Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 17 marzo 2019

I docenti scrivono ai media: “Buco dell’ozono, concetto superato”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Giuditta Iantaffi e Ilaria Romano, coordinatrici nazionali della Rete Docenti Giornalisti Nell’Erba e delegate Formazione & Educazione, scrivono una lettera aperta ai media italiani a proposito di video e articoli apparsi a seguito del ClimateStrike del 15 marzo. Ecco il testo. ‘In qualità di insegnanti ringraziamo sentitamente il Messaggero e gli altri media che hanno ripreso il suo video, per aver messo in evidenza i nostri giovani, i nostri alunni, nel modo peggiore. Ieri ragazzi di ogni età hanno protestato in massa in tutto il mondo per richiamare l’attenzione sul problema dei cambiamenti climatici e per chiedere semplicemente di poter avere un futuro. Sono riusciti finalmente, dopo anni di indottrinamento e di annebbiamento da media, a dissentire, a protestare, a porsi domande, a mettere in discussione le autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Sono stati, come disse Bertrand Russel, il peso che inclina il piano. E forse questo piano lo hanno inclinato veramente, Greta e questi ragazzi: hanno fatto esplodere una verità, che tutti conosciamo, ma che nessuno vuole riconoscere.
Sono stati accusati di essere comunisti, ‘sempre i soliti’. Perché?
Questi ragazzi non chiedono l’abolizione della proprietà privata, chiedono solo un’economia sostenibile dove ogni azienda metta in moto un circolo virtuoso per un minore impatto ambientale, dove la finanza investa nel futuro e non nel fossile.
Sono stati accusati di essere ignoranti. Perché?
Perché i nati dal 1999 in poi non sanno la definizione scientifica del buco dell’ozono, uno dei pochi problemi affrontati e praticamente risolti con il Protocollo di Montreal firmato nel 1987 ed entrato in vigore nel 1989? E poi siamo sicuri che quei pochi ragazzi scelti dal Messaggero siano la reale fotografia dei giovani che erano ieri nelle piazze? Siamo sicuri che siano gli sciocchi ‘radical chic buonisti’ descritti da Il Tempo? Poco importa che Il Messaggero abbia in un primo tempo rimosso il video (era un tale scempio della parola stessa ‘giornalismo’ che forse in redazione qualcuno ci aveva ripensato? No, ecco che è ricomparso). Quello stesso video è stato ripreso da tantissime testate, c’è chi l’ha riassunto per iscritto, l’hanno cavalcato, l’hanno utilizzato per umiliare i giovani e mortificarli, per attaccarli, per farli tacere e farli ‘tornare al loro smartphone’ da ‘figli di papà’.
Sicuramente se oggi i ragazzi hanno conoscenze su cambiamento climatico e sviluppo sostenibile non lo devono ai media. Noi docenti della Rete gNe (giornalisti Nell’erba) insegniamo da anni e abbiamo sempre fatto lezioni ai nostri alunni sull’attualità provando ad utilizzare anche le maggiori testate giornalistiche. Beh, ci dispiace dirlo, cari signori, ma su questi temi scottanti e fondamentali abbiamo trovato ben poco. Le notizie vere le abbiamo sempre trovate su testate specialistiche che magari hanno poca tiratura, ma grandi competenze. Una domanda la rivolgiamo proprio a voi: quanti erano a seguire le ultime Conferenze mondiali sul clima? Quanti a COP21, COP22, COP23 e a dicembre scorso a COP24? A noi risulta che ad esempio a COP24 solo una testata italiana sia stata presente fino all’ultimo, solo una ha fatto un’analisi precisa – documenti alla mano – dei risultati, del cosiddetto rulebook, ed è giornalistinellerba.it. Ci piacerebbe sbagliarci. Ci farebbe davvero piacere se poteste smentirci. Neppure a scuola se ne parla. Eh sì, perché l’argomento sostenibilità e scienza sul clima sono ancora oggi, nonostante le Nuove Indicazioni del MIUR del 2017 e l’Agenda 2030, argomenti di nicchia, tanto che nelle stesse scuole non è fondamentale o obbligatorio. Per molti docenti viene prima il programma, le verifiche, la storia antica che dovrebbe insegnare a capire l’attualità, se di attualità a scuola si riuscisse a parlare. La scuola stessa ormai, presa da ansia da prestazione, da prove Invalsi, PTOF, RAV e tanta altra burocrazia, non riesce più ad occuparsi dell’alunno come individuo, non riesce più a prendersi cura, come diceva Don Milani, delle giovani menti, non riesce più a fornire una cultura che renda critici e quindi liberi i futuri cittadini. Leonardo, 23 anni, intervistato a Buongiorno Regione Lazio a Rai3, l’ha detto: ‘Si tratta per lo più di autoformazione’.
Siamo sicuri che tutto questo sia solo un caso? Crediamo fermamente nei giovani, sappiamo che possono e potranno fare molto e siamo sicuri che, buco dell’ozono o no, vadano rispettati per quello che hanno fatto e, statene certi, per quello che continueranno a fare.Oltre a quelli intervistati da voi, ci sono tantissimi giovani che da tempo studiano, leggono anche oltre la scuola. Giovani colti e critici che si sono messi in gioco e tra un compito in classe e un’interrogazione sono riusciti ad organizzarsi, scrivere, creare cartelloni, cori e quant’altro per manifestare il 15 marzo. Alcuni hanno dovuto prendere anche delle note scolastiche, ma non hanno vacillato, sono stati fermi, determinati nella loro decisione di partecipare ad una protesta, una battaglia che non possono perdere!
Il potere – soprattutto quello dell’informazione – va esercitato con responsabilità.
A nostro parere l’intervista del Messaggero ai manifestanti del 15 marzo, oltre che tendenziosa, è anche un cattivo esempio di esercizio del potere adulto. Aver mitizzato l’esperienza del ’68 e sbeffeggiare oggi dei giovani che hanno individuato una ragione per cui lottare è un comportamento poco responsabile. Sarebbe forse preferibile una generazione muta e rassegnata di bamboccioni?
Sono stati tanto criticati, ma adesso sembra che questa nuova veste di ‘giovani in rivolta’ abbia scatenato una critica ancora più accanita.Obliterare le lotte altrui non offre un contributo al progresso della comunità nel suo insieme. Specialmente quando, come nel caso del video del Messaggero, chi lotta è ridicolizzato attraverso messa in evidenza di quella porzione di manifestanti (presente in ogni manifestazione) che non è pienamente al corrente delle ragioni della protesta, o magari non le sa articolare.Senza volersi soffermare sul fatto che il ‘buco dell’ozono’ (forse meglio dire ‘nell’ozono’, ma non stiamo a sottilizzare) è l’esempio di un problema in parte risolto, proprio perché anni fa sensibilizzare al problema su scala mondiale ha spinto gli Stati ad adottare misure che ne hanno ridotto le cause, riteniamo che sarebbe stato più utile interrogarsi sul perché alcuni giovani siano poco preparati sui problemi ambientali mentre gli altri ne sono al corrente grazie a un’attività di autoformazione.Forse, per contestualizzare, si sarebbe potuto parlare anche di come alcuni addetti ai lavori non trasmettono informazioni e conoscenze aggiornate, magari perché a un certo punto della vita viene naturale contare sul sapere già acquisito e fa fatica tenere il ritmo dell’apprendimento continuo.Si sarebbe anche potuto parlare dei tanti adulti (e ce ne sono tra i nostri colleghi, sia insegnanti che giornalisti che genitori) che hanno intelligentemente colto l’occasione del 15 marzo per aggiornarsi in materia di cambiamenti climatici, spesso proprio attraverso gli interventi dei giovani che hanno fatto opera di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e in famiglia oltre che nelle piazze.Non di sola protesta si tratta, infatti: lo sciopero per il clima ha anche avuto la funzione di fare informazione e di spingere alla conoscenza e all’approfondimento. È stato, quindi, doppiamente buono.Si sarebbe dovuto parlare dei molti giovani consapevoli e informati e delle preoccupazioni che li spingono a protestare per una causa che non è ‘dei giovani’ ma riguarda tutti; solo che i giovani, che con le conseguenze dei cambiamenti climatici dovranno fare i conti in futuro, oggi non sono abilitati a prendere decisioni per prevenirle.Tutti sprovveduti i giovani non sono. Pensiamo proprio che le risposte per il video siano state selezionati ad hoc per una campagna mediatica distruttiva del movimento dei ragazzi. Greta fa paura, ha confessato a suo modo Rita Pavone. Ecco, appunto: fanno paura, probabilmente. (fonte: Il Refuso – ufficio stampa) (n.r. Siamo drammaticamente indotti a dissacrare quanti ci avvertono sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e il timore, che le nuove generazioni possano farsene carico consapevolmente, è forte perchè va ad insidiare i facili arricchimenti collegati a filo doppio con la sistematica distruzione dell’ecosistema. D’ora in poi vorremmo che non siano solo i giovani a scendere in piazza ma uomini e donne di tutte le età. E’ soprattutto un fatto culturale che coinvolge tutti e ci riempe d’orgoglio sapere che proprio dalla scuola parta questo segnale importante. Agli adulti spetta senza se e ma sostenerlo e rilanciarlo.)

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Parlamento europeo: Riunioni commissioni e gruppi politici

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Bruxelles. Settimana 18 – 24 marzo 2019. Terrorismo online. La Commissione LIBE per le libertà civili voterà una proposta legislativa volta ad obbligare i provider di Internet a rimuovere contenuti di carattere terroristico, o a disabilitarne l’accesso, entro un’ora dalla notifica di un ordine delle autorità competenti. In caso di mancata ottemperanza dell’ordine, la proposta prevede sanzioni fino al 4% del fatturato globale dei provider (giovedì).
Ungheria/Stato di diritto. I deputati della Commissione LIBE per le libertà civili valuteranno la situazione dello stato di diritto in Ungheria in un dibattito con il primo vicepresidente della Commissione Frans Timmermans e con la presidenza rumena. In questo quadro verranno analizzati i progressi compiuti dal Consiglio nell’esaminare la richiesta del Parlamento di stabilire, in conformità con l’articolo 7 del Trattato, se l’Ungheria rischi di violare o meno i valori fondanti dell’UE. (Giovedi).
Migrazione/ONG nel Mediterraneo. Le ONG finaliste del Premio Sakharov 2018, impegnate in operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo che ora vengono impedite, discuteranno l’argomento con i deputati della Commissione LIBE per le libertà civili e della Commissione AFET per affari esteri e della sottocommissione DROI sui diritti umani (lunedì).
Conferenza “OCEANS-Il futuro del pianeta blu”. L’evento, ospitato dal Presidente Antonio Tajani, riunirà politici ed esperti chiamati ad affrontare il tema del futuro degli oceani. Tra i panel, dibattiti sulla governance globale degli oceani, sull’economia blu sostenibile e sui mari ed oceani sani e puliti (martedì).
Preparativi della plenaria. I gruppi politici si prepareranno per la sessione plenaria del 25-28 marzo. A Strasburgo i deputati voteranno la nuova normativa UE sul copyright, quella sulle materie plastiche monouso, sulla qualità dell’acqua potabile e sulle emissioni di CO2 per le autovetture nuove. In agenda anche le norme sul mercato interno dell’elettricità, quelle sulla pubblicazione dei tempi di guida e di riposo dei conducenti e il voto sull’eliminazione del cambio orario tra l’estate e l’inverno. Il Parlamento voterà anche le raccomandazioni finali della Commissione speciale sui reati finanziari, l’evasione e l’elusione fiscale (TAX3).
Agenda del Presidente. Mercoledì il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani terrà un discorso alla Creative Week 2019 e il discorso di apertura all’evento World Down Syndrome Day 2019. Giovedì il Presidente Tajani parteciperà al Consiglio europeo a Bruxelles (conferenza stampa a seguire).
Briefing stampa pre-sessione. Il servizio stampa del Parlamento europeo terrà una conferenza stampa con i portavoce dei gruppi politici alle 11.00 di venerdì (sala Anna Politkovskaya, Bruxelles).

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“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Sono trascorsi 20 anni dall’approvazione della Legge 68/1999 grazie alla quale il nostro Paese si dotava di uno strumento normativo volto a superare una visione esclusivamente assistenziale delle persone con disabilità e a porre le basi per una loro piena inclusione sociale. Oltre a fissare per i datori di lavoro, pubblici e privati, quote di assunzioni di lavoratori disabili e stabilire agevolazioni fiscali e contributive per le aziende virtuose, la legge 68/1999 prevedeva una serie di servizi di sostegno e di collocamento mirato per facilitarne l’attuazione.A vent’anni di distanza permangono non pochi ostacoli per la sua piena attuazione: il tasso di occupazione delle persone con disabilità è sempre rimasto di gran lunga inferiore rispetto allo standard dei lavoratori senza disabilità. Inoltre una delle principali riforme introdotte da quella legge, la formazione professionale, non si è rilevata strumento adeguato: in numerosi casi, infatti corsi, tirocini e stage, spesso, non hanno portato a uno sbocco lavorativo, avendo avuto il solo effetto di un avvicinamento al mondo del lavoro. In questo panorama, ricordando che la Legge 68/1999 è una vera e propria conquista di civiltà e rappresenta una legislazione avanzata a livello europeo, l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio dimostra che è possibile realizzarla in modo compiuto. E’ il caso della “Trattoria degli Amici”, un ristorante nel cuore di Trastevere, che offre impiego stabile a 12 lavoratori con disabilità e, nel corso di 20 anni di attività, ha formato decine di professionisti della ristorazione (camerieri, aiuto-cuochi, sommelier) ora impiegati in diversi locali della Capitale e sostenuto, con la sua esperienza, iniziative analoghe in diverse città d’Italia. Un’iniziativa che dimostra come sia possibile valorizzare le persone con disabilità nelle loro capacità, anche professionali, in modo che possano contribuire con il proprio lavoro al benessere comune e creare una società davvero inclusiva.

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Firenze. Un inedito gioco da tavolo e un nuovo progetto educativo nella scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Primaria per far conoscere, in modo ludico e divertente, i pericoli della contraffazione anche ai bambini. Quello che parte domani in via sperimentale in tre classi della scuola Vittorio Veneto di Firenze e che il prossimo anno scolastico sarà esteso agli istituti dell’area metropolitana che ne faranno richiesta, è l’unico progetto in Italia per sensibilizzare, giocando, gli studenti della scuola primaria sui rischi di utilizzare oggetti contraffatti. A presentarlo, di fronte a una cinquantina di bambini, sono stati la vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachi, il presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi, il presidente del Comitato lotta alla contraffazione Franco Baccani e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Centro storico Pestalozzi Carla Busconi.
In ogni classe ci saranno due incontri: nel primo si spiegherà, semplicemente e attraverso attività di gruppo, che cos’è la contraffazione, il secondo incontro servirà per far familiarizzare i bambini con il gioco SCaccia il falso, in vista delle Olimpiadi dell’anticontraffazione che si svolgeranno la mattina del 17 aprile in Camera di Commercio di Firenze. Alle Olimpiadi i bambini della primaria giocheranno tutti insieme a SCaccia il falso: arbitri saranno studenti delle scuole superiori che a loro volta parteciperanno a un contest presentato da Lorenzo Baglioni dove saranno votati i migliori video realizzati durante l’anno scolastico per sensibilizzare sugli oggetti contraffatti.
Ma come si gioca a SCaccia il falso? Realizzato da Camera di Commercio di Firenze insieme alla Giochi Briosi di Firenze, l’obiettivo, abbinando delle carte, è aprire un negozio con alcuni prodotti, che possono essere contraffatti, di scarsa qualità o di pregio. La mascotte Sherl’Occhio vigila sulle carte e può costringere a penitenze o sequestrare la merce contraffatta. Il gioco, adatto a bambini sopra gli otto anni, può coinvolgere dai tre ai sei giocatori e ogni match dura da 25 a 35 minuti; per dodici mesi non sarà in vendita, ma donato alle classi che parteciperanno al progetto; nel 2020 inizierà a essere distribuito nei negozi di giocattoli.Giocare insieme per dire no ai falsi

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Primo laboratorio didattico creativo per bambini: “Crea la tua cartolina in galleria”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Bologna. Giovedì 21 marzo 2019, dalle ore 16,30 alla Galleria SPAZIO TESTONI in Via D’Azeglio 50 a Bologna si svolgerà il primo laboratorio didattico creativo dedicato ai bambini ed aperto anche alle loro famiglie, in collaborazione con HISTORIA – Valorizzazione dei Beni Culturali, un gruppo di giovani laureati e laureandi in diverse discipline umanistiche e storici dell’arte. “Crea la tua cartolina in galleria”: ogni bambino, scegliendo l’opera che preferisce tra quelle presenti in esposizione per la mostra in corso “SOLO L’orMa”, potrà disegnarla sul fronte di un cartoncino appositamente ritagliato delle dimensioni standard di una cartolina postale (cm. 10,5×15). Le cartoline resteranno ai giovani artisti e così poi, se lo vorranno, potranno spedirle ai loro amici o alle persone care a cui desiderano dedicare il loro originale lavoro.
– Il laboratorio è aperto ai bambini dai 5 ai 10 anni ed alle loro famiglie per un numero massimo di 10 bambini;
– La durata del laboratorio sarà di circa 90 minuti;
– Il costo è di 6 (sei) Euro a bambino partecipante (Euro 5 ciascuno nel caso di due fratellini partecipanti), per la copertura del costo dei materiali messi a disposizione dagli operatori di HISTORIA che assisteranno i bambini durante il laboratorio;
– La presenza di almeno un adulto accompagnatore per ogni bambino è obbligatoria;
Prenotazione (obbligatoria) In caso di un elevato numero di richieste, si potrà replicare il laboratorioanche giovedì 28 marzo, sempre dalle ore 16,30
Historia – Valorizzazione dei Beni Culturali nasce a Ferrara nel 1999 ed è costituita da laureati, laureandi e specializzati di diversa formazione: preistorici, protostorici, archeologi di area classica, oltreché da storici dell’arte.

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Cremona: “Plauso a forze ordine, la mafia si può vincere”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

I finanzieri del Comando Provinciale della di Cremona hanno confiscato beni mobili e immobili a esponenti di una cosca della ‘ndrangheta per un valore di circa 40 milioni di euro.Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Voglio complimentarmi con le forze dell’ordine per la brillante operazione che restituirà alla collettività 40 milioni di euro. È la dimostrazione che in Lombardia e a Cremona lo Stato è più forte delle mafie e che non dobbiamo mai abbassare la guardia. Il monitoraggio e il controllo del territorio siano costanti e capillari e il Ministero dell’Interno garantisca risorse e mezzi per il contrasto della criminalità organizzata.Solo ieri in Regione Lombardia è stato presentato il secondo “Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia”. Questo lavoro costituirà nei mesi a venire un prezioso strumento per valutare elementi d’intervento e azioni pratiche di contrasto istituzionale. La situazione è molto grave, non c’è territorio in Lombardia che si possa definire immune dalla presenza mafiosa e i sequestri di oggi a Cremona ne sono la dimostrazione. La mafia sottrae risorse all’economia legale e ai lombardi e va combattuta con tutte le forze. I cittadini devono denunciare e le istituzioni intervenire con maggior fermezza. La mafia si può vincere”.

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Legambiente sui crolli di alberi a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

“Ogni soffio di vento fa crollare rami in tutta Roma, i tagli del comune, oltre a essere una follia in ambientali, sono una strage anche inefficace”Anche in queste ore, all’aumento del vento sono venuti giù in tutta Roma rami e alberi interi ad aggiungersi alle migliaia già crollati nei mesi scorsi, tutto ciò, per Legambiente, dimostra la completa inefficacia delle misure messe in campo dall’amministrazione comunale, fatte di soli abbattimenti continui del verde.”La strage di alberi messa in campo dall’amministrazione comunale, oltre a essere una vera follia in termini ambientali, è completamente inefficace per la sicurezza pubblica, a ogni soffio di vento infatti, continuano a crollare rami in tutta la capitale – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. In ogni quadrante cittadino sono stati abbattuti migliaia di grandi alberi ritenuti pericolosi, spogliando Roma delle sue arterie verdi e cambiando l’orizzonte in troppi quartieri dove, adesso, rimane asfalto, cemento, rami ammucchiati e tronchi mozzati; è evidente che a tutto ciò non è corrisposto alcun miglioramento in termini di sicurezza anzi, ogni albero in meno rende la città meno pronta ai mutamenti climatici scatenati dalle emissioni di gas climalteranti. Gli alberi non vanno abbattuti ma piantati, e quando sono alla fine del ciclo vitale o in condizioni di pericolo per la collettività, devono essere sostituiti con alberi grandi, più idonei e resistenti alla violenza del clima. Oggi a Roma ci sono migliaia di alberi abbattuti sulle strade sotto il vessillo della sicurezza, migliaia crollati per la violenza del vento o delle piogge, nessun progetto di reale riforestazione a bordo strade, troppo ossigeno in meno e meno difese contro il caldo estremo che tornerà: l’immenso patrimonio del verde stradale della capitale va gestito bene, assistiamo invece a una mattanza”.

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Burkina Faso: la perdurante situazione di insicurezza ostacola gli aiuti umanitari

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime viva apprensione per la perdurante situazione di insicurezza, specialmente nella regione settentrionale del Burkina Faso, che colpisce i civili, fra i quali sfollati interni e rifugiati.Dal 2015, il Burkina Faso è teatro di una crescente situazione di insicurezza, segnata da una serie di attacchi di inaudita gravità nella capitale Ouagadougou e dal moltiplicarsi delle rivolte nelle regioni settentrionali e orientali del Paese.Nonostante le misure di sicurezza e il dispiegamento di forze militari, alcune parti del Paese hanno assistito a un incremento vertiginoso delle violenze a partire dal 2018. Tali violenze, che sempre più prendono di mira anche gli operatori umanitari, riducono la capacità della comunità internazionale di assicurare assistenza cruciale nelle aree colpite. In seguito agli incidenti più recenti, vi sono ora oltre 115.000 sfollati interni, mentre più di 11.000 persone sono state costrette a fuggire dal Burkina Faso per cercare rifugio nei Paesi confinanti. Le violenze hanno inoltre seriamente ostacolato l’accesso della popolazione sfollata nel Burkina Faso agli aiuti umanitari.L’UNHCR teme che altri civili possano divenire vittime di ulteriori violenze e, insieme ad altri partner umanitari, chiede che siano assicurati la loro sicurezza e il rispetto della neutralità degli operatori umanitari, al fine di poter assistere ininterrottamente quanti necessitano di protezione.Oltre il 90 per cento degli sfollati interni sono accolti da comunità locali. Circa il 70 per cento si trova nella regione del Sahel, di cui il 30 per cento nella sola città di Djibo. L’UNHCR è presente con due uffici nel Sahel, uno a Djibo e l’altro a Dori.Il Burkina Faso attualmente accoglie circa 25.000 rifugiati provenienti dal Mali, anch’essi colpiti dal conflitto. Le violenze hanno limitato le nostre possibilità di accesso a migliaia di rifugiati insediati fuori dai campi nelle province di Soum e Oudalan nella regione del Sahel, in prossimità del confine con il Mali. L’UNHCR esorta i rifugiati presenti in queste aree a spostarsi verso campi in cui l’Agenzia e i partner potranno assicurare loro protezione e l’accesso ai servizi sociali di base. Tuttavia, è necessario raccogliere ulteriori fondi. Nel 2018, solo il 26 per cento dei 27,3 milioni di dollari USA necessari per il Burkina Faso è stato finanziato.
8.500 dei 10.000 burkinabé fuggiti in Mali vivono ora a Gossi, Timbuktu, N’Tilit e Gao, aree anch’esse segnate da instabilità. Si ritiene che solo quest’anno circa 3.000 rifugiati siano fuggiti in Mali. L’UNHCR, attualmente, sta registrando e assistendo questi nuovi arrivati.Circa 300 persone, inoltre, si sono recate in Ghana, dopo essere state costrette a fuggire dalla regione settentrionale del Burkina Faso, in seguito al conflitto fra capitribù scoppiato a Zoaga.

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Fallimenti in crescita nella moda e nel Centro-Sud d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Fallimenti ancora in calo nel 2018 per il quarto anno consecutivo, ma a ritmi più blandi in alcuni settori (addirittura in crescita nella moda), e chiusure ai minimi dal 2005 (90.000), benché nell’ultimo trimestre abbiano ripreso ad aumentare le liquidazioni volontarie (37.000, + 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2017), in particolare nell’industria, nei servizi e nel Nord Italia. Si comincia a percepire un’inversione di tendenza, dunque, nelle principali evidenze dell’ultimo Osservatorio sui fallimenti, procedure e chiusure di imprese di Cerved, primario operatore in Italia nella gestione del rischio di credito e nella fornitura di soluzioni commerciali e marketing per le aziende. Un Osservatorio relativo al quarto trimestre 2018 ma che fa il punto sull’intero anno.
Le aziende uscite dal mercato a seguito di una procedura concorsuale o di una liquidazione volontaria nel 2018 sono state 90.000, -1,3% rispetto al 2017 (91.573). Il fallimento invece ha riguardato 11.277 imprese, il 7% in meno rispetto al 2017 e il minimo toccato dopo il picco del 2014 (15.694). Tuttavia, non si può non notare la forte frenata nell’industria (-3% contro il -18,6% registrato l’anno precedente) e nelle costruzioni (-6,2% contro -16,4%), così come il segno positivo ricomparso nelle regioni in cui il calo si è interrotto: + 17% in Umbria, +7,1% in Sardegna, +3,5% in Calabria, + 0% in Sicilia.
Dal punto di vista geografico, nel 2018 i fallimenti continuano a diminuire a ritmi marcati nel Nord-Est (-16% contro il 12,2% del 2017, da 2.266 a 1905), in particolare in Friuli-Venezia Giulia (-19%), Emilia-Romagna (-18,5%), Veneto (-13%) e Trentino Alto Adige (-17,3%). Nel Nord-Ovest invece il calo è in frenata: -2,3%, contro il -12,2% del 2017 (da 3.513 a 3.431): -1,3% in Lombardia, -2,6% in Piemonte, ma -9,9% in Liguria e addirittura -31% in Valle d’Aosta.Rallenta il miglioramento anche nell’Italia Centrale: nel 2018 sono fallite 2.954 aziende, -4% rispetto alle 3.077 del 2017. Le procedure si riducono nel Lazio (-5,5%), in Toscana (-4,4%) e nelle Marche (-8,1%), ma fanno registrare un deciso aumento in Umbria (+17,3%). Nel Mezzogiorno sono fallite 2.937 aziende, in calo dell’8,6% rispetto alle 3.213 del 2017. Gli andamenti risultano però piuttosto eterogenei: in forte miglioramento Campania, Puglia e Molise (rispettivamente -15,3%, -20,3% e -22,9%), calo più contenuto in Basilicata (-2%), tendenze in peggioramento o stabili in Sardegna (+7,1%), Calabria +3,5%) e Sicilia (+0%).Analizzando i settori, si vede che i fallimenti sono diminuiti nel 2018 soprattutto nei servizi (6.099 imprese, -8% sul 2017), in particolare nel comparto della distribuzione (-11,6%) e dell’immobiliare (-12,4%), assai meno nei servizi non finanziari (-2,1%). Significativo anche il -5% nel campo della logistica e dei trasporti. Prosegue il calo dei fallimenti anche nelle costruzioni e nell’industria, ma le tendenze risultano in netta frenata: nell’edilizia si passa dai 2.398 del 2017 a 2.250 (-6,2%, contro il -16,4% del 2017), nell’industria da 1.658 a 1.609 (-3%, contro il -18,6%). Da segnalare invece, nell’industria, il ritorno alla crescita dei fallimenti nel comparto moda (+8,3%) dopo una forte discesa nel 2017 (-27%) e in quello della lavorazione dei metalli (+10,6%, era -26% nel 2017). Nell’ultimo trimestre dell’anno sono fallite 3.029 aziende, -7,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un maggior calo tra le società di persone (-13,8%) e le ditte individuali ( -10%) e meno tra le di società di capitali, dove invece si erano registrate diminuzioni più rapide negli anni precedenti.
La forte riduzione delle procedure non fallimentari ha riguardato tutta la Penisola: dopo l’aumento del 2017 (+7,8% sul 2016), il numero di casi è tornato a diminuire nel Mezzogiorno, passando da 441 a 349 (-21%), una tendenza analoga a quella del Nord Ovest, in cui le procedure si sono ridotte da 470 a 353 (-25%). Nel Centro e nel Nord Est invece i dati indicano un rafforzamento del calo del 2017: rispettivamente -14,7% (da 457 a 390 casi) e -17,9% (347 a 285).
Il numero di ‘vere’ società che chiudono volontariamente risulta in crescita nell’industria, dal minimo del 2017 (3.196) a 3.316 (+5,6%). Nei servizi, in cui si concentrano tre quarti delle liquidazioni volontarie, l’aumento è più contenuto (da 26.516 a 27.194, +2,6%), ma il dato rimane a livelli storicamente elevati. Viceversa, nelle costruzioni continua il calo (4.951 a 4.858, -1,9%). (fonte: Fallimenti, Cerved)

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Christie’s Release: Thinking Italian Milan

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Milan. Dedicated to offering the best of 20th century Italian art, Christie’s annual auction in Milan, now part of the Thinking Italian series aligned with our global Post-War and Contemporary sales, will take place on 3 and 4 of April. Highlighted by Lucio Fontana’s intense pink-red Concetto Spaziale, Attesa (illustrated above left, estimate: €800,000 – 1,200,000), the sale features historical works by major icons such as Gino Severini, Alberto Boccioni, Alberto Burri, Enrico Castellani and Piero Manzoni, through to a group of contemporary works led by Gino De Dominicis. The auction also includes a refined group of two still lifes and one landscape by Giorgio Morandi; a special selection from the series of “lattices” by Piero Dorazio; a collection of iconic 1960s works by Mario Schifano and an important group of paintings which trace the evolution of figurative art in Italy between the 1920s and the 1940s. A selection of highlights from Thinking Italian Milan will tour to the MAXXI Museum in Rome on 15 March, followed by Turin on 20 March, before the full sale exhibition in Milan from 29 March to 2 April 2019. The sale also includes a group of 9 works by post-war artists including Carla Accardi, Giulio Paolini and Piero Dorazio, the proceeds of which will benefit the Water Academy SRD, an international Research Center that seeks to raise awareness of issues relating to water, in line with the values of sustainable and responsible development, in order to promote a New Culture of Water.

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22marzo 2019: Giornata Mondiale dell’Acqua

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

La Penisola fa i conti con le conseguenze anomale del cambiamento climatico in atto: le precipitazioni dimezzate nei mesi invernali, pochissima la neve che ricopre le montagne e l’allarme siccità nel Settentrione dovuto a un febbraio particolarmente asciutto. Basti pensare che il Po e tre grandi laghi del Nord Italia (Maggiore, Como e Iseo) hanno livelli idrometrici al di sotto della media stagionale, simili a quelli che si registrano nei mesi estivi. Due facce della stessa medaglia: da un lato l’emergenza siccità che torna a farsi sentire; dall’altro le alluvioni e le frane che lo scorso autunno hanno interessato numerose regioni italiane.“Da anni, i geologi ribadiscono l’importanza di una logica della prevenzione per anticipare e impedire eventuali fasi emergenziali. La gestione delle risorse idriche, anche di quelle sotterranee, deve, in tempi di abbondanza, preparare le riserve per i repentini e frequenti periodi siccitosi”. Lo dichiara Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi che spiega: “Se in alcune aree può essere ancora possibile pensare al ricorso a bacini superficiali, in molte altre è il sottosuolo che deve fungere da serbatoio, sia sostenendo i diversi fabbisogni con i sistemi acquiferi più idonei in funzione della qualità, sia potendo essere utilizzato come la più naturale delle riserve d’acqua”.Tra le soluzioni più efficaci per la gestione delle risorse idriche, per il segretario del CNG c’è quella di “disporre di metodi per trattenere le acque il più possibile all’interno del territorio, rallentandone il deflusso, mantenendo il deflusso vitale dei fiumi e dei torrenti e favorendo la ricarica delle falde con un positivo effetto di rallentamento dell’abbassamento dei livelli delle falde nei periodi siccitosi”. Un’altra risposta concreta è quella di ridurre il numero di norme, mal coordinate tra loro: “Un riordino del settore che include la definizione di normative, procedure e competenze semplici e chiare comporterebbe un costo effettivo prossimo allo zero” conclude il geologo.
Per il Consiglio Nazionale dei Geologi, è importante agire sulla base di una pianificazione idrogeologica secondo una visione di adattamento ai cambiamenti climatici per scongiurare come ha detto il capo dello Stato “una crisi climatica globale”. L’acqua è un bene prezioso per la salvaguardia del pianeta e delle biodiversità che vi abitano. Il 22 marzo ricorre, come ogni anno, la Giornata Mondiale dell’Acqua e il tema scelto per il 2019 si intitola “Non lasciare nessuno indietro”. La finalità è quella di raggiungere l’obiettivo n.6 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che recita “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie”.

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Fighting crime: faster EU-wide exchange of non-EU nationals’ criminal records

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

The new centralised database will improve the exchange of information in regard to criminal records of non-EU nationals, throughout the EU, contributing to the EU’s fight against cross-border crime and terrorism.The new ECRIS Third Country National (ECRIS-TCN) system will:Enable national authorities to quickly establish whether any EU member state holds criminal records on a non-EU citizen,Include data on dual nationals, who possess the nationality of a third country and of an EU country to ensure that individuals cannot hide past convictions simply by virtue of having two passports. The Parliament and Council negotiators have agreed that Europol, Eurojust and the future European Public Prosecutor’s Office will also have access to ECRIS and the Third Country National system, in addition to judges and prosecutors in EU countries.
The new rules have already been agreed upon by the Parliament and Council negotiators in December, but still require the formal approval of the Council. ECRIS was put in place in 2012 to exchange information on criminal convictions in the EU. However, using the current system to check the criminal records of a non-EU citizen is inefficient. According to the European Commission, in 2014 national authorities used less than five percent of information available in other countries’ criminal records in the conviction cases of third country nationals.

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MEPs back modernised Council of Europe data protection convention

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Changes to the convention aim to respond to challenges in the digital era Safer exchange of personal data and flows between the EU and non-EU countries. The amending protocol opens the possibility for the EU to become a party to the convention. Parliament gives consent to EU countries to ratify the protocol amending the Council of Europe data protection convention to adapt it to the digital era.
The amending protocol intends to modernise and harmonise the Council of Europe data protection convention (Convention 108) in response to emerging privacy challenges, and to ensure it is adequately applied. The recommendation, adopted on Tuesday with 624 votes to 12 and 27 abstentions, underlines that the new protocol will facilitate the exchange of personal data based on appropriate safeguards.The text will also ease data sharing between the EU and non-EU parties to the convention, MEPs say. Moreover, the amending text introduces the possibility for the EU and other international organisations to join the convention.Under the currents rules only states can be parties of the data protection convention which is why the EU cannot sign or ratify the amending protocol.The amending protocol was developed in parallel with the European data protection reform package. Consequently, the amended convention is fully consistent with EU relevant instruments such as the EU General Data Protection Regulation (GDPR) and the Police Directive.The Council can now authorise member states to ratify the amending protocol.

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Security at sports events: EP endorses new Council of Europe convention

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Safety, security and service independent pillarsof the Convention Sports events need to remain peaceful and enjoyable for everyone Clear measures on crowd management and against any discrimination MEPs recommend authorising member states to ratify the Council of Europe convention on safety and security at football matches and other sports events.
The new convention aims at addressing the challenges caused by the great increase in the number of European citizens attending football matches and other sports events in the last decades. The EP recommendation was adopted on Tuesday with 633 votes to 22 and 14 abstentions.MEPs welcome the convention’s “balanced approach” between the three independent pillars in which it is divided, namely safety, security and service. Safety measures are aimed at protecting individuals both on their journey and in the venue of the sports event. Security measures will “deter, prevent and sanction” any violent behaviour related to football matches. Finally, service measures will ensure stadiums and other sports facilities are welcoming for everyone, including children, the elderly and people with disabilities.
All parties to the Convention are required to adopt clear and concrete measures on crowd management and associated safety and security risks. The text underlines the importance of tackling any discriminatory behaviour, including racist, sexist, homophobic and transphobic aggressions. It is necessary to improve diversity in sports and to encourage athletes and clubs to fight discriminations, MEPs say.The new convention updates the 1985 European Convention on Spectator Violence. The number of football matches and sports events has importantly increased since then. EU citizens now travel throughout Europe to support their teams. Public viewing and fan areas have also changed. The EU cannot become party to the Convention and, due to the content of some of its paragraphs, member states will only be able to adopt it if allowed by the EU.The Council can now give green light to EU countries to ratify the Convention on an Integrated Safety, Security and Service Approach at Football Matches and other Sports Events.

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New EU-wide rules against non-cash payment fraud

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

New EU rules to protect EU citizens against non-cash payment fraud, such as credit card theft, skimming or phishing, were approved by European Parliament.
MEPs adopted on Wednesday with 587 votes to 26 and 8 abstentions, new rules on combating fraud and counterfeiting of non-cash means of payment such as cards, electronic wallets, mobile payments and virtual currencies. The changes aim to close the current gaps and differences among EU countries’ laws to enhance prevention, detection and punishment of non-cash payment fraud.The new rules will:establish the minimum penalty in cases where a judge imposes the national “maximum” custodial sentence for non-cash payment fraud,
include virtual-currency transactions in the scope of offences,
improve EU-wide cooperation and facilitate information exchange to ensure cross-border frauds are better dealt with,
strengthen assistance to non-cash fraud victims, such as psychological support, advice on financial, practical and legal matters, and
improve prevention and awareness-raising, e.g. through campaigning, education and on-line information tools with practical examples of fraud cases; special attention should be paid to the needs and interests of vulnerable people.
Non-cash payments are constantly increasing in the digital era. This has made non-cash payment fraud, such as credit card theft or fraud using newer technologies such as skimming or phishing, an important source of income for organised crime.
The new rules have already been agreed upon by the Parliament and Council negotiators in December. After the formal approval of the Council, member states will have two years to adopt national legislation to implement the directive.

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Lotta alla criminalità: scambio di informazioni più veloce sui cittadini non-UE

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Condivisione più rapida delle informazioni sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi Vantaggi per pubblici ministeri, giudici e polizia, nella lotta alla criminalità e al terrorismo Nel 2014 le autorità nazionali hanno utilizzato meno del 5% delle informazioni disponibili sulle condanne Una nuova banca dati, approvata in via definitiva martedì, permetterà ai Paesi UE di scambiare più velocemente le informazioni dei casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi.I deputati hanno così deciso di creare una nuova banca dati sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN), a complemento dell’attuale sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), utilizzato per lo scambio di informazioni sulle condanne a carico di cittadini dell’UE.La nuova banca dati centralizzata migliorerà lo scambio delle informazioni estratte dai casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi in tutta l’Unione Europea, contribuendo alla lotta contro la criminalità transfrontaliera e il terrorismo.Il nuovo sistema ECRIS per i cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN): consentirà alle autorità nazionali di stabilire rapidamente se uno Stato membro dell’UE detiene i casellari giudiziari di un cittadino di un paese terzo;
includerà i dati relativi ai cittadini con doppia nazionalità, per garantire che le persone che possiedono due passaporti con cittadinanza di un paese terzo e di uno Stato membro non possano nascondere le condanne a loro carico.
Il Parlamento e il Consiglio hanno concordato che Europol, Eurojust e la futura Procura europea avranno accesso a ECRIS e a ECRIS-TCN, in aggiunta ai giudici e ai procuratori dei Paesi dell’UE.

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Visti: aggiornare la banca dati UE per aumentare la sicurezza delle frontiere

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

I miglioramenti al sistema di informazione visti (VIS), approvati mercoledì, assicurerebbero una migliore risposta dell’UE alle sfide in materia di sicurezza e migrazione.Il sistema di informazione visti (VIS) è una banca dati dell’UE utilizzata dalle autorità per controllare i cittadini di paesi terzi che necessitano di un visto per entrare nello spazio Schengen. La riforma permetterebbe al sistema di rispondere con più efficacia all’evoluzione delle sfide su sicurezza e migrazione e migliorare la gestione delle frontiere esterne dell’UE.I deputati chiedono che la riforma della banca dati includa:
controlli di sicurezza obbligatori in tutte le banche dati dell’UE per individuare i richiedenti che utilizzano identità multiple e identificare chiunque comporti rischi per la sicurezza o l’immigrazione irregolare;
visti per soggiorni di lunga durata, compresi i cosiddetti visti d’oro, e permessi di soggiorno;
l’abbassamento da 12 a 6 anni d’età per ottenere le impronte digitali e le immagini del volto dei minori, al fine di aiutare a identificare e rintracciare i bambini scomparsi e stabilire legami familiari;
migliore accesso ai dati VIS per Europol e le autorità di contrasto, così da identificare le vittime di reati o compiere progressi nelle indagini su reati gravi o terrorismo.

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EU funds for integration of migrants, border protection and counterterrorism

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Ensure solidarity towards the countries most affected by migration challenges Direct funding for local and regional authorities for integration policies Funding for strengthened borders and more efficient visa policy Additional funds to help member states combatting terrorism and organised crime Parliament backed on Wednesday increasing the EU budget for migration and asylum policies, to reinforce borders and to support member states in the area of security.
MEPs endorsed the renewed Asylum, Migration and Integration Fund (AMIF), whose budget for 2021-2027 will increase up to €9.2 billion (€10.41 billion in current prices, 51% more than in the previous financial framework).They also voted in favour of creating an instrument for financial support for border management and visa as part of the new Integrated Border Management Fund (IBMF), with a budget of €7.1 billion (€8 billion in current prices) for seven years. And they agreed to reinforce the existing Internal Security Fund (ISF), more than doubling its budget for 2021-2027, up to €2.5 billion budget in current prices (€2.2 in 2018 prices).The AMIF should contribute to strengthen the common asylum policy, develop legal migration, in line with the member states’ economic and social needs, contribute to countering irregular migration and ensure effective, safe and dignified return, readmission and reintegration in non-EU countries.But it should also ensure “solidarity and fair sharing of responsibility between the member states, in particular towards those most affected by migration challenges, including through practical cooperation”, MEPs state. They also want to make sure that funds can be allocated to local and regional authorities, and to international and non‑governmental organisations, working in the field of asylum and migration.The instrument for border management and visa will provide funding to build and enhance member states’ capacities. The funding dedicated to member states (60 % of the total envelope) will reflect their needs and take into account additional pressures. Furthermore, a new EU thematic facility (40% of the total envelope) will ensure flexibility to channel emergency funding to member states and EU-level projects when urgent action is needed.
MEPs also added safeguards to ensure that actions and measures funded through the Instrument comply with the EU’s fundamental rights obligations, in particular with the principles of non-discrimination and non-refoulement.The reinforced Internal Security Fund (ISF) will focus on tackling terrorism, violent extremism, radicalisation, organised crime and cybercrime and assisting and protecting victims of crime.Up to 60% of its budget will be allocated to member states. The remaining 40 % of funds will be reserved for unforeseen security challenges, allowing for rapid response to emergencies and the channelling of funds to the member states that need them most.Parliament backed the AMIF with 374 votes to 260 and 49 abstentions. The instrument for financial support for border management and visa got 473 votes in favour, 169 against and 39 abstentions, while the ISF was passed with 481 votes to 142 and 49 abstentions.With these votes, the Parliament closed its first reading. Negotiations with the Council will be left for the next legislature.

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Diciassettesima edizione di Vernice Art Fair con EuroExpoArt 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

EuroExpoArt, curato da Giorgio Bertozzi e Ferdan Yusufi, è un evento straordinario che apprende dall’esperienza e cresce oltre alle aspettative di Neoartgallery e Romagna fiere che lo hanno pensato e voluto all’interno della manifestazione Vernice giunta quest’anno alla 17° edizione. L’esposizione del 2019 si svolge in un area di 1000 mq con la partecipazione di 161 artisti provenienti da: Iran, Polonia, Corea, Turchia, Egitto e naturalmente Italia. Il concorso è arricchito da 128 proposte di pittura, scultura, fotografia, mosaico. Tra tutte le proposte, sulla base delle indicazioni della giuria e delle segnalazioni del pubblico, verranno individuati i vincitori dei premi Oro – Argento e Bronzo consistenti in spazi espositivi nella successiva edizione, pagine promozionali in una prestigiosa rivista di arte, attestati speciali e menzione d’onore nel catalogo 2020 di EuroExpoArt.Le proposte speciali che impreziosiscono EuroExpoArt sono 20 e, in più, due esclusività:
• il Tributo riservato al Maestro Antonio Nunziante che attraverso la sua impareggiabile produzione contribuisce ad onorare l’Italia e l’arte italiana nel mondo.
• Lo stand Arredare con l’Arte dove si ha la possibilità di godere di alcuni meravigliosi impieghi dell’arte in complementi di arredo, per opera di; Giocampo, Giorgio Pugliese, Musa Güney, Marco Billeri e Giovanni Zanon, inarrivabile, virtuoso e compianto artista delle pietre e dei marmi.
Hanno contribuito alla realizzazione complessiva del programma espositivo: i critici d’arte Giuseppe Salerno e Maurizio Vitiello, l’Associazione Archivi Ventrone, l’associazione per il supporto delle relazioni europee-arabe ASREA e Assofrattina.
Leggere la soddisfazione e la gioia negli occhi dei visitatori ci darà l’energia per andare oltre. Ferdan Yusufi
EuroExpoArt 2019 is an extraordinary event that learns from experience and has grown beyond the expectations of Neoartgallery and Romagna fairs, where it was first conceived and intended to feature within the Vernice event, which this year celebrates its 17th edition. The 2019 event takes place in a 1,000 sq.m. arena, with the participation of 161 artists from Iran, Poland, Korea, Turkey, Egypt and, naturally, Italy. The competition is enriched by 128 submissions in the form of paintings, sculpture, photography and mosaics. The winners will be selected from all the submissions according to the jury’s criteria and public opinion. The Gold, Silver and Bronze awards consist of exhibition spaces in the next edition, promotional pages in a prestigious art magazine, special certificates and an honourable mention in the 2020 EuroExpoArt catalogue. There are 20 special proposals that enhance EuroExpoArt and, furthermore, two are exclusive:
• the tribute reserved for the Maestro Antonio nunziante who, through his unmatched production, contributes to honouring Italy and Italian art around the world.
• the Arredare con l’Arte (decorating with Art) stand gives you the chance to enjoy some marvellous examples of art used to complement furniture. Featuring works by Giocampo, Giorgio Pugliese, Musa
Güney, Marco Billeri and Giovanni Zanon, the unrivalled and virtuous late artist in stone and marble.
Art critics Giuseppe Salerno and Maurizio Vitiello, the Ventrone Archive Association, the association for the support of European –Arabian relations, ASREA and Assofrattina have contributed to the overall development of the exhibition programme.
Seeing satisfaction and joy in the eyes of the visitors will give us the strength to go even further. Ferdan Yusufi

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Australian Unity Wealth & Capital Markets Goes Live on thinkFolio from IHS Markit

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

IHS Markit (Nasdaq: INFO), a world leader in critical information, analytics and solutions, today announced that the wealth arm of Australian Unity, a national health, wealth and living mutual company, is live on thinkFolio. The firm is using the investment management platform from IHS Markit to consolidate its portfolio management processes into a single, compliant and scalable solution.Business growth and a focus on regulation and compliance were the main drivers for Australian Unity Wealth & Capital Markets centralizing its portfolio modelling, order and cash management technology on thinkFolio. The firm also needed to address functional gaps in its legacy systems for futures, derivatives and funds of funds which thinkFolio delivers.“The rich functionality provided by thinkFolio for the front office extends beyond order management into portfolio management, enabling our fund managers to use the solution to model orders, calculate critical analytics and reduce dependency on custom spreadsheets, helping us to reduce operational risk,” said Antony Proksa, Head of Wealth Services at Australian Unity Wealth & Capital Markets. “Importantly, thinkFolio has also been easy to integrate with our existing infrastructure, including the Enterprise Data Management solution from IHS Markit, due to its open and flexible nature.” “We’re delighted to be working with Australian Unity Wealth & Capital Markets and extending our footprint in Australia,” said Keith Viverito, global head of sales for thinkFolio at IHS Markit. “thinkFolio provides an open, scalable and flexible platform capable of supporting the firm’s multi asset investment management requirements.”

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