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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Esperti a confronto sui grandi temi di Sanità Pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

In uno scenario dove il futuro della salute è sempre più connesso con i grandi temi globali, la centralità del paziente resta il criterio guida per identificare le priorità da affrontare e per misurare l’efficacia dei sistemi sanitari e la loro capacità di rispondere ai bisogni di salute. In Italia, secondo quanto emerge da un’indagine quantitativa svolta da Istituto Piepoli per conto di MSD Italia, i cittadini soddisfatti del Servizio Sanitario Nazionale sono ancora la maggioranza (57%), ma il dato risulta in calo rispetto al 2018 quando, sempre secondo l’Istituto Piepoli, a dichiararsi molto o abbastanza soddisfatti era il 65% della popolazione.
Secondo l’opinione degli italiani, il compito primario della sanità pubblica dovrebbe essere quello di accelerare i percorsi di cura delle persone con malattia e di evitare che le persone sane si ammalino: le priorità sulle quali dovrebbero concentrarsi nei prossimi anni gli sforzi del Servizio Sanitario Nazionale sono, nell’ordine, la riduzione dei tempi di attesa per esami e interventi (79%) e la prevenzione delle malattie (51%) seguiti dal sostegno alle fasce deboli, come famiglie a basso reddito, malati cronici, disabili (49%).
L’indagine è stata presentata oggi nel corso di Inventing for Life – Health Summit, evento istituzionale organizzato a Roma da MSD Italia, che ha riunito clinici, rappresentanti di Istituzioni, Società Scientifiche e associazioni di Pazienti per fare il punto sulle grandi priorità della sanità pubblica a livello globale nella prospettiva della centralità dei pazienti e del difficile equilibrio tra innovazione e sostenibilità.
Ospiti prestigiosi e autorevoli si sono avvicendati sul palco: ad aprire i lavori il Vice Ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Lorenzo Fioramonti, che ha inquadrato lo scenario Italiano.
Sono seguiti gli interventi del Premio Nobel per la Pace 2011 Ellen Eugenia Johnson Sirleaf, già presidente della Liberia, e di Julie Gerberding, M.D., M.P.H. Executive Vice President & Chief Patient Officer per MSD, che hanno delineato le principali sfide dei prossimi anni, in primis la minaccia delle grandi malattie infettive, come Ebola e HIV, identificando nelle partnership internazionali pubblico-privato un modello per sostenere l’innovazione e promuovere la salute globale.
Gli spunti emersi dall’indagine dell’Istituto Piepoli sono stati poi discussi nella prima tavola rotonda “La centralità del paziente nel percorso diagnostico-assistenziale” da Luca Coletto, Sottosegretario Ministero della Salute, Antonio Gaudioso, Segretario Generale Cittadinanzattiva, Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna onlus, Silvestro Scotti, Segretario Generale Nazionale FIMMG, Pierpaolo Sileri, Presidente XII Commissione del Senato.
Al termine dell’incontro sono stati proclamati i vincitori della prima Edizione del ‘Premio Umberto Mortari’ per la ricerca scientifica nell’ambito delle Life Sciences istituito per onorare, a pochi mesi dalla sua scomparsa, la memoria di Umberto Mortari, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia dal 1992 al 2007. Obiettivo del riconoscimento è quello di valorizzare le giovani eccellenze italiane che si siano distinte nel campo delle Life Sciences all’estero, dando lustro al nostro Paese, o rientrando in Italia.
Sono stati premiati rispettivamente: Ricercatore italiano under 40 che lavora stabilmente all’estero Simone Sidoli, che dal Febbraio 2019 dirige il Laboratorio di Proteomica e Biologia Strutturale dell’Albert Einstein College of Medicine (New York, USA), è stato premiato per lo sviluppo di tecniche innovative di spettrometria di massa (middle-down proteomics e bottom-up proteomics) dedicate all’analisi delle modificazioni epigenetiche degli istoni, che sono alla base della regolazione dell’espressione genica.
Ricercatore italiano under 40 che lavora stabilmente in Italia
Velia Siciliano, giovane biologa che guida il suo gruppo di ricerca presso il Center for Advanced Biomaterials for Healthcare dell’Istituto Italiano di Tecnologia (diretto da Paolo Netti). La sua attività si è indirizzata all’utilizzo della biologia sintetica per sviluppare terapie per malattie infettive e tumorali.

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