Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

I corsi di specializzazione per docenti di sostegno continuano a far discutere

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Dopo la pubblicazione del Decreto n. 92/2019 e la successiva incomprensibile decisione, avallata tacitamente dal Miur, di distribuire 14.224 posti con modalità random, senza rispettare minimamente i fabbisogni territoriali legati alle disponibilità di cattedre libere e alla mancanza di candidati, costringendo il sindacato a ricorrere in tribunale, in questi giorni stiamo assistendo alla pubblicazione dei bandi, da parte degli atenei autorizzati, che confermano i costi proibitivi richiesti ai partecipanti. Ad ogni corsista si chiedono almeno 120 euro per tentare l’accesso e fino a 3.800 euro (a Napoli) per frequentare i corsi. Marcello Pacifico (Anief): C’è un’esigenza di carattere nazionale e sociale, non possono le università decidere autonomamente se e come allestire i corsi oppure trasformare questa formazione in introiti economici per compensare quelli mancati. Lavandosene le mani, non imponendo alcuna regola, il Miur è venuto meno al suo ruolo di garante e di gestore centrale della macchina organizzativa scolastica. Il business su docenti che intendono specializzarsi sul sostegno agli alunni disabili è ripreso con più vigore del passato. Stavolta, tra gli atenei che più si caratterizzano per le richieste esose primeggiano quelle del Sud: il record è dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli che ha deciso di chiedere ai frequentanti del corso specializzante in didattica speciale ben 3.800 euro. Non molto meno (3.700 euro) chiedono le università di Catania, Messina e Palermo. Ma il business non finisce qui: gli atenei, infatti, hanno deciso di fare cassa anche sfruttando al massimo i test preselettivi. È notizia di oggi, pubblica dalla rivista specializzata Orizzonte Scuola, che ogni aspirante al sostegno per tentare l’accesso al corso specializzante di Urbino dovrà avere prima versato all’università umbra la bellezza di 200 euro. E comunque, anche negli altri atenei non si andrà al di sotto dei 120 euro a candidato. Assicurando alle loro amministrazioni economiche, in questo modo, cifre non indifferenti, anche nell’ordine dei milioni di euro.

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