Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for 18 marzo 2019

L’Ambasciatore Australiano incontra le imprese toscane

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

ambasciatore australianoSi è svolto oggi a Firenze l’incontro tra l’Ambasciatore Australiano French e una delegazione di imprenditori di Confindustria Firenze e Confindustria Toscana Sud. A rappresentare le imprese della Toscana del Sud il Presidente Paolo Campinoti.
L’incontro è stato proficuo e vivace, l’Ambasciatore ha illustrato in particolare gli ambiti di forte interesse per una collaborazione tra le aziende dei due paesi; innescare un meccanismo di unione operosa tra le aziende italiane e quelle presenti nel territorio australiano è infatti la prima via maestra per costruire un primo approccio concreto.
Campinoti ha così sottolineato l’importanza dell’incontro:” Oggi siamo qua per legare forti ponti tra le opportunità economiche delle nostre aziende con il mercato australiano, vogliamo stabilire rapporti efficaci e proficui. Abbiamo individuato grazie agli uffici dell’Ambasciata alcuni settori nevralgici come l’agroindustria, il comparto pharma e la meccanica di precisione. Proprio l’eccellenza delle nostre imprese è il biglietto migliore di andata per aprire le porte in questo mercato che guarda con attenzione all’alta qualità e tecnologia del made in Italy”.
Varie le aziende della toscana del sud presenti, tra queste CAIM GROUP, azienda aretina che produce scaffalature metalliche presenti da oltre venti anni nel mercato australiano, i sui rappresentanti hanno ribadito come nonostante la lontananza concreta tra l’Italia e l’Australia, questa rappresenti un’ opportunità importante per le imprese, forte di una domanda interna costante e negli ultimi anni in crescita e strategico collegamento per sviluppi commerciali anche con il continente asiatico.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Europa deve cancellare le disuguaglianze”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Milano. Questa mattina a Palazzo Pirelli si è tenuto il convegno “Spread, debito e sovranità monetaria nel contesto europeo” organizzato dal M5S Lombardia.
Raffaele Erba, consigliere regionale del M5S, nel corso del suo intervento ha rimarcato “l’importanza di approfondire il funzionamento dell’attuale sistema economico e monetario. Sono temi che vanno conosciuti da vicino perché ci aiutano a capire la natura della crisi globale che stiamo vivendo. Il modello economico ipercapitalista sta restituendo individualismo e gravi problemi per ambiente, economia e per molti degli aspetti della nostra vita di tutti i giorni.Oggi la moneta è sempre più slegata dall’economia reale e legata alla finanza. Le criticità, anche in Lombardia sono note con le crisi aziendali, la disoccupazione e le difficoltà di accesso al credito per imprese e cittadini. È il momento di scegliere se costruire un’Europa di popoli o un’Europa della finanza e per farlo dobbiamo approfondire i temi di spread e sovranità monetaria. Proprio per questo ho scelto di portare questo dibattito in una sede istituzionale come il palazzo che ospita il Consiglio regionale della Lombardia ”“Nel dibattito pubblico si parla molto di riformare l’Europa. Solidarietà, uguaglianza e pieno compimento della democrazia sono i grandi assenti dell’Eurozona. L’obiettivo per l’immediato futuro deve essere ridurre fino a cancellare le diseguaglianze economiche e le ingiustizie sociali e avvicinare i popoli rendendo l’Eurozona un’opportunità per imprese e cittadini. Al contrario si andrà verso uno sgretolamento di un’unione che fa gli interessi di pochi”, conclude Erba. http://www.lombardia5stelle.it

Posted in Cronaca/News, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Laicità e riconoscimento dei non credenti come interlocutori

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Renata-SalvaraniRoma. Inizia martedì 19 marzo 2019, alle 14.00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) un ciclo di incontri sul tema “Religions and social integration in the Euromediterranean context”.Le appartenenze e le identità religiose sono un elemento ineludibile nelle società globalizzate: sono in grado di orientare scelte, indurre comportamenti, creare condizioni di coesione o, viceversa, innescare conflitti, come purtroppo dimostra anche la cronaca di questi giorni.Conoscerne dinamiche e meccanismi, sia nella storia sia nel presente, può contribuire a individuare strumenti e soluzioni per una migliore integrazione dei diversi gruppi.
Il ciclo di incontri “Religions and social integration in the Euromediterranean context” presenta prospettive diverse di un tema così complesso, grazie all’intervento di studiosi ed esperti.Nel primo incontro, martedì 19 marzo alle 14.00, Il Prof. Ardian Ndreca, della Pontificia Università Urbaniana, parlerà di “Laicità e riconoscimento dei non credenti come interlocutori: un percorso storico-culturale”.Introduce: Prof.ssa Renata Salvarani, dell’Università Europea di Roma.Discussant: Prof. Alessio Tommasoli, dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
In questo ciclo di incontri il riconoscimento della laicità e il dialogo con i non credenti da parte di gruppi religiosi sono analizzati come percorsi storici di riforma e di apertura, all’interno di tradizioni culturali e politiche diverse.Il Mediterraneo antico e tardo antico si pone come “caso” di società complessa in grado di contemplare al suo interno un sistema variabile di politeismi, aperto a molteplici apporti esterni, ma non immune da contrasti.La forma delle città globali, la creazione di quartieri a composizione etnica e religiosa prevalente, l’uso di spazi pubblici aperti da parte di gruppi diversi, l’utilizzazione del patrimonio culturale come elemento di coesione sono al centro di un confronto che considera non solo elementi urbanistici, ma soprattutto componenti culturali e identitarie.Infine, il rapporto fra sistemi scolastici e insegnamento delle religioni è oggetto di un confronto fra modelli europei e di una presentazione delle modalità di insegnamento della religione cattolica all’interno dell’ordinamento italiano. (foto renata salvarani copyright Università europea Roma)

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Grande risultato di Dorothea Wierer

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Roma – “Sono molto contenta dello straordinario risultato di Dorothea Wierer. A lei le più sincere congratulazioni ed un ringraziamento per aver riportato, dopo 22 anni, l’Italia del biathlon sul gradino più alto. Da oggi entra nella storia di questa disciplina, diventando la prima donna a vincere un oro individuale. La mia soddisfazione è doppia, perché si tratta di un’atleta delle Fiamme Gialle. Splendido risultato anche quello di Dominik Windish che oggi ha fatto sventolare, per la seconda volta, il tricolore italiano, raggiungendo un risultato pazzesco. Bravi ragazzi!”. Così il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta lo straordinario oro dell’atleta delle Fiamme Gialle e quello di Dominik Windish.

Posted in Cronaca/News | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mondiali: Special Olympics

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Abu Dhabi. Terzo giorno di gare ufficiali per i 7mila atleti provenienti da 190 Nazioni. In 115 vestono la maglia azzurra rappresentando il nostro Paese all’evento sportivo e umanitario più importante del 2019. Sul podio oggi c’è Matteo Maggioli, medaglia d’oro nelle bocce, nel bowling Adriano Ottaviani, medaglia d’oro mentre Nicolas Barboni conquista il bronzo. Eccezionale prestazione – commenta il tecnico – di Fabio Borgognoni che conquista l’argento sempre nel bowling. Medaglia d’oro anche per Greta Ghidini nell’atletica, getto del peso.Il valore più prezioso nel mondo Special Olympics va oltre il colore della medaglia vinta e risiede nelle storie di vita che ogni atleta in gara può raccontare.
Tra i 115 Azzurri oggi c’è Veronica Paccagnella L’attività sportiva ha avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita. Ha iniziato sin da piccolina, prima con il nuoto e poi con l’atletica leggera. Circa due anni è entrata, per puro caso, nella palestra della Blukippe di Albignasego, Team di Special Olympics, e lì è iniziata una nuova e incredibile avventura. Ha fatto una prima lezione di prova di ginnastica artistica ed è stato subito amore! Veronica è molto schematica, amante delle regole. Se la metti di fronte ad un esercizio di matematica, lei te lo risolvo velocemente ed in maniera eccellente, ma se le chiedi di parlarti di storia, lì cominciano le difficoltà. Il fatto che si muove bene all’interno delle regole è un suo punto di forza e anche nella ginnastica la aiuta, perché è una ripetizione di movimenti che devono essere eseguiti in ordine e in maniera ripetitiva. Sembra che faccia ginnastica da sempre, in casa, dopo i compiti, non fa altro che esercitarmi nei passi del corpo libero o fingere di essere sulla trave e fare un passé.
“Credevo di essere ammalata di Sindrome di Down. Poi la mamma mi ha spiegato che non è una malattia ma una condizione genetica e che, magari più lentamente, posso riuscire a fare tante cose”. Ha raccontato così in conferenza stampa Veronica Paccagnella prima di partire per i Giochi Mondiali Special Olympics di Abu Dhabi. Oggi Veronica le ha dato ragione conquistando la medaglia d’argento nel volteggio, la medaglia di bronzo in: all around, trave e corpo libero.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Ciclone Idai e inondazioni su Malawi, Mozambico e Zimbabwe

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Secondo l’UNICEF, quasi 850.000 persone – circa la metà delle quali si stima siano bambini – sono state colpite da gravi inondazioni in Malawi e Mozambico, e il numero è destinato ad aumentare man mano che il ciclone Idai si sposta ad ovest e l’impatto del ciclone diventa più chiaro. Il ciclone tropicale, che trasporta forti piogge e venti fino a 170 km/h (106mp/h), è approdato giovedì sera nel porto di Beira, quarta città più grande del Mozambico, lasciando i 500.000 residenti senza linee elettriche e di comunicazione. In tutto il Mozambico, secondo le stime iniziali del governo, 600.000 persone sono state colpite, di cui 260.000 sono bambini.”Centinaia di migliaia di bambini hanno già visto le loro vite sconvolte dalle devastanti inondazioni, e ora il ciclone Idai ha portato ulteriori sofferenze alle famiglie sul suo cammino”, ha detto il Direttore regionale dell’UNICEF per l’Africa orientale e meridionale, Leila Pakkala. “Molti bambini avranno perso la casa, le scuole, gli ospedali e persino gli amici e i loro cari. L’UNICEF lavora sul campo in stretto coordinamento con i rispettivi governi e partner umanitari dei tre paesi per aumentare la nostra risposta e rispondere ai bisogni immediati dei bambini colpiti e delle loro famiglie”.Il ciclone si è spostato attraverso il Mozambico nello Zimbabwe durante il fine settimana. Si stima che quasi 1,6 milioni di persone vivano in zone che potrebbero essere colpite da forti venti e piogge. Sebbene l’entità dell’impatto del ciclone non sia ancora del tutto chiara, è probabile che comprenda danni alle scuole e alle strutture sanitarie, danni alle infrastrutture idriche e sanitarie, ostacoli all’accesso all’acqua potabile per le comunità colpite, aumentando così il rischio di malattie trasmesse dall’acqua, la distruzione delle case delle persone e causando maggiori rischi per la protezione, in particolare di donne e bambini.Dall’inizio di marzo, le inondazioni causate dal sistema meteorologico Tropical Cyclone Idai hanno colpito più di un milione di persone e causato almeno 145 morti.
In Malawi, secondo i dati del Governo, più di 922.900 persone sono state colpite in 14 distretti – tra cui si stima 460.000 bambini – con 56 morti e 577 feriti. L’avvicinarsi del ciclone potrebbe complicare la risposta umanitaria, dato che l’accesso alle comunità vulnerabili è già limitato e potrebbe essere ulteriormente limitato dalle crescenti inondazioni. Con migliaia di persone costrette ad abbandonare le loro case inondate, molte famiglie non dispongono di generi alimentari, acqua e strutture igienico-sanitarie di base. Le inondazioni hanno anche interrotto la possibilità di andare a scuola per migliaia di bambini.
In Zimbabwe, secondo le prime stime del governo del distretto di Chimanimani, nel Manicaland, sono circa 1.600 famiglie (8.000 persone) colpite dal ciclone, con 23 morti e 71 persone disperse. Ci sono segnalazioni non ufficiali di bambini colpiti da inondazioni, frane e frane a Chimanimani.
L’UNICEF sta lavorando con partner per sostenere i governi dei paesi colpiti per fornire interventi salvavita per soddisfare le esigenze dei bambini e delle donne colpite dal ciclone e dalle inondazioni. La risposta comprenderà interventi riguardanti la sanità, con particolare attenzione alla risposta e alla prevenzione del colera; l’istruzione, per ridurre al minimo l’interruzione delle lezioni e migliorare l’accesso sicuro alle scuole; la protezione, con particolare attenzione alle esigenze degli sfollati interni (IDP); l’acqua e i servizi igienico-sanitari, per garantire l’accesso ad acqua pulita e sicura ed un maggiore utilizzo delle strutture igienico-sanitarie e la promozione dell’igiene; l’alimentazione, con particolare attenzione alla prevenzione della mortalità dei bambini sotto dei cinque anni collegata alla malnutrizione.L’UNICEF chiede 20,3 milioni di dollari per sostenere la risposta nei tre paesi colpiti.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lettera aperta al Presidente Xi Jinping, in occasione della sua visita in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

La invia Vincenzo Olita Presidente Società Libera: “Signor Presidente Xi Jinping,In occasione della sua visita in Italia, Società Libera, Associazione, apartitica, di cultura liberale, ritiene necessario manifestare il suo profondo dissenso per la dissennata politica sui Diritti Umani praticata in Cina. Lei rappresenta un grande Paese, ricco di storia, di cultura, di complessità di competenza politica e di una lunga tradizione diplomatica, punti di forza che consideriamo significativi, al di là dei vostri risultati economici e tecnologici. Tuttavia, l’immagine della Cina sulla scena internazionale esce fortemente compromessa dal nodo critico della gestione dei Diritti Umani. I Popoli Tibetano e Uyghuro, per citare gli esempi più eclatanti, sono oggetto di sistematica repressione, a loro sono negate le libertà fondamentali e il diritto di vivere la propria identità culturale, religiosa e linguistica. Noi riteniamo che un grande Paese non possa essere davvero tale senza il rispetto dei Diritti Umani: una stabilità e un equilibrio mantenuti con la repressione non sono sostenibili a lungo, perché il Paese ne perde di credibilità e di autorevolezza internazionale, non riuscendo ad incarnare quella leadership morale cara proprio alla tradizione culturale cinese. Noi crediamo fermamente che supremazia e concorrenza nel mondo si giochino anche su questo terreno e non solo su crescita ed indicatori economici. Certo la difesa dei Diritti Umani deve prescindere da visioni banali e soluzioni semplicistiche, occorre affrontare la questione su scala globale per ricercare soluzioni politiche realizzabili. Noi invochiamo attenzione affinché la Cina non riservi all’Italia e all’Occidente lo stesso trattamento che ha dedicato finora all’Africa. I Diritti Umani, la libertà individuale, la difesa della dignità di tutte le culture, la
preservazione dell’ambiente sono patrimoni dell’Umanità non barattabili con interessi economici. Non saranno suggestivi progetti commerciali come la Nuova Via della Seta, né la cecità e l’evanescenza strategica della nostra classe politica che alla lunga premieranno, Signor Presidente, la repressione e le sopraffazioni praticate dal suo Paese. Non sarà la festosa e calorosa accoglienza dei governanti italiani di cui è nota da decenni l’inconsistenza della loro azione negli affari di politica estera, né la cortigianeria dei nostri mezzi d’informazione, a farci desistere dalla denuncia della sofferenza di interi popoli e minoranze, come assertori del liberalismo siamo convinti infatti che la difesa della libertà, di tutte le libertà, sia l’eterna vigilanza, Signor Presidente.” (fonte: http://www.societalibera.org)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Traveller italiani e viaggi d’affari in Paesi considerati rischiosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

In Italia il 19% dei viaggiatori si è ritrovato a vivere situazioni pericolose durante i viaggi di lavoro nell’ultimo anno.
Il 50% dei business traveller italiani e di quelli europei prenderebbe in considerazione l’idea di non partire per destinazioni considerate pericolose sulla base della loro percezione del luogo o delle linee guida definite dai loro governi. Inoltre, il 19% a livello italiano e il 17,6% a livello europeo ha affermato di essersi trovato molto vicino a una situazione critica negli ultimi 12 mesi durante un proprio viaggio d’affari. Questi sono i dati presentati da SAP Concur nella ricerca “Concur Locate Research” che ha analizzato le abitudini di viaggio di 1050 business traveller italiani e 7395 a livello europeo nel corso dell’ultimo anno. Se gli avvertimenti dei Ministeri del turismo dei paesi europei venissero presi alla lettera, questo denoterebbe una situazione molto preoccupante per i business traveller su scala globale. Si evidenziano per esempio diversi pericoli in Turchia, dai disastri naturali al furto di passaporti; mentre i viaggiatori diretti in Cina vengono messi in guardia per le controversie commerciali che possono portare all’arresto. La preoccupazione riguardante i viaggi si può facilmente spiegare se si tiene conto che in Italia un business traveller su cinque (il 21,5%) ritiene che il proprio datore di lavoro non sarebbe in grado di fornire alcun supporto in caso di grave pericolo. Le organizzazioni non sarebbero dunque in grado, secondo gli intervistati, di comunicare in modo tempestivo in situazioni di pericolo o riportare in patria i propri dipendenti.I risultati della ricerca sono un’ulteriore prova che i datori di lavoro devono sempre più assicurare di applicare le migliori procedure di sicurezza possibili per i propri dipendenti. In caso di fallimento dei doveri di diligenza imposta alle organizzazioni si avrebbero ripercussioni sia nell’attrarre che nel trattenere i talenti all’interno delle aziende. Nonostante ciò, in generale, in Europa, i datori di lavoro stanno dimostrando una crescita di interesse al tema rispetto ai dati evidenziati da Sap Concur l’anno scorso. Il 39,4% dei viaggiatori italiani che hanno preso parte alla ricerca, ritiene che la loro società si stia impegnando in modo serio verso un miglioramento delle proprie policy in materia di viaggi di lavoro; il 22% ritiene invece che la propria organizzazione si mantenga neutra sul tema. Massimo Tripodi, Country Manager di Sap Concur Italia, ha commentato “Senza le giuste tecnologie le organizzazioni lascerebbero i loro dipendenti completamente alla cieca mentre sono in viaggio all’estero, senza sapere dove siano in un determinato momento. Le organizzazioni hanno bisogno di una soluzione che riesca ad avere traccia delle eventuali minacce e che permetta loro di localizzare, contattare e offrire assistenza ai loro dipendenti in caso di situazioni pericolose, che si tratti di una perdita del passaporto, un’emergenza sanitaria o fatti gravi come disastri naturali.” Questa ricerca mette in luce non solo la necessità di un impegno continuo e sempre maggiore di diligenza da parte delle imprese, ma anche gli effetti che si verificano se le società non si impegnano in tal senso. Le organizzazioni non possono dunque rimanere appoggiate sugli allori; devono continuare ad evolversi e adattarsi in questo mondo incredibilmente connesso e mutevole.

Posted in Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Allarme “Workhaolism” per il 66% dei giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Il dilatarsi del tempo dedicato al lavoro e l’assottigliarsi delle ore di libertà sono diventati temi sempre più critici, soprattutto per la generazione dei millennials, cresciuta in un’epoca che ha visto aggiungersi a questi problemi l’egemonia della tecnologia e la costante presenza sui social network. Fattori che hanno determinato il delinearsi di uno scenario fortemente stressante e negativo, confermato da uno studio americano pubblicato su Forbes, secondo cui il 66% dei nativi digitali ha ammesso di sentirsi affetto da “workhaolism”, termine coniato nel 1971 dallo psicologo Wayne Oates nel libro “Confessions of a Workhaolic: The Facts about Work Addiction” e che indica “la compulsione o l’incontrollabile necessità di lavorare incessantemente”. Ma non è tutto, dalla ricerca è emerso che il 63% dei millennials ha rivelato di essere produttivo anche in malattia, il 32% di lavorare addirittura in bagno e il 70% di rimanere attivo nel weekend. E ancora, secondo un sondaggio pubblicato sul Washington Examiner, il 39% dei nativi digitali sarebbe disposto a lavorare perfino in vacanza, all’interno di una vera e propria “workcation”. Ma cosa fare per combattere questa forma di dipendenza? Gli esperti consigliano di perseguire un equilibrio consapevole fra i vari aspetti della vita, trovare un mentore che possa trasferire la propria esperienza e concedersi una pausa costruttiva al termine di ogni giornata lavorativa, ricordandosi che la qualità del benessere psicofisico è insostituibile. “Nei geni dei giovani digitali è insita l’attitudine all’utilizzo di ogni apparato tecnologico che permetta una connessione al mondo, senza bisogno di spostarsi dal proprio ufficio e dalla propria casa. Ciò comporta un cambiamento della percezione del tempo e uno stato di trance che li fa diventare incoscienti”.
Ma quali sono gli effetti deleteri del workhaolism sulla salute dei ragazzi? Secondo uno studio condotto dalla dott.ssa Cecilie Andreassen, professoressa di psicologia all’Università di Bergen, e pubblicato su Psychology Today, i sintomi più comuni derivati dalla dipendenza dal lavoro sono depressione, ansia, insonnia e aumento di peso. Per curare questa forma di dipendenza sono stati addirittura fondati centri terapeutici ad hoc, di cui il più importante ha sede a New York e si chiama “Workaholics Anonymous”. Un esempio drammatico e lampante è rappresentato anche dal fenomeno degli “Hikikomori”, adolescenti perennemente catturati dal web che decidono di non uscire di casa durante l’intero arco della giornata. Trend negativo che si pensava interessasse esclusivamente il Giappone, ma che negli ultimi anni ha interessato anche l’Europa e il Belpaese.Ecco infine il decalogo di Marina Osnaghi per imparare a superare la dipendenza eccessiva dal lavoro:
Perseguire un equilibrio consapevole fra i vari aspetti della vita
Trovare un mentore che possa trasferire la sua esperienza e fornire saggi consigli
Trasmettere linee guida di vita sana
Prendere come esempio qualcuno che abbia il giusto equilibrio di vita personale e professionale
Ricordarsi che la qualità della vita è un bene insostituibile
Osservare sé stessi e l’ambiente circostante, imparando a prendere una meritata pausa dal lavoro.
Stilare un elenco delle attività extra lavorative preferite a cui dedicare più tempo
Fissare un obbiettivo legato al proprio benessere psicofisico e mantenerlo
Ricordarsi di vivere anche per sé stessi
10. Rivedere la strategia con la quale vengono affrontate le giornate lavorative, cercando di capire cosa cambiare per migliore la qualità della propria vita (By Matteo Gavioli)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Terremoti: dove è il volume fantasma?

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

La sequenza sismica che si è verificata nel Centro Italia dal 24 agosto 2016 è legata all’estensione che coinvolge gli Appennini e misurata tramite la rete GPS in circa 4-5 mm all’anno. La sorpresa è che grazie alle nuove tecnologie satellitari è stato possibile misurare come il terremoto abbia determinato l’abbassamento di un volume di crosta terrestre almeno 7 volte maggiore di quello sollevato.“Attraverso l’uso di dati geodetici e tecniche interferometriche satellitari applicate a immagini radar InSAR (Interferometric Synthetic Aperture Radar)”, spiega Christian Bignami dell’INGV, “sono state acquisite immagini che hanno permesso l’esatta misurazione dei volumi di roccia mobilizzati durante il terremoto di Amatrice – Norcia”.Da circa venti anni i satelliti per l’osservazione della Terra permettono di studiare gli eventi sismici. In particolare, i satelliti che equipaggiano un sensore RADAR, il SAR (dall’inglese Synthetic Aperture Radar), sono utilizzati per misurare con precisione le deformazioni della superficie terrestre indotte dai terremoti. Situati su una piattaforma satellitare in orbita attorno alla Terra, i SAR permettono di ottenere informazioni dettagliate sotto forma di immagini. Applicando una particolare tecnica di elaborazione del segnale, l’Interferometria SAR (InSAR), è possibile analizzare e misurare i movimenti del suolo. “L’interferometria SAR”, spiegano Christian Bignami ed Emanuela Valerio, “ha permesso di estrarre l’informazione circa la distanza che ciascun punto (il pixel delle immagini) al suolo ha rispetto al SAR, consentendo quindi la misura delle variazioni avvenute nell’area ‘fotografata’ dal satellite a seguito del terremoto. È stato così possibile calcolare gli abbassamenti e sollevamenti del suolo, e i relativi volumi di roccia mobilitati dagli eventi sismici avvenuti il 24 agosto 2016 di magnitudo 6 e il 30 ottobre 2016 di magnitudo 6.5”.I risultati ottenuti pongono un quesito molto importante: dove va a finire in profondità questa massa crostale in eccesso? Il modello prevede che nella fase preparatoria del terremoto, che può durare alcune centinaia di anni, si formino nella crosta fragile (i primi 10-15 km) alcune migliaia di microfratture legate all’estensione in corso lungo la catena appenninica e quindi la creazione di un volume “dilatato” che, raggiunto uno stato limite in cui non è più in grado di sostenere il peso delle rocce sovrastanti, il volume dilatato collassi, accogliendo il volume in eccesso che si abbassa durante il terremoto, come la richiusura di una fisarmonica.“In particolare, grazie a questi dati”, aggiunge il Presidente INGV Carlo Doglioni, “è stato valutato il rapporto tra volume di roccia in subsidenza e volume in sollevamento, gettando nuova luce e conferme sul ruolo della forza di gravità nei terremoti relativi a faglie estensionali. Prossimo obiettivo è la caccia ai volumi crostali in cui lungo l’Appennino vi siano zone dilatate, prone a generare un futuro evento sismico.Lo studio Volume unbalance on the 2016 Amatrice – Norcia (Central Italy) seismic sequence and insights on normal fault earthquake mechanism, autori C. Bignami, E. Valerio, E. Carminati, C. Doglioni, R. Lanari e P. Tizzani, è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports-Nature.
We analyse the Mw 6.5, 2016 Amatrice-Norcia (Central Italy) seismic sequence by means of InSAR, GPS, seismological and geologic data. The >1000 km2 area affected by deformation is involving a volume of about 6000 km3 and the relocated seismicity is widely distributed in the hangingwall of the master fault system and the conjugate antithetic faults. Noteworthy, the coseismically subsided hangingwall volume is about 0.12 km3, whereas the uplifted adjacent volumes uplifted only 0.016 km3. Therefore, the subsided volume was about 7.5 times larger than the uplifted one. The coseismic motion requires equivalent volume at depth absorbing the hangingwall downward movement. This unbalance regularly occurs in normal fault-related earthquakes and can be inferred as a significant contribution to coseismic strain accomodated by a stress-drop driven collapse of precursory dilatancy. The vertical coseismic displacement is in fact larger than the horizontal component, consistent with the vertical orientation of the maximum lithostatic stress tensor.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Premio Fair Play Menarini: AL via i preparativi dell’edizione 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Iniziano i preparativi per la XXIII edizione del Premio Internazionale Fair Play – Menarini. Con la prima riunione del Comitato Organizzatore è stato infatti reso noto il programma dell’edizione 2019 di quello che è, oggi considerato da media ed addetti ai lavori, il più importante premio sportivo dedicato ai valori del fair play, della tolleranza e della solidarietà. Una kermesse ricca di eventi ed iniziative che, dal 2 al 4 luglio 2019, ospiterà in Toscana i più illustri personaggi della scena sportiva mondiale. Tra novità e conferme, anche quest’anno la principale location del premio, teatro della cerimonia finale, sarà Castiglion Fiorentino, comune della Valdichiana con il quale il Fair Play-Menarini ha sviluppato negli ultimi sei anni un legame a doppio filo.“Anche quest’anno ci stiamo impegnando per dar vita ad un evento di altissimo livello – ha illustrato il presidente dell’Associazione Fair Play, Angelo Morelli.- Abbiamo già sotto mano un nutrito elenco di candidature e nomination. Da anni, il nostro obiettivo è quello di diffondere una cultura sportiva fondata sulla lealtà e sull’etica. Ed anche in questa edizione molti big del panorama sportivo internazionale condivideranno con noi le loro esperienze e il loro impegno in termini di fair play”.Oltre al rinnovo del connubio con Castiglion Fiorentino, anche Firenze e Montevarchi entrano nell’orbita della tre giorni del Premio Fair Play-Menarini 2019. Le danze si apriranno martedì 2 luglio con l’appuntamento di “Sport in piazza” dove, al Parco dei Pini di Castiglion Fiorentino, verrà allestito un vero villaggio sportivo che vedrà le società del territorio coinvolgere il pubblico in una serie di attività ludiche all’insegna dell’aggregazione e di una sana pratica sportiva. Alle ore 21, Montevarchi ospiterà invece il talk show “I campioni si raccontano” che avrà per protagonisti alcuni dei premiati dell’edizione 2019. Mercoledì 3 luglio, dopo una serie di visite culturali ed enogastronomiche, avrà luogo la Cena di Gala nella splendida cornice fiorentina di Piazzale Michelangelo offerta dal title sponsor Menarini. Infine giovedì 4 luglio i riflettori si accenderanno sulla cerimonia di premiazione, evento clou della manifestazione che, anche quest’estate, riunirà le più grandi leggende dello sport internazionale in piazza del Municipio a Castiglion Fiorentino. L’evento sarà trasmesso in diretta da SportItalia, partner ufficiale del Premio da diverse edizioni.“Il Comune di Castiglion Fiorentino è orgoglioso di poter ospitare anche quest’anno il Premio Fair Play- Menarini- spiega il sindaco Mario Agnelli.- Castiglion Fiorentino è stato insignito del titolo ‘città europea del fair play’ ed è attualmente l’unico comune italiano ad essersi aggiudicato il bando sulla promozione dei valori europei attraverso iniziative sportive di stampo comunale. Un riconoscimento dal forte significato simbolico a cui il Premio Fair Play ha contribuito in maniera preponderante”.Tante anche le tappe di avvicinamento all’edizione 2019. Grazie alla sinergia instaurata con l’Ufficio scolastico di Arezzo, il prossimo 5 giugno la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo ospiterà le premiazioni del X concorso di borse di studio “Etica, sport e Fair Play” per tutte le scuole della provincia di ogni ordine e grado e del contest “L’essenza del Fai Play” rivolto agli istituti superiori sul tema del bullismo. Nel corso della cerimonia verrà comunicato anche il vincitore del Premio speciale “Studio e sport” organizzato in collaborazione con il Centro sportivo Guardia di Finanza. Sempre nel mese di giugno si svolgerà la consueta conferenza stampa di presentazione del Premio Internazionale che avrà luogo nella capitale, presso il Salone d’Onore del Coni.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Una grande festa in omaggio ad Alda Merini

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Roma Giovedì 21 marzo 2019 a partire dalle ore 18:00 Libreria Eli Viale Somalia 50. Sarà la giornata mondiale della Poesia e anche la ricorrenza della nascita di Alda Merini. Due occasioni che hanno spinto il mensile “Leggere:tutti” e la Libreria Eli, nuovo grande spazio culturale della Capitale ad organizzare a Roma un evento assolutamente in controtendenza rispetto alla realtà di oggi: in un mondo “urlato”, caratterizzato dal culto dell’immagine, dell’apparire, giocato sul presente e sulla presenza, non solo fisica ma soprattutto sui social (Twitto, quindi sono!), la Poesia è una necessità, una reazione a ciò che distrae dall’essenziale portandoci nel fondamentale spazio della riflessione. “Per noi SOCIAL – indica Sergio Auricchio di “Leggere: tutti” – vuol dire socialità, tra persone fisicamente vicine e non estranee e lontane: per questo invitiamo tutti i partecipanti a non usare i social durante l’incontro. I protagonisti in una sorta di happening saranno i Poeti, ma non solo: saranno coinvolti attori, scrittori, cantautori, musicisti tutti ci porteranno dei regali e loro stessi, donando, li riceveranno. Abbiamo bisogno di Poesia!”.
Durante la serata, presentata da Gino Manfredi, “regaleranno” al pubblico le loro poesie, lette ed interpretate, dai seguenti autori: Simone Di Biasio, Marco Giovenale, Daniela Attanasio, Franco Buffoni, Nicola Bultrini, Silvia Bre, Claudio Damiani, Ennio Cavalli, Michela Zanarella e Ginevra Lilli. Ad integrare questa “mise en poésie” accompagnata musicalmente da Oscar Bonelli, ci saranno performance trasversali e presentazioni di nuovi progetti. Di questa originale maratona faranno parte: Tiziana Bagatella (Omaggio ad Alda Merini); Mimmo Locasciulli (Poesia e Canzoni d’Autore); Annalisa Nicastro (Lancio del concorso Poetry Card); Antonio Paolini (Degustazione di vini e Poesie); Gianni Zagato (La Poesia nelle opere di Rossini); Fiorella Cappelli (La Poesia In Vernacolo); Flaminia Cruciani (Lezioni di Immortalità: la Poesia dell’Archeologia), Lucilla Noviello (In occasione della X edizione della nave dei libri per Barcellona: Le rose e le parole).
In tale ambito sarà anche presentato il calendario della decima edizione dell’iniziativa “Una Nave di Libri per Barcellona”, in programma dal 20 al 25 aprile su una delle navi ammiraglie della Grimaldi Lines. La partecipazione è gratuita. http://www.leggeretutti.it

Posted in Recensioni/Reviews, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Working Group Immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Grazie al lavoro degli oltre 250 ricercatori che cooperano con il Working Group Immunoterapia di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute – entro il 2019 si concretizzeranno i primi risultati del progetto di creazione e validazione dell’algoritmo ideato per predire la responsività di un Paziente a un trattamento immunoterapico o, in alternativa, ad altre soluzioni terapeutiche. L’obiettivo primario è evitare al Paziente di ricevere terapie poco idonee e potenzialmente tossiche e consentire – come conseguenza – al SSN, di ridurre le spese associate a terapie non efficaci né nel breve, né nel lungo periodo.A questo task è coinvolta una molteplicità di professionisti – ricercatori, clinici, bioinformatici, biologi, anatomo patologi e chirurghi – degli Istituti associati alla Rete, ciascuno con un compito fondamentale. «Siamo partiti da uno studio retrospettivo – spiega Concetta Quintarelli, segretario del WG Immunoterapia, responsabile del Laboratorio di terapia Genica e Cellulare presso l’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – condotto su alcune decine di Pazienti. Per ognuno di essi siamo in procinto di ottenere uno score immunologico da validare in una corte di Pazienti prospettici in cura per carcinoma del polmone, arruolati nello studio clinico multicentrico e coordinato da Vanesa Gregorc dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano».
Grazie ai risultati dello studio retrospettivo «potremo iniziare le analisi anche nei nuovi Pazienti – spiega ancora – che riceveranno immunoterapia come prima linea terapeutica, al fine di verificare l’efficacia dell’algoritmo predittivo di risposta anche in questa categoria di Pazienti. Tutto ciò è stato possibile solo perché gli Istituti partecipanti hanno messo in moto una macchina operativa in cui più unità hanno dato il loro contributo fondamentale, dagli Uffici che si occupano dell’approvazione della progettualità da parte dei Comitati Etici, alle Unità cliniche che selezionano i pazienti idonei per le loro caratteristiche ad essere arruolati nello studio, alle anatomie patologiche che sono state impegnate in prima linea nella sezione e preparazione dei materiali biologici da studiare».
Il progetto è molto ambizioso poiché, come sottolineato dalla stessa Quintarelli «il materiale biologico viene sottoposto a quattro differenti analisi, che non potrebbero essere eseguite se non sussistesse una forte collaborazione tra diversi IRCCS: RNASeq presso Istituto Regina Elena, WES (Whole Exome Sequencing) presso Istituto Europeo di Oncologia, TCR (T Cell Receptor) sequencing presso Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e tipizzazione HLA (Human Leukocyte Antigens) presso Ospedale San Raffaele IRCCS di Milano. Lo studio è disegnato dentro un range di casi compreso tra i 50 e i 100 – al fine di disporre del potere statistico necessario all’elaborazione. Elaborazione bioinformatica che è fortemente basata sul grande impegno del gruppo di Bioinformatica dell’IRCCS Regina Elena in collaborazione con IEO. I bioinformatici stanno al momento elaborando una piattaforma che sia in grado di integrare le quattro classi di dati in una matrice (l’algoritmo) per offrire corrispondenza tra l’outcome del Paziente e il fenotipo caratterizzato con i test. Soddisfazione, oltreché dai vertici di ACC, è stata espressa dal DS del Regina Elena, Gennaro Ciliberto, che ha sottolineato l’importante ruolo dell’IRCCS romano nello studio dell’immunoscore del polmone, strumento prognostico che misura l’incidenza del microambiente tumorale sulla risposta immunitaria.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

In Cibum, la nuova Scuola di Alta Formazione Gastronomica del Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

La scuola di alta formazione di In Cibum si presenta come una risposta molto forte a una reale esigenza del mercato e si propone come soggetto deputato ad incrociare domanda ed offerta di lavoro e far da cerniera con il mondo delle imprese. Inserita in una struttura di 4.000 mq, verrà inaugurata ad aprile a Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno. Cinque i corsi che compongono l’offerta formativa professionalizzante del 2019: Chef IN Formazione, Chef INternazionale, IN Pasticceria, IN Pizzeria e IN Gelateria. IN Cibum si impegna a trovare un lavoro entro un anno. Altrimenti viene rimborsato il 50% dell’iscrizione. Chi, invece, volesse mettersi in proprio, verrà coinvolto in un incubatore da parte dell’area LAB, Laboratorio d’impresa: avrà 12 settimane di tempo per formalizzare un’idea imprenditoriale, capace di stare sul mercato. Uno dei punti di forza di questi percorsi formativi è il corpo docente: professionisti del mondo della gastronomia.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Magia, cervello e matematica: come i numeri governano il nostro pensiero

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Roma lunedì 18 marzo al Piccolo Eliseo, ore 20.00 Via Nazionale 183 Ingresso libero fino a esaurimento posti. La Scienza e Noi presenta un conferenza-spettacolo dedicata ai numeri, con uno show di intriganti giochi di magia basati su principi matematici, presentati dalla scienziata Antonietta Mira, e commentati da uno dei più noti e autorevoli neuroscienziati italiani, Giorgio Vallortigara.Antonietta Mira, professore di Statistica presso l’Università della Svizzera italiana, USI, e l’Università dell’Insubria, è appassionata di giochi di prestigio che hanno alla base principi matematici e ha pubblicato, con il maestro Vanni Bossi e l’Ing. Francesco Arlati, il volume Mate-Magica (Aboca). In questo volume si ripercorre la storia di giochi di prestigio e indovinelli basati su principi matematici, partendo da antichissimi papiri egizi, passando dalla corte di Carlo Magno che fece chiamare Alcuino da York per istruire i suoi giovani, per giungere fino a Fra Luca Pacioli che condivise con Leonardo da Vinci alcuni indovinelli ed espedienti magici riportati anche nel Codice Atlantico. Gli spettatori più attenti e curiosi dei giochi di prestigio di Antonietta sono i bimbi ricoverati in pediatria al Policlinico San Matteo di Pavia che Antonietta visita come volontario clown-dottore della Compagnia del Sorriso ONLUS. L’espediente educativo della mate-magia è molto efficace: il prestigio, creato da semplici regolarità matematiche, motiva lo spettatore a capire la matematica sottostante per poter riprodurre il gioco e, a sua volta, sorprendere, moltiplicando così lo stupore all’infinito.Sempre con finalità di divulgazione scientifica, Antonietta ha creato, insieme a L’ideatorio dell’USI, una mostra per rendere popolari e affascinanti concetti di matematica, probabilità e statistica troppo spesso considerati difficili, noiosi o inutili. La mostra, “Diamo i numeri!”, è stata inaugurata a Lugano tre anni fa e sta ora girando in tutto il mondo.
Giorgio Vallortigara, ordinario di Neuroscienze e Direttore Vicario del Center for Mind/Brain Sciences dell’Università di Trento, partirà dalla performance di Antonietta Mira per raccontare come nasce la matematica nel cervello. Anche gli animali sanno contare. Negli ultimi anni c’è un crescendo di risultati nelle ricerche sulle capacità numeriche delle altre specie: pulcini che contano, api che capiscono cosa sia lo zero, scimmie che fanno addizioni e sottrazioni… Ma la capacità di calcolo astratto è solo umana. Come la abbiamo sviluppata? E’ già nel nostro cervello alla nascita, trasmessa quindi per via genetica, o viene appresa fin dalla primissima infanzia? Nella nostra linea evolutiva, perché abbiamo affinato le capacità di calcolo? Nel cervello, sono stati individuati i cosiddetti “neuroni del numero”. Cosa significa tutto ciò? Dobbiamo ripensare l’origine e la storia evolutiva delle capacità numeriche? E in che cosa, e per quali ragioni, gli esseri umani rimangono diversi dagli altri animali, avendo sviluppato essi soli l’edificio imponente delle matematiche?Una serata di scienza e intrattenimento per capire uno dei più affascinanti misteri del cervello.Info e diretta streaming su: http://www.brainforum.it

Posted in Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dalla formazione continua al perfect match

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Milano Politecnico di Milano Graduate School of Business e Microsoft. Un tutor digitale per la formazione continua che, grazie all’intelligenza artificiale, permetta a studenti, Alumni e professionisti – e molto presto anche aziende che vogliono ottimizzare il processo di selezione individuando il candidato più idoneo a un certo ruolo – di costruirsi un percorso formativo su misura, tarato sulle reali competenze acquisite e indirizzato a colmare le lacune rispetto agli obiettivi professionali e alle esigenze di un mercato del lavoro in costante evoluzione. Naturalmente in smart learning, in base al tempo e alle modalità che ognuno può dedicare al proprio aggiornamento. Si tratta di FLEXA, la prima piattaforma digitale promossa da una Business school a livello internazionale a supporto di un percorso di apprendimento continuo e personalizzato. Nato dalla collaborazione tra MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business, Microsoft e B.Digital, FLEXA è attualmente a disposizione degli studenti e degli Alumni di MIP, ma dall’autunno sarà accessibile anche a professionisti e aziende, che potranno collaborare con la Business School alla formazione dei dipendenti e a campagne di recruiting mirate, basate su un’accurata profilazione dei candidati, così da ottenere il perfect match tra domanda e offerta di lavoro. Basato sulla piattaforma cloud di Azure e sulle funzionalità di analisi e AI di Microsoft, il “digital mentor” permette a ciascuno, in maniera personalizzata, di fare un test di valutazione delle soft e digital skill e un’autovalutazione di quelle hard, così da individuare il gap da colmare per raggiungere gli obiettivi professionali dichiarati. In base a questo e al tempo a disposizione, FLEXA suggerisce “pillole” di formazione quotidiana e una serie di contenuti da approfondire (articoli di stampa, video, webinar, eventi, corsi erogati da fonti certificate come Business School e Università prestigiose, nazionali e internazionali), profili simili con cui entrare in relazione in modo da espandere il proprio network professionale e creare community, pubblicando contenuti inediti e condividendo interessi, fino all’individuazione di start-up con cui collaborare in base al proprio profilo. “Siamo stati la prima Business School italiana (era il 2014) a credere fortemente nel digital learning e a investire per far evolvere in chiave digitale la nostra offerta formativa, per gli individui e per le imprese – commenta Andrea Sianesi, Dean del MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business –. I risultati ci hanno dato ragione e siamo orgogliosi che questo ulteriore, importantissimo tassello della nostra strategia sia finalmente realtà, grazie alla collaborazione con Microsoft che ha sviluppato per noi e con noi piattaforme sempre più innovative e performanti”. “FLEXA nasce dalla volontà di dare risposte concrete alle esigenze di più soggetti, che vanno dagli studenti agli Alumni, ai professionisti, alle aziende – spiega Federico Frattini, Associate Dean for Digital Transformation del MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business -. È necessario ridefinire la formazione in un sistema caratterizzato da un eccesso di informazioni che rende difficoltoso prendere le decisioni più giuste per la propria carriera, ma anche aumentare la conoscenza trasferita dal mondo accademico alla società a un costo sostenibile, mantenere il legame tra gli Alumni e la Scuola attraverso preziose forme di collaborazione e networking, identificare i punti di forza e di debolezza degli studenti proponendo un percorso formativo sempre più personalizzato. Infine, ma non certo per importanza, bisogna aiutare le imprese a trovare il candidato migliore per il profilo da coprire, sulla base non solo dei titoli ma anche del percorso di learning development e alle ambizioni di carriera dichiarate”.“L’Intelligenza Artificiale, in un momento di stagnazione economica come quello attuale, rappresenta un’opportunità enorme per il nostro Paese. È stato calcolato infatti che l’AI in Italia possa contribuire a far crescere il PIL dell’1% con un impatto significativo in tutte le industrie e mercati. Tuttavia, per poter coglierne davvero i benefici, è fondamentale avere le competenze adeguate e l’Italia purtroppo è uno dei Paesi con il più forte skills mismatch, ovvero il divario tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle realmente disponibili. Mai come ora quindi diventa fondamentale investire nella formazione avanzata. La nostra collaborazione con il MIP per la realizzazione di Flexa vuole proprio rispondere a questa necessità e dare un contributo concreto per aiutare studenti e professionisti ad acquisire le competenze necessarie a essere competitivi nel mercato del lavoro. Inoltre, essendo Flexa stessa basata sull’AI, è un chiaro esempio dell’impatto dell’Artificial Intelligence nel settore HR. Una volta che la piattaforma infatti sarà estesa alle aziende, aiuterà le Risorse Umane a effettuare selezioni sempre più precise e accurate in tempi più rapidi”, ha commentato Fabio Moioli, Direttore Divisione Enterprise Services di Microsoft Italia.Il passo successivo i riguarderà le aziende, che salendo a bordo di FLEXA saranno visibili a tutta la Talent Bank del MIP, composta da individui italiani e stranieri provenienti dai programmi MBA, Executive MBA, dai master specialistici e dall’Academy. Le imprese potranno pubblicare offerte di lavoro rivolte a candidati di alto profilo (in taluni casi suggeriti direttamente dalla piattaforma) mentre gli utenti potranno proporsi per le diverse posizioni aperte, ricevendo suggerimenti per essere in linea con i requisiti richiesti.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rene policistico e terapia nutrizionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

La Terapia Nutrizionale è un aspetto cruciale del trattamento del rene policistico, eppure la maggior parte degli studi sono concentrati sull’approccio farmacologico per rallentare la progressione della malattia. Il rene policistico dell’adulto, che si indica anche con la sigla ADPKD, è una delle malattie genetiche più comuni con un’incidenza di 1 su 1000 La malattia renale policistica autosomica dominante (Autosomal Dominant Polycystic Kidney Disease, ADPKD), è la più comune forma di malattia renale cistica e rappresenta, nel mondo, la causa di malattia renale cronica terminale nel 7-10% dei pazienti. I pazienti sviluppano cisti in entrambi i reni che aumentano in numero e dimensioni durante la vita fino a causare la perdita totale di funzionalità renale. Ne esistono due forme: il tipo I, causato da mutazioni del gene PKD1, che codifica per la policistina-1, è la forma più diffusa ed aggressiva e colpisce soggetti giovani; il tipo II è causato da mutazioni del gene PKD2 che codifica per la policistina-2 e rappresenta il 10-15% dei casi, ad evoluzione più lenta e ad esordio in età adulta. Lo studio italiano da poco pubblicato su Journal of Nephrology ha analizzato l’impatto sulla dimensione delle cisti e la progressione della patologia di 5 fattori nutrizionali.
“L’obiettivo primario è diminuire la dimensione delle cisti la cui crescita contribuisce alla distruzione del tessuto renale nel 50% dei pazienti sopra ai 50 anni” sottolinea il Dottor Biagio Di Iorio, Direttore UOC di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale “A. Cardarelli” di Napoli, Moderatore della sessione dedicata alla Nutrizione Clinica nell’ambito del Congresso Internazionale di Cardionefrologia di Roma. “La gestione dell’assunzione di acqua è un elemento fondamentale della strategia terapeutica, semplice e senza effetti collaterali ma non sempre accettata dai pazienti, soprattutto quelli più anziani che presentano una riduzione fisiologica del senso della sete. L’obiettivo è tentare di sopprimere la produzione di ormone antidiuretico (vasopressina) e la conseguente formazione di due enzimi che inducono la crescita delle cisti. Uno studio di Nagao ha osservato che aumentando l’apporto di idrico di 3.5 – 8.2 volte in 10 settimane si otteneva una riduzione del 29,8%-27% del volume dei reni (in modelli animali), una diminuzione dal 54 al 28% del rapporto rene/peso del corpo e una diminuzione dell’urea (un parametro di funzionalità renale) da 38 a 26 mg/dl. Possiamo dire che l’idratazione può essere utile nelle prime fasi della malattia e quando siano presenti calcoli renali, eventualità in cui la cosiddetta terapia ‘idropinica’ è ormai consolidata, mentre per l’effetto sulla dimensione delle cisti saranno necessari ulteriori studi. Meglio allora puntare sulla riduzione del sodio: nello studio HALT-PKD la riduzione dell’apporto di sale a meno di 2.4 g/giorno ha mostrato una riduzione della crescita del volume renale. Inferiori quantità di sale hanno effetti sulla vasopressina analoghi a quelli ottenibili aumentando l’apporto idrico. “Il fosforo è un altro elemento chiave: nonostante non ci siano evidenze che l’intake abbia effetti sulla progressione della malattia, sembra però influenzare la mortalità. Livelli di 3-4.6 mg/dl erano correlati ad una mortalità dell’8% contro il 34% di quelli con livelli di 4.6-5.5 mg/dl e il 58% di decessi nel gruppo con quantità tra 5.5 e 6.8 mg/dl anche a causa dell’impatto sul sistema cardiovascolare. Una dieta troppo ricca di proteine animali favorisce la progressione verso la malattia renale cronica terminale” afferma il Dottor Luca Di Lullo, Responsabile Scientifico del Congresso di Roma. Altri studi stanno indagando gli effetti di una moderata restrizione calorica (tra il 10 e il 40%) sfruttandone il potere antinfiammatorio: la diminuzione del 23% dell’apporto calorico ha mostrato di diminuire la dimensione dei reni dal 41 al 151% del gruppo di controllo e la proliferazione delle cisti renali è stata del 7,7% rispetto al 15,9% di quelli che non erano stati assegnati al gruppo della restrizione.In generale una dieta a basso contenuto di sodio e proteine animali, e ad alto contenuto di verdure, frutta e acqua è consigliabile e fa parte di una strategia che può essere seguita senza effetti collaterali specialmente nelle prime fasi. Nonostante non possa modificare l’ evoluzione della malattia, la terapia nutrizionale consente di limitare le complicazioni e migliorare la qualità dei vita allontanando il momento di sottoporsi a trattamenti sostitutivi della funzionalità renale (vedi dialisi).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cuore e reni: legami a doppio filo

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Cuore e rene sono due organi anatomicamente lontani ma che hanno strettissimi legami in termini di ‘dialogo’. Un legame che può rivelarsi un’arma a doppio taglio in quanto il coinvolgimento patologico di uno può indurre conseguenze nell’altro. Un’associazione di tipo fisiopatologico a livello di asse cardio – renale fu descritta per la prima volta nel 1951, ma solo nel 2008, durante la conferenza di consenso promossa dall’ADQI (Acute Dialysis Quality Initiative) tenutasi a Venezia, si procedette ad una caratterizzazione per ciò che riguarda definizione, classificazione, epidemiologia, criteri diagnostici, strategie di prevenzione e gestione/terapia della sindrome cardiorenale 1.
Attualmente si riconoscono 5 sottotipi di sindrome cardiorenale in base alla modalità d’insorgenza (acuta ovvero cronica) e all’organo primitivamente coinvolto (sindromi cardiorenali ovvero renocardiache). Quella di tipo II è una patologia estremamente comune nella popolazione, giacchè problemi cardiaci cronici e insufficienza renale cronica coesistono con estrema frequenza. Interessa tre il 20 e il 40% dei pazienti con scompenso cardiaco, mentre l’insufficienza renale è presente nel 45-63% dei soggetti con insufficienza cardiaca. I dati ottenuti rispecchiano i valori di due studi differenti, il primo effettuato valutando i pazienti ammessi al ricovero per scompenso cardiaco acuto (ADHERE study) ed il secondo esaminando pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico in regime di controllo ambulatoriale (DIG trial ). Nello studio ADHERE , la malattia renale cronica era presente nel 63% dei pazienti (di cui 43% con disfunzione moderata, 31% con disfunzione severa, 7% con GFR<15 ml/min/m2) ed il suo grado era direttamente proporzionale al peggioramento delle condizioni del paziente.Nel DIG trial i soggetti affetti erano il 45% e presentavano un aumentato rischio di ospedalizzazione e mortalità. Le malattie cardiovascolari, renali e metaboliche condividono spesso gli stessi fattori di rischio; nell’ultimo Congresso dell’American Heart Association del 2018 è emerso sempre più chiaro questo evidente ‘matrimonio di interesse’.“Danni renali acuti sono largamente rappresentati nei pazienti ricoverati, specialmente nelle unità di terapia intensiva (ICU). L’incidenza è del 70% nei ricoverati nelle ICU con una quota tra il 5 e il 25% che sviluppa una forma di compromissione severa tale da rendere necessaria la terapia sostitutiva della funzione renale (dialisi e trapianto). Forte anche il pegno in termini di mortalità che si aggira tra il 50 e l’80%” precisa il Prof. Claudio Ronco Direttore del reparto di Nefrologia dell’ospedale San Bortolo (Vicenza): “Questa specifica forma di sindrome cardio renale, precisamente la 3, è associata ad una cascata di eventi proinfiammatori che ricadono sul muscolo cardiaco provocando ipertrofia miocardica ed accelerando il processo di aterosclerosi. Una valanga di citochine, chemochine, interferoni, interleuchine e Tumor Necrosis Factor sino ad un nuovo peptide, da poco indagato, chiamato TWEAK (Tumor Necrosis Factor-like weak inducer of apoptosis) potrebbero rappresentare nuovi target terapeutici.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Aggiornamento mensile sulla strategia di investimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

A cura di:Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management.
Febbraio si chiude in maniera positiva sui mercati azionari sviluppati che continuano il loro movimento al rialzo seguendo lo stesso spartito seguito da inizio anno: sostegno sul fronte della liquidità da parte della FED (e da parte delle altre banche centrali), notizie incoraggianti sul fronte della guerra commerciale e miglioramento marginale dei dati macro sulla componente servizi, mentre il settore industriale/manifatturiero continua ad essere debole. Gli investitori in questa prima parte dell’anno hanno mantenuto un atteggiamento cauto come registrato dai deflussi su mercati azionari sviluppati (deflussi cumulativi da azioni europee pari a $-116 bn ad 1 anno); pertanto, il movimento potrebbe non essersi ancora esaurito data la scarsa partecipazione degli investitori al rally di inizio anno e la diffusa convinzione che la crescita macroeconomica sia destinata a mantenersi debole. Tuttavia, pensiamo che la fase di consolidamento iniziata a marzo possa protrarsi ulteriormente, in attesa di un nuovo “catalist” positivo di mercato. Riteniamo inoltre che il potenziale correttivo del mercato non sia ampio, considerato il posizionamento cauto degli investitori e l’ampio sostegno fornito dalle banche centrali in questa fase. Sul fronte FED crediamo che sia meritevole d’attenzione il dibattito che si sta sviluppando all’interno del comitato su possibili modifiche all’obiettivo di stabilità dei prezzi: un obbiettivo d’inflazione media all’interno dell’intero ciclo economico implicherebbe la volontà di recuperare la sotto-performance dell’inflazione durante la fase recessiva del ciclo con una politica monetaria volutamente più accomodante del necessario durante le fasi di ripresa economica. Si tratta di un argomento che verrà dibattuto durante una conferenza indetta a inizio giugno e potrebbe avere conseguenze importanti per premi di rischio e curve obbligazionarie (più ripide). La BCE in occasione della riunione di inizio marzo ha sorpreso i mercati, abbassando significativamente le stime sulla crescita e inflazione in Europa e annunciando al contempo il rinnovo del programma di erogazione di liquidità alle banche (TLTRO III): si tratta di una misura necessaria per il rifinanziamento del sistema bancario italiano, fornendo in particolare sostegno alla parte a breve della curva italiana.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Cambiamenti climatici e ricadute sull’ecosistema

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

“Da anni i Consorzi di bonifica sono sensori dei cambiamenti climatici in atto, dovendone affrontare, anche in questi giorni, le conseguenze. Per ciò, aderiamo con convinzione al primo #climatestrike organizzato internazionalmente dai giovani, condividendo il preoccupato monito del Presidente della Repubblica: siamo sull’orlo di una crisi climatica globale. Siamo orgogliosi che il logo ANBI sia stato accettato dagli organizzatori fra i partner dell’iniziativa ed abbiamo invitato tutti i Consorzi di bonifica italiani a condividere, venerdì 15 Marzo (#FridaysForFuture), con una significativa foto sui social, le motivazioni della protesta giovanile”: ad annunciarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto a Palmanova ad un workshop sul futuro della Bonifica, organizzato nell’ambito di un’azione cofinanziata dalla Commissione Europea.Dopo l’Emilia Romagna è, infatti, il Nordest a guardare con preoccupazione lo stato delle risorse idriche, considerando l’assenza di precipitazioni e lo scarso manto nevoso sulle montagne.
L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per il Distretto delle Alpi Orientali (competente sui bacini dell’Adige, del Brenta-Bacchiglione, del Piave e del Tagliamento), riunitosi a Trento con una settimana d’anticipo a causa della situazione in atto, indica come i dati relativi ai serbatoi nivali (neve) ed al livello nei laghi di montagna segnalino una situazione non ancora critica, ma che va seguita con grande attenzione.
Nello specifico, i manti nevosi sulle montagne del bacino del fiume Adige sono al 43% rispetto alla media del periodo; quelli del bacino Brenta Bacchiglione sono al 18% e quelli del Piave sono al 27%.In Veneto, il lago di Pieve di Cadore è al 70% della sua capacità massima; il lago del Mis è al 62%, quello di Santa Croce è al 65%, mentre il bacino del Corlo è al 50%.“Alla luce di questi dati – commenta Andrea Crestani, Direttore di Anbi Veneto – l’Autorità definisce l’attuale scenario come livello di severità idrica bassa, poichè la domanda d’acqua è soddisfatta (la stagione delle irrigazioni deve ancora iniziare), ma gli indicatori mostrano un trend sfavorevole con assenza di precipitazioni e temperature troppo elevate .”“La vitale importanza dell’acqua trattenuta nei bacini – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è confermata anche dai dati del Friuli Venezia Giulia, dove la presenza delle riserve idriche dei laghi artificiali di Ravedis e Barcis garantisce una certa tranquillità. Per questo, ribadiamo la necessità di aprire i cantieri previsti dal Piano Nazionale Invasi, chiedendo al contempo il finanziamento di ulteriori progetti esecutivi, che i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno pronti. Diversa è la situazione nel bacino del fiume Isonzo, le cui caratteristiche idrologiche e la condizione transfrontaliera con la Slovenia sollecitano una sua infrastrutturazione per garantire disponibilità idrica costante alle campagne italiane.”“La sfida – conclude il Presidente di ANBI – è tenere unito il Paese, anche nella gestione idrica, per non perdere la sfida della competitività nel settore agroalimentare, che vale 45 miliardi di export, l’86% del quale è irriguo, perché senza disponibilità d’acqua non c’è qualità agricola.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »