Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Scuola– Stipendi: in Italia persi mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Negli anni trenta, un maestro guadagnava il triplo di un operaio, la metà di un senatore. Oggi, lo stipendio base di un professore è più basso di un dipendente del settore privato, dieci volte inferiore a quello di un deputato. Ecco le ragioni della perdita di un prestigio sociale che deve essere recuperato. Pacifico: Il Governo provveda subito stanziando gli 8 miliardi di risparmi di spesa realizzati sulla scuola per il rinnovo del contratto, come prevede la legge, così da cominciare a invertire la rotta. I numeri, desolanti, sono stati pubblicati in queste ore con il rapporto della Fondazione Di Vittorio, think tank, che ha messo a confronto le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti italiani con quelle del passato, paragonandole agli altri grandi Paesi europei: è tutto dire che in Germania, nello stesso periodo, la media d’incremento è positiva, pari a 3.825 euro. Marcello Pacifico (Anief): Oltre tre milioni di dipendenti pubblici non possono attendere un altro anno per vedere in busta paga un aumento degno di questo nome. Se, davvero, vuole essere quello attuale il Governo del Cambiamento, il Ministro Bongiorno convochi il tavolo per segnale l’accordo quadro, certificare la nuova rappresentatività, e stanzi il 30% dei risparmi di spesa sulla scuola previsto dalla legge 133/08 (circa 8 miliardi) per rinnovare il contratto a un milione di insegnanti. Noi come Anief siamo pronti a firmare a queste condizioni subito. Mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni: è la perdita degli stipendi dei lavoratori italiani per effetto del blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio per più di 3 milioni di dipendenti pubblici, cifra che fa ancora più rabbia quando si scopre che nello stesso periodo in Germania e Francia gli stipendi medi già più alti sono invece ulteriormente saliti. E a nulla giova fare paragoni con il passato quanto al tempo del ventennio un maestro guadagnava dalle 9 alle 14 mila lire, rispetto alle 4 mila di un operaio e alle 24 mila di un senatore. Oggi un insegnante neo-assunto nella scuola media prende 1.250 euro a fronte di un salario di 1.650 di un operaio specializzato e di uno stipendio onnicomprensivo di indennità e rimborsi dieci volte tanto di un onorevole. Per questo, i docenti italiani ritengono di aver perso prestigio sociale dal dopoguerra ad oggi. Entrando nel dettaglio, scrive La Repubblica sul rapporto nazionale, nella nostra Penisola dal 2001 al 2017 c’è stata una sostanziale “stazionarietà” dei salari, mentre dal 2010 al 2017 si è verificata una perdita di 1.059 euro, circa il 3,5 per cento. Basta dire che se nel 2010 la retribuzione media in Italia era di 30.272 euro nel 2017 è scesa a quota 29.214. Così, possiamo comprare 1.000 euro di beni e servizi in meno.In Germania e in Francia le cose sono andate ben diversamene. Il lavoratore dipendente tedesco nel 2010 godeva già in media di una retribuzione lorda più alta di quello italiano, collocandosi a quota 35.621 e nel 2017 è salito di ben 3.825 euro quota 39.446 euro. Anche il lavoratore francese nel 2010 guadagnava di più del nostro – era a quota 35.724 – e nel 2017 porta a casa il 5,3 per cento in più collocandosi a 37.622 euro.Ma perché questo gap? A parte la presenza dei cosiddetti contratti “pirata” che tengono i salari sotto al minino, l’analisi della Fondazione Di Vittorio ha puntato l’indice soprattutto sul part time e i lavori discontinui, che la metodologia Ocse include nella rilevazione sommandoli e riconducendoli “virtualmente” a prestazioni full time. Inoltre, scende la quota di dirigenti e di professioni tecniche: nell’ultimo ventennio, le alte qualifiche si sono ridotte di 7 punti percentuali, mentre sono aumentate di 2 punti percentuali le professioni di livello più basso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: