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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 26 marzo 2019

Papa Francesco in Campidoglio: l’abbraccio a Roma e ai romani

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Roma. Per la prima volta il Santo Padre ha fatto visita in Campidoglio. Un gesto d’amore nei confronti della città a dieci anni esatti dall’ultima volta che un Pontefice è salito sul Colle Capitolino. Segno tangibile della grande attenzione che il Vescovo di Roma ha per la sua comunità. Il Santo Padre è giunto in Campidoglio alle 10.15 accolto dalla Sindaca di Roma Virginia Raggi all’ingresso di Sisto IV del Palazzo Senatorio. Da qui ha raggiunto lo studio della Sindaca per un colloquio privato e si è affacciato dal balconcino con la vista sui Fori Romani. Dopo aver incontrato il Vice Sindaco, i presidenti dei Gruppi Consiliari e i dirigenti capitolini nella Sala dell’Arazzo e gli Assessori capitolini e i Presidenti dei Municipi nella Sala delle Bandiere, ha qui posto la sua firma nel Libro d’Oro Capitolino.
Il Santo Padre ha fatto poi ingresso nell’Aula Giulio Cesare dove ha ascoltato il saluto della sindaca e ha rivolto all’Assemblea un suo messaggio.“Roma, città ospitale, è chiamata ad affrontare questa sfida epocale nel solco della sua nobile storia; ad adoperare le sue energie per accogliere e integrare, per trasformare tensioni e problemi in opportunità di incontro e di crescita. Roma, fecondata dal sangue dei Martiri, sappia trarre dalla sua cultura, plasmata dalla fede in Cristo, le risorse di creatività e di carità necessarie per superare le paure che rischiano di bloccare le iniziative e i percorsi possibili. Questi potrebbero far fiorire la città, affratellare e creare occasioni di sviluppo, tanto civico e culturale, quanto economico e sociale. Roma città dei ponti, mai dei muri!”, ha detto nel suo intervento in Aula il Pontefice.“È un onore per me accoglierLa in Campidoglio ed è con profonda e sincera emozione che Le do il benvenuto in quest’Aula, a nome di tutti cittadini di Roma”, ha dichiarato Raggi sottolineando che la Capitale è “città aperta, città del multilateralismo e del multiculturalismo. Roma guarda al futuro e si conferma ancora una volta città del dialogo”.Al termine del discorso la Sindaca ha ringraziato il Santo Padre per la sua presenza in Campidoglio e ha annunciato l’istituzione di due borse di studio e l’intitolazione della Sala della Piccola Protomoteca di Palazzo Senatorio all’Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco.Il Santo Padre a ricordo della Sua visita ha donato un mosaico che riproduce il Colosseo e medaglie del Pontificato.Papa Francesco, insieme alla Sindaca, si è poi affacciato alla loggia del Palazzo Senatorio dove ha salutato i cittadini e le scolaresche presenti in piazza del Campidoglio.Sua Santità, prima di terminare la visita in Campidoglio, ha raggiunto la Sala della Protomoteca dove ha incontrato e salutato con affetto i dipendenti capitolini con i loro familiari.

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Christian e la bellezza dell’incontro

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Christian Cappelluti.jpgRoma 2 aprile 2019, alle 14.30, all’Università Europea di Roma Via degli Aldobrandeschi, 190, si terrà un incontro dedicato al musicista Christian Cappelluti, scomparso a soli 22 anni. Fra le varie cose, nella conferenza-dialogo all’università del 2 aprile sarà proiettato un video-testimonianza di Padre Antonio Spadaro, che ha conosciuto Christian quando frequentava il liceo e ha analizzato a fondo i suoi testi e la sua musica.
La storia di Christian ha ispirato tanti giovani. I suoi genitori hanno dato vita ad una Fondazione che porta il suo nome e che ha contribuito a realizzare opere a supporto dell’istruzione e della formazione dei giovani.
Dopo il saluto del Rettore, Padre Pedro Barrajón L.C., interverranno: Luciano Regolo, condirettore dei settimanali “Famiglia Cristiana” e “Maria con te”, autore del libro “Storia di Christian. Ogni vita è per sempre”, la biografia di Cappelluti pubblicata di recente da San Paolo, e Carlo Climati, giornalista e bassista.
Christian è morto 20 anni fa, neppure ventitreenne, per un rarissimo e improvviso disturbo ematico, le cui origini cliniche rimangono a tutt’oggi incerte. Eppure sul suo forum centinaia di persone, anche chi non l’ha mai conosciuto, continuano a parlargli come a un amico presente.Tanti gli lasciano lettere e messaggi sulla sua tomba ad Anzio, o ascoltano le sue canzoni, scoprendovi sempre nuovi messaggi di speranza per affrontare delusioni e ostacoli della quotidianità. Laici e religiosi trovano nei suoi brani e nei suoi scritti fonte d’ispirazione, dallo spettacolo teatrale di Antonio Racioppi, “In nome del figlio” alle omelie intense di Padre Antonio Spadaro o alle riflessioni del Cardinale Gianfranco Ravasi.Una vita, quella di Christian, spezzata precocemente, eppure capace di lasciare un segno straordinario in chiunque abbia incontrato lui, personalmente, o la sua “eredità” oggi testimoniata dalla Fondazione e dal liceo classico e musicale che ne portano il nome, voluti dai suoi genitori.L’incontro con Christian colpiva e colpisce ancora oggi anche per il suo saper fondere sogno e rigore, passione e concretezza realizzativa. Lo confermano i ricordi delle persone che ebbe più vicine, ma anche di grandi personalità della musica come Mina, Red Canzian o il grande agente discografico americano Owen Sloane.«Era uno di quei rarissimi giovani uomini che ti fanno sperare che questo mondo possa andare avanti, possa migliorare», ha scritto di lui Mina. (foto copyright università europea roma)

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Copyright: Parlamento europeo approva le nuove regole sul diritto d’autore

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

E’ una pessima notizia! La riforma approvata, purtroppo, non riesce a coniugare la sacrosanta tutela del diritto d’autore con la facilità di accesso alle news, salvaguardando la libertà della rete ed il diritto dei consumatori ad un’informazione libera ed accessibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Avevamo scritto ai parlamentari europei, denunciando che la previsione di una responsabilità assoluta per le piattaforme di condivisione online, sarebbe comunque andata a colpire il pluralismo e la diffusione delle notizie, rischiando di trasformarle in censori” conclude Dona. L’associazione di consumatori aveva lanciato la campagna #pocheparole che fa riferimento alle poche parole di uno snippet (la breve descrizione che accompagna un link con la funzione anticiparne il contenuto).

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End racist discrimination against Afro-European people in the EU

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. Member states urged to end racial profiling in criminal law and counter-terrorism. Call for reparations for crimes against humanity during European colonialism
15 million Afro-Europeans live in the EU.MEPs call on the EU and its member states to take measures to tackle the structural racism people of African descent face in Europe.
In a resolution adopted on Tuesday with 535 in favour to 80 votes against, and 44 abstentions, Parliament urges EU and national authorities to develop anti-racism policies and stop discrimination; in the fields of education, housing, health, criminal justice, political participation and migration.In light of increasing afrophobic attacks, MEPs call on the European Commission and EU member states to acknowledge the racist, discriminatory and xenophobic suffering of Afro-Europeans, and offer proper protection against these inequalities to ensure that hate crimes are suitably investigated, prosecuted and sanctioned. Additionally, people of African descent should be taken into account more in current funding programmes and in the next multiannual financial framework (2021-2027).
MEPs condemn the mistreatment of people of African descent in police custody, citing the numerous violent incidents and deaths that have occurred while in custody. They also note the frequent use of racial and ethnic profiling in criminal law enforcement, counter-terrorism measures and immigration control, and urge member states to end this practice.
The resolution encourages EU institutions and member states to address and rectify past injustices and crimes against humanity, perpetrated in the name of European colonialism. These historic crimes still have present day negative consequences for people of African descent, MEPs claim.MEPs suggest carrying out reparations, such as apologising publicly and return stolen artefacts to their countries of origin. Parliament also calls on EU countries to declassify their colonial archives, as well as to present a comprehensive perspective on colonialism and slavery in the educational curricula.
Approximately 15 million people of African descent currently live in Europe. They face persistent discrimination and are subject to deeply rooted negative stereotyping.Evidence suggests that Afro-European children receive lower grades at school than their white counterparts, and their rate of early school leaving is markedly higher.

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PE: un mercato UE dell’elettricità più pulito e più favorevole per i consumatori

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. Oggi i deputati europei hanno approvato delle nuove regole per creare un mercato europeo dell’elettricità più pulito, più competitivo e in grado di affrontare più efficacemente le emergenze.Il Parlamento ha adottato in via definitiva quattro nuove legislazioni sul mercato elettrico UE, concordate informalmente con i ministri UE alla fine del 2018, concludendo così il percorso legislativo del pacchetto Energia pulita per tutti gli europei.L’accordo sul “mercato interno dell’elettricità” (regolamento) è stato approvato con 544 voti favorevoli, 76 contrari e 40 astensioni.L’accordo sulle “norme comuni per il mercato interno dell’elettricità” (direttiva) è stato approvato con 551 voti favorevoli, 72 contrari e 37 astensioni. I consumatori trarranno notevoli vantaggi dalle nuove norme, poiché avranno accesso a contatori intelligenti e a prezzi dinamici. Disporranno inoltre della possibilità di cambiare fornitore senza costi, entro un periodo massimo di tre settimane (24 ore entro il 2026).Gli Stati membri potranno anche regolamentare, temporaneamente e a specifiche condizioni, i prezzi per assistere e proteggere le famiglie povere o vulnerabili. Tuttavia, i sistemi di sicurezza sociale dovrebbero essere lo strumento principale per affrontare la povertà energetica.Uno dei principali obiettivi delle nuove norme è quello di consentire che almeno il 70% della capacità commerciale attraversi liberamente le frontiere, facilitando gli scambi di energia rinnovabile attraverso le frontiere dell’UE. In tal modo si vogliono sostenere gli sforzi per il conseguimento dell’obiettivo vincolante dell’UE, che fissa la quota di energia da fonti rinnovabili al 32% del consumo finale lordo entro il 2030.Le norme UE consentono attualmente alle autorità nazionali di pagare le centrali elettriche a combustibili fossili per un periodo di tempo limitato in caso di picco della domanda, grazie ad un meccanismo noto come ‘regolazione della capacità’. Le nuove norme introdurranno limiti più stringenti per gli Stati membri che sovvenzionano le centrali elettriche, per evitare che le centrali più inquinanti in Europa ricevano aiuti di Stato.Le misure si applicheranno a tutte le nuove centrali elettriche, a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento e a quelle esistenti a partire dal 2025. Le nuove norme non incideranno sui contratti di capacità conclusi prima del 31 dicembre 2019.Dopo la votazione, il relatore sul mercato interno dell’elettricità, Jerzy Buzek (PPE, PL), ha dichiarato: “La riforma del mercato UE dell’elettricità dovrebbe renderlo più competitivo, al di là delle frontiere dell’UE, e sostenere la trasformazione verso un’elettricità più pulita. Dà più potere ai consumatori e protegge i più poveri di energia. È un bene per l’ambiente e per il portafoglio.”Maggiori informazioni sulle nuove regole del mercato dell’elettricità sono disponibili nel comunicato stampa dopo l’accordo con gli Stati membri.

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Il Parlamento sostiene la fine del passaggio dall’ora solare a quella legale

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. I deputati europei hanno votato per porre fine al cambio stagionale dell’ora a partire dal 2021. I Paesi dell’UE che decidono di mantenere l’ora legale dovrebbero regolare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero spostare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di ottobre 2021. È quanto stabilisce la risoluzione legislativa approvato dai deputati con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astensioni.I deputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di porre fine al cambio stagionale dell’ora, ma hanno votato per rinviare la data dal 2019 al 2021.
I deputati chiedono inoltre che i Paesi UE e la Commissione coordinino le loro decisioni per garantire che l’applicazione dell’ora legale in alcuni Paesi e dell’ora solare in altri non perturbi il mercato interno.Nella risoluzione si afferma che la Commissione può presentare una proposta legislativa per rinviare la data di applicazione della direttiva fino al un massimo di 12 mesi se ritiene che le disposizioni previste possano pregiudicare in modo significativo e permanente il corretto funzionamento del mercato interno.
Il testo approvato rappresenta la posizione del Parlamento nei futuri negoziati con i ministri UE per la formulazione definitiva della normativa.In risposta alle iniziative dei cittadini, nel febbraio 2018 il Parlamento ha chiesto alla Commissione di valutare la direttiva sull’ora legale e, se necessario, presentare una proposta di revisione della stessa.A seguito della valutazione, che ha ricevuto 4,6 milioni di risposte conl’84% favorevole a porre fine ai cambiamenti di orario, la Commissione ha presentato la proposta, che dovrà essere concordata tra il Parlamento e il Consiglio pe rentrare in vigore.L’UE ha unificato per la prima volta le disposizioni relative all’ora legale nel 1980, al fine di garantire un approccio armonizzato al cambio dell’ora nel mercato unico. Prima di allora, infatti, le pratiche nazionali relative all’ora legale e agli orari erano divergenti. L’attuale direttiva sull’ora legale impone agli Stati membri dell’UE di passare all’ora legale l’ultima domenica di marzo e di tornare all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.

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“L’Europa ha dimostrato ancora una volta il suo ruolo di “guida” nel mondo globalizzato”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

“Una giornata storica, per la cultura e per l’Europa”: è questo il saluto dell’industria culturale italiana all’approvazione della direttiva europea sul Copyright nelle parole del direttore di Confindustria Cultura Italia (CCI), Fabio Del Giudice. “ll Parlamento europeo – ha sottolineato Del Giudice – ha approvato definitivamente una riforma equilibrata delle regole per l’utilizzo dei contenuti culturali in rete mettendo fine alla legge della giungla che ha governato internet dalla sua nascita e riequilibrando i diritti tra chi crea cultura e chi la diffonde per fini economici”.“Contrariamente a quanto enunciato nei proclami di alcuni – ha proseguito – la nuova normativa garantisce la massima libertà di espressione on line, aggiungendo anzi tutela giuridica ad alcune forme di utilizzo delle opere dell’ingegno. Allo stesso tempo rende più efficace il contrasto alle utilizzazioni improprie di tali opere e consente a chi produce cultura di riappropriarsi di parte del valore economico del proprio lavoro fino ad oggi sottrattogli dalle grandi piattaforme”.
“Un grazie sentito a tutti i parlamentari europei che hanno saputo resistere alle incredibili pressioni esercitate nei loro confronti in questi anni da chi ha utilizzato ogni mezzo per cambiare il corso di questa battaglia di civiltà e per i diritti di chi crea cultura– ha concluso – Grazie ai parlamentari che hanno votato SI, l’Europa ha dimostrato di poter essere ancora ‘guida’ nel nuovo mondo globalizzato”.

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Antonio Tajani sul diritto d’autore online

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo.“Con il voto di oggi il Parlamento europeo dà il via libera definitivo alla nuova direttiva per la protezione del diritto d’autore. Questo Parlamento ha dimostrato la sua determinazione a proteggere e valorizzare l’inestimabile patrimonio di cultura e creatività europeo. La nostra Unione potrà così beneficiare di regole moderne ed eque per la tutela dei diritti d’autore per il più grande mercato digitale al mondo.
Le industrie culturali e creative sono uno dei settori più dinamici dell’’economia europea, da cui dipende il 9% del PIL e 12 milioni di posti di lavoro. Senza norme adeguate per proteggere i contenuti europei e garantire un’adeguata remunerazione per il loro utilizzo online, molti di questi posti sarebbero stati a rischio, così come l’indotto.
Il Parlamento ha scelto di mettere fine all’attuale far-west digitale, stabilendo regole moderne e al passo con lo sviluppo delle tecnologie. Queste regole permetteranno di proteggere efficacemente i nostri autori, giornalisti, designer, e tutti gli artisti europei, dai musicisti ai commediografi, dagli scrittori agli stilisti.
Fino ad oggi i giganti del web hanno potuto beneficiare dei contenuti creati in Europa pagando tasse irrisorie, trasferendo ingenti guadagni negli USA o in Cina. Con questa direttiva abbiamo riportato equità e fatto chiarezza, sottoponendo i giganti del web a regole analoghe a quelle a cui devono sottostare tutti gli altri attori economici. Abbiamo fornito ai detentori dei diritti d’autore gli strumenti per concludere accordi con le piattaforme digitali in modo da poter vedere riconosciuti i propri diritti sull’utilizzo del frutto della loro creatività. Abbiamo, inoltre, creato maggiore trasparenza e un meccanismo adeguato per la risoluzione delle controversie.Garantire ai giornalisti un equo compenso per il loro lavoro era una priorità del Parlamento. Con questa riforma assicuriamo una vera libertà di stampa e contrastiamo il fenomeno sempre più diffuso delle fake news, salvaguardando l’indipendenza e la qualità dei media, essenziali per una robusta democrazia.Libertà e responsabilità devono sempre andare insieme. Abbiamo adottato una riforma bilanciata, che non impone alcun filtro all’upload dei contenuti e prevede deroghe chiare per tutelare start-up, micro e piccole imprese. Le regole approvate, ad esempio, non limitano in alcun modo Wikipedia o la libertà di satira, né l’utilizzo di Meme. D’altra parte, le grandi piattaforme digitali avranno più responsabilità riguardo ai contenuti che violano i diritti d’autore e dovranno fare la loro parte per garantire il rispetto delle regole”.

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Approvate le nuove regole sul diritto d’autore online

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. I deputati hanno approvato la direttiva con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astensioni. Le piattaforme online saranno responsabili dei contenuti che gli utenti caricano. Meme o GIF espressamente esclusi dalla direttiva. Hyperlink ad articoli di attualità accompagnati da “singole parole o brevi estratti” possono essere condivisi liberamente I giornalisti devono ottenere una quota delle entrate legate al diritto d’autore ottenute dal loro editore Le start-up saranno soggette ad obblighi meno rigidi
Le nuove norme UE sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.
Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento.
La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione.La direttiva si impegna inoltre a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione.
La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) e editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet.
Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.
Numerose disposizioni sono specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione.
Poiché la condivisione di frammenti di articoli di attualità è espressamente esclusa dal campo di applicazione della direttiva, essa può continuare esattamente come prima. Tuttavia, la direttiva contiene anche delle disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie ne abusino.Lo “snippet” può quindi continuare ad apparire in un newsfeed di Google News, ad esempio, o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia “molto breve”.Il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche è stato protetto ancor più di prima, garantendo che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.
Nel testo viene inoltre specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva. Le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.
Autori, artisti, interpreti o esecutori potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata fosse sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori.
L’accordo mira a facilitare l’utilizzo di materiale protetto da diritti d’autore per la ricerca che si basa sull’estrazione di testi e dati, eliminando così un importante svantaggio competitivo che i ricercatori europei si trovano attualmente ad affrontare. Viene inoltre stabilito che le restrizioni del diritto d’autore non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.Infine, la direttiva consentirà l’utilizzo gratuito di materiale protetto da copyright per preservare il patrimonio culturale. Le opere fuori commercio possono essere utilizzate quando non esiste un’organizzazione di gestione collettiva che possa rilasciare una licenza.
Attualmente, le aziende online sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti solo su richiesta del titolare. Tuttavia, ciò è oneroso per i titolari dei diritti e non garantisce loro un reddito equo. La responsabilità delle società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, ricavando in tal modo una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

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Copyright, Levi (AIE): “Una bella pagina e una grande giornata per la cultura e l’Europa”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. È questo il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Riccardo Franco Levi dopo l’approvazione a Strasburgo della Direttiva sul Copyright.

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Convegno “ComuniCAA con me!

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Roma Nella “Sala Polifunzionale” della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Largo Chigi 19 –ingresso via Santa Maria in Via) si è svolto il Convegno “ComuniCAA con me! La Comunicazione Aumentativa e Alternativa, la più grande forma di dialogo per le persone non verbali” , organizzato da Uniphelan Onlus. Il convegno ha rappresentare un’opportunità per sensibilizzare/formare le Istituzioni sul tema della Comunicazione per le persone con disabilità cognitive /non verbali. Tra i temi trattati: Storia della CAA; le difficoltà di accesso alla CAA dal punto di vista del genitore; l’Assistente alla Autonomia ed alla Comunicazione in Italia; il riconoscimento della CAA in Italia; la CAA a scuola; CAA e riabilitazione logopedica; costi di riassorbimento personale ASACOM all’interno degli Enti Locali. “E’ possibile parlare per comunicare; è possibile comunicare senza parlare. Ciò che è impossibile è non comunicare- ha commentato Stella Di Domenico, Presidente UniPhelan – questo evento è stato voluto fortemente dal Sottosegretario di Stato con delega alla Famiglia e Disabilità Vincenzo Zoccano. Una giornata di grande importanza per chi, come mia figlia Uma, non può utilizzare uno strumento di comunicazione naturale come la parola”. Con questo Convegno sono statiaffrontare tutti gli aspetti legati alla Comunicazione non verbale, che hanno evidenziatosia le difficoltà che incontra quotidianamente la famiglia di un bambino con bisogni comunicativi complessi, sia gli strumenti necessari affinché si possa realizzare una vera e piena inclusione di questi ragazzi nella società.

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M5S Lombardia: Stop sanzioni alla Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Milano. Stop alle sanzioni alla Russia. Lo chiede il M5S Lombardia con un emendamento a firma dei consiglieri Marco Fumagalli e Raffaele Erba in discussione oggi nell’ambito dei lavori sulla Proposta di risoluzione concernente il Programma della Commissione Europea 2019. L’emendamento chiede di “appoggiare e sostenere l’azione del Governo presso le Istituzioni Europee per bloccare il rinnovo delle sanzioni economiche stabilite dal Consiglio Europeo contro la Russia. Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “La Russia è un Paese importante e in crescita. Le aziende lombarde possono esprimere tutta la loro creatività e capacità commerciale in un mercato così premettente. I pregiudizi politici nei confronti della Russia sono un grave limite per le nostre imprese e devono essere superati.Non si possono usare due pesi e due misure nel giudicare i partner economici”.

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Milletrecento poliziotti penitenziari da assumere nel 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Altri 577 tra il 2020 e il 2023. Sono i numeri forniti dal Ministero della Giustizia che attraverso un’«incisiva politica di risanamento del diffuso tasso di scopertura degli organici del Corpo, anche tenuto conto delle indifferibili necessità di prevenzione e contrasto della diffusione dell’ideologia di matrice terroristica in ambito carcerario», intende raggiungere l’«obiettivo prioritario dell’innalzamento degli standard di sicurezza» degli istituti di pena italiani. Del potenziamento degli organici ha parlato il sottosegretario Vittorio Ferraresi rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Giustizia proposta da Fratelli d’Italia. In particolare i parlamentari Emanuele Prisco, Mauro Rotelli, Carolina Varchi e Ciro Maschio hanno spiegato che nel nostro Paese ci sono «diecimila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare» e che gli agenti sono «quotidianamente impegnati a garantire la sicurezza» anche attraverso il «monitoraggio del radicalismo islamico». «In Italia sono reclusi quasi diecimila detenuti islamici» si legge in una nota di FdI. Secondo gli esponenti del partito di Giorgia Meloni «è urgente una riforma dell’ordinamento penitenziario che assicuri condizioni umani e professionali adeguate, opportune misure di controllo, prevenzione e repressione».
«Per risolvere le carenze strutturali gli organici insufficienti, i turni usuranti, le strumentazioni inadeguate non al passo con lo sviluppo tecnologico e l’equipaggiamento obsoleto è necessario – spiegano i deputati – è necessario stanziare maggiori risorse finanziarie». FdI si è infine soffermata sui «ripetuti episodi di violenza e le aggressioni subìte dai poliziotti penitenziari» sollecitando, per loro, la possibilità di utilizzare il taser. IL governo, sul punto, è stato possibilista «riservandosi di valutare proiezioni future dell’impiego della pistola elettronica anche in ambito carcerario».

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Difesa: Più alloggi per i militari

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

“Settanta milioni per il prossimo quadriennio per affrontare le emergenze abitative e strutturali per il benessere militare ma, soprattutto, nei primi 6 mesi del 2019 saranno resi disponibili in Alto Adige 180 nuovi alloggi per il personale della Difesa, oltre ai 35 appartamenti appena ristrutturati. Complessivamente, il Protocollo d’Intesa con la Provincia di Bolzano prevede la realizzazione di 390 nuovi alloggi per militari e la ristrutturazione di ulteriori 53. In Trentino-Alto Adige vi sono 800 alloggi di proprietà del Demanio militare, di cui 287 in attesa di lavori di manutenzione”.Lo ha comunicato il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta al capogruppo di FDI in commissione Difesa Salvatore Deidda rispondendo ad un’interrogazione e all’appello che il parlamentare aveva lanciato da Bolzano con il consigliere regionale Alessandro Urzì.
“A Bolzano, lo scorso ottobre – dichiara Deidda – abbiamo ascoltato tanti uomini e donne delle nostre Forze Armate e lanciato un appello al Ministro della Difesa ed allo Stato maggiore, con interrogazioni ed interventi durante le Audizioni. Le Forze Armate sono patrimonio comune e non devono essere oggetto di scontro, si lavora per trovare insieme le giuste soluzioni. Come nel caso della questione alloggi in Trentino Alto Adige.”
“La richiesta di soluzioni abitative per il personale della Difesa – ha dichiarato il consigliere Urzì- in una provincia con un altissimo costo della vita è un dovere da parte delle Istituzioni pubbliche. Spicca il dato relativo agli alloggi che ristrutturati potrebbero rappresentare un’importante risposta alle attuali esigenze del personale militare. Apprezzabile in ogni caso è la sensibilità mostrata al tema”.

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Visite guidate a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Torino sabato 30 marzo ore 10 sede aulica della Città metropolitana di Torino (via Maria Vittoria 12) Saranno gli stessi Maria Vittoria e Amedeo di Savoia, I° Duca d’Aosta, rappresentati dal gruppo storico “Principi dal Pozzo della Cisterna 1843-1870” di Reano, ad accogliere i visitatori e ad accompagnarli tra i magnifici ambienti aulici.
L’associazione Principi dal Pozzo trae spunto dal ramo di Torino dei Principi Dal Pozzo della Cisterna il cui capostipite, Giovanni Ludovico Dal Pozzo, visse intorno al 1578 nel feudo di Reano. Ludovico primo Presidente del Senato Subalpino trasformò il castello reanese in palazzo nobiliare ed ebbe dal Papa la facoltà di coniare monete. Ultima erede delle sostanze della famiglia Dal Pozzo della Cisterna fu la Principessa Maria Vittoria, nata nel 1847 e andata in sposa nel 1867 al Principe Amedeo Di Savoia, Duca D’Aosta e poi Re di Spagna.Durante la visita, il gruppo farà rivivere gli episodi salienti della breve vita di Maria Vittoria, che amava trascorrere periodi di villeggiatura nel maniero reanese.
Le prossime visite a Palazzo Cisterna, tutte gratuite, sono previste sabato 13 aprile, 18 maggio e 15 giugno.Il complesso è anche visitabile, sempre su prenotazione, dal lunedì al venerdì per scolaresche, associazioni e gruppi di cittadini. Le visite si effettuano con un minimo di 10 adesioni.

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Secondo appuntamento del ciclo “Incontriamoci in Marciana”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Venezia Giovedì 28 marzo 2019, ore 17 Conferenza di Valentina Petaros Jeromela Libreria Sansoviniana, Venezia, Piazzetta San Marco 13/a. Nell’ambito del ciclo “Incontriamoci in Marciana” la Biblioteca Nazionale Marciana giovedì 28 marzo 2019, alle ore 17, come secondo appuntamento propone la conferenza di Valentina Petaros Jeromela dal titolo Ordo Salis. Produzione, commercio e contrabbando del sale all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia. Nell’occasione sarà anche presentato l’omonimo volume da lei curato (Udine, Circolo Culturale Il Colle di San Daniele, 2013). Durante l’incontro è prevista la proiezione di due filmati: la sintesi del documentario e il cortometraggio “Oro bianco” vincitore di Istria Nobilissima 2018 di Rebeka Legović, RTV Capodistria. Saluto di Stefano Campagnolo, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili: Piazzetta San Marco 13/a, Venezia (Libreria Sansoviniana, sede storica della Biblioteca).
Valentina Petaros Jeromela ricercatrice scientifica in campo storico di Capodistria, è l’autrice di un saggio dedicato al contrabbando del sale, un commercio sommerso ed alternativo al normale commercio che era sottoposto da parte della Serenissima a fortissime imposizioni fiscali. Nel corso della conferenza parlerà della ricerca operata negli archivi veneziani e racconterà come la Serenissima avesse messo in atto una serie di norme ed espedienti sia per mantenere il controllo del commercio sia per sconfiggere il temuto contrabbando del cosiddetto ’oro bianco’. L’autrice darà sintesi nel corso dell’incontro raccontando le vicissitudini del sale di Pirano e delle altre saline dell’Alto Adriatico, vicissitudini che molto hanno in comune con quelle delle saline di Cervia. Nella pubblicazione che sarà presentata sono contenuti anche un saggio dello storico del sale Jean Claude Hoquet dal titolo I Sali nel Friuli e il saggio di Marino Vocci Sale e saline dell’alto Adriatico.

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La Rete Lirica delle Marche vince il Premio Federculture

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Roma 12 giugno 2019 seconda Conferenza Nazionale dell’Impresa Culturale (12-13 giugno 2019), si svolgerà alla presenza di rappresentanti delle amministrazioni e delle istituzioni nazionali promotrici dell’iniziativa. I comuni di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata con la Fondazione Teatro della Fortuna di Fano si sono aggiudicati il Premio Cultura di Gestione 2018-2019 per il progetto della Fondazione Rete Lirica delle Marche, vincitore nella categoria “Creazione di reti” del bando nazionale che premia i progetti e i modelli più innovativi nella gestione culturale anche negli ambiti valorizzazione del territorio, efficacia gestionale e sostenibilità, creazione di reti, rigenerazione urbana e impatto sociale.Il premio è promosso da Federculture (federazione nazionale che raggruppa Regioni, Enti Locali, Aziende di Servizio Pubblico Locale e tutti i soggetti pubblici e privati che gestiscono i servizi legati alla cultura, al turismo, allo sport e al tempo libero) con AGIS, Alleanza Cooperative Italiane Turismo e Beni Culturali, Forum Nazionale del Terzo Settore e ANCI. Obiettivo di Federculture è valorizzare il patrimonio e le attività culturali in Italia, sostenere i processi di crescita economica e sociale delle realtà locali, promuovendo una gestione efficiente ed efficace di musei, teatri, biblioteche, impianti sportivi, parchi, aree archeologiche e sistemi turistici.A distanza di un solo anno dalla sua costituzione, la Fondazione Rete Lirica della Marche riceve dunque un riconoscimento importante da un ente nazionale con questa motivazione: «La Rete Lirica della Marche rappresenta un eccellente esempio di governance pubblica capace di fare sistema e creare network intorno ad obiettivi condivisi e reali istanze del territorio di riferimento. I diversi enti coinvolti hanno saputo realizzare un progetto innovativo dal punto di vista della forma gestionale, che ha creato nuove sinergie e prodotto risultati tangibili nella crescita della produzione culturale nel territorio, ha incrementato l’offerta e la qualità artistica, stimolato il coinvolgimento della comunità, soprattutto giovanile, generando un positivo impatto culturale, economico e occupazionaleۛ».
La Fondazione Rete Lirica delle Marche è fra i sei progetti vincitori (insieme ad Associazione Progetto Museo di Napoli, Scherìa Comunità Cooperativa di Tiriolo, Iside di Roma, Fondazione Polo del ‘900 di Torino, Fondazione RavennAntica) sugli oltre settanta progetti presentati da associazioni, comuni, fondazioni e cooperative che rappresentano il contesto culturale nazionale, un settore con una forte spinta innovativa e in cui sempre più si affermano esperienze di impresa culturale e di governance pubblica che, attraverso una gestione efficace e sostenibile delle risorse culturali, accrescono l’offerta e la fruizione, migliorano la qualità dello sviluppo locale e la coesione sociale.

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Stop a intramoenia se in attività ordinaria si aspetta troppo

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Il caso Puglia fa discutere.mSe per una prestazione con il Ssn si aspetta troppo e per l’intramoenia si aspetta troppo poco la seconda può essere sospesa. Dopo le parole del ministro Grillo ad Agorà (“non si possono prospettare ai cittadini mesi di attesa per ottenere una prestazione in regime pubblico quando se fatta in intramoenia arriva dopo due giorni”) è la Puglia ad approvare la riforma anti-attese della sanità punendo scarti troppo ampi tra le attese per esami in attività istituzionale e libero professionale. Il Consiglio regionale a maggioranza ha dato il via libera alla proposta di Fabiano Amati (Pd, presidente commissione bilancio), che, tra le altre cose, vieta la libera professione se c’è disallineamento tra i tempi d’attesa di una prestazione istituzionale e in intramoenia. A sbloccare l’iter della bozza, il recepimento del Piano nazionale di Governo delle Liste d’attesa del Ministro della Salute che prevede la sospensione dell’attività libero professionale nei reparti che non raggiungano l’erogazione dei servizi ai pazienti nei tempi previsti secondo urgenza. L’articolo 3 del testo pugliese ora prevede la sospensione dell’attività libero professionale in Asl e ospedali se per ottenere le prestazioni con il servizio sanitario si attende oltre 5 giorni in più rispetto all’attesa di una prestazione in libera professione intramoenia. Altre novità: ogni 2 mesi i direttori generali dovranno pubblicare sul sito internet aziendale i dati dell’attività istituzionale e dell’intramoenia per ogni unità operativa. Entro 2 mesi, Asl e ospedali rivedranno i volumi delle prestazioni per tipologia ed attività, attivando nuove ore con la stipula di convenzioni o prevedendo più ore per gli specialisti ambulatoriali Asl già in servizio o acquistando prestazioni da privati accreditati extra budget. Chi tra i dirigenti non raggiunge i volumi istituzionali definiti perderà in tutto o in parte la retribuzione di risultato; se l’intramoenia non cessa ove richiesto, si arriva al procedimento disciplinare, e non sarà riconosciuta la remunerazione per l’attività libero professionale. Tranne la medicina di laboratorio, le prestazioni si potranno prenotare solo con il Cup, prevedendo richiami per gli assistiti: chi non si presenta all’appuntamento, e non ha dato disdetta nelle 48 ore precedenti, pagherà l’intera prestazione anche se esente dal ticket. Tra i dirigenti, i manager nomineranno un Responsabile unico aziendale sulle liste d’attesa, il Rula.
I medici però non sono d’accordo con l’accostamento intramoenia-lunghe attese. Tra l’altro in Puglia la libera professione in ospedale ammonta a un 5% dell’attività: punirla sembra quasi più questione di “principio”. Sulla quale polemizza l’Ordine dei Medici di Lecce guidato da Donato De Giorgi, che evoca lo “sciopero dell’intramoenia” già evocato a novembre dal sindacato dei medici ospedalieri Cimo. Questi ultimi sostengono che in Puglia la libera professione è già azzoppata, si può fare solo se il medico raggiunge il volume di prestazioni istituzionali richiesto. Ed è così poco conveniente che le prestazioni intramoenia sono diminuite del 43% tra il 2010 e il 2016, molti medici non la praticano più. «Se la libera professione venisse sostituita da attività istituzionale si genererebbe un aumento della domanda in grado di mettere ancor più in difficoltà il sistema», ha spiegato a DoctorNews il segretario Cimo Puglia Arturo Oliva. La possibilità data al medico di visitare fuori dal suo orario di lavoro soddisfa richieste extra attività istituzionale, non evase per mancanza di medici sufficienti nei turni, in particolare specialisti, e per carenza di tecnologie sanitarie efficienti. «La storia vera è quella di una forte carenza di medici e assistenza di fronte alle richieste dei pazienti, che peggiorerà -scrive oggi Cimo nazionale – se si blocca la libera professione». (by Mauro Miserendino fonte: doctor33)

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Ipertensione arteriosa Le nuove strategie per sconfiggere il ‘killer silenzioso’

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

L’ipertensione arteriosa è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolari; i farmaci a disposizione per trattarla sono molti e ben collaudati, ma ancora troppo pochi sono i pazienti che raggiungono l’obiettivo dei 130 mmHg di pressione sistolica. Le nuove linee guida europee e americane dell’ipertensione suggeriscono dunque nuove strategie di trattamento per colmare questo gap: associazione di due farmaci in un’unica pillola da subito, per raggiungere il target di trattamento entro tre mesi.In Italia, recenti studi epidemiologici hanno rivelato che solo il 37 per cento degli ipertesi è ‘a target’, cioè presentava dei livelli di pressione ottimale. Un problema non da poco considerato, che ad essere affetto da ipertensione è circa un quarto degli adulti e oltre il 70 per cento dei soggetti di età superiore ai 65 anni, stando ai dati epidemiologici raccolti dalla Medicina Generale.
I nuovi concetti che emergono dall’ultima edizione delle linee guida europee sull’ipertensione relativi alle nuove strategie da adottare sono: l’impiego preferenziale delle associazioni di due farmaci nella stessa pillola (associazioni precostituite) sin dall’inizio del trattamento e il cercare di raggiungere gli obiettivi terapeutici nel minor tempo possibile, idealmente entro i primi tre mesi. “La tradizionale terapia ‘a scalini’ dell’ipertensione arteriosa – riflette il professor Volpe – non consente di raggiungere il traguardo terapeutico dei 130 mmHg di sistolica entro 3 mesi. Per questo le nuove linee guida suggeriscono di iniziare subito il trattamento con un’associazione di due farmaci (tipicamente un ACE inibitore o un sartano insieme ad un calcio antagonista o a un diuretico), preferenzialmente in associazione precostituita, cioè in un’unica pillola, per favorire la compliance del paziente. La monoterapia andrà riservata ai pazienti con ipertensione di grado 1, agli anziani e ai pazienti più fragili, che non rappresentano più del 20-25 per cento degli ipertesi”. Gli studi clinici hanno dimostrato che prima si raggiunge l’obiettivo terapeutico, maggiore e più sostenuto sarà il vantaggio cardiovascolare .
“L’ipertensione arteriosa – afferma il professor Giuliano Tocci, responsabile del Centro ipertensione dell’Ospedale Sant’Andrea e professore associato di Cardiologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma – rappresenta ancora oggi il principale fattore di rischio responsabile di eventi fatali a livello mondiale. Le principali malattie cardiovascolari, tra cui infarto, ictus, insufficienza cardiaca, sono molto spesso riconducibili ad un aumento della pressione arteriosa, che si è protratto per anni, spesso in modo del tutto asintomatico, determinando un aumento del rischio di eventi cardiovascolari fatali”.
Altro punto di convergenza tra linee guida europee e americane è il fatto che, una volta che la malattia si è resa manifesta, il controllo dei valori pressori andrebbe raggiunto il più rapidamente possibile e mantenuto entro i valori considerati normali, al fine di ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari, cerebro-vascolari e renali. A tal fine l’uso delle terapie di combinazione precostituite si è dimostrato un elemento molto utile nella gestione clinica quotidiana dell’ipertensione arteriosa – conclude Tocci – soprattutto in virtù del fatto che tali terapie hanno dimostrato di garantire una migliore aderenza alla terapia, particolarmente nel paziente che assume diversi farmaci o strategie terapeutiche complesse (paziente politrattato)”.

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I farmaci ‘super-eroi’ che proteggono il cuore dal diabete

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Uno dei fattori di rischio più importanti per la salute cardiovascolare è il diabete. Nei soggetti con pre-diabete e in quelli con diabete è dunque fondamentale mantenere un ottimo compenso metabolico, attraverso un corretto stile di vita e la terapia farmacologica. Negli ultimi anni, si sono resi disponibili sul mercato una serie di farmaci che, oltre a ridurre in maniera efficace la glicemia, sembrano avere anche un’azione diretta aggiuntiva di protezione cardiovascolare. I maggiori esperti italiani di prevenzione cardiovascolare riuniti a Napoli in occasione del congresso annuale della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, fanno il punto della situazione. “Alcuni anni fa – riflette il professor Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare e ordinario di Cardiologia presso l’Università ‘La Sapienza’, Ospedale Sant’Andrea di Roma – è emerso un segnale d’allarme rispetto ad alcuni farmaci anti-diabete, che sembravano gravati da un maggior rischio di patologie cardiovascolari. Per questo motivo, le agenzie regolatorie americana (FDA) ed europea (EMA) hanno chiesto che per ogni nuovo farmaco anti-diabete immesso sul mercato, fosse dimostrata la sicurezza cardiovascolare da uno studio realizzato ad hoc”. La grande e piacevole sorpresa degli ultimi anni è stata che i più recenti studi su GLP-1 agonisti e SGLT2 inibitori hanno dimostrato non solo la sicurezza di queste nuove molecole ma che, al di là dell’azione sul diabete, questi farmaci proteggono il cuore e i vasi, determinando una riduzione dello scompenso cardiaco e di alcuni eventi cardiovascolari”.
La riduzione degli eventi cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus, morte da cause cardiovascolari) – prosegue il professor Consoli – sembra tuttavia verificarsi solo nei pazienti già affetti da malattie cardiovascolari (come pregresso infarto, pregresso ictus) ed è risultata associata sia al trattamento con farmaci della classe dei GLP-1 agonisti (farmaci iniettivi, che si somministrano sottocute una volta al giorno o una volta alla settimana), sia al trattamento con farmaci della classe delle gliflozine (o SGLT2- inibitori). Questi ultimi sono farmaci che, inibendo il riassorbimento del glucosio, ne facilitano l’eliminazione attraverso le urine; inducendo la perdita di zucchero e di acqua, abbassano la glicemia e riducono la pressione arteriosa. Forse proprio in virtù della loro capacità di ridurre il volume di sangue circolante, il trattamento con questi farmaci è risultato associato anche ad una diminuzione della insorgenza di insufficienza cardiaca, e questo beneficio è stato osservato non solo nei soggetti che avevano già una malattia cardiovascolare in atto, ma anche in quelli con multipli fattori di rischio, ma non ancora clinicamente…’ammalati di cuore’. L’innovazione farmacologica ha dunque aperto nuove frontiere nel trattamento del diabete mellito di tipo 2, mettendo a disposizione del medico e delle persone affette da questa patologia strumenti terapeutici di grande maneggevolezza, con caratteristiche di efficacia e tollerabilità tali da poter cambiare gli esiti della malattia e di ridurne considerevolmente il ‘carico’, in una popolazione di persone costrette a convivere con una malattia cronica, come il diabete. “E’ ragionevole pensare – prosegue il professor Consoli – che queste terapie possano non solo aumentare gli anni di vita a disposizione delle persone con diabete, ma anche migliorare la qualità degli anni di vita guadagnati”. Certo, anche l’innovazione tecnologica, come tutte le cose, ha un costo. E il costo delle terapie innovative è necessariamente più elevato rispetto al costo delle ‘vecchie’ terapie, che sono tuttavia meno efficaci e meno sicure. E’, e sarà compito della governance dei sistemi sanitari – conclude il professor Consoli – trovare la maniera di conciliare i maggiori investimenti necessari nel presente, con l’opportunità, offerta da questi farmaci, di assicurare risparmi nel futuro, considerando sempre il rapporto tra ‘prezzo’ e ‘valore’, e senza mai dimenticare proprio il ‘valore’ di una vita più lunga e di migliore qualità”.
La dislipidemia osservata nei pazienti con diabete tipo 2 svolge un ruolo centrale nello sviluppo di aterosclerosi precoce. I pazienti con diabete tipo 2 si caratterizzano per diverse alterazioni del profilo lipidico: ipertrigliceridemia, diminuzione del colesterolo HDL, aumento delle LDL, alterazioni qualitative delle LDL e HDL che risultano più piccole e dense, aumento delle lipoproteine ricche in trigliceridi in fase postprandiale. “L’insieme di queste alterazioni – spiega il professor Sesti – costituisce la cosiddetta ‘dislipidemia diabetica aterogena’, che contribuisce all’aumentato rischio cardiovascolare caratteristico dei diabetici. La terapia con statine è la terapia di prima scelta per i pazienti iperglicemici con livelli di colesterolo LDL, non a target con il solo intervento non farmacologico”.

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