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Bruno Canino suona per i 60 anni dal suo debutto alla iuc

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Roma sabato 30 marzo 2019 alle 17.30 (Aula Magna della Sapienza, Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5) Bruno Canino è un pezzo delle storia della musica degli ultimi decenni e suona per i 60 anni dal suo debutto alla iuc. Bruno Canino ha debuttato alla IUC il 14 marzo 1959, come solista di un’orchestra di giovanissimi, fondata e diretta da un altro giovane debuttante a Roma, il venticinquenne Claudio Abbado. Da allora è tornato alla IUC moltissime volte e ora festeggia contemporaneamente i sessant’anni dal suo debutto all’Aula Magna e il suo centesimo (!) concerto alla IUC. Napoletano di nascita e milanese di studi, Bruno Canino è un testimone della storia della musica dagli anni Cinquanta del secolo scorso ad oggi. Ha suonato come solista nelle principali sale da concerto e festival d’Europa, America, Australia, Russia, Giappone e Cina, sotto la direzione di Abbado, Muti, Chailly, Sawallisch, Berio e Boulez, con orchestre quali la Filarmonica della Scala, Santa Cecilia, Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra e Orchestre National de France. Ha formato uno storico duo pianistico con Antonio Ballista e ha suonato con illustri strumentisti quali il flautista Severino Gazzelloni e i violinisti Accardo, Ughi, Amoyal, Perlman e Blacher. Si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, collaborando con i maggiori musicisti del nostro tempo, tra cui Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono e Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito le opere in prima esecuzione. Inoltre ha svolto un’intensa attività didattica, insegnando al Conservatorio di Milano, al Conservatorio di Berna e attualmente alla Scuola di Musica di Fiesole.
Il programma scelto da Bruno Canino per celebrare i suoi sessant’anni con la IUC riflette la vastità dei suoi interessi. La prima parte è dedicata alla musica della fine del Settecento, con la Sonata in mi maggiore Hob XVI:13 di Joseph Haydn, la Sonata n. 9 in re maggiore K 311 di Wolfgang Amadeus Mozart e la Sonata in si bemolle maggiore op. 24 n. 2 del romano Muzio Clementi, di cui Mozart riprese il tema iniziale (possiamo pure dire che lo copiò letteralmente) per inserirlo nell’ouverture del suo Flauto magico.Nella seconda parte del concerto Canino presenta una panoramica della musica americana dall’Ottocento ad oggi. Inizia con Le Bananier e Union, due brani del primo compositore statunitense di un certo rilievo, Louis Moreau Gottschalk, che fu molto popolare alla sua epoca e utilizzò spesso ritmi e melodie del folclore americano. Quasi un secolo dopo anche Aaron Copland nei suoi Four Piano Blues si rifà alla musica americana, ma non a quella portatavi da coloni europei bensì a quella afroamericana. John Cage è tra i compositori più originali e più geniali dell’avanguardia musicale della seconda metà del Novecento: Canino ha scelto il suo ottavo Etude Australe, composto riportando sul pentagramma la mappa delle stelle dell’emisfero australe. Si conclude con nove dei Children’s Songs composti nel 1984 da Chick Corea, un grande del jazz dei nostri giorni.

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