Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for 21 marzo 2019

Sostenibilità, territorio e ambiente. Opportunità e sfide per la società contemporanea

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Roma venerdì 22 marzo 2019 nel convegno “Sostenibilità, territorio e ambiente. Opportunità e sfide per la società contemporanea”, organizzato dall’Università Europea di Roma insieme a The Italian Council for a Beautiful Israel, alle 9:00 in via degli Aldobrandeschi 190.
L’incontro sarà aperto da un saluto di Padre Pedro Barrajón LC, Rettore dell’Università Europea di Roma, e di Dario Coen, Co-Fondatore di Italian Council Beautiful Israel.
Moderatore del convegno sarà il Prof. Guido Traversa dell’Università Europea di Roma.
Interverranno: Loredana Giani (Università Europea di Roma) sul tema “Ruolo del principio di precauzione e di prevenzione nelle politiche pubbliche ambientali”, Renata Salvarani (Università Europea di Roma) “Spazi urbani e coesistenza di gruppi identitari diversi: case studies e prospettive di coesione sociale”, Simonetta Putti (Psicoanalista e psicoterapeuta socia A.R.P.A. e I.A.A.P. e A.L.I.) “Un’etica della responsabilità per il benessere e la sostenibilità del vivere”, Marcelo Sternber (Head, Plant Ecology Lab School of Plant Sciences and Food Security, Faculty of Life Sciences , Tel Aviv University) “Effetti del cambio climatico in Israele: certezze e incognite”, Aldo Winkler (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) “La Terra e il suo clima: cicli naturali, mutamenti d’origine antropica e inquinamento atmosferico”, Alberto Sonnino (Medico-Psichiatra, Membro della Soc Psicoanalitica italiana; Presidente dell’Italian Council Beautiful Israel) “Cambiamenti climatici e rispetto per l’ambiente: il punto di vista di uno psicoanalista, l’esperienza israeliana”, Ruggero Di Pace (Università del Molise) “Risorse naturali e sostenibilità: gli strumenti operativi per la qualità della vita”, Carmen Bizzarri (Università Europea di Roma) “Sostenibilità e territorio: il ruolo attivo della comunità per la tutela dell’ambiente”. Conclusioni: Guido Traversa.

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A Milano una tragedia evitata grazie al tempismo dei carabinieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

sim carabinieriOggi è il giorno dell’orgoglio. Oggi è il giorno in cui una Nazione si alza in piedi e vi tributa la sua ovazione. Oggi che 51 famiglie vi ringraziano per una tragedia evitata, vi ringrazia anche l’Arma tutta. Vi ringraziamo, colleghi, perché il vostro agire, non pianificato, non contemplato in nessuna “libretta” perché nel nostro lavoro ci sono eventi che mai è possibile prevedere, può essere descritto solo come ALTISSIMO SENSO DEL DOVERE. Vi ringraziamo perché il vostro agire è la migliore replica ai tanti attacchi mediatici subiti negli ultimi tempi, a inverecondi spot pubblicitari di bevande energetiche. Vi ringraziamo perché, appunto, il vostro agire ci riempie di orgoglio.
Un lavoro come gli altri? No, grazie. Il nostro non lo è e non lo è mai stato, né mai l’abbiamo voluto. I diritti si, quelli li vogliamo, perché la nostra specificità non debba scadere nell’essere considerati cittadini di serie B.
Per questo motivo, il SIM Carabinieri, nel ringraziarvi ancora, chiederà, ai massimi livelli istituzionali, che vi siano tributati i riconoscimenti che meritate.
In ultimo non possiamo dimenticare che a rattristare questa giornata esaltante ci è giunta la notizia dell’ennesimo estremo gesto compiuto da un nostro collega Tommaso Mascolini del 10° Reggimento Campania, che si è tolto la vita ad un passo dalla pensione. Ancora una volta ribadiamo che i Carabinieri, come tutto il personale in uniforme, sono persone a rischio perché fanno un lavoro a rischio, perché sono sottoposti a stress continuo, perché incontrano persone in momenti tragici e di tali tragedie si fanno carico venendone segnati. Ancora una volta riteniamo urgente che l’Amministrazione prenda gli opportuni accorgimenti anche attraverso un’assistenza psicologica finalizzata a prevenire, aiutare, ascoltare e non vista come strumento afflittivo. (foto: copyright sim carabinieri)

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Le opportunità delle Vie della Seta per l’Italia e l’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

In Italia ogni cosa, a prescindere da chi la propone, diventa sempre un guazzabuglio litigioso e gridato per un consumo tutto interno, anche elettorale. Questo è il paese, purtroppo. Mancano una visione strategica e la percezione di un interesse europeo e italiano.
Ora arriva in Italia Xi Jinping, il presidente cinese, per sottoscrivere degli accordi commerciali e un memorandum of understandig con l’Italia. La Cina ha una chiara strategia: sviluppare una collaborazione con tutti i paesi lungo la Via della seta per dare sbocco ai propri prodotti. Facendo così, ovviamente, crea nuove amicizie e nuove alleanze, con inevitabili ripercussioni geopolitiche.
Del resto, anche gli Stati Uniti, che fino ad oggi hanno permesso alle proprie corporation di produrre merci a basso costo sul territorio cinese per poi importarle, hanno cambiato completamente strategia: giocare la carta geopolitica per contenere la Cina in tutti i settori. Non dopo aver piazzato una buona parte del loro debito pubblico in mani cinesi.
L’Europa, e anche l’Italia, mancando di un’identità storica precisa, non hanno alcuna visione strategica e indipendente del proprio futuro e rischiano di essere sballottate da una parte all’altra e di essere schiacciate nello scontro tra i due colossi mondiali.
Non sappiamo esattamente cosa contiene il memorandum of undertanding sulla “Belt and Road Initiative” (BRI), ma è lecito pensare che con la Cina l’interesse dell’Italia sia quello di creare un rapporto di cooperazione. Escludiamo che sia in gioco una “scelta di campo”. Probabilmente è l’occasione per incrementare lo sviluppo del nostro paese, a partire dal Mezzogiorno.
Le nostre imprese dovrebbero poter partecipare ai grandi investimenti in tutti i paesi lungo il corridoio eurasiatico, almeno tanto quanto già fanno la Germania, la Francia e la Gran Bretagna. L’Italia, inoltre, potrebbe diventare il motore del coinvolgimento dell’intera Ue nel progetto, per far valere l’interesse comune e la visione europea.
Detto per inciso, si dovrebbe sapere che un MoU non è un trattato, non è una legge, né un contratto. Si tratta soltanto di un documento con il quale ci si impegna, senza alcun obbligo, a valorizzare tutte le possibili collaborazioni.
E’ vero. L’Italia potrebbe essere il primo paese del G7 e il primo membro fondatore dell’Europa a firmare un memorandum d’intesa con la Cina sull’adesione alla citata BRI. Ciò potrebbe irritare chi vuole lo scontro con la Cina. Noi invece pensiamo possa essere solo il primo passo per un accordo complessivo tra l’Unione europea e la Cina, senza rinnegare gli impegni atlantici né l’appartenenza al mondo occidentale.
La BRI è stata “lanciata” nel 2013. Dopo cinque anni si deve usare il plurale per le “Nuove Vie della Seta” in quanto sono ipotizzati due corridoi: uno terrestre, che, attraversando numerosi paesi dell’Asia, arriva a Mosca e poi fino a Duisburg, in Germania, e uno marittimo che dai porti della Cina arriva fino a quelli del Mediterraneo, e oltre. In questi anni la Cina ha già firmato 38 accordi bilaterali e regionali con 34 paesi lungo il corridoio marittimo.
La Via della seta marittima ha nel Mediterraneo il suo sbocco più importante. La Cina ha fatto grandi investimenti nelle infrastrutture, porti, interporti e snodi logistici in paesi come la Grecia, la Turchia, la Spagna, in Israele, oltre che in Italia. Ma il nostro paese ha maggiori potenzialità per diventare l’hub logistico per l’intera Europa.
In Italia ci sono quattro porti profondi adeguati ad accogliere le mega navi container con un pescaggio di 16-18 metri: Trieste, Genova, Taranto e Gioia Tauro. Genova e Trieste dovrebbero esseri i porti con i quali i cinesi starebbero per sottoscrivere degli accordi.
Si ricordi che i cargo cinesi coprono già il 30% dei traffici di Genova e Savona. Adesso si andrebbe ad aggiungere il porto di Vado Ligure, dove Pechino ha già fatto dei grandi investimenti. Alla fine di gennaio il porto di Trieste ha ospitato per la prima volta un traghetto merci lungo 237 metri. Trieste, come noto, fa parte del Corridoio 5, quello che coinvolge il tratto TAV/AC Lione – Torino che, anche per questo, sarebbe opportuno realizzare. Inoltre, in questo quadro diventano decisive le infrastrutture di scarico delle merci, di magazzinaggio e di trasporto veloce. Perciò è importante l’automazione e quindi la digitalizzazione dei sistemi intermodali. Di conseguenza si parla anche del famoso 5G e della Huawei, sui quali vi è una sorta di veto americano. I cinesi, comunque, sembra considerino l’Italia, più che una rete porti di transito, una vera piattaforma per la logistica e la trasformazione delle merci. Il che è una grande opportunità soprattutto per i porti del nostro Mezzogiorno, dove sono state create delle zone economiche speciali per attrarre investimenti. La Sicilia, in particolare, potrebbe diventare la piattaforma logistica e di sviluppo per gli investimenti e i progetti da attuare in Africa. Come noto la Cina ha già sottoscritto protocolli d’intesa con alcuni atenei e da tempo manifesta un grande interesse per la cooperazione turistica e per il nostro agroalimentare. Noi, a questo proposito, riteniamo che sarebbe opportuno prevedere nel memorandum che i primi accordi riguardino il Sud.
Intanto si ricordi che l’Italia non è il primo paese europeo a cooperare con la Cina. L’OCSE afferma che compagnie cinesi hanno già acquisito partecipazioni importanti in numerosi porti europei: Marsiglia, Nantes, Le Havre e Dunkirk in Francia, Bilbao e Valencia in Spagna, Anversa e Bruges in Belgio, Rotterdam, in Olanda, Amburgo in Germania.
Inoltre, il Pireo, in Grecia, dove i cinesi avrebbero già investito circa 5 miliardi di dollari, diventerebbe il primo porto per container del Mediterraneo e l’hub principale per le esportazioni cinesi in Europa. Significativo anche il controllo della Cina del 35% del terminal Euromax di Rotterdam, il primo porto europeo. Così dicasi del controllo del 100% del porto di Bruges, che è il primo al mondo nel traffico commerciale dei veicoli.
In considerazione di questi dati, le polemiche nostrane ci sembrano eccessive. In Italia si dovrebbe imparare un po’ dalla Germania. Berlino sta realizzando il Nord Stream 2, la grande infrastruttura per portare gas dalla Russia attraverso il Mar Baltico. Lo fa nell’interesse tedesco, europeo e anche italiano. Washington vorrebbe fermarlo. E’ la strategia geopolitica degli Stati Uniti di Trump. Berlino, però, tira dritto e nessuno in Germania si permette di dire che adesso Berlino sia caduta nella morsa dell’”orso russo”. Sarebbe una sciocchezza, così come lo sarebbe se si dicesse che l’Italia abbandona i suoi tradizionali alleati per correre tra le braccia dei cinesi. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Kazakhstan: “Nazarbayev vero innovatore che ha saputo coniugare ordine e benessere”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

“Il presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbayev ha Servito per 30 anni il popolo e la nazione kazaka con onore. E’ stato un innovatore, che ha saputo coniugare, sotto la sua guida, ordine, sicurezza e benessere per i più umili. Un vero Socialista delle origini che ha unito i valori sociali con quelli nazionali. Con la sua lungimiranza ha garantito alla Nazione un trentennio di ricchezza e sviluppo portando il Suo Stato ad un livello di welfare simile all’occidente La certezza che il Kazakhstan continuerà il suo processo di modernizzazione avendo come modello di governo quello della sua guida del Presidente Nazarbayey”. E’ quanto dichiara in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera e componente della commissione Esteri.

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Junior Achievement e ABB lanciano il Premio Impresa 4.0

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Junior Achievement Italia, riferimento nel nostro Paese della più vasta organizzazione non profit al mondo dedicata all’educazione economico-imprenditoriale per i giovani, e ABB Italia, multinazionale leader nelle tecnologie per l’energia e l’automazione, lanciano oggi la seconda edizione del Premio Impresa 4.0. Il progetto, che si rivolge agli studenti delle scuole superiori, si pone come obiettivo quello di sperimentare percorsi didattici innovativi capaci di formare i lavoratori del futuro, in particolare nell’ambito dell’impresa digitale. Attraverso un progetto di trasformazione dell’idea in prodotto o servizio, gli studenti avranno la possibilità di avvicinarsi alle opportunità offerte dalle tecnologie digitali di cui si sta dotando l’industria. “In un mercato del lavoro competitivo e in continua evoluzione, le competenze trasversali giocano un ruolo fondamentale per i giovani che, rispetto alle generazioni precedenti, sempre di più devono poter integrare all’interno del curriculum scolastico altre abilità e capacità” ha dichiarato Antonio Perdichizzi, Presidente di JA Italia. “All’interno di un percorso di educazione imprenditoriale consolidato come Impresa in azione, il progetto Impresa 4.0 in collaborazione con ABB, mira a creare terreno fertile perché le competenze digitali e l’internet of things attecchiscano tra i giovani, supportandoli nello sviluppo di progetti creativi ma imprenditorialmente sostenibili”.Gli studenti potranno candidare le proprie idee attraverso progetti elaborati in italiano o in inglese, che saranno valutati per aderenza al tema, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il progetto che supererà le selezioni della giuria, composta da dipendenti ABB e professionisti esterni, sarà premiato a BIZ Factory, finale nazionale conclusiva di Impresa in azione, il programma di educazione imprenditoriale più diffuso in Italia. Le candidature sono aperte fino al 18 maggio.
Per facilitare il lavoro delle mini imprese, gli studenti avranno a disposizione un business kit dedicato all’interno della piattaforma di progetto http://www.impresainazione.it che affronta da diverse angolazioni i temi Impresa 4.0 e Internet of things, tutti argomenti sui quali ABB costituisce un punto di riferimento in Italia, riconosciuta quale azienda “faro” del Piano Impresa 4.0 per l’implementazione della trasformazione digitale al suo interno.“ABB riconosce quanto sia fondamentale che i giovani sviluppino le proprie competenze facendo leva sulle nuove tecnologie e sulla digitalizzazione, per affrontare un mondo del lavoro in rapida evoluzione, attraverso progetti concreti di sviluppo di nuove imprese e servizi” sottolinea Eliana Baruffi, Corporate Communications Manager di ABB Italia e membro del Board di Junior Achievement. “Per questo attraverso Junior Achievement Italia con un nutrito gruppo di volontari esperti, offriamo alle scuole iniziative di formazione di grande concretezza, capaci di incoraggiare la creatività e trasferire il senso di intraprendenza unito a competenze tecniche specialistiche”.La scorsa edizione di Impresa in azione ha visto la partecipazione di quasi 16.000 studenti e oltre 1.100 insegnanti. 38 mini imprese sono state considerate eleggibili, si sono candidate online e sono state selezionate attraverso lo screening di executive summary, annual report, video pitch, e coerenza con il Premio Impresa 4.0. Le 5 mini imprese selezionate dalla giuria di esperti, composta da dipendenti ABB e professionisti esterni, hanno partecipato ad audizioni online da cui è emerso il vincitore: la mini impresa sVOLTAmo dell’ITTS Alessandro Volta, di Perugia premiato a Biz Factory 2018.

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Migranti e salute: prevenzione, cura e false notizie

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Secondo i dati del Forum Sociale delle Migrazioni 2018, svoltosi in Mexico, una persona su sette sul pianeta è migrante, avendo sperimentato una qualche forma di mobilità umana. Nel passato le migrazioni erano favorite, in Italia dal sud verso le industrie del Nord, e similmente in altre parti del mondo che soffrono denatalità e scarsa popolazione. Oggi la tendenza a ostacolare la mobilità umana è diventata più radicata. Come medici non possiamo che agire a favore di chi ha bisogno di un intervento medico. E questa è la logica che ha portato al convegno “Migranti e salute: tra prevenzione, cura e fake news”, che vuole fare il punto sullo stato di salute e sui bisogni dei migranti in Italia.“Promosso dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME) il convegno si svolgerà il 21 marzo 2019 e”, spiega Edoardo Guastamacchia, presidente AME, “potrà contare sulla presenza delle principali organizzazioni che si occupano di questi temi portando il proprio contributo alla comprensione del fenomeno migratorio e nello specifico degli aspetti relativi alla salute; il luogo scelto non è casuale, in Sicilia a Palermo dove i medici che accolgono, i medici di pronto soccorso, pediatri, ginecologi e psicologi hanno il compito di rispondere alle necessità di cura”. Il convegno è realizzato grazie al contributo incondizionato di Ibsa Farmaceutici Italia.“Il numero dei migranti residenti a vario titolo sul territorio nazionale è pari a circa il 10% della popolazione generale”, afferma Piernicola Garofalo, Unità operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello e responsabile scientifico del convegno; “i livelli e le modalità di assistenza alla salute nelle sue varie declinazioni (prevenzione, diagnosi e terapia) sono estremamente difformi e poco tracciate. Vogliamo evidenziare alcuni aspetti cruciali dell’intero processo assistenziale. In particolare, procedere con una mappatura delle specificità dei bisogni di salute per questa parte di popolazione e, a seguire, le riposte ai bisogni testimoniate da varie iniziative assistenziali. Da ultimo, ma non meno importante, la gestione dell’informazione relativa alla potenziale trasmissibilità delle condizioni morbose degli immigrati”.
“Per curare i migranti certamente la rimozione di ostacoli di tipo economico rappresenta una strada maestra ma vi sono altre barriere all’ingresso che debbono essere affrontate”. Lo spiega Carlo Devillanova, Professore di Economia Politica, Università Bocconi Milano che in uno studio ha messo a confronto gli accessi a medici di base, specialisti, ospedali e posti di pronto soccorso di immigrati e italiani sulla base dei dati contenuti nell’indagine “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”. “Abbiamo identificato”, continua Devillanova, “gli immigrati in base sia alla cittadinanza, sia al paese di nascita, portando così alla luce anche i percorsi sanitari degli immigrati di seconda generazione. A parità di condizioni, gli immigrati hanno circa il 45% di probabilità in meno di accedere a prestazioni specialistiche e il 45% in più di usufruire di cure prestate nei punti di pronto soccorso. Anche gli immigrati di seconda generazione ricorrono meno degli italiani agli specialisti, ma hanno il 60% di probabilità in più di farsi curare in ospedale. Non ricorrendo al medico di base, in entrambi i casi le patologie si aggravano fino a richiedere l’ospedalizzazione o l’intervento di pronto soccorso. Il motivo di questo approccio pare sia dovuto alle barriere che gli immigrati trovano: non si tratta di barriere di tipo economico, ma legate alla mancanza di informazione, alla complessità dell’apparato burocratico, a problemi linguistici”.Quasi il 37% delle donne immigrate, per esempio, non ha fatto una diagnosi prenatale poiché non informata sulla sua esistenza, contro il 12% delle italiane.

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Le professioni del futuro nella finanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Milano Fornire gli strumenti necessari a gestire e governare la rivoluzione tecnologia in ambito finance, l’inarrestabile transizione verso il Fintech a cui stiamo assistendo. Combinare in un giusto mix competenze di finanza, tecnologia e business analytics per permettere a chi vorrà lavorare nelle banche, nelle assicurazioni o nei fondi di investimento di coprire le nuove figure professionali che i grandi player in trasformazione, o le realtà più giovani e innovative, stanno cominciando a cercare.
Si va dai digital project manager agli specialisti in realtà aumentata e virtuale, dai data scientist ai conversational interface designer che progettano i chatbot, agli universal service advisor, operatori del servizio clienti altamente specializzati. Sono le professioni del futuro in ambito Fintech, profili di cui le aziende più smart hanno già bisogno ma che ancora non trovano candidati.Con l’ambizione di colmare questo skill gap nasce il primo International Master in Fintech, Finance and Digital Innovation (https://www.som.polimi.it/fintech) erogato interamente in lingua inglese dal MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business e sviluppato in collaborazione con i Dipartimenti di Matematica, Ingegneria Gestionale e Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.Un corso che vuole mettere insieme le due “anime” del Politecnico: quella tecnologica, che ne fa il primo Ateneo del Paese, e quella di gestione del business, incarnata dal MIP Graduate School of Business. Il percorso, 12 mesi full time con sponsor di grande prestigio – Aviva, Deloitte, Fabrick Spa, IBM, Intesa San Paolo, Aegis, Moneyfarm e 0Kmfinance -, partirà a settembre e sarà appunto dedicato alla rivoluzione Fintech. Le iscrizioni sono già aperte e riservate a studenti di tutto il mondo, purché in possesso di una laurea triennale (180 ECTS) preferibilmente in Ingegneria, Economia, Finanza o discipline scientifiche. Il master comprende un international study tour di una settimana presso la University College of London (UCL) e visita presso la sede londinese di AVIVA; offre inoltre un’attenta analisi delle nuove tecnologie digitali e delle loro applicazioni nel banking, nell’insurance e nell’asset management: una sorta di abilitatore per chi voglia governare l’innovazione in questo settore, avendo ben chiaro che l’aspetto che assume oggi non sarà quello di domani. Alle competenze sul mondo finanziario e sulle metodologie di business analytics applicate in questo ambito si affiancheranno dunque quelle “digital” (cyber security, gestione di big data, tecnologia blockchain, smart contracts, natural language processing NPL, data visualization) necessarie a costruire e gestire modelli di business innovativi nel mondo finance.

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“È QUI. Un percorso fra luoghi, persone e arte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Forlì. E’ in programma dal 30 marzo al 9 giugno 2019 presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì. Ricerca artistica, attenzione ai giovani e sguardo rivolto al sociale il Gruppo Dino Zoli di Forlì si fa ancora una volta promotore di iniziative tese a valorizzare il rapporto tra arte, nuove generazioni e impresa. Il collettore è la Fondazione Dino Zoli, punto di riferimento culturale per il gruppo societario, che nel 2018 ha lanciato il programma “Who’s next” per sostenere e promuovere la creatività emergente.
Dino Zoli Textile, Fondazione Dino Zoli e Accademia di Belle Arti di Bologna, in collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei / Musei Civici d’Arte Antica e con il patrocinio del Comune di Forlì, presentano un progetto dedicato all’abitare che abbraccerà arte e design, immaginario e memoria.
In esposizione, 29 sedute originali, nate dall’incontro tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, i ragazzi delle cooperative sociali “La Fraternità” (all’interno del Progetto Recooper) e “Arca di Noè” di Bologna e i tessuti della Dino Zoli Textile.
A partire dai racconti dei ragazzi delle cooperative sociali, fatti di parole, ma anche di immagini e suoni, gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, nell’ambito del Corso di Decorazione per l’Architettura, hanno realizzato diversi pattern tessili, stampati su tessuti Dino Zoli Textile. L’archivio dei segni e il patrimonio orale raccolti durante gli incontri sono stati rielaborati graficamente dagli studenti in stampe tessili dalle nuove narrazioni.La collezione “Jointly”, presentata in anteprima presso il Museo Civico Medievale di Bologna in occasione della XIV Giornata del Contemporaneo e prodotta in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale (2018), sarà oggetto di un allestimento completamente rinnovato per garantire al visitatore un’esperienza immersiva ed emozionale. La mostra, che sarà inaugurata sabato 30 marzo alle ore 18.00, sarà visitabile fino al 9 giugno 2019, da martedì a giovedì ore 9.30-12.30, da venerdì a domenica ore 9.30-12.30 e 16.00-19.00, chiuso lunedì e festivi. Ingresso libero.

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Accademia italiana videogiochi: offerta formativa

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Roma Domenica 31 Marzo, AIV – l’Accademia Italiana Videogiochi, primo Istituto di Formazione in Italia in ambito videoludico – dà il via al ciclo di Open Day 2019 aprendo le porte della sede di Via Alessandria per presentare l’offerta formativa dell’Anno Accademico 2019/2020 a tutti i ragazzi interessati ad intraprendere una carriera nel mondo dei videogiochi. Fondata nel 2004 da Luca De Dominicis, AIV propone un percorso formativo successivo al diploma di scuola superiore (l’età minima per poter accedere è infatti 18 anni), con un’offerta didattica che include tre percorsi ben distinti corrispondenti alle figure chiave all’interno di uno studio di sviluppo: il Grafico 3D, il Programmatore ed il Game designer.Durante l’Open Day – strutturato in due turni dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00 – ragazzi e genitori potranno confrontarsi con i docenti dell’Accademia per le informazioni relative ai corsi, così da comprendere nel dettaglio tutte le expertise che scendono in campo per l’ideazione e lo sviluppo di un videogioco.
Tutti i corsi dell’Accademia, infatti, partono dalle basi e si sviluppano in tre anni di corso, durante i quali gli studenti acquisiscono competenze tecniche e pratiche necessarie per lavorare nella gaming industry. I programmi didattici sono aggiornati ogni anno in base alle innovazioni nei tre ambiti e agli sviluppi continui delle tecnologie utilizzate, che permettono ai videogiochi di avvicinarsi sempre di più al mondo del cinema in termini di effetti speciali e non solo. “La crescita registrata nell’industria dei videogiochi negli ultimi anni è la testimonianza dei progressi che il settore sta portando avanti sia dal punto di vista qualitativo dei software, sia nell’ambito dello sviluppo videoludico” – dichiara Luca De Dominicis Fondatore AIV. “I videogiochi si stanno affermando sempre più come ottava arte e siamo orgogliosi di far parte di questo percorso di crescita della gaming industry tramite i talenti che formiamo da oltre 15 anni di attività. Quest’anno portiamo a Roma la seconda edizione di Level Up – Rome Developer Conference organizzata in collaborazione con il Rome VideoGameLab dal 10 al 12 maggio presso gli studios di Cinecittà. Sarà l’occasione per promuovere lo sviluppo di questa industria in Italia ospitando professionisti di calibro internazionale per diffondere e condividere know-how e best practices.”La partecipazione all’Open Day è completamente gratuita con posti limitati. Si consiglia la prenotazione tramite il form online che si trova sul sito di AIV.

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“Lotta alle emissioni: diesel da assolvere”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Oggi un’auto diesel “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a un veicolo “Euro 1”. Stessi progressi sono stati compiuti nel trasporto pesante, dove un motore “Euro VI” presenta emissioni 8 volte inferiori rispetto a uno omologato “Euro III”. Nei primi due mesi del 2019, inoltre, a un calo della quota di vetture diesel immatricolate, è corrisposto un aumento complessivo della CO2 media delle nuove auto vendute. Dati alla mano, oggi l’utilizzo del diesel di ultima generazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030, in modo socialmente ed economicamente sostenibile.
Il report intende, dati alla mano, fare chiarezza sul tema motorizzazioni ed emissioni climalteranti e inquinanti, e sfatare demagogie e pregiudizi nei confronti del diesel, sempre più spesso additato come la principale fonte dell’inquinamento urbano e delle emissioni climalteranti (GHG) con argomentazioni spesso non corrette che influenzano il dibattito pubblico e, in diversi casi, le scelte politiche in materia di mobilità che tendono ad allontanare il raggiungimento degli obiettivi ambientali.
Punto di partenza dell’analisi firmata da Unione Petrolifera è la considerazione che il parco auto italiano è tra i più vetusti a livello europeo e ciò incide fortemente sui livelli emissivi: oltre la metà del circolante ha un’età superiore ai 10 anni, rispetto al 36-39% di Paesi come Francia, Germania o Regno Unito.
Per ridurre realmente l’impatto ambientale del settore trasporti, l’unico strumento efficace è favorire il ricambio del parco auto con i modelli più recenti. Processo che oggi è rallentato da provvedimenti poco efficaci, come il bonus-malus che non tiene conto dell’impatto del binomio “veicolo-vettore energetico” nell’intero ciclo di vita, o da divieti e limitazioni alle auto “Euro 6D”, assolutamente ingiustificati da un punto di vista tecnico. Provvedimenti che ingenerano confusione nei consumatori e bloccano la sostituzione dei modelli vecchi con veicoli nuovi a bassissimo impatto ambientale.

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Lidl nella classifica delle aziende migliori in cui lavorare in italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Lidl, catena di supermercati leader in Italia con oltre 15.000 collaboratori su tutto il territorio nazionale, ha ricevuto dal Great Place to Work Institute il riconoscimento di “Best Workplace 2019” nella categoria Large Companies. L’Istituto Internazionale che certifica le aziende capaci di creare un ambiente di lavoro eccellente, ha inserito Lidl nella prestigiosa classifica confermando il primato di unica azienda per il settore GDO nella top 10. Il riconoscimento, ricevuto dall’Insegna per il quinto anno consecutivo, è stato annunciato lo scorso venerdì sera, nella cerimonia ufficiale di premiazione che si è tenuta presso il Megawatt Court a Milano.Il Great Place to Work Institute ha valutato le Aziende intervistando a campione circa 40.000 collaboratori attraverso l’indagine Trust Index, che analizza la fiducia accordata dai dipendenti, il grado di orgoglio nei confronti dell’organizzazione e il livello di correttezza dei rapporti tra colleghi. Lidl Italia si è distinta per le proprie politiche di valorizzazione delle risorse in ambito HR forte anche dei recenti impegni di welfare presi dall’Azienda, come commenta Roberto Eretta, Amministratore Delegato Risorse Umane di Lidl Italia.

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Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

C’è tempo per iscriversi al programma di studio «Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine» per l’anno scolastico 2019/20, promosso dall’associazione Rondine Cittadella della Pace, che darà l’opportunità a 26 studenti provenienti da tutta Italia di frequentare un anno di scuola innovativo, interattivo e internazionale.Tantissime le richieste ricevute negli ultimi giorni da tutta Italia per conoscere e partecipare alla quinta edizione del programma: per permettere a tutti di scoprire i dettagli dell’offerta formativa, la scadenza del bando di iscrizione è stata prorogata all’8 aprile.Conoscere sé stessi, scoprire il mondo e progettare il futuro: sono questi alcuni degli obiettivi del Quarto Anno Liceale d’Eccellenza, un percorso formativo riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica rivolta a giovani talentuosi e meritevoli dei Licei Classico, Scientifico e delle Scienze Umane italiani, che frequenteranno la classe quarta nell’ a.s. 2019/2020.
Una scuola dalla didattica innovativa e multimediale e iperconnessa, posta al centro di una realtà interculturale che è locale e globale al tempo stesso; grazie al confronto con gli studenti della World House, ovvero giovani provenienti da luoghi di conflitto di tutto il mondo che hanno scelto di impegnarsi per la costruzione della pace, i diciassettenni riescono infatti a comprendere la complessità della realtà mondiale.Un percorso che unisce l’educazione alla crescita personale, attraverso il “Percorso Ulisse”, dando vita ai nuovi cittadini del domani: consapevoli e responsabili, nonché pronti a impattare sulla realtà che li circonda. In un mondo in cui le sfide da affrontare sono sempre più grandi e veloci, la formazione attraverso il metodo Rondine, rappresenta uno strumento unico con cui potersi confrontare con la realtà.Un metodo educativo, sperimentato per venti anni e oggi validato anche dal mondo accademico, nella prima conferenza internazionale che si è tenuta Washington e che a dicembre è stato presentato alle Nazioni Unite in occasione del settantesimo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.Dalla teoria alla pratica. Il Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine, è stato il primo ambito applicativo del Metodo Rondine all’interno del mondo scolastico e oggi giunto alla sua quinta edizione, ha già formato più di 100 studenti in tutta Italia dando risposte concrete alle esigenze del territorio italiano.Durante l’anno gli studenti acquisiscono competenze trasversali e strumenti capaci di leggere l’attualità in senso critico per diventare protagonisti attivi della propria vita e della società, definire il proprio progetto di vita e avere la possibilità di accedere in futuro alle opportunità formative più qualificate e alle carriere professionali più sfidanti.Il Quarto Anno pone le basi per i progetti di ricaduta sociale che gli studenti sviluppano nella propria regione avendo così un impatto reale sulla società civile, politica ed economica del territorio.Per partecipare e accedere ai contributi a sostegno degli studenti è necessario iscriversi tramite il bando reperibile nel sito http://quartoanno.rondine.org/. La formalizzazione dell’iscrizione con la documentazione richiesta dovrà pervenire entro l’8 aprile 2019.

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Salute Mentale e priorità

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Napoli. La Società Italiana di Psichiatria (SIP) in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), il Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale e la Fondazione Progetto Itaca Onlus, si sono confrontati a Napoli con i rappresentanti di diverse Regioni sullo stato dell’arte dell’assistenza dei pazienti affetti da disturbi mentali con l’obiettivo di definire una serie di azioni da attuare in stretta collaborazione con il Ministero della Salute.“Già nel 2017 avevamo le idee chiare – spiega Enrico Zanalda, Presidente della Società Italiana di Psichiatria – il nostro obiettivo era sensibilizzare le Istituzioni sull’emergenza rappresentata dalle malattie psichiatriche. Lo abbiamo fatto mettendo a punto la Carta della Salute Mentale, che è stata presa in considerazione nel modo corretto, considerato che a gennaio il Ministero della Salute ha istituito un tavolo ministeriale dedicato a questa tematica al quale anche la Società Italiana di Psichiatria è stata invitata a far parte”.La Carta della Salute Mentale è figlia di due Risoluzioni (WHA65.4 e WHA66.8) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha predisposto un Piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020. Obiettivo: sollecitare gli Stati Membri ad adottarlo, a intraprendere le dovute azioni programmatiche e a stanziare le necessarie risorse.

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“I Choose Europe”: European Federalists Gear up their campaign for European Elections

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

The Union of European Federalists launches today the last stage of their campaign for the 2019 European elections by releasing a Manifesto for the European elections (For a Federal Europe : Sovereign, Democratic, Social), a pledge for candidates to the European Parliament, and a pledge for citizens to express their support to federalist proposals.
“We invite candidates to the European Parliament and citizens across Europe to express their support to a Federal Europe, a sovereign, democratic and social Europe. We want citizens to say strongly «I choose Europe» and go and vote at the European elections next 23-26 May, against the project of nationalists and populists to dismantle our Europe, but also against a European status quo that is not sustainable any longer. We call citizens to vote for candidates who clearly express their support for a bold European relaunch and reforms towards a federal Europe” says Sandro Gozi, President of the Union of European Federalists. UEF sections all over Europe are organising street actions, debates, stands to mobilize citizens to go and vote for a Federal Europe.

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Mostra Step by Step

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Villa Sauber – Nouveau Musée National de Monaco venerdi 26 aprile apre la mostra Step by Step. Uno sguardo sulla collezione di un mercante d’arte. E’ un omaggio ad una importante collezione monegasca e al suo proprietario Fabrizio Moretti. Tale raccolta è presentata al pubblico per la prima volta attraverso la selezione di trentanove opere, tra antiche e contemporanee, con un progetto espositivo che esplora la «cosmogonia» privata del collezionista che agisce con l’occhio del mercante, alla cui quotidianità partecipano dipinti e sculture. Un excursus colto e personale che si svolge attraverso sei secoli di Storia dell’Arte, del quale si offre ora la lettura elaborata dalla curatela di Cristiano Raimondi.Una raccolta così vasta e variegata rappresenta per il Museo un’occasione unica per presentare opere assai rare, un compendio eccezionale per la comprensione della cultura artistica occidentale. Svariando tra la stagione gotica e il primo Rinascimento, attraverso Maniera e Barocco, la Collezione Moretti permette di approdare sino alle sperimentazioni dell’ultimo decennio. Si tratta, infatti, di un insieme unico, quanto vario, di piccoli e grandi capolavori; severi come quelli di Spinello Aretino e Jannis Kounellis, seducenti come le tele di Gian Lorenzo Bernini, Guido Cagnacci, George Condo, opere di mostri sacri quali Pontormo, Gerhard Richter e Lucio Fontana.Il taglio scelto dal curatore non vuole esplorare le possibilità di dialogo tra i pezzi della raccolta, ma ambisce ad evidenziare le intuizioni e la visione del collezionista.
Fabrizio, laureato in Lettere presso l’Università di Firenze e figlio del noto antiquario toscano Alfredo, ha aperto ventiduenne la Galleria Moretti, specializzandosi in Old Masters. Nel corso del tempo si è dimostrato un appassionato di tutte le espressioni ed epoche artistiche, ottenendo finanche il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres. Sin dagli inizi della sua carriera colleziona opere realizzate dai protagonisti dell’arte occidentale, senza distinzioni di epoca, genere o medium. Durante il suo percorso professionale ha avuto l’opportunità di poter collaborare con alcuni tra i più importanti musei, case d’asta, collezionisti del panorama mondiale, fedele alla tradizione dei grandi mercanti italiani come Stefano Bardini e Alessandro Contini Bonacossi, ma da sempre predisposto verso una visione internazionale, sul solco di personalità come Joseph Duveen o Richard Feigen. La collezione è basata sulla forza di queste esperienze con alcuni spunti a tratti visionari che paiono seguire l’ispirazione di figure quali Daniel-Henry Kahnweiler ed Ernst Beyeler.

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“Fixed Income – Ma non come lo conoscevate”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

A cura di Prashant Agarwal, Senior Investment Manager. Gli investitori europei sono alle prese con un dilemma. Da un lato, desiderano proteggere i loro portafogli a causa di una crescita economica poco brillante, di continue minacce sul fronte commerciale e dell’ascesa di forze populiste.Dall’altro, il bacino degli attivi difensivi disponibili in grado di generare reddito si sta restringendo, soprattutto nei mercati dei titoli sovrani europei e delle obbligazioni ad alto merito creditizio. Malgrado la fine del quantitative easing da parte della Banca Centrale Europea, i rendimenti dei titoli sovrani e di altri titoli di alta qualità a reddito fisso sono quasi pari a zero o addirittura negativi, se si considera l’inflazione.A questo punto, la domanda è: come possono gli investitori garantirsi un reddito sufficiente senza assumersi troppi rischi? Le obbligazioni europee high yield a breve termine potrebbero non sembrare la risposta più scontata, ma riteniamo che nel contesto attuale siano un’opzione percorribile. Per diversi motivi.
Per cominciare, la qualità del mercato obbligazionario high yield europeo è fortemente migliorata nell’ultimo decennio. Si tratta adesso di una classe di attivi liquida e diversificata, che comprende società attive in numerosi settori. Oggi, circa il 71% dell’universo di investimento è composto da obbligazioni BB, il primo rating inferiore al livello investment grade; un dato in crescita dal 54% di dicembre 2008.Le società europee non-investment grade sono state nel complesso molto prudenti nell’indebitarsi dalla crisi del 2008. Ad un rapporto pari a solamente 3,2 volte gli utili al lordo di interessi, imposte, deprezzamenti e ammortamenti (EBITDA), il loro effetto leva netto è inferiore alla media degli ultimi 15 anni (si veda il grafico). Altri indicatori del livello di indebitamento – compreso il rapporto free cash flow/debito e la copertura degli interessi – mostrano un segmento in buona salute rispetto ai dati storici.Inoltre, il tasso di insolvenza tra gli emittenti obbligazionari high yield europei è solo all’1,5% rispetto al 13% registrato nel corso della grande crisi finanziaria, e si prevede che rimarrà basso anche nel prossimo anno. Ovviamente, in caso di recessione, sarà più difficile per le società rifinanziare le loro obbligazioni e i tassi d’insolvenza saliranno su livelli più alti rispetto ai bassi valori attuali. Ma le conseguenze dovrebbero essere comunque limitate, dato che la maggior parte degli emittenti high yield europei ha già rifinanziato gran parte del debito a breve termine, spostando il cosiddetto “maturity wall”, ovvero la data in cui la maggior parte del debito dovrà essere ripagato o rifinanziato , al 2022.
Inoltre, prima che tutto ciò avvenga, il recente intervento della banca centrale ha ridotto le probabilità di una recessione. La Federal Reserve statunitense ha segnalato una pausa nel percorso di rialzo dei tassi d’interesse. La BCE, nel frattempo, ha promesso di mantenere i tassi invariati fino al 2020, e ha presentato un nuovo programma di stimolo TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, ovvero operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine) per supportare il finanziamento da parte delle banche alle aziende nell’eurozona.
La combinazione di tassi d’interesse bassi e crescita economica lenta ma costante è generalmente positiva per i mercati obbligazionari high yield. E, in particolare, concentrandosi sul debito con scadenze più brevi, gli investitori hanno la possibilità di garantirsi livelli di reddito maggiori senza la volatilità normalmente associata a questa classe di attivi.Nei fatti, investire in obbligazioni non-investment grade con duration più breve è una strategia che si è dimostrata indovinata, sia in fasi di mercato turbolente come quella della fine dello scorso anno, sia su orizzonti di più lungo termine.
Dal lancio nel 2012, la massima discesa da un picco della strategia Pictet-EUR Short Term High Yield – o “drawdown” – è stata molto minore di quella dei più ampi universi high yield e investment grade, così come di quella del mercato azionario (si veda il grafico). Sullo stesso periodo di tempo, ha anche registrato una volatilità annualizzata dei rendimenti minore rispetto a ogni altra soluzione di investimento qui analizzata.
La Brexit è un caso esemplare. Sebbene il Regno Unito sia impantanato nell’incertezza relativa alla sua uscita dall’Unione Europea, continuiamo a ritenere che sia ancora una potenza economica con molte aziende solide. Per riflettere entrambe queste considerazioni, abbiamo spostato il baricentro del nostro portafoglio verso i titoli non ciclici, limitando le nostre posizioni in aziende del Regno Unito su obbligazioni che scadranno entro i prossimi due anni.La recente situazione di calma nelle tensioni tra il governo populista italiano e l’UE è un altro sviluppo di cui gli investitori possono beneficiare attraverso il mercato obbligazionario high yield a breve termine. Noi stiamo cercando di aumentare leggermente le nostre posizioni nelle obbligazioni societarie italiane a breve termine in quanto riteniamo che le loro valutazioni sottovalutino il potenziale di un miglioramento delle prospettive economiche in Italia.

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Crediti deteriorati: le banche devono mitigare il rischio di potenziali perdite

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Bruxelles. Il Parlamento ha approvato con 426 voti favorevoli, 151 contrari e 22 astensioni delle nuove misure legislative per mitigare il rischio di possibili e futuri “non performing loans” (NPL), accumulati in seguito alla recessione provocata dalla crisi finanziaria del 2008. Tali misure contribuiranno a rafforzare l’Unione bancaria, a preservare la stabilità finanziaria e la redditività delle banche e a incoraggiare i prestiti, che creano posti di lavoro e crescita in tutta Europa.Gli NPL, o crediti deteriorati, sono prestiti con oltre 90 giorni di ritardo o che difficilmente potranno essere interamente rimborsati. Per integrare le norme esistenti sui fondi propri, il Parlamento ha votato l’introduzione di livelli minimi comuni per le coperture delle perdite.Ogni banca dovrà riservare una somma di denaro per coprire le perdite causate da prestiti futuri che potrebbero andare in sofferenza. I requisiti di copertura per le banche varieranno a seconda della garanzia di protezione del credito degli NPL (credito assistito da garanzie reali o scoperto). Si terrà conto anche del tipo di garanzie utilizzate, ad esempio nel settore immobiliare.Le nuove norme, che sono già state concordate in via informale con i Ministri UE, si applicheranno solo ai crediti deteriorati ritirati dopo l’entrata in vigore del regolamento.

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Clima: piano dell’UE per la riduzione a lungo termine delle emissioni di CO2

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Bruxelles. Nella risoluzione non vincolante, adottata con 369 voti favorevoli, 116 voti contrari e 40 astensioni, i deputati affermano che solo due degli otto scenari (“percorsi”) proposti dalla Commissione europea nella sua comunicazione di novembre consentirebbero all’UE di raggiungere, entro il 2050, l’azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra (GES) e che tale obiettivo sia l’unico compatibile con gli impegni dell’Unione nel quadro dell’accordo di Parigi sul clima. I deputati sostengono la Commissione nel promuovere questi due scenari.Il Parlamento ha espresso sostegno per le manifestazioni, in particolare alle marce sul clima e agli scioperi degli studenti che sensibilizzano sui rischi climatici. I deputati chiedono ai governi nazionali, regionali e locali, così come all’UE, di intraprendere azioni concrete e rapide per non superare il limite climatico di 1,5°C.I deputati sottolineano anche che per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2050 nel modo più efficiente in termini di costi, sarà necessario innalzare il livello di ambizione per il 2030.
La transizione verso un regime a zero emissioni di gas serra, se gestita bene e col sostegno adeguato per regioni, settori e cittadini più vulnerabili, può potenzialmente creare 2,1 milioni di posti di lavoro aggiuntivi entro il 2050 nell’UE. Dovrebbe essere creato un “un fondo per una transizione giusta” per sostenere le regioni più colpite dalla decarbonizzazione, come le regioni carbonifere.La strategia UE di azzeramento delle emissioni nette dovrebbe privilegiare la riduzione diretta delle emissioni e il potenziamento dei pozzi di assorbimento e delle riserve naturali dell’UE (come le foreste) rispetto alle tecnologie di assorbimento del carbonio, che devono ancora essere utilizzate su larga scala e che comporterebbero notevoli rischi per gli ecosistemi, la biodiversità e la sicurezza alimentare.
La transizione verso un’economia a zero emissioni nette di GES (gas a effetto serra) presenta sfide e opportunità per l’UE. Gli investimenti nell’innovazione industriale, comprese le tecnologie digitali e le tecnologie pulite, sono necessari per stimolare la crescita, rafforzare la competitività e creare posti di lavoro, per esempio nell’ambito di un’economia circolare e una bioeconomia in espansione. I deputati sottolineano inoltre l’importanza di una politica energetica e climatica stabile e prevedibile per incoraggiare gli investimenti a lungo termine.Infine, i deputati reiterano la posizione del Parlamento europeo di destinare una quota minima del 35% delle spese per la ricerca (Orizzonte Europa) a sostegno degli obiettivi climatici.

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Il mercato digitale in Italia vale il 3,7% del PIL

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

A dichiararlo è la neocostituita Federazione del Digitale, l’organismo fortemente voluto da Netcomm e IAB Italia e che si pone l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale nel Paese, generando una crescita sostenibile ed etica a favore dei cittadini e delle imprese.La costituzione della Federazione nasce dallo studio dell’industria digitale, un settore in continua crescita sia in termini economici che occupazionali. Secondo una recente ricerca congiunta IAB Italia e EY, in Italia il valore del digitale a perimetro ristretto, considerando cioè solo gli investimenti in attività del tutto digitali, ammonta a 65 miliardi di euro, in aumento dell’11,6% rispetto al 2017 e del 22% rispetto al 2016. In questo clima di forte crescita Netcomm, il Consorzio del commercio digitale italiano, e IAB Italia, il charter italiano dell’Interactive Advertising Bureau, hanno costituito la Federazione del Digitale con Roberto Liscia nel ruolo di Presidente e Carlo Noseda di Vice Presidente.La presentazione della neocostituita Federazione del Digitale è avvenuta questo pomeriggio a Milano durante la seconda edizione della Milano Digital Week. In questa occasione sono stati illustrati i risultati dell’impatto economico del digitale in Italia, nonché dell’evoluzione dell’occupazione e delle competenze professionali stimolate dalla trasformazione digitale in corso.Il digitale in Italia è un settore che registra una crescita dell’11,6% anno su anno. E-commerce e online advertising sono i due comparti che contribuiscono maggiormente alla crescita, che genera un incremento anche nell’occupazione: il numero di lavoratori del settore è passato dai 253.000 del 2017 ai 285.000 del 2018 (+12,7% anno su anno).Secondo la ricerca svolta da PageGroup, il mercato digitale degli ultimi anni ha offerto nuove opportunità professionali a migliaia di persone distribuite in settori differenti. In particolare, PMI e grandi gruppi multinazionali incrementano costantemente le assunzioni nell’advertising, settore che registra la maggiore crescita (61% del totale degli inserimenti digitali), seguito da e-commerce (21%) e brand (19%).
Netcomm e IAB Italia danno vita a una federazione di associazioni con l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale in Italia generando una crescita sostenibile ed etica a favore dei cittadini e delle imprese. Sostenibilità, etica, cittadini e imprese costituiscono il nucleo intorno al quale si svilupperanno le attività e le riflessioni della Federazione.

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Vene varicose per il 40% delle italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Sono solo un problema estetico”. “Vengono causate dai tacchi alti”. “Chi le ha deve necessariamente sottoporsi all’intervento chirurgico”. Ecco alcune delle false credenze o fake news più diffuse in tema di vene varicose, di cui si parlerà il 20 marzo, alle ore 18:00, nell’ambito dell’incontro aperto al pubblico “Varici, non prendiamole sotto gamba”, nuovo appuntamento della rassegna “I Mercoledì della Salute” dell’Ospedale San Giuseppe di Milano. “Le varici sono una vera e propria patologia di cui, in forma più o meno grave, soffre il 40% delle donne italiane e il 20-30% della popolazione generale”, spiega Sergio Losa, Direttore dell’Unità di Chirurgia Vascolare dell’IRCCS MultiMedica e relatore dell’evento. “L’apparato valvolare che permette alle vene delle gambe di condurre il sangue verso il cuore, quindi dal basso verso l’alto, smette di funzionare correttamente con conseguenti ristagni e rigonfiamenti, visibili sulla superficie della pelle. Il problema non è solo estetico, questa condizione provoca, infatti, infiammazione, dolore, gonfiore, lesioni cutanee che possono diventare ulcere, predisponendo alla comparsa di complicanze gravi e invalidanti, non da ultima la formazione di trombi”.
“Familiarità, professioni che impongono di stare molto tempo in piedi, fermi nella stessa posizione (dai panettieri ai chirurghi), obesità e scarsa attività fisica sono alcuni dei principali fattori di rischio. È invece un falso mito – precisa l’esperto – quello secondo cui portare scarpe con i tacchi alti provochi le vene varicose. Non permettendo una corretta contrattura del polpaccio, i tacchi, se portati per diverse ore al giorno, influiscono non tanto sulla comparsa e la progressione delle varici quanto sulla sintomatologia della stasi venosa, arrecando un senso di pesantezza e stanchezza alle gambe”.“Esistono trattamenti per prevenire le varici e per impedirne un peggioramento ma, quando ormai si sono formate, la chirurgia è la terapia definitiva”, prosegue Losa. “Non tutti i pazienti, però, sono candidabili all’intervento. Occorre distinguere tra quelli che possono trarne vantaggi sostanziali da quelli che invece possono continuare a seguire un percorso più conservativo. Solo il 2-5% dei pazienti con patologia varicosa arriva all’operazione. Oggi sono disponibili modalità d’intervento mininvasive. Rispetto alla chirurgia tradizionale, che prevedeva l’asportazione completa della vena grande safena, le nuove metodiche ‘chiudono’ la vena malata mediante termoablazione con laser o radiofrequenza; il decorso post-operatorio è più semplice e non richiede i 15 giorni di assenza dal lavoro, necessari invece dopo l’operazione tradizionale”.

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