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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 24 marzo 2019

Scuola: Precariato, 350 mila assunzioni in 10 anni non sono bastate

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Roma. Lo Stato soccombe nei tribunali per via dei tanti precari storici della scuola ancora non assunti o immessi in ruolo con colpevole ritardo: le assunzioni dell’ultimo decennio hanno solo parzialmente tamponato la situazione, coprendo a malapena il turn over e lasciando in vita la supplentite. A causa della lentezza delle procedure di stabilizzazione, rimangono da assumere oltre 100 mila docenti e Ata, in prevalenza supplenti storici. Inoltre, solo nell’ultimo biennio i giudici dei vari tribunali italiani hanno portato in giudizio lo Stato, con i giudici che hanno chiesto di risarcire i lavoratori danneggiati per una cifra complessiva che si aggira sui 20 milioni di euro. I numeri sono stati citati a Roma stamani, 24 marzo, durante l’ultimo giorno del congresso nazionale Anief, organizzato in occasione del decimo anniversario del sindacato e del ventesimo Congresso nazionale. Marcello Pacifico, presidente del sindacato rappresentativo ha detto, ai 150 delegati giunti da tutta Italia, che l’azione dell’Anief ha messo in risalto l’illegittimità del diritto interno rispetto a quello europeo sulla reiterazione dei contratti a termine per il personale della scuola: “Vincere il contenzioso e farlo passare in giudicato è stata una prima importante fase su cui Anief ha tenuto alta la concentrazione. Ora bisogna passare a una fase successiva, dando ‘a Cesare quel che è di Cesare’”.
Il tema dei risarcimenti dei precari, che nella scuola riguarda ancora ben oltre 100 mila supplenti, in buona parte storici con oltre 36 mesi di servizio, rimane caldissimo. “Faremo ricorsi fin quando saremo in vita, per contrastare storture e abusi: bisogna però mettere in esecuzione tutte queste sentenze che valgono qualcosa come venti milioni di euro di risarcimento”, ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricordando che “con il governo attuale punta sulla strada del concorso ordinario senza però risolvere il problema della supplentite, anzi reiterando il problema degli abusi. Così i cittadini lavoratori statali continueranno a citare in giudizio lo Stato. Anief è al loro fianco”.
Il sindacalista autonomo, che ha parlato ad una platea di oltre 150 delegati provenienti da tutta Italia, si è quindi soffermato su un dato inequivocabile: “Questi ricorsi hanno avuto un impatto nella legislazione italiana. E anche in quella europea? Federico II considerava ‘sorelle’ la legge e la giustizia, come se fossero padre e figlio, signore e ministro, cioè ‘servo’. Anief si è caratterizzata in questi dieci anni per il fatto d’essersi circondata di giuristi, cercando di crescere assieme a loro, cercando di far rivivere quel dialogo tra la legge e la giustizia che sembrava dimenticato. A partire dal primo grande ramo del nostro contenzioso, cioè quello che riguarda il precariato e l’abuso dei contratti a termine”. Il paradosso è che esistono da tempo le norme da attuare perché si evitasse questo enorme contenzioso. Pacifico ha rammentato che “esiste una normativa comunitaria, una direttiva di oltre vent’anni fa, la numero70 datata 1999, introdotta in Italia nel 2001 con un decreto legislativo che è stato cambiato trentacinque volte, in ultimo nel 2017 con l’ultimo decreto sulla PA voluta dall’allora ministra Marianna Madia. Certo, è una direttiva che secondo il Parlamento europeo deve essere rimodulata, ricalibrata, a seguito di diversi esposti e reclami dei cittadini dell’Unione, alcuni dei quali prodotti anche dai nostri iscritti: ma è un dato di fatto che dopo vent’anni questa direttiva non è attuata”.
“Nell’ultimo decennio – ha ricordato il leader sindacale -, su questa direttiva l’impegno di Anief è stato costante e crescente: solo nell’ultimo anno, caratterizzato dalla campagna elettorale, ha portato a mille sentenze passate in giudicato, quindi con giudizio senza ritorno, mille su cinquemila ricorsi pendenti, per circa venti milioni euro di risarcimento, a cui lo Stato deve dare seguito. Nel frattempo il legislatore, sempre grazie all’attività dell’Anief, ha cominciato a reagire. Lo ha fatto con la ‘Buona Scuola’, la Legge 107 del 2015, e i decreti legislativi annessi su formazione iniziale e reclutamento, prevedendo un reclutamento straordinario di chi era nelle GaE, poi di chi era abilitato, poi per chi aveva 36 mesi di servizio e infine un concorso ordinario. Ma introducendo anche un limite a questi contratti a termine e un risarcimento per l’abuso di questi contratti, che seppure circoscritto a 10 milioni di euro, ha creato un solco senza ritorno. È un messaggio importante, frutto del dialogo che si è venuto a determinare tra le aule parlamentari e quelle di giustizia: siamo convinti – ha concluso Pacifico – che si tratta dell’inizio di un nuovo modo di fare sindacato”.

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24 marzo 1944: il massacro delle Fosse Ardeatine

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

fosse ardeatine targadi Carlo Cipiciani. Ci sono storie che sembrano inventate. Come questa. Il 24 marzo 1944, il giorno dopo l’attacco contro l’11a compagnia del III battaglione dell’SS Polizei Regiment Bozen in via Rasella a Roma, dove restano uccisi 31 militari tedeschi e 2 civili (altri 10 soldati moriranno nei giorni successivi), per ordine di Adolf Hitler viene decisa una rappresaglia di 10 italiani per ogni tedesco ucciso.
Ci sono storie che sembrano incubi. Come questa storia di belve con sembianza umana, che parlano tedesco e dicono: “Punizioni esemplari”. La Convenzione di Ginevra del 1929 fa esplicito divieto per gli atti di rappresaglia nei confronti dei prigionieri di guerra. Ma al comando tedesco non importa. Ci si aggrappa ai codici di diritto bellico nazionali che consentirebbero la rappresaglia. Ma si violano anche quelli: non si aspettano le 24 ore di rito perché i responsabili si consegnino, non si indaga su eventuali responsabilità, non si risparmiano civili innocenti, non si fanno avvisi alla popolazione. Ci vuole una punizione esemplare, una rappresaglia.
Ci sono incubi che sono storia. Una punizione esemplare, una parola che mette i brividi, una regressione per la bestia umana che anima il nazismo già agonizzante. Hitler vorrebbe far saltare in aria un intero quartiere di Roma con tutti quelli che lo abitano, e per ogni poliziotto tedesco ucciso vorrebbe far fucilare da 30 a 40 italiani. Himmler dà ordine di cominciare ad organizzare la deportazione di tutta la popolazione maschile dei quartieri più pericolosi, famiglie comprese rastrellando le persone dai 18 ai 45 anni e solo per motivi logistici. Alla fine la decisione: 10 italiani per ogni soldato. Se sono partigiani prigionieri bene, sennò pazienza. Ebrei, comunisti, detenuti comuni, gente rastrellata per caso, testimoni scomodi. L’importante è che la belva umana sia sazia.
Ci sono incubi che durano da 66 anni. Herbert Kappler, ufficiale delle SS e comandante della polizia tedesca a Roma, già responsabile del rastrellamento del Ghetto di Roma e delle torture contro i partigiani nel carcere di via Tasso, comanda le operazioni, coadiuvato dal capitano Priebke. Un plotone di soldati tedeschi blocca l’accesso alla cava di arenaria, 4 camion portano 335 persone all’incrocio di via Fosse Ardeatine e via delle sette chiese. Arrivano 5 auto piene di SS armati di tutto punto. Scendono lentamente, molti di loro sono stati torturati. Le SS li spingono dentro la cava, cominciano le esecuzioni. I soldati lanciano bombe a mano nella cava, e si infierisce senza pietà anche sui corpi senza vita. Poi due serie di mine servono a nascondere o almeno a rendere più difficoltosa la scoperta di quest’eccidio. Anche le belva provano vergogna.
Ci sono storie che fanno orrore. Finita l’esecuzione, i tedeschi affiggono pure nelle vie di Roma un manifesto in cui il comando tedesco promette che se vengono consegnati gli attentatori non ci sarà nessuna rappresaglia (anche se su questa parte della storia abbiamo ricevuto alcuni messaggi da parte dei nostri lettori che ci dicono non sia vera). Per coprire le loro colpe. Ma anche la terra ha orrore, si ribella: i corpi senza vita emanano un odore così forte che i tedeschi sono costretti a tornare, il 25 marzo, per far saltare ancora la cava. E la voce si sparge sulle strade di Roma. In molti sanno cosa c’è lì sotto, alle Fosse Ardeatine. In molti fingeranno di non saperlo.
Ci sono storie che sembrano un sogno, un incubo, un orrore che non riesce a spegnersi dopo 66 anni (oggi 75). Ma è storia, sono accadute, proprio qui davanti ai noi. Ci sono 335 persone innocenti massacrate per vendetta, in mezzo all’assurda guerra dove milioni di uomini finirono in un camino solo perché ebrei. Storie di cui si è persa la memoria, che si preferisce non raccontare, perché ormai è passato. Storie di un passato che bisogna lasciarsi alle spalle.
E’ vero che tanto tempo è passato. E’ vero che altri incubi disumani compiuti da tanti compongono quest’assurda storia dell’uomo che si fa belva, parlando tedesco, italiano, russo, turco, inglese, serbo, arabo, israeliano e chissà quale altra lingua di questo mondo. Sarà. Ma anche per questo io resto qui, davanti a questa strada, e mi sembra di vederli tutti lì, i martiri delle Fosse Ardeatine. Antonio, Umberto, Aldo, Ilario, Cesare, Ugo, Giacomo, Enrico, Carlo e tanti altri. Muti davanti a noi. Il vento continua a soffiare su questa storia. Nella foto: la targa posta alle Fosse Ardeatine in ricordo dei martiri.

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Fosse Ardeatine: Raggi, memoria fondamento di un futuro consapevole e democratico

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

“Il 24 marzo 1944 dieci italiani per ogni tedesco ucciso a via Rasella vennero barbaramente trucidati alle Fosse Ardeatine. 75 anni dopo, il ricordo di quel giorno è ancora una ferita dolorosa nella nostra città. Ricordare le 335 vittime innocenti della follia nazista è il modo di testimoniare l’antifascismo di Roma e la difesa di ogni forma di libertà. Ricordare l’eccidio delle Fosse Ardeatine è un dovere nei confronti delle generazioni che verranno. La memoria è il fondamento di un futuro consapevole e democratico”. Lo dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi, che domani parteciperà alla cerimonia commemorativa del 75° anniversario dell’eccidio alla presenza del Presidente della Repubblica.

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Cina: Accordi di SACE SIMEST (Gruppo CDP) con SINOSURE e SUMEC per sostenere l’export italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

L’accordo tra SACE SIMEST e SINOSURE, l’agenzia di credito all’esportazione cinese, ha l’obiettivo di rafforzare la cooperazione per accrescere e facilitare le opportunità di business per le imprese dei due Paesi, con un’attenzione particolare alle PMI.
Nello specifico, le Parti si impegnano a facilitare l’accesso delle imprese alle proprie soluzioni assicurativo finanziarie; condividere informazioni ed esplorare insieme opportunità di interventi congiunti su progetti di reciproco interesse anche in Paesi terzi; organizzare workshop, forum ed eventi di business matching dedicati alle imprese; condividere best practice in materia di valutazione, assunzione e gestione dei rischi, recupero crediti.
· Accordo tra SACE SIMEST e SUMEC Firmatari: Alessandro Decio, amministratore delegato di SACE e Lin Yang, General Manager SUMEC Financial Service
L’accordo tra SACE SIMEST e SUMEC, società che opera come import agent del Governo cinese, ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione per accrescere e facilitare le opportunità di business per le imprese italiane in Cina, con un’attenzione particolare alle PMI.
Nello specifico, le Parti si impegnano a facilitare l’assegnazione di contratti da parte di SUMEC a fornitori italiani, con il supporto assicurativo-finanziario di SACE SIMEST. L’accordo prevede inoltre la creazione di un team dedicato presso SUMEC per identificare e sostenere opportunità di business per le imprese italiane nelle diverse province cinesi dove la società opera, e l’utilizzo dell’Ufficio di SACE SIMEST a Shanghai come focal point per tutte le richieste di SUMEC. Le Parti infine si impegnano a organizzare workshop, forum ed eventi di business matching dedicati alle imprese.

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Scuola: Anief compie dieci anni

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Nel decennale della fondazione del giovane sindacato, il presidente nazionale Marcello Pacifico, di fronte a 150 delegati, spiega il nuovo modo di fare sindacato: tra piazze, aule parlamentari e giudiziarie, i soci di una piccola associazione sono riusciti in pochi anni a far comprendere come, specialmente nel mondo della scuola, lo studio e la lotta per il rispetto dei diritti dei lavoratori sia fondamentale per il ruolo educativo delle istituzioni scolastiche. Questi i numeri e tanta la voglia di far riavvicinare la legislazione italiana alla giustizia: 46 mila iscritti, 57 mila voti in occasione delle ultime elezioni Rsu, 20 milioni di risarcimenti e 15 mila ricorrenti solo nell’ultimo biennio, in 10 mila hanno seguito i webinar sulla formazione. A pochi anni dalla sua nascita, per il sindacato nazionale Anief è tempo di bilanci: l’organizzazione è infatti divenuta rappresentativa da alcuni mesi attraverso le ultime elezioni Rsu, collocandosi come sesto sindacato della scuola e undicesimo per numero di iscritti in tutto il pubblico impiego. Per arrivare a questo obiettivo, sono stati proposti moltissimi ricorsi e si è manifestato diverse volte in piazza, sono state portate avanti le idee del sindacato nelle aule parlamentari e giudiziarie, lottando con coerenza e a tutela dei lavoratori della scuola. “È da dieci anni – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, davanti al Consiglio nazionale – che siamo stati attori delle decisioni del Parlamento italiano, dei giudici, del popolo. Siamo stati protagonisti della stagione della primavera dei diritti: abbiamo studiato, abbiamo lavorato, fatto sacrifici, ci siamo messi in gioco e impegnati. Con un impegno massimale, senza guardare in faccia nessuno. Ma cosa è il diritto se non le leggi che scrive l’uomo? Abbiamo cercato di far comprendere al legislatore che occorre continuare a far cambiare la scuola in meglio. Perchè questo deve avvenire dappertutto: fuori e dentro le aule giudiziarie, come in quelle parlamentari”. “Sì, è vero: vogliamo cambiare la storia della nostra istruzione pubblica. Per farlo – ha continuato Pacifico – serve una scuola inclusiva, sociale, vicina all’Europa. È bene che si sappia oggi, a ridosso delle elezioni europee: perché la nostra opera deve essere determinata a declinare il rispetto per il diritto. Ecco perché lottiamo per una scuola inclusiva, sociale, vicina all’Europa. Ma ora che siamo rappresentativi, dobbiamo sognare altre cose. Siamo come in una ‘navicella’ in un mare in tempesta: abbiamo raggiunto un porto, solo che è un approdo, non la destinazione finale. Oggi, in questo decennale, abbiamo toccato una tappa del viaggio che ci condurrà in altri porti, in altri mari. Le nostre isole sono altrove. La rappresentatività è solo uno strumento in più per cambiare la scuola”.Il leader dell’Anief ha ricordato ai delegati come iniziò ad operare il sindacato: “Era il giugno 2009, in otto cominciammo in otto metri quadri: lì ebbe inizio la segreteria nazionale, prima di avere una struttura territoriale. La nostra storia è iniziata a Fondi a fine gennaio 2010, in una chiesa sconsacrata. Eravamo un piccolo nucleo di collaboratori e di legali. Arrivammo però presto sui giornali e sui mass media, per via delle mie dichiarazioni sull’abuso dei contratti a termine. Tra il 2002 e il 2008 ero stato precario anch’io. Ora, vogliamo raggiungere insieme un nuovo obiettivo, ma dobbiamo sempre ricordarci da dove siamo venuti: serve a per capire dove dobbiamo andare. Iniziamo una lotta nuova, siamo protagonisti, non vincitori ma lottatori, una battaglia lunga, iniziata – ha concluso Pacifico – con i primi ricorsi depositati nel 2011”.
Il Consiglio nazionale Anief è stato organizzato all’indomani dell’incontro con oltre 100 legali che operano per il sindacato: un evento utile ad affrontare le più importanti sentenze degli ultimi due lustri, ma anche le norme legislative e contrattuali che hanno visto l’attività sindacale concentrarsi su dei temi centrali per l’istruzione italiana e chi vi opera. Come l’abuso dei contratti a termine, la ricostruzione di carriera, il salario accessorio, le misure risarcitorie, la mobilità del personale, i concorsi per docenti, Ata e dirigenti scolastici, sino alle liquidazioni e alle pensioni. Sono tantissime le vertenze condotte presso i tribunali del lavoro e amministrativi, in alcuni casi giunte in Corte costituzionale e in Corte di Giustizia Europea, avviando un dialogo tra le corti sul tema del lavoro e del rispetto del diritto che sancisce un sempre più stretto legame tra due ‘sorelle’: legislazione e giustizia.

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Parlamento europeo: sessione – 25-28 marzo 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Strasburgo. Voto sulle nuove regole sul diritto d’autore online. I deputati voteranno martedì l’accordo provvisorio raggiunto a febbraio sulle nuove norme sul rispetto del diritto d’autore in Internet.
Divieto delle plastiche monouso: via libera del Parlamento. Il PE si appresta ad approvare, in via definitiva, il divieto UE su articoli in plastica monouso come piatti, posate, cannucce e cotton fioc a partire dal 2021.
Nuovi limiti obbligatori di riduzione delle emissioni di CO2 per automobili. Mercoledì, i deputati voteranno in via definitiva la riduzione delle emissioni di gas serra per automobili e furgoni entro il 2030, come già concordato con i ministri UE.
Il Parlamento vota sulla fine del passaggio dall’ora solare a quella legale. I deputati voteranno martedì la proposta di porre fine al cambio stagionale dell’ora a partire dal 2021.
Elettricità: un mercato UE più pulito e vantaggioso per i consumatori. Martedì saranno votate in via definitiva le nuove regole per creare un mercato europeo dell’elettricità che sia più pulito, competitivo e preparato a reagire ai rischi del settore.
Le proposte del Parlamento per la lotta ai reati finanziari e fiscali. Alla luce degli scandali finanziari degli ultimi anni, la Plenaria adotterà martedì una tabella di marcia per la revisione della legislazione fiscale e lotta ai reati finanziari.
Mercoledì, il PE discuterà e voterà un pacchetto che include le norme sul distacco e i periodi di riposo dei conducenti, nonché le misure contro le pratiche illegali nel trasporto merci.
Maggiore tutela dei consumatori per gli acquisti online e offline
Proteggere i lavoratori dalle sostanze cancerogene
Migliorare la qualità dell’acqua di rubinetto e ridurre i rifiuti in plastica
Fondi regionali e di coesione: voto sugli obiettivi 2021-2027
Il nuovo programma Erasmus+ per il 2021-2027
Situazione di emergenza in Venezuela: votazione in plenaria.

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Il cinema svizzero contemporaneo a Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Milano Dal 26 al 31 marzo, (orario con ingresso libero: Da martedì a giovedì dalle 15.00 alle 19.00 Venerdì dalle 15 alle 21 Sabato e domenica dalle 15.00 alle 19.00) presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema,Viale Fulvio Testi 121, Fondazione Cineteca Italiana, con il sostegno del Consolato generale di Svizzera a Milano e in collaborazione con Istituto Svizzero e Cinema Svizzero a Venezia, presenta Il cinema svizzero contemporaneo a Milano
Film in anteprima per Milano (Fortuna di Germinal Roaux, Amur senza Fin di Christoph Schaub, Cercando Camille di Bindu De Stoppani e Chris the Swiss di Anja Kofmel); documentari appassionanti (Non ho l’età di Olmo Cerri e Calabria di Pierre-Francois Sauter); capolavori restaurati (Visages d’enfants di Jacques Feyder e La merlettaia di Claude Goretta) e un focus su Ursula Meier: questi gli ingredienti di una settimana dedicata al cinema svizzero contemporaneo capace di sorprenderci e di affascinarci con storie inaspettate.
Da segnalare l’incontro speciale con il regista di Non ho l’età, Olmo Cerri, che sarà presente in sala martedì 26 marzo alle ore 18.30, e quello con Lionel Baier, venerdì 29 marzo alle ore 19, in occasione della proiezione del suo film Prénom: Mathieu, che fa parte della quadrilogia Ondes De Choc.
Inoltre, da non perdere la proiezione del capolavoro restaurato ambientato sulle Alpi svizzere, Visages d’enfants, accompagnato dal vivo dal pianista Antonio Zambrini e dai suoi formidabili partners danesi, Jesper Bodilsen e Martin Andersen. Si ringrazia la Cinémathèque Suisse per il prestito della copia.Per questa iniziativa, si ringrazia Castellinaria, Festival internazionale del cinema giovane Bellinzona.

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Le origini ecologiche e la composizione delle comunità microbiche che colonizzano il Parmigiano Reggiano

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Parma. E’ stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Communications una ricerca dell’Università di Parma rivolta a comprendere le origini ecologiche e la composizione delle comunità microbiche che colonizzano il Parmigiano Reggiano, partecipando allo sviluppo delle sue caratteristiche organolettiche. Lo studio ha dimostrato per la prima volta che il Parmigiano Reggiano svolge un importante ruolo di alimento funzionale nella dieta umana, in quanto vettore di ceppi microbici che arricchiscono il patrimonio batterico residente nel tratto gastrointestinale umano.Lo studio è il primo lavoro che, grazie all’impiego di tecniche metagenomiche, fornisce una immagine molto dettagliata della composizione delle comunità batteriche, definite nel loro complesso microbiota, che risiedono nel Parmigiano Reggiano, mostrando l’esistenza sia di specie batteriche ubiquitarie sia di differenze legate al sito di produzione. Il lavoro è stato condotto dal Laboratorio di Probiogenomica, Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e ha visto la partecipazione di un gruppo di ricerca interamente dell’Ateneo di Parma, coordinato dal Prof. Marco Ventura e dalla Prof.ssa Francesca Turroni.Questa ricerca, a differenza dei lavori fino ad ora pubblicati per lo più basati sull’impiego di tecniche di microbiologia classica, ha permesso di ricostruire in modo molto preciso il microbiota del Parmigiano Reggiano grazie all’impiego di approcci metagenomici realizzati grazie alla disponibilità di sequenziatori di nuova generazione (MiSeq e NextSeq 500) presso lo Spin-Off accademico GenProbio s.r.l. diretto dal Prof. Ventura e alla collaborazione tra il team di sequenziamento ed il team bioinformatico del laboratorio di probiogenomica, che da anni si occupano di analisi genomiche e metagenomiche applicate alle comunità microbiche. Inoltre, i dati ottenuti hanno evidenziato l’esistenza di batteri che vengono trasmessi dal latte vaccino all’uomo attraverso all’alimentazione con Parmigiano Reggiano. Tra questi batteri che vengono trasmessi per via orizzontale ricadono anche alcune specie di bifidobatteri. I bifidobatteri sono microrganismi comunemente considerati capaci di espletare effetti salutistici sull’uomo (per questo definiti batteri probiotici).Questo lavoro evidenzia come l’assunzione del Parmigiano Reggiano possieda non solo un importante ruolo nutrizionale nella dieta umana, già ampiamente dimostrato, ma anche un importante potenziale effetto salutistico operato tramite il trasferimento di microrganismi in grado di modulare ed arricchire il microbiota intestinale dell’uomo.Inoltre, il lavoro apre un serio dibattito scientifico in merito all’origine di alcune tipologie di batteri ritenuti specifici di determinati alimenti, per questo definiti batteri degli alimenti, e pone delle concrete basi scientifiche relativamente alla loro origine ambientale e al loro trasferimento attraverso la filiera alimentare.Lo studio conferma la trasversalità delle ricerche che vengono eseguite presso l’Ateneo di Parma che in questo caso hanno coinvolto oltre al Laboratorio di Probiogenomica anche l’Unità di Microbiologia del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie coordinato dalla Prof.ssa Maria Cristina Ossiprandi e dall’unità di pediatria del Microbiome Research Hub coordinata dal Prof. Sergio Bernasconi.

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Piano Strategico 2019-21 dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Parma Lunedì 25 marzo alle 15, nell’Aula Magna della Sede centrale dell’Università di Parma (via Università 12), si terrà l’incontro di presentazione del Piano Strategico di Ateneo 2019-21. A illustrare il documento, nel quale sono delineate le priorità strategiche dell’Ateneo nei prossimi anni, sarà il Rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei.L’incontro è rivolto ai rappresentanti delle istituzioni, delle realtà economiche, culturali, sociali e alla cittadinanza tutta. Il Piano Strategico coinvolge infatti in modo rilevante il territorio e il contesto sociale ed economico in cui l’Università è inserita.
Il Piano Strategico 2019-21 individua quattro ambiti strategici per le azioni dell’Ateneo:
· Didattica – Qualità della formazione e dell’azione didattica e centralità dello studente
· Ricerca – Un ponte verso l’innovazione
· Terza missione – Ateneo e società
· Internazionalizzazione – Incontro con il mondo
Questi ambiti caratterizzeranno tutte le azioni che l’Ateneo e i Dipartimenti metteranno in campo nei prossimi tre anni, mantenendo un fulcro importante nella visione di centralità dello studente, che guida tutti gli obiettivi dei quattro ambiti.Trasversali ai quattro ambiti strategici di Ateneo, si sviluppano inoltre sette aree di intervento anch’esse poi declinate in specifici obiettivi:
· Assicurazione della qualità
· Efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa
· Personale
· Strategie di comunicazione
· Spazi e infrastrutture
· Sviluppo dei sistemi informativi
· Trasparenza e anticorruzione
Il documento, pubblicato sulla pagina dedicata del sito web di Ateneo, rappresenta un progetto altamente sfidante per tutti coloro che operano a diverso titolo nell’Ateneo ed è il risultato di un impegnativo lavoro, la cui elaborazione e stesura ha coinvolto nel corso del 2018 tutte le componenti dell’Università.

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Scandali romani e informazione

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Milano 25 marzo 2019 il Sottosegretario all’informazione e all’editoria, Vito Crimi, ha convocato gli Stati generali dell’editoria Plaude all’iniziativa Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa, che già due anni fa propose la costituzione di un tavolo di consultazione permanente presso il Dipartimento informazione ed editoria di Palazzo Chigi al fine di coinvolgere tutti gli attori della filiera di produzione e distribuzione delle notizie. Più di recente, nel novembre scorso, il professor Razzante esortò l’esecutivo a convocare gli Stati generali dell’editoria, con la medesima finalità di promuovere un confronto permanente tra quegli attori, al fine di individuare le soluzioni migliori per rilanciare il settore. «Un’iniziativa utile e costruttiva – commenta il professor Razzante – che riproposi in una fase in cui i grillini tuonavano contro la stampa e contro i giornalisti, minacciando ritorsioni e vendette per come avevano trattato le vicende giudiziarie riguardanti Virginia Raggi. L’arresto, a Roma, di Marcello De Vito, Presidente del Consiglio comunale e il terremoto giudiziario nel Movimento Cinque Stelle romano dovrebbero far riflettere seriamente i grillini sulla necessità di avere una stampa libera. C’è da augurarsi che i giornalisti continuino con puntualità, ma senza accanimento, a raccontare il marcio che si sta scoprendo in queste ore nella capitale. Auspicabile, altresì, che gli Stati generali non vengano ora usati dai 5 Stelle per consumare pericolose vendette contro l’informazione di qualità, che merita sostegno e valorizzazione, anche online».Il prof. Ruben Razzante è a disposizione per interviste e commenti.

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Imprese e cambiamenti climatici: le priorità per un’economia amica del clima

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Venezia Marghera Lunedì 25 Marzo 2019 (ore 11 – Sala Confindustria Made in Venice) Confidustria Venezia, Via delle Industrie, 19 Kyoto Club e Confindustria Venezia conferenza stampa in occasione dei vent’anni di Kyoto Club sarà presentato il convegno in programma nel pomeriggio (ore 14) a Palazzo Labia (programma pdf in allegato) e saranno affrontate le priorità dal punto di vista delle imprese, per un’economia amica del clima.
Alla conferenza stampa interverranno: Vincenzo Marinese, Presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, Catia Bastioli, Presidente di Kyoto Club – CEO di Novamont e Presidente di Terna, Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club. Saranno presenti anche i Vicepresidenti dell’Associazione: Gianluigi Angelantoni, Presidente di Angelantoni Industrie e Francesco Ferrante, Vicepresidente del Coordinamento FREE.

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Nuovi laureati: per fare carriera importanti le lingue e trasferirsi all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Lussemburgo. Il mercato del lavoro di oggi è velocissimo e sempre più dinamico, la competizione altissima e non si ragiona più con un perimetro di città o Paese, ma a livello internazionale con profili di altissimo livello, che spesso provengono da Paesi in cui il sistema universitario è più orientato al lavoro e soprattutto più veloce.
Venticinque anni fa studiare le lingue, conseguire un MBA o lavorare all’estero erano dei plus importanti, che spesso determinavano il successo professionale di una persona, oggi invece vengono considerati sottintesi, non più dei plus, ma dei requisiti essenziali.
Ad analizzare le scelte dei neolaureati, per fare carriera, Simone Masetti, Group Organization & Business Improvement Manager presso Ferrero Lussemburgo, che prova a dare dei consigli ai giovani laureandi nell’intervista che ha rilasciato per il blog di Mentors4U, organizzazione non profit che mette a contatto giovani laureandi con Mentor che supportano nell’orientamento professionale, dando vita all’ iniziativa più grande d’Europa in tema di mentoring. La consulenza come starting point aiuta molto più di altre realtà per mettere le basi, insegnare il metodo, il problem solving e acquisire flessibilità nel ragionamento ma è bene capire sin da subito. “Il più grande punto interrogativo della maggior parte dei consulenti ritengo sia se passare in azienda, ed eventualmente quale sia il momento più opportuno. A mio parere non esiste un momento perfetto per il passaggio e credo non sia più corretto considerare lo stesso come un paradigma fisso da seguire. Sono convinto, tuttavia, che esista un lasso di tempo (1-2 anni) sotto il quale si rischia di non riuscire a sfruttare il background di competenze maturate durante l’esperienza consulenziale ed oltre il quale la rivendibilità in azienda potrebbe essere compromessa da skills non specializzate, e un profilo retributivo non in linea con il mercato”.Ci sono sempre meno imprese in Italia, è vero, diminuiscono le chiusure, ma le nuove aperture non sono sufficienti per colmare il “gap” e raggiungere un segno positivo. Stando a quanto riportato dalle statistiche negli ultimi 10 anni sono state chiuse ben 165.000 imprese, e gli imprenditori artigiani, che erano considerati la spina dorsale dell’economia italiana, purtroppo sono ormai una specie in via di estinzione.Come sottolinea Simone infatti “Il futuro delle aziende italiane non è certamente dei più rosei visto che negli ultimi 10/15 anni cinesi, arabi ed americani hanno fatto “shopping” in Italia approfittando di un Paese che non è riuscito a proteggere le aziende nostrane dalla crisi. Di esempi se ne possono fare moltissimi in differenti settori: da Pirelli acquisita da ChemChina a Indesit acquisita dal gruppo americano Whirlpool, al gruppo Italgel, che comprende i gelati Motta e Antica Gelateria del Corso, al gruppo Sanpellegrino acquisiti entrambi dal colosso Nestlè agli oli Cirio-Bertolli acquisiti da Unilever.I gruppi LVMH e Kering che hanno fatto “man bassa” nella moda italiana, e la Piaggio dal 2014 è finita nelle mani del fondo sovrano arabo. Per non parlare di molte, molte altre che purtroppo sono passate in mani straniere.In questo contesto è quindi importante essere consapevoli del fatto che chi vuole intraprendere una carriera in grandi aziende, eccezion fatta per liberi professionisti quali avvocati, medici e commercialisti, deve fare i conti con il fatto che è condizione necessaria traferirsi all’estero o viaggiare costantemente”, conclude il manager Masetti.

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Corsi di realtà virtuale per rianimare con il defibrillatore

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Riconoscere l’arresto cardiaco, allertare il 118, eseguire la rianimazione cardiopolmonare, utilizzare i defibrillatori semiautomatici (DAE). Tutto all’interno di uno scenario di realtà virtuale. Accade a Bologna dove, per la prima volta in una scuola italiana, 11 docenti dell’Istituto Aldini Valeriani Siriani, hanno ricevuto la certificazione BLSD (Basic Life Support Defibrillation) utilizzando anche 5 caschetti per la realtà virtuale.
La formazione, gratuita, è stata organizzata nell’ambito del Progetto Pronto Blu 118 dell’Azienda USL di Bologna, attivo da anni per diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare e aumentare il numero di soccorritori volontari in grado di intervenire in caso di arresto cardiaco.Virtual Reality CPR (VR CPR), promosso da Italian Resuscitation Council e finanziato dalla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna, è un progetto innovativo e ambizioso che ha l’obiettivo di addestrare gli operatori sanitari, i laici, i ragazzi e i docenti, utilizzando anche ambienti virtuali. Nei 5 caschetti per realtà virtuale messi a disposizione durante il corso BLSD, gli allievi vengono catapultati in tre diversi scenari virtuali di arresto cardiaco ambientati in città: in piazza Santo Stefano, all’interno dell’Ospedale Maggiore e in una scuola. Per muoversi correttamente e fare le cose giuste all’interno dello scenario virtuale, affiancati da un altrettanto virtuale soccorritore, gli allievi devono rispondere ad alcune domande, che ripercorrono i temi già affrontati nel corso di formazione.Pronto Blu 118 Bologna annovera, tra i suoi obiettivi, la diffusione della cultura dalla rianimazione cardiopolmonare anche nel mondo scolastico con la formazione di docenti/istruttori e la promozione della APP DAE RespondER, che fornisce la mappatura aggiornata dei defibrillatori presenti in città. In questi ambiti si inserisce, ad esempio, la diffusione della campagna Kid Save Lives, firmata dall’OMS, e rivolta ai ragazzi over 12 anni.La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Manovre elementari, che possono salvare una vita e che chiunque, anche senza una preparazione sanitaria professionale, può eseguire. Queste manovre, praticate tempestivamente prima dell’arrivo dei soccorsi, e la presenza di defibrillatori, anticipano i tempi di intervento, dimezzandoli rispetto a quelli garantiti dalla rete del 118, e triplicano le possibilità di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco. In Italia ciò avviene solo nel 15% dei casi, a fronte di percentuali intorno al 50% nei paesi scandinavi. Nella provincia di Bologna sono all’incirca un migliaio, ogni anno, le persone colpite da arresto cardiaco. Solo il 18% di esse sopravvive, nonostante il tempestivo intervento del 118, percentuale che sale al 50% se la persona colpita da fibrillazione ventricolare viene rianimata con il defibrillatore.

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Malattie della pelle

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Roma, 28 marzo 2019 ore 11.30 Auditorium Ministero della Salute, Lungotevere Ripa, 1 E’ noto che tutte le persone soffrono di più di una malattia della pelle nel corso della vita e che in ogni istante, circa il 25% della popolazione europea soffre di almeno una patologia cutanea. Inoltre l’incidenza di queste malattie è in costante e progressivo aumento a causa, prevalentemente, dell’invecchiamento della popolazione.
Le ormai imprescindibili valutazioni con tecniche di diagnostica non invasiva (come dermoscopia, epiluminescenza digitale, microscopia confocale e tomografia ottica) hanno migliorato in modo radicale la sensibilità e specificità delle diagnosi di tumori cutanei permettendo di osservare che, a fronte dell’aumento di incidenza dei tumori cutanei, la mortalità non è cresciuta. Inoltre, i nuovi farmaci mirati su bersaglio molecolare e l’immunoterapia hanno consentito risultati inimmaginabili prima nei casi avanzati.
A questi temi SIDeMaST dedica la conferenza stampa che annuncia l’avvio della prima Campagna nazionale per promuovere la conoscenza delle malattie della pelle, spesso invalidanti e che richiedono l’utilizzo di farmaci innovativi, sotto la guida dello specialista più adatto: il dermatologo. Relatori:
Piergiacomo Calzavara Pinton, Professore Ordinario Malattie Cutanee e Veneree, Università degli Studi di Brescia, Presidente SIDeMaST – Il peso umano, sanitario e sociale delle malattie dermatologiche oggi in Italia e in Europa e il ruolo del dermatologo
Giampiero Girolomoni, Professore Ordinario Dermatologia e Venerologia, Università degli Studi di Verona – La rivoluzione nella terapia delle patologie dermatologiche infiammatorie
Ketty Peris, Professore Universitario di Dermatologia e Venereologia e Direttore della Unità Operativa Complessa di Dermatologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Consigliere SIDeMaST – Le nuove tecniche diagnostiche e i nuovi orizzonti terapeutici in oncologia dermatologica, Valeria Corazza, Presidente Associazione Amici Fondazione Natalino Corazza, Bologna – Il punto di vista del paziente.

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Frederic Rzewski interpreta il suo capolavoro pianistico

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Roma Martedì 26 marzo 2019 alle 20.30 le esegue nell’Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC: un evento da non perdere.L’Italia ha avuto un ruolo molto importante nella formazione musicale di Frederic Rzewski, che vi venne nel 1960 per studiare con Luigi Dallapiccola e vi rimase per oltre dieci anni. Fu in Italia che iniziò la sua carriera di interprete di musica contemporanea per pianoforte. Qualche anno dopo ha fondato a Roma il gruppo Musica Elettronica Viva, insieme ad Alvin Curran e Richard Teitelbaum. Nel 1971 è tornato negli Stati Uniti, ma è venuto ancora numerose volte in Italia: questo ritorno fa però seguito a vari anni di assenza. The People United Will Never Be Defeated! è una serie di 36 variazioni, un’opera gigantesca considerata (mutatis mutandis) l’equivalente novecentesco delle Variazioni “Goldberg” di Bach e delle “Diabelli” di Beethoven: con la sua esecuzione giunge a compimento un piccolo ciclo inserito nell’attuale stagione della IUC, che ha programmato tutte e tre queste composizioni.Rzewski ha inseriti nelle sue 36 variazioni anche riferimenti ad altre lotte condotte da movimenti di sinistra; vi sono ad esempio citazioni di “Bandiera rossa” (variazione n. 13) e di “Solidaritätslied” di Bertolt Brecht e Hanns Eisler (variazione n. 26). Le singole variazioni sono piuttosto brevi, sono ordinate in sei gruppi di sei e sono costruite in modo da raggiungere climax di grande forza. Il pianista, oltre a padroneggiare la tecnica classica dello strumento a livello virtuosistico, deve anche fischiare, sbattere il coperchio del pianoforte e usare altre modalità di esecuzione molto particolari. Gran parte dell’opera adotta il linguaggio musicale del romanticismo (Liszt in particolare), combinato però con la pantonalità, con la scrittura modale e anche con tecniche seriali. Vi è anche spazio per l’improvvisazione: dopo la trentaseiesima variazione è infatti inserita una cadenza opzionale che il pianista può improvvisare liberamente. Alla fine, come nelle Variazioni “Goldberg” di Bach, viene ripetuto il tema iniziale invariato.
Lunedì 25 marzo alle 17.00 Frederic Rzewski dialogherà con Nicola Sani in uno degli incontri di a Colloquia 2019, nell’aula di Storia della Musica dell’Edificio di Lettere e Filosofia della Città Universitaria (P.le Aldo Moro 5).

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L’elogio alla vecchiaia di Vittorino Andreoli

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Modena domenica 24 marzo alle 17 BPER Forum Monzani lo psichiatra Vittorino Andreoli incontra i lettori. Nel suo ultimo libro “Il rumore delle parole” (Rizzoli) elogia una delle età più difficili dell’esistenza: “La vecchiaia è bella, perché non più legata alla prestazione. Non devi dimostrare niente”. Dopo essersi occupato per più di mezzo secolo di “matti” e di adolescenti, ora Andreoli esplora la vecchiaia, un’età considerata di poco conto e che invece, se valutata con il parametro della fragilità, è forse la più bella dell’esistenza, perché la più umana; lo fa nel suo ultimo libro “Il rumore delle parole” (Rizzoli). Per smascherare i pregiudizi di una società che continua a considerare l’anziano un peso o peggio ancora una difficoltà economica, Andreoli mette in scena un teatro della verità a tratti autobiografico. “Voglio che la mia vecchiaia si rappresenti in un teatro perché è crudele nascondere i vecchi che faticano a camminare o che stanno perdendo la memoria del presente e del passato, sentendosi abbandonati e senza alcun significato sociale. Io sogno un umanesimo della fragilità, dove la vecchiaia non sarà più una vergogna, ma la rappresentazione della condizione umana, del significato stesso dell’uomo nel mondo”.
Vittorino Andreoli è stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona – Soave ed è membro della New York Academy of Sciences. Tra le sue ultime opere pubblicate in BUR: Le nostre paure (2011), Elogio dell’errore (2012, con Giancarlo Provasi), Il denaro in testa (2012). Con Rizzoli ha pubblicato decine di saggi. Tra gli ultimi compare L’educazione (im)possibile (2014).

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Le cicatrici del cancro nel libro “18 millimetri di indifferenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Sarà presentato a Viareggio presso Villa Argentica, il 27 marzo prossimo, con la Onlus ‘Amici per sempre’, con il patrocinio della Provincia di Lucca il libro “18 millimetri di indifferenza”, della scrittrice vercellese Barbara Appiano. I proventi del libro saranno devoluti interamente alla stessa Onlus, creata dal Primario della Chirurgia dell’ospedale di Desio Dott. Maggioni Dario, e in seguito il libro sarà presentato presso lo stesso ospedale, alla presenza dei malati oncologici.Onlus i cui fini sono quelli di finanziare la ricerca, dare assistenza agli ammalati, e erogare borse di studio agli studenti più meritevoli, ad essere dedicato alIl libro, dedicato dalla scrittrice ai Dott.Francesco Dessi e Dott.Valter Berardi che l’hanno liberato dalle “particelle scomunicate da Dio” parte dalla scoperta del cancro dalla scrittrice, per arrivare a profonde riflessioni sul significato del cancro, della malattia e delle nostre stesse esistenze.
“18 millimetri di indifferenza” è un libro sperimentale in cui a parlare è la stessa malattia, perché la Appiano giunge alla conclusione che “il tumore abbia una sua forma di coscienza, oltre che una spinta del cervello frontale, o limbico, che é la parte emozionale della mente2.Da qui la convinzione della scrittrice per cui “sia il nostro stesso subconscio a decidere di farci ammalare”, con dimostrazioni di questa sua tesi nello stesso libro .Perché per Barbara Appiano “il tumore è il complemento oggetto della nostra vita spesa male, a distruggere prima il pianeta, e poi noi” e perché “il tumore è la più perversa forma di suicidio assistito”.Questa la prefazione del libro scritto dalla Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia.”Nella rapidità dei tempi moderni, dominati dal motto “tutto e subito”, sono sempre più presenti due spettri: la nostalgia e il cancro. Spesso questi incubi sono passati sotto silenzio, come se la damnatio memoriae servisse a un’atetesi implicita, mentre, in realtà, acquisiscono maggior forza tra le nostre paure. In tal senso, Barbara Appiano, parlando della propria esperienza di malata oncologica, ci mostra e ci insegna, quale pedagogista di un nuovo umanesimo, una via per capire il tumore e sconfiggerlo.Il testo, attraverso ventiquattro capitoli, al pari dei libri dei poemi epici, incarna una novella enciclopedia tribale, per usare una espressione di Parry in relazione all’Iliade, Infatti, l’autrice tenta di fornire un libretto di istruzioni per la vita, nella quale ci accompagnano sempre, ancelle del Fato, le malattie, anche se l’uomo si illude di essere immortale. Solitamente, le narrazioni sulla sconfitta di un brutto male, eufemismo rassicurante, sono scritte in prima persona dal vincente, il paziente che ha sconfitto l’intruso. Barbara Appiano, invece, fa parlare in prima persona la cellula tumorale, il Bosone di Higgs, che è stato costretto a cedere di fronte alla sua forza d’animo.La scrittura, con un approccio di pavesiana memoria, diventa, dunque, un metodo per liberarci dalla codardia, che spesso spinge il malato ad arrendersi alla malattia per sfinimento. Il tumore, difatti, è correlato a un altro grande male del nostro secolo, cioè la nostalgia, intesa quale malinconia, solitudine, che rende il singolo, ormai indebolito nella sua essenza di animale sociale, una facile preda del Bosone.
Il Bosone predatore, un’immagine forse un poco forte a una prima lettura, rappresenta bene l’istinto di predazione dell’umanità stessa, un istinto negativo, se le ambizioni e le ansie distruggono la nostra physis, ma positivo, se si tratta della capacità, insita in noi, di reagire al gioco d’azzardo di una vita che, tante volte, ci pone davanti a un tavolo da poker, a cui, pur controvoglia, dobbiamo giocare una partita. Così, con fatalismo dirompente, l’autrice racconta la scoperta, durante una mammografia, di una massa tumorale di diciotto millimetri, ma, con il suo abituale taglio ironico e uno stile inconsueto, il tumore viene presentato come un condannato a morte, perché, se non si pensa alla malattia, il cancro muore, sopraffatto dalla nostra vis.
Nel suo idealismo, Barbara Appiano cede ai lettori e, in particolare, ai pazienti oncologici, nonché alle loro famiglie, i propri sogni, le visioni oniriche di una pioniera, pronte per essere scongelate e scaldate nel cuore di chi, purtroppo, è più debole di fronte alle emergenze esistenziali della vita”.

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Gli investimenti pubblicitari lo scorso anno in Italia hanno superato 8.200.000 euro

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Milano 26 marzo a partire dalle ore 9 in Unione Confcommercio in Corso Venezia 47 a Milano per la nuova sfida che Asseprim vuole raccogliere per aiutare le piccole e media imprese ad approcciare correttamente l’influencer marketing, organizzando questo convegno. E il web rappresenta ormai quasi un terzo degli investimenti. Il valore di mercato degli influencer marketing viene stimato da alcuni analisti intorno al 7% del totale del digital advertising. Secondo i dati dell’Asseprim Focus, l’Osservatorio economico sulle imprese di servizi professionali, 2 aziende su 3 sono ormai stabilmente attive sui social e sempre di più ricorrono al video come mezzo di comunicazione aziendale (+12% in 6 mesi). Tutta questa attività si riflette naturalmente sui fatturati: oltre un quinto deriva dall’attività sul proprio sito o sui social network, con un incremento del 2,1% negli ultimi 6 mesi. Questa nuova forma di comunicazione si sta guadagnando sempre di più una voce ben distinta nel budget marketing delle aziende italiane, grandi, piccole e persino start up. La recente indagine “Influencer Marketing Report 2018” dello IED di Milano, ha evidenziato che ben il 57% di PMI e un 50% di star up hanno investito negli influencer.
Un’occasione di confronto e analisi con esperti di comunicazione, marketing e legali per approfondire questo fenomeno, ma soprattutto cercare di comprendere quale opportunità reale costituisce per le nostre imprese. Dalle definizioni alla mappatura delle diverse figure professionali, i ruoli che ricoprono e a quali dinamiche rispondono, come e quanto investono le aziende e, soprattutto, perché lo fanno. Senza comunque dimenticare le regole necessarie per non rischiare di incappare nelle sanzioni che, pur in un panorama non ancora normato, già esistono anche in Italia anche in materia di tutela della privacy, come spiegheranno nei loro interventi gli avvocati Paolina Testa e Marco Vincenti. Hoopygang, l’agenzia con piattaforma che raccoglie il più grande database di influencer d’Italia con oltre 8000 contatti, illustrerà diverse case history aziendali di successo e non. Stefano Guerrera, ideatore della pagina Facebook “Se i quadri potessero parlare” che oggi ha più di 1.200.000 follower, racconterà come è riuscito a costruire la sua credibilità professionale e, infine Kornelia Kwidzinska Digital Media Manager di Filmsnews, il più grande canale YouTube dedicato all’entertainment, parlerà di gestione e promozione dei contenuti video online.
“L’influencer marketing è un argomento di interesse per molte aziende, anche piccole e media imprese, che lo vivono come alternativa al metodo tradizionale di fare pubblicità, – dichiara Umberto Bellini Presidente Asseprim – Questo convegno intende analizzare e approfondire questo fenomeno che se ben applicato può diventare uno strumento di marketing e pubblicità di grande efficacia e arrivare in modo più diretto al target desiderato”.
Il convegno, moderato da Simona Lavagnini, partner Studio Legale LGV è accreditato all’ordine degli avvocati e vedrà anche la partecipazione di Silvia Pittatore – della Direzione Generale Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. (by Encanto Comunicazione)

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Nuove armi contro il cancro alla prostata

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Farmaci, certo, ma anche nuove realtà di intervento chirurgico e di microscopica verifica del risultato ottenuto, grazie anche all’impiego del robot. Questo accade all’ospedale di Baggiovara, presso Modena. Si tratta di due “strumenti” che vedono protagonista il professor Bernardo Rocco, primario presso l’ospedale e direttore della Struttura complessa di Urologia, un punto d’eccellenza. Dice il professore: “Nel 2006 introdussi la chirurgia robotica multidisciplinare allo IEO di Umberto Veronesi a Milano, sviluppando in particolare l’approccio al tumore alla prostata. Fu il mio momento magico”. Rocco è stato negli USA per anni come assistente del professor Vitul Patel, uno dei grandi padri fondatori della robotica medica, diventando clinical instructor proprio per quello specifico settore del quali è oggi leader conosciuto e riconosciuto a livello mondiale.
Prima novità: il PrECE, (Predicting Extra Capsula Extension of Prostate cancer) un sistema predittivo, basato su nomogramma che indica lo stato di aggressività locale del tumore, messo a punto proprio dal professor Rocco in collaborazione con il più grande centro di prostectomia robotica degli States quello di Celebration, in Florida. “PrECE”, spiega il professor Rocco, “sviluppato su basi statistiche per ogni paziente guida il chirurgo nell’individuare il piano di intervento sulla ghiandola malata. Se il nomogramma prevede la presenza di un tumore confinato alla ghiandola prostatica si potrà effettuare un intervento nerve sparing, cioè con risparmio dei nervi deputati all’erezione; in caso di neoplasia più avanzata si procederà invece a una più ampia resezione chirurgica per garantire la sicurezza oncologica. Il sistema predittivo consente inoltre di sfruttare e incrementare al massimo i numerosi e vantaggi della chirurgia robotica, tra i quali spicca la maggior precisione dell’intervento chirurgico, e questo si ottiene grazie anche alla visualizzazione tridimensionale in diretta”.Presso l’urologia di Baggiovara non è solo all’ordine del giorno il PrECE, ma anche la microscopia confocale ex vivo (eseguita su tessuto asportato) introdotta dal professor Giampaolo Bianchi, ex direttore dell’urologia del policlinico di Modena può consentire una diagnosi immediata del tumore della prostata. Prosegue il professor Rocco :”utilizzata in campo urologico per la prima volta al mondo dall’università di Modena, consente di ottenere l’analisi istologica sul tessuto asportato in un minuto contro i 30 del classico esame. Permette così di effettuare un maggior numero di biopsie intraoperatorie volte a confermare la totale asportazione di tutto il tumore fino all’ultima cellula malata . La microscopia confocale si effettua con un particolare microscopio a riflettanza e fluorescenza posizionato in sala operatoria. Ciò che il microscopio “vede” viene trasferito su un pc e le immagini digitalizzate possono essere così condivise con qualunque patologo ovunque si trovi nel mondo, abolendo la necessità di disporre di in ospedale di un laboratorio e del personale addetto. I risultati preliminari del suo utilizzo presso l’università di Modena e Reggio Emilia e l’ospedale di Baggiovara sono stati pubblicati sul prestigioso British Journal of Urology International”.Miglioramento della diagnostica microscopica tecnologie e tecniche chirurgiche sempre più innovative, focalizzate con precisione sul paziente e sulla sua malattia: questa è la missione che la Clinica di Urologia di Modena intende perseguire.

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In Mozambico il ciclone Idai ha lasciato dietro di sé centinaia di vittime e migliaia di sfollati

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

La situazione è particolarmente critica a Beira, la città più colpita, dove manca tutto, a partire dall’acqua potabile e dall’assistenza sanitaria per curare chi è rimasto ferito. La Comunità di Sant’Egidio, presente nel Paese dalla fine degli anni Ottanta, avendo accompagnato il Paese verso la Pace e contribuito al suo sviluppo con progetti sanitari (Dream per la cura dei malati di Aids) e per la registrazione anagrafica dei minori (con Bravo!), si è già attivata per raccogliere gli aiuti. Servono soprattutto medicinali, vestiti e generi alimentari di prima necessità come riso e farina, ma anche i macchinari per rimuovere le macerie e ad avviare la ricostruzione.
Gli aiuti saranno distribuiti attraverso la rete capillare costituita dalle numerose Comunità di Sant’Egidio presenti in tutto il Paese. Proprio a Beira molti tra gli sfollati si sono rifugiati nel centro Dream della Comunità, dove hanno ricevuto i primi soccorsi. “Dall’Italia e dall’Europa ci attendiamo una risposta urgente e generosa ai bisogni di questa popolazione che manca di tutto – ha dichiarato il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo -. Occorre dare un segnale forte di solidarietà nei confronti di una nazione che sta vivendo uno dei suoi momenti più difficili dalla guerra civile conclusa nel ’92. In pericolo sono soprattutto i soggetti più fragili: anziani, malati, persone con disabilità e bambini. Rivolgiamo un appello al Nord del mondo e a ogni cittadino perché risponda con generosità mostrando di non dimenticare chi soffre per una tragedia causata da cambiamenti climatici a cui non si è voluto dare, ormai da troppo tempo, una risposta adeguata e solidale”

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