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Infarto, test della troponina può essere fuorviante. Ecco perché

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Il limite superiore di normalità per il test della troponina cardiaca ad alta sensibilità indicato dal produttore potrebbe essere troppo basso e quindi diventare fuorviante, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal. «Su 20.000 pazienti consecutivi sottoposti a esami del sangue presso il nostro ospedale, uno su 20 aveva livelli di troponina maggiori del limite superiore raccomandato dal produttore. Ma la maggior parte di questi pazienti si trovavano in ospedale per altre patologie e non presentavano segni o sintomi clinici di infarto. Inoltre, i livelli di troponina differivano anche in base a fattori come età, sesso e il fatto di essere degenti o pazienti esterni» spiega Nick Curzen, della University Hospital Southampton NHS Foundation Trust, Southampton, Regno Unito, autore senior dello studio. Secondo i ricercatori, anche se questo esame viene usato con successo per escludere la presenza di infarto quando i valori che ne risultano sono bassi, c’è il rischio che qualcuno possa ricevere un trattamento inappropriato. Per valutare meglio la situazione, gli esperti hanno misurato i livelli di troponina in 20.000 pazienti ricoverati e ambulatoriali sottoposti a esami del sangue per qualsiasi motivo presso l’ospedale tra il 29 giugno e il 24 agosto 2017, con età media di 61 anni. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che il 99° centile di concentrazione per la troponina, ovvero il valore sul quale si calcola nella popolazione sana il limite superiore di normalità, per l’intera popolazione dello studio era pari a 296 ng/L, ed era quindi molto diverso dal livello indicato dal produttore di 40 ng/L. Uno su 20 (5,4%) di tutti i 20.000 pazienti aveva un livello di troponina superiore a 40 ng/L, ma nella maggior parte di questi pazienti non vi era alcun sospetto clinico di infarto. Complessivamente, il 39% di tutti i pazienti delle unità di terapia intensiva, il 14% di tutti i pazienti ricoverati e il 6% di tutti i pazienti del pronto soccorso avevano una concentrazione di troponina superiore al limite superiore di normalità raccomandato. «Questi dati evidenziano la necessità per il personale clinico di interpretare attentamente le concentrazioni di troponina, in particolare quando si applica il limite superiore di normalità raccomandato per diagnosticare l’infarto miocardico acuto, al fine di evitare diagnosi errate in assenza di una presentazione clinica appropriata» concludono gli autori. (fonte: doctor33 e BMJ. 2019. doi: 10.1136/bmj.l729 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30867154)

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