Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 28 marzo 2019

Pensionati: Manifestazione dei “Gilet Bianchi” per dire basta alle cure ad intermittenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Napoli Venerdì 29 marzo si terrà una manifestazione pubblica dei Gilet Bianchi, il movimento fondato dal Partito Pensionati d’Europa a difesa della dignità degli anziani e dei pensionati, delle famiglie, dei giovani e delle donne. “La salute è un nostro diritto, basta cure ad intermittenza!”: è questo lo slogan del flash mob che porterà i napoletani a protestare sotto la sede dell’Assessorato alla Sanità della Regione Campania (in via Santa Lucia, 51). “Il commissariamento della Sanità Campana non è servito a risolvere il problema dell’assistenza sanitaria per tutti i cittadini ed in particolare per gli anziani, i pensionati e le famiglie appartenenti alle fasce meno abbienti della popolazione campana – dichiara Fortunato Sommella, leader del Partito -. Il fatto che ogni tanto si inauguri qualche nuovo reparto risolve poco se non addirittura nulla, visto che ci sono decine di altri ospedali che soffrono in termini strutturali, per la mancanza di attrezzature e per le risorse umane non in grado (per numero e materiali a loro disposizione) di sopperire alle centinaia di emergente giornaliere”. “I centri convenzionati, poi, assicurano assistenza solo 8 mesi l’anno – continua Sommella -,ai due mesi di assistenza ne segue uno senza. L’importanza del tema merita grande partecipazione: non possiamo accettare cure ad intermittenza o a zona, è nostro diritto poterci curare 12 mesi l’anno!”.

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Elementi di una esperienza sostenibile “Arte_ Paesaggio_ Sostenibilità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Perugia venerdì 29 marzo, con inizio alle ore 9, presso la sala Goldoni di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri si terrà una giornata di studio su: Elementi di una esperienza sostenibile “Arte_ Paesaggio_ Sostenibilità”.
A fare gli onori di casa sarà la vicerettrice dell’Università per Stranieri, la prof.ssa Dianella Gambini, insieme al vicesindaco Urbano Barelli, all’assessore comunale di Assisi Carlo Migliosi. Ad introdurre la prima parte della giornata spetterà alla prof.ssa Giovanna Scocozza insieme all’urbanista dell’Università di Ferrara, Paolo Ceccarelli e al sociologo Pino Arlacchi.
Nella seconda parte dell’evento, alle ore 11, è prevista la tavola rotonda “Arte, Paesaggio, Sostenibilità”, moderata dalla prof.ssa Chiara Biscarini, alla quale intervengono il prof. Michele Dantini, l’artista Ettore De Conciliis, la prof.ssa Dianella Gambini, Gabriele De Veris dell’AIB Umbria, la ricercatrice Lisa Bitossi e il prof. Lucio Ubertini.
Si tratta di un seminario organizzato nell’ambito delle attività del Centro SHeC (centre for sustainable heritage conservation) e del comitato nazionale per le celebrazioni del centenario di Aldo Capitini (istituito ed ammesso a contributo dal MiBACT), che hanno entrambi sede presso l’Università per Stranieri di Perugia, in collaborazione con il Comune di Assisi, il Comune di Perugia.
Mettendo al centro della discussione gli elementi della riflessione dell’intellettuale umbro, la giornata di approfondimento alla Stranieri intende concentrare l’attenzione su tematiche di sostenibilità ambientale, indagando la complessa e controversa relazione “uomo-natura” che si è andata delineando in cento anni di sviluppo insostenibile.
“Tra gli obiettivi del comitato – ha precisato la prof.ssa Chiara Biscarini del “Comitato Aldo. Capitini” – è, difatti, non quello di commemorare la figura di Capitini in sé, quanto rievocare una visione del mondo che, nata in profonda frattura con la realtà storica nella quale prende vita, si espresse congiuntamente ad un’azione pacifista e nonviolenta. Partendo dal pensiero elaborato nel manoscritto che vede la luce nel 1918 – ha ricordato Biscarini –per interessamento di Benedetto Croce, s’intende costruire un percorso concettuale volto alla riattualizzazione del pensiero capitiniano adottandolo come chiave di lettura delle sfide alla pace che caratterizzano l’attualità”.

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Parlamento europeo: nuove regole di finanziamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Spostare l’attenzione dei finanziamenti dal livello nazionale al regionale. Il Parlamento ha adottato delle nuove regole di finanziamento per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell’UE.Le regole aggiornate, che dovrebbero applicarsi dal 2021 al 2027 al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e al Fondo di coesione (FC), riguarderanno tutte le regioni, in particolare le comunità meno sviluppate, le aree urbane e le regioni ultra periferiche.I deputati hanno convenuto di destinare una parte significativa del FESR, che rappresenta di gran lunga il più importante fondo pubblico dell’UE, sulla crescita intelligente e l’economia verde. Nel testo approvato si stabilisce che le regioni dovrebbero spendere almeno dal 30 al 50% dei finanziamenti ricevuti per un’Europa intelligente e innovativa, mentre un altro 30% dovrà essere destinato alla lotta contro il cambiamento climatico e all’economia circolare.
Il fine da raggiungere è nel tener conto della diversità territoriale, economica e sociale delle regioni europee, che traggono i maggiori benefici dalla politica di coesione. I finanziamenti UE verrebbero pertanto assegnati a livello regionale sulla base del prodotto interno lordo (PIL) pro capite, piuttosto che a livello nazionale e sulla base del rapporto del reddito nazionale lordo, come avvenuto finora. Inoltre, almeno il 10% delle risorse del FESR a livello nazionale dovrebbe essere destinato allo sviluppo urbano sostenibile, rispetto al 6% proposto dalla Commissione.La legislazione è stata approvata con 475 voti favorevoli, 93 contrari e 53 astensioni.I fondi regionali UE in azione: “Cosa fa per me l’Europa?”
Inoltre, i deputati chiedono che le infrastrutture aeroportuali, lo smaltimento dei rifiuti e il trattamento dei rifiuti residui, nonché gli investimenti legati ai combustibili fossili, siano esclusi dai finanziamenti regionali dell’UE, con poche eccezioni per le regioni ultra-periferiche, e che le soluzioni siano in linea con i principi dell’economia circolare e dell’efficienza energetica. Il nuovo Parlamento e il Consiglio dovrebbero avviare in autunno i negoziati sul finanziamento della futura politica regionale e di coesione.

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Brexit: Il Regno Unito uscità senza accordo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

A seguito della richiesta del primo ministro Theresa May, giovedì 21 marzo il Consiglio europeo (articolo 50) ha concordato di prorogare la data dell’uscita del Regno Unito al 22 maggio 2019, a condizione che l’accordo di recesso sia approvato dalla Camera dei comuni entro il 29 marzo 2019. In caso di mancata approvazione entro questa data, il Consiglio europeo ha accettato una proroga fino al 12 aprile 2019. In questo scenario, il Regno Unito dovrebbe indicare la via da seguire prima di tale data.
In caso di uscita senza accordo, il Regno Unito diventerà un paese terzo senza regime transitorio. Da quel momento tutto il diritto primario e derivato dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall’accordo di recesso, il che ovviamente causerà notevoli disagi ai cittadini e alle imprese.
In questo scenario, le relazioni del Regno Unito con l’UE saranno disciplinate dal diritto pubblico internazionale generale, che comprende le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’UE sarà tenuta ad applicare immediatamente la propria normativa e le proprie tariffe alle frontiere con il Regno Unito, inclusi i controlli e le verifiche del rispetto delle norme doganali, sanitarie e fitosanitarie e la verifica di conformità alle norme dell’UE. Nonostante i notevoli preparativi delle autorità doganali degli Stati membri, i controlli potrebbero causare importanti ritardi alla frontiera. Inoltre, i soggetti del Regno Unito non potranno più essere ammessi a beneficiare delle sovvenzioni dell’UE e a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti dell’UE secondo le attuali modalità. Analogamente, i cittadini britannici non saranno più cittadini dell’Unione europea, e saranno sottoposti a controlli supplementari quando attraversano le frontiere nell’UE. Anche in questo ambito gli Stati membri hanno effettuato importanti preparativi nei porti e negli aeroporti per garantire la maggiore efficienza possibile dei controlli, ma potranno comunque verificarsi dei ritardi.
Ad oggi la Commissione ha presentato 19 proposte legislative: 17 proposte sono state adottate o approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio. È attualmente in corso l’adozione formale di tutti gli atti da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Due proposte saranno finalizzate dai due colegislatori a tempo debito.

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Bertacco (FdI): contro carenza personale sanitario via numero chiuso a medicina

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

“Tutte le leggi approvate fino ad ora nel settore della Sanità, sono andate nella direzione di restringere le capacità assunzionali, non garantendo un corretto turn over. Per questo la Regione Veneto ha dovuto provvedere ad iniziative che garantissero, giustamente, il livello essenziale di assistenza, perchè non si poteva rischiare il blocco di alcuni reparti strategici” così il senatore di Fratelli d’Italia, Stefano Bertacco. “La sanità ha bisogno di essere liberata da una serie di lacci e lacciuoli che in questi anni hanno provocato questa situazione di stallo. Uno tra tutti: il numero chiuso delle università. Dovrebbe essere il percorso universitario ad essere selettivo. Ed è paradossale non avere abbastanza medici, rispetto alla richiesta nazionale, e lasciare il numero chiuso nelle facoltà di medicina. Ed un altro settore che subirà sicuramente disagi sarà quello dell’istruzione. Infatti, l’importante adesione del personale dell’istruzione alla quota 100 metterà in difficoltà l’avvio del nuovo anno scolastico. Ci auguriamo che questa situazione incentivi lo Stato ad assumere, eliminando i vincoli che finora hanno limitato l’ingresso di nuovo forze nel mondo del lavoro e torni a finanziare le borse di studio per gli specializzandi ” conclude il senatore Bertacco.

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Creato L’Osservatorio Internazionale della Famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Una delegazione dell’Università Cattolica di Murcia guidata dal suo presidente, José Luis Mendoza, ha presentato a Roma l’Osservatorio Internazionale per la Famiglia, istituito dall’Istituto Teologico Giovanni Paolo II con il Centro Internazionale di Studi Famiglia (CISF) e la UCAM. Questo nuovo progetto della Chiesa ha come obiettivo principale quello di cercare una riflessione multidisciplinare sulla realtà della famiglia attuale.
Questo nuovo strumento di osservazione nasce dal Sinodo sulla famiglia, con la benedizione di Papa Francesco, ed è anche il risultato degli accordi firmati tra il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II teologica e l’UCAM.In questo progetto, sotto la guida dell’UCAM, partecipano gli istituti di ricerca dei cinque continenti: in Africa; in Benin e in Kenya, in Asia; a Hong Kong e in Qatar, anche in paesi del continente americano come USA, Argentina, Cile e Messico; e in Europa; in Finlandia, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna e Italia, ottenendo così un efficace quadro dell’attuale situazione della famiglia, per poter proporre risposte concrete al mondo di oggi.Il contributo che l’UCAM fornisce lavoro del Centro come corpo co-fondatore, è l’aumento della cultura superiore e il pieno sviluppo della persona umana, la diffusione delle conoscenze scientifiche e lo sviluppo integrale dei membri della comunità accademica.Nella presentazione fatta a Roma, José Luis Mendoza ha sottolineato che è “impossibile dare vita senza avere Cristo presente” e ha aggiunto che “i giovani hanno bisogno di conoscere la misericordia di Dio”. Il presidente della UCAM ha osservato, in riferimento all’Osservatorio, che presso l’Università Cattolica di Murcia “abbiamo messo in campo le risorse necessarie per svolgere questa missione come servizio di qualità”.L’evento ha coinvolto anche l’arcivescovo Vincenzo Paglia, Cancelliere del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, e Pierangelo Sequeri, presidente dell’Istituto, che ha detto che ” con Osservatorio guardiamo con occhi spirituali, ma anche dal punto di vista storico, alle condizioni di tutte le famiglie”.Da parte sua, Francesco Belletti, direttore del Centro Internazionale Studi Famiglia (CISF) ha detto che “la povertà nelle famiglie ha un doppio standard per quanto riguarda l’economia da un lato e le relazioni dall’altro”.

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Bilancio Fondazione CRT

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Torino Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione CRT, che si è riunito a Torino sotto la Presidenza del Professor Giovanni Quaglia, ha approvato il progetto di Bilancio 2018. Il documento sarà sottoposto ora all’esame del Consiglio di Indirizzo, che si riunirà il prossimo 30 aprile.Il bilancio consuntivo 2018 si chiude con un avanzo d’esercizio pari a 92 milioni di euro (in crescita del 7,6% rispetto all’avanzo 2018). Un risultato certamente positivo, realizzato grazie a un’efficiente ed equilibrata gestione operativa e del patrimonio, cui hanno contribuito il ritorno alla distribuzione dei dividendi da parte di UniCredit, con il conseguente pagamento degli interessi sui c.d. titoli Cashes e l’apporto dell’attività di negoziazione.In un anno in cui, a livello mondiale, la maggior parte delle classi di attività ha fatto registrare performance negative, la redditività della gestione del patrimonio della Fondazione è stata conseguita grazie a una mirata attività di negoziazione. Pertanto, pur in presenza di alcune rettifiche di valore delle attività in portafoglio, è stata mantenuta e incrementata la capacità di supportare finanziariamente i progetti dell’attività istituzionale. L’attenzione prestata all’efficienza gestionale ha determinato oneri di gestione sostanzialmente in linea con il 2017, mentre l’onere per imposte IRES, con un valore complessivo dei dividendi incassati invariato, è aumentato di oltre 2 milioni di euro a 16 milioni di euro, portando il carico fiscale complessivo sostenuto dalla Fondazione nel 2018 a 21,3 milioni di euro. Ampiamente positiva la posizione finanziaria netta, salita da 232 milioni di euro nel 2017 a 254 milioni di euro nel 2018.L’avanzo 2018 ha permesso di riservare all’attività istituzionale futura circa 60 milioni di euro, e di incrementare il patrimonio di oltre 32 milioni di euro. Nel 2018 la Fondazione CRT ha attivato risorse per oltre 72 milioni di euro (erano 64 milioni nel 2017): interventi focalizzati su welfare e salute pubblica, ricerca e istruzione, arte e beni culturali. A queste tradizionali modalità di intervento, la Fondazione ha continuato ad affiancare ulteriori iniziative nella logica dei mission related investments.Con l’attività istituzionale svolta nel 2018, la Fondazione CRT ha messo a disposizione del territorio circa 80 milioni di euro.Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni, con lungimiranza reso forte già negli scorsi anni, con una disponibilità di 174 milioni di euro è ancora oggi in grado di garantire continuità nell’attività istituzionale futura della Fondazione.
La Fondazione CRT – Cassa di Risparmio di Torino è un ente privato non profit nato nel 1991. Da 27 anni è uno dei “motori” dello sviluppo e della crescita del Piemonte e della Valle d’Aosta in tre macro-aree – Arte e Cultura, Ricerca e Istruzione, Welfare e Territorio – con un’attenzione particolare per l’internazionalizzazione.Inoltre, con un investimento superiore ai 100 milioni di euro, la Fondazione CRT ha interamente riqualificato le OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino, trasformando l’antica fabbrica dei treni in un luogo aperto al mondo dove si integrano diverse anime: cultura contemporanea e arte, ricerca e start-up, food. Nei prossimi mesi le OGR si caratterizzeranno ancora di più come centro d’innovazione internazionale, con spazi per acceleratori di imprese, laboratori di ricerca e un centro sui Big Data. Diventeranno inoltre la “casa” italiana di BEST, il programma bilaterale Italia-USA per promuovere la cultura imprenditoriale high-tech nel nostro Paese, con l’obiettivo di costruire un ponte tra la Silicon Valley e Torino.

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Per stimolare l’economia, meno cemento e più tecnologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

di Giorgio Ragazzi Professore di Economia Università di Bergamo. Il calo del PIL che ci ha fatto entrare “ufficialmente” in recessione è stato causato dalla debolezza della domanda interna. Le due principali misure economiche di questo governo – reddito di cittadinanza e “quota 100”- non saranno certo sufficienti ad invertire la tendenza recessiva, comune anche alla Germania e ad altri paesi europei. Ecco allora un coro di voci, dalla Confindustria ai sindacati, che sostiene occorra rilanciare gli investimenti pubblici, “riaprire i cantieri” delle molte opere pubbliche in stallo per ostacoli amministrativi o contestazioni.
Tutti si rifanno alle vecchie ricette keynesiane (banalizzandole) per invocare maggior spesa pubblica. Il problema è che l’Italia, col debito pubblico che si ritrova, non può permettersi di aumentare la spesa pubblica in disavanzo, mentre questo già tende a crescere per effetto della recessione.
Un governo responsabile dovrebbe porsi la domanda: come si può stimolare una ripresa della domanda con il minimo aumento di spesa pubblica? La via maestra, senza alcun aumento di spesa, sarebbe quella di ristabilire un clima di fiducia che induca un aumento della propensione al consumo delle famiglie e della propensione ad investire delle imprese. Un recente sondaggio ha chiesto ad un gruppo di giovani come impiegherebbero un aumento del reddito disponibile: mi ha colpito che la prima scelta sia stata quella di aumentare i depositi in banca. L’incertezza sulle prospettive dell’economia e della finanza pubblica nel prossimo anno e le perdite sui titoli di stato spingono alla prudenza nella spesa, sia i privati che le imprese. Serve a ben poco aumentare la spesa pubblica se non si invertono queste tendenze.
Altri modi per stimolare la domanda senza costi per lo Stato sono le liberalizzazioni ed altri interventi normativi; ci sono poi spese pubbliche che hanno effetti moltiplicativi elevati, come ad esempio l’accelerazione degli ammortamenti o gli incentivi alla ricerca. Aumentare la spesa per opere pubbliche è invece uno stimolo molto costoso e può risultare addirittura controproducente per i riflessi del maggior deficit sullo spread e sugli oneri per interessi sul debito pubblico.
Chi invoca l’aumento della spesa per le grandi infrastrutture, quelli come la Confindustria che non ha dubbi sulla TAV Torino-Lione solo perché genererebbe subito 50 mila posti di lavoro (numeri di fantasia!) sembrano dimenticare che il problema della nostra economia non è tanto quello di aggiustare la domanda al ciclo quanto piuttosto quello della stagnazione “secolare”, della insufficiente crescita della produttività e del PIL da vari decenni. Avendo risorse scarse, si dovrebbero scegliere gli investimenti che possono contribuire maggiormente alla crescita nel tempo della produttività e del reddito invece di considerare solo gli effetti immediati sulla domanda.
Scavare grandi buchi nei monti genera un immediato aumento del valore aggiunto nella contabilità nazionale, specie se la componente d’importazione è modesta, anche se non c’è un reale aumento nel benessere collettivo. Si ha poi un effetto moltiplicatore sulla domanda, quando il reddito di chi “scava” viene speso, come avverrebbe per una distribuzione di soldi gratuiti (helicopter money). Ma che prospettive può mai avere un paese che investe le scarse risorse disponibili in opere pubbliche con redditività stimata negativa persino ex ante e comunque lontanissima nel tempo, invece di puntare su istruzione, ricerca, reti, settori ad alta tecnologia? (fonte: http://www.societalibera.org)

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Teatro: Una sera ascoltando un vecchio tango mi sono addormentato e ho sognato Pina Bausch

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Napoli Venerdì 29 marzo 2019, Teatro La Giostra Via Speranzella, 81 alle ore 20.30 (repliche fino a domenica 31). Presentato dalla Compagnia Jules Renard, l’allestimento s’ispira alla pièce Kontakthof, un cult nella produzione bauschiana, prendendo spunto, drammaturgicamente, dalle parole della Bausch, rilasciate in anni di interviste e conferenze.
Kontakthof è stato allestito tre volte, con tre compagnie diverse. Il debutto avvenne nel ’78 con la compagnia storica di Wuppertal, poi nel 2000, con una compagnia di danzatori filodrammatici ultrasessantenni, e, infine, un anno prima della morte, con una compagnia di adolescenti. Evidentemente era uno spettacolo nel cuore della Bausch.Sollazzo mette in scena uno spettacolo sulle relazioni tra gli uomini, in cui i temi sono quelli di sempre, ma, questa volta, posti in primo piano. Amore, tenerezza, aggressività vengono indagati con grazia e ironia, in uno spettacolo sulla vita e sull’amore, quindi che parla di noi, attraverso variazioni d’amore su temi bauschiani.“Dopo aver visto – sottolinea Giuseppe Sollazzo – tanti capolavori di Pina Bausch, e pensando a quelli che invece non hanno mai visto o conosciuto il mondo tragico e tenero della coreografa tedesca, mi sono detto che sarebbe stato bello evocarne il mondo con uno spettacolo, in coincidenza con il decennale della morte, avvenuta il 30 giugno del 2009”.A chi l’accusava di essere ripetitiva, Pina Bausch rispondeva: “Non sono ripetitiva nel modo in cui intendono loro. La mia ripetizione non è che la ripetizione in modi sempre differenti di uno stesso tema: il tema è l’amore”. E aggiungeva: “Cosa non si fa per essere amati”.Saranno interpreti in scena Marco Aspride, Francesco Boissinot, Enrico Bruno, Gabriele D’acquino, Emanuela De Chiara, Ferdinando Del Vecchio, Agostino De Rosa, Francesca Diana, Donatella Di Ruocco, Lucilla Fusco, Antonia Imparato, Erica Mercaldi, Caterina Modafferi, Fortuna Montariello, Nunzio Nocella, Giusy Palmisani, Mariella Pandolfi, Michele Romeo di Tuosto, Angela Saravo, Antonino Scialdone, Agata Elena Spina, unitamenhte alla vocalist Annita Vigilante. L’allestimento si avvale degli elementi scenici a cura di Massimo Nota, la realizzazione e animazione del pupazzo Bausch di Flavia D’Aiello, i costumi di Lorenzo Zambrano.

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Un viaggio mitico, che non ha eguali: da Mosca a Pechino in treno

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Itinerario: Italia, Mosca, Ekaterinburg, Novosibirsk, Krasnoyarsk, Irkutsk, Lago Baikal, Ulan-Ude, Ulaanbaatar – volo – Pechino, Italia. Quota di partecipazione: a partire da € 5.605,00 a persona in standard economy quadrupla. Da Mosca, ci si sposta verso il cuore dell’Asia per arrivare fino a Pechino, per ammirare una delle meraviglie del mondo, la Grande Muraglia Cinese.
Un itinerario transcontinentale unico al mondo, quasi 8.000 chilometri, 7 fusi e tre Paesi: Russia, Mongolia e Cina, attraversati nella comodità di un treno storico ma con tutti i comfort moderni. Da Mosca a Ulaanbaatar, e poi con volo a Pechino, un viaggio di 15 giorni che prevede soste e pernottamenti in sette splendide località intermedie e guida parlante italiano per le partenze garantite del 20 luglio e del 10 agosto.
Partenze garantite di gruppo: 20 luglio e 10 agosto 2019 con guida parlante italiano (sono previste altre partenze garantite con guide parlanti inglese)
Queste due metropoli sono il punto di partenza e di arrivo di questa emozionante proposta di Le Vie del Nord. Ma la vera avventura, quella in grado di regalarvi emozioni ed esperienze intense è quella che vivrete a bordo del treno privato Grand Trans-Siberian Express.
La prima delle località toccate lungo la rotta è Ekaterinburg, la “Capitale dei Monti Urali”, al confine tra Europa e Asia. Oltre alla visita della città fondata nel 1723 dallo zar Pietro I come polo dell’industria metallurgica, particolarmente interessante sarà l’escursione nelle foreste degli Urali per visitare Ganina Yama, luogo ritenuto sacro dai russi.Attraversando le pianure della Siberia occidentale, si giunge a Novosibirsk e, dopo aver visitato la città, vi attendono un’escursione nella Taiga, la ‘vera foresta siberiana’ e una crociera in barca sul fiume Ob, passando sotto il possente ponte della ferrovia Transiberiana.Avrete la possibilità di arrivare a Krasnoyarsk, città il cui accesso nell’era sovietica era vietato agli stranieri e alla maggior parte dei cittadini sovietici, prima di proseguire per Irkutsk, definita la “Parigi della Siberia” per il suo colorato stile di vita durante il periodo degli Zar e caratterizzata da case in legno di fine ’800. Qui, potrete anche assistere ad un concerto privato di musica classica in uno storico palazzo. Il momento saliente del tour con il Grand Trans-Siberian Express è sicuramente il lago Baikal, la più grande riserva di acqua dolce del mondo, che saprà incantarvi con le sue acque dal colore blu intenso e per lo splendido scenario circostante. Una breve crociera sul lago fino al piccolo villaggio di Port Baikal, dove il treno privato vi starà aspettando per condurvi a bassa velocità lungo la scenografica linea ferroviaria Circum Baikal tra Port Baikal e Sludyanka.Un’ultima sosta a Ulan-Ude, la capitale della cosiddetta “Repubblica Autonoma Buryat”, prima che il treno lasci la Siberia in direzione sud per raggiungere la Mongolia, tra paesaggi di steppe, montagne e deserti. È in questo tratto che avviene il passaggio dalla linea principale transiberiana alla linea principale trans mongola.Una visita alla città di Ulan Bator, capitale della Mongolia, un incredibile spettacolo di musica e danze e una tradizionale cena “mongola” vi attendono all’arrivo, ma l’escursione al Parco Nazionale Terelj sarà indimenticabile. Famoso per le sue bellezze naturalistiche, vi lascerà a bocca aperta per il fantastico paesaggio montuoso creato dalle gigantesche rocce di granito, tra cui si distingue la “Turtle Rock”.E infine, da Ulan Bator in volo a Pechino, dove si potrà ammirare la Città Proibita e la Grande Muraglia Cinese.

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Teatro: Maggie ’n’ Brigid di Shane Harnett

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Roma dal 2 al 7 aprile 2019 Teatro San Genesio via Podgora, 1 (P.zza Mazzini – metro Lepanto) Dal martedì al venerdì ore 20.30; sabato e domenica ore 17.30 nell’ambito della rassegna di teatro in lingua Inglese, attiva da oltre 10 anni al teatro San Genesio di Roma, la compagnia filantropica Wonderwall Entertainment è lieta di presentare Maggie ‘n’ Brigid, opera originale del giovane e promettente autore Shane Harnett. Maggie e Brigid sono due amiche che non si vedono da decenni. Quando le loro vite arrivano a un decisivo punto di svolta, entrambe decidono di imparare a fare dolci. E questo le riunisce, insieme al piacere di un buon bicchiere e di una buona, animata discussione. Ovviamente per poi rifare pace. La loro è un’amicizia fatta di tenerezza e astio. E di molto umorismo. Quando Maggie suggerisce di fare una vacanza a Roma per vedere il Papa, le due donne partono per un viaggio che definirà chi sono e il loro rapporto. Una storia d’amore e perdita, vita e morte, amicizia ed estraniamento. Una storia avvincente, comica e toccante, a suon di benevoli battibecchi, risate e allusioni irriverenti.
Shane Harnett è uno scrittore e attore di Dublino, Irlanda. Nel 2009 ha scritto e diretto la commedia Rusty Sings to Save the Ice presso il teatro della Casa delle Culture di Roma. Inoltre ha scritto e recitato monologhi per il English Theatre of Rome presso il Teatro Arciliuto e preso parte a diversi spettacoli per la compagnia teatrale The Rome Savoyards al Teatro San Genesio, tra cui Dancing at Lughnasa di Brian Friel, The Bald Soprano di Eugène Ionesco e, più di recente, Major Barbara di George Bernard Shaw. Attualmente sta lavorando su testi teatrali dedicati a Papa Leone X e alla figura eroica della carestia irlandese, George Henry Moore. INTERO 15€ RIDOTTO 13€ (gruppi e over 65) RIDOTTO 10€ (studenti e bambini)

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Al via la partnership tra StartupItalia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

E’ la più grande piattaforma italiana dedicata all’ecosistema startup – e COPERNICO – la rete di luoghi di lavoro e servizi dedicati allo smart working con 12 sedi in Italia e all’estero – al fine di creare la nuova community italiana dell’innovazione e permettere a fondatori, freelance e imprese di interagire, condividere buone pratiche, fare networking, contaminarsi e sviluppare progetti di open innovation.Un accordo importante che si sviluppa su tre direttive.
In primis, un hub dedicato che avrà sede nel nuovo spazio di Copernico Zuretti, che inaugurerà ufficialmente a ottobre. Copernico Zuretti ospiterà l’ambizioso progetto lanciato a dicembre da StartupItalia in collaborazione con Marco Montemagno e Nana Bianca, fondata da Paolo Barberis, Alessandro Sordi e Jacopo Marello, e a cui si sono uniti oltre 1.900 investitori e una serie impressionante di manager, professionisti e imprenditori tra cui: Marco Bassilichi, Simone Bellocci, Andrea Campana, Giovanni Canetta Roeder, Fabio Cannavale, Andrea Casalini, Celeste Condorelli, Andrea Di Camillo, Cristiano Esclapon, Sergio Gonella, Stefano Guindani, Augusto Lippi, Massimiliano Pellegrini, Paolo Rota, Andrea Santagata, Marinella Soldi, Simona Tedesco e Carlotta Ventura. La community avrà a disposizione l’area di co-working – all’interno del centro Copernico di Via Zuretti, 38, a Milano: un centro di complessivi 8.000 metri quadri con cortile interno, che ospiterà 80 uffici con oltre 400 postazioni, coworking con circa 90 postazioni, 13 sale meeting, 5 aree break, 2 lounge, 4 sale dedicate ad eventi e formazione e un caffè/ristorante, welcome area.Sarà poi creata una membership congiunta: la community di StartupItalia avrà accesso a tutti gli spazi COPERNICO presenti nelle città di Milano e Torino, che verrà poi estesa ai nuovi centri in apertura in altre città lungo tutto lo stivale. La community di COPERNICO avrà a sua volta accesso ad UP, l’Academy di StartupItalia, la nuovissima digital academy per le professioni del futuro, la tecnologia e la nuova imprenditoria in Italia, creata in Joint Venture con Marco Montemagno.La partnership vedrà inoltre le due realtà collaborare per sviluppare congiuntamente contenuti relativi al mondo dello smart working, facendo leva sui punti di vista privilegiati delle due aziende in questo mercato.
La partnership afferma l’intenzione di COPERNICO di consolidare, con un progetto dedicato, la propria presenza nel mondo delle startup, degli investitori e professionisti dell’innovazione che sempre di più animano la città di Milano. Un progetto che arricchisce ulteriormente il percorso di COPERNICO, che dal lancio nel 2015 è stata in grado di rilevare i grandi cambiamenti del mondo del lavoro e tradurli in spazi adatti ad ogni esigenza. L’iniziativa si inserisce all’interno del più vasto progetto di StartupItalia di trasformarsi da media company in una rampa di lancio per le startup italiane attraverso una serie di attività che comprendono, oltre all’hub in Copernico Zuretti, anche la creazione di eventi e la realizzazione di una piattaforma data driven e di una nuova digital academy, pensata per l’insegnamento delle professioni del futuro. http://www.startupitalia.eu

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«Quali sono i passi concreti che possiamo intraprendere per reinventare l’Europa?»

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

I cittadini dell’UE hanno risposto in maniera massiccia su WeEuropeans, la grande consultazione pubblica condotta in 27 paesi dell’UE organizzata da Make.Org e Civico Europa in vista del voto.
In tre mesi quasi 2 milioni di cittadini europei hanno formulato 30.000 proposte, le 10 più votate, dopo 11 milioni di voti complessivamente espressi da oggi costituiscono L’Agenda del Cittadino, presentata nel week end al Parlamento Europeo di Bruxelles. Dieci punti che da qui fino alle Elezioni Europee verranno sottoposti ai rappresentanti delle forze politiche in corsa, invitandoli a prendere posizione e rispondere direttamente alle aspettative dei cittadini.I cittadini europei avranno la possibilità da qui a maggio di controllare le risposte su WeEuropeans.org che diverrà così uno strumento indispensabile per orientarsi al meglio in vista del voto.Ecco le dieci proposte vincitrici, c’è anche quella di un italiano, Alessandro, 23 anni, che propone:
“CHI COMMETTE REATI NON DEVE RICOPRIRE INCARICHI PUBBLICI, NÉ CANDIDARSI A ELEZIONI”
Le altre nove proposte:
Olanda – DOVREMMO ISTITUIRE UN PROGRAMMA DI RICICLO RIFIUTI A LIVELLO EUROPEO. LE MATERIE PRIME DOVREBBERO ESSERE RIUTILIZZATE E NON DISTRUTTE
Irlanda – DOVREMMO PROTEGGERE TUTTE LA FORESTE, GARANTENDO UNA BUONA GESTIONE, AD ESEMPIO PIANTANDO CINQUE ALBERI PER OGNI ALBERO ABBATTUTO.
Belgio – DOVREMMO BLOCCARE LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE MULTINAZIONALI. LE TASSE DOVREBBERO ESSERE PAGATE NEL PAESE IN CUI SONO GENERATI I PROFITTI
Romania – DOVREMMO INVESTIRE NELL’ISTRUZIONE E NELLA RICERCA
Grecia – DOVREMMO PROTEGGERE I LAVORATORI IN TUTTI I PAESI DELL’UE
Svezia – DOVREMMO COORDINARE A LIVELLO EUROPEO LE RESTRIZIONI CHIMICHE, SPECIALMENTE NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE
Lituania – DOVREMMO SOSTENERE I PROGETTI DI ENERGIA RINNOVABILE SVILUPPATI IN OGNI CITTÀ
Spagna – DOVREMMO AVERE INFORMAZIONI CHIARE E TRASPARENTI SU TUTTI I PROGETTI E GLI ACCORDI DELL’UNIONE EUROPEA
Bulgaria – GARANTIRE AI CITTADINI L’ASSISTENZA MEDICA IN QUALSIASI PAESE DELL’UE CON UNA TESSERA SANITARIA EUROPEA
La stessa agenda dei cittadini sarà anche messa a disposizione dei capi di Stato presenti al Consiglio europeo del 9 maggio a Sibiu, che discuterà del futuro dell’Europa.

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Giovanni Grasso: Il caso Kaufmann (Rizzoli)

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Torino Lunedì 1 aprile, ore 18.30 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 con Maurizio Molinari, direttore La Stampa. Un libro che racconta una storia vera, quella del presidente della Comunità ebraica di Norimberga, Leo Katzenberger. Ma è anche un romanzo, infatti il nome del protagonista cambia nella finzione narrativa. È Il caso Kaufmann (Rizzoli) di Giovanni Grasso che ci riporta ai tempi della Germania nazista e delle leggi razziali per farci riflettere sulle conseguenze dell’odio. L’autore è atteso al Circolo dei lettori lunedì 1 aprile, ore 18.30 per raccontare, in dialogo con Maurizio Molinari, direttore di La Stampa, la sua prima opera, libro sull’importanza delle parole e delle piccole azioni che possono cambiare il corso degli eventi, attraverso la dolcezza di un amore nato in un’epoca dominata dalla follia e dalla totale perdita di umanità.
A sconvolgere l’esistenza cupa e afflitta di Lehmann Kaufmann, nel dicembre del 1933, è una lettera. Kurt, il suo migliore amico, gli chiede di prendersi cura della figlia Irene e di aiutarla a stabilirsi a Norimberga. Kaufmann ha sessant’anni, è uno stimato commerciante ebreo, vedovo, e presidente della comunità ebraica di Norimberga – vittima, in quegli anni, della persecuzione nazista. Irene si presenta da subito come un raggio di sole a illuminare la vita di Leo. Ha vent’anni, è bella, determinata e tra i due si instaura un rapporto speciale fatto di stima, affetto, ma anche di desiderio. Però è ariana, e le leggi razziali stabiliscono che il popolo ebreo è nemico della Germania. L’odio, sapientemente fomentato dal governo nazista, entra pian piano nelle vite dei comuni cittadini e le stravolge. Diffidenza e ostilità prendono il posto di rispetto e stima. Gli sguardi si abbassano, i sorrisi si spengono. E quando anche la Giustizia, nelle mani dello spietato giudice Rothenberger, si trasforma in un mostro nazista, per l’onestà e la verità non ci sarà più scampo.
Giovanni Grasso è giornalista parlamentare e saggista. Tra le sue pubblicazioni le biografie di Oscar Luigi Scalfaro e di Piersanti Mattarella e i Carteggi Sturzo-Rosselli e Sturzo-Salvemini. È autore di numerosi documentari televisivi di carattere storico, trasmessi dalla Rai. Dal 2015 riveste l’incarico di consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e la comunicazione. Il caso Kaufmann è il suo primo romanzo.

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Milan Design Week: Cocktail party alla Cesare Catania Art Gallery

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Milano, dall’8 al 14 aprile, dalle ore 16 alle 19 presso la Cesare Catania Art Gallery Via del Progresso, 18 si terrà un esclusivo cocktail party organizzato come anteprima della Milan Design Week, una delle più importanti e prestigiose manifestazioni a livello internazionale dedicata all’arredamento, al design, all’arte contemporanea e a ogni forma della creatività.Sarà un mese denso di eventi per Milano, che oltre alla settimana del design vedrà anche lo svolgersi di importanti manifestazioni come la fiera d’ arte moderna e contemporanea MiArt.Protagonista dell’evento Cesare Catania, artista versatile e poliedrico, ben noto in Italia e all’estero, che porta avanti attraverso la pittura e la scultura un percorso artistico di grande forza e creatività: in esposizione nella mostra retrospettiva una selezione si dipinti e opere scultoree di Cesare Catania che ripercorre le tappe principali della sua ricerca.
Le opere di Cesare Catania, capaci di affascinare e catturare l’attenzione dell’osservatore grazie alla loro decisa presenza cromatica e materica, alla loro carica espressiva, rispecchiano pienamente la personalità dell’artista, lasciando emergere le idee, le emozioni e i ricordi del loro autore al momento della creazione, suscitando in ogni individuo che le osserva riflessioni sempre nuove.Gestualità, passione, energia, multi disciplinarietà sono le chiavi di interpretazione per questo artista che coniuga astrazione e figurazione, tecniche e saperi solo apparentemente lontani tra loro, affiancando materiali ad alta innovazione a quelli di antica tradizione.
Per questo Cesare Catania è considerato un “artista totale” della contemporaneità alla continua ricerca di una perfezione ideale.Testo critico a cura di Vittorio Schieroni, Elena Amodeo.
Cesare Catania nasce nel 1979 a Milano, città nella quale sviluppa, sia nella vita privata sia durante i corsi di studio, una spiccata attitudine per le arti grafiche e pittoriche.

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Sentenza Tar sui farmaci biologici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

“Accogliamo con grande soddisfazione la recente sentenza del TAR della Toscana sui farmaci. Il tribunale ha ribadito la non sostituibilità automatica tra un farmaco biologico di riferimento e il suo biosimilare, né tra diversi biosimilari. E’ quanto, infatti, stabilito dalle normative nazionali. La giustizia amministrativa ha quindi giustamente riconfermato il principio dell’autonomia prescrittiva e della continuità terapeutica da parte del medico”. E’ questo il commento della Società Italiana di Reumatologia (SIR) all’ordinanza del TAR di Firenze. Il provvedimento della giustizia amministrativa è giunto in seguito ad un ricorso, presentato da una casa farmaceutica, contro una decisione della giunta regionale della Toscana. “Come abbiamo già più volte affermato, la nostra Società Scientifica è assolutamente favorevole all’utilizzo dei farmaci biosimilari – afferma il dott. Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR -. Sono farmaci che ormai prescriviamo da anni ai nostri pazienti e che hanno dimostrato tutta la loro efficacia per il trattamento di malattie gravi ed invalidanti come quelle reumatologiche. Non abbiamo nessun pregiudizio, ma siamo al tempo stesso convinti che la scelta della terapia da utilizzare spetti solo ed esclusivamente al medico specialista. Si tratta di una decisione che va presa ovviamente sempre in comune accordo con il paziente”. “Chiediamo all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di esercitare un controllo mirato sulle delibere regionali su questi temi – continua il dott. Sinigaglia -. In molte Regioni infatti è stato creato un notevole disagio nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche articolari sulla base del principio della sostenibilità del sistema sanitario, che va tutelato ma non può mai essere anteposto al concetto di appropriatezza”. “E’ giunto il momento che su questo delicato tema si apra un dibattito serio tra tutti gli attori coinvolti – conclude il dott. Sinigaglia -. Per questo nelle prossime settimane partirà un tour in alcune Regioni italiane. Parteciperanno rappresentanti di medici, farmacologi, pazienti e anche delle Istituzioni locali. Sarà l’occasione per cercare soluzioni condivise per migliorare il più possibile l’assistenza agli oltre cinque milioni di italiani colpiti dalle patologie reumatologiche”.

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Umberto Eco: Migrazioni e intolleranza

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Dopo il grande successo di Il fascismo eterno, oltre 42.000 copie ad oggi e 10 edizioni, una nuova illuminante riflessione civile. Un’agile raccolta di quattro saggi, di cui due inediti, che affrontano il tema dell’intolleranza e dei fenomeni migratori con la forza delle idee e delle argomentazioni, contro ogni pregiudizio.
Una lezione civile, folgorante e profetica, su temi di grande sensibilità e attualità: i migranti, le forme di razzismo e intolleranza esplicite e subdole, l’identità europea, il confronto con tradizioni e abitudini diverse dalle nostre.“Eliminare il razzismo non vuol dire mostrare e convincersi che gli Altri non sono diversi da noi, ma comprendere e accettare la loro diversità.”
UMBERTO ECO (Alessandria 1932−Milano 2016), filosofo, medievista, semiologo, massmediologo, ha esordito nella narrativa nel 1980 con Il nome della rosa (Premio Strega 1981), seguito da Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero zero (2015). Tra le sue numerose opere di saggistica (accademica e non) si ricordano: Trattato di semiotica generale (1975), I limiti dell’interpretazione (1990), Kant e l’ornitorinco (1997), Dall’albero al labirinto (2007), Pape Satàn aleppe (2016), Il fascismo eterno (2018). Ha pubblicato i volumi illustrati Storia della Bellezza (2004), Storia della Bruttezza (2007), Vertigine della lista (2009), Storia delle terre e dei luoghi leggendari (2013) e Sulle spalle dei giganti (2017).

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Autismo Ido: Con optimal outcomes cambiata visione su sindrome

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Roma 6 aprile 2019 dalle 8.30 alle 16.30 nell’Aula Gerin de La Sapienza, in viale Regina Elena 336, operatori del settore, studiosi ed esponenti delle istituzioni si confronteranno con la tematica autismo ed evoluzione dell’uomo alla luce delle recenti evidenze neuroscientifiche. “Abbiamo voluto questo convegno all’insegna della complessità e delle possibili trasformazioni”, spiega Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) che, insieme all’università La Sapienza e l’Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo (Oisma), hanno promosso la giornata studio dal titolo ‘Plasmare la complessità, autismo tra mente e corpo’.
Nella sua relazione Di Renzo cercherà di aprire una riflessione “sugli aspetti psicopatologici che si costellano quando un bambino esce al di fuori della classificazione Ados di autismo”. Per optimal outcomes si intende “non soltanto un miglioramento delle capacità cognitive, ma una capacità di adattamento in ambito sociale”.
L’IdO già da qualche anno ha “individuato un gruppo di bambini i cui predittori di sviluppo consentono di predire una buona evoluzione. La precocità della diagnosi ci ha permesso di aumentare il numero di esiti positivi- precisa la studiosa- ma c’è ancora moltissimo da lavorare e soprattutto non bisogna confondere l’uscita dalla classificazione con il guarire dall’autismo. Tengo a sottolineare che è cambiata la nostra visione dell’autismo- conclude- e poter dire che esistono degli optimal outcomes e che esiste la possibilità di avere delle evoluzioni positive è molto importante”.

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Terapia nutrizionale nel paziente oncologico?

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Negli ultimi anni è diventato chiaro, anche grazie a studi italiani e internazionali, come adeguati interventi nutrizionali aumentino tolleranza e outcome dei trattamenti oncologici e migliora la qualità di vita.“E’ di difficile comprensione come mai la valutazione nutrizionale dei malati di tumore (che in oltre il 50% dei casi già al momento della diagnosi mostrano una perdita di peso del 5% secondo lo studio italiano PreMio) sia considerata facoltativa e lasciata alla buona volontà di qualche oncologo preparato se non proprio illuminato” commenta il Prof. Maurizio Muscaritoli Presidente SINuC.“Ed è ancor più sorprendente che in alcuni casi l’opportunità di avviare il paziente ad uno screening nutrizionale non sia parte di una buona pratica consolidata, ma affidata a personale non medico. Situazione aggravata dal fatto che sul territorio sembrano esistere 20 sistemi sanitari che non garantiscono uniformità degli standard di prestazione. Ma se è vero che un paziente su 5 non sopravvive alle cure oncologiche a causa delle conseguenze della malnutrizione ecco che si configura un vero e proprio paradosso” prosegue Muscaritoli. La malnutrizione calorico-proteica (MCP) infatti è un processo reversibile e mette il paziente nelle condizioni di affrontare la malattia nelle migliori condizioni possibili, aumentando le probabilità di sopravvivenza. Il percorso metabolico nutrizionale nel resto del mondo viene avviato parallelamente alla diagnosi di tumore e ne rappresenta un tassello fondamentale. Lo screening e la valutazione dovrebbe essere eseguito entro quattro settimane dalla diagnosi (se non addirittura alla prima visita oncologica). Contestualmente all’elaborazione del piano terapeutico e della terapia di prima linea (chirurgia, chemio o radio) andrebbe studiato il piano nutrizionale di primo livello che può prevedere la prescrizione di supplementi orali. La rivalutazione periodica è un altro tassello fondamentale che segue la progressione delle terapie e il loro andamento: le cure infatti, ancorché necessarie, possono avere effetti diretti su appetito e capacità di alimentarsi. In una percentuale variabile di casi possono essere messi in atto interventi nutrizionali avanzati: uso di nutrienti specifici, nutrizione enterale o parenterale. “Va detto che esiste ancora un forte pregiudizio e l’idea che la nutrizione artificiale sia associata a malattie terminali e fine vita” prosegue il Prof. Muscaritoli “al contrario, deve essere considerata una terapia salvavita e temporanea”.La valutazione nutrizionale è un percorso a tappe che prevede l’utilizzo di strumenti e scale per lo screening (NRS-2002, MST, MUST ecc.) oltre a regolari annotazioni sulla cartella clinica di altezza, peso, Indice di Massa Corporea, variazioni del peso e apporto nutrizionale. In caso di screening anomalo si passa all’analisi della massa muscolare, test che analizzano la performance e la forza fisica, valori di infiammazione secondo la Scala di Glasgow ed esami ematici in funzione sia dell’apporto nutrizionale che dei sintomi correlati alla malattia o alla terapia e che possono influenzare l’alimentazione (come la presenza di disfagia, nausea, disturbi digestivi sino all’anoressia). E’ a questo punto che è possibile determinare il fabbisogno energetico e/o proteico per stabilire l’intervento più adatto: dieta, supplementi orali, nutrizione enterale o parenterale.

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AllerGenIO: la vera food revolution per ristoratori e consumatori allergici o intolleranti

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

Un mercato potenziale di 15 milioni di clienti in Italia tra allergici e intolleranti alimentari. Un dato così rilevante da spingere nel 2011 l’Unione Europea a emanare il Regolamento 1169: tutti i ristoratori europei sono tenuti per legge a creare, stampare ed aggiornare il registro allergeni relativo agli ingredienti contenuti nei piatti somministrati.Come far incontrare le due realtà a cui il Regolamento UE si rivolge, ovvero i ristoratori da un lato e i consumatori allergici e intolleranti dall’altro?La risposta è AllerGenIO, la prima piattaforma digitale che identifica gli allergeni in oltre 18.000 ingredienti validati scientificamente dal laboratorio di Scienze della Salute Umana dell’Università degli Studi di Firenze.
Con AllerGenIO è possibile tutelare le persone allergiche ed intolleranti, garantendo loro la possibilità di gustare un piatto fuori casa in totale sicurezza, scegliendo il ristorante, certificato AllergenSafe, più adatto alla loro esigenze. Allo stesso tempo, supportare i ristoratori ad essere conformi alla normativa europea, tutelando la loro clientela.“E’ arrivato il momento – afferma Andrea Casadio, CEO e Founder di AllerGenIO – di pensare in modo differente alla ristorazione, fornendo agli operatori uno strumento che possa permettere loro di tutelare e potenziare la propria clientela, rivolgendosi finalmente a un target finora trascurato”. AllerGenIO avvia la sua prima campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma StarsUp (http://www.starsup.it/project/allergenio). Questo primo round di investimento coprirà il fabbisogno finanziario della società per i prossimi 18 mesi.
“Il primo obiettivo – chiarisce Ilaria Filiberti, CFO di AllerGenIO – è lanciare campagne marketing mirate ad accrescere la community di consumatori, ad ampliare la rete commerciale e ad intensificare la presenza sui canali digitali. Il secondo è quello di coinvolgere nuove figure in modo da consolidare il nostro team e rafforzare in particolar modo le aree Information Technology, Marketing e Public Relations. Inoltre, continueremo a investire nell’ambito della R&S al fine di perfezionare e sviluppare nuovi servizi in target”.
Entro il 2020 l’obiettivo della startup è di espandersi verso l’estero e in particolare verso tutti i paesi dell’Unione Europea in cui vige la stessa normativa.Il modello di business è basato sulla vendita di licenze a prezzi accessibili, a fronte di un servizio unico, scalabile, distintivo e totalmente replicabile nei 28 stati membri, per un mercato complessivo di 2 milioni di attività e 17 milioni di consumatori allergici.
AllerGenIO è la prima piattaforma al mondo che identifica gli allergeni presenti in oltre 18.000 ingredienti, grazie ad un algoritmo proprietario e un database validato dal laboratorio di Scienze della Salute Umana dell’Università degli Studi di Firenze.

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