Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 10 marzo 2019

Global Pilots on Ethiopian Flight ET302

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

The International Federation of Air Line Pilots’ Associations (IFALPA) would like to express its most sincere condolences to the families of the passengers and crew affected by today’s tragic accident of Ethiopian Airlines flight ET302, a Boeing 737 Max 8 (reg. ET-AVJ) that crashed shortly after take-off from Bole International Airport in Addis Ababa.
IFALPA stresses the need to avoid speculation as to what happened to the aircraft. The Federation has reached out to the Ethiopian Air Line Pilots’ Association and will offer the advice and assistance of accident investigation experts familiar with the B737 Max aircraft to the Ethiopian Accident Investigation Agency.IFALPA reiterates the need for the technical investigation into the circumstances of this accident to strictly follow the provisions laid out in ICAO Annex 13, with the main objective being the gathering of facts, the determination of the accident’s contributing factors and the drafting of safety recommendations that will prevent any reoccurrence.

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La fanfara dei bersaglieri per le vie di Trastevere

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Roma l’11 marzo 2019 è il prossimo appuntamento coi bersaglieri è a piazza S. Francesco. L’uscita è prevista una volta al mese (di norma il secondo lunedì del mese), di sera dopo le ore 20.00. Una presenza a carattere periodico mensile che vuole ridare vita allo storico binomio esistente dal 1870 tra i Bersaglieri e i trasteverini. Nel 1873, con il ritorno di Roma a capitale dell’Italia, fu designata un’area del complesso del convento dei Cappuccini in via Anicia per la realizzazione della caserma “La Marmora” che diverrà alloggiamento di un reggimento Bersaglieri. La struttura, dopo essere stata sottoposta a lavori di adeguamento, è divenuta sede del 2° Rgt. bers. dal 1875 al 1944. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nel 1944 il reggimento fu inviato a combattere nel teatro di guerra greco-albanese e da allora non ha fatto più ritorno nella sua sede a Roma. La caserma di Trastevere, al termine del conflitto mondiale, fu destinata in parte all’Associazione Nazionale Bersaglieri e nel 1970, a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici, è stata completamente ristrutturata così come si presenta oggi.
Nel corso di tutti questi anni i Bersaglieri hanno da sempre fatto sentire la loro presenza. Non sono mai mancate le sfilate a passo di corsa con in testa la fanfara per le vie e le piazze trasteverine. Basti ricordare la festa “de noantri” dove è tradizione la partecipazione della fanfara che va incontro a passo di corsa e suonando alla Madonna del Carmine al suo arrivo in processione a San Crisogono.
Oggi, grazie ad un accordo tra l’Associazione Bersaglieri di Roma ed il I Municipio, si è voluto ridare lustro a questa vecchia tradizione, consentendo alla Fanfara “Nulli Secundus” di Roma di uscire per Trastevere al suono delle più coinvolgenti note delle marce dei bersaglieri. E’ l’omaggio sentito della Fanfara e dei Bersaglieri ai trasteverini che da sempre hanno mostrato la loro vicinanza ed ammirazione per i mitici uomini con il cappello piumato.

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Precipita un Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

L’aereo era diretto a Nairobi. E’ precipitato dopo il decollo da Addis Abeba. Non vi sono stati superstiti tra i 157 a bordo (149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio). Otto viaggiatori erano italiani tra i quali l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale. Scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Oggi è un giorno di dolore. Nell’aereo della Ethiopian Airlines precipitato dopo il decollo da Addis Abeba vi erano anche nostri connazionali. Ci stringiamo tutti ai familiari delle vittime rivolgendo loro i nostri partecipi, commossi pensieri” A sua volta Vittorio Sgarbi ricorda l’archeologo Sebastiano Tusa: «Resta il suo pensiero l’intelligenza, la disponibilità ad ascoltare, la gentilezza, e tanti studi, tante ricerche sospese, tanti sospiri di conoscenza. In pochi casi l’archeologo, lo scienziato si era fatto politico con tanta naturalezza, continuando a vedere le cose, la storia e il mondo senza calcoli e strategia, per amore della bellezza, per la certezza che il mondo antico in Sicilia era ancora vivo. Potevano risorgere sculture, rinascere kouroi, uscire Venere dall’acqua. E come vive la storia con noi, vive anche lui oltre la sua apparente fine» Sebastiano Tusa fu nominato assessore nella giunta di Nello Musumeci nell’aprile del 2018.

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Corso Ido per formare tutor a domicilio

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Roma il 23 marzo partirà (in Corso Italia 38°) il nuovo corso dell’IdO dal titolo ‘STUDIO a TUtTo-RAGGIO. DIVENIRE UN TUTOR A DOMICILIO’. L’obiettivo è formare tutor specializzati ad accompagnare allo studio minori con Dsa, Bisogni educativi speciali (Bes), alto potenziale cognitivo o diversamente abili attraverso uno sguardo attento alle dinamiche relazionali e agli aspetti psicologici. È possibile iscriversi entro domani.
“E’ indispensabile che il tutor a domicilio conosca i processi di apprendimento- continua la docente-le tipologie di disturbo, le variabili implicazioni neuropsicologiche ed emotive che concorrono, spesso, a rendere più complessi i quadri clinici. Il Tutor, pertanto, necessita di una formazione mirata per riuscire a personalizzare il suo apporto psicopedagogico anche attraverso l’indispensabile bilanciamento tra supporto e autonomia, atto al raggiungimento di autoefficacia, rendimento ed autostima”.
Il corso promosso dall’Istituto di Ortofonologia “fornirà strumenti e competenze per arrivare a una piena conoscenza dei vari profili Dsa, degli strumenti psico-pedagogici e metacognitivi, delle misure compensative e delle strategie di apprendimento- conclude Sgueglia- nell’ottica di una visione globale e integrata del soggetto Dsa”.
Qui tutte le informazioni: http://www.ortofonologia.it/allegati/Locandine-IdO-Tutoraggio.pdf

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Arriva in Italia la Lincoln Youth Symphony Orchestra

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Roma Lunedì 11 marzo – ore 19,30 Basilica di Santa Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 42 e Martedì 12 marzo – ore 18,00 Chiesa di San Paolo dentro Le Mura Via Napoli 58
Un’occasione imperdibile per vedere in azione un ensemble di 36 giovani talenti che ha più di 60 anni di storia e dalla quale hanno fatto partire la propria carriera artistica molti musicisti di Lincoln e di altre parti del Paese. Nel 2008, in occasione del suo 50esimo anniversario, la Lincoln Youth Symphony Orchestra ha celebrato la ricorrenza con un concerto di gala dedicato a tutti i membri che furono suoi ex-allievi, condotto da Larry Maupin, amatissimo insegnante di violino e conduttore di Gran Island che fu a sua volta un membro fondatore. Alla guida dell’orchestra si ricordano direttori come Bernard Nevin, Eugene Stoll, Orville Voss, June Moore, Harold Levin, Brian Moore, Michael Swartz, Huadong Lu e Bob Krueger. Clark Potter iniziò a dirigere la LYS nel 2007. Grazie soprattutto alla loro dedizione, la Youth Symphony ha prodotto dei musicisti e delle orchestre eccezionali.
Il diario di viaggio dell’orchestra include recenti tour in Austria (Vienna, Graz, Bad Ischl, Salisburgo e Innsbruck nel 2005), Budapest (2011), Lipsia, Dresda e Praga (2014) e Dublino e Belfast (2016). Si è esibita a Chicago, St Louis e Kansas City e ha partecipato a spettacoli e scambi culturali internazionali con altre orchestre giovanili di Città del Messico, Hong Kong e Guangzhou in Cina, incluso un significativo viaggio a Pechino dove ebbe l’opportunità di suonare presso il Conservatorio Centrale di Musica di Beijing. A Roma torna per la seconda volta dopo dieci anni, presentando un repertorio sinfonico di musica sacra e classica che sarà diretto nei due concerti rispettivamente da Clark Potter e Terry Rush.

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Un supercomputer per simulare il funzionamento del cervello umano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Il progetto internazionale HBP (Human Brain Project) che mira a realizzare, attraverso un supercomputer, una simulazione del funzionamento completo del cervello umano per studiare terapie innovative alle malattie neuropsichiatriche, come l’Alzheimer, la Schizofrenia, la Depressione, sarà presentato dall’EBRI, (European Brain Research Institute – l’istituto fondato dalla Prof.ssa Rita levi Montalcini) lunedì 11 marzo alle ore 17.00 a Roma presso l’Università Sapienza viale Regina Elena, 295 edificio C.
Partecipano al progetto anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS).L’iniziativa rientra nelle attività della settimana internazionale del cervello (brain awarness week 2019 11 – 17 marzo), nell’ambito della quale l’EBRI, di cui la Fondazione IGEA Onlus è media partner, promuoverà conferenze, caffè scienza e incontri nelle scuole.Il progetto, al quale partecipano 112 università e centri di ricerca in 22 paesi tra Europa, USA, Cina e Giappone è finanziato dalla Commissione Europea con un miliardo di euro, e realizzerà una simulazione completa del cervello con i suoi 100 miliardi di neuroni che interagiscono attraverso oltre 100 mila miliardi di collegamenti (sinapsi).www.fondazioneigea.it

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Lombardia: Aler, nuovo regolamento tra poche luci e molte ombre

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

La Giunta regionale ha approvato il nuovo regolamento dei servizi abitativi pubblici, cioè del settore alloggi popolari.Per Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, “il vero problema delle politiche per il diritto alla casa, più che il regolamento, è il sottofinanziamento cronico voluto dalle maggioranze di Lega e centrodestra negli ultimi anni, per cui ad esempio ci sono solo in Provincia di Milano 6.000 alloggi sfitti perché da ristrutturare.Ma veniamo al regolamento che presenta luci, quando la maggioranza ha accolto nostre proposte di modifica, ed ombre, quando la medesima maggioranza si è incaponita in errori evidenti.Partiamo dai più deboli, cioè dai nuclei familiari indigenti. Ebbene il nuovo regolamento fissa un tetto massimo rigido del 20% al numero di alloggi che possono essere assegnati a questi nuclei familiari, indipendentemente dalla zona, siano questi in via Montenapoleone o a Giambellino. Tale indirizzo è ovviamente sbagliato e come M5S continueremo a insistere per rendere più flessibili le assegnazioni a famiglie indigenti.
Rimane purtroppo anche la scelta, da parte dei nuclei familiari richiedenti, dei 5 alloggi preferenziali sui quali concorrere, senza che i nuclei familiari abbiano le informazioni per capire su quali alloggi ci sono più chance di ricevere l’assegnazione. Immaginiamoci una famiglia, magari indigente, che deve esprimere 5 preferenze fra le decine di migliaia di alloggi di ALER Milano: praticamente come giocare un terno al lotto. Tale situazione rischia di distorcere l’equità delle assegnazioni: a seconda delle preferenze espresse si potrà essere scavalcati da una famiglia con punteggio più basso ma che ha scelto altri alloggi.Tranne per le famiglie indigenti, poi, i nuclei familiari potranno entrare in graduatoria sul territorio di un unico Comune, cioè quello di residenza, invece che per ambito unico di servizi sovracomunale come da noi richiesto: altra assurdità che rischia di creare grandi disparità fra famiglie con residenza in Comuni con pochissimi alloggi popolari, e famiglie residenti in Comuni dotati di un vasto patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Potenziale distorsione ulteriormente aggravata dal fatto da un’ulteriore complicazione: le graduatorie verranno separate per Ente proprietario (solitamente o ALER o il Comune).Fra le poche modifiche positive che hanno recepito le istanze della minoranza e delle parti sociali: il Corpo dei Vigili del Fuoco viene aggiunto all’elenco dei Corpi delle Forze dell’Ordine che possono accedere agli alloggi popolari con bonus in graduatoria.Positivo anche l’innalzamento a 35.0000 euro, dagli attuali 30.0000, della soglia ISEE oltre la quale si perde il diritto all’accesso ai servizi abitativi pubblici.Ultima nota positiva: l’ammissione dell’ampliamento del nucleo familiare nel caso di genitori e figli.Nel complesso abbiamo denunciato le potenziali storture che saranno causate da questo regolamento nella gestione del diritto alla casa, in linea purtroppo con la mala gestione di Lega e centro-destra di questo settore fondamentale. Riteniamo positive le poche aperture della maggioranza sopra ricordate. Come M5S continueremo a monitorare la situazione e ad incalzare Regione affinché destini più risorse ed attenzione all’edilizia residenziale pubblica”.

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Voto di scambio, bene approvazione alla Camera. Lombardia ha pagato caro prezzo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

“Siamo molto soddisfatti per l’approvazione alla Camera dei Deputati della legge che rafforza la normativa sul reato di voto di scambio politico-mafioso.Non possiamo dimenticare che anche la nostra regione ha pagato un caro prezzo in un recente passato quando Zambetti fu accusato di ‘aver consapevolmente attinto voti dal bacino della criminalità organizzata stringendo un patto con i referenti delle cosche lombarde’, come si legge nelle carte del processo.Non possiamo più tollerare che le mafie condizionino il voto infiltrando la politica, è un pericolo per la democrazia contro cui le Istituzioni oggi hanno dato una risposta chiara e netta”, è il commento della Consigliere regionale del M5S Lombardia Monica Forte in merito all’approvazione della nuova legge sul voto di scambio politico mafioso avvenuta poco fa alla Camera.

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Presentazione campagna “Rudy=NonSmokers”

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Roma. Dopo una lunga preparazione, giovedì 14 marzo prossimo alle ore 11:00, presso lo “Spazio Europa” del Parlamento europeo e della Commissione europea a Roma, alla Stampa Estera e Italiana verrà presentato il progetto generale, con il piano delle future attività e la campagna contro il fumo dell’associazione “Benessere SenzaFumo ONLUS”, rappresentata dal “Red Papillon”, un papillon rosso divenuto brand dell’associazione dei non fumatori.
In un mondo dove esiste solo chi consuma (“Consumo ergo sum”), l’associazione “Benessere SenzaFumo ONLUS” viene ad essere la prima associazione al mondo di “NonConsumatori”, in realtà molto consumati sia dal fumo passivo che dalle pesanti tasse pagate indirettamente al Servizio Sanitario Nazionale per le tante lunghe cure ai fumatori.La prima strategia che si seguirà sarà quella di indicare finalmente “in positivo” l’80% degli italiani che fanno la cosa giusta, ovvero i non fumatori, e per distinguerli è stato scelto il termine “Rudy” come neologismo indeclinabile, mentre i fumatori (il 20%, Non Colpevoli e Non Viziosi ma vere vittime truffate) diventano negativi e sfortunati, ovvero “NonRudy”.È la prima volta che al marketing miliardario pro-tabacco non viene data una risposta seguendo i tradizionali criteri accademici del mondo scientifico ma utilizzando le idee e le competenze del marketing e della comunicazione.Ma perché il fumo è così tollerato oggi, e chi ci guadagna da tutto questo?Certamente non i cittadini e lo Stato visto che – lutti e sofferenze a parte – i costi ambientali (cicche e aria inquinata), i costi sociali (per famiglie e aziende) e i costi sanitari (per le cure) producono danni finanziari almeno tripli rispetto agli incassi fiscali sulle vendite.Il fumo è un problema immenso, con oltre 6 milioni di morti nel mondo e oltre 80.000 solo in Italia, ogni anno, largamente sottostimato a livello di pubblica percezione e volutamente confinato nell’area del “vizio” e del “piacere”.Invece il NonRudy, ovvero un non fumatore nel gergo dell’associazione, non è affatto un colpevole gaudente che si ammala e muore per colpa delle sue “libere scelte” ma è un malato cronico schiavizzato quasi sempre da ragazzino, una vera vittima consumata da una fortissima tossicodipendenza, seconda solo all’eroina e analoga a quella della cocaina.Tutte le sostanze psicotrope (che modificano lo stato psico-fisico) sono droghe ma vengono ben distinte in tre gruppi: il fumo, l’alcol e gli stupefacenti.
Ogni anno in Italia il fumo (legale, si resta lucidi apparentemente) fa appunto oltre 80.000 morti; l’alcol (legale, e non si resta lucidi) più di 20.000; tutti gli stupefacenti (illegali, e non si resta lucidi) meno di 400.E se l’illegalità è collegata alla pericolosità e ai danni derivanti da un fatto o da una certa situazione, perché 400 morti l’anno sono gravissimi, con leggi e forze dell’ordine costantemente impegnate e con un’altissima riprovazione sociale, mentre per un totale di 100.000 morti ogni anno la sensibilità collettiva è minima?E chi ci guadagna dall’allarmante illegalità degli uni e dalla serena legalità degli altri?“Rudy o Non Rudy (non fumatori o fumatori), siamo tutti vittime del fumo” è l’amara constatazione di Rudy PuntoRudy, presidente dell’associazione.
Occupandosi comunque di una droga legale, l’associazione ha come Mission il voler “cambiare la non cultura del fumo” e come Vision una massima:“Non vogliamo scoprire presto i tumori, vogliamo non farli arrivare affatto”.Quindi l’obiettivo è quello della vera prevenzione, per restare sani e senza dipendenze, non per fare “prevenzione secondaria”, arrivando cioè quando il tumore ormai è partito, oppure per “limitare i danni”, continuando a ben rifornire il malcapitato cliente.In base ad un progetto del tutto innovativo (che sarà un vero format itinerante), verrà dunque avviata per la prima volta in Italia una campagna culturale permanente denominata “Rudy=NonSmokers”, che prevede progressive edizioni annuali operando per dodici mesi in tutte le venti regioni italiane.In 100 gemellate “Città del Benessere” verranno portati sia eventi speciali riservati soltanto ai Rudy Italiani (i “RudyParty”) e sia apposite conferenze (gli “InfoRudy”) dedicate alle scuole secondarie dagli 11 anni in su.Avviando ora il lavoro in Italia, l’associazione già pensa alle edizioni europee delle iniziative.Perché la salute è un bene prezioso, che non dobbiamo mettere in alcun modo in pericolo, e che gli Stati dovrebbero tutelare considerando anche i gravi danni economici che le malattie provocano.

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L’Alto Commissario per i Rifugiati in visita in Siria

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Durante la sua quarta visita in Siria in qualità di Alto Commissario per i Rifugiati, Filippo Grandi ha valutato le ingenti esigenze umanitarie della popolazione. Ha osservato che, dopo otto anni di guerra, la portata del problema umanitario è sconcertante ed esacerbata dallo sradicamento di milioni di persone dalle loro case.Gli anni di violenza e distruzione hanno costretto quasi un siriano su due a fuggire dalla propria casa: oltre 5,6 milioni di siriani vivono come rifugiati nella regione, mentre milioni di altre persone sono sfollate all’interno della Siria. Le stime indicano che nel 2018 oltre 1,4 milioni di sfollati interni (IDP) hanno fatto ritorno nelle loro case in Siria. Alcuni siriani, inoltre, stanno lentamente tornando dai paesi limitrofi verso aree in cui si sentono al sicuro.Filippo Grandi ha ribadito che la politica dell’UNHCR è quella di aiutare le persone costrette alla fuga, tanto all’interno della Siria quanto in altri paesi. Ha inoltre affermato che i siriani che tornano volontariamente a casa per ristabilirsi nelle loro comunità d’origine hanno bisogno di aiuti umanitari.L’Alto Commissario ha incontrato ieri le persone tornate a Souran, nel Governatorato di Hama, dove molti sfollati interni e alcuni rifugiati hanno preso la decisione volontaria di rientrare nelle proprie case, benché distrutte. I rifugiati rientrati a casa hanno riferito all’Alto Commissario quali sono le sfide che devono affrontare per ricostruire le loro vite nelle comunità d’origine: edifici e infrastrutture danneggiati o distrutti, mancanza di opportunità economiche e servizi inadeguati.L’Alto Commissario ha poi incontrato famiglie di sfollati interni a Damasco che vivono in condizioni difficili, in edifici danneggiati e abbandonati. Le case da cui erano fuggiti sono solo ad alcuni chilometri di distanza, ma sono riluttanti a farvi ritorno a causa di preoccupazioni relative alla sicurezza, a infrastrutture ancora più inadeguate e alla mancanza di mezzi per riparare i danni.Durante gli incontri con alti funzionari governativi, l’Alto Commissario ha sottolineato che per l’UNHCR la possibilità di entrare in contatto con le persone che decidono di fare ritorno al loro paese è fondamentale per valutare le loro esigenze e assisterle nel reinserimento. Ha poi notato come, ogni volta che ha avuto questa possibilità, l’UNHCR, insieme alle Agenzie delle Nazioni Unite e alle ONG partner, ha compiuto notevoli sforzi per risanare scuole e abitazioni, ripristinare servizi quali panifici e centri sanitari, oltre a garantire l’accesso alla documentazione. Il lavoro dell’UNHCR con i rifugiati rimpatriati include infatti il sostegno per il recupero dei documenti, la risposta ai bisogni dei minori non accompagnati e separati dalle famiglie, nonché la consulenza e il sostegno specifico a persone particolarmente vulnerabili.L’Alto Commissario ha ribadito al governo l’importanza di continuare a rimuovere anche gli ostacoli di natura legale e amministrativa.Filippo Grandi ha poi espresso la sua profonda preoccupazione per i civili intrappolati nelle aree controllate dallo Stato Islamico nel nord-est della Siria, oltre che per le condizioni delle oltre 50.000 persone che hanno cercato rifugio nel campo di al-Hol a partire dal mese di dicembre. Ha inoltre espresso preoccupazione per le condizioni disperate delle persone a Rukban, chiedendo che venga trovata una soluzione alla loro difficile situazione.
Filippo Grandi, che si recherà in Libano per fare visita ai rifugiati e incontrare il governo, ha sottolineato che ad oggi i rifugiati che hanno fatto ritorno in Siria rappresentano solo una porzione della vasta popolazione di rifugiati siriani. L’Alto Commissario continua inoltre ad esortare la comunità internazionale a sostenere i milioni di rifugiati siriani che vivono nei paesi limitrofi e che hanno ancora bisogno protezione e assistenza, oltre alle comunità ed i governi locali che negli ultimi otto anni hanno ospitato milioni di rifugiati siriani.

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Quasi 100 vittime civili a settimana in Yemen nel 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Donne, uomini e bambini civili continuano a pagare un prezzo molto alto a causa della guerra in Yemen: in media, nel 2018, quasi 100 civili sono morti o rimasti feriti ogni settimana. Lo confermano i dati resi pubblici oggi da Protection Cluster, di cui l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è capofila.Sono oltre 4.800 le vittime e i feriti civili registrate nel corso dell’anno, una media di 93 morti civili ogni settimana, secondo il Civilian Impact Monitoring Report per il 2018.
Le statistiche sul numero di vittime si basano su dati open source che vengono raccolti, analizzati e disseminati nell’ambito del Civilian Impact Monitoring Project (CIMP), che pubblica queste informazioni a sostegno del programma di protezione umanitaria nello Yemen. UNHCR è a capo del Protection Cluster nell’ambito della risposta umanitaria delle Nazioni Unite nello Yemen, con il sostegno, come co-coordinatore, del Danish Refugee Council (DRC).
Nel 2018 il numero maggiore di vittime è stato registrato sulla costa occidentale, che include il governorato di Al Hudaydah, uno degli epicentri del conflitto da giugno 2018. Quasi la metà (il 48 per cento) di tutte le vittime identificate sono state registrate in questa regione, nei governatorati di Sa’ada e Al Jawf, altre aree drammaticamente coinvolte nel conflitto, sono state registrate il il 22 per cento delle vittime. “Il report evidenzia l’incredibile costo umano del conflitto. I civili nello Yemen continuano ad affrontare gravi rischi per la loro sicurezza, benessere e diritti di base. Esposti alla violenza quotidiana, molti vivono nella paura costante e soffrono condizioni sempre peggiori, ricorrendo, nella disperazione, a meccanismi di sopravvivenza pericolosi”, ha affermato Volker Türk, assistente dell’Alto Commissario per i rifugiati. Il 30% dei civili è stato ucciso o ferito mentre si trovava all’interno della propria casa. Altri sono rimasti vittime delle violenze mentre erano in strada, mentre lavoravano o si trovavano in mercati e altre aree civili.Un quinto delle vittime è costituito da bambini (410 hanno perso la vita, mentre 542 sono stati feriti).Oltre alle vittime civili, il rapporto evidenzia l’impatto dei conflitti armati sull’accesso alle infrastrutture e ai servizi essenziali. Le organizzazioni partner di UNHCR che operano sul campo stimano che gli attacchi alle infrastrutture civili abbiano drasticamente limitato l’accesso al cibo, all’acqua, agli aiuti e all’assistenza sanitaria per oltre mezzo milione di famiglie.“L’UNHCR ribadisce il suo appello a tutte le parti in conflitto a fare tutto il possibile per proteggere i civili e le infrastrutture in conformità con il diritto internazionale umanitario. Solo una risoluzione pacifica del conflitto potrà impedire ulteriori sofferenze e permetterà di affrontare l’emergenza umanitaria”, ha affermato Volker Türk.Quattro anni di conflitto in Yemen hanno causato la più grande crisi umanitaria del mondo: la guerra ha reso oltre 14 milioni di persone bisognose di protezione e costretto quasi il 15 per cento dell’intera popolazione, circa 4,3 milioni di persone, a fuggire dalle proprie case. Questo dato include 3,3 milioni di persone ancora sfollate in tutto il paese, mentre un milione di persone ha tentato di fare ritorno a casa.L’UNHCR sta rispondendo ai bisogni degli yemeniti sfollati a causa del conflitto fornendo contributi in denaro, alloggi e altre forme di aiuto per far fronte all’emergenza. Dall’inizio dell’anno l’UNHCR ha fornito assistenza in denaro a quasi 230.000 yemeniti sfollati (33.000 famiglie).L’UNHCR ha inoltre fornito assistenza e protezione alle persone più vulnerabili e a rischio, tra cui donne, bambini, anziani, persone con disabilità e vittime di violenza di genere.

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Scuola: Ecco la mini-riforma di M5S e Lega

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Per quanto riguarda gli organi collegiali, sintetizza la rivista Orizzonte Scuola, il testo della legge delega invita il governo a ridurre il numero dei componenti degli organi degli enti sottoposti alla vigilanza del Miur. A proposito degli organi collegiali territoriali della scuola, si punterà ad eliminare sovrapposizioni di funzioni e ridefinire la relazione e le competenze con i dirigenti scolastici.Il testo prevede anche che le funzioni e i compiti amministrativi in tema di cessazioni dal servizio, progressioni e ricostruzioni di carriera, trattamento di fine rapporto del personale della scuola, nonché di ulteriori compiti e funzioni non strettamente connessi alla gestione della singola istituzione scolastica siano riallocati.
Il disegno di legge prevede, inoltre, che vengano soppressi o fusi enti ed agenzie, preposte alla valutazione di scuola e Università, per essere trasformati in uffici dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche. Infine, per quanto riguarda lo sport a scuola, il testo prevede un riordino e la promozione dell’attività sportiva inclusa la creazione di una federazione nazionale.
Anief ha provato ad anticipare le conseguenze dell’eventuale approvazione del testo così come si compone oggi e sul quale il Governo appare molto determinato perché si approvi al più presto. Premesso che si tratta di un testo molto generico, ancora privo di proposte dettagliate, il sindacato ritiene che per quanto riguarda gli organi collegiali, il ddl invita di fatto il governo a ridurre il numero dei componenti degli organi degli enti sottoposti alla vigilanza del Miur. La novità si collocherebbe all’interno di una complessa revisione delle norme vigenti, a partire dal Testo Unico, il decreto legislativo 297 del 1994.Per quanto riguarda gli organi collegiali territoriali della scuola e l’intenzione di eliminare sovrapposizioni di funzioni e ridefinire la relazione e le competenze con i dirigenti scolastici, Anief potrebbe anche ritenersi d’accordo: tuttavia la riduzione numerica degli organi collegiali non deve corrispondere ad un ulteriore allargamento dei poteri e delle responsabilità del dirigente scolastico. E, soprattutto, non si dovrebbe andare ad intaccare la collegialità delle decisioni.Il testo prevede che le funzioni e i compiti amministrativi in tema di cessazioni dal servizio, progressioni e ricostruzioni di carriera, trattamento di fine rapporto del personale della scuola, nonché di ulteriori compiti e funzioni non strettamente connessi alla gestione della singola istituzione scolastica siano riallocati.La possibilità che si riduca la portata delle incombenze assegnate ad un settore lavorativo sempre più tartassato da campiti e responsabilità ulteriori, seppure ridotto ai minimi termini a partire dal dimensionamento imposto dalla Legge 133 del 2008, non può essere che bene accolta. Non è possibile, che il personale delle segreterie scolastiche diventi sistematicamente il terminale operativo delle ultime disposizioni legislative, peraltro su ambiti nemmeno di competenza diretta del comparto Istruzione. È emblematico, quanto accaduto negli ultimi tempi con la rilevazione delle vaccinazioni obbligatorie oppure con il lavoro extra imposto per la rilevazione delle posizioni assicurative del personale aspirante alla pensione a partire dal prossimo 1° settembre 2019. Tutto ciò avviene richiesto a delle segreterie scolastiche sguarnite di personale, quasi sempre non adeguatamente formato, con appositi corsi, per affrontare tali richieste ulteriori che necessitano di competenze ad hoc, e con una presenza di precari che rimane altissima: il sindacato ribadisce che per coprire almeno 15 mila posti vacanti, occorre attuare un piano straordinario di altrettante assunzioni di personale Ata.
È assodato, quindi, che le segreterie delle scuole siano sottodimensionate per svolgere tutti gli adempimenti amministrativi richiesti: una riallocazione dei compiti da svolgere, tuttavia, non dovrebbe prevedere uno spostamento delle mansioni in seno agli Uffici scolastici territoriali, ma verso gli organi di competenza, quasi sempre collocati all’interno di altri comparti pubblici.Nella proposta di legge si intravede anche che saranno soppressi o “fusi” enti e agenzie preposte alla valutazione di scuola e Università, per essere trasformati in uffici dello Stato o di altra amministrazione pubblica: da anni Anief sostiene una posizione critica verso le prove Invalsi e l’istituto che ne prende il nome, poiché rappresentano principalmente uno “spreco di energie, soldi e tempo”. Basta dire che proprio l’istituto nazionale di valutazione lo scorso anno scolastico ha pubblicato un dossier che di fatto poneva grossi dubbi sull’efficacia delle prove standardizzate,In pratica, “ad alzare le mani, a rassegnarsi, ad ammettere che il sistema di valutazione adottato serve a poco o a nulla è” stato “lo stesso Invalsi” pubblicando un’analisi critica sul proprio sito internet. Nella disamina, l’Invalsi non si nasconde: ““Le prove non possono misurare tutto. Ci sono competenze importanti – ad esempio quelle di comunicazione verbale e scritta, affettive e relazionali – che non sono valutabili con una prova standardizzata ma solo attraverso il contatto quotidiano che l’insegnante ha con i suoi allievi. Per questo le prove Invalsi non possono valutare globalmente uno studente né possono monitorarne e guidarne – come fa invece la valutazione degli insegnanti – il processo di apprendimento tenendo conto di tutte le variabili che inevitabilmente sfuggono alla valutazione standardizzata”.
Detto ciò, occorre comunque sempre considerare che il Ministro dell’Istruzione con direttiva annuale fissa gli obiettivi della valutazione esterna e le rilevazioni risultano necessarie per la valutazione del valore aggiunto: l’attività di valutazione non può essere cancellata, anche alla luce dei sistemi scolastici europei che prevedono tutti una valutazione interna ed esterna.
L’altro importante ente che rischia di scomparire è l’Indire, finalizzato alla ricerca per l’innovazione scolastica e la cui prima forma di attuazione è datata 1925: dal 1999 ha assunto l’attuale denominazione, sotto la vigilanza del Miur, collegandosi con gli Irsae, poi soppressi nel 2006. Considerate le delicate funzioni che Invalsi e Indire svolgono attualmente, assieme al corpo ispettivo costituiscono un sistema nazionale di valutazione ricco di criticità: per comprendere se questi enti vanno soppressi, fusi o modificati, rimanendo autonomi, occorre valutare a fondo le varie proposte correttive che si vogliono introdurre, entrando nel merito delle nuove disposizioni.Anche per quanto riguarda la revisione delle discipline degli organi territoriali affiancati ai vari livelli decisionali, occorre necessariamente entrare nel merito delle proposte di intervento normativo, al fine di comprendere quale sia la strada migliore a livello centrale (Consiglio superiore della pubblica istruzione); a livello regionale (Consigli regionali dell’istruzione) e a livello locale (Consigli scolastici locali).
Infatti, la previsione di questi organi territoriali era legata alla necessità emerse nel corso degli anni Settanta di muoversi verso una gestione partecipata che avrebbe stemperato i conflitti che qualsiasi gestione accentrata produce. Questa è stata la spinta che ha portato, a livello di singola scuola, ad introdurre nelle scuole il Consiglio d’istituto, a livello provinciale il Consiglio scolastico provinciale affiancando l’ex provveditorato, a livello nazionale il Consiglio nazionale della pubblica istruzione. A questi organi simmetrici ai vari livelli dell’amministrazione si aggiunse poi il Consiglio scolastico distrettuale coincidente con l’area di competenza delle Asp. Modificare questo impianto organizzativo è corretto, a patto che si realizzi nel modo più funzionale ed utile possibile alle scuole e ai suoi alunni.
Per quanto riguarda lo sport a scuola, il disegno di legge prevede il riordino e la promozione dell’attività sportiva, prevedendo anche la creazione di una federazione nazionale. Premesso che la disposizione andrebbe in controtendenza rispetto a quella di razionalizzazione intrapresa dal governo giallo-verde, la posizione dell’Anief è comunque favorevole all’introduzione dell’attività fisica: il giovane sindacato, non a caso, ha espresso il suo parere più che positivo per il disegno di legge bipartisan che introduce l’attività motoria a scuola tra i sei e gli undici anni attraverso l’insegnamento di docenti specializzati.

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Scuola: Docenti di ruolo. Cancellati i corsi di qualificazione professionale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Anief sostiene l’appello inviato al Ministro Bussetti per riattivarli. Con la cancellazione di tali corsi abilitanti, si sono lesi i diritti e il futuro professionale di migliaia di insegnanti che, per le più svariate motivazioni, come l’eccessiva lontananza da casa o la perdita di titolarità o ancora il desiderio di passare di ruolo da un ordine all’altro, hanno un serio interesse ad abilitarsi in altre discipline. Anief raccoglie l’appello del “Comitato Nazionale Docenti di Ruolo Ingabbiati”, che giustamente ricordano di avere già “superato uno o più concorsi selettivi”. Il Miur non avrebbe alcun onere, perché i costi dei corsi potrebbero essere interamente a carico dei partecipanti. Anche il Ministero ne trarrebbe vantaggio, perché potrebbe assorbire in modo agevolato i docenti di ruolo soprannumerari. Per Marcello Pacifico (Anief) quanto presente nell’appello rappresenta una richiesta doverosa. Per quale motivo un docente di ruolo non può conseguire nuove abilitazioni all’insegnamento? Perché deve essere impossibilitato ad insegnare altre discipline, pur essendo in possesso dei titoli per l’accesso? Cosa impedisce ad un insegnante soprannumerario a non specializzarsi nell’insegnamento di una materia alternativa, per permettergli di riottenere la titolarità su scuola? Anief lo chiede pubblicamente al Ministero dell’Istruzione, dopo che la Legge di Bilancio 2019 al comma 792, lettera e, punto 2, ha abrogato l’articolo 4 comma 3 del Dlgs. n. 59/2017, che prevedeva l’istituzione di corsi per il conseguimento di altre abilitazioni riservati ai docenti di ruolo, in possesso dei prescritti titoli di studio (D.P.R. n. 19 del 14 febbraio 2016), per l’insegnamento di ulteriori discipline rispetto a quella di titolarità, che consentano il passaggio di cattedra o di ruolo.
In ballo c’è il futuro professionale di migliaia di insegnanti che, per le più svariate motivazioni, ad iniziare dall’eccessiva lontananza da casa, ma anche dalla perdita di titolarità, hanno un serio interesse ad abilitarsi in altre discipline: docenti, di ruolo, che, pur vivendo realtà professionali diverse, per realtà territoriale e contesto scolastico, hanno la comune necessità di accedere ad un percorso di mobilità professionale. Il quale, in presenza di 80 mila cattedre vacanti ed altrettante da coprire annualmente, può essere certamente agevolato qualora il candidato al trasferimento faccia valere più abilitazioni all’insegnamento. E non si può invece certo pensare di venire incontro a questi docenti, permettendo loro l’accesso ai concorsi, assieme ai neolaureati, oppure esonerandoli dal conseguimento dei 24 cfu nelle discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, ormai indispensabili per chiedere la partecipazione ai concorsi a cattedra.
Anief raccoglie, a questo proposito, la richiesta del “Comitato Nazionale Docenti di Ruolo Ingabbiati”, che giustamente ricordano di avere già “superato uno o più concorsi selettivi”, di avere “esperienza, dapprima attraverso la formazione volontaria e interamente autofinanziata, successivamente mediante il Piano Nazionale di Formazione dei Docenti”. Questi insegnanti, immessi in ruolo anche a diverse centinaia di chilometri da casa, chiedono ora di far valere gli stessi diritti di tutti gli altri lavoratori del comparto pubblico, al fine di “ottenere una progressione di carriera, mantenendo il ruolo di docenti, cambiando la disciplina d’insegnamento o l’ordine di scuola”.

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Scuola: al via la terza edizione del bando che premia l’eccellenza

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Promuovere i talenti e le eccellenze presenti nelle scuola pubblica italiana, puntando sugli alunni più giovani e sui primi cicli di istruzione: la scuola primaria e quella secondaria di primo grado. È questo l’obiettivo del progetto Facile.it per la scuola, giunto alla terza edizione, che quest’anno chiamerà a raccolta gli istituti pubblici del Paese puntando l’attenzione su tre temi di grande attualità: l’innovazione, l’ecosostenibilità e l’inclusione scolastica.Entro il 31 marzo, gli istituti scolastici potranno partecipare al bando iscrivendo un proprio progetto ad una delle tre categorie e illustrando come la scuola intende impiegare la donazione e la tecnologia messa a disposizione da Facile.it per la didattica e la crescita degli studenti.Una commissione di esperti sceglierà, per ogni categoria, i due progetti più creativi, innovativi e originali, che verranno premiati con una donazione (di 4.000 euro per il primo classificato e 1.000 euro per il secondo) cui si sommerà la dotazione tecnologica proveniente da Facile.it.La passata edizione del progetto Facile.it per la scuola (a.a. 2017-2018) ha visto trionfare l’I.C 2 Panzini di Castellammare di Stabia (NA) con il progetto “Chi ha ucciso il fiume Sarno?”. Al secondo posto si è classificato l’I.C. Senigallia Sud-Belardi (AN) e al terzo l’I.C. di Ponte, piccolo comune in provincia di Benevento. Ad essere premiata nella prima edizione, invece, era stata la scuola elementare Armando Diaz di Milano.

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Valutazione dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

È stato siglato l’accordo tra il Miur e le associazioni sindacali rappresentative in merito al procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2018/2019. Dal documento si evince che è stato concordato come il procedimento di valutazione dei DS relativo all’anno scolastico 2018/2019 è privo di ricadute sulla retribuzione di risultato; le attività connesse al processo di valutazione predisposte per l’a.s. 2018/2019 e le relative risultanze sono finalizzate ad una significativa revisione del procedimento di valutazione dei DS, da operarsi in sede di confronto, che tenga anche in adeguata considerazione le condizioni di contesto in cui operano i DS; in questa fase transitoria, la partecipazione alla valutazione da parte dei DS è da intendersi non prescrittiva e quindi la mancata partecipazione esclude l’espressione della valutazione di prima istanza da parte dei Nuclei di valutazione nonché l’adozione di qualsiasi provvedimento di valutazione finale da parte dei direttori del Uffici scolastici regionale; l’amministrazione s’impegna, appena sottoscritto in via definitiva il Ccnl di area, ad avviare tempestivamente il confronto sulla procedura e sulle modalità della valutazione dei DS per il triennio scolastico 2019/2022.Udir ha portato l’argomento spesso in primo piano, sottolineando la non equiparazione tra i dirigenti scolastici e i dirigenti confluiti nella stessa area: tra i punti, spicca anche la differente valutazione che senza dubbio non dà il giusto riconoscimento al ruolo del DS. Tra le proposte del giovane sindacato c’è proprio quella, tra l’altro a costo zero, che riguarda la valutazione: infatti i dirigenti scolastici, dal 2016, sono confluiti in un’unica area dirigenziale; mentre prima avevano un’area specifica, l’area V, adesso sono inseriti insieme ai dirigenti delle Università e della Ricerca e dell’Afam. Inspiegabilmente per i DS è in piedi una procedura di valutazione molto complessa, diversa da quella di tutti gli altri dirigenti, che aggrava pure il loro lavoro. Reputiamo inoltre che tale iter sia discriminante, oltre ad avere un costo per l’amministrazione, di cui non ci si spiega il senso.Udir ha pure presentato un emendamento, che tratta lo stesso tema, al ddl Semplificazione AC 1550 e AS 989: “la norma intende adottare, nel rispetto delle competenze specifiche individuate dal legislatore sul ruolo e le responsabilità del dirigente scolastico, le stesse modalità di valutazione riservate agli altri dirigenti confluiti nella stessa area dell’istruzione e della ricerca”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “il confronto programmato dall’accordo sottoscritto da Miur e sindacati fa ben sperare; infatti è arrivato il momento di dare alla categoria dei DS, oberata di responsabilità e mansioni, i giusti riconoscimenti”. L’accordo firmato segue le richieste di emendamento presentate in Parlamento a seguito dell’audizione del giovane sindacato e della Confedir con cui si è chiesto la sospensione della procedura. Non si arriva a uno stop, ma alla presa d’atto che i presidi non saranno più obbligati alla compilazione del portfolio e della necessità di un cambiamento. Inoltre, “siamo pronti a vigliare sull’applicazione della norma contrattuale in attesa di diventare rappresentativi”, conclude il presidente Udir Marcello Pacifico.
Il sindacato continua l’attività formativa attraverso le Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali e i Seminari diventare Dirigente.

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Dal 21 al 29 marzo incontri e dibattiti per un’Europa dei cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Torino. Il centro Europe Direct Torino della Città metropolitana partecipa all’iniziativa “La Primavera dell’Europa”, lanciata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, per promuovere dal 21 al 29 marzo 2019 nelle scuole, nelle università e nelle città iniziative, incontri, dibattiti e manifestazioni per una “Europa tra i cittadini” e per promuovere la partecipazione attiva alla vita democratica dell’Unione.Il progetto prevede che in centinaia di scuole italiane, in collaborazione con le reti Europe Direct e Eurodesk Italia saranno organizzati eventi rivolti in particolare agli studenti del 4° e 5° anno degli istituti superiori, animati da un team di “giovani ambasciatori” (ex studenti Erasmus, giovani volontari, membri di associazioni giovanili…) spaziando dalle realizzazioni dell’Europa alle sfide attuali, dalle opportunità per i giovani alle proposte per il futuro.Oltre al nucleo iniziale di 100 scuole già coinvolte è possibile per i singoli istituti interessati associarsi all’iniziativa su base volontaria, e per fare questo sarà sufficiente contattare il centro Europe Direct più vicino.Le scuole del territorio di Torino e provincia potranno contattare direttamente Europe Direct Torino e ricevere assistenza, materiale e il supporto utile per la migliore organizzazione degli eventi (infoeuropa@cittametropolitana.torino.it 011 8616431).L’elenco aggiornato degli eventi e delle scuole partecipanti è alla pagina http://www.primaveradelleuropa.eu

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Parlamento europeo: Anteprima della sessione 11 -14 marzo 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Strasburgo Dibattito sul futuro dell’Europa con il primo ministro slovacco Peter Pellegrini Martedì alle 10.00, i deputati discuteranno il futuro dell’Europa con il primo ministro slovacco Peter Pellegrini. Questo sarà il diciottesimo di una serie di dibattiti tra i deputati e i capi di Stato e di governo dell’UE. Il premier Pellegrini e il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, terranno un punto stampa congiunto dopo il dibattito intorno alle 12.30, davanti alla sala protocollo del Parlamento.
I deputati discuteranno le priorità per il Summit UE del 21-22 marzo Mercoledì mattina i deputati discuteranno con la presidenza rumena del Consiglio e la Commissione le priorità per il prossimo Consiglio europeo. La riunione primaverile dei capi di Stato e di governo dell’UE si concentra tradizionalmente sull’occupazione, la crescita e la competitività. I leader dell’UE discuteranno anche la strategia a lungo termine per combattere i cambiamenti climatici, le relazioni esterne (in particolare il vertice UE-Cina del 9 aprile) e i modi per combattere la disinformazione e proteggere l’integrità democratica delle elezioni europee e nazionali. Nel corso del dibattito, i deputati potranno anche commentare l’esito del voto sull’accordo sulla Brexit, che si terrà alla Camera dei Comuni del Regno Unito il 12 marzo, e valutarne le conseguenze.
Brexit: limitare l’impatto negativo del “no deal” sui cittadini. Per garantire il minor disagio possibile a cittadini e imprese, i deputati voteranno delle misure su trasporto aereo e stradale, Erasmus, sicurezza sociale e pesca.Su richiesta del Parlamento europeo e del Consiglio, la Commissione europea ha proposto delle misure di emergenza per mitigare gli effetti di un ritiro del Regno Unito dall’UE senza un accordo. Le misure di emergenza non replicano i benefici dell’adesione o di un periodo di transizione. Sono limitate nel tempo e adottate unilateralmente dall’UE a condizione che il Regno Unito adotti misure analoghe (reciprocità).Le misure legislative che saranno votate mercoledì con procedura d’urgenza, nel contesto del ritiro del Regno Unito dall’UE, includono:
Proseguimento del programma europeo di coesione e cooperazione territoriale PEACE IV tra Irlanda, Irlanda del Nord e Scozia ( (A8-0021/2019 – 150) MIHAYLOVA REGI)
Autorizzazione alla pesca per i pescherecci dell’UE nelle acque del Regno Unito e operazioni di pesca dei pescherecci britannici nelle acque dell’UE (I PECH)
Consentire a studenti e insegnanti Erasmus nel Regno Unito o dal Regno Unito di completare la loro attività di apprendimento permanente all’estero (I ZDROJEWSKI CULT)
Garantire ai cittadini dell’UE nel Regno Unito e ai cittadini del Regno Unito nell’UE-27 il mantenimento delle prestazioni di sicurezza sociale acquisite prima del ritiro.(26/02) HARKIN, LAMBERT EMPL)
Misure temporanee volte a garantire che gli operatori evitino la piena interruzione delle operazioni di trasporto tra il Regno Unito e l’Unione europea, consentendo agli operatori britannici del trasporto merci e degli autobus di fornire servizi tra l’UE e il Regno Unito, a condizione che il Regno Unito garantisca un accesso equivalente agli operatori dell’UE (votazione: 13/02/2019) (A8-0063/2019 – 150) DE MONTE TRAN
Misure temporanee per consentire alle compagnie aeree britanniche di fornire servizi tra il Regno Unito e l’UE, a condizione che il Regno Unito garantisca un accesso equivalente alle compagnie aeree dell’UE. (votazione: 13/02/2019).
Autorizzazione all’esportazione di determinati prodotti utilizzati a fini civili e militari dall’UE nel Regno Unito (I (A8-0071/2019 – 150) BUCHNER INTA)
Clima: la tabella di marcia dell’UE fino al 2050 I deputati discuteranno gli obiettivi di riduzione a lungo termine delle emissioni di gas a effetto serra con il Consiglio e la Commissione, per adottare poi una risoluzione mercoledì.Il dibattito si concentrerà sulla recente comunicazione della Commissione europea che definisce i possibili scenari politici per l’UE per l’attuazione dell’accordo di Parigi. I deputati adotteranno quindi una risoluzione contenente le loro raccomandazioniAnche Il Consiglio adotterà la strategia nel corso dell’anno.Le parti firmatarie dell’accordo di Parigi sono invitate a comunicare, entro il 2020, le loro strategie di sviluppo a medio e a lungo termine per ridurre le emissioni di gas serra. Nella comunicazione “Un pianeta pulito per tutti” adottata il 28 novembre, la Commissione ha presentato la sua visione strategica a lungo termine per un’economia a impatto climatico zero entro il 2050, oltre che otto possibili percorsi. Questo dibattito dovrebbe consentire all’UE di adottare e presentare all’UNFCCC, entro il 2020, una strategia ambiziosa e di definire la futura politica climatica ed energetica dell’UE.
Contrasto alla minaccia informatica proveniente dalla Cina Martedì, i deputati voteranno una risoluzione sulle minacce alla sicurezza connesse alla presenza tecnologica cinese nell’UE e adotteranno il regolamento UE sulla cyber-sicurezza. L’aumento della presenza tecnologica della Cina nell’UE pone gravi minacce alla sicurezza che richiedono un’azione urgente a livello europeo. È quanto si afferma nel progetto di risoluzione, che sarà votato martedì.In una votazione separata, prevista sempre per martedì, i deputati voteranno l’accordo raggiunto con i Ministri UE sul regolamento sulla cyber-sicurezza. La legislazione rafforzerà la sicurezza informatica in Europa, istituendo un sistema europeo di certificati di sicurezza informatica per prodotti, processi e servizi. Il regolamento, inoltre, estenderà il mandato dell’agenzia dell’Unione europea per la cyber-sicurezza (ENISA), stanziando maggiori risorse per consentirle di raggiungere i suoi obiettivi.
Elezioni europee 2019: contrastare la propaganda ostile I deputati intendono proteggere le democrazie europee da parte di attori stranieri che diffondono informazioni errate o che utilizzano impropriamente i dati personali. La votazione di martedì consentirà di introdurre sanzioni finanziarie per i partiti politici e le fondazioni europee che violano deliberatamente le leggi sulla protezione dei dati.Casi recenti come lo scandalo Facebook/Cambridge Analytica hanno dimostrato come l’uso improprio dei dati personali possa minare i processi democratici. Le nuove regole sono già state concordate in via informale dagli Stati membri e saranno in vigore prima delle elezioni europee del maggio 2019. Inoltre, i deputati voteranno mercoledì una risoluzione che fa il punto sulle misure adottate dall’UE per contrastare la propaganda ostile da parte di attori stranieri e per promuovere l’uso di nuove tecnologie per la lotta alla propaganda e agli account falsi attivi sui social media. Inoltre, nel progetto di risoluzione si condannano fermamente i tentativi sempre più aggressivi da parte di Russia, Cina, Iran e Corea del Nord di minare “i fondamenti e i principi normativi delle democrazie europee e la sovranità di tutti i paesi del partenariato orientale”, influenzando le elezioni politiche e fornendo sostegno ai movimenti estremisti.
Il Parlamento prende posizione sulle relazioni UE-Russia. Una risoluzione che sarà votata martedì afferma che l’UE dovrebbe considerare ulteriori sanzioni se la Russia continuerà a violare il diritto internazionale.I deputati suggeriscono che l’UE dovrebbe rivedere il suo attuale accordo di partenariato e cooperazione (APC) e limitare la cooperazione con la Russia a settori di interesse comune, come la lotta al terrorismo e al cambiamento climatico.Relazioni più strette sarebbero possibili solo se la Russia attuasse pienamente i cosiddetti accordi di Minsk per porre fine alla guerra nell’Ucraina orientale e iniziasse a rispettare il diritto internazionale. Nel frattempo, l’UE deve essere pronta ad adottare ulteriori sanzioni, in particolare contro singoli individui. I deputati osservano inoltre che le sanzioni dovrebbero essere proporzionate alle minacce poste dalla Russia. Nel dicembre dello scorso anno il Consiglio ha esteso le sanzioni economiche fino al 31 luglio 2019.
Sicurezza: maggiore condivisione delle informazioni sui cittadini di paesi terzi. L’istituzione di un nuovo sistema d’informazione dell’UE e l’aggiornamento di un altro permetteranno una condivisione più efficiente e rapida delle informazioni sui controlli alle frontiere.I deputati discuteranno lunedì e voteranno martedì una proposta legislativa che istituisce una nuova banca dati centralizzata sui cittadini dei paesi terzi (ECRIS-TCN) per migliorare la tracciabilità dei casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi in tutta l’UE.La banca dati integrerà il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS) utilizzato per lo scambio di informazioni sulle condanne a carico di cittadini dell’UE. I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno già raggiunto un accordo preliminare sulla materia a dicembre.I deputati voteranno inoltre la loro posizione sulla riforma del sistema di informazione visti (VIS) per rispondere meglio alle continue sfide in materia di migrazione e sicurezza, rendendo il sistema più funzionale e potenziando lo screening dei cittadini di paesi terzi, compresi quelli residenti per soggiorni di lunga durata o in possesso del cosiddetto “visto d’oro” (golden visa).
Aria pulita: il PE chiede migliore applicazione delle norme UE. I deputati voteranno mercoledì delle misure per ridurre l’inquinamento dell’aria, in seguito al deferimento di molti paesi UE, Italia inclusa, per non aver rispettato i target di riduzione. Secondo il testo della risoluzione, il miglioramento della qualità dell’aria richiede un’azione a tutti i livelli di governance. La riduzione dell’inquinamento atmosferico e delle emissioni di CO2 nel settore dei trasporti, rappresentano una duplice sfida da affrontare nelle aree urbane. Nelle zone rurali, invece, l’inquinamento è principalmente causato dalle emissioni di ammoniaca e metano.
Nuove regole contro le pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare. Il progetto di legge UE per proteggere gli agricoltori da pratiche commerciali sleali delle aziende acquirenti e distributrici sarà discusso in plenaria mercoledì e votato giovedì. Le nuove norme, concordate provvisoriamente con i ministri dell’UE a dicembre, mirano a introdurre un migliore equilibrio nella filiera alimentare. I ritardi nei pagamenti per i prodotti consegnati, le cancellazioni unilaterali tardive o le modifiche retroattive dell’ordine, il rifiuto dell’acquirente di firmare un contratto scritto con un fornitore e l’uso improprio di informazioni riservate figurano tra le pratiche che saranno vietate dalle nuove regole.Altre pratiche, come la restituzione dei prodotti invenduti al fornitore senza pagarli, l’obbligo per i fornitori di pagare la pubblicità dei prodotti o l’imposizione di sconti al fornitore, saranno anch’esse vietate, a meno che non siano state concordate preventivamente nel contratto di fornitura.
Crediti deteriorati: nuove misure per coprire le perdite. Giovedì, i deputati voteranno in via definitiva l’introduzione di nuove norme UE per la copertura minima standard dei crediti in sofferenza.Le norme da adottare contengono nuove misure per mitigare il rischio di futuri crediti deteriorati (‘non-performing loans’, NPL) che si sono accumulati in seguito alle recessioni causate dalla crisi finanziaria del 2008. Queste contribuiranno a rafforzare l’Unione bancaria e a garantire la concorrenza nel settore bancario, nonché a preservare la stabilità finanziaria e a incoraggiare l’erogazione di prestiti alle imprese. Gli NPL sono prestiti scaduti da oltre 90 giorni o il cui rimborso integrale è diventato improbabile. A complemento delle norme esistenti in materia di fondi propri, il Parlamento voterà per introdurre una copertura minima comune delle perdite. Queste prevedono che ogni banca nell’UE dovrà mettere da parte una liquidità per coprire le perdite causate da prestiti futuri che potrebbero andare in sofferenza. Qualora in futuro gli NPL non siano sufficientemente coperti da questa disponibilità, alle banche sarà chiesto di mettere mano ai propri fondi.
Voto sui candidati alla vigilanza finanziaria dell’UE. Giovedì il PE voterà sulla nomina dei candidati a posti di controllo del sistema di vigilanza finanziaria, tra le preoccupazioni dei deputati per la sottorappresentanza delle donne.I tre voti esprimeranno il parere del Parlamento sull’idoneità di Philip Lane, José Manuel Campa e Sebastiano Laviola a ricoprire rispettivamente i posti di membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea (BCE), presidente dell’Autorità bancaria europea (EBA) e di membro del Comitato di risoluzione unico (SRB).Contemporaneamente sarà votata anche una risoluzione che denuncia lo scarso equilibrio di genere nelle nomine per gli affari economici e monetari dell’UE. Il voto in plenaria segue quello in commissione parlamentare affari economici e monetari, che la scorsa settimana ha espresso parere favorevole sulle tre nomine.
Facilitare l’accesso a beni e servizi da parte di disabili e anziani. Prodotti e servizi di largo uso, come smartphone, bancomat, biglietterie automatiche e servizi bancari, dovranno essere resi più accessibili alle persone con disabilità. La Legge europea sull’accessibilità, che sarà votata dal Parlamento mercoledì, è stata concordata provvisoriamente con il Consiglio lo scorso novembre. Essa mira a migliorare la vita quotidiana dei disabili e degli anziani, incoraggiando le imprese a innovare e a fornire prodotti e servizi più accessibili.Anche l’”ambiente edificato” in cui viene fornito il servizio (infrastrutture quali rampe, porte, scale, ecc.) dovrebbe diventare sempre più accessibile, affermano i legislatori dell’UE, invitando gli Stati membri ad allineare il più possibile le caratteristiche e i criteri di costruzione.Tutti i beni e i servizi che soddisfano i requisiti di accessibilità potranno circolare liberamente nel mercato interno.Oggi circa 80 milioni di persone nell’UE vivono con una disabilità di un certo grado. Un numero destinato ad aumentare di pari passo all’invecchiamento della popolazione europea.

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EU’s circular economy plan spurs growth

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

The European Union has announced that it has fully implemented its Circular Economy Action Plan, a wide-ranging series of actions adopted in 2015 and aimed at reducing waste and improving the efficient use of resources. The measures included new rules on waste management, and restrictions on single-use plastics and fishing gear, as well as incentives for innovation and recycling.A report assessing the impact of the action plan found that moving towards circular economy models had spurred job creation within Europe, with a 6 per cent increase jobs in related sectors over the past four years. In 2016, the report found, circular economy activities, including repair, reuse and recycling accounted for €17.5 billion (US$19.8 billion) worth of investments.“Circular economy is key to putting our economy onto a sustainable path and delivering on the global Sustainable Development Goals,” first vice-president Frans Timmermans said. “This report shows that Europe is leading the way as a trailblazer for the rest of the world. At the same time more remains to be done to ensure that we increase our prosperity within the limits of our planet and close the loop so that there is no waste of our precious resources.” (by cmail20.com)

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La metà dei pazienti colpiti da malattie croniche non assume i farmaci in modo corretto

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Bruxelles. Spesso infatti seguono le indicazioni del medico con discontinuità o abbandonano la cura dopo un breve periodo. Il problema diventa esponenziale negli anziani, toccando percentuali superiori al 70%. Con pesanti conseguenze, visto che in Europa la mancata aderenza alla terapia causa ogni anno quasi 200.000 morti, determinando significativi costi sociali. L’onere finanziario diretto sul sistema sanitario nel Vecchio Continente è compreso fra 80 e 125 miliardi di euro. Per sensibilizzare cittadini e Istituzioni sull’importanza dell’aderenza terapeutica, l’Associazione SIHA (Senior International Health Association) lancia il Manifesto Europeo per l’aderenza alla terapia, che contiene indicazioni per migliorare l’adesione alle cure, in particolare nel paziente anziano. Il documento è presentato oggi al Parlamento Europeo a Bruxelles con gli interventi del Presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, e del Vicepresidente, Fabio Massimo Castaldo, e di diversi esponenti del Parlamento Europeo, la deputata Patrizia Toia (S&D), il deputato Aldo Patriciello (PPE) e il deputato Danilo Oscar Lancini (ENF). Il progetto coinvolge tutti i clinici che ogni giorno affrontano il problema, fra cui cardiologi, oncologi, medici di famiglia, reumatologi, pediatri, oculisti, dermatologi, pneumologi, urologi e psichiatri.
Le tendenze demografiche mostrano che l’Europa ha una popolazione largamente anziana, con 1 persona su 5 sopra i 65 anni. Per sostenere e promuovere la sempre crescente “economia d’argento”, il presidente della SIHA, Roberto Messina, ritiene “imperativo intervenire quanto prima. La risposta politica è stata lanciata per migliorare la qualità della vita e l’inclusione nella società della popolazione che invecchia. Con il lancio del Manifesto europeo, SIHA spera di migliorare la qualità della vita dei pazienti e di ridurre i costi sanitari. SIHA ritiene che l’Unione Europea debba garantire il coordinamento delle attività necessarie a innescare un processo virtuoso e concreto all’interno dei vari Stati membri dell’UE rispetto a tale tema. Per questo motivo, ha coinvolto i membri del Parlamento europeo invitandoli a sensibilizzare sul rispetto della terapia e a discutere sulle possibili strategie d’intervento”. Il Manifesto europeo invita i leader attuali, candidati e futuri del Parlamento europeo, della Commissione europea e del Consiglio europeo a garantire che l’aderenza alla terapia sia riconosciuta come un diritto per tutte le persone, specialmente quelle che vivono con malattie croniche. Il Manifesto auspica anche che possano aumentare gli investimenti nella ricerca scientifica legata a progetti centrati sul paziente, attraverso Horizon Europe e altri programmi di finanziamento. SIHA, organizzazione internazionale impegnata nella tutela della salute dei senior e non solo, mira anche all’istituzione di una Giornata Europea per l’aderenza alla terapia: un’opportunità annuale di sensibilizzazione, rivolta a tutti gli attori interessati.
L’iniziativa è sostenuta anche dal deputato Lancini: “Una Giornata Europea per l’aderenza alla terapia sarebbe un’occasione per elevare il profilo del discorso su questo tema. Pazienti, operatori sanitari e responsabili delle politiche hanno tutti il compito di garantire che le persone rimangano in salute più a lungo e comprendano le conseguenze della mancata aderenza”. (by {http://www.seniorinternationalhealthassociation.org/wp-content/uploads/2015/05/SIHA_Manifesto_Booklet_Online-version_without-sign_spread.pdf}.

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Pa: Fp Cgil, assistenti sociali in via di estinzione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

“Pochi e anziani, nonché spesso vittime di feroce violenza. È il desolante stato in cui versano gli assistenti sociali, figura ormai in via di estinzione negli uffici pubblici”. A denunciarlo è la Funzione Pubblica, riprendendo l’allarme lanciato dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali (Cnoas) in audizione alla Camera sul ‘decretone’, nell’ambito della sua campagna #AssunzioniSubito per un piano straordinario di nuova occupazione nelle pubblica amministrazioni. Un segmento specifico, quello degli assistenti sociali, che la Fp Cgil fa emergere perché “tassello cruciale, nonché colpevolmente sottovalutato, del nuovo impianto del Reddito di Cittadinanza”.
Per la Fp Cgil, infatti, “lo stato in cui versano gli assistenti sociali è un evidente paradosso, soprattutto in vista dell’entrata a regime del Reddito di cittadinanza e, nello specifico, per quella quota di richiedenti che, in condizioni di fragilità, sarà indirizzata verso il Patto per l’inclusione. A dispetto di quanto sulla carta previsto in termini di assunzioni per i Centri per l’impiego, nonché con le assunzioni dei navigator, per gli assistenti sociali non c’è in vista alcun investimento in termini di nuova occupazione. Nel frattempo gli assistenti sociali, pochi, invecchiano e sono sempre più soggetti a violenza”.Per questo, aggiunge la Funzione Pubblica Cgil, “condividendo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal Cnoas, è più che concreto il rischio che i servizi sociali spariscano, in un momento in cui le fragilità aumentano. Senza investimenti e senza nuove assunzioni, che garantiscano almeno le 5 mila fuoriuscite stimate dal Cnoas per effetto di un’età media ben oltre i 50 anni e per via di quota 100, i servizi sociali collasseranno. È un settore che anche per il funzionamento pieno del reddito di cittadinanza ha bisogno di personale e, soprattutto, di personale dedicato, dato che con la carenza di organico che si registra molto spesso gli assistenti sociali sono costretti a svolgere funzioni prettamente amministrative. Per questo sosteniamo le agitazioni in tutti i territori, a partire dallo sciopero proclamato per il 21 marzo delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi sociali di Roma Capitale. Servono nuove assunzioni e servono subito”.

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