Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Anniversario conflitto Yemen

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Yemen 26 marzo. Dall’inizio dell’escalation del conflitto in Yemen, quattro anni fa, più di 19 mila raid aerei hanno devastato scuole, ospedali e importanti infrastrutture, 13 al giorno, più di uno ogni 2 ore. Violenze e distruzione che hanno costretto 1,5 milioni di bambini a fuggire dalleloro case e dai loro villaggi e che in molti casi, più di 1 al giorno, sono stati colpiti dai bombardamenti proprio mentre tentavano di ripararsi in un luogo sicuro. Bambine e bambini vittime dirette delle bombe vendute dai governi stranieri alla Coalizione a guida saudita, che ogni mese uccidono o feriscono gravemente 37 minori in un Paese sconvolto da un conflitto cruento e senza fine, dove 10 milioni di minori non hanno accesso a cure mediche adeguate, tantissimi rischiano di morire di fame e 1 ragazza su 3 e 1 ragazzo su 4 non hanno la possibilità di andare a scuola.
Numeri che fotografano le terribili condizioni che sono costretti ad affrontare ogni giorno i bambini in Yemen e che Save the Children – l’Organizzazione nata 100 anni fa proprio per aiutare i bambini vittime della prima guerra mondiale – diffonde alla vigilia del quarto anniversario dell’inizio dell’escalation della guerra, che ricorre il 26marzo.
Un anniversario sul qualeSave the Children ha voluto accendere i riflettori con l’evento pubblico “Stop alla guerra sui bambini”, andato inscena presso la Galleria Alberto Sordi di Roma, che ha visto protagonisti le note del Maestro Giovanni Allevi,Ambasciatore di Save the Children, e lavoce dell’attrice Anna Foglietta, presidente dell’Associazione Every Child is My Child. Un eventoall’insegna della musica e delle parole per portare all’attenzionedell’opinione pubblica il forte appello che arriva dai bambini dello Yemen chechiedono al mondo che la loro voce venga ascoltata e che la guerra possa finireimmediatamente “perché siamo bambini comeogni altro bambino al mondo e non ce la facciamo più a sopportare la guerra”.

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