Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for 14 marzo 2019

Al via a Parma il progetto europeo EuroPLEx coordinato dall’Ateneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Parma Si è tenuta nei giorni scorsi al Campus Scienze e Tecnologie dell’Ateneo la prima riunione del Supervisory Board di EuroPLEx (European network for Particle physics, Lattice field theory and Extreme computing), una rete di ricerca europea finanziata dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon2020, il programma quadro europeo per la promozione della ricerca e dell’innovazione.L’Università di Parma è l’ente coordinatore del progetto, che vede la responsabilità scientifica del prof. Francesco Di Renzo, docente di Fisica Teorica al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche (SMFI). Il finanziamento dell’Agenzia Esecutiva per la Ricerca (REA) della Commissione Europea ammonta a poco più di 4 milioni di euro, di cui circa 700.000 euro sono destinati al Dipartimento SMFI.
All’interno di EuroPLEx saranno formati 15 giovani ricercatori in 9 università europee: oltre a Parma, le università di Berlino (Hümboldt), Regensburg e Bielefeld in Germania, le università di Edinburgo e Swansea nel Regno Unito, il Trinity College di Dublino in Irlanda, la Università Autonoma di Madrid in Spagna e quella di Odense in Danimarca. Due di questi giovani ricercatori, uno svedese e una indiana, stanno iniziando il loro percorso di studi e ricerche a Parma. Otto dei 15 ricercatori di EuroPLEx sono già stati selezionati e i rimanenti 7 stanno per esserlo; i due che lavoreranno a Parma sono fra i primi otto già selezionati: dei restanti 6, ben quattro sono italiani e svolgeranno il Dottorato in Germania e Irlanda.
Gli obiettivi di ricerca dei gruppi delle 9 università coinvolte riguardano la Fisica delle particelle elementari. Anche EuroPLEx infatti è parte del grande sforzo collettivo che cerca di comprendere a livello teorico quello che ancora ci sfugge, attraverso studi teorici sempre aperti al confronto con gli esperimenti: per questo in EuroPLEx sono presenti come partner 5 istituzioni di ricerca (il CERN, la tedesca DESY, la statunitense BNL e 2 gruppi delle università di Birmingham e Groningen) che coprono un ampio ventaglio dei più importanti esperimenti di fisica delle particelle condotti in tutto il mondo.
La ricerca di EuroPLEx fa cooperare strumenti di indagine matematico/formale e numerico. Il calcolo ad elevate prestazioni è uno dei pilastri che rendono possibile le ricerche di EuroPLEx: per questo anche due grandi aziende produttrici di sistemi di calcolo (CRAY e nVidia) sono partner del progetto. La formazione di professionalità che potranno spendersi non solo in ambiente accademico è uno dei punti di forza del progetto. Un secondo esempio è fornito dal settore che in anni recenti è divenuto noto come Data Science: la capacità di analizzare in modo affidabile grandi moli di dati per trarne informazioni significative (e previsioni, nel caso) è una delle sfide della nostra società, dalla medicina all’economia, dalla fornitura di servizi all’industria della cultura e della comunicazione. Per questo, altri 3 partner industriali coopereranno con le ricerche di EuroPLEx: fra questi la ditta parmigiana Maps, la ditta inglese WePredict attiva nel mondo automotive e la branca tedesca di Google.Altri due partner industriali di EuroPLEx vengono dal settore della industria della comunicazione scientifica: la spagnola Prensa Científica e la società di Trieste SISSA Medialab.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Decreto emergenze in agricoltura

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Esso mostra attenzione verso il settore, ma evidenzia anche numerose falle e l’esigenza di misure correttive. Tra i punti deboli – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – vi sono: l’utilizzo di un budget troppo esiguo (solo 61 milioni di euro); il mancato inserimento di una misura che avrebbe potuto sbloccare 70 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione da usare per combattere la Xylella; gli scarsi investimenti nel comparto olivicolo e la totale assenza di misure per ridurre l’impatto della macchina burocratica.Il settore agricolo – continua Tiso – ha bisogno di una piccola rivoluzione verde in cui si rimettano in discussione le filiere, i processi e i modelli di produzione, commercializzazione e distribuzione. Per riuscire a realizzare questo importante e necessario cambiamento però – conclude Tiso – serve anche una presa di consapevolezza su quel che è realmente il mondo agricolo. E’ anche per queste ragioni che come Confeuro insistiamo per la costruzione di una cultura agroalimentare che, non solo renda giustizia a chi ha fatto grande il nostro Paese, ma che lo aiuti anche a guardare avanti con maggiore fiducia.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattia renale diabetica: “È l’unione che fa la forza”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

L’alleanza tra due società scientifiche, la Società Italiana di Diabetologia (Sid) e la Società Italiana di Nefrologia (Sin), ha portato alla nascita di un gruppo di lavoro intersocietario che ha redatto un documento congiunto sulla ‘Storia naturale della malattia renale nei soggetti con diabete e sul trattamento dell’iperglicemia nei soggetti con diabete di tipo 2 e insufficienza renale’. Ma è solo il primo passo.
“Come primo atto di questo gruppo appena formato – spiega Il professor Giuseppe Pugliese (SID), coordinatore del Gruppo di lavoro che ha messo a punto il documento per conto delle due società – abbiamo voluto mettere a punto un documento su quegli aspetti della malattia renale nel diabete che, negli ultimi anni, hanno visto le maggiori novità. Da un lato, diversi studi epidemiologici hanno rivelato che la storia naturale di questa complicanza del diabete è più eterogenea di quanto si credesse. In particolare, l’aumento dell’escrezione urinaria di albumina, da sempre considerata il primo segno di danno renale, si osserva con sempre minore frequenza, probabilmente per effetto dei progressi del trattamento. Tuttavia, la riduzione della funzione renale fino all’insufficienza terminale può manifestarsi anche in assenza di albuminuria o indipendentemente da essa. Ciò ha importanti implicazioni diagnostiche, prognostiche e probabilmente terapeutiche, che gli specialisti di riferimento debbono tenere ben presenti”. Alla luce di queste nuove evidenze scientifiche, lo screening e la diagnosi di malattia renale diabetica dunque non si può più limitare al dosaggio della microalbuminuria; si dovrà sempre misurare anche la creatinina nel sangue e da questa stimare il filtrato glomerulare con formule quali la CKD-EPI, disponibili sul web o come app; alcuni laboratori forniscono direttamente il valore del filtrato stimato. Dal punto di vista prognostico, è importante valutare l’andamento nel tempo del filtrato stimato, al fine di evidenziare un’eventuale tendenza alla riduzione, che indica una progressione e dunque un peggioramento della malattia renale. Avendo a disposizione sia la microalbumina che i valori di creatininemia/filtrato glomerulare sarà possibile dunque individuare tre diverse tipologie (fenotipi) di persone con diabete e malattia renale:
– quello in cui è presente solo un aumento dell’albuminuria (micro o macroalbuminuria) ma con filtrato conservato;
– quello in cui è presente solo una riduzione del filtrato, in assenza di albuminuria (normoalbuminuria)
– quello in cui sono presenti entrambe le alterazioni (riduzione del filtrato glomerulare e micro/macroalbuminuria).
Le novità sul fronte del trattamento delle persone con diabete e insufficienza renale. “Sul fronte del trattamento del diabete di tipo 2,nei soggetti con ridotta funzione renale, che limita o impedisce l’uso di alcuni farmaci – prosegue Pugliese – l’armamentario terapeutico si è arricchito di nuove classi farmacologiche, che hanno il vantaggio di non causare ipoglicemia (complicanza alla quale questi soggetti sono particolarmente predisposti) e che, in alcuni casi, sembrano avere un effetto di protezione renale. Sono stati inoltre rivisti anche i livelli di filtrato fino ai quali possono essere utilizzati alcuni vecchi ma validissimi farmaci, come la metformina (oggi la metformina può essere prescritta fino ad un filtrato glomerulare di 30 ml/min, mentre prima sene consigliava la sospensione quando il filtrato scendeva al di sotto dei 60 ml/min) e questo ha contribuito ad ampliare ulteriormente le opzioni terapeutiche. Il documento fornisce quindi raccomandazioni aggiornate sulla gestione terapeutica dei pazienti con problemi renali”.Quali farmaci proteggono meglio i reni delle persone con diabete? Tra i farmaci antipertensivi, i sartani (o gli ACE inibitori, che hanno un meccanismo di azione diverso ma sempre diretto al sistema renina-angiotensina) sono farmaci che hanno dimostrato un buon effetto nefroprotettivo. Tra i farmaci anti-diabete,gli studi condotti sugli agonisti recettoriali del GLP-1 (studi LEADER e SUSTAIN) e soprattutto sugli inibitori di SGLT2 (studi EMPAREG e CANVAS), hanno dimostrato che queste nuove categorie di farmaci anti-diabete sono in grado di conferire cardio e nefroprotezione. Altri farmaci sono in corso di sperimentazione. Tuttavia, il fatto che la prevalenza dell’albuminuria sia diminuita negli ultimi decenni, mentre è aumentata la prevalenza dei soggetti con una riduzione del filtrato glomerulare,significa che le attuali strategie terapeutiche sono poco efficaci nel contrastare la caduta del filtrato. Purtroppo non si dispone di studi effettuati su pazienti con il fenotipo ‘non albuminurico’, che possano indicare quali siano le misure più adatte per prevenire o trattare questi soggetti.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Thales Alenia Space, USB: non siamo una colonia francese

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

“Più volte come RSU e come USB nazionale abbiamo denunciato il depauperamento delle competenze presenti nei siti di Roma, Milano, L’Aquila e Torino, da parte dell’azionista di maggioranza Thales, sotto il controllo del governo francese.Le ultime riorganizzazioni confermano la volontà dell’azionista francese di centralizzare su Parigi le competenze tecnologiche, le strategie decisionali, la gestione del personale, le strategie di mercato, il portafoglio ordini e le scelte sugli investimenti. In questo quadro la decisione di mortificare lo stabilimento di Milano, è una scelta grave che colpisce tutto il segmento spaziale italiano di Thales Alenia Space. Vogliamo ricordare le diseconomie pesanti che abbiamo subito, dalla chiusura del centro d’integrazione di via Salaria, alla riduzione del sito di Milano, passando per la perdita di prodotti di competenza italiana ora migrati altrove, senza dimenticare l’imposizione di processi di enginering, gestionali e tecnici poco performanti. A questi fattori si aggiunge l’imbuto parigino sugli investimenti, il tutto ha prodotto il risultato di relegare TAS-I a un ruolo ancillare.Sia ben chiaro, non c’è nessuna lettura di tipo “nazionalistico” nei confronti dei colleghi dipendenti francesi, ma la denuncia di un’azienda più grande che si sta pappando un’azienda più piccola. A farne le spese in primo luogo sono i dipendenti di quest’ultima, in secondo luogo ne esce defraudato il sistema paese, che sullo spazio ha un peso europeo, infrastrutture che vanno dall’industria al vettore, passando per il sistema di controllo in volo fino facoltà universitarie e ai centri di ricerca.In ambito spaziale stiamo subendo l’identico processo di de-industrializzazione e subordinazione nei confronti grandi gruppi industriali, commerciali, finanziari per lo più legati a multinazionali francesi e tedesche.Un processo di sottrazione di ricchezza e riduzione a ruolo di sotto fornitori, che è il naturale epilogo della stagione delle svendite e delle privatizzazioni.”
“Nel prossimo futuro ci sono diversi programmi nazionali ed europei legati alle infrastrutture e agli sviluppi tecnologici. Si tratta di svariati miliardi di euro che si traducono in occupazione, politica di sviluppo dei siti e crescita delle competenze e del tessuto industriale e tecnologico.Il settore spaziale lavora su grandi infrastrutture satellitari, che operano sulle comunicazioni, sull’osservazione, sulla difesa, sulla navigazione e sulla ricerca scientifica, a questo si aggiunge lo sviluppo delle nuove tecnologie tra cui l’IOT. Tutti ambiti che hanno e avranno ricadute dirette e sempre più connesse allo sviluppo della società e su cui non ci può essere una subalternità.
Vogliamo investimenti per i siti italiani per migliorare le condizioni di lavoro negli stabilimenti, ampliare le camere pulite e i laboratori.Roma attende da tempo un Centro Integrazione Satelliti di livello dopo il folle abbandono di via Salaria. È tempo di dare coerenza alle fasi d’ingegneria, integrazione, soprattutto in vista dei programmi futuri e lo vogliamo con uno sviluppo del Centro integrazione Satelliti a Roma.Chiediamo il rafforzamento e il rispetto delle competenze dei siti italiani, per garantire lavoro e crescita.Sono necessari investimenti per sviluppare competenze e acquisire nuove conoscenze. Questo significa stanziare risorse economiche sia per lavorare a un ricambio e sia per avviare un percorso di nuove assunzioni e di stabilizzazioni, per quanti da tempo lavorano in TAS-I per conto di ditte esterne”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Sicurezza negli istituti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Il giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici si è sempre battuto affinché venga superata la vacatio legislativa sul tema della sicurezza. Marcello Pacifico (Udir): Attualmente l’edilizia scolastica italiana non gode di buona salute e proprio per questo abbiamo il dovere morale e civico di salvaguardare i templi della conoscenza ove quotidianamente operano i lavoratori della scuola e i nostri studenti a cui va dato un esempio virtuoso di efficienza e funzionalità.La proposta presentata il 7 agosto 2018 ha richiamato gli obblighi di cui all’art. 1 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773 cui sono tenuti gli uffici Prefettizi per la tutela della sicurezza e la salvaguardia dell’incolumità della vita umana. Sarà costituita una commissione provinciale di cui faranno parte oltre i tecnici dell’ufficio dell’ente locale, componentistica tecnica di coloro i quali oggi sono chiamati come organi di vigilanza. In sintesi il Prefetto per ogni provincia dovrà nominare ad inizio di ogni anno scolastico un gruppo di esperti denominato “Commissione Prefettizia Provinciale Pubblica Istruzione” quale gruppo di funzionari direttivi tecnici scelti tra i VVF, il Genio Civile, l’ASP, l’Ispettorato del Lavoro, USR e ufficio tecnico dell’ente locale con il compito di eseguire sopralluoghi all’interno ed all’esterno di ogni plesso scolastico di pertinenza per verificare le condizioni di fruibilità e agibilità dei locali ad uso scolastico, relazionando formalmente al dirigente scolastico e contestualmente certificando il regolare avvio delle attività didattiche. Inoltre, novità assoluta, si darà vita alla nascita di una nuova figura professionale: il Valutatore delle interferenze quale professionista abilitato, regolarmente iscritto all’Ordine di appartenenza ed avente il compito di redigere e valutare i rischi interferenziali (D.U.V.R.I.) di cui all’art. 26 comma 3/ter del presente decreto, quando vi è una sola impresa che esegue lavori straordinari a scuola senza CSE.Questa proposta, in linea con quanto sempre richiesto da Udir, mira a dare una svolta epocale al sistema di gestione della sicurezza a scuola, senza oneri a carico dello Stato, poiché si utilizzeranno le risorse degli uffici che già fanno ispezioni nelle scuole per le tante carenze esistenti, ma saranno queste commissioni tecniche a individuare tutte quelle problematiche che potrebbero innescare criticità irreversibili e che potranno in tempo utile essere arrestate con la preventiva inibizione o con le misure che si riterranno opportune a seconda dei casi.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I corsi di specializzazione per docenti di sostegno continuano a far discutere

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Dopo la pubblicazione del Decreto n. 92/2019 e la successiva incomprensibile decisione, avallata tacitamente dal Miur, di distribuire 14.224 posti con modalità random, senza rispettare minimamente i fabbisogni territoriali legati alle disponibilità di cattedre libere e alla mancanza di candidati, costringendo il sindacato a ricorrere in tribunale, in questi giorni stiamo assistendo alla pubblicazione dei bandi, da parte degli atenei autorizzati, che confermano i costi proibitivi richiesti ai partecipanti. Ad ogni corsista si chiedono almeno 120 euro per tentare l’accesso e fino a 3.800 euro (a Napoli) per frequentare i corsi. Marcello Pacifico (Anief): C’è un’esigenza di carattere nazionale e sociale, non possono le università decidere autonomamente se e come allestire i corsi oppure trasformare questa formazione in introiti economici per compensare quelli mancati. Lavandosene le mani, non imponendo alcuna regola, il Miur è venuto meno al suo ruolo di garante e di gestore centrale della macchina organizzativa scolastica. Il business su docenti che intendono specializzarsi sul sostegno agli alunni disabili è ripreso con più vigore del passato. Stavolta, tra gli atenei che più si caratterizzano per le richieste esose primeggiano quelle del Sud: il record è dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli che ha deciso di chiedere ai frequentanti del corso specializzante in didattica speciale ben 3.800 euro. Non molto meno (3.700 euro) chiedono le università di Catania, Messina e Palermo. Ma il business non finisce qui: gli atenei, infatti, hanno deciso di fare cassa anche sfruttando al massimo i test preselettivi. È notizia di oggi, pubblica dalla rivista specializzata Orizzonte Scuola, che ogni aspirante al sostegno per tentare l’accesso al corso specializzante di Urbino dovrà avere prima versato all’università umbra la bellezza di 200 euro. E comunque, anche negli altri atenei non si andrà al di sotto dei 120 euro a candidato. Assicurando alle loro amministrazioni economiche, in questo modo, cifre non indifferenti, anche nell’ordine dei milioni di euro.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il nuovo segretario del Pd riparte dalla Scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Per il nuovo leader del Partito Democratico la formazione dei giovani è fondamentale e bisogna creare “luoghi dove si chiede alle persone non dopo i fatti, ma prima”. Marcello Pacifico (Anief): Voltare pagina significa cancellare allora tutti quei provvedimenti voluti dallo stesso Pd contro il volere del 99% degli italiani. Ma anche farsi carico di assumere i precari abilitati e i non abilitati con 36 mesi di supplenze, senza passare per i concorsi. Significa pagare il personale con stipendi adeguati, almeno pari all’inflazione, mandare in pensione il personale, sottoposto a forme di stress non indifferente e quindi di patologie, attraverso i parametri dell’Ape Social. Significa non fermarsi agli attuali investimenti, quasi un punto sotto la media Ue. Rimettere la scuola, principale arma di lotta alle disuguaglianze, al centro dell’agenda di chi governa il Paese: è uno dei passaggi centrali di Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e neo-segretario del Partito Democratico, eletto lo scorso 4 marzo con una netta maggioranza di due terzi dei votanti. L’impegno è stato preso da Zingaretti, ricorda Tuttoscuola, già nel corso della breve campagna di presentazione del suo programma in vista delle ‘primarie’ che ha poi vinto a mani basse.
Nel Pd tira aria di rinnovamento: sempre il nuovo segretario ha dichiarato di avere “avuto il coraggio di dire ora voltiamo pagina, ora le parole chiave sono cambiare e unità: il popolo è stanco delle divisioni, dei litigi e di vivere in un eterno presente o peggio nel passato”. Zingaretti ha detto quindi di volere “sbaraccare il Nazareno e ricostruire, aprire una nuova e bella sede con una libreria al piano terra”. È giunto il tempo di aprire “porte e finestre per costruire un partito totalmente diverso. Costruiremo forum tematici anche per chi non è iscritto al Pd”. L’obiettivo del nuovo leader del Pd è creare “luoghi dove si chiede alle persone non dopo i fatti, ma prima”. Anief accoglie con favore le parole di rinnovamento espresse da Nicola Zingaretti. Perché l’errore capitale del Partito Democratico, durante il suo mandato al governo, è stato proprio quello di non avere ascoltato i cittadini. Le vicende che hanno contrassegnato la scuola, con la riforma Renzi-Giannini imposta nel 2015, attraverso la legge 107, è l’emblema di un partito guidato dal suo egocentrismo e privo di qualsiasi confronto con chi vive la scuola ogni giorno: essere riusciti nell’impresa di convincere quasi un milione di persone, tra docenti, personale, genitori e studenti, a scendere contemporaneamente in piazza per dire no alle riforme, per poi tirare dritto e approvarle una ad una, ha rappresentato la condanna del Pd. La scuola è per definizione luogo di confronto, di dialettica, di scambio: non può essere un concentrato di regole da imporre e da eseguire.

Posted in Politica/Politics, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I sindacati militari sono una realtà: Il primo passo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

I sindacati militari rivestono figura giuridica ed opereranno convenientemente utilizzando gli strumenti giuridici che sono posti dall’Ordinamento a tutela di qualunque cittadino al fine di tutelare i militari. Evidentemente il Codice dell’Ordinamento Militare ha bisogno di essere adeguato, aggiornato, semplificato nel linguaggio normativo. Le disposizioni in materia di ordinamento militare devono essere chiare e semplici. Ecco perché il Governo è stato delegato per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bce: taglia stima inflazione Eurozona a 1,2% da 1,6%

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

La Bce taglia le stime sull’inflazione dell’Eurozona per il 2019 all’1,2%, dall’1,6% precedente.”La Bce riattivi il quantitative easing. Dato che l’obiettivo dichiarato è sempre stato quello di arrivare ad un’inflazione al 2%, la previsione di oggi deve indurre la Bce a rilanciare il piano di acquisti di titoli di Stato almeno fino alla fine dell’anno. Non basta, infatti, proseguire con i reinvestimenti. Se, come ha detto più volte Draghi, il Qe rimane nella cassetta degli attrezzi della Bce, è ora di risfoderarlo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se l’inflazione è sempre stata una scusa per giustificare il QE agli occhi della Germania, e di certo non sono le associazioni di consumatori a desiderare un’inflazione più alta, il taglio delle stime di crescita per l’Eurozona da +1,7% a +1,1 devono indurre Draghi a riprendere il QE” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Le conseguenze del futuro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Milano venerdì 15 marzo alle 18.30 presso la sede della Fondazione (viale Pasubio 5; Sala Polifunzionale) sul tema Comunità si terrà un meeting su Nuove società, nuove economie. A discuterne, moderati dal conduttore e autore radiofonico e teatrale Matteo Caccia, l’economista ed ex-ministro Fabrizio Barca, l’ex Presidente dell’Ecuador Rafael Correa e Marcio Pochmann, professore di economia all’Università Statale di Campinas.La comunità, come insieme di relazioni umane e spirito collaborativo, è il termometro della società: può rafforzarsi o deteriorarsi, incidendo sulla tenuta e la fibra della collettività. L’ingrediente fondamentale, che oggi è quanto mai urgente recuperare, è il senso comunitario e collettivo di bene comune, l’unico collante capace di ricomporre le fratture sociali causate dalle disuguaglianze economiche. Prende avvio da qui l’analisi dell’ex ministro Fabrizio Barca, che si focalizzerà sulla polarizzazione sociale, gli squilibri territoriali e il problema della disuguaglianza, esaminandone cause, prospettive e soluzioni, soprattutto nel macrosistema europeo.Si andrà quindi al cuore del rapporto economia-comunità con l’intervento dell’ex Presidente dell’Ecuador Rafael Correa, che delineerà il paradigma del socialismo all’inizio del XXI secolo per poi mettere a fuoco l’attuale panorama politico dell’Ecuador. A seguire Marcio Pochmann, candidato parlamentare per il Partito dei Lavoratori (PT) alle scorse elezioni presidenziali brasiliane, si concentrerà sulla storia politica e culturale recente del Brasile, a partire dall’ondata autoritaria che ha fatto notizia negli ultimi mesi. Infine, dal livello macro degli inquadramenti e delle riflessioni economico-politiche si arriverà al livello micro dell’esperienza sul campo, grazie alla testimonianza di buone pratiche offerta da Faircoop.Questo appuntamento rientra nel programma del FeltrinelliCamp, una due giorni che si terrà presso la Fondazione G. Feltrinelli in cui saranno chiamati a raccolta cento ricercatori e professionisti da tutta Europa impegnati in sessioni di lavoro e confronto sui temi chiave delle politiche economiche e delle nuove formule di cooperazione tra cittadini e istituzioni pubbliche e private, con l’obiettivo di condividere e promuovere iniziative, progetti e pratiche che mirano all’inclusione sociale e al benessere condiviso.
Le conseguenze del futuro proseguirà sui temi: Salute. Sulla nostra pelle, con Kate Pickett, professoressa di epidemiologia presso l’Università di York, e il direttore dello Human Technopole Iain Mattaj (23 aprile); Cibo. La giusta risorsa, con Raj Patel, economista, giornalista e attivista affiliato alla University of Texas, e il Vice Presidente Commissione Agricoltura Parlamento Europeo Paolo De Castro (7 maggio); Spazio. Le piazze del mondo, con Ash Amin, urbanista e geografo presso l’Università di Cambridge, in dialogo con Abderrahman Labsir, responsabile delle politiche giovanili e di inclusione sociale e membro del consiglio municipale della città di Mechelen, in Belgio, esempio di integrazione sociale e culturale fondata su processi partecipati di rigenerazione urbana (22 maggio).Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. http://www.fondazionefeltrinelli.it

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Romani e futuro: realisti ma ottimisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Aumento delle tasse, costo della vita, pensioni basse, precarietà del lavoro: tutto questo fa ancora paura ai romani, ma nonostante tutto affrontano il futuro con moderato ottimismo. Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni1, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, più della metà degli intervistati (54%) affronta il proprio futuro dal punto di vista economico in modo positivo.Se il 36% prevede di mantenere l’attuale tenore di vita nel prossimo futuro, una buona parte dei romani si riconosce tra quel 20% di intervistati che ammette di vedere nel proprio futuro minori disponibilità economiche, ma che con un po’ di accortezze, si saprà adattare. Il 18% pensa che avrà disponibilità economiche superiori rispetto a quelle attuali, l’11% ha risposto di vivere nell’incertezza mentre un altro 19% si dichiara pessimista e teme che le proprie disponibilità economiche saranno inferiori a quelle attuali.In che modo, secondo gli intervistati, ci si può garantire un futuro migliore? Una buona fetta di romani vede di buon occhio l’utilizzo delle forme di pagamento rateali, sia perché consentono di acquistare con calma (21%), sia perché permettono di gestire meglio il bilancio familiare (36%). C’è chi invece è più propenso alla sottoscrizione di diverse forme di risparmio o previdenza, tra cui spicca il fondo pensione, preferito dal 41% degli intervistati, seguito dall’acquisto di immobili (31%) e dai prodotti assicurativi di investimento, specie quelli collegati a gestioni separate e quindi sicuri, e i piani individuali di risparmio per il 23%.D’altra parte, ricorrere a una forma di risparmio può aiutare ad affrontare il futuro con più serenità e a porsi degli obiettivi anche a medio/lungo termine, come dimostrano i dati: il 56% dei romani infatti ammette di voler mettere da parte una somma sufficiente per affrontare eventuali imprevisti, il 40% vuole invece mantenere l’attuale tenore di vita. Grande attenzione verso i figli: il 41% vuole essere certo di poter aiutare i propri figli in un futuro, mentre il 18% non vuole gravare su di loro in caso di perdita di lavoro o di pensione bassa.E a proposito di pensione, quest’ultima risulta essere uno dei fattori che preoccupano di più i romani in questo momento: al primo posto nei loro pensieri si trova la paura di spese impreviste (53%), seguita, appunto, dalla prospettiva di una pensione bassa (42%) e dai fattori fiscali ed economici (35%).A chi rivolgersi, dunque? Quasi la metà dei romani (44%) si affiderebbe alla propria banca o a un consulente mentre il 26% chiederebbe consiglio ad una compagnia di assicurazioni.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso a scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Si è resa necessaria perché la continua disinformazione sul tema delle vaccinazioni, subita negli anni scorsi, ha determinato nei genitori un diffuso stato di incertezza sul loro grande beneficio e un conseguente pericoloso abbassamento delle coperture vaccinali.Il Board del Calendario Vaccinale per la Vita (SIP – Società Italiana di Pediatria, SItI – Società Italiana di Igiene, FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), vedendo riaccendersi il dibattito sul tema, è al fianco dell’On. Giulia Grillo, medico e Ministro della Salute, per sostenere ogni azione utile a favorire le migliori condizioni in termini di sicurezza della frequenza scolastica per tutti i bambini ed in particolare per quelli affetti incolpevolmente da patologie che hanno reso controindicata la vaccinazione e che li espongono a gravissimi rischi qualora contraessero malattie per le quali è attualmente prevista la vaccinazione per l’accesso scolastico.L’inclusione scolastica è un diritto di tutti i bambini e tutti i genitori hanno il dovere di assumere comportamenti di responsabilità tutelando i propri figli dal rischio di contrarre gravi malattie prevenibili da vaccini, mettendo al contempo in sicurezza anche la salute dei bambini più fragili (quelli che hanno difetti congeniti del sistema delle difese), che rischiano complicanze gravissime e morte se un compagno non vaccinato per motivi ideologici trasmette loro infezioni come morbillo, varicella o pertosse.Invece di instillare ancora dubbi nella popolazione o consentire comportamenti opposti alle raccomandazioni derivanti dalle evidenze scientifiche, pericolosi e contrari alla legge, è importante, oggi più che mai, educare ad assumere comportamenti individualmente e socialmente corretti e civili.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola– Stipendi: in Italia persi mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Negli anni trenta, un maestro guadagnava il triplo di un operaio, la metà di un senatore. Oggi, lo stipendio base di un professore è più basso di un dipendente del settore privato, dieci volte inferiore a quello di un deputato. Ecco le ragioni della perdita di un prestigio sociale che deve essere recuperato. Pacifico: Il Governo provveda subito stanziando gli 8 miliardi di risparmi di spesa realizzati sulla scuola per il rinnovo del contratto, come prevede la legge, così da cominciare a invertire la rotta. I numeri, desolanti, sono stati pubblicati in queste ore con il rapporto della Fondazione Di Vittorio, think tank, che ha messo a confronto le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti italiani con quelle del passato, paragonandole agli altri grandi Paesi europei: è tutto dire che in Germania, nello stesso periodo, la media d’incremento è positiva, pari a 3.825 euro. Marcello Pacifico (Anief): Oltre tre milioni di dipendenti pubblici non possono attendere un altro anno per vedere in busta paga un aumento degno di questo nome. Se, davvero, vuole essere quello attuale il Governo del Cambiamento, il Ministro Bongiorno convochi il tavolo per segnale l’accordo quadro, certificare la nuova rappresentatività, e stanzi il 30% dei risparmi di spesa sulla scuola previsto dalla legge 133/08 (circa 8 miliardi) per rinnovare il contratto a un milione di insegnanti. Noi come Anief siamo pronti a firmare a queste condizioni subito. Mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni: è la perdita degli stipendi dei lavoratori italiani per effetto del blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio per più di 3 milioni di dipendenti pubblici, cifra che fa ancora più rabbia quando si scopre che nello stesso periodo in Germania e Francia gli stipendi medi già più alti sono invece ulteriormente saliti. E a nulla giova fare paragoni con il passato quanto al tempo del ventennio un maestro guadagnava dalle 9 alle 14 mila lire, rispetto alle 4 mila di un operaio e alle 24 mila di un senatore. Oggi un insegnante neo-assunto nella scuola media prende 1.250 euro a fronte di un salario di 1.650 di un operaio specializzato e di uno stipendio onnicomprensivo di indennità e rimborsi dieci volte tanto di un onorevole. Per questo, i docenti italiani ritengono di aver perso prestigio sociale dal dopoguerra ad oggi. Entrando nel dettaglio, scrive La Repubblica sul rapporto nazionale, nella nostra Penisola dal 2001 al 2017 c’è stata una sostanziale “stazionarietà” dei salari, mentre dal 2010 al 2017 si è verificata una perdita di 1.059 euro, circa il 3,5 per cento. Basta dire che se nel 2010 la retribuzione media in Italia era di 30.272 euro nel 2017 è scesa a quota 29.214. Così, possiamo comprare 1.000 euro di beni e servizi in meno.In Germania e in Francia le cose sono andate ben diversamene. Il lavoratore dipendente tedesco nel 2010 godeva già in media di una retribuzione lorda più alta di quello italiano, collocandosi a quota 35.621 e nel 2017 è salito di ben 3.825 euro quota 39.446 euro. Anche il lavoratore francese nel 2010 guadagnava di più del nostro – era a quota 35.724 – e nel 2017 porta a casa il 5,3 per cento in più collocandosi a 37.622 euro.Ma perché questo gap? A parte la presenza dei cosiddetti contratti “pirata” che tengono i salari sotto al minino, l’analisi della Fondazione Di Vittorio ha puntato l’indice soprattutto sul part time e i lavori discontinui, che la metodologia Ocse include nella rilevazione sommandoli e riconducendoli “virtualmente” a prestazioni full time. Inoltre, scende la quota di dirigenti e di professioni tecniche: nell’ultimo ventennio, le alte qualifiche si sono ridotte di 7 punti percentuali, mentre sono aumentate di 2 punti percentuali le professioni di livello più basso.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Supplentite eterna

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Replica del presidente nazionale Anief al titolare dell’Istruzione, il quale punta tutto sui concorsi: per il sindacalista, l’inserimento nelle ex graduatorie permanenti ha evitato in passato la condanna dell’Italia da parte della Commissione UE. Lo dice la Consulta e lo conferma la Cassazione. E Bussetti lo sa bene. Spieghi a settembre alle famiglie che non avranno i docenti in molte scuole della primaria del Nord chi insegnerà ai loro figli: la colpa, a quel punto, non sarà certo dei presidi che impazziranno con le graduatorie d’istituto per chiamare una maestra. Sui concorsi poi, sarebbe bello vedere assunti almeno i vincitori e perché no anche gli idonei, visto che in Sicilia dopo tre anni in 700 hanno vinto soltanto una promessa. “Basta graduatorie, se passi il concorso sei dentro”: è questo il principio base che governa le assunzioni dell’attuale amministrazione scolastica. Lo ha detto di recente il Ministro dell’Istruzione a Panorama, riferendosi alle cosiddette “graduatorie ad esaurimento”, finora utilizzate per il 50% delle immissioni in ruolo annuali. Solo che, ricorda oggi Orizzonte Scuola, per la “secondaria sono quasi vuote, mentre per la scuola di infanzia e primaria i risultati saranno noti in estate, dopo le sentenze di merito sui diplomati magistrale” conseguenti all’ultima espressione dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato sui maestri con diploma magistrale. C’è da dire che le graduatorie ad esaurimento saranno aggiornate nelle settimane seguenti e che con la possibilità di cambiare provincia potrebbero esserci dei “rimescolamenti” anche per le prossime immissioni in ruolo. Ma è pure vero che dei circa 60 mila precari attuali, proprio per via dell’estromissione dei diplomati magistrale, ne rimarranno solo un terzo. Come tutti gli altri abilitati – a partire dai laureati in Scienze della formazione primaria, passando per coloro che hanno terminato i corsi Pas, Tfa, Ssis, Afam, Cobaslid e tutti gli altri tramite precedenti concorsi, quindi anche della scuola secondaria – si ritroveranno relegati in seconda fascia d’Istituto. Proprio mentre il fabbisogno di cattedre e di turnover cresce. Per superare il precariato, il Ministro Marco Bussetti sostiene che il Governo ha avviato alcune procedure concorsuali, a partire da quella straordinaria per il primo ciclo su posto comune e di sostegno, passando per il concorso ordinario per infanzia e primaria e il concorso ordinario della scuola secondaria. Peccato che queste, ricorda sempre la stampa specializzata, non potranno comunque concludersi per le assunzioni 2019/20. Per questi ultimi due, gli ordinari, gli assunti saranno 140mila, di cui 100mila su materia e 40mila su sostegno, anche se lo stesso Bussetti non specifica in quanti anni. Nelle intenzioni del Ministro, quindi, esaurite le liste delle graduatorie ad esaurimento, il concorso rimarrà l’unico canale per l’accesso al ruolo. Infine, il concorso torna ad essere abilitante, ossia chi supera le prove ma non rientra nel numero dei posti a bando ottiene l’abilitazione all’insegnamento, che potrà sfruttare nella seconda fascia delle graduatorie di istituto o per l’insegnamento nelle scuole paritarie.
Le collocazioni di oltre 100 mila precari nelle graduatorie d’Istituto, replica l’Anief, possono al massimo garantire le supplenze e non di certo la stabilizzazione. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, “pensare di risolvere il problema annoso della supplentite solo con i concorsi significa avere una prospettiva miope del precariato scolastico. Perché basterebbe essere un minimo obiettivi ed ammettere che l’inserimento nelle ex graduatorie permanenti ha evitato in passato la condanna dell’Italia da parte della Commissione UE: non lo sosteniamo solo noi, ma lo dice la Consulta e lo conferma la Cassazione. Anche il Ministro lo sa bene”. “Lo stesso Bussetti – continua il sindacalista autonomo – spieghi a settembre alle famiglie che non avranno i docenti in molte scuole della primaria del Nord chi insegnerà ai loro figli. Perché nelle graduatorie provinciali non ci sarà più nessuno. La colpa, a quel punto, non sarà certo dei dirigenti scolastici, anche loro vittime di questo sistema assurdo, che impazziranno con le graduatorie d’istituto per chiamare una maestra che non c’è. Sui concorsi poi, sarebbe bello vedere assunti almeno i vincitori e perché no anche gli idonei, i quali si dovranno invece accontentare dell’abilitazione che apre solo alle supplenze. Basta vedere quello che è accaduto in Sicilia: dopo tre anni di attesa, in 700 hanno vinto soltanto una promessa e chi non sarà assunto – conclude Pacifico – si ritroverà in mano il nulla”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola: Assunzioni, il piano straordinario 2015/16 falsato dall’algoritmo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

L’ammissione del Ministro dell’Istruzione sugli errori commessi dal Miur non coincidono con un’azione risolutiva. Marcello Pacifico (Anief): Il Ministro chieda al Parlamento una modifica della norma che preveda un nuovo trasferimento straordinario su tutto l’organico dell’autonomia a partire dal prossimo anno scolastico. Quando si comprendono gli errori da parte anche di altri che ti hanno preceduto non basta ammetterli, ma bisogna assolutamente trovare soluzioni adeguate. Anief conferma i ricorsi per avvicinare quei docenti a casa
Il piano straordinario di assunzioni dei docenti del 2015/16 prodotto dal Governo Renzi non poteva funzionare. A distanza di tre anni, l’ammissione sulle procedure che hanno portato decine di migliaia di precari ad essere immessi in ruolo fuori regione, a centinaia di chilometri da casa, pur in presenza di posti liberi nelle loro province, arriva dall’attuale Ministro dell’Istruzione. Il quale in un’intervista a Panorama dice: “Sa quanto ho impiegato a capire che non funzionava?…. Dieci secondi”. La rivista Orizzonte Scuola dice oggi che su quella mobilità a carattere nazionale decisa da un algoritmo impazzito, i cui parametri di adozione non furono mai resi pubblici, pesa anche il giudizio derivante da una perizia tecnica conclusa nel 2017, che ha definito “Confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante, elaborato in due linguaggi di programmazione differenti, di cui uno risalente alla preistoria dell’informatica, costruito su dati di input gestiti in maniera sbagliata”. Ora, dinanzi a tali certezze, ci si sarebbe aspettati non solo una presa di coscienza del Miur, ma anche l’adozione di provvedimenti adeguati. Solo che l’amministrazione non è voluta andare oltre a delle quote allargate sui trasferimenti fuori provincia dei docenti, introdotte con il contratto sottoscritto a dicembre sulla mobilità del personale: per l’anno scolastico 2019/20 sono stati previsti il 40 % di trasferimenti interprovinciali e il 10% di passaggi di ruolo; per il 2020/21, il 30% di trasferimenti interprovinciali e il 20% di passaggi; per il 2021/22, il 25% di trasferimenti interprovinciali e il 25% di passaggi. Si è preferito, in pratica, dare solo un’opportunità ai tanti insegnanti ancora non rientrati nella terra d’origine. Lo stesso ministro dell’Istruzione ha ammesso: “Non è ancora finita… ci vorranno tre anni”. Preso atto dei tempi ancora lunghi, il M5S, attraverso il primo firmatario Marilotti, ha fatto partire un’interrogazione, “per chiedere al Ministro se intenda assumere urgenti iniziative al fine di consentire il rientro stabile nei luoghi di origine dei docenti del Sud che con la Buona Scuola hanno ottenuto il ruolo nelle province del Nord”. Per Anief, il Miur doveva prendere in mano la situazione: secondo il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, visto che l’errore dell’amministrazione è stato evidente, “giunti a questo punto deve intervenire il Ministro Marco Bussetti chiedendo in Parlamento una modifica della norma che preveda un nuovo trasferimento straordinario su tutto l’organico dell’autonomia a partire dal prossimo anno scolastico”. “Ancora di più – continua il sindacalista autonomo – perché ci troviamo in presenza di un alto numero di posti vacanti e disponibili, che coincide pure con l’abolizione degli ambiti territoriali. Come Anief, lo chiediamo a gran voce ad un’amministrazione che non può continuare a comportarsi in modo pilatesco. Quando si comprendono gli errori da parte anche di altri che ti hanno preceduto non basta ammetterli, ma bisogna assolutamente trovare soluzioni adeguate”, richiama il presidente Marcello Pacifico, il quale invita anche l’amministrazione scolastica a “predisporre dei corsi abilitanti per il personale di ruolo presso gli ex provveditorati per agevolare i passaggi di ruolo secondo le quote annualmente previste nell’ultimo contratto sulla mobilità”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Il Ministro Bussetti conferma gli organici dell’anno scorso

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Mentre prosegue l’operazione verità dell’Anief nelle scuole, grazie all’azione delle Rsu, al Miur forniscono un’informativa ai sindacati dove si conferma la fictio sugli organici, specie quelli in deroga di sostegno. L’ufficio legale del giovane sindacato è già sul piede di guerra perché non sono state rilevate le effettive esigenze. Marcello Pacifico (Anief): Ecco perché i precari continuano a ricorrere al giudice del lavoro per chiedere i risarcimenti dovuti all’abuso dei contratti a termine. Continua la farsa sugli organici della scuola: lo ha fatto sapere il Miur ai sindacati, confermando anche per il prossimo anno scolastico i 48.812 posti di “potenziamento”, introdotti con la riforma Buona Scuola voluta dal Pd, ma soprattutto i 50 mila posti in deroga su sostegno che costringeranno gli uffici scolastici ad assegnarli ai supplenti, dopo non averli considerati utili nemmeno per i trasferimenti. L’organico fermo non si comprende, inoltre, se pensiamo che lo stesso Ministero ha assicurato che da settembre ci saranno 2.000 posti in più per il tempo pieno, voluti dal governo come inizio di un’inversione di tendenza, a cui si aggiungono altri 1.169 posti per l’introduzione della riforma nel II anno dei nuovi Istituti Professionali, che ha portato una maggiorazione delle attività scolastiche laboratoriali, più 400 posti di Strumento musicale, a seguito dei nuovi quadri orari con all’interno la reintroduzione dell’ora di strumento cancellata inopinatamente dal Miur e fatta ripristinare grazie all’azione in tribunale dei legali Anief. In attesa dei dettagli che il Miur fornirà con la circolare annuale sugli organici, di prossima pubblicazione, come riferisce oggi Orizzonte Scuola, Anief ricorda che sono passati quattro anni dalla riforma della “Buona Scuola” che ai sensi del comma 68 della Legge 107/2015 istituiva l’organico dell’autonomia, nel quale far confluire i posti comuni, i posti per il sostegno e i posti per il potenziamento dell’offerta formativa, di cui all’art. 1, comma 63, L. 107/2015. E molti di quei posti continuano ad essere utilizzati in modo errato; infatti, il sindacato continua a raccogliere lamentele, incentrate sul fatto che le attività di potenziamento previste dal Ptof sono state messe da parte a vantaggio delle supplenze e di attività non previste dalla legge, come la partecipazione alterna ai consigli di classe o interclasse e gli scrutini.
Il problema delle cattedre non collocate come dovrebbero è tuttavia ampio. Ci sono moltissimi posti in organico di fatto, forzatamente tenuti in quella nicchia anche se poi si tratta di posti vacanti a tutti gli effetti, quindi da collocare in organico di diritto. C’è poi il vulnus delle 50 mila cattedre su sostegno, che attraverso la Legge 128 del 2013 continuano a rimanere tali, non considerati utili né per le immissioni in ruolo né per la mobilità, continuando a determinare il “balletto” dei docenti che fanno didattica speciale e che ogni anno, anche più volte l’anno, sono costretti a cambiare scuola, andando a determinare seri problemi alla continuità didattica e al diritto allo studio degli alunni con disabilità certificata. È questo il quadro desolante che il Ministero dell’Istruzione ha appena annunciato di confermare anche per il prossimo anno scolastico, mentre l’ufficio legale dell’Anief ribadisce di andare avanti con le impugnazioni in tribunale, proprio perché alla base delle scelte dell’amministrazione continuano a non essere rilevate le effettive esigenze di assegnazione degli organici. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i precari fanno bene a ricorrere al giudice del lavoro per chiedere i risarcimenti dovuti all’abuso dei contratti a termine: non è giusto soccombere a delle logiche che continuano solo ad assecondare i bisogni di fare cassa dal Miur. Mentre i diritti dei lavoratori con meno certezze, quali sono appunto i precari, continuano ad essere sistematicamente calpestati”. Anief conferma, quindi, la volontà di fare ricorso al giudice del lavoro per ottenere il risarcimento a seguito di illecita reiterazione dei contratti a termine durante il periodo di precariato: il ricorso è rivolto a docenti e Ata precari e di ruolo che hanno svolto da precari almeno 36 mesi di servizio in scuola statale su posto vacante e disponibile. Possono aderire docenti e Ata di ruolo che abbiano prestato, da precari, almeno 36 mesi di servizio su posto vacante e disponibile in scuola statale. Possono aderire anche docenti e Ata delle province di Trento, Bolzano e Aosta. Per gli iscritti al sindacato il ricorso è gratuito.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Unistem Day: giornata europea dedicata alla cultura scientifica e alle cellule staminali

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Parma venerdì 15 marzo, a partire dalle 8.30, all’Auditorium del Plesso Polifunzionale del Campus Scienze e Tecnologie dell’Ateneo (Parco Area delle Scienze), ed è rivolto agli studenti delle scuole superiori. La giornata, coordinata da Franco Bernini del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco e da Federico Quaini del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, sarà aperta dai saluti del Rettore Paolo Andrei e dall’introduzione di Marco Vitale del Dipartimento di Medicina e Chirurgia. A seguire gli interventi di alcuni docenti dell’Università di Parma e di alcuni ospiti che presenteranno i temi più attuali e affascinanti riguardanti le cellule staminali, le realtà e le promesse della medicina rigenerativa e altri aspetti attuali della ricerca biomedica quali i vaccini e la nutrizione.É inoltre prevista una sessione pomeridiana durante la quale gruppi di studenti, su prenotazione, potranno visitare alcuni Laboratori dell’Ateneo e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria dove si svolgono attività di ricerca sull’argomento della giornata.
UniStem Day coinvolge 50 università e Istituti di ricerca in Italia e oltre 35 sedi universitarie in Austria, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Polonia e Svezia.
L’evento è un’occasione per l’apprendimento, la scoperta e il confronto nell’ambito della ricerca scientifica: UniStem infatti vuole promuovere la curiosità e l’approfondimento anche trattando esperienze collegate alle aspettative culturali legate alla ricerca, all’essere scienziato giorno dopo giorno e ai meccanismi di formazione e consolidamento della conoscenza.L’iniziatrice di questo evento è la senatrice a vita Elena Cattaneo, scienziata di fama internazionale nel campo delle cellule staminali. Il suo coinvolgimento dimostra come sia necessario sensibilizzare i giovani sul tema delle cellule staminali e della ricerca scientifica in generale, troppo spesso gestita in modo miracolistico o detrattivo dai mezzi di comunicazione e dallo stesso mondo scientifico.Per il programma completo e per altre informazioni è possibile consultare la pagina web https://www.unipr.it/node/24282

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Abolire i prefetti? Un caso: Firenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Il Prefetto, importante istituzione del Governo per il controllo del territorio. Donne e uomini d’ordine chiamati a coordinare e promuovere la presenza dello Stato lì dove le singole amministrazioni locali, per statuto, sembra che non siano sufficienti. La storia del nostro Pese ci ha regalato miti, leggende e realtà (il prefetto di ferro, per esempio) di questa istituzione. Una presenza connaturata, organica, funzionale, armonizzata per difendere i nostri diritti di cittadini. Ma siamo sicuri? Nel 2019, con le città metropolitane, quindi col super-Sindaco che è anche responsabile dell’ordine pubblico, che il prefetto sia una figura necessaria? Certo, ci sono gli uffici delle prefetture che svolgono una serie di servizi al cittadino, con impiegati, strutture, ordinamenti, etc… ma siamo sicuri che, come è stato per le funzioni delle province quando sono state “abolite” e sono passate alle regioni, che queste funzioni non potrebbero essere svolte
altrimenti? E la figura del Prefetto che coordina, siamo sicuri che non sia un orpello, un doppione, un surplus visto che la stessa autorevole funzione potrebbe essere svolta, oltre al Sindaco metropolitano (lì dove le città metropolitane esistono), da svariate altre figure già a servizio dello Stato e della Pubblica amministrazione?
Domande a cui, alcuni fa, anche col supporto di partiti oggi al governo e all’epoca all’opposizione, si cercava di rispondere con l’abolizione. Ma poi, siccome è noto che l’esercizio del potere di governo tutto appiana anche nei cervelli, la proposta di questa abolizione è rimasta pura accademia appannaggio dei soliti (come noi) razionalizzatori dell’esercizio dei poteri democratici.
Prendiamo il caso di un Prefetto, quello di Firenze, che da pochi mesi svolge il suo servizio nella provincia gigliata e che, per le sue capacità professionali, per le sue esperienze e per il fatto di essere donna, riesce ad “attenzionare” i media. Una funzionaria dello Stato che sicuramente svolge il suo servizio… ma il problema è “quale servizio”? Controllo del territorio, in primis, contro la degenerazione di problemi come delinquenza, droghe illegali, corruzione, mafie, etc… che – non ce ne voglia – nonostante tutto il suo valido impegno, non risolverà mai. La sua – da prefetto – è una funzione di coordinamento di repressione e prevenzione ma, viste le voragini legislative in materia, ci sono cose, come per esempio le droghe illegali, che anche se moltiplichi per cento le operazioni di sequestro e arresto di tutti gli annessi e connessi del bosco e sottobosco delinquenziali che ruota intorno a questo mercato illegale, il problema rimane lì; il nostro Prefetto dice di voler agire anche sulla domanda di droghe oltre che sull’offerta ma – sempre non ce ne voglia – crede proprio che quello che da più di un secolo fanno le istituzioni di ogni livello abbia portato a dei risultati… che non siano l’aumento di domanda e offerta? Il desiderio del nostro Prefetto sono parole al vento, perché la domanda di droga, come quella di credito (da cui l’usura) o le si combattono alla radice (legalizzazione e accesso al credito) levandoli dalle mani delle delinquenze organizzate, o continuano ad essere un alibi parlandosi addosso. E tutto questo il Prefetto lo deve fare avendo a che fare con un numero svariato di corpi con funzioni di polizia, caratteristica del nostro Paese: si pensi, solo a Polizia e Carabinieri; si pensi alla Guardia di Finanza, che non si capisce perché non dovrebbero essere solo civili…
Insomma una funzione – quella del Prefetto, di Firenze e non solo – di coordinamento del difficile e dell’irrazionale, in un ambito di impossibile venato di inutilità, con conseguente dispendio di energie umane ed economiche… che ipotizzarne altri usi ci sembra buon senso.
Ma la nostra comunità civica si nutre di queste cose. La sensazione di insicurezza dei cittadini (sempre più alta della realtà, grazie anche a demagoghi che ci marciano per trarne i propri utili) trova risposte in provvedimenti di sicurezza che non sembrano e non sono mai sufficienti. E’ il famoso gatto che si morde la coda. Dove il Prefetto, invece di aiutare a star meglio, fa la sua parte in una giostra di massacro civile ed economico.
Abolire i Prefetti non è una cosa campata in aria. Sarebbe uno dei punti di semplificazione, razionalizzazione e utilità svolta a favore di cittadini, comunità e amministrazioni che ne sarebbero più direttamente coinvolti. Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Robert Seethaler: Il campo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Al tramonto, un uomo anziano si alza dalla panchina sotto la betulla dove è rimasto seduto tutto il giorno e lascia il cimitero in cui trascorre le sue giornate. È la parte più vecchia del camposanto, lo chiamano tutti solo «il campo» e non ci va quasi più nessuno: poco tempo fa c’era stata l’ultima sepoltura, ma lui si ricorda del funerale di tanti anni prima, quello di Gregorina Stavac, la fiorista dalle belle mani con la quale aveva scambiato solo poche parole ma a cui si sentiva profondamente unito e per questo quel pomeriggio di tarda estate al funerale aveva pianto. Gli pare di sentire i morti parlare: non coglie che qualche parola e si chiede cosa si dicano. Polemizzeranno sulla vita, ora che sono in grado di giudicarla sotto tutti i suoi aspetti, o ricorderanno, con nostalgia, il passato? Discuteranno della morte, di cosa voglia dire trapassare, o continueranno a lamentarsi come facevano da vivi, a parlare di sciocchezze, di inezie, dei loro malanni?
Ventinove personaggi che popolano queste pagine e mettono in scena, ora e per sempre, il grande teatro della vita e della morte, formando un diorama insuperabile di sentimenti, vizi e passioni. Dalla penna di uno dei più raffinati autori contemporanei tedeschi la nuova Antologia di Spoon River. Robert Seethaler è nato a Vienna nel 1966. Autore e sceneggiatore, nel 2007 il suo romanzo d’esordio è stato premiato con il prestigioso premio del Buddenbrookhaus. Traduzione di Riccardo Cravero Euro 17,00 240 pagine Neri Pozza Editore

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Herman Koch: La scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Il protagonista è un ragazzo cresciuto in un quartiere benestante di Amsterdam, popolato da una borghesia conformista con velleità artistiche e con una certa disposizione a finire in analisi. Frequenta la costosissima scuola di quartiere dove vengono formati, con metodi educativi alternativi, i rampolli di questa classe rampante a un passo dal crollo nervoso: il Liceo Maria Montanelli. A questo proposito l’autore si ispira al metodo Montessori – effettivamente assai diffuso in Olanda – evidenziando lo scarto fra le intenzioni originarie – inclusive e socialmente encomiabili – e gli esiti moderni, grotteschi, quando non distopici. Il libro affianca il tono sarcastico tipico di Koch, in questa sua prima prova affidato al giovane io narrante, alle note del thriller, che covano sul fondo della trama e accompagnano il lettore verso quella che è a tutti gli effetti «la cronaca di una morte annunciata».
Come in molti libri di Koch, anche qui troviamo, accanto a una morale nera e ridanciana, l’idealismo infranto dalla violenza gratuita della vita. Herman Koch (1953) è uno dei più importanti scrittori olandesi contemporanei. Traduzione di Stefano Musili Euro 15,00 144 pagine Neri Pozza Editore.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »