Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Scuola: Precariato, è record

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Sotto accusa il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Anief chiede un intervento urgente per evitare il boom di ricorsi risarcitori in tribunale.Più di 150 mila contratti sono dati in supplenza, molto spesso a docenti non abilitati, ma anche a neo-laureati perché nelle graduatorie ad esaurimento, da cui si assume per il 50% dei posti in ruolo e si affidano in prima istanza le supplenze dagli ex provveditorati, non è più consentito l’inserimento dal 2012 al personale abilitato nonostante siano migliaia i docenti abilitati dallo Stato, e perché prendere una supplenza dalle graduatorie d’istituto, che non sono provinciali, diventa sempre più un terno al lotto quando con le semplici dichiarazioni di messa a disposizione si può presentare domanda in ogni scuola italiana e non nel numero imposto dal Ministero.
Le scuole pubbliche italiane hanno estremo bisogno di insegnanti, per via dei tanti posti vuoti. Il Ministero dell’Istruzione però non vuole affrontare il problema, inserendo nelle graduatorie provinciali i tanti docenti già abilitati e organizzando corsi abilitanti per quelli che da più di tre anni insegnano nelle nostre scuole. I presidi sono costretti a ricorrere alle domande di messe a disposizioni pervenute ai singoli istituti come ha riportato il quotidiano La Repubblica denunciando le quasi 11 mila supplenze, alcune annuali, che nell’anno in corso sono state assegnate a “supplenti fai da te” che “non risultano iscritti in nessuna graduatoria ufficiale, né in quelle provinciali ad esaurimento né in quelle d’istituto”.
In Italia ci sono sempre più aspiranti docenti che lavorano “in molti casi fino al 30 giugno, grazie al loro spirito di intraprendenza. Anche con la sola laurea”, dopo avere presentato al dirigente scolastico una semplice “messa a disposizione”: è una condizione inusuale, che porta “la scuola italiana indietro di 70 anni”.
“Alla politica di smantellamento delle liste dei precari storici – scrive La Repubblica – sono state affiancate dal 2008, con la riforma Gelmini, almeno altre tre nuove riforme del reclutamento che però sono andate a rilento e sono state modificate a ogni cambio di governo”. I supplenti in servizio nelle scuole italiane hanno raggiunto nel 2018/19 la stratosferica cifra di 164mila unità: quasi uno ogni cinque docenti in cattedra. E l’anno prossimo andrà peggio.”
Bisogna consentire anche ai tanti precari con 36 mesi di servizio di conseguire l’abilitazione o di essere assunti direttamente dalle stesse graduatorie d’istituto da trasformare in provinciali.

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