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Archive for 12 marzo 2019

Nuove norme su sicurezza informatica e una difesa contro le minacce informatiche della Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Bruxelles. I deputati europei hanno adottato in via definitiva una legge europea sulla sicurezza informatica con 586 voti favorevoli, 44 contrari e 36 astensioni. Si crea così il primo schema di certificazione a livello europeo per garantire che i prodotti, i processi e i servizi venduti nell’UE soddisfino gli standard di sicurezza informatica.Il Parlamento ha inoltre adottato una risoluzione non legislativa, per alzata di mano, in cui si chiede un’azione UE contro le minacce alla sicurezza legate alla crescente presenza tecnologica della Cina nell’UE.I deputati esprimono forte preoccupazione per le recenti affermazioni secondo cui le infrastrutture per le reti 5G potrebbero avere delle ‘backdoor’ incorporate che consentirebbero ai fornitori e alle autorità cinesi di avere un accesso non autorizzato ai dati personali e alle telecomunicazioni nell’UE.
Si teme che i fornitori di dispositivi di paesi terzi possano presentare un rischio per la sicurezza dell’UE a causa delle leggi del loro paese che obbligano le imprese a cooperare con lo Stato grazie a una definizione molto ampia della sicurezza nazionale. In particolare, le leggi cinesi sulla sicurezza dello Stato hanno suscitato reazioni negative in vari paesi.I deputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri di fornire soluzioni per affrontare le vulnerabilità informatiche nell’acquisto dei materiali per il 5G, e propongono di: diversificare gli acquisti con diversi fornitori, introdurre procedure di appalto in più fasi, stabilire una strategia per ridurre la dipendenza dell’Europa dalla tecnologia di sicurezza informatica straniera e creare un sistema di certificazione cyber-sicurezza per l’introduzione del 5G.
Il Cybersecurity Act dell’UE, già concordato informalmente con i Ministri UE, prevede la certificazione delle infrastrutture critiche, comprese le reti energetiche, l’acqua e i sistemi bancari, oltre a prodotti, processi e servizi. Entro il 2023 la Commissione valuterà se tali nuovi sistemi volontari debbano essere resi obbligatori.La legge sulla sicurezza informatica prevede inoltre un mandato permanente e maggiori risorse per l’Agenzia europea per la sicurezza informatica, l’ENISA.Dopo la votazione sulla legge sulla sicurezza informatica, la relatrice Angelika Niebler (PPE, DE) ha dichiarato: “Questo importante successo consentirà all’UE di tenere il passo con i rischi per la sicurezza nel mondo digitale per gli anni a venire. La legislazione è una pietra angolare per far sì che l’Europa diventi un attore globale nel campo della sicurezza informatica. I consumatori, così come l’industria, devono potersi fidare delle soluzioni informatiche”.
Il Consiglio deve ora approvare formalmente la legge sulla sicurezza informatica. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione. La risoluzione sulla presenza cinese nell’UE sarà inviata alla Commissione e agli Stati membri.

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Scuola – Anief chiede in Parlamento l’inserimento della materia Cittadinanza e Costituzione italiana e dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Si è svolta l’audizione presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione in merito all’esame della proposta di legge “Istituzione dell’insegnamento dell’educazione civica nella scuola primaria e secondaria e del premio annuale per l’educazione civica” AC n. 682 e abbinati. Il presidente nazionale del sindacato, Marcello Pacifico, a capo della delegazione composta anche dalle prof.sse Daniela Rosano e Chiara Cozzetto ha proposto l’introduzione dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione italiana e dell’Unione Europea, con un minimo annuale ulteriore di 33 ore rispetto ai vigenti quadri orari, con insegnamento affidato a docenti A046 e priorità al potenziamento, e l’estensione dell’oggetto degli studi alle istituzioni europee. In tal modo potrebbero essere anche utilizzati proficuamente i 5 mila insegnanti della A046 attualmente impegnati nelle scuole.
Il sindacato ha più volte sottolineato come lo studio dell’educazione civica, unitamente al diritto comunitario, possa giovare alla nostra scuola, poiché rappresentano l’emblema dei principi necessari alla crescita e alla formazione delle nuove generazioni. Nello Statuto delle studentesse e degli studenti adottato con DPR 249/1998, la scuola è stata definita come “comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza”. Lo studio di Cittadinanza e Costituzione è stato introdotto dalla legge 169/2008. non come disciplina autonoma, ma come oggetto di iniziative di sensibilizzazione e di sperimentazione nazionale e attualmente non è presente come materia autonoma all’interno dei quadri orari, ma sviluppato all’interno dell’area disciplinare storico-geografica e storico sociale nel monte ore complessivo.
L’art. 1, co. 7, lett. d), della L. 107/2015 ha inserito fra gli obiettivi del potenziamento dell’offerta formativa lo sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri. L’art. 2, co. 4, del d.lgs. 62/2017 ha disposto che nell’ambito del primo ciclo sono oggetto di valutazione le attività svolte nell’ambito di Cittadinanza e Costituzione; ciò si è applicato già dall’a.s. 2017-2018. A sua volta, l’art. 17, co. 10, ha disposto che il colloquio previsto nell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo accerti anche le conoscenze e competenze maturate dal candidato nell’ambito delle attività relative a Cittadinanza e Costituzione.
La proposta avanzata da Anief vuole l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria. Per la scuola primaria e secondaria di primo grado la disciplina andrà impartita dai docenti dell’area storico-geografica, per la scuola secondaria di secondo grado è necessaria una preparazione specifica dei docenti; per tale motivo, vengono indicati gli appartenenti alla classe di concorso A046 con utilizzo prioritario dei docenti che si trovano su potenziamento per valorizzarne le specifiche professionalità. Inoltre Anief vuole estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee: a livello europeo, si ricorda, anzitutto, che la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, delinea 8 competenze chiave, tra cui le Competenze sociali e civiche. In particolare, “la competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitici e all’impegno a una partecipazione attiva e democratica”. Più nello specifico, “la competenza civica si basa sulla conoscenza dei concetti di democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili, anche nella forma in cui essi sono formulati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e nelle dichiarazioni internazionali e nella forma in cui sono applicati da diverse istituzioni a livello locale, regionale, nazionale, europeo e internazionale. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “non si possono formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; infatti è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. La promozione di equità, coesione sociale e cittadinanza attiva grazie all’educazione scolastica è anche uno dei principali obiettivi individuati dalle Conclusioni del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione del 12 maggio 2009. L’importanza strategica dell’educazione civica nelle scuole è stata ulteriormente sottolineata nella dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l’istruzione adottata durante la riunione ministeriale informale tenutasi a Parigi il 17 marzo 2015, con la quale i Ministri dell’Istruzione hanno lanciato un appello ad agire a tutti i livelli di governo per consolidare il ruolo dell’istruzione nel promuovere i valori condivisi di una cittadinanza europea attiva. Siamo dunque certi che l’introduzione e la sua promozione sia necessaria e porterà certamente i frutti sperati”.

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Paola Maini ottiene il prestigioso AIA|LA Architectural Photography Award

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

È l’architetto Paola Maini, laureata dell’Università di Parma, uno dei vincitori di quest’anno del prestigioso AIA|LA Architectural Photography Award, assegnato dall’American Institute of Architects di Los Angeles per celebrare la fotografia d’architettura come autentica espressione artistica.Con l’opera in bianco e nero intitolata Clap Clap, che ritrae un’intima preghiera nel Tempio Itsukushima di Hiroshima, la Maini, unica italiana, si è aggiudicata uno dei sei Honor Winner Award, il massimo riconoscimento previsto. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo al MAK Center for Art and Architecture at the Schindler House di Los Angeles.
Come riportato dal portale Professione Architetto, a colpire la giuria è stata la qualità narrativa dell’opera, la fotografia infatti “come in una scena di un film, sembra raccontare una storia con un inizio, uno svolgimento e una fine”, l’edificio si descrive così, senza mostrarsi completamente, ma attraverso piccoli dettagli fisici e sensibili “sul legno alterato, la donna che prega e le preghiere che vengono riattaccate”, trasmettendo l’atmosfera del luogo senza dire tutto.La commissione ha inoltre apprezzato nell’immagine di Paola Maini l’idea “che l’architettura e le persone sono un’unità, una singolarità” qualcosa che secondo la commissione “non succede spesso nella fotografia architettonica”.

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Scuola – Mobilità: è partita la macchina che a settembre farà cambiare sede a 200 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Fino al 5 aprile potranno presentare domanda, tramite il portale ministeriale istanze on line, gli insegnanti di tutti gli ordini scolastici. Per il personale educativo le richieste di mobilità potranno essere presentate dal 3 al 28 maggio prossimi. Per il personale Ata le istanze potranno essere presentate dall’1 al 26 aprile 2019. Per la mobilità professionale e territoriale verso le discipline specifiche dei Licei Musicali la presentazione delle domande è stabilita dal 12 marzo al 5 aprile 2019. Per gli insegnanti di religione cattolica le domande, infine, potranno essere presentate dal 12 aprile al 15 maggio prossimi. Come già rilevato a commento dell’accordo raggiunto con gli altri sindacati a fine 2018, Anief ricorda che non c’è alcuna norma che preveda il ritorno a casa degli insegnanti assunti sotto ricatto con la riforma della Buona Scuola: sono i cosiddetti docenti “immobilizzati”, assunti tramite algoritmo impazzito nel 2016 a centinaia di chilometri da casa e penalizzati da una cervellotica stesura di fasi di assunzioni che li ha costretti ad accettare sedi lontane pur in presenza di posti vacanti molto più vicini.
È emblematico cosa accadrà in Sicilia. Il quotidiano La Repubblica ha spiegato che “quest’anno, in base al contratto sulla mobilità sottoscritto dai sindacati, metà delle cattedre libere (circa duemila posti) andrà alle immissioni in ruolo, il 40 per cento (circa 1.600 cattedre) verrà destinato ai trasferimenti interprovinciali, e quindi anche a quelli da fuori regione, e il restante 10 per cento (400 cattedre) ai passaggi di ruolo e ai passaggi di cattedra: coloro che intendono cambiare ordine di scuola o materia, a patto che abbiano i titoli per farlo”. Inoltre, “ad ambire al trasferimento da fuori regione circa ottomila docenti siciliani che, per diverse ragioni, prestano servizio al Nord o nel Centro Italia. E, se non ci saranno decurtazioni dell’organico, soltanto uno su cinque riuscirà a rientrare in Sicilia”.
Lo stesso Ministro dell’Istruzione ha ricordato che gli sono serviti appena 10 secondi per comprendere che si trattava di un’assegnazione tramite algoritmo errato, ma siccome non farà nulla per porvi rimedio serviranno altri tre anni per completare il loro avvicinamento a casa. Significa che per i più sfortunati saranno serviti 5 o 6 anni per sanare un errore non loro: ecco perché Anief conferma i ricorsi per ripristinare il diritto ad avere una cattedra non più a centinaia di chilometri di distanza. Inoltre, Anief continua a rivendicare l’introduzione di una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dell’algoritmo ‘impazzito’”, ma anche l’avvio di corsi abilitanti per il personale docente già assunto a tempo indeterminato, oltre a quelli rivolti ai colleghi precari, in modo da favorire i passaggi di ruolo per tutti coloro che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.
Ma ci sono anche altri motivi per cui Anief ha deciso di impugnare il contratto sulla mobilità sottoscritto la scorsa settimana: il sindacato attiva le preadesioni per accantonamento posto fit 31 dicembre prima dei trasferimenti, per il terzo anno fit partecipazione trasferimenti, per il servizio nelle scuole paritarie, per la precedenza per assistenza al genitore disabile nei trasferimenti interprovinciali, per il vincolo quinquennale sostegno, per graduatorie interne d’istituto 2019/20 valutazione servizio preruolo per intero e servizio scuole paritarie, per mancato trasferimento ambito/sede richiesta per errore dell’algoritmo.

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La centralità della persona nel mondo contemporaneo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

centralità persona“L’urgenza come criterio metodologico del contemporaneo” è stato il tema di un incontro interdisciplinare organizzato dall’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.Nel suo saluto introduttivo il Rettore Padre Pedro Barrajón LC ha evidenziato l’urgenza di valorizzare la dignità e la centralità della persona umana nel mondo di oggi.
Mariantonietta Fabbricatore, medico e psicoterapeuta, Docente all’Università Europea di Roma, ha parlato delle nuove urgenze del mondo occidentale: la cura integrata dei disturbi del comportamento alimentare (DCA), che causano danni significativi alla salute, al funzionamento psicosociale e alla qualità della vita.“I DCA – ha spiegato la Prof.ssa Fabbricatore – costituiscono un importante problema ed una urgenza per la sanità pubblica. Infatti, sia l’anoressia che la bulimia negli ultimi decenni hanno mostrato un esordio sempre più precoce associato spesso ad un rischio elevato di danni permanenti da malnutrizione. La gravità di tali disturbi è rappresentata anche dal tasso di mortalità piuttosto elevato, infatti i DCA rappresentano la seconda causa di morte nella popolazione femminile in adolescenza, dopo gli incidenti stradali (OMS)”.Claudio Bonito, Vice Coordinatore del Master in Consulenza Filosofica presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e l’Università Europea di Roma, ha parlato dell’urgenza di non perdersi: una nuova antropologia per il mondo contemporaneo.L’ampliarsi di nuove frontiere con le quali le scoperte scientifiche e l’accelerazione del progresso tecnologico riscrivono nuovi orizzonti e nuovi modelli esistenziali ci pongono di fronte a un profondo ripensamento del concetto di “uomo” così come ci è stato tramandato dalla tradizione umanistica occidentale.
Questa condizione di tensione esistenziale, affrontata come una vera propria “emergenza antropologica”, viene posta, oggi, sotto la denominazione generica di “Postumanesimo”.
“Qui – ha spiegato Claudio Bonito – l’essere umano sperimenta la possibilità di emanciparsi, migliorandosi e potenziandosi, tentando così di superare i limiti connaturati alla propria condizione di esseri finiti e fragili esposti alla sofferenza e alla morte.
Nella consapevolezza, allora, che il riferente critico del postumanesimo non è l’uomo in quanto tale, ma il “concetto” di uomo e individuo, che viene messo in discussione, si avverte la necessità e l’urgenza di contribuire alla strutturazione e determinazione di nuovi strumenti filosofici che permettano alle coscienze, al mondo della cultura e alla comunità scientifica, di promuovere le iniziative necessarie per evitare che la condizione post-umana degradi in in-umana.Da qui il ruolo fondamentale della filosofia riguardo la domanda fondamentale se risulta essere eticamente praticabile fare tutto ciò che si rende possibile fare e, successivamente, affrontare l’urgenza della costituzione di strutture di controllo e di governance che in qualche modo sovraintendano alla gestione (etica) dei processi della produzione tecnologica”. L’incontro è stato moderato dal Prof. Guido Traversa, Delegato del Rettore per la Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.

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Roberto Parodi: Tropico dei perdenti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Torino Martedì 13 marzo, ore 18.30 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 il giornalista Roberto Parodi porta il suo nuovo libro al Circolo. Parliamo di Tropico dei perdenti (TEA) insieme all’autore e Luca Beatrice. Scheggia è ancora sulla strada – sulle piste del deserto africano –, questa volta con una missione: aiutare Ashanti, la giovane infermiera del Mali che gli ha salvato la vita e che vuole rintracciare la sorella, perduta lungo le rotte dei migranti, che rischiano tutto per attraversare il Sahara e raggiungere le coste del Mediterraneo, e da lì, forse, approdare in Europa. Una vera odissea attende la coppia, un’avventura gonfia di pericoli e meraviglie, di moto distrutte e ricostruite, di incontri di ogni tipo, di paure e speranze, di violenza e solidarietà, di vento, sabbia e sole. Un viaggio che offrirà a Scheggia l’ultima occasione per dare un senso all’inquietudine, alla perenne sensazione di fallimento e per trovare un significato più grande al suo eterno vagabondare. Roberto Parodi, nato nel 1963 in Alessandria, è scrittore, giornalista e conduttore televisivo.

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Incontri di letteratura in lingua inglese

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Parma Mercoledì 13 marzo alle 15.30, in Aula Miazzi, Michela Canepari, docente di Lingua e traduzione – Lingua inglese, interverrà sul tema From J.R.R. Tolkien and Anthony Burgess to Star Wars: Translating Artificial Languages, riflettendo in particolare sui linguaggi artificiali e sul loro rapporto con la realtà attraverso alcune opere di Tolkien, Arancia meccanica di Burgess e la saga cinematografica di Star Wars.Giovedì 4 aprile, sempre alle 15.30 in Aula Miazzi, Chiara Rolli, assegnista di ricerca del Dipartimento DUSIC, parlerà di Frankenstein di Mary Shelley: Mary Shelley’s “Frankenstein”: Between Nineteenth-Century Scientific Discoveries and the Classical World il titolo dell’incontro, che intende esplorare l’influsso dei trattati e delle scoperte scientifiche del diciannovesimo secolo, così come di alcune fonti letterarie classiche, su The Modern Prometheus. Al termine, chi lo richiederà potrà ricevere un attestato di frequenza.I docenti delle scuole superiori interessati ad accompagnare intere classi sono invitati ad avvisare la Segreteria Didattica del Dipartimento DUSIC al numero 0521-034711/905110

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“Forche Caudine” con buyer asiatici nel Basso Molise

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Favorire le occasioni di conoscenza delle produzioni molisane accompagnando i potenziali buyers internazionali direttamente in Molise, a tu per tu con le aziende d’eccellenza. Nel contempo rafforzare l’attività sinergica di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti, coinvolgendo il tessuto produttivo molisano nell’attività associativa della comunità corregionale a Roma. Cioè un’associazione più forte nella Capitale, anche sul fronte della promozione, può garantire ulteriori e maggiori risultati per il Molise.
E’ questo lo spirito, altamente pragmatico, che ha animato il primo “Molise export day”, organizzato dall’associazione “Forche Caudine”, lo storico circolo dei Romani d’origine molisana, con trent’anni di attività alle spalle. Il sodalizio è ormai attivo anche sul fronte dei servizi alle aziende, oltre che nella missione tradizionale in cultura, aggregazione e promozione della nostra regione in Italia e all’estero (ad esempio a marzo, in programma, la presentazione del libro di Alessandra De Blasio in via del Governo Vecchio e la partecipazione all’Archeofest al Museo Pigorini all’Eur).
E’ stato Gabriele Di Nucci, segretario di “Forche Caudine”, originario di Capracotta, ad accompagnare due importanti buyers cinesi in un tour del Basso Molise. Il primo, Antonello Ke Xinghai, è presidente dell’Unione evangelica cinese in Italia, con decine di migliaia di fedeli. Con lui l’associazione sta organizzando una serie di pullman di asiatici in visita presso località e aziende molisane. Il secondo, Pan Guanghon, è un importante buyer proveniente dalla Cina, specializzato soprattutto nel comparto dei vini rossi. I due hanno verificato, come premessa, che le aziende fossero produttrici e non distributori, soprattutto per i vini.
Ad organizzare e ad animare la trasferta anche Stefano Barbiero e Michele D’Onofrio del Comitato imprese dell’associazione.
Particolarmente proficui gli appuntamenti: a Petrella Tifernina presso le cantine Colle Sereno della famiglia Mogavero, i buyers hanno assaggiato Cabernet e Tintilia, quindi vini rigorosamente rossi, in quanto, per i palati cinesi, i bianchi sono poco utilizzati. Seconda tappa a Larino presso le cantine di Angelo D’Uva con Cabernet e Recupo. Quindi a San Martino in Pensilis presso l’azienda agricola di Marina Colonna, con gli ospiti cinesi affascinati dalle distese di olivi e dalle sue varietà, ma anche da prodotti come il peperoncino, i limoni, lo zenzero e il basilico. Ultime due tappe ad Ururi, cantine Salvatore in contrada Vigne, con Tintilia e Biberius, e Termoli, cantina Cieri, presente anche il sindaco di Santa Croce di Magliano, Donato D’Ambrosio.
Ogni tappa ha polarizzato altre tipicità della zona, come i formaggi Fonte Nuova di Giovanni Nomaro di Casacalenda, il miele di Nazario Fania di Montagano, i tartufi Sabetta di Ripalimosani, il pane di Petrella di Matrice, i salumi Giagnacovo di San Biase, i legumi di Melina Zurlo di Ripalimosani, i numerosi prodotti dell’agroalimentare D’Ambrosio, ecc.
“Con questo primo appuntamento Forche Caudine risponde ad un’esigenza manifestataci da anni dal tessuto imprenditoriale molisano, quella di poter fare rete sull’asse Roma-Molise – evidenzia Gabriele Di Nucci. “Non si tratta soltanto di moltiplicare le occasioni di promozione del prodotto molisano nella Capitale, ma anche di ‘costruire’ un interesse di importanti attori istituzionali e commerciali della piazza romana verso il territorio molisano e le sue eccellenze”.
I due imprenditori cinesi, per la prima volta in Molise, ne hanno apprezzato l’ambiente e il clima, nonché l’autenticità dei molisani, prefigurando scenari molto interessanti. Uno degli obiettivi a breve è quello di organizzare una mostra mercato di prodotti molisani di alta qualità ed eccellenza in Cina.

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Scuola: Più cattedre, meno turnover, boom di precari

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Continua a crescere il numero degli insegnanti che il prossimo anno si siederanno dietro una cattedra: la tendenza è stata illustrata dal Miur ai sindacati, assieme ai criteri con i quali l’amministrazione rideterminerà l’organico del personale docente per l’a.s. 2019/20. L’incremento riguarderà in particolare 2.000 nuovi posti alla primaria per il tempo pieno, 1.169 insegnanti tecnico-pratici a seguito della riforma delle scuole professionali, 400 docenti specializzati in musica, con il reinserimento della seconda ora di primo strumento musicale nei licei, a seguito del ricorso vinto da Anief. Si allarga quindi il fabbisogno di personale docente. E siccome le GaE non sono state riaperte e i concorsi stentano a decollare, serviranno sempre più supplenti. Molti più che in passato. Marcello Pacifico (Anief): Ci stiamo avvicinando ad un nuovo anno all’insegna dei vuoti da riempire. Con i dirigenti scolastici in affanno, per colpa della disorganizzazione creata dall’amministrazione centrale Le novità introdotte nella Legge di Bilancio 2019 comporteranno a settembre un ulteriore incremento del numero di docenti: in base a quanto riferisce Orizzonte Scuola, si tratta di 2.000 posti in più per il tempo pieno, voluti dal governo come inizio di un’inversione di tendenza; 1.169 per l’introduzione della riforma nel II anno dei nuovi Istituti Professionali, che ha portato una maggiorazione delle attività scolastiche laboratoriali; 400 posti di Strumento musicale, a seguito dei nuovi quadri orari con all’interno la reintroduzione dell’ora di strumento cancellata inopinatamente dal Miur. Il Ministero dell’Istruzione, con l’occasione, ha anche reso pubblici i posti in organico di diritto su disciplina comune, pari a 620.836 cattedre; a questi, si aggiungono 15.232 posti in organico di fatto. Rimangono poi confermati i 48.812 posti di potenziamento a completamento dell’organico dell’autonomia, più i 100.080 posti di sostegno in organico di diritto. Nel computo, Anief ricorda che vanno inseriti circa altri 50.000 posti di sostegno cosiddetti in deroga, ovvero collocati su cattedre di didattica speciale comunque vacanti e disponibili ma per motivi di risparmio assegnate solo fino al 30 giugno dell’anno successivo.
A rimanere “inchiodati” nelle graduatorie dei singoli istituti ci sono poi ancora tantissime altre tipologie di docenti precari abilitati, come i laureati in Scienze della formazione primaria, abilitati con Pas, Tfa, Ssis, Afam, Cobaslid e tutti gli altri tramite precedenti concorsi, quindi anche della scuola secondaria. Nel novero degli esclusi dalle supplenze annuali tramite graduatorie provinciali, come dalla stabilizzazione, figurano pure i supplenti titolati con già 36 mesi di servizio svolto, che pur senza abilitazione, secondo le direttive europee sul contrasto dell’abuso di precariato, dovrebbero essere immessi in ruolo con modalità automatica.

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Scuola: Corsi di sostegno, interrogazione del M5S al Ministro Bussetti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

L’on. Vittoria Casa chiede i motivi che hanno portato a non “garantire l’eguaglianza dei cittadini nell’accesso all’istruzione universitaria”. Ma anche come mai la determinazione dei costi per sostenere i corsi di specializzazione sia “priva di un tetto massimo previsto a livello centrale ed i bandi già emessi in numerosi Atenei risultano prevedere un costo abnorme di migliaia di euro, che oscilla talora tra i 2.500 e i 3.700 euro”. La verità è che il Miur ha proposto corsi solo sulla base delle risposte degli atenei, lasciando loro anche la facoltà di decidere sui costi. Per questo, Anief ha attivato uno specifico ricorso al Tar del Lazio, proprio per aumentare i posti per violazione delle disposizioni normative relative all’accesso al numero programmato. Marcello Pacifico (Anief): L’amministrazione ha agito con superficialità, creando un notevole danno ai diretti interessati, e di riflesso agli alunni, alle famiglie, alle scuole e all’amministrazione delle regioni svantaggiate
Diventa un caso politico la denuncia dell’Anief sulla disomogeneità dei corsi di specializzazione su sostegno avviati dal Miur con il decreto n. 92/2019 per 14.224 posti disponibili per l’anno accademico 2018/19 ma che in base ad un secondo decreto, del 24 febbraio, ha ripartito quei posti penalizzando numerose regioni e province dove il fabbisogno è altissimo. Il caso di Palermo, subito denunciato dal giovane sindacato, sulla mancanza di posti nell’intera provincia, sebbene la richiesta sia altissima, si è trasformato in un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione da parte dell’on. Vittoria Casa (M5S).

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Quota 100 e Reddito di cittadinanza: Anief presenta emendamenti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Il giovane sindacato rappresentativo ha inviato alcune proposte emendative alle Commissioni XI, Lavoro Pubblico e Privato, e XII, Affari sociali, della Camera riguardanti l’AC n. 1637 ddl “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”. Marcello Pacifico (Anief): “La nostra visione, se condivisa dalla maggioranza, come speriamo, migliorerà di molto il disegno di legge” Anief ha presento alle Commissioni XI e XII della Camera una serie di emendamenti al “decretone” su Quota 100 e Reddito di Cittadinanza. Le richieste, che erano già state avanzate al Senato, riguardano soprattutto il pensionamento del personale docente, degli Ata e dei dirigenti scolastici.Per quanto riguarda l’articolo 12 al comma 1, Anief chiede di utilizzare le risorse del reddito di cittadinanza anche per il salario minimo nei rinnovi contrattuali del pubblico impiego; infatti rispetto “agli aumenti contrattuali dei dipendenti e dei dirigenti del pubblico impiego previsti rispettivamente dell’1,3%, dello 0,35% e dello 0,30% per il triennio 2019-2021, si intende garantire almeno l’allineamento degli stipendi al tasso d’inflazione certificata”. Inoltre si chiede di utilizzare le risorse del rdc anche per il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale 2016-2018.Per quanto concerne l’articolo 14 viene richiesta l’estensione di Quota 100 “alla data di conversione in legge del presente decreto”; per i dipendenti pubblici che ne hanno diritto. E inoltre per quanto riguarda il conseguimento di Quota 100 per il personale della scuola, si chiede che si prenda atto dell’età media della presa di servizio, che supera i 40 anni di età, e del fatto che si continua a registrare un alto tasso di precarietà per esigenze di bilancio, nonché del riconosciuto burn-out da stress da lavoro correlato di questi professionisti.All’articolo 15, comma 4, Anief richiede l’estensione del carattere gravoso a tutta la professione docente di tutti gli ordini di scuola, poiché, “come si evince dagli studi sullo stress da lavoro correlato e burnout del dott. Vittorio Lodolo D’Oria, risulta indispensabile allargare l’attuale finestra di assegno di anticipo pensionistico prevista soltanto per il personale dell’infanzia”.Per quanto riguarda l’art 20, al comma 5, si avanza la possibilità di rateizzare l’onere dei contributi da riscatto; poiché “il trattamento di pensione anticipata Quota 100 è un regime appena introdotto, non c’è stato, per i lavoratori, il tempo di prepararsi ad affrontare un’eventuale spesa ingente per far fronte al riscatto dei periodi non coperti da contribuzione”.Sull’articolo 23, comma 2, si chiede di definire l’importo di finanziamento per la liquidazione, così da tutelare i lavoratori e fissare un termine massimo per l’aliquota da definire nell’accordo quadro. Infine, all’articolo 24, Anief chiede l’estensione della detassazione TFS: “la modifica intende estendere la platea dei beneficiari in base a quanto definito dal presente decreto in termini di liquidazione media programmata da erogare”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega come le proposte emendative presentate siano “senza dubbio migliorative rispetto a un testo che accogliamo con favore, dopo aver lottato per anni nei tribunali, quando già all’indomani della riforma Fornero si chiedeva di prestare attenzione a quota 96 per il personale della scuola. La nostra visione, se condivisa dalla maggioranza di governo come speriamo, migliorerà di molto il disegno di legge”, conclude il sindacalista.

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Polizia: Taser, prolungata la sperimentazione

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

“Sono anni che attendiamo dotazioni che ci consentano maggiore efficienza e sicurezza, anni che sentiamo di sperimentazioni, lunghe, infinite, anni dopo cui, ancora, non tutti i Poliziotti hanno a disposizione neppure un banale spray antiaggressione, anni dopo cui, finalmente, si è passati a considerare la possibilità di darci finalmente i taser, è stata avviata la sperimentazione, e adesso che è finita che si fa? Si prolunga la sperimentazione! Sembra davvero una presa in giro. Di certo è un’inutile perdita di tempo quasi come se non si volesse dotare le Forze dell’ordine di ciò che gli serve per lavorare meglio, più efficacemente, più in sicurezza. In Cina stanno sperimentando un sistema di armi non letali basato su tecnologia radar e microonde per le operazioni antiterrorismo e di sicurezza, e noi ancora a sperimentare strumenti che sono già obsoleti. E’ ridicolo”.
Duro commento di Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, alla notizia che la sperimentazione del Taser per le forze di polizia sarà prorogata per altri tre mesi. Sarebbe questa la possibile scelta su cui si sta lavorando al Ministero in vista della scadenza dei primi 6 mesi di utilizzo della pistola elettrica nelle 13 città in cui è partita la sperimentazione (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi e Genova).“I primi sei mesi di utilizzo dei taser in sperimentazione ha dato ottimi frutti – aggiunge Mazzetti –. Proprio dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza hanno confermato che lo strumento si è rivelato fino a oggi un ottimo deterrente, e difatti nella maggior parte dei casi è stato sufficiente solo mostrarlo per far desistere lo scalmanato o il delinquente di turno. Ma allora una volta di più non si comprende a cosa serva continuare a sperimentare qualcosa che funziona benissimo, e questo mentre, ovviamente, gli operatori della sicurezza continuano a subire aggressioni e danni di ogni genere affrontando spesso con grande difficoltà ed enormi rischi situazioni che si potrebbero risolvere in poco tempo e in sicurezza”.

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Sistema di rating per gli investimenti responsabili

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Columbia Threadneedle Investments rafforza la sua ricerca fondamentale con il lancio di un innovativo strumento di rating degli investimenti responsabili (IR) che combina la valutazione della stewardship finanziaria delle aziende con un giudizio sulle pratiche di gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG). Lo strumento (a disposizione di tutti i team di gestione azionari della Società), che permette di coniugare entrambi questi aspetti all’interno di un unico rating prospettico basato su una scala da 1 a 5, rispecchia l’opinione di Columbia Threadneedle, secondo cui la gestione prudente dei fattori finanziari ed ESG è fondamentale ai fini della capacità di un’azienda di creare valore sostenibile a lungo termine.Il sistema di rating IR è stato concepito dall’unità di ricerca centrale di Columbia Threadneedle. Facendo leva sulle odierne tecnologie, il sistema di dati integrati basati sul cloud supporta un’ampia gamma di strumenti di accesso, di ricerca e modellazione tradizionali e avanzati, consentendo a più di 100 analisti di dedicare più tempo alla formulazione di giudizi e raccomandazioni.Lo strumento di rating è stato sviluppato in collaborazione con il team d’investimento responsabile globale di Columbia Threadneedle, composto da 12 membri e capitanato da Iain Richards, Direttore globale per l’investimento responsabile. Il team comprende esperti di analisi IR, ricerca e integrazione dei fattori ESG, stewardship ed engagement, voto per delega, risultati sostenibili e ricerca IR tematica. Disponibile dal 2018 al team azionario, i rating verranno estesi al team obbligazionario nel corso del 2019.La nostra cultura della collaborazione sostiene l’ecosistema della ricerca e assicura che tutti i giudizi vengano discussi, dibattuti e condivisi in seno all’intera organizzazione per creare una ricerca originale, independente e girata verso il futuro, in grado di generare rendimenti sostenibili e di lungo termine per i clienti di Columbia Threadneedle.
Colin Moore, Chief Investment Officer Globale di Columbia Threadneedle, ha affermato: “In veste di gestori attivi, abbiamo il dovere nei confronti dei nostri clienti di considerare i fattori che possono comportare rischi o che sono in grado di valorizzare il loro patrimonio nel tempo. A nostro avviso, un’analisi che coniughi gli indicatori della stewardship finanziaria e la valutazione della gestione dei fattori ESG rilevanti per l’attività d’impresa è fondamentale ai fini della creazione di valore. L’analisi fondamentale è alla base della gestione attiva e abbiamo predisposto un sistema di rating prospettico basato sui dati. Questo sistema fornisce ai nostri analisti e gestori una precisa visione d’insieme della leadership di una società, della sua governance e cultura e degli standard operativi, concentrandosi sugli aspetti più rilevanti ai fini della performance di lungo termine. Riteniamo che questo nuovo strumento di rating ci aiuterà ancora di più a valutare la qualità degli investimenti per i nostri clienti”.
Iain Richards ha affermato: “Oggi gli investitori vogliono valutare, comprendere e misurare le implicazioni di più ampio respiro delle loro scelte d’investimento. Hanno accesso a molteplici rating ESG di terze parti emessi dai vari istituti di ricerca, che offrono valutazioni molto discordanti tra loro. I proprietari di attivi manifestano insoddisfazione verso la mancanza di chiarezza e di rilevanza ai fini dell’investimento di molti degli attuali approcci ESG e verso la conseguente incertezza circa il probabile impatto dei fattori non finanziari sui rendimenti finanziari. Abbiamo cercato di ovviare a questi limiti fornendo ai nostri gestori uno strumento aggiuntivo per individuare in maniera ottimale il valore generato dalle aziende ben gestite e sostenibili o da quelle che hanno intrapreso un percorso di miglioramento.”I rating e le analisi basati sui dati concreti, uniti al potere della tecnologia, permettono ai gestori e agli analisti di disporre di informazioni fruibili in tempo reale, che vengono poi integrate nella ricerca e nella valutazione delle esposizioni e delle opportunità d’investimento. Si tratta di mettere l’accento sulla parola ‘investimenti’ negli ‘investimenti responsabili’.”

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Trasferimenti da e per l’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

In base agli ultimi dati Istat, nel 2018 sono 349mila le persone che hanno trasferito la residenza in Italia da un Paese estero (di cui 302mila stranieri), mentre sono 160mila quelle che, al contrario, l’hanno spostata dall’Italia ad un Paese estero (di cui 40mila stranieri). Calcolando la differenza tra quanti hanno spostato la propria residenza sul territorio nazionale e quanti l’hanno cancellata, durante il 2018 l’Italia ha guadagnato complessivamente 190mila residenti: 38,7mila in Lombardia, 19,7mila nel Lazio, 19,5mila in Emilia Romagna, 17,8mila nel Veneto, 15,5mila in Toscana, 13,0 mila in Campania e 12,2 mila in Piemonte per limitarci alle crescite maggiori in valore assoluto.Per ogni due stranieri che lasciano l’Italia, quindici la raggiungono. Nel 2018 le emigrazioni sono aumentate del 3,1% rispetto al 2017, mentre le immigrazioni – in crescita per il quinto anno consecutivo – sono aumentate dell’1,7%. Per ogni due stranieri che hanno lasciato l’Italia durante il 2018, inoltre, quindici l’hanno invece raggiunta (40mila contro 302mila, appunto); al contrario per ogni due italiani che hanno lasciato il territorio nazionale non si arriva a contarne neppure uno che è rimpatriato (120mila contro 47mila).Per quanto riguarda le nazionalità arrivate nel 2017 (ultimi dati disponibili): l’11,8% ha riguardato i rumeni, il 6,9% i nigeriani e il 5,9% i brasiliani che, inaspettatamente, si posizionano al terzo posto davanti ai marocchini (4,6%) e agli albanesi (4,5%). Tra il 2016 e il 2017 i paesi che hanno registrato un maggior incremento del flusso migratorio annuale in Italia sono stati Nigeria (+57,0%), Ghana (+48,5%) e Venezuela (+46,6%). Mettendo a confronto il dato del 2007 con quello del 2017 le nazionalità che hanno visto maggiormente aumentare i neoiscritti sono: Nigeria (+831,9%), Pakistan (+395,9%), Senegal (+393,4%), Bangladesh (+219,2%), Ghana (+205,8%), Egitto (+129,9%) e Venezuela (+112,4%).La meta preferita si conferma il Regno Unito. Passando alle mete preferite, nel 2017 (ultimi dati disponibili), dei 155mila (italiani e non) trasferimenti di residenza dall’Italia verso l’estero, il 14,5% ha riguardato il Regno Unito che si conferma primo Paese d’approdo, davanti a Germania (13,8%), Francia (9,2%), Svizzera (7,2%) e Romania (7,2%). Le mete che tra il 2016 e il 2017 hanno registrato una maggior crescita relativa di flussi in emigrazione sono: Brasile (+41,2%), Canada (+22,2%) e Ghana (+15,4%). Mettendo a confronto l’anno 2007 con il 2017 l’aumento maggiore di flussi in emigrazione si è registrato invece verso la Moldova (+572,9%), il Senegal (+408,3%) e il Brasile (+342,8%). Sempre rispetto a dieci anni prima, nel 2017 si è emigrato molto meno soprattutto verso il Venezuela (-53,8%) e l’Argentina (-21,3%).

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Roma Capitale, Scuole d’Arti e dei Mestieri ‘in mostra’ per il Mese della Fotografia

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Le Scuole d’Arte e dei Mestieri di Roma Capitale partecipano al Mese della Fotografia con esposizioni a tema curate dagli studenti dei corsi di fotografia analogica e digitale.
Si parte oggi con l’inaugurazione della mostra presso la Scuola “Scienza e Tecnica”, tutta votata ai temi del contrasto, sia contenutistico che “materiale”: stampe ai sali d’argento sui toni del bianco e del nero, per raccontare paesaggi, ma anche solitudine, delicatezza e sensibilità, suggestioni visive e spunti letterari.“Immagini e parole”, “Roma Letteraria” e “Passaggio Ponte – Riscoprire la lentezza” sono invece gli spunti delle immagini che aprono la mostra della Scuola Ettore Rolli, programmata per il prossimo 14 marzo. Filo conduttore, la narrazione visiva di una Roma raccontata da scrittori, cantanti e poeti, da assaporare con calma per coglierne appieno tutta la poesia.“I corsisti di fotografia delle Scuole d’Arti e dei Mestieri di Roma Capitale inquadrano la nostra città dai punti di vista più originali. Queste opere ‘raccontano’ una professione tutta protesa all’avanguardia, dall’analogico al digitale, con una scintilla di creatività che fa la differenza: quale migliore occasione del Mese della Fotografia di Roma per misurarsi con i segreti e le innovazioni di settore”, dichiara Carlo Cafarotti, Assessore Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.
– Scuola d’Arte e dei Mestieri “Scienza e Tecnica” – Viale Glorioso, 5 (Trastevere): dall’8 Marzo al 5 aprile 2019, inaugurazione in data 8 Marzo alle 18.00. La scuola è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 15,30 alle ore 20,30.
– Scuola d’Arte e dei Mestieri “Ettore Rolli” – Via Macedonia, 120, terzo piano dell’edificio: dal 14 al 31 Marzo 2019, inaugurazione in data 14 Marzo alle 18.00. La scuola è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle ore 16 alle ore 20.

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“Hackathon Prepararsi al futuro”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Parma Mercoledì 13 marzo, dalle ore 13 alle ore 19, nell’Auditorium del Plesso Polifunzionale dell’Università di Parma (Campus Scienze e Tecnologie), si svolgerà “Hackathon Prepararsi al futuro”, un incontro a cui parteciperanno esperti, manager, imprenditori e formatori di diversi settori produttivi alla ricerca delle migliori idee di sviluppo sostenibile del territorio.L’incontro è organizzato dal gruppo Unips (Universitari per la sostenibilità), da Alessio Malcevschi, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, unitamente alle associazioni Next-Nuova Economia per Tutti e Prepararsi al Futuro. L’Ateneo di Parma è tra i partner dell’iniziativa. Per partecipare è necessaria l’iscrizione a http://www.festivalnazionaleeconomiacivile.it /hackathon-parma. In palio la partecipazione alle selezioni per il premio “Migliore start up sostenibile” al Festival Nazionale dell’Economia Civile 2019, che si terrà a Firenze dal 29 al 31 marzo.

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Contrasto alle fake news e tutela della brand reputation

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Parma giovedì 14 marzo, dalle ore 10 alle 13, al Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali (Aula K16 Via Kennedy), si terrà il workshop Contrasto alle fake news e tutela della brand reputation organizzato da Retailab e CentroMarca.
L’incontro fornirà aggiornamenti e indicazioni sulle strategie di risposta alla diffusione di informazioni infondate che possono danneggiare l’immagine dell’azienda e dei suoi marchi. Nel corso dei lavori, attraverso inquadramenti teorici e case study, saranno approfonditi il contesto sociale, le declinazioni del fenomeno e le strategie di risposta delle imprese.Aprirà i lavori il prof. Guido Cristini – Docente di Retail Marketing all’Università di Parma. Interverranno Ivo Ferrario – Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Centromarca; Luce Mariniello – Funzionario del Servizio Economico- Statistico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM); Marcello Gelo, Global Marketing Director Mutti; Luca di Leo -Responsabile Relazioni con i Media Gruppo Barilla e Filippo De Caterina – Direttore Corporate Communication, Sustainability e Public Affairs L’Oréal Italia.
Silvia Bellini, docente di Marketing Operativo all’Università di Parma, coordinerà il dibattito con gli studenti, e infine la prof.ssa Beatrice Luceri (docente di Marketing Internazionale) e la prof.ssa Maria Grazia Cardinali (docente di Shopper Marketing) concluderanno l’incontro.

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Senza uno stop alla deforestazione un miliardo di migranti climatici entro il 2050

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

San Miniato. “Se i governi non prenderanno urgenti misure per contenere i cambiamenti climatici, entro il 2050 si troveranno a dover far fronte a un miliardo di migranti climatici”. L’impressionante dato, contenuto in un’analisi del Club di Roma, è stato al centro degli interventi della seconda mattinata di lavori del 15esimo Forum Internazionale Greenaccord dell’informazione per la Salvaguardia della natura, in corso a San Miniato. A causare quello che potrebbe essere il più grande esodo della storia dell’uomo è l’incessante riscaldamento globale e gli eventi climatici estremi che sta causando. “Questi eventi – ha ricordato la giornalista finnico-canadese della rete Greenaccord Kaarin Rugiero – dagli anni 80 ad oggi sono triplicati. Ma inondazioni, tempeste, tifoni o, al contrario, siccità e ondate di calore estreme non sono solo problemi climatici. Hanno infatti un impatto sociale enorme sugli esseri umani. E ciò li trasformerà in un’emergenza mondiale che produrrà conflitti, carestie, malattie”.“Per questo occorre affrontare la realtà dei cambiamenti climatici come un rischio esistenziale immediato” ha spiegato Jinfeng Zhou, segretario generale China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation. “Ma al momento l’andamento delle emissioni sta registrando un un decremento insufficiente a sostenere le azioni di mitigazioni climatiche. Bisogna intervenire ad esempio per bloccare i combustibili fossili. In Cina abbiamo già introdotto dei limiti ai veicoli che li utilizzano, spingendo verso l’uso di combustibili alternativi come le rinnovabili, l’eolico e il solare”.Nel corso della mattinata è stata presentata una fotografia dello stato di salute delle aree verdi nel Mediterraneo. “Un’area critica per quanto riguarda il controllo, il monitoraggio e l’adattamento ai cambiamenti climatici” ha spiegato Giuseppe Scarascia Mugnozza, professore ordinario di selvicoltura ed ecofisiologia forestale dell’università della Tuscia. “Attorno al Mare Nostrum si concentra il 30% del turismo mondiale, che è un’importante causa della pericolosa tendenza al sovrasfruttamento della terra”. In questo senso, le foreste “rappresentano l’infrastruttura ecologica verde più importante della regione del Mediterraneo, con 25mila specie presenti e un’importante quantità di acqua e suolo conservati. Inoltre – ha ricordato il docente – possono assorbire fino al 30% della Co2” per questo vanno preservate e protette con attenzione, puntando “sulla bioeconomia che ci consenta di applicare una gestione sostenibile del capitale naturale del nostro pianeta”. Ma, secondo uno studio della Fao, solo il 15% delle foreste è collocato nel sud del bacino mediterraneo e il dato è in diminuzione a fronte di una loro crescita nelle regioni settentrionali.Altra area nella quale le foreste sono sottoposte a un pericoloso e rapido depauperamento è il Sud-Est asiatico. A ricordarlo è stata Woro Supartinah, responsabile comunicazione del Network for Riau Forest Rescue, che ha presentato i dati relativi ai polmoni verdi presenti in Indonesia. “Le foreste di torba, che coprono oltre 20 milioni di ettari di suolo in Indonesia, sono tra le più vaste al mondo e svolgono una funzionalità ecologica fondamentale in quanto sono preziosissime riserve di carbonio. L’Indonesia conserva il 57% di gigatonnellate del carbonio sotto queste foreste” ha detto l’ambientalista.
Una situazione forse peggiore la stanno vivendo alcuni territori africani a partire dal Kenya dove la deforestazione va di pari passo con “drammatiche condizioni di povertà che colpiscono soprattutto le donne” ha raccontato Teresa Muthoni Maina Gitonga, dell’International Tree Foundation. “Il Kenya – ha sottolineato l’ambientalista – è il Paese con la minor presenza boschiva dell’Africa, il 7,2% di copertura, con oltre l’80% di aree desertificate. Per questi motivi, l’International Tree Foundation sta portando avanti un ambizioso progetto per la piantumazione di 20 milioni di alberi nelle foreste kenyiote”.
Spesso però proteggere il patrimonio boschivo è un lavoro difficile e complesso anche per colpa di legislazioni che nulla fanno per incentivarne la tutela. Accade ad esempio in Russia dove “le leggi rendono difficile il nostro lavoro e le Ong ambientali non sono affatto ben viste” ha denunciato Andrey Laletin, presidente del Friends of the Siberian Forests. “In Siberia si trova un altro dei polmoni verdi del Pianeta – ha spiegato ai giornalisti presenti – e le foreste occupano 515 milioni di ettari, il 40% di tutto il territorio. Vi abitano almeno 20 popolazioni indigene. Tutte queste foreste si trovano sul permafrost e sempre più spesso di registrano incidenti boschivi che hanno favorito lo scioglimento del metano, un gas serra 30 volte più pericoloso rispetto alla Co2”.Invertire la tendenza è un compito gravoso ma necessario. Ad ogni latitudine. E cruciale è l’apporto anche del settore industriale. Le aziende più lungimiranti lo stanno facendo, per cercare tra l’altro di cancellare gli errori fatti in passato. “Sostenibilità e profitti devono e possono essere coniugati” ha osservato Valeria Bracciale, del dipartimento Innovation & Sustainability di Enel. “Il nostro amministratore delegato sta infatti operando per integrare sempre di più il nostro business con la tutela del territorio e del suo patrimonio naturale. Per riuscirci è fondamentale lavorare con le comunità locali per salvaguardare la biodiversità”.

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Dalle Case della Carità agli IRCSS

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Milano Giovedì 14 marzo / 16,30 – 19,30 Università Statale di Milano / Aula 420 / via Festa del Perdono, 3. Parte il ciclo di incontri “Diritto e Sanità”, promosso da Centro Studi Borgogna: un’occasione di confronto sul SSN tra professionisti di diversi ambiti professionali per rilevare le criticità esistenti, provando a costruire alcune proposte migliorative del Sistema. Il primo appuntamento “Dalle Case della Carità agli IRCSS: breve storia sociale e normativa della ospedalità.”
In questo incontro iniziale si analizzerà, attraverso una narrazione storica, uno dei temi ispiratori del l’intero ciclo: la centralità del paziente. Verrà messo in evidenza il mutamento di paradigma dal ruolo completamente passivo del suddito-malato presente alla fine dell’800, ad una partecipazione attiva del cittadino-paziente, non più oggetto di cura, ma soggetto del percorso terapeutico, nella seconda metà del ‘900.Introdurrà i lavori l’Avv. Fabrizio Ventimiglia (Presidente del Centro Studi Borgogna). Interverranno l’Avv. Pio Dario Vivone (Consigliere Giuridico Direzione Generale Welfare Regione Lombardia) e l’Ing. Alessandro Caviglia (Direttore Struttura Investimenti Direzione Generale Welfare Regione Lombardia).

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All’IRE Molecular Tumor Board per ulteriori possibilità di cura

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Nuove metodologie diagnostiche basate su analisi molecolari approfondite dei tumori, associate alla interpretazione dei big data e alla disponibilità di nuovi farmaci stanno rapidamente rivoluzionando l’approccio terapeutico alla malattia oncologica.
Per realizzare approcci mirati ad assegnare la giusta terapia al paziente giusto nel momento giusto è necessario dotarsi di un “Molecular Tumor Board” (MTB), cioè di un organismo, costituito da varie professionalità, capace di interpretare l’enorme mole di dati provenienti dalle analisi molecolari provenienti dal profilo genetico del tumore di un paziente e di proporre la terapia più indicata in quel momento. Questa decisione è ancora più importante quando si tratta di pazienti che non rispondono alle terapie approvate, ma godono ancora di accettabili condizioni generali di salute per poter accedere a farmaci ‘fuori indicazione’. Un farmaco si definisce tale, ‘fuori indicazione’, quando non ha ancora trovato una indicazione terapeutica definitiva per uno specifico tumore, ma che è già disponibile per altre indicazioni o che è in fase di avanzata sperimentazione clinica e che potrebbe essere efficace alla luce di solide evidenze scientifiche. Il Molecular Tumor Board istituito di recente all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) è nato con questo obiettivo ed è costituito da un team multidisciplinare che si avvale di alte competenze specialistiche e di moderne risorse tecnologiche come il sequenziamento massivo del genoma, approcci bioinformatici di ultima generazione, interrogazione di banche dati ben codificate e verificate da organismi sovranazionali.
All’IRE da alcuni mesi è attivo l’MTB, un organismo composto da specialisti (oncologi medici, anatomo-patologi, patologi clinici, biologi molecolari, genetisti, bioinformatici, e all’occorrenza altre figure professionali) che assomma in sé le competenze necessarie per valutare il genoma tumorale in maniera globale, e soppesare le probabilità che un paziente con uno specifico tumore possa rispondere ad un farmaco disponibile già sul mercato ma per altre indicazioni, ovvero utilizzato in sperimentazioni cliniche in corso, in Italia o in altre parti del mondo. Si tratta in genere quindi di terapie non standard. E’ proprio il compito dell’MTB valutare attentamente i pro e i contro, e poi esprimere precise raccomandazioni terapeutiche. Il risultato netto per il paziente è che gli viene suggerita un’opzione terapeutica aggiuntiva alla quale normalmente non avrebbe avuto accesso. “Le recenti acquisizioni della oncologia molecolare – riassume Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – rendono possibile, in casi selezionati, ‘scovare’ vulnerabilità che prima passavano inosservate, e suggerire ulteriori linee di terapia basate su criteri scientifici, senza venire meno a irrinunciabili imperativi di carattere etico, deontologico, e normativo. Un grande salto di qualità!”Dal punto di vista del paziente si presenta la possibilità di interrompere una terapia magari tossica e/o inefficace per provarne un’altra innovativa che potrebbe rivelarsi più efficace. Per l’oncologo medico, di contro, ogni paziente diventa una risorsa importante per espandere le potenziali applicabilità di farmaci magari già in uso, ma con indicazioni diverse, farmaci che potranno in un futuro prossimo diventare essi stessi farmaci ‘di indicazione’.L’MTB vaglia una per una tutte le potenziali vulnerabilità tumorali che vengono fuori da analisi molecolari molto approfondite, le confronta con cataloghi online presenti in banche dati internazionali, e alla fine fornisce raccomandazioni precise per terapie fuori indicazione. “In pratica, – sottolinea Francesco Ripa di Meana, direttore generale IFO – l’MTB mette a frutto una crescente consapevolezza delle possibilità e dei limiti della moderna medicina oncologica e dei farmaci a bersaglio molecolare, e tiene invece conto delle necessità del paziente. Si esce quindi dagli schemi classici per trovare soluzioni innovative. Questo per noi significa un approccio diretto sempre di più alla centralità della persona e alla personalizzazione delle cure.”

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