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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

A-Shares cinesi: 4 punti sull’inclusione negli indici MSCI

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2019

MSCI ha annunciato che quadruplicherà il peso delle azioni cinesi di classe A nei suoi principali benchmark, passando dal 5% al 20% nel corso del 2019. Ciò avviene a un solo anno di distanza dalla prima inclusione di 233 titoli large cap cinesi onshore nei suoi indici. Questa decisione supera le aspettative del mercato sul ritmo e l’entità dell’inclusione. Inoltre FTSE Russell avvierà un’inclusione graduale a partire da giugno 2019, che porterà le A-shares cinesi a rappresentare il 5,5% del suo indice sui mercati emergenti.
Per dare l’idea della dimensione di questo cambiamento per gli investitori globali, le A-shares rappresentano attualmente circa lo 0,8% sia dell’indice Asia Pacific ex Japan, sia di quello dei Emerging Markets, e lo 0,1% del più ampio indice MSCI All Country World[1]. Alla luce di quest’ultima mossa, se incluse completamente, le A-shares cinesi peseranno oltre il 16% nell’indice MSCI Emerging Markets e oltre il 20% nell’indice Russell Emerging Markets. I mercati azionari cinesi onshore e offshore rappresenteranno insieme oltre il 40% e il 50% dei due indici, rispettivamente.
Data l’importanza strategica della Cina, l’attraente potenziale di crescita di lungo termine, la crescente inclusione negli indici e i vantaggi della diversificazione, a nostro avviso l’allocazione degli investitori globali sul secondo mercato azionario mondiale crescerà nel tempo. L’aumento della partecipazione degli investitori stranieri dovrebbe contribuire a ridurre la volatilità del mercato e a migliorare la determinazione dei prezzi sul mercato delle azioni di classe A.
Ma in che cosa sono diverse le A-shares? In primo luogo, le A-shares sono scambiate in renminbi. Inoltre, differiscono dagli strumenti tradizionali utilizzati dagli investitori internazionali per accedere al settore azionario cinese (azioni B e H, red chips, P chips e ADR) sia per il tipo di società che rappresentano che per la loro base di investitori. Infine, l’asset class – in virtù dei titoli quotati sul mercato onshore – privilegia settori focalizzati sul mercato domestico, come quelli dei consumi, dell’healthcare, dei materiali e degli industriali.
Ciò non toglie che va ricordato come il mercato azionario cinese è esposto a rischi a breve e medio termine, soprattutto per quanto riguarda l’attuazione delle politiche e il riequilibrio delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Mentre non possiamo predire come le decisioni geopolitiche possano influenzare lo scenario nel breve termine, riteniamo che nel lungo periodo una strategia d’investimento coerente, incentrata sull’identificazione di idee ad alta convinzione, con un approccio bottom-up, sia il modo migliore per fornire ai nostri investitori rendimenti di lungo periodo corretti per il rischio. (fonte: http://www.investecassetmanagement.it. In abstract)

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