto Bollini RosaArgento che attribuisce un riconoscimento a tutte quelle strutture, ad oggi 153 in tutta Italia, in possesso dei requisiti necessari per garantire non solo una gestione efficace e sicura dell’ospite, ma anche un’assistenza umana e personalizzata in linea con i principi di un ‘invecchiamento attivo”.“Che cosa significano per noi le parole e quanto ci aiutano ad alleviare il nostro dolore? Le parole hanno il potere di curare, aiutare, rendere felici? In tempi difficili, oscuri e divisi più che mai abbiamo bisogno anche del potere della parola scritta per la nostra salute emotiva, psicologica e spirituale”, chiarisce Paola Tincani, giornalista pubblicista e Direttrice di Hachette Fascicoli. “Dunque ‘Dai voce alla tua storia’ è la nostra iniziativa, la solitudine dell’anziano il tema scelto da noi come uno degli aspetti che emergono dai mutamenti della società. Leggendo i tanti scritti ricevuti, più di 130, mi piace pensare ai nostri autori come ad una voce unica che si unisce al grido del grandissimo poeta Dylan Thomas ‘do not go gentle in that good night’: Non entrare lieve in quella buona notte/La vecchiaia dovrebbe infiammarsi e strepitare al termine del giorno/Ribellarsi, ribellarsi alla luce che si estingue…/E tu, padre mio, là sulla cima triste, insulta, benedicimi ora con le tue lacrime furiose, te ne prego./…Ribellati, ribellati alla luce che si estingue”.“I problemi sociali derivanti dalla solitudine dovrebbero essere inclusi tra gli obiettivi dello stato sociale insieme alla povertà, malattia e scolarità”, afferma Luigi Bergamaschini, Professore Associato in Medicina Interna, Università degli Studi di Milano e Direttore della IV UOC di Riabilitazione Neuro-motoria, A.S.P. IMMeS e Pio Albergo Trivulzio. “Tra le cause che portano a uno stato di solitudine, o meglio di percezione della solitudine, ci sono: l’allungamento dell’età media che porta alla progressiva perdita dei coetanei, le caratteristiche delle nostre case che vedono la sempre maggiore perdita di spazi comuni riducendo la possibilità di relazioni e la tecnologia nella comunicazione che uccide i rapporti personali. I risultati degli studi longitudinali indicano che nell’anziano la solitudine è un fattore importante per lo sviluppo della ‘fragilità’ clinica. È indispensabile un intervento culturale che porti alla rivalutazione sociale dell’anziano, ma anche un ripensamento architettonico delle nostre case e delle residenze per anziani per favorire l’instaurarsi di rapporti interpersonali. Non ritengo che in questo ambito un significativo aiuto possa venire da nuovi farmaci”.

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Presentazione volume Incommensurabilmente: Poesie di Nando Scarmozzino

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Mileto Venerdì 8 marzo 2019 – Ore 10.00 Museo Statale di Mileto (Vibo Valentia) si terrà la presentazione del volume Incommensurabilmente, poesie di Nando Scarmozzino.L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il “Cantiere Musicale Internazionale”, è in linea con la politica culturale del Museo Statale di Mileto che promuove eventi per aggregare intorno alla sua struttura associazioni, istituzioni e cultori dell’Arte e del Bello in generale.Ospitato in un edificio ottocentesco ubicato a fianco della Cattedrale, il Museo espone un cospicuo e rilevante patrimonio di opere d’arte, che abbraccia un arco temporale compreso fra l’età tardo imperiale e l’Ottocento. La raccolta, ordinata in diverse sale espositive disposte su due piani, è divisa in sezioni a loro volta organizzate secondo una sequenza cronologica.La presentazione del libro di Scarmozzino darà la possibilità, quindi, di ammirare il cospicuo patrimonio artistico conservato ed esposto in questo scrigno di Calabria. Il Museo Statale di Mileto, diretto da Faustino Nigrelli, è afferente al Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello

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Le performance del mercato immobiliare di Roma e Milano

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Registrano risultati molto diversi fra loro. Secondo il focus di Immobiliare.it sui quartieri delle due metropoli, tutte le zone del capoluogo meneghino sono coinvolte dal trend di aumento dei prezzi, mentre nella Capitale, durante l’ultimo anno, in una zona su tre i valori risultano ancora in stallo o addirittura in calo.Dati alla mano, una casa vista Duomo batte per valore un’abitazione con affaccio sul Colosseo: all’ombra della Madonnina la spesa media al metro quadro da mettere in conto è di 9.184 euro mentre al centro di Roma la cifra si ferma a 7.865 euro/mq.I quartieri che, rispetto a un anno fa, hanno visto crescere maggiormente i prezzi degli immobili sono stati Città Studi a Milano (+20%, con una media di quasi 5.000 euro al metro quadro) e Colli Albani-Appio Latino a Roma (+13%, con prezzi medi di poco superiori a 4.000 euro).Di contro, nel capoluogo lombardo la zona con i valori immobiliari più bassi è quella periferica di Baggio-Bisceglie-Olmi, dove il costo medio al metro quadro è pari a 2.286 euro. A Roma, invece, l’area più economica in cui comprare casa è quella di Lunghezza-Castelverde (1.680 euro/mq).

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Il grande imbroglio della crisi in Venezuela

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

By Pino Arlacchi. Se c’è una lezione che si impara dirigendo una grande organizzazione internazionale come l’Onu è che, nelle cose del mondo, la verità dei fatti raramente coincide con la sua versione ufficiale. Le idee dominanti – come diceva il vecchio Marx – restano quelle della classe dominante. E il caso del Venezuela di questi giorni si configura appunto nei termini di una gigantesca truffa informativa volta a coprire la sopraffazione di un popolo e la spoliazione di una nazione.Il principale mito da sfatare riguarda le cause di fondo del dramma venezuelano. I media occidentali non hanno avuto dubbi nell’additare gli esecutivi succedutisi al potere dopo l’elezione del “dittatore” Chávez alla presidenza nel 1998 come unici responsabili della crisi, nascondendone la matrice di gran lunga più importante: le barbare sanzioni americane contro il Venezuela decise da Obama nel 2015 e inasprite da Trump nel 2017 e nel 2018.
La “dittatura” di Chávez, confermata da 4 elezioni presidenziali e 14 referendum e consultazioni nazionali successive, è stata condotta sotto il segno di uno strappo radicale con la storia passata del Venezuela: i proventi del petrolio sono stati in massima parte redistribuiti alla popolazione invece che intascati dall’oligarchia locale e imboscati nelle banche degli Stati Uniti.Nonostante Chávez abbia commesso vari errori di malgoverno e corruzione tipici del populismo di sinistra – errori confermati in seguito dal più debole Maduro – sotto la sua presidenza le spese sociali hanno raggiunto il 70% del bilancio dello Stato, il Pil pro capite è più che triplicato in poco più di 10 anni, la povertà è passata dal 40 al 7%, la mortalità infantile si è dimezzata, la malnutrizione è diminuita dal 21 al 5%, l’analfabetismo è stato azzerato e il coefficiente Gini di disuguaglianza è sceso al livello più basso dell’America Latina (dati Fmi, Undp e Banca Mondiale).Ma la sfida più temeraria lanciata dal Venezuela “socialista” è stata quella contro l’egemonia del dollaro. L’economia ha iniziato a essere de-dollarizzata favorendo investimenti non statunitensi, tentando di non farsi pagare in dollari le esportazioni, e creando il Sucre, un sistema di scambi finanziari regionali basato su una cripto-moneta, il Petro, detenuta dalle banche centrali delle nazioni in affari col Venezuela come unità di conto e mezzo di pagamento. Il tempo della resa dei conti con il Grande Fratello è arrivato perciò molto presto. Molti hanno evocato lo spettro del Cile di Allende di 30 anni prima.
La strategia delle sanzioni – La raffica di sanzioni emesse l’anno dopo con il pretesto che il Venezuela fosse una minaccia alla sicurezza nazionale degli Usa mettono in ginocchio il Paese. Il Venezuela viene espulso dai mercati finanziari internazionali e messo nelle condizioni di non poter più usare i proventi del petrolio per pagare le importazioni. Quasi tutto ciò che entra in un’economia che produce poco al di fuori degli idrocarburi deve essere pagato in dollari contanti. E le sanzioni impediscono, appunto, l’uso del dollaro. I fondi del governo depositati negli Usa vengono congelati o sequestrati. I canali di rifinanziamento e di rinegoziazione del modesto debito estero del Venezuela vengono chiusi. Gli interessi sul debito schizzano in alto perché le agenzie di rating al servizio di Washington portano il rischio paese a cifre inverosimili, più alte di quelle della Siria. Nel 2015 lo spread del Venezuela è di 2 mila punti, per raggiungere e superare i 6 mila nel 2017.Gli economisti del centro studi Celag hanno quantificato in 68,6 miliardi di dollari, il 34% del Pil l’extra costo del debito venezuelano tra il 2014 e il 2017. Ma il più micidiale degli effetti del blocco finanziario del Venezuela è il rifiuto delle principali banche internazionali, sotto scacco americano, di trattare le transazioni connesse alle importazioni di beni vitali come il cibo, le medicine, i prodotti igienici e gli strumenti indispensabili per il funzionamento dell’apparato produttivo e dei trasporti. Gli ospedali venezuelani restano senza insulina e trattamenti antimalarici. I porti del paese vengono dichiarati porti di guerra, portando alle stelle le tariffe dell’import-export. Il valore delle importazioni crolla da 60 miliardi di dollari nel 2011-2013 a 12 miliardi nel 2017, portandosi dietro il tonfo del 50% del Pil.
Durante il 2018 si sviluppa in Venezuela una crisi umanitaria interamente indotta. Che si accompagna a un’iperinflazione altrettanto fasulla, senza basi nei fondamentali dell’economia, determinata da un attacco del mercato nero del dollaro alla moneta nazionale riconducibile alle 6 maggiori banche d’affari di Wall Street.È per questo che il rapporto dell’esperto Onu che ha visitato il Venezuela nel 2017, Alfred De Zayas (di cui non avete mai sentito parlare ma che contiene buona parte dei dati fin qui citati), propone il deferimento degli Stati Uniti alla Corte Penale Internazionale per i crimini contro l’umanità perpetrati in Venezuela dopo il 2015.(Pino Arlacchi Vicesegretario Generale dell’Onu dal 1997 al 2002)

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