Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for 6 marzo 2019

Alberti (M5S Lombardia) a Rizzoli: internalizzi dipendenti CPI come le altre regioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Questa mattina l’Assessore regionale all’Istruzione, formazione e lavoro Melania Rizzoli commentando il via libera alle domande per il reddito di cittadinanza ha dichiarato “”Noi non siamo prevenuti, però vogliamo agire secondo legge, perché se non dovesse funzionare non vorremmo che le responsabilità venissero attribuite alle Regioni”. E ha espresso dubbi sulle regole di ingaggio dei “navigator”.Dino Alberti, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta: “Prendiamo atto che l’Assessore vuole agire secondo la legge. Lo faccia a partire dall’assunzione da parte della Lombardia dei dipendenti dei Centri per l’impiego, che sono stati lasciati in balia della Province. Lo impone la normativa nazionale e lo hanno fatto tutte le altre regioni. Prendiamo atto poi che la più grande preoccupazione di Regione Lombardia legata al reddito di cittadinanza è l’ingaggio dei navigator. Sono questioni risolvibili per una riforma così ampia e rivoluzionaria cha ha restituito dignità e speranza a migliaia di persone e di famiglie. Le testimonianze di decine di persone fuori dai CAF chiariscono ogni dubbio: il reddito di cittadinanza andava fatto perchè in troppi sono rimasti indietro a causa di partiti incapaci di far fronte al problema della disuguaglianza e della povertà”.

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Sito per reddito di cittadinanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

AssoCertificatori – l’associazione dei principali certificatori accreditati e operanti in Italia per il rilascio di firma digitale e posta elettronica certificata nonché per l’erogazione di servizi di conservazione digitale a norma – smentisce la presunta causa dei problemi di accesso via SPID al sito del Governo http://www.redditodicittadinanza.gov.it, così come apparsa stamane sui mezzi d’informazione.Le cronache hanno riportato correttamente il problema iniziale avuto dai cittadini che, al momento dell’accesso al portale mediante le proprie credenziali SPID, hanno visualizzato un messaggio di errore con impossibilità di proseguire alla procedura.Fortunatamente tale disservizio è stato risolto già in mattinata ma – contrariamente a quanto dichiarato da fonti istituzionali e ripreso da alcuni media – non era affatto imputabile alla responsabilità, o meglio a presunti errori, di nessuno dei gestori di identità digitale SPID.Lo spiacevole contrattempo è stato, infatti, determinato unicamente dalla non corretta integrazione del portale governativo http://www.redditodicittadinanza.gov.it con l’infrastruttura SPID. AssoCertificatori invita cortesemente i mezzi di informazione a riportare tale precisazione e a rimuovere, da eventuali propri articoli, i riferimenti ad inesistenti responsabilità dei Gestori SPID in merito al problema riscontrato, onde evitare ulteriori danni alla loro reputazione.

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Arriva “Calabria è”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Roma. 8 Venerdì 8 Marzo 17,00: Inaugurazione e prosegue i giorni 9 e 10 Marzo 2019 a partire dalle ore 10. L’iniziativa Culturale e Sociale nella Capitale d’Italia si tiene presso il prestigioso “Caffè Letterario” via Ostiense n. 95, quartiere Ostiense. La manifestazione è promossa dalle Associazioni Profumi e Sapori della Calabria e Azza Forense, con la collaborazione straordinaria di altre associazioni calabresi radicate, oramai da anni, su tutto il territorio romano, e con il sostegno e il patrocinio della Regione Calabria. L’evento si propone di offrire un viaggio tra terra e cielo, aperto alla città Eterna per testimoniare che la Calabria è paesaggi, storia, tradizioni, enogastronomia, artigianato, arte e cultura. Un percorso, dalla mattina alla sera dall’8 al 10 marzo, a spasso tra molteplici attività culturali e sensoriali che permetteranno di immergersi in un’atmosfera speciale tra film, incontri letterari, degustazioni, momenti musicali che contraddistingueranno l’identità e le tradizioni calabresi. Oltre alle Istituzioni saranno presenti alcuni professionisti calabresi che si sono distinti nel loro lavoro (start up, scrittori, artisti, cantanti, chef, giornalisti, registi…) per capacità e singolarità settoriale mettendo in evidenza la forma dell’eccellenza calabrese. http://www.profumidellacalabria.it (By Federica Rinaudo)

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“Il segno inciso e la didattica dell’acquaforte”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Civitanova Marche Giovedì 7 marzo 2019 alle ore 16,30 presso la sede Unitre di Civitanova Marche Istituto Superiore “Leonardo Da Vinci”, si terrà la conferenza dal titolo “Il segno inciso e la didattica dell’acquaforte”, a cura di Carlo Iacomucci. Si tratta di una breve, ma interessante, lezione didattica curata e presentata dal Maestro Iacomucci in cui verrà esposta, con l’ausilio di un contributo video, la storia e la tecnica dell’acquaforte, un procedimento antico, ma sempre prezioso ed affascinante, proprio dei grandi maestri incisori. L’incisione è una tecnica artistica che nasce e fiorisce per la sua possibilità di moltiplicare le immagini, prima dell’avvento della stampa con caratteri mobili e consiste nel disegnare o creare diversi effetti su di una matrice per poi riprodurne sulla carta l’impressione, attraverso la pressione manuale o con un torchio. E’ un atto creativo a tutti gli effetti ed è la tecnica più usata come mezzo espressivo dagli artisti di tutti i tempi, per la libera gestualità dell’operatore. E’ necessaria un’esperienza tecnica esauriente, poiché l’incisore non ha la visione e il controllo del suo lavoro dall’inizio alla fine. Per la grande forza espressiva che è capace di dare il segno incisorio, si tratta, senza dubbio, di un’arte non subordinata alla pittura.L’iniziativa di Unitre, rientra tra le numerose proposte che questa associazione, ogni anno, offre alla comunità civitanovese, attraverso un calendario ricco di eventi, di attività didattiche e culturali. Unitre è un’Associazione di Promozione Sociale senza scopo di lucro, basata sul volontariato con sedi su tutto il territorio nazionale e all’estero; per dirla con le parole del Presidente Gustavo Cuccini, Unitre è un vero e proprio “laboratorio continuo, instancabile, entusiasta, di cultura, esperienza di vita e ponte nel dialogo fra le generazioni”.Gli obiettivi primari perseguiti dall’Unitre di Civitanova, fin dal lontano 1992, sono quelli di “educare, formare ed informare”, mantenendo viva, allo stesso tempo, la volontà di aprirsi alla società ed al territorio, alimentando il confronto tra le generazioni e promuovendo ricerca, studi, iniziative sociali e culturali nell’interesse degli associati.In questo contesto culturale così stimolante, si inserisce la figura del Maestro Iacomucci, chiamato, per l’occasione, a dare una lezione didattica sull’antica arte dell’acquaforte. Carlo Iacomucci nasce a Urbino, città in cui frequenta la prestigiosa Scuola del Libro, acquisendo la formazione e l’esperienza necessaria, che lo porterà a maturare un’alta ricerca artistica e culturale, partecipando a numerose collettive e personali sia in Italia che all’estero e realizzando anche edizioni d’arte con acqueforti.Personaggio eclettico, nella sua lunga carriera artistica, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta.Per finire, non può mancare un sentito e doveroso ringraziamento alla Presidente di Unitre Marisa Castagna, per la sua già nota sensibilità artistica e per il suo impegno e dedizione nel far conoscere l’arte e renderla fruibile a tutta la cittadinanza, proponendosi con un linguaggio semplice, ma efficace, in grado di suscitare interesse per le cose belle e di sensibilizzare la gente comune, perché il messaggio dell’arte è un messaggio universale. (Patrizia Minnozzi)

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Alberto Gambino nominato nella Commissione Ricorsi contro i provvedimenti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

E’ previsto dall’articolo 135 del Codice della Proprietà Industriale.Si tratta di un organismo di particolare rilevanza per il comparto industriale italiano dell’innovazione, che funge da giudice di appello rispetto ai provvedimenti con i quali l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi respinge la brevettabilità di invenzioni e altri titoli di proprietà industriale.L’organo resterà in carica per il biennio 2019/2020 e sarà presieduto da Vittorio Ragonesi, magistrato ausiliario per lo svolgimento del servizio onorario presso la Corte di Cassazione in pensione.Gli altri componenti sono il Prof. Gustavo Olivieri, membro del Comitato Scientifico ella rivista DIMT “Diritto Mercato e Tecnologia” e dell’Accademia Italiana del Codice di Internet (IAIC), il Dott. Francesco Antonio Genovese, Consigliere della Corte di Cassazione, il Dott. Massimo Scuffi, magistrato in pensione.La Comunità Accademica dell’Università Europea di Roma ha accolto con soddisfazione la nomina del Prof. Gambino, segno di un impegno e di un’attenzione costante alle innovazioni e ai cambiamenti dell’economia e della tecnologia.Il Prof. Gambino è tra i promotori di InnoLawLab – Laboratorio di Diritto dell’Innovazione dell’Università Europea di Roma, che ha l’obiettivo di indagare gli aspetti legali in un’ottica di interdisciplinarità. Una proposta innovatrice rivolta ai nuovi “giuristi tecnologici”, con un’immediata spendibilità nel mondo del lavoro.L’iniziativa fa parte Profilo del Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma di Diritto e Gestione delle nuove tecnologie. Questo Profilo è finalizzato a favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze oggi molto richieste nel mondo professionale, fornendo gli elementi necessari per una corretta comprensione della rivoluzione tecnologica, con un approccio multidisciplinare sotto il profilo giuridico, tecnologico ed economico.

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Scuola: Sciopero 8 marzo, Anief invita tutti i docenti ad aderire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Dopo la scandalosa sentenza dell’Adunanza plenaria e in attesa della discussione del suo annullamento in Cassazione prevista tra pochi giorni, il 12 marzo, a causa dell’inconcludente intervento della politica, si vuole dimostrare come per un giorno senza le maestre con diploma magistrale le scuole dell’infanzia e primaria chiuderanno, senza bisogno di aspettare il prossimo 1° settembre. Il sindacato invita tutti i precari, pure della secondaria, anche con 36 mesi di servizio senza abilitazione, laureati in Scienze della formazione primaria, abilitati con Pas, Tfa, Ssis, Afam, Cobaslid e tutti gli altri tramite precedenti concorsi, a incrociare le braccia lo stesso giorno per chiudere le scuole: bisogna, oggi più che mai, chiedere a gran voce la riapertura delle GaE e l’estensione del doppio canale di reclutamento con graduatorie d’istituto provinciali. Marcello Pacifico (Anief): la nostra battaglia è la loro battaglia. La scuola ha bisogno delle maestre e dei maestri con diploma magistrale. Perché a questi docenti vengono assegnati da diversi anni delle supplenze di lunga durata, senza le quali l’istruzione pubblica, rivolta agli alunni tra i 3 e gli 11 anni, non si realizzerebbe con una didattica regolare e un’offerta formativa adeguata. Al Ministero dell’Istruzione non hanno però probabilmente ancora compreso che gli esiti della sentenza dell’Adunanza plenaria dei giorni passati, pure elogiata dal Ministro Marco Bussetti comprometterà l’avvio del prossimo anno scolastico, con il licenziamento di massa di 50 mila insegnanti contro cui Anief non smetterà di ricorrere in tribunale. Inoltre la soluzione al problema non può essere di certo attendere l’esito dei concorsi. Ad iniziare da quelli riservati, che potranno al massimo coprire un posto vacante su cinque. Con gli altri che verranno in larga parte assegnati dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto, che però non comporta alcuna garanzia: i maestri, infatti, possono presentare la loro candidatura al massimo in dieci-quindici istituti e quindi potrebbero essere concentrati in alcuni, lasciandone sguarniti altri. “L’unica certezza – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che la continuità didattica si andrà a far benedire, con tanti alunni che non solo si ritroveranno senza il loro maestro dell’anno prima, ma un supplente diverso probabilmente nemmeno abilitato. Una circostanza che si realizza già nella scuola secondaria, dove la chiusura delle GaE sta determinando effetti devastanti. Ecco perché chiediamo a tutti i docenti, dall’infanzia alle superiori, di fermarsi venerdì 8 marzo: la nostra battaglia è la loro battaglia”, conclude il sindacalista autonomo. Continuano i ricorsi Anief in tribunale con l’udienza della Cassazione prevista per il prossimo 12 marzo e la decisione sul reclamo collettivo presentato da Anief al Consiglio d’Europa, proprio per far assumere in ruolo tutti i docenti con 36 mesi di servizio anche senza abilitazione.

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Progetto “Ambasciatori della Legalità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Parma Giovedì 7 marzo, alle 12, al ParmaUniverCity Info-Point (Sottopasso Ponte Romano), si terrà la presentazione ai Dirigenti Scolastici del territorio del Progetto “Ambasciatori della Legalità”, coordinato da Monica Cocconi, Delegata del Rettore all’anticorruzione e alla trasparenza in collaborazione con docenti e studenti del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali. Gli studenti coinvolti nel progetto “Ambasciatori della legalità”, che frequenteranno due giornate di formazione obbligatoria, saranno i relatori, insieme a un docente e a un operatore con competenze nel settore, di alcuni incontri che si terranno tra marzo e maggio nelle scuole superiori della Provincia di Parma che aderiranno al progetto.Interverranno alla presentazione Sara Rainieri, Pro Rettrice a Didattica e servizi agli studenti, Monica Cocconi, Delegata del Rettore a Anticorruzione e trasparenza, Leonardo Spadi, Consigliere comunale incaricato alle politiche giovanili e studentesche e Marco Gardini, delegato all’orientamento del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali.

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Scuola – Operazione verità: Anief invita le Rsu a informarsi sul potenziamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Sono passati 4 anni dalla riforma della cosiddetta “Buona Scuola” che ai sensi del comma 68 della l. 107/2015 istituiva l’organico dell’autonomia in cui far confluire i posti comuni, i posti per il sostegno e i posti per il potenziamento dell’offerta formativa, di cui all’art. 1, comma 63, L. 107/2015. #OperazioneVerità6 lanciata da Anief è volta a indagare sul numero delle unità del personale docente utilizzato sui posti di potenziamento, i criteri di assegnazione alle attività di potenziamento dell’offerta formativa prevista nel PTOF e soprattutto a verificare per quanti giorni il personale di potenziamento è stato impiegato finora in attività di supplenza. Marcello Pacifico (Anief): “Invitiamo le Rsu a richiedere all’indirizzo rsu@anief.net la lettera con la quale rivolgersi al dirigente scolastico, così da avere informazioni dettagliate” Con l’introduzione della Buona Scuola viene superata la logica binaria tra organico di diritto e organico di sostegno e viene creata la figura del potenziatore. Sono tanti gli epiteti con cui il docente potenziatore viene denominato: tappabuchi, docente depotenziato, docente di serie B e purtroppo la faccenda nasconde un fondo di verità. Il dirigente scolastico non può arbitrariamente assegnare un docente dell’organico di diritto spostandolo su quello di potenziamento, ma deve necessariamente seguire dei precisi criteri che vengono stabiliti dal Consiglio d’Istituto e successivamente deliberati dal Collegio dei Docenti. Se gli organi deliberanti approvano progetti legati all’ampliamento dell’offerta formativa che rientrano nel PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa), allora il DS può decidere quali docenti assegnare alle classi e quali affidare al cosiddetto organico di potenziamento. In realtà, benché la situazione descritta dovrebbe essere la regola, non sempre ciò avviene; infatti le stesse mansioni dei docenti possono essere messe in discussione dai dirigenti scolastici che talvolta possono snaturare l’essenza delle indicazioni normative contenute a partire dal comma 63 della Legge 107/2015. Infatti i potenziatori non fanno parte del consiglio di classe e, conseguentemente delle commissioni d’esame, non svolgono un insegnamento curricolare, ma attività rivolte a gruppi di alunni o anche a un’intera classe, al fine di ampliare l’offerta formativa (obiettivi indicati nei commi 7-85 della L. 107), per cui in sede di scrutinio non possono esprimere un’autonoma valutazione attinente a una disciplina curricolare. Numerosissime le segnalazioni arrivate al nostro sindacato, poiché le attività di potenziamento previste dal PTOF sono state messe da parte a vantaggio delle supplenze e di attività non previste dalla legge, come la partecipazione ai consigli di classe/interclasse e gli scrutini ai quali, su indicazione del dirigente scolastico, i docenti potenziatori hanno partecipato nel primo quadrimestre, ma non nel secondo. A parere del nostro sindacato è sempre più evidente il fallimento della riforma della scuola. Il potenziamento degli istituti, uno dei punti più importanti della Buona Scuola, che doveva servire a rendere gli istituti autonomi non più solo sulla carta e a produrre progetti e attività deliberate dai collegi dei docenti attraverso il PTOF, si sta rivelando nella sua vera veste, cioè un contenitore da riempire a piacimento. Per questo motivo #OperazioneVerità6 si propone di lanciare un’accurata indagine per visionare, attraverso la lente del diritto, il numero delle unità di personale docente utilizzato sui posti di potenziamento, i criteri di assegnazione alle attività di potenziamento dell’offerta formativa prevista nel PTOF e soprattutto per capire quanti giorni il personale di potenziamento è stato impiegato in attività di supplenza negli anni scorsi. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, esorta tutte le Rsu a richiedere all’indirizzo rsu@anief.net la lettera con la quale rivolgersi al dirigente scolastico così da avere informazioni dettagliate. Lo scopo di questa azione sindacale è perfezionare i servizi scolastici per una piena valorizzazione professionale del personale docente, mettendo sempre al centro la formazione e la sicurezza dei nostri giovani. Si tratta di una battaglia fondamentale che vuole migliorare il livello dell’attività didattica dopo i maldestri progetti riformatori che hanno accelerato l’immiserimento della scuola e l’abbandono ad un destino di spesa improduttiva da tagliare in continuazione”.

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Pacifico: “Emergenza sostegno, trasformare tutti i posti in deroga in posti di diritto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Intervista a Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ai microfoni di Radio Cusano Campus: “Ogni anno si assiste al balletto delle supplenze e degli insegnanti, solo uno su due è di ruolo sul sostegno e le famiglie si rivolgono ai tribunali. Il governo stia a sentire le proposte concrete dei sindacati. Se per cinque anni un alunno ha assegnato un docente in deroga, quello non è più un posto in deroga. E poi bisogna pensare anche al futuro di questi ragazzi dopo la scuola”
Le pari opportunità fra studenti normodotati e disabili? Passano principalmente dai tribunali. Ne sa qualcosa Anief che, in questo senso, attiva e vince ricorsi. Se ne è parlato nel corso del programma radiofonico “A Ruota libera” di Radio Cusano Campus, a cui ha partecipato anche il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico. «Purtroppo il legislatore non ha aggiornato la normativa sugli organici di sostegno – ha sottolineato Pacifico, nel corso della trasmissione – e l’ultimo aggiornamento risale al 2013, alla legge Carlotta, che però fissava un tetto degli organici su numeri di dieci anni fa. È vero che ci sono state assunzioni, sia dopo la Buona scuola che nell’anno successivo, ma sono insufficienti. E comunque si tiene contro del limite stabilito da quell’aggiornamento. Qualcosa di anacronistico. Se si pensa che negli ultimi dodici anni è quasi raddoppiato nelle scuole il numero di nostri figli con una disabilità certificata anche grave. Bisogna trasformare tutti i posti in deroga in posti di diritto.»Soprattutto nel mondo della scuola l’Italia appare come il Paese delle deroghe infinite, anche in ambiti su cui non sarebbe possibile fare sconti, pure tra i banchi di scuola. «Purtroppo – ha fatto notare il presidente dell’Anief – ancora oggi in Italia il quaranta per cento degli organici su posti di sostegno viene dato in deroga. Nonostante il numero degli alunni con disabilità aumenti di seimila, settemila unità l’anno. Significa che quasi solo un insegnante su due è di ruolo per il sostegno e ogni anno c’è il balletto delle supplenze e degli insegnanti. I presidi chiedono quasi il doppio degli docenti che vengono effettivamente assegnati dagli uffici scolastici regionali e dal Ministero che, per ragioni di finanza pubblica, non li accontenta, nonostante le scuole abbiano tantissimi alunni con disabilità certificata. È così che le famiglie si rivolgono ai tribunali e presentano ricorsi, che noi di Anief facciamo gratuitamente, e ottengono giustizia dalle sentenze. Il paradosso più grande è che i tribunali, in presenza di una disabilità grave certificata, prevedono un rapporto uno a uno fra insegnante e alunno, mentre i presidi, che si ritrovano con gli organici ridotti, danno la metà delle ore dovute, o un quarto.»
Pacifico chiede alla maggioranza di mettere in pratica il programma di governo, ovvero il contratto stilato all’inizio della legislatura in cui Movimento Cinque Stelle e Lega si assumevano gli impegni comuni e imprescindibili. «Nel contratto di governo – osserva Pacifico – c’è un punto specifico che riguarda l’inclusione scolastica e c’è anche un ministro che se ne deve occupare. Alla maggioranza chiediamo di ascoltare, oltre alle associazioni di categoria, anche i sindacati che fanno proposte concrete. La prima proposta di Anief è trasformare tutti in posti in deroga in posti di diritto. Il concetto di posto in deroga deriva da esigenze straordinarie, ha senso per un anno. Se per cinque anni allo stesso alunno è assegnato lo stesso insegnante vuol dire che questo posto non dovrebbe essere in deroga. Bisogna, dunque, aumentare gli organici.» Non si assisterebbe più, così, a un inizio di scuola ritardato per i ragazzi con disabilità e a tutte le altre criticità del caso. «Attualmente è così – conclude il presidente dell’Anief – perché le supplenze si stabiliscono dopo le immissioni in ruolo, entro il 31 agosto e a volte anche oltre, e dopo le procedura di mobilità. Poi un altro problema è la mancanza di assistenti all’autonomia; alcuni Comuni sono carenti in questo senso. Un caso eclatante è avvenuto a Termini Imerese, dove un’alunna con la sindrome di Down non è stata sostenuta dall’assistenza per il trasporto e da tre anni non va a scuola. È un problema che sta molto a cuore ad Anief, gli studenti con disabilità sono trecentomila su otto milioni. Speriamo che il governo ci ascolti, non è solo una questione di posti di lavoro, si parla del futuro dei nostri ragazzi. Serve un’opera ulteriore di sensibilizzazione nei confronti delle famiglie, che molto spesso non conoscono i diritti dei loro figli. In Sicilia abbiamo coinvolto le associazioni di famiglie, annullando l’ultima circolare degli organici che per anni attribuiva sempre posti in deroga e siamo pronti a commissariare gli uffici scolastici se non faranno, come il Tar ha richiesto, un’analisi sull’effettiva esigenza dei posti. E poi sarebbero necessarie politiche sociali diverse, di coesione, con provvedimenti legislativi post-scuola, per sviluppare le competenze e le peculiarità di questi ragazzi.»

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Scuola: Accordo Bussetti-Grillo per promuovere la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Anief lo ritiene un bene certamente per gli studenti, ma bisogna affrontare anche il tema per gli insegnanti, il cui lavoro ancora non è stato definito come usurante, nonostante i dati certificati dall’ISTAT. Marcello Pacifico: Speriamo che l’intesa raggiunta dal Ministro dell’Istruzione e dal Ministro della Salute che impegna i due dicasteri a diffondere sani stili di vita tra gli studenti e a inserire nel loro percorso di studi la promozione della salute non rimanga lettera morta. Sempre sul tema della salute, Anief ribadisce il suo sì all’approvazione del ddl AS 770 che abroga gli obblighi vaccinali introdotti dalla Legge Lorenzin e rimodula tutto in un’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni, nel rispetto della Cedu. Il caso di questi giorni del bambino vittima della leucemia che non potrà frequentare la scuola a Roma è assurdo. Occorre poi collocare la professione dell’insegnante tra quelle usuranti, in modo da prevenire tante malattie che insorgono a seguito del burnout, che nella scuola continua a non essere riconosciuto
Costruiamo i presupposti che ci portino “verso una Scuola che promuove salute”: è questo il titolo e l’intento da perseguire a seguito della sottoscrizione del documento presentato nei giorni scorsi dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, e dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, che impegna i due dicasteri a diffondere l’educazione a corretti e sani stili di vita tra gli studenti e a inserire nel loro percorso di studi la promozione della salute come proposta educativa continuativa e integrata, a partire dalla scuola dell’infanzia e fino alla secondaria di secondo grado. L’obiettivo è rendere la promozione della salute trasversale nel percorso formativo dei giovani. Nel rispetto dell’autonomia, ogni scuola potrà strutturare percorsi per il benessere psicofisico dei bambini e dei ragazzi, lavorare al miglioramento della qualità dei luoghi di studio, promuovere corretti stili di vita come, ad esempio, mangiare sano e fare attività fisica. Aprendosi anche al territorio e rafforzando la collaborazione con il servizio sanitario e le comunità locali.
Anief ribadisce il suo sì all’iniziativa come all’approvazione del disegno di legge AS 770 che abroga gli obblighi vaccinali rigidamente introdotti dalla Legge Lorenzin e rimodula tutto nella promozione di un’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni, nel rispetto della Cedu”.

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Anziani: midollo osseo “nel mirino” dei ricercatori MultiMedica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Oggi in Europa i 65enni sono il 16%, diventeranno il 22% entro il 2031, che corrisponde a circa 137 milioni di persone. Il progressivo invecchiamento della popolazione è un fenomeno demografico che preoccupa, a causa dell’aumento atteso di malattie legate alla terza età. Ma anche molti anziani “sani” sono spesso fuori forma, non autosufficienti e incapaci di far fronte ai cambiamenti della vita e allo stress, sperimentando la cosiddetta “sindrome della fragilità geriatrica”, un decadimento funzionale e cognitivo che contribuisce ad aumentare il rischio di malattia e di morte, e che finisce con l’assorbire un’ampia fetta di risorse del sistema sanitario nazionale. I meccanismi alla base di questa condizione, che affligge il 15% degli over 65 italiani, sono ancora avvolti da molta incertezza. L’ipotesi al vaglio di uno studio della Fondazione MultiMedica Onlus, con il supporto di Fondazione Cariplo, è che un midollo osseo “guasto”, in cui le cellule riparative non funzionano più come dovrebbero, sia la causa della fragilità e quindi di un invecchiamento in qualche modo accelerato.“La fragilità è caratterizzata da perdita di massa muscolare e ossea, con debolezza, ridotta mobilità, aumentato rischio di fratture, anemia, rallentamento nella guarigione delle ferite, predisposizione alle infezioni e declino cognitivo”, spiega il professor Paolo Madeddu di Fondazione MultiMedica. “Molti sintomi della fragilità possono essere attribuiti al midollo osseo, l’organo che costituisce la principale riserva di cellule staminali e che presiede al mantenimento della omeostasi dell’intero organismo. Finora, però, nessuno studio specifico ha dimostrato l’associazione tra la disfunzione del midollo osseo e la fragilità. L’obiettivo del nostro progetto è proprio quello di mettere in relazione le alterazioni quantitative e funzionali delle cellule riparative presenti nel midollo osseo e in circolo nel sangue con la fragilità, misurata attraverso un questionario standard riconosciuto a livello internazionale. Proponiamo poi di intervenire con l’esercizio fisico e la terapia nutrizionale, per invertire il circolo vizioso che porta all’inattività, alla mancata forma fisica e alla disabilità”.

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Nicola Tanzi è il presidente nazionale del Movimento sindacale autonomo di Polizia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Ne dà notizia in una nota il Mosap.Il dottor Tanzi, ex segretario generale del Sap e già commissario Rs presso il Ministero dell’Interno, ha vissuto una lunga carriera nella Polizia di Stato, ricevendo encomi e lodi per l’attività svolta a contrasto della criminalità, ed è stato il promotore della modifica della legge 121/81, che impediva ai poliziotti in pensione di svolgere attività sindacale.”Un pezzo di storia della Polizia si è unito al Mosap – spiega il segretario generale del sindacato, Fabio Conestà -. I benefici della sua attività sindacale sono sotto gli occhi di tutti: dal riordino delle carriere ai contratti dei poliziotti”. ”Il Mosap è l’unico sindacato indipendente che può tutelare e garantire i diritti dei poliziotti, come avveniva tempo fa nel Sap. Questo è l’unico motivo del mio ritorno nel sindacato!”, sottolinea Tanzi, commendatore al merito della Repubblica Italiana.

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La bolla del corporate debt

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Nonostante i dati statistici indichino una presunta positiva ed effervescente crescita economica e occupazionale americana, non sono pochi gli esperti che paventano nuovi rischi finanziari negli Usa. Lo afferma anche la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea ai suoi più alti livelli. Dopo la Grande Crisi del 2007-8, il debito delle imprese, il cosiddetto corporate debt, nel suo insieme è cresciuto enormemente. Si è passati dai 4.900 miliardi di dollari del 2007 ai 9.100 miliardi a fine 2018. Di questi, circa 5.000 miliardi sono sotto forma di obbligazioni.In aggiunta a ciò, la grande parte di esse, pari a circa 2.300 miliardi, gode di un rating molto basso, la tripla BBB, appena sopra lo status di “junk”, di obbligazioni spazzatura. Tecnicamente, a questo livello sono ancora considerate degne d’investimento, anche se devono offrire interessi alti per trovare acquirenti sul mercato. In questa situazione limite gli investitori istituzionali di solito ritengono di tenerle ancora nei loro bilanci.Preoccupante è notare che, all’interno della bolla del corporate debt, i prestiti alle imprese già altamente indebitate siano fortemente aumentati, fino a raggiungere un ammontare stimato in 1.300 miliardi di dollari.
Oggi si teme che anche una limitata recessione economica, provocata, per esempio, dalla tensione sui dazi o da qualche riduzione nella crescita in una parte del globo, possa innescare una grave crisi in questo settore. Di conseguenza, se fosse ulteriormente abbassato il rating, molte imprese dovrebbero pagare interessi ancora più alti e molte altre non avrebbero più accesso al mercato del credito. A quel punto, anche gli investitori istituzionali dovrebbero disfarsi di detti bond, determinando un’esacerbazione della dinamica recessiva. Questa situazione è stata resa possibile dal lungo periodo di tassi vicini allo zero, che hanno convinto molti ad avventurarsi in zone di maggiore rischio. I tassi bassi hanno anche spinto le corporation americane a chiedere grandi prestiti che sono stati utilizzati per riacquistare le proprie azioni sul mercato. Ciò ha contribuito al boom delle quotazioni di Wall Street e, di conseguenza, ha giustificato anche la distribuzione di lauti dividendi. Chiaramente il problema non è limitato agli Usa. Anche in Cina il corporate debt è esploso in modo prepotente e potrebbe presto presentare il conto. Lo stesso dicasi per l’Europa dove è cresciuto fortemente, anche se in quantità inferiore di quello americano.Il problema vero è che il livello del debito, che è stato al centro della crisi finanziaria, è cresciuto. Secondo la BRI, il debito globale, quello privato, quello dei governi e quello delle imprese non finanziarie, nel 2007 era pari al 210% del pil, oggi supera il 240%. Basilea afferma che la politica monetaria espansiva è stata necessaria per portare le economie dei maggiori paesi industrializzati fuori dalla crisi. Adesso però le banche centrali, in caso di un peggioramento della situazione economica, avrebbero pochi strumenti d’intervento. In particolare esse temono la crescita dell’inflazione. Per contenerla si dovrebbe aumentare i tassi d’interesse, mandando, però, in tilt un sistema economico già molto stressato, in particolare il settore delle corporate bond.
La BRI reputa che un salvataggio da parte delle banche centrali potrebbe non essere sufficiente poiché negli ultimi 40 anni sono cambiati drasticamente i parametri di intervento. Oggi le cause di una recessione sono più legate al settore finanziario, in particolare quando esso si rende protagonista di un’espansione non sostenibile.
Qualora vi fosse un aumento dell’inflazione, le banche centrali dovrebbero mettere dei freni alla politica monetaria, proprio mentre il settore finanziario si sta indebolendo. A quel punto l’effetto sul debito globale sarebbe difficilmente gestibile.
Molti temono, quindi, il rischio di un crac. Secondo la Bri neanche un eventuale crac risolverebbe il problema perché provocherebbe un automatico successivo aumento del debito.
Per l’istituto di Basilea vi sarebbero solo tre modi per ridurre il debito. Il primo sarebbe di favorire la crescita dell’inflazione mantenendo i bassi i tassi d’interesse, svalutando così anche il valore del debito. Però, la storia ci insegna che tale processo porta a un crollo della crescita economica. Il secondo è la ristrutturazione del debito, cosa che comporterebbe dei sacrifici per gli investitori-possessori dello stesso. Il terzo e unico modo positivo è il sostegno dei settori dell’economia reale che fa aumentare la ricchezza prodotta e diminuire il rapporto debito/pil.
Non ci riteniamo di parte, ma è auspicabile che dalle prossime elezioni europee esca una governance più consapevole di dover superare la politica di austerità e sostenere, invece, investimenti e attuare anche una guida fiscale ed economica unica e autorevole.
Si tratta di una prospettiva tanto semplice quanto razionale. Purtroppo, però, per quanto ci riguarda in Europa continua a dominare la politica ossessiva dell’austerità prima di tutto. E’ sorprendente e poco incoraggiante vedere ancora una volta che certi banchieri siano più consapevoli dei governi. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Mostra Mondi di apparenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Roma Venerdì 8 marzo p.v. alle ore 19.00 presso l’Accademia d’Ungheria Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1 (8 marzo – 5 aprile 2019 dal lunedì al venerdì 10.00-19.30) si terrà il vernissage della mostra Mondi di apparenze. Arte figurativa contemporanea di Eger, curata da Gerda SZÉPLAKY, progetto grafico Éva JUHÁSZ.
L’esposizione vuole essere un tributo all’Università degli Studi Károly Eszterházy di Eger, in particolare al suo storico corso di formazione di arti figurative (Istituto di Arti Visive) che vanta una storia di ben 70 anni e che continua a rimanere tutt’oggi uno dei punti di riferimento più importanti in Ungheria. La mostra propone una selezione di 61 opere di 21 artisti che ruotano intorno a un’unica tematica: ci si chiede se la sottile linea che separa il mondo reale da quello virtuale stia scomparendo. Sulle tracce delle immagini che invadono il nostro quotidiano (fotografie, filmati, copie, tecniche digitalizzate o immagini create con la simulazione), copie fedelissime della vita reale, abbiamo sempre di più la sensazione di vivere in una miriade di mondi di apparenze che, se non eliminano le esperienze fisiche, le modificano e le mettono in discussione in modo determinante. Di tanto in tanto si è infatti costretti a dubitare se esista ancora la “realtà”. Le opere d’arte, tuttavia, possono riflettere sul processo di “scomparsa della realtà”. Nella maggior parte delle opere qui presenti, possiamo osservare che le immagini del mondo esterno da noi percepito e quelle dell’esistenza che si rivela dentro di noi si sovrappongono. Altre opere, invece, evidenziano la nostra presenza all’interno dei sistemi sociali dell’apparenza: si ha sempre più la tendenza a recitare una parte per corrispondere alle aspettative, optando addirittura per una maschera che celi la nostra identità.
All’inagurazione seguirà il concerto dei pianisti Mattia Lockmann, Giancarlo Di Marco, Beatrice Cori, studenti del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dedicato a György Ligeti nonché una degustazione dei vini di Eger.
In concomitanza con la mostra, il 7 marzo 2019 (ore 10.00-16.00) presso il MACRO ASILO (Museo di Arte Contemporanea di Roma) si terrà un workshop congiunto tra l’Università degli Studi Károly Eszterházy di Eger e Sapienza, Università di Roma (in inglese)

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Kleombrotos racconta il paesaggio della Sibaritide

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Cassano allo Ionio (Cosenza) Giovedì 14 marzo 2019, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, in occasione della III Giornata Nazionale del Paesaggio, propone, a tutti gli istituti di I e II grado del comprensorio, Kleombrotos racconta il paesaggio della Sibaritide.
L’opera che il Museo della Sibaritide ha scelto per la Giornata Nazionale del Paesaggio è la Tabella bronzea di Kleombrotos, offerta dal giovane atleta Sibarita alla Dea Atena dopo aver vinto ad Olimpia la gara “degli uguali per altezza e corporatura”, secondo il voto fatto di offrirle la decima parte dei premi ottenuti. La targa, datata agli inizi del VI secolo a.C., è stata ritrovata nel sito archeologico di Timpone della Motta a Francavilla Marittima. Sull’acropoli di Timpone della Motta, posta a 280 metri s.l.m., erano ubicati una serie di edifici a carattere sacro. Tra questi è stato rinvenuto un tempio arcaico che rappresenta il primo esempio di luogo cultuale indigeno. Le indagini archeologiche eseguite in questo sito hanno evidenziato la sua frequentazione anche in età greca, quando con la fondazione di Sibari, il centro venne conquistato e fatto rientrare nel territorio sibarita e il tempio intitolato alla Dea Atena.Dopo una breve riflessione sulle trasformazioni che il paesaggio della Sibaritide ha subito nel corso del tempo, si terrà, in itinere, la visita ai reperti ritrovati nel Sito Archeologico di Timpone della Motta e la narrazione della storia del voto di Kleombrotos alla Dea Atena. A seguire, l’ufficio Servizi Educativi ha organizzato laboratori teatrali per offrire ai ragazzi l’occasione di dare spazio alla propria espressività. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione per la Scuola Internazionale d’Archeologia “Lagaria Onlus”. Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, diretto da Adele Bonofiglio, afferisce al Polo Museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello.

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Messaggio per la quaresima 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

By Mons. Corrado Lorefice Arcivescovo Metropolita di Palermo Carissimi Sorelle e Fratelli, donne e uomini della nostra amata Arcidiocesi di Palermo, nei vari carismi e nei vari ambiti in cui vivete nella Chiesa di Dio e nella terra degli uomini, operatori di bene, costruttori di pace, ricercatori di senso, a voi un fraterno augurio di “gioia piena” e di “vita in abbondanza”! È questa la promessa di Gesù di Nazareth, l’augurio che vi ho rivolto nella mia prima Lettera pastorale e che vi rivolgo di cuore all’inizio di questa Quaresima.
Il cammino quaresimale, infatti, è come una lunga inchiesta interiore, una via per sentire quanta gioia abbiamo nel cuore, quanta pienezza c’è nella nostra esistenza. È come se fossimo chiamati a domandarci se le strade che stiamo percorrendo portano al centro di noi stessi (e non alla dispersione dietro le cose: ecco il digiuno), alla relazione nutriente con gli altri (aperta e accogliente: l’elemosina a cui ci invita il Vangelo), alla fiducia in Dio Padre (la preghiera, che non cerca ricompensa ma gode dell’incontro con la Sorgente stessa della vita). Siamo custodi della genuina felicità, ferita dall’autoreferenzialità generata dalla paura o dall’orgoglio, dalla dipendenza dal possesso e dal potere, dalle preoccupazioni vissute senza uno sguardo al Padre che conta anche ogni capello del nostro capo (cf Lc 12, 7).
Ecco, Sorelle e Fratelli, la Quaresima è il tempo in cui risuona la domanda posta al principio della storia dell’umanità tutta: “Adamo, dove sei?” (Gen 3, 9), che è come dire: “Dove stai andando? Verso dove inclina il tuo cuore?” Se la scontentezza, la delusione ci attanagliano come Adamo, se l’odio verso i fratelli ci impedisce come Caino di levare lo sguardo, se i nostri occhi sono fissi solo sulla terra, sulla nostra terra, allora è segno che dobbiamo metterci sulla strada che porta all’incontro. Siamo fatti per l’incontro. Per la sua luminosità, per la sua bellezza. Siamo fatti per lasciare il mondo della morte e dell’egoismo e aprirci alle doglie di un mondo nuovo. Perché anche la creazione geme e attende, ce lo ha ricordato Papa Francesco nel suo Messaggio quaresimale, con le stupende parole di Paolo: “L’ardente attesa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” (Rom 8,19).Lasciamoci dunque attrarre da Cristo. Colui che è stato trafitto per amore cerca i nostri occhi. Solo fissando gli occhi del Crocifisso, lì dove “si manifesta l’eros di Dio per noi” (Benedetto XVI) scopriremo quanto sia bello sentirsi guardati ed amati. Solo nello sguardo rivolto al Crocifisso e nell’ascolto del dolore di Maria Addolorata, troviamo la ‘collocazione sicura’, la prospettiva da cui guardare noi stessi, gli altri vicini e lontani, i piccoli e gli ammalati, la Città che vogliamo costruire assieme, poiché una vita orientata verso il Signore, non è mai insensibile a quello che si vive nel cuore della Città. Allora ci accorgeremo di appartenere ad una patria più grande di ogni patria: la patria dell’amore dove si incontrano tutti coloro che vivono nell’orizzonte del Regno – credenti o non credenti che siano –, coloro che, pur distratti confusi o smarriti, nel profondo del cuore cercano nella bellezza nuova l’antica bellezza che è nostalgia e futuro. Perché il nostro cuore è e rimarrà inquieto fin quando vorrà riposare nella solitudine dell’egoismo e non nel suo Dio, nei suoi fratelli.
Guardando a Colui che abbiamo trafitto (cf Zc 12, 10; Gv 19, 37) scopriamo dunque il segreto del nostro essere. Quel corpo morto per amore e condannato ingiustamente continua a comunicarci il senso altissimo dell’umanità. Essa non si autodistruggerà fin quando guardando quel corpo si ricorderà che la vita si dona nell’amore, che il perdono vince l’offesa, che le braccia aperte verso tutti sono l’unica possibilità per non morire di fame. L’apertura radicale e non la chiusura miope sono l’essenza della nostra vita autentica. Quel corpo in croce è il punto luce inestinguibile in ogni notte della storia, nella notte della nostra storia. Guardiamo a Gesù. A Lui che da fratello di tutti si è fatto uomo sul serio, fino a sentirsi abbandonato, fino a sentirsi inascoltato dal Padre, ma infine consegnandosi a Lui, morendo fiducioso nel suo abbraccio. Spendiamoci come fraternità cristiana, come chiesa di Cristo, con generosità nella e per la vita del mondo, in una dimensione di memoria, speranza, mistero, accoglienza che narra e introduce all’amore di Dio.Sorelle e Fratelli carissimi, questa Quaresima giunge a sei mesi dal nostro esaltante incontro con Papa Francesco, il 15 settembre dell’anno scorso. Riascoltiamo la sua voce, prestiamo ancora orecchio al suo messaggio siciliano: “Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore”, perché “il bene è più forte del male, l’amore è più forte dell’odio”. Alziamoci allora, camminiamo assieme, attraversiamo il deserto del risentimento, della dispersione, del rifiuto dell’altro, e ritroviamoci tutti figli e fratelli, custodi della ‘Madre Terra’, della ‘Casa comune’.Maria, la Madre del Crocifisso Risorto, accompagni il nostro cammino quaresimale e ci custodisca nel grembo dell’Amore.

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La Rai fa intelligenza con Macron

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

“Mi piacerebbe sapere quale sia il giudizio dei vertici Rai sulla presenza del presidente francese Macron alla trasmissione di Fazio. O forse Fazio amministra una Repubblica autonoma dal resto dell’azienda e ha licenza di brigare con chi si è fatto beffa dell’Italia in questi anni, cercando palesemente di dominarla, talvolta anche con l’uso della violenza? Macron ha definito gli italiani ‘vomitevoli’ per il tentativo in corso di bloccare l’arrivo di centinaia di migliaia di clandestini, ha però blindato la frontiera a Ventimiglia e fatto sconfinare la sua gendarmeria per riportare in Italia gli stranieri fermati oltre il confine, ha richiamato il nostro ambasciatore per i contatti tra forze politiche italiane e alcuni leader dei ’gilet gialli’, ma offre tuttora ospitalità a decine di latitanti delle Brigate Rosse condannati in Italia per terrorismo. Non spiega la ragione per la quale la Francia mantiene di fatto, nel terzo millennio, le sue colonie in Africa, sfruttando manodopera, materie prime e applicando interessi usurai sulla moneta che stampa (il Franco Coloniale Africano) e lasciandole nell’arretratezza e nella povertà, cause primarie dell’emigrazione. Non si prende le sue responsabilità sulla Strage di Ustica mentre tutto il mondo sa che il missile che abbatté l’aereo di linea sui cieli italiani proveniva da un caccia francese che intendeva colpire un velivolo Tupolev a bordo del quale ci sarebbe stato Gheddafi. Ha bombardato Tripoli, partner storico di Roma, per bloccare l’accordo commerciale stipulato dal governo italiano di centrodestra con la Libia e destabilizzato un ex nostro protettorato che dista 200 miglia dalla Sicilia, con l’intento di diventarne interlocutore primario. Blocca un’operazione commerciale di Fincantieri infrangendo tutte le regole di mercato e foraggia invece l’acquisizione di interi settori industriali italiani da parte di multinazionali francesi, talvolta partecipate con capitali dello Stato francese. Il tutto in una fase storica in cui l’alfiere della finanza speculativa europea, membro di note consorterie mondiali amiche anche del Pd italiano, conosce il suo più basso momento di popolarità, destinato a un tonfo annunciato alle elezioni europee di maggio. La domanda è: perché la Rai di Stato, i cui vertici sono stati tenuti all’oscuro di questa intervista, ospita nella sua rete ammiraglia il presidente di una nazione palesemente ostile all’Italia? Un’intervista fatta peraltro da un non giornalista al presidente di una Repubblica in una delle fase più delicate dei rapporti diplomatici. L’appartenenza di Fazio al circuito della sinistra con il Rolex, salottiera e amica dei banchieri che ispira Macron vale più della difesa dell’interesse nazionale? Se Fazio vuole continuare a trattare la Rai come il suo canale personale, si faccia una sua tv, oppure intraprenda la carriera diplomatica”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia che ha annunciato un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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Nightshift work lowers age at menopause

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

The Nurses’ Health Study project has over past decades generated an enormous number of publications on an array of medical issues. This project has contributed importantly to our understanding of and discussion about female health, mostly in the context of reproductive science. Stock et al now extracted from this invaluable and ever-growing dataset that women exposed to occupational rotation/nightshift are at a slightly increased risk of accelerated menopausal onset. Menopause in the human is traditionally attributed to ovarian depletion of viable follicles. The study controlled for a number of potential confounders such as age, smoking and parity – each of which may influence or be related to ovarian reserve. To what extent bio-rhythmic disturbance may act in a similar way is an intriguing issue yet to be solved. Perhaps in the human, timing of final ovarian activity may depend to some extent on altered neuroendocrine activity as is the case in most other species. Nils Lambalk, Editor-in-Chief Human Reproduction

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Arresto cardiaco, revisione Cochrane sugli effetti dell’adrenalina. Ecco i risultati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

L’adrenalina o la vasopressina (ormone antidiuretico) migliorano la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco? È questo il quesito clinico al quale un gruppo di ricercatori dell’Unità di ricerca sulla rianimazione e la medicina di emergenza (Precru) della Curtin University di Bentley (Australia) hanno cercato di rispondere in una nuova revisione Cochrane. Gli autori fanno una breve premessa che permette di inquadrare lo stato dell’arte sulla questione e di comprendere come è nata l’esigenza di stilare l’attuale review. Come è noto, ricordano, quando il cuore improvvisamente smette di battere, senza alcun trattamento la morte si verifica in pochi minuti. Quanto ai trattamenti che hanno dimostrato di essere efficaci in questa grave condizione, i primi da citare sono la rianimazione cardiopolmonare e il rilascio di uno shock elettrico (defibrillazione). Se questi metodi non dovessero avere successo, proseguono i ricercatori, vengono iniettati farmaci come l’adrenalina e la vasopressina (di solito per via endovenosa) al fine di provare a far “ripartire” il cuore. Le prime prove scientifiche che hanno portato all’uso di questi farmaci provenivano in gran parte da piccoli studi sugli animali, specificano. Se però alcuni studi sull’uomo hanno dimostrato che questi farmaci possono aiutare inizialmente la ripresa del battito cardiaco, aggiungono, la ricerca suggerisce anche che potrebbero avere effetti dannosi a livello cerebrale.I revisori hanno pertanto identificato 26 studi clinici randomizzati (Rct), per un totale di 21.704 partecipanti, che hanno esaminato l’effetto dell’adrenalina o della vasopressina sulla sopravvivenza del paziente dopo un arresto cardiaco verificatosi sia in ospedale sia al di fuori di esso, così come sia in soggetti adulti sia in pazienti pediatrici. Alcuni studi hanno confrontato l’adrenalina a dosi standard (1 mg) con placebo (farmaco fittizio [dummy]); altri hanno esaminato l’adrenalina a dose standard rispetto ad alte dosi; altri ancora hanno posto a confronto la sola vasopressina o la vasopressina con l’adrenalina rispetto a dosi standard di adrenalina. Gli studi hanno trovato prove del fatto che l’adrenalina è efficace nel riavviare il cuore e nell’aiutare le persone a recuperare lo stato di salute in modo sufficiente da poter essere dimesse dall’ospedale per tornare al loro domicilio. Tuttavia, non c’era alcuna prova che nessuno dei due farmaci avesse migliorato la sopravvivenza con un buon esito neurologico.La qualità complessiva delle prove andava dal livello alto per gli studi che confrontavano l’adrenalina con il placebo, fino al livello moderato – al massimo – ma principalmente basso o molto basso per gli altri confronti, a causa di potenziali bias all’interno degli studi. Molti di questi erano stati condotti più di venti anni fa e i risultati degli studi più datati avrebbe potuto non riflettere la pratica corrente. Gli studi, inoltre, hanno esaminato i farmaci in molte situazioni diverse (arresti cardiaci di adulti e bambini soccorsi all’interno e all’esterno degli ospedali con dosi differenti): un fatto che potrebbe rendere fuorvianti i loro risultati. «Né l’adrenalina ad alte dosi né l’aggiunta di vasopressina sono risultate superiori alla dose standard di adrenalina nel migliorare gli esiti dei pazienti dopo l’arresto cardiaco» scrivono i revisori, che concludono: «la dose standard di adrenalina può far riavviare il battito del cuore e migliorare la sopravvivenza alla dimissione dall’ospedale, ma non è necessariamente positiva nel migliorare i risultati neurologici. In breve, sembra che l’adrenalina faccia bene al cuore ma non al cervello». Cochrane Database Syst Rev, 2019;1:CD003179. doi: 10.1002/14651858.CD003179.pub2.https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30653257 (fonte: doctor33)

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Europe Orthopedic Orthotics Market

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

The Europe Orthopedic Orthotics Market is expected to witness market growth of 5.9% CAGR during the forecast period 2018-2024.Customized devices have the potential to deliver better results, as compared to pre-fabricated devices. The market for custom orthoses is rapidly growing due to changing customer preferences which is because of increasing disposable income, and growing awareness about medical services.Growing trend of physical fitness in baby boomers has led to more number of hospital visits for muscle pain and other skeletal muscular problems.Orthotics is a field dealing with design and construction of orthoses, an external support that modifies, controls or immobilizes movements. Orthoses assist in correcting muscle and joint by restricting and aligning bones. Orthopedic orthoses are generally prescribed in instances of deformity caused due to accidents, trauma, osteoarthritis, birth defects or sports injury.Orthoses could be prefabricated or customized to fit custom requirements. Orthoses devices are generally made of plastic or graphite, due to flexibility offered by these materials, and at the same time restricting abnormal movements.Neoprene is also popular in soft braces as it provides comfort and also has easy applications. Technological advances such as computer assisted design (CAD) and 3D printing have contributed to the growth of the personalized orthoses.The market research report covers the analysis of key stake holders of the market.

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