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Archive for 27 marzo 2019

Scacchi: l’Italia conquista la medaglia d’oro nella coppa Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Un seme d’oro, piantato da più di un decennio e coltivato appassionatamente con tanti sacrifici, ha permesso alla massima rappresentativa italiana, composta da cinque giocatori e dal capitano, di aggiudicarsi l’ambito titolo continentale. Per la cronaca, nella fase di qualificazione, l’Italia aveva fortemente rischiato una clamorosa esclusione. In circa 90 anni di storia, esattamente dal 1920, si tratta del trofeo più prestigioso che la bacheca della Federazione italiana sarà chiamata ad ospitare.
La 1ª edizione della Coppa Europa per nazioni, evento organizzato dalla Federazione mondiale, è stato onorato, dopo aver ottenuto la qualificazione dalle fasi preliminari, dalle seguenti nove nazioni: Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Repubblica Ceca, Russia, Spagna e Svezia. Pertanto, ogni nazionale ha disputato otto match.
Il responso finale è stato il seguente: medaglia d’oro all’Italia; medaglia d’argento alla Germania; medaglia di bronzo alla Russia; esclusi dal podio team, tradizionalmente più quotati dell’Italia, come Francia, Spagna ed Olanda. La più deludente è stata sicuramente la Francia che, alla vigilia, partiva nel ristretto lotto delle favorite.
Avendo riportato ben sei vittorie, un pareggio ed una sconfitta, per un totale di 13 punti ottenuti sui 16 disponibili, i nostri bravissimi ragazzi hanno legittimato pienamente questo straordinario successo. Tanto per far capire l’eccezionalità di quanto accaduto, in manifestazioni del genere, l’Italia non è mai andata oltre le due/tre vittorie. A buon ragione, possiamo dire come, negli scacchi, la nostra nazione abbia guadagnato il rispetto che le compete in Europa. Questo, rappresenta una sicura rivincita a ciò che accade nel quotidiano, dove l’Italia viene bistrattata e spesso rappresentata come il fanalino di coda del continente.
La nostra nazionale vedeva schierati nell’ordine: Maurizio Sampieri, Elio Troia, Paolo Salati e Mario Cortigiani. Purtroppo, nel corso della manifestazione, veniva a mancare, a soli 59 anni, Elio Troia; al suo posto veniva chiamato Claudio Cesetti, non schierato inizialmente perché impegnato, con la nazionale, nella spedizione olimpica. Inoltre, da non dimenticare il lavoro oscuro ma prezioso del capitano non giocatore, Salvatore Tramacere. Infatti, anche l’impiego di un capitano non impegnato nel gioco, liberando uno dei cinque giocatori da fastidiosi carichi burocratici, è stata una scelta vincente.
Cannoniere della squadra, con 6 punti, è stato Sampieri seguito da Cesetti/Troia (5,5), Cortigiani (5) e Salati (4).

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UniCredit: tensioni nel top management, voci uscita capo corporate Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

(Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) Tensioni nella prima linea manageriale di UniCredit. Secondo indiscrezioni raccolte da Radiocor, il responsabile corporate per l’Italia della banca, Giovanni Ronca, sarebbe in uscita per contrasti con i vertici poche settimane dopo il riassetto manageriale deciso dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier, in vista del nuovo piano industriale da varare a dicembre. Ronca era stato chiamato nel luglio del 2016 proprio da Mustier a guidare le attività corporate in Italia lasciando la filiale di New York. Al suo fianco era stato nominato Andrea Casini, responsabile delle attività retail italiane secondo lo schema caro a Mustier: due co-responsabili per ogni attività e non un solo capo in grado di farsi una propria squadra e creare potenziali ostacoli all’amministratore delegato. La riorganizzazione del 2016 era quella che aveva portato all’uscita della prima linea più vicina all’ex amministratore delegato Federico Ghizzoni, quella composta da Paolo Fiorentino, Gabriele Piccini e da Bernardo Mingrone che era da poco rientrato dall’esperienza di cfo al Monte Paschi. Ronca, genero dell’ex ministro Elsa Fornero, secondo le indiscrezioni raccolte non sarebbe stato valorizzato dalle scelte manageriali di Mustier che il mese scorso ha rinnovato la primissima linea, ignorando i due responsabili dell’Italia e mettendo a capo del Commercial banking per l’Europa occidentale Francesco Giordano e Olivier Khayat a diretto riporto dell’amministratore delegato e quindi con la supervisione anche dell’Italia. Le nomine varate a febbraio, ha spiegato Mustier, sono finalizzate a far partire il nuovo piano industriale 2020-2023 con una squadra già rodata con la responsabilità di attuarlo fin dall’avvio della pianificazione.

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Scuola: Bussetti invoca tempi veloci per il nuovo concorso a cattedra ma non ha assunto ancora gli idonei di quelli già banditi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Anief ha da tempo illustrato proposte emendative per assumere subito, ma la politica non ha dato mai ascolto. Ora sembra che qualcosa si muova. Ad ogni modo senza riapertura delle GaE, l’Italia rischia di avviare un nuovo anno scolastico senza cattedre coperte
“In questo momento abbiamo la necessità di stabilizzare i nostri docenti e quindi abbiamo avviato con l’ultima legge finanziaria i presupposti per avviare in tempi anche veloci le procedure di reclutamento per i docenti”: ancora un annuncio del Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che cozza con la realtà, fatta di concorsi-lumaca e di impossibilità di vedere in cattedra i vincitori del concorso a cattedra 2019 la prossima estate e forse nemmeno la successiva. Basta dire che per la procedura del 2016, sia il M5S sia la Lega hanno avanzato richiesta di proroga sulla scadenza naturale delle graduatorie di merito. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “il paradosso è che ci sono decine di migliaia di posti vacanti, ma rimangono vuoti perché il personale non è stato collocato nelle graduatorie utili da un’amministrazione scolastica sempre più nel pallone.
A sottolineare l’incongruenza nelle parole del titolare del Miur è la stampa specializzata: Orizzonte Scuola scrive che mentre il Ministro dell’Istruzione parla di “tempi veloci per il concorso della scuola secondaria, ancora una volta non c’è la data per l’avvio delle procedure”. Si tratta di una mancanza decisamente grave. Ancora di più se è vero che, continua la rivista, “l’ipotesi più plausibile e auspicabile rimane quella di un bando massimo entro settembre 2019”. Se si guarda alla serie storica degli ultimi concorsi, si scopre che concludere in meno di un anno un concorso a cattedra, al quale tra l’altro si prevede una partecipazione record, considerando che finalmente sarà aperto anche ai non abilitati all’insegnamento, è un’impresa quasi impossibile. E le procedure, oltre che lente, non garantiscono le immissioni in ruolo di vincitori e idonei. L’ultimo esempio è quello del “DL 59/2017 targato PD aperto solo ai docenti abilitati. Bandito con DDG del 1° febbraio 2018: consisteva in un’unica prova orale. Nonostante la semplicità della procedura, in alcune regioni non è ancora concluso”. Poi abbiamo il concorso del 2016, “anche questo aperto solo ai docenti abilitati, bandito nel febbraio del 2016. Prevedeva prova scritta e orale. Poche regioni hanno concluso in tempo per le immissioni in ruolo 2016/17, tantissime hanno rinviato la graduatoria all’anno successivo”.

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“La fusione e la razionalizzazione delle società regionali partecipate è un obiettivo storico del M5S”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Certo il centro-destra poteva lavorare meglio. Sono infatti molte le critiche che abbiamo mosso alla nuova società e sono legate all’assenza di un piano industriale e di una rigorosa base tecnico economica per la fusione. Ci preoccupa molto anche la tutela del personale delle tre società e abbiamo ottenuto che quello eventualmente in esubero sia ricollocato nei centri per l’impiego della Lombardia.Per Aria auspichiamo una vera e propria fusione e monitoreremo che non diventi l’ennesimo carrozzone costoso e ingestibile. Le società che si fonderanno sono state fin qui totalmente resistenti al cambiamento e legate a doppio filo ai gruppi politici che le controllano. Non basta insomma la sola volontà di riformare perché le partecipate funzionino In ogni caso l’approvazione dei nostri ordini del giorno migliora di molto la struttura e la robustezza del provvedimento garantendo tutela per il personale delle società che andranno a fondersi e la prevenzione di fenomeni corruttivi”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, motiva il voto di astensione del M5S, sulla legge che istituisce Aria.Nel corso della discussione sono stati approvati tre ordini del giorno del M5S.Il primo impegna la Lombardia a un riordino delle partecipazioni nel comparto autostradale. Il secondo chiede la dismissione dei rami di azienda non strategici di Aria, la predisposizione di un piano sulla valutazione dei carichi di lavoro dei dipendenti e il ricollocamento del personale eventualmente in esubero a potenziamento dei centri per l’impiego. Infine si impegna Regione Lombardia alla rotazione degli incarichi dirigenziali nella società Aria per prevenire potenziali fenomeni corruttivi.

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“Su regionalizzazione e reclutamento il Ministro dell’Istruzione sta sbagliando: si fermi, finché è ancora in tempo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo le ultime dichiarazioni del titolare del Miur, Marco Bussetti, con le quali apre le porte all’autonomia differenza e alla volontà di assumere nei ruoli in prevalenza insegnanti giovani, come se quelli più esperti e avanti negli anni non fossero più utili o, peggio ancora, mai esistiti. Invece la vera autonomia passa per gli organici differenziati, in base alle esigenze del territorio, senza disperdere preziose risorse umane
Il Governo conferma la volontà di regionalizzare diversi servizi pubblici, tra cui l’Istruzione. Lo ha ribadito il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca,: “Noi – ha detto Marco Bussetti – abbiamo lavorato fino ad adesso per consentire il percorso che la Regione Veneto ha chiesto, come la Lombardia, verso l’autonomia. Non è una questione di scuola regionalizzata ma di responsabilità locali che si assumono su un territorio per garantire e migliorare il servizio”. Nella stessa circostanza, per quel che riguarda il nuovo modo di selezionare il corpo docente, Marco Bussetti ha tenuto a specificare che il suo “obiettivo è quello di portare in cattedra docenti più giovani e preparati. Meglio avere docenti in gamba che effettuare grandi riforme”, ha concluso il Ministro. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “quelle toccate dal Ministro dell’Istruzione sono due facce della stessa medaglia, fatta di una scuola che non guarda più ai bisogni del territorio (fortemente disomogenei, con il Sud in forte ritardo) e degli alunni, ma diventa autoreferenziale ed in perenne competizione con gli altri istituti, che così diventano dei competitor anziché degli alleati con i quali far crescere assieme i propri giovani iscritti ai corsi formativi. In questa logica, di tipico stampo aziendalista, rientrano anche i nuovi insegnanti: dopo avere servito lo Stato per diversi anni, anche per decenni, ora Marco Bussetti ci viene a dire che la scuola ha bisogno di docenti giovani. E gli altri?”. “Gli attuali insegnanti precari, partiti dalla gavetta e con esperienza da vendere, nemmeno si menzionano. Eppure sono tantissimi, oltre 100 mila, molti dei quali sopra i 40 anni, quasi la metà dei quali passati a fare supplenze. Come con la regionalizzazione, da attuare a tutti i costi, anche contro il volere del Movimento 5 Stelle, la Lega fa finta di non sapere che l’Italia è fatta di territori e di scuole più avanti ed altri decisamente indietro, anche con il reclutamento si guarda solo al nuovo che avanza. Dimenticando che, come da vent’anni ci dice l’Europa, prima vanno stabilizzati i precari storici e con almeno 36 mesi di servizio alle spalle”. “Per quale motivo, anziché introdurre norme discutibili se non inutili, il Miur si adopera per avviare finalmente la logica degli organici di docenti e Ata differenziati? In questo modo, plasmando le unità di lavoro in base alle necessità specifiche di ogni scuola, non solo in base al numero di alunni iscritti, come avviene oggi, si ritaglierebbe l’’offerta formativa alle vere esigenze del territorio. Soprattutto, verificando i tassi di disoccupazione e di Neet, oltre che di criminalità e di dispersione scolastica. È questa – conclude il sindacalista Anief – la vera regionalizzazione”

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Scuola: Maestri con diploma magistrale fuori dalle GaE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Se per il Ministro dell’Istruzione è tutto a posto grazie al concorso straordinario attualmente in corso, il sindacato spiega come non si sia risolto nulla perché non è stato affrontato il problema delle supplenze avute dalle GaE che dopo il 30 giugno prossimo metterà a rischio l’inizio del nuovo anno scolastico. Ci saranno, invece, di certo migliaia di ricorsi risarcitori contro lo Stato italiano se la Corte di Cassazione, riunita il 12 marzo scorso, non dovesse annullare la sentenza della Plenaria. Per non parlare della decisione attesa del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo presentato dall’Anief sull’abuso sistematico del precariato da parte del Miur e dei ricorsi ai giudici del lavoro per confermare l’anno di prova a chi l’ha superato dopo esser stato assunto con riserva. Marcello Pacifico (Anief): Non ci arrenderemo fino a quando non passerà l’inserimento dei maestri abilitati nelle GaE, la stabilizzazione automatica di tutto coloro che hanno svolto 36 mesi di supplenze su posto vacante. Nel frattempo, continuiamo a chiedere risarcimenti adeguati per la mancata immissione in ruolo.
Il concorso, secondo Bussetti, sarebbe stato nuovamente legittimato dalla decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che il 27 febbraio 2019 ha nuovamente ribadito il no all’inserimento dei diplomati magistrale con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/02 nelle Graduatorie ad esaurimento, annualmente utilizzate per il 50% dei ruoli. Di conseguenza, scrive Orizzonte Scuola, in questi giorni gli Uffici Scolastici stanno procedendo ai depennamenti dalle GaE in relazione alle sentenze di merito già emanate, in vista del nuovo aggiornamento che partirà tra qualche settimana, contro cui Anief offre patrocinio legale presso i tribunali del lavoro.
Anief conferma, invece, che la partita sui diplomati magistrale rimane ancora aperta. “Anche perché – spiega il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – oltre al parere della Cassazione e della Corte Costituzionale, per riflesso, si attende la decisione del Consiglio d’Europa, che tra non molto dirà la sua sul reclamo collettivo presentato dal nostro sindacato sull’abuso sistematico del precariato pur in presenza di chiare direttive dell’Unione Europea introdotte proprio per prevenirne la pratica da parte dei datori dei lavoro e, come purtroppo avviene come prassi in Italia, per mano dello stesso Stato”.
“Quello a cui puntiamo – continua il presidente Anief – è la stabilizzazione automatica per tutto coloro che hanno svolto 36 mesi di supplenze, in presenza di posti vacanti e disponibili. Nel frattempo, continuiamo a chiedere risarcimenti adeguati, sempre a seguito dell’ingiustificabile abuso dei contratti a termine, pur in presenza di cattedre libere. Parallelamente, continua la nostra azione sindacale sul fronte politico, chiedendo a Governo e Parlamento una soluzione idonea a salvare i maestri con diploma magistrale: governanti e parlamentari non possono continuare a tenere la testa nella sabbia. Estrometterli dalle GaE, infatti, significa produrre un licenziamento di massa, un’esclusione dal sistema d’istruzione, con effetti non solo individuali-familiari, ma anche sociali e sul servizio pubblico scolastico”, conclude Pacifico.

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Mozione urgente per salvare il Casinò di Campione d’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Milano. Una mozione urgente per scongiurare la chiusura definitiva del Casinò di Campione d’Italia. La richiesta, presentata in Regione Lombardia pochi minuti fa, è stata sottoscritta da un gruppo di consiglieri regionali tra cui Raffaele Erba del Movimento 5 Stelle.
Attraverso la mozione, i consiglieri chiedono alla Giunta regionale di stimolare il Governo per cercare di risolvere la complicata situazione della casa da gioco.“Considerato che il territorio di Campione d’Italia non ha paragoni né è assimilabile a nessun altro Comune della Repubblica Italiana e tale peculiarità presuppone misure ed interventi straordinari che possano permettere a questa exclave e ai propri cittadini italiani di poter guardare al futuro con un minimo di prospettiva e di fiducia – premettono i firmatari della mozione – invitiamo il Presidente e la Giunta regionale a chiedere al Governo di prendere provvedimenti urgenti al fine da poter consentire un possibile rilancio del tessuto economico e produttivo”.In particolare, nella mozione si chiede allo Stato di mettere a disposizione un eventuale supporto tecnico, se richiesto dal Commissario Straordinario appena nominato.
“Il Governo ha già posto in essere delle misure nel Decreto Fiscale per supportare il Casinò di Campione e offrire delle agevolazioni – commenta Raffaele Erba del Movimento 5 Stelle – Ma sono d’accordo con le richieste contenute nel documento perché è indispensabile una riflessione sugli ulteriori strumenti di rilancio economico del territorio di Campione che la mozione chiede. Suggeriamo alla Giunta Regionale di valutare una richiesta che vada nella direzione della diversificazione del tessuto economico locale.
Gli effetti del basare l’economia locale su un unico settore sono evidenti”.

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M5S Lombardia: Risoluzione su Europa rimarrà solo sulla carta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

“Le riflessioni della Lombardia sull’Europa contenute nella risoluzione approvata dal Consiglio regionale sono incoerenti, fuori tempo massimo e resteranno solo sulla carta. Sono solo belle parole, che sentiamo ripetere ogni anno, che non si sono mai tradotte in atti concreti e nel cambiamento dell’Europa che invochiamo.La risoluzione si traduce in un’attività insufficiente, lenta e lacunosa della Giunta regionale. In Lombardia siamo molto indietro nell’utilizzo dei fondi europei, sono innumerevoli le procedure d’infrazione che hanno a oggetto le attività amministrative della regione come sulla qualità dell’aria o sulla caccia.Più in generale le politiche europee hanno messo in ginocchio popolazioni come quella greca e portoghese e ci consegnano un continente in recessione con un altissimo livello di disoccupazione. Il culmine del fallimento delle politiche europee è avvenuto con la Brexit, con un’Europa lontana dai reali bisogni della gente. Questa risoluzione ricca di retorica e povera di contenuti non avrà nessun effetto su politiche che giudichiamo negativamente. Mi auguro che quest’Europa dell’austerità che impoverisce i cittadini tra tre mesi non esista più e sia sostituita da un’Europa dei popoli”, così Marco Fumagalli commenta il voto contrario del M5S Lombardia alla Risoluzione sul Programma di lavoro della Commissione per il 2019.

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Firenze senza futuro. Pecunia non olet?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

L’amministrazione della città ne va fiera. A noi viene più di un dubbio. Stiamo parlando (caso del giorno) dell’avvio dell’iter per trasformare l’ex-scuola di sanità militare di Costa San Giorgio in un albergo di lusso grazie alla Marzocco Investment & Development di capitale argentino.
Quindi, secondo i manuali dell’amministrazione, dell’economia e della finanza che hanno definito e scandiscono la nostra attualità, noi dubbiosi saremmo conservatori. Mentre chi acquista e investe, chi concede e favorisce, sarebbero progressisti. Sui risultati di queste politiche dei progressisti se ne può godere in tutto il mondo, Firenze compresa: un giro per il centro città, come un giro tra le rovine delle città siriane e yemenite martoriate dalla guerra, come un giro nelle città del primo, del secondo, del terzo e del quarto mondo (fra un po’ si conierà con sostanza anche la realtà del quinto mondo), sono ad indicarci i risultati “progressisti” di queste politiche (memento: le manifestazioni contro i cambiamenti climatici e i finti impegni degli Stati per farvi fronte).
E’ ovvio che noi ci sentiamo tutt’altro che conservatori. Anzi. La testardaggine di guardare sempre oltre il nostro naso e le prossime scadenze elettorali, ci aiutano non a delineare scenari da film di fantascienza sulla trasformazione e distruzione della Terra, ma la fotografia di una veloce distruzione delle città, Firenze nel nostro caso, come realtà dietro l’angolo e contro la quale occorre perlomeno guardare almeno al 2100. E’ ovvio che non stiamo parlando di città come espressione meramente territoriale, ma urbana, civica, umana, sociale ed economica. Una sfilza di aggettivi che possono essere onorati solo se ci sono le politiche che li favoriscano. Qualcuno – disperato a nostro avviso – pensa di imporre le presunte qualità, noi no! Sosteniamo che vanno favorite dalle politiche, sì che utenti e imprenditori delle stesse (dotati di diritti al pari di doveri) le sentano più proprie e le curino meglio, invece di essere solo meri fruitori ed esecutori del
“monarca illuminato” (che pur se a Firenze fa venire in mente il Granducato e il suo – all’epoca – splendore, pur sempre di monarca si tratta ed oggi è bene che resti tale solo nei libri di storia).
A nostro avviso, A.D. 2019, pecunia olet. Se fossimo un Paese e una città disgraziata, probabilmente faremmo parte di coloro che cercano il pelo nell’uovo e verremmo vituperati per la nostra opposizione alla costruzione di una fabbrica di automobili diesel in quel di Costa San Giorgio. Sorriso? No, metafora. Firenze non è una città disgraziata (merito di tutti) e nessuno vorrebbe installare questo diesel nella bella strada che ci porta da Ponte Vecchio al Forte Belvedere. Ma le città non-disgraziate invece del diesel usano altro, più adeguato alla sua presunta costruzione verso il futuro, per farsi male Nella fattispecie l’albergo di lusso della Marzocco Investment che, non a caso, non sarà solo camere con viste mozzafiato, ma con una ricostruzione, stile parco giochi della Disney, del tessuto strutturale che richiami gli antichi usi monastici di quei luoghi (quelli, più recenti, da scuola sanitaria militare erano troppo truci?).
Progetto perfetto per quella Firenze che ha espulso dal centro parte della Regione, i palazzi di Giustizia, quasi tutta l’Università, i mercati, etc (ospedale Santa Maria Nuova per ora resiste) e tutto l’indotto economico e abitativo (compresi gli umani) che questo aveva con sé.
Ma siamo sicuri che chi viene a visitare la nostra città voglia la versione originale e quella simile alle ricostruzioni dei parchi giochi disneyani con solo addetti alla funzionalità di questo parco, e non una città che vive, coi suoi abitanti, le sue attività, le sue contraddizioni, i suoi ritmi, le sue botteghe reali? A noi, per l’appunto, ponendoci questa domanda, ci viene il dubbio. Sarà che quando noi facciamo i turisti, cercando di essere più che altro viaggiatori, restiamo perplessi e un po’ disgustati di fronte ad agglomerati urbani tipo quelli del centro di Firenze. Sarà che noi in questa città ci abitiamo e ci sentiamo male con un centro che è diventato periferia, visto che non è più (quasi) il centro degli interessi dei cittadini, ma solo dell’economia turistica fine a se stessa, quella che si brucia e si consuma senza trasmettere ai turisti l’energia di una città che vive.
Sappiamo che l’amministrazione della città di Firenze non ama il governo nazionale, ma ci sono delle scelte e delle politiche che, al di là dei presunti presupposti che ogni parte/partito ha, sono trasversali e fanno andare a braccetto anche coloro che dicono di combattersi. La Firenze dell’amministrazione Nardella (erede di quelle precedenti) sta – a nostro avviso – facendo scelte in linea con le politiche del governo nazionale. Ma non scelte marginali, facilmente riassorbibili da alcune impostazioni correttive di presunta dedizione al bene pubblico e diffuso. No. Scelte determinanti che, dopo gli incassi dei primi giorni, porteranno a politiche distruttive, senza andare tanto in là nel tempo (abbiamo, per questo, già accennato al 2100): Firenze (in buona compagnia di tante altre città, per carità) con un centro solo turistico e tanti soldi che arrivano ma che, proprio perché l’assorbimento di questi utili non è da parte di imprenditori di zona, i soldi vanno
altrove e finiscono magari (Arabia Saudita) per comprare armi che favoriscono le guerre in Siria e in Yemen. L’Italia (anch’essa in compagnia di alcune altre nazioni che magari fanno un po’ finta di una loro dignità e sono apparentemente meno sfacciati… vedi Germania e Francia) che apre la cosiddetta via della seta con la Cina, e in questo modo favorisce tutte le politiche interne ed espansionistiche di quel Paese, politiche basate sulla morte delle libertà, economiche e di pensiero. Politiche – fiorentina e nazionale – che porteranno i loro adulatori ed esecutori a mangiare se stessi e i motivi fondatori della propria essenza. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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In Scena! Italian Theater Festival NY

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

New York. 29 aprile – 13 maggio 2019 – In Scena! Italian Theater Festival NY. il festival di teatro italiano mirato a far conoscere nella grande Mela alcuni fra i più interessanti, innovativi e coinvolgenti testi teatrali del nostro Paese per divulgarli attraverso la traduzione in Inglese, è lieto di annunciare i nomi delle opere italiane che saranno presentate, in forma di reading, nell’ambito della settima edizione del Festival, in corso dal 29 aprile al 13 maggio p.v. In partnership per il terzo anno consecutivo con l’Italian Playwright Project (IPP), curato da Valeria Orani (Umanism NYC), ed in collaborazione con il Martin E. Segal Theatre Center at CUNY, In Scena! presenterà in prima americana la lettura de Mio eroe di Giuliana Musso, tradotto da Patricia Gaborick, presso l’Istituto Italiano di Cultura (686 Park Ave, New York, NY 10021), mercoledì 1 maggio ore 18:00.
Inoltre, in onore del nuovo OnStage! Festival & Award, che ha debuttato a Roma, lo scorso gennaio, avrà luogo una lettura speciale del testo vincitore del primo OnStage Award per opere teatrali americane mai messe in scena: The Girlfriend di Leland Frenkel. L’evento si terrà giovedì 2 maggio ore 18:00 presso la Casa Italiana Zerilli-Marimo’ at NYU (24 West 12th Street, New York, NY 10011). In Scena! è anche felice di annunciare la nuova partnership con la prestigiosa Civica Scuola interpreti e Traduttori Altiero Spinelli di Milano, i cui studenti produrranno l’editing di alcune delle traduzioni inglesi per i sopratitoli degli spettacoli della prossima edizione del festival, come parte di un progetto didattico assistito.
Mio Eroe di Giuliana Musso – Traduzione di Patricia Gaborick Mercoledì, 1 maggio ore 18:00 @ Istituto Italiano di Cultura Mio Eroe è costituito da tre monologhi distinti. Protagoniste sono tre madri di soldati italiani che presero parte alla missione International Security Assistance Force (ISAF) in Afghanistan nel periodo 2008-2010. Due di queste madri persero il figlio in battaglia. Le tre donne sono molto diverse una dall’altra per estrazione sociale, origini geografiche, livello culturale e personalità, ma hanno in comune l’esperienza di madri di soldato. La conversazione delle madri interseca memorie dell’infanzia, storie di eventi tragici e considerazioni sulle scelte dei figli. I personaggi sono inspirati da persone reali ed eventi di vita vissuta.
The Girlfriend Written by Leland Frankel Giovedì 2 maggio ore 18:00 @ Casa Italiana Zerilli-Marimo’ at NYU Olivia “Liv” Hughes era la ragazza più popolare di Grace Hills High. Sylvia Merwin era una delle emarginate più denigrate. Poi Eddie Cleary portò la pistola a scuole e tutto cambiò. Dieci anni dopo le strade di queste due donne si sono drasticamente allontanate: Sylvia vive una vita apparentemente perfetta in città, con un lavoro fantastico e un ragazzo amorevole, mentre Liv è una tossicodipendente in fase di recupero. Prendono accordi per incontrarsi in circostanze misteriose, e Liv rivela un fatto del loro passato comune dimenticato e scioccante. Ne consegue una brutale e sconvolgente resa dei conti, mentre Sylvia e Liv tentano di riconciliare la storia sanguinaria con le loro vite presenti. Innocenza, colpevolezza, onestà, inganno… quando un’azione malvagia viene compiuta, chi è veramente responsabile?
In Scena! nasce nel 2013 come evento ufficiale dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, del Ministero degli Affari Esteri e dell’Ambasciata italiana a Washington, D.C.. Presentato in collaborazione con le principali Istituzioni italiane in USA, il festival ogni anno presenta a New York una rassegna di teatro italiano indipendente: produzioni che hanno già circuitato e letture di opere teatrali in traduzione inglese, conferenze, seminari e scambi fra artisti italiani ed internazionali. Scopo ultimo è la promozione del teatro e degli artisti italiani a New York e la costruzione di un ponte fra la scena artistica italiana e newyorkese. Tutti gli spettacoli vengono presentati in italiano con sopratitoli in inglese, salvo dove diversamente indicato. L’ingresso a tutti gli spettacoli e agli eventi speciali è GRATUITO.
Calendario dettagliato e aggiornamenti su http://www.inscenany.comhttp://www.kitheater.comhttp://www.kititalia.it

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Area Mind: spostare l’azienda a rischio di Incidente Rilevante per la sicurezza di studenti e lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Un tavolo tecnico finalizzato al trasferimento di un’azienda di trattamento di rifiuti pericolosi per scongiurare possibili ripercussioni da incidente rilevante nell’area Mind. Lo chiede il M5S Lombardia con una mozione (in allegato) depositata nella giornata di ieri dalla consigliera regionale Monica Forte.Forte dichiara: “La mozione è la sintesi di un lavoro documentale, di confronto e di analisi minuziosa che portiamo avanti da diversi anni sul futuro dell’area Expo con l’obiettivo di tutelare al massimo i futuri fruitori dell’area ora denominata Mind.Al confine, a poche decine di metri, c’è infatti un impianto che tratta una media di 150 mila tonnellate di rifiuti pericolosi all’anno, la ditta Ecoltecnica, a rischio d’incidente rilevante per le normative vigenti.L’impianto negli ultimi anni, a dimostrazione della sua pericolosità, è stato interessato da due incidenti. Un incendio di vernici, diluenti e olii usati occorso nel 2004 ha costretto alla chiusura dell’autostrada con l’intervento di oltre 100 vigili del fuoco. Nel gennaio del 2018 è scoppiato un camino dell’impianto tritarifiuti per il quale intervenne il gruppo nucleare batteriologico radiologico e chimico dei Vigili del fuoco. Voglio ricordare che nell’area la concentrazione di aziende a rischio è molto elevata e, in caso di incidenti, può verificarsi un effetto domino. Proprio per questo sono necessari interventi immediati: l’urbanizzazione dell’area va guidata garantendo la totale sicurezza di chi vivrà o lavorerà a Mind e ovviamente nelle aree limitrofe”.

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Mostra: Zhivago Duncan Soulmate / Cellmate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Milano martedì 02.04.2019 dalle 19.00 alle 21.00 (dal 02.04.2019 al 28.06.2019) Galleria Poggiali Milano Foro Buonaparte 52 presenta Soulmate / Cellmate, prima mostra personale a Milano, la terza con la galleria, del poliedrico artista Zhivago Duncan (Terre Haute, USA, 1980), con saggio in catalogo di Kit Hammonds. Soulmate / Cellmate raccoglie un nuovo corpo di opere pensate e realizzate dall’artista appositamente per la sede milanese della Galleria Poggiali. Una serie di lavori che spaziano dalla pittura alla scultura in ceramica, tecnica cui ricorre spesso: l’artista ha ricreato in mostra l’immagine della sua mente, partendo da un pensiero libero, fluido, ha abbozzato nei dipinti degli universi in formazione, paesaggi mitici e immaginari dai colori psichedelici.
Ha creato in questo modo dei lavori unici caratterizzati da forme insolite, mai scontate, provenienti da orizzonti lontani, crocevia di culture differenti. L’artista infatti, fin da giovane è stato esposto alle culture e tradizioni più disparate. Nato da padre danese e madre siriana, Zhivago ha avuto modo di conoscere ambienti profondamente differenti, contraddistinti da storie, miti e leggende che hanno segnato la sua infanzia e che non può non considerare e convogliare all’interno della sua opera artistica.
Come nelle opere esposte nella recentissima personale intitolata Beauty Block My View (novembre 2018 – gennaio 2019), tenutasi alla Meem Gallery di Dubai, anche nei lavori esposti in Soulmate / Cellmate Duncan esprime la volontà di ricollegarsi al suo passato. Volontà di indagare, conoscere e riagganciarsi alle sue radici. L’artista ricrea in mostra un mondo legato alla sua eredità ancestrale, connessione tra la sua fisicità e la personificazione metafisica di una terra perduta. “Tutto ciò viene reso su tela attraverso una rete di citazioni, profezie e immagini di divinità, prese da antiche narrazioni siriane. Alla base del processo creativo di Duncan vi è una ricerca bramosa di scoprire interconnessioni nascoste. Indagine espressa da un universo gioioso di forme e colore, sotto le quali in realtà, si celano fragili fondamenta e un profondo lamento interiore.” Kit Hammonds.
Zhivago Duncan si è fatto conoscere per la grande personale del 2012 alla Contemporary Fine Art di Berlino nella quale aveva iniziato a produrre, oltreché grandi dipinti su tela, vetrine abitate da modellini di auto, aerei e treni in movimento, circondati da neon.

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USA: non tutto è oro che luccica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Il resoconto dell’ultima riunione del Federal Reserve Open Market Committee (FOMC), il comitato di gestione della politica monetaria americana, rivela che si sta discutendo di interrompere il rientro dal quantitative easing e di riprendere, quindi, la politica monetaria “accomodante” entro l’anno. Si dice di voler restare “pazienti” riguardo a nuovi aggiustamenti e “flessibili” rispetto alla riduzione dei titoli in precedenza comprati per sostenere il sistema bancario.Anche la Bce e Draghi hanno confermato l’intenzione di continuare con la politica monetaria espansiva.Questi sviluppi ci pongono due domande. Quali sono le vere ragioni economiche per le quali, a più di dieci anni dalla crisi finanziaria globale si ripropongono le stesse politiche che, allora, furono concepite come soluzione temporanea per portare i vari paesi fuori dalle paludi della recessione? Le maggiori istituzioni monetarie internazionali temono forse il presentarsi di qualche nuova crisi finanziaria? Ci sono vari parametri per valutare se l’economia mondiale, a cominciare da quella americana, possa rischiare di entrare in una situazione di turbolenza: anzitutto gli andamenti degli investimenti, del commercio e dei bilanci.
In un altro rapporto sulle banche, la Fed ammette che la domanda di credito si è globalmente ridotta. La maggioranza delle banche americane scrutinate intenderebbe rallentare il flusso di crediti alle imprese e aumentare il premio di rischio per numerose categorie di prestiti. Negli Stati Uniti gli investimenti sono scesi negli ultimi sei mesi e sono a -2,1% rispetto a un anno fa. Tale rallentamento si manifesta anche nel settore immobiliare che è sempre stato un importante termometro dell’economia americana, e non solo. Le vendite di abitazioni negli Usa sono scese dell’8% in gennaio rispetto al gennaio precedente, marcando una tendenza semestrale.
Anche l’ex presidente della Fed, Janet Yellen, ha recentemente ammonito che i 4.000 miliardi di dollari di debiti e corporate bond, quasi “junk”, potrebbero portare a una nuova crisi stile 2008. Particolarmente preoccupante è che, sulla base di questi debiti, sono stati emessi oltre 700 miliardi di nuovi derivati, i cosiddetti clo, collateralized loan obligations, che sono stati comprati da banche e fondi.
Ovviamente, i succitati clo raccolgono crediti accesi da imprese sempre meno in grado di ripagarli, proprio così come nella passata crisi accadde per i cdo, collateralized debt obligations, che raccoglievano ipoteche immobiliari impagabili.
Inoltre, da ottobre 2018 a gennaio 2019, cioè nel primo quadrimestre dell’anno fiscale in corso, il deficit di bilancio Usa è stato di 310 miliardi, con un aumento del 77% rispetto allo stesso periodo dell’anno fiscale precedente. Come, noto, in America l’anno fiscale si calcola da settembre al settembre dell’anno seguente. Il Congress Budget Office prevede che il deficit annuale 2019 sarà di almeno 900 miliardi. In verità, da tempo è in corso una crescita vertiginosa del deficit di bilancio che evidenzia un’economia tutt’altro che sana: 587 miliardi nel 2016, 665 nel 2017, 782 nel 2018.
Lo stesso è avvenuto con la bilancia commerciale americana che nel 2018 ha registrato un deficit di 891 miliardi di dollari nel settore dei beni. Un aumento forte rispetto all’anno precedente. In particolare il deficit nel commercio di beni con la Cina è stato di ben 419 miliardi. Nel 2017 era stato di 375 miliardi.
Sono cifre che bocciano in pieno la politica di Trump, il modo in cui ha voluto coniugare il taglio delle tasse con l’aumento dei dazi. Di fatto, buona parte delle tasse non raccolte hanno fatto crescere i consumi che, a loro volta, hanno inciso sull’andamento delle importazioni. Tali scelte possono momentaneamente sembrare misure a favore dei cittadini, ma nel medio termine esse aggravano i conti pubblici, creando forti rischi d’instabilità. Perciò è molto probabile che nel prossimo futuro la parola “volatilità” venga usata con molta frequenza.
In questa incerta situazione non dovremmo stupirci se Washington sempre più spesso, di fronte a eventuali difficoltà nell’economia americana, scaricasse le proprie responsabilità su presunte crisi in Cina e in Europa. Del resto, questa è da tempo la versione di Trump, che, purtroppo, è stata ripetuta recentemente anche da Jerome Powell, il presidente della Fed, che era ritenuto indipendente rispetto al presidente americano. Evidentemente ciò non è. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Quando la fotografia scompone la realtà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Roma mostra dal 30 marzo al 6 aprile presso lo studio di via de’ Delfini, 23, tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 16,30 alle 19. L’inaugurazione è prevista per sabato 30 marzo alle 18. Un grafico con la passione per la fotografia, un siciliano che vive a Roma e ama viaggiare. Un mix di esperienze e visioni, stili e tecniche, che prendono forma nella mostra “Cromogeometrie”, personale fotografica di Roberto Lo Bue, promossa da Gall’Art Roma/Evasioni Art Studio.
Il progetto CromoGeometrie del palermitano Lo Bue, 38 anni, nasce dall’attitudine di osservare tutto ciò che ci circonda non nel suo insieme scorporandolo in piccoli dettagli. Come ogni film è composto da fotogrammi, anche la realtà viene scomposta e presentata ai nostri occhi una scena dopo l’altra. La scelta di cosa fotografare, che siano muri, soffitti o scale, viene sempre in secondo piano rispetto ai veri protagonisti di questi scatti: il colore, le linee, le forme e le geometrie. Attraverso questi contenuti, tutti gli scatti, unici e originali, rappresentano la realtà che ci circonda, trasformandola in un’astrazione fatta di colori forti, simmetrie e linee nette e marcate che rendono affascinante ogni piccolo dettaglio.

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A Bologna, la mostra di Carlo Valsecchi sul gasometro restaurato da Hera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Bologna Pinacoteca Nazionale di Bologna Fino a domenica 31 marzo 2019 il Gruppo Hera promuove presso il Salone degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale di Bologna Gasometro M.A.N. n.3, il nuovo progetto di Carlo Valsecchi: quattordici fotografie che raccontano in modo del tutto inedito e originale la metamorfosi del gasometro di Bologna durante i lavori di recupero e restauro promossi dalla stessa multiutility. Al di fuori di ogni intento archeologico, il lavoro di Valsecchi presenta la struttura del gasometro come un organismo vivente in continua trasformazione e non come testimonianza inerte di un passato industriale.La mostra è aperta gratuitamente al pubblico da martedì a domenica, dalle ore 10.00 alle ore 19.00. Sabato 2 febbraio, in occasione dell’ART CITY White Night, l’apertura è prolungata fino alle ore 23.00.Il progetto di Carlo Valsecchi si completa con il volume a cura di Luca Massimo Barbero, edito da Silvana Editoriale, che presenta la descrizione per immagini della rinascita di questo vero e proprio landmark del territorio bolognese.Gasometro M.A.N. n.3 è una riflessione sull’evoluzione dello spazio, che l’artista concepisce come un corpo in costante metamorfosi.L’opera di Carlo Valsecchi nasce da un dialogo continuo e diretto con i luoghi che di volta in volta affronta nei suoi progetti, siano essi architettura, un paesaggio urbano, l’industria pesante, l’industria altamente tecnologica, o l’infinito naturale. L’approccio analogico e geometrico-analitico nei confronti della fotografia di grande formato – un medium che contraddistingue tutta la produzione di Valsecchi – lo porta a scomporre e ricomporre il soggetto per restituirlo sotto una forma del tutto inedita. “Lavorare seguendo il principio analogico mi permette di liberarmi da qualsiasi vincolo con la realtà. Una libertà assoluta che, senza mai mancare di rispetto alla realtà stessa, mi introduce in un mondo immaginario e fantastico dove posso prendere tutti gli elementi che ho di fronte e osservarli da angolature diverse, muoverli nello spazio cercando a loro una “nuova” collocazione, letteralmente “spingerli” nella luce piena per cercare di ottenere solo quell’elemento che racchiude tutti gli elementi, ricercare la loro “luce propria” indipendentemente da quello che vedo illuminato, leggerli e rileggerli fino a comprenderne la natura di soggetto insita in essi.” – spiega Valsecchi, che aggiunge – Il progetto sul Gasometro è nato durante una visita a Bologna. Questa affascinante struttura ha innescato la mia curiosità, sono entrato in dialogo con il Gruppo Hera, società proprietaria, per avere la possibilità di fotografarlo. Da questo dialogo assai interessante è nato il progetto Gasometro M.A.N. n. 3”. (by Cecilia Bondioli)

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Passione, esperienza e innovazione per garantire lavoro al 97 % dei giovani diplomati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Il guru del marketing sportivo Romy Gai, il noto scrittore Giorgio Terruzzi e l’affermato imprenditore bergamasco Franco Acerbis, hanno spiegato i segreti e i valori del successo, basato su formazione, esperienza e innovazione, ai centosessanta studenti intervenuti al convegno “It’s Experience Day” organizzato dalla Fondazione bergamasca ITS JobsAcademy, che dal 2010 forma tecnici d’alta specializzazione in aree tecnologiche strategiche, grazie alla partnership con più di 2.500 aziende.
L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 900 ospiti tra giovani e aziende, è stata occasione per riflettere sul modo migliore di coniugare fabbisogno di lavoro, capacità e talenti personali con l’innovazione e la disponibilità al cambiamento richiesti oggi dal mercato del lavoro. “La prima esigenza di cui teniamo conto nella proposta dei nostri percorsi formativi è il desiderio dei giovani” ha spiegato il fondatore di JobsAcademy Daniele Nembrini, a cui ha fatto eco Franco Acerbis, esortando chi si affaccia al mondo del lavoro, dopo adeguata preparazione formativa, ad avere ambizione e coraggio di fuoriuscire dagli schemi. Romy Gai, già dirigente della Juventus e organizzatore della Supercoppa italiana in Arabia Saudita, ha spiegato come la formazione scolastica sia fondamentale e consenta di liberare la curiosità, che diventa motore del desiderio di scoprire e migliorarsi di continuo. Caratteristica che accomuna anche alcuni fra i più grandi campioni dello sport, come ad esempio i piloti Ayrton Senna, Michael Schumacher e Valentino Rossi, citati dal giornalista Giorgio Terruzzi: tre talenti che hanno sempre saputo mettere da parte ciò che sapevano fare meglio, per concentrarsi su quello che di nuovo potevano imparare e migliorare. Il primario di neuroanestesia e rianimazione dell’Istituto Neurologico Carlo Besta, Dario Caldiroli, ha illustrato come l’innovazione tecnologica sia fondamentale per lo sviluppo della medicina e della scienza, ribadendo l’eccellenza della ricerca e sanità lombarda a livello internazionale.“Il legame con il mondo aziendale caratterizza fortemente l’attività della Fondazione ITS JobsAcademy, che grazie alla partnership con le aziende riesce a garantire agli studenti un tasso di occupazione del 97,2 % alla fine del percorso formativo” ha ricordato il direttore generale della Fondazione, Maurizio Orena.
Nata nel 2010 dall’intuizione di Daniele Nembrini di dialogare con le imprese per dare una risposta concreta alla richiesta e al bisogno di lavoro, sia da parte delle aziende che dei giovani, JobsAcademy rappresenta una delle prime risposte italiane alle scuole di alta specializzazione tecnologica, che già da decenni formano in Europa i cosiddetti super-tecnici. La richiesta di accesso ai dieci percorsi formativi proposti, che si articolano in un biennio da poter integrare con un terzo anno aggiuntivo, è in costante aumento: dalla sua nascita JAC ha diplomato ottocento studenti e si prevedono trecento domande di iscrizione per il prossimo anno.

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SCUOLA: XX conferenza dei legali Anief

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Mille sentenze favorevoli negli ultimi due anni con 20 milioni di risarcimenti per i supplenti della scuola. Ora scattano le esecuzioni verso lo Stato. Cento i ricorsi al Tar Lazio per 15 mila ricorrenti che hanno impugnato bandi di concorso e mancati inserimenti in GaE. Oltre 100 avvocati a confronto sul dialogo tra tribunali e parlamento: al centro dell’azione del sindacato permane la tutela dei diritti del personale della scuola. I legali riuniti a Roma per affrontare le più importanti sentenze degli ultimi due lustri dalla fondazione di Anief, ma anche le norme legislative e contrattuali che hanno visto l’attività sindacale concentrarsi su dei temi centrali per l’istruzione italiana e chi vi opera: l’abuso dei contratti a termine, la ricostruzione di carriera, il salario accessorio, le misure risarcitorie, la mobilità del personale, i concorsi per docenti, Ata e dirigenti scolastici, sino alle liquidazioni e alle pensioni. Sono tantissime le vertenze condotte presso i tribunali del lavoro e amministrativi, in alcuni casi giunte in Corte costituzionale e in Corte di Giustizia Europea, avviando un dialogo tra le corti sul tema del lavoro e del rispetto del diritto che sancisce un sempre più stretto legame tra legislazione e giustizia. Superano quota mille le sentenze passate in giudicato sui risarcimenti dovuti dallo Stato italiano ai supplenti della scuola ottenute dai legali Anief e che ora il sindacato si appresta a rendere esecutive. I temi affrontati dai giudici sono svariati: il pagamento degli scatti di anzianità per il periodo di precariato, delle mensilità estive non riconosciute, sui posti vacanti e disponibili e sui relativi risarcimenti per il comprovato abuso dei contratti a termine. Complessivamente, i risarcimenti hanno toccato i 20 milioni di euro. Le azioni legali in media hanno fatto ottenere ai ricorrenti iscritti al giovane sindacato 20 mila euro: una somma che è arrivata anche a 40 mila nei casi di precari storici con molti anni di servizio alle spalle.
“Questi numeri, tuttavia, sono solo la metà del contenzioso che è in corso di deposito a seguito delle numerose richieste di tutela intervenute dopo la famosa “sentenza Mascolo” della Corte Europea e delle conseguenti sentenze della Corte di Cassazione”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

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Gesù e i Farisei: Un riesame interdisciplinare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Roma Mercoledì 3 aprile 2019, ore 12:00 Aula Paolina, Pontificio Istituto Biblico Piazza della Pilotta, 35 (III piano) intervengono Prof. Michael F. Kolarcik, S.J. – Rettore, Pontifico Istituto Biblico Prof. Joseph Sievers – Pontifico Istituto Biblico Prof. Amy-Jill Levine – Vanderbilt University Prof. Etienne Vetö cnn – Direttore, Centro Card. Bea per gli Studi GiudaiciGli interventi saranno in lingua inglese.

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Sanità. Librandi (UIL FPL): “ Sulle assunzioni attendiamo la definizione del provvedimento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Qualcosa si muove in merito alla necessità di superare il vincolo di spesa per il personale sanitario riferito al 2004 ridotto dell’1,4% che secondo la UIL FPL ha solo finito per produrre, nel lungo periodo, effetti distorsivi della spesa stessa, una riduzione della quantità e qualità dei servizi, oltre ad aggiramenti di tale vincolo, da parte delle strutture sanitarie, attraverso il ricorso alle esternalizzazioni.Le dichiarazioni del Ministro della Salute On. Grillo sulla possibilità che il riferimento per le assunzioni diventi il 2018 con la possibilità di sfruttare ogni anno il 5% degli aumenti del Fondo Sanitario sicuramente potrebbe garantire una importante maggiore boccata di ossigeno.
Tuttavia attendiamo la definizione del provvedimento per poterlo analizzare nel dettaglio.
Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi.
Una cosa è certa- prosegue Librandi -, ad oggi la situazione nel Pubblico impiego è critica. Nella sola sanità negli ultimi anni abbiamo perso 50.000 unità di personale tra medici ed infermieri; numeri destinati ad aumentare con i nuovi pensionamenti e quota 100.
La UIL FPL insieme alle altre organizzazioni sindacali ha costruito una piattaforma rivendicativa che promuove soluzioni per l’occupazione, il rinnovo dei contratti e il miglioramento dei servizi. Il Governo – conclude Librandi – inizi seriamente a confrontarsi con noi attraverso l’istituzione di un tavolo permanente su tali problematiche.

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India’s Automotive Lubricants Market

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

The “India Automotive Lubricants (Comprehensive Techno-Commercial) Market Analysis and Forecast, 2013-2030” report has been added to ResearchAndMarkets.com’s offering.The demand for automotive lubricants stood at 1,418 KTPA in 2018 and is projected to grow at a CAGR of 3.59% during 2019-2030 in India.Growing use of automotive lubricants in various end-use sectors such as two-wheelers, passenger cars and commercial vehicles is the key factor aiding market growth.Though mineral oils hold the largest share among all the automotive lubricants used in the country, the demand for synthetic and semi-synthetic lubricants is expected to grow at a rapid pace in the coming years.Moreover, availability of a variety of automotive lubricants across various segments such as engine, gear, grease and transmission fluids would have a positive impact on the country’s automotive lubricants market during 2019-2030.

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