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Archive for 30 marzo 2019

Torna Earth Hour

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

E’ la più grande mobilitazione planetaria in tema di cambiamenti climatici. Quest’anno lo slogan è #Connect2Earth a significare lo stretto legame tra uomo e natura, tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita. Gli obiettivi concreti sono fermare la perdita di biodiversità e dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale.
L’evento WWF, giunto alla sua dodicesima edizione, lo scorso anno ha fatto registrare numeri da record: 188 paesi coinvolti, 18.000 monumenti storici o simboli spenti, oltre 3 miliardi di messaggi veicolati sui social, più di 250 Ambasciatori e influencer votati alla causa. In Italia sono stati più di 400 i comuni che hanno partecipato, spegnendo le proprie luci grazie alla collaborazione di centinaia di volontari sul territorio e la preziosa collaborazione di ANCI. Quest’anno l’appuntamento centrale per l’Italia si svolgerà a Matera, città Capitale Europea della Cultura 2019 e già sito UNESCO dal 1993, dove l’evento è realizzato in collaborazione con il Comune.
Nell’evento centrale italiano che si svolgerà a Matera, capitale europea della cultura 2019, è in programma lo spegnimento simbolico alle 20,30, di uno dei luoghi iconici della Città dei Sassi, l’area di S.Pietro Caveoso e della Rupe dell’Idris, con un prima esibizione dal vivo aperta a tutti del pianista Danilo Rea sulla proiezione di immagini di natura e satellitari in collaborazione con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Il programma proseguirà poi alle 21 con l’ Earth Hour Concert presso il Conservatorio di Musica E.R. Duni di Matera con la partecipazione speciale del pianista Danilo Rea. Sono già centinaia i comuni che hanno aderito a Earth Hour 2019 con eventi e spegnimenti simbolici che, come ogni anno, mirano a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei decisori politici sull’urgenza di agire per fermare il cambiamento climatico. Hanno già aderito tra gli altri Milano, Palermo, Napoli, Bologna, Firenze, Venezia, Trieste, Reggio Calabria e Perugia.
Come ogni anno saranno tantissime le iniziative e gli eventi un po’ in tutta Italia, organizzati dai volontari e dai gruppi attivi WWF. “Per l’Italia il 2018 è stato l’anno più caldo da quando esistono le registrazioni scientificamente attendibili nel nostro paese (dal 1800 cioè da 219 anni). A livello globale, gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati. Serve una forte inversione di rotta per fermare sia il cambiamento del clima, sia il declino dei sistemi naturali che supportano la vita di noi tutti. Siamo la prima generazione che ha una chiara idea del valore della natura e dell’enorme impatto che abbiamo provocato sul funzionamento degli ecosistemi e sulle singole specie. Possiamo però essere anche l’ultima in grado di agire per invertire questo trend” ha detto Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia.
Riconoscimenti. All’iniziativa Earth Hour 2019 è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica e sono stati concessi i Patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI. Anche le scuole saranno coinvolte, grazie a uno specifico Protocollo d’intesa siglato da WWF e MIUR.
Anche per questa edizione, Sofidel sarà il main partner dell’evento. L’azienda, nota soprattutto per il brand Regina, è al fianco del WWF da oltre 10 anni nell’ambito del programma Climate Savers e nel 2017 ha rinnovato il suo impegno sottoscrivendo il Manifesto S.O.S. del WWF ispirato ai 17 Obiettivi di Sostenibilità dell’ONU, sposando dunque la visione di lungo periodo promossa dall’Associazione che considera il nostro Pianeta come luogo comune per realizzare un benessere equo e sostenibile e che riconosce la centralità del capitale naturale. Negli anni, Sofidel è stata al fianco del WWF in numerose attività di sensibilizzazione e ingaggio, tra cui il programma educativo “Mi Curo di Te – Il gesto di ognuno per il Pianeta di tutti” dedicato ai temi Acqua, Clima e Foreste.

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Mostra “MILANO POP. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Milano sede della Regione, accoglie la mostra “MILANO POP. Pop Art e dintorni nella Milano degli anni ’60/’70” dal 4 aprile al 29 maggio 2019 (Orari lunedì-venerdì ore 10-19 Ingresso libero), a cura di Elena Pontiggia. L’esposizione è promossa da Fontanasedici S.r.l. in collaborazione con Regione Lombardia, Collezione Koelliker, Arteutopia, Associazione Sergio Sarri, Associazione Giangiacomo Spadari. La mostra rientra tra le iniziative della Milano Art Week organizzata dal Comune di Milano in collaborazione con miart.Il percorso espositivo, che si snoda in diverse sale, approfondisce un segmento di storia recente del nostro Paese, gli anni Sessanta e Settanta, attraverso una cinquantina di lavori – molti dei quali inediti – dei principali protagonisti milanesi della Pop Art, movimento artistico che più di ogni altro ha saputo esprimere le icone e le contraddizioni della società contemporanea e che, muovendo dagli Stati Uniti, ha animato anche l’Italia, specialmente dopo la celebre Biennale di Venezia del 1964.La collettiva muove da un panorama della Pop Art italiana con i grandi protagonisti della corrente, da Mario Schifano a Tano Festa, da Mimmo Rotella a Giosetta Fioroni, per poi concentrarsi sull’ambiente milanese con Valerio Adami, Enrico Baj, Paolo Baratella, Gianni Bertini, Fernando De Filippi, Lucio Del Pezzo, Umberto Mariani, Silvio Pasotti, Sergio Sarri, Giangiacomo Spadari, Tino Stefanoni, Emilio Tadini.
L’esposizione evidenzia così i diversi punti di contatto, ma anche e soprattutto le differenze profonde con la Pop Art americana – da qui il sottotitolo “Pop Art e dintorni” – indagando come gli artisti italiani, ed in particolare milanesi, abbiano interpretato originalmente la tendenza, sullo sfondo di un’Italia inquieta che da un lato conosce il boom economico e dall’altro si avvicina ai tempi bui degli “anni di piombo”.
Tra le opere esposte si segnalano l’ironico décollage di Rotella Cleopatra Liz (1963), che rimanda ai manifesti dei grandi kolossal cinematografici; la Palma di Schifano dei primi anni ’70; Gli occhiali (1968) dalla serie degli argenti di Giosetta Fioroni. Venendo al panorama milanese, ecco gli antropomorfici collage di Baj, tra cui l’inedito Cathérine Desjardins, dite Madame de Villedieu del 1974; il visionario Questo nottambulo di Zorro (I due astronauti) del 1965 di Bertini; il metafisico Archeologia con De Chirico del 1972 di Tadini. E, ancora, Stefanoni propone un inventario di oggetti quotidiani nella loro disarmante ovvietà, come Gli imbuti (1970) e I flaconi (1969), quest’ultimo esposto per la prima volta. Ecco infine i lavori ispirati a temi politici e sociali come Il giorno della presa del 1970 di Baratella; Cuba-Cuba del 1970 di De Filippi; Il grande prestigiatore (Le avventure di Nessuno) del 1967 di Sarri; Gli oggetti ci guardano e passano del 1970 di Umberto Mariani; Garibaldi e sua figlia Clelia del 1975 e l’inedita Metropolitana del 1973 di Spadari.La mostra si completa di un video-documentario con testimonianze e interviste esclusive agli artisti e alla curatrice raccolte da Stefano Sbarbaro.Accompagna l’esposizione un approfondito catalogo con un testo critico di Elena Pontiggia e altre interviste inedite agli artisti. Sono inoltre previste due visite guidate d’eccezione con alcuni tra gli artisti in mostra per giovedì 9 e giovedì 23 maggio alle ore 19, ad ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria).Importante evento collaterale che accompagna per tutta la sua durata “MILANO POP”, la mostra tematica “CINEMA POP” che inaugura mercoledì 10 aprile presso la Galleria Robilant+Voena, in collaborazione con l’Associazione Sergio Sarri e l’Associazione Giangiacomo Spadari.
L’esposizione, attraverso una trentina di lavori di Sergio Sarri e Giangiacomo Spadari, intende approfondire un aspetto comune a questi due protagonisti della Pop Art milanese, «attenti entrambi alle modalità espressive del cinema come spunto pittorico», così come rileva la curatrice Elena Pontiggia. Infatti, come la pittura anche il cinema fonda le sue basi sull’immagine; tuttavia, mentre il film la sviluppa nello spazio e nel tempo, l’arte pittorica la cristallizza in un “fotogramma”. Questa la riflessione di partenza che accomuna Sarri e Spadari e li allontana da altri artisti che hanno guardato alla settima arte come riferimento di cultura popolare, fra cui si ricordano Schifano e Rotella, i quali hanno attinto al bacino di immagini dell’universo cinematografico per farne delle icone pop. Arricchisce l’evento un’originale pubblicazione, ispirata alla grafica delle riviste dell’epoca, con contributi di Elena Pontiggia, Sergio Sarri e un testo dedicato a Giangiacomo Spadari, in dialogo con immagini di repertorio e delle opere esposte. http://www.irmabianchi.it

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Miquel Barceló, a Faenza la prima antologica dedicata alla sua ceramica

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Faenza (RA). Dal 1 giugno al 6 ottobre (Apertura: mar-dom 10-19, chiuso i lunedì non festivi e il 15 agosto) il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza viale Baccarini 19 dedica una grande personale all’artista spagnolo Miquel Barceló uno dei massimi protagonisti della scena contemporanea internazionale.
La mostra faentina, a cura di Irene Biolchini e Cécile Pocheau Lesteven, è la prima vera antologica in Italia dedicata alla sua produzione ceramica, dagli esordi ai giorni nostri, e vede nascere un progetto speciale realizzato dall’artista appositamente per il MIC di Faenza in dialogo con le opere della storia della ceramica esposte nel più grande museo al mondo dedicato a questo linguaggio.
Per il MIC di Faenza l’artista creerà un’installazione in dialogo con la sezione dedicata alle ceramiche faentine. All’interno della sala l’artista posizionerà le sue ceramiche, dai primi lavori in argilla della fine degli anni Novanta ai giorni nostri. Inoltre, in tributo alla storia del MIC, selezionerà per affinità alcuni pezzi chiave della collezione ed interverrà all’interno delle vetrine in maniera mimetica, in un racconto autobiografico in cui l’elemento privato si mischia alla storia.
La mostra proseguirà negli spazi destinati alle mostre temporanee del museo.
Barceló, artista poliedrico capace di coniugare diversi linguaggi artistici è soprattutto noto al grande pubblico per la sua ricerca pittorica gestuale e la vicinanza al gruppo della Transavanguardia italiana e i Neo Espressionisti tedeschi. Alla metà degli anni ’90, durante i suoi numerosi soggiorni in Mali, inizia il suo avvicinamento alla ceramica realizzando le prime terrecotte con l’antica tecnica dogon. Dal 1996 riprende la produzione ceramica nella sua isola natale, Mallorca, dove ancora oggi realizza i propri lavori.
Il legame con l’Italia è una costante nella sua ricerca, dai primi viaggi a fine anni Settanta al soggiorno in Campania su invito di Lucio Amelio per l’organizzazione della grande mostra Terraemotus. In Italia, e più in particolare a Vietri, l’artista è tornato all’inizio del 2000 quando con Vincenzo Santoriello ha realizzato il monumentale rivestimento per la Cattedrale di Palma di Mallorca: una cappella totalmente ricoperta di ceramica, uno degli interventi artistici più grandi al mondo in questo materiale.
L’artista, che ha esposto nei più prestigiosi musei del mondo, ha presentato le proprie ceramiche in Italia nel 2009 nel Padiglione Spagnolo della Biennale di Venezia in un dialogo tra pittura e scultura ceramica.
A quasi un ventennio da quell’evento l’artista torna in Italia con una mostra antologica sulla propria produzione ceramica e lo fa scegliendo il MIC e la sua collezione, unica al mondo. http://www.micfaenza.org

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Ancora in crescita il fatturato di ICA Group

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Sono dati positivi quelli che registra ICA Group per l’anno 2018. L’azienda marchigiana della famiglia Paniccia, leader mondiale nel mercato di vernici a base d’acqua per legno, consolida la sua fase di ascesa e anche negli ultimi dodici mesi conferma il trend con il segno più.Il fatturato cresce ancora e si attesta a 122 milioni, 4 milioni in più rispetto al 2017 e 6 sul 2016. Aumenta anche la quota export, oggi al 57%, mantenendo comunque solida la posizione in Italia. Sono oltre 28 milioni i Kg di vernice prodotta e più di 15mila i clienti su scala mondiale. Tre impianti produttivi e 600 dipendenti (esclusi quelli della joint venture indiana), anche questo numero è salito rispetto al 2017 e dal 2000 si è praticamente quadruplicato.“Sono dati che sottolineano come le scelte effettuate si siano rivelate strategicamente premianti – afferma il presidente Sandro Paniccia – . Più di venti anni fa abbiamo intrapreso la strada della sostenibilità e già nel 1995 ci siamo aggiudicati il premio LIFE, che attesta l’attenzione e il rispetto per il pianeta. Ora siamo nella fase delle vernici bio, senza petrolio, che si stanno facendo notare in tutto il mondo e che insieme agli altri prodotti sostenibili saranno il traino della crescita futura, rispettando il benessere delle persone e del pianeta”.Anche ICA Academy, ente di formazione nato all’interno dell’azienda Made in Marche dalla volontà della terza generazione – Andrea, Claudio e Lorenzo Paniccia – e accreditato presso la Regione Marche, ottiene risultati notevoli. Dopo aver organizzato 2 International Career Master che hanno portato in azienda giovani promettenti, ha realizzato in tutta Italia 7 corsi per architetti (con crediti formativi per la professione) in sedi prestigiose tra cui la Fondazione Bisazza in Veneto, 44 lezioni, erogate per 150 aziende clienti, e 11mila ore complessive di formazione.Importante il capitolo degli investimenti in innovazioni di processo e di prodotto che fanno capire quanto la società stia puntando sullo sviluppo. Per il triennio 2019-2021, ICA Group ha pianificato 29 milioni di euro, di cui 15.900.000 di euro destinati alle immobilizzazioni materiali e immateriali e alle altre strutture aziendali; i restanti in Ricerca & Sviluppo (13.100.000), settore che registra un’interessante crescita media annua del 3,5%. Proprio legato al tema degli investimenti è la recente inaugurazione del primo stabilimento produttivo in India nel Gujarat realizzato per soddisfare le esigenze del mercato indiano e dei Paesi limitrofi. Nato dalla joint venture con la Pidilite, società indiana quotata in borsa impegnata in più settori, il nuovo impianto di 15.000 mq è stato progettato con il know-how marchigiano e tecnologie impiantistiche all’avanguardia. L’azienda civitanovese, che ha fatto dell’innovazione il suo marchio distintivo di fabbrica, è già presente fuori dai confini nazionali con società in Spagna, Germania, Cina e Polonia, e questo indiano rappresenta il primo grande stabilimento di produzione all’estero.
L’investimento complessivo è stato di 11 milioni di euro. L’impianto offrirà lavoro fin da subito a circa 90 dipendenti (la JV ICA Pidilite ha in totale 270 dipendenti); attualmente ha una capacità produttiva di più di 10 milioni di Kg di vernice all’anno su un unico turno, suddivisa in cinque diverse famiglie di prodotti vernicianti per legno. http://www.icaspa.com

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Donazione strumentazioni didattiche ad Unicam

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Camerino. Continuano a giungere ad Unicam manifestazioni di sostegno da parte di aziende che per varie ragioni si trovano a collaborare con l’Ateneo.
Grazie all’interessamento di Francesco Pezzuoli, Ceo dello spin off Unicam Limix, la Arrow Electronics Italia ha infatti donato all’Università di Camerino 20 board della ST Microelectronics e 20 oscilloscopi digitali della Analog Devices.“Grazie al nostro progetto Talking Hands – ha affermato Francesco Pezzuoli – abbiamo conosciuto Gabriele Braga della Arrow Electronics Italia, che ci aiutato nell’individuazione di aziende competenti per lo sviluppo di hardware di prodotti, quali la Egicon, che ci ha consentito di realizzare i primi 20 prototipi del nostro guanto. Ci hanno inoltre sostenuto durante la partecipazione alla prima fase del bando per le piccole e medie imprese nell’ambito del programma di finanziamento europeo Horizon2020 e ci supporteranno anche per la fase successiva”.La Arrow si è quindi dimostrata molto attenta non solo allo sviluppo non solo delle piccole aziende e delle startup, ma anche alle iniziative universitarie, soprattutto quelle rivolte alla ricerca condotta in collaborazione con le aziende e alle attività di didattica sperimentale.“Al di là della nostra natura commerciale B2B con presenza imponente nella realtà industriale, – sottolineano dalla Arrow – il nostro ruolo di technology platform e advisor sta diventando un vantaggio competitivo strategico che si mantiene solo investendo nella conoscenza dei giovani e delle loro idee”.“Ringrazio ancora sia la Arrow Electronic che la ST Microelectronics e la Analog Devices (ADI) – ha sottolineato Francesco Pezzuoli – per aver voluto mostrare concretamente il loro sostegno al nostro Ateneo. Essendo docente del corso di “Embedded System Architecture” posso affermare che questa attrezzatura servirà proprio per migliorare la parte di laboratorio del corso, in aggiunta alla strumentazione attualmente disponibile, e rappresenterà un ulteriore aiuto per gli studenti dei corsi di laurea in Informatica e Computer Science nelle attività laboratoriali e nell’applicazione pratica delle loro conoscenze”.

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Roma: sempre più digitale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

È quanto emerge dalle rilevazioni periodiche effettuate dal Dipartimento Trasformazione Digitale di Roma Capitale in cui sono evidenziati i numeri della digitalizzazione relativi all’amministrazione. I visitatori unici del portale istituzionale, che nel 2018 sono stati oltre 14 milioni, nel primo bimestre 2019 hanno visto un incremento del 4% della media giornaliera. Tra gennaio e febbraio del 2019 i download dal database “Deliberazioni e atti” del sito hanno raggiunto il numero di 120mila con un incremento di oltre il 30% rispetto agli ultimi due mesi dell’anno precedente. La percentuale di certificati emessi online sul totale di quelli che si possono ottenere tramite il sito istituzionale sale dal 51,8% del 2017 al 58,6% del 2018 al 66,7% dei primi due mesi del 2019. In particolare, sono stati quasi 588mila i certificati emessi online nel 2018, con quasi 80mila certificati in meno emessi allo sportello rispetto al 2017.Sono oltre 360mila gli utenti registrati al DigitWiFi di Roma Capitale e, anche a gennaio 2019, si consolida a 17mila il numero medio di accessi effettuati per mese.Sempre più servizi di Roma Capitale utilizzano la piattaforma nazionale dei pagamenti PagoPA. A gennaio 2019 il valore dei pagamenti transitati attraverso il nodo PagoPA è stato infatti di 25.844.559 euro, superando il 94% del totale delle entrate del mese, contro una percentuale 2018 del 92%.“Lo sviluppo e il miglioramento dei servizi digitali per cittadini e imprese rappresentano obiettivi di mandato prioritari. I dati evidenziati confermano l’impegno costante dell’amministrazione sul fronte della trasformazione digitale. Si tratta di risultati riconosciuti anche dalla recente indagine FPA-Dedagroup sulla maturità digitale dei comuni capoluogo nella quale, sulle tre dimensioni di Digital Services, Digital PA e Digital Openness, Roma Capitale risulta tra le città più virtuose” – commenta l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.

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Scuola – Aspettando il contratto: le linee guida di Anief per il rinnovo della parte economica per il personale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Il sindacato trova le risorse aggiuntive a quelle predisposte dal governo nella recente legge di stabilità per garantire ulteriori aumenti minimi di 200 euro al mese per il prossimo triennio, per rispondere all’impoverimento degli stipendi degli insegnanti e per predisporre il passaggio di livello funzionale del personale Ata. La progressione economica dovrà riguardare anche il personale precario e spplente breve con una profonda modifica alle norme relative alla ricostruzione di carriera.È uno dei punti delle linee guida per la firma del prossimo contratto, approvate dal Consiglio nazionale Anief, svoltosi a Roma il 23 marzo. Per la parte economica si chiede la valorizzazione del ruolo degli insegnanti come negli altri Paesi europei e del lavoro svolto dal personale Ata il cui profilo e le cui responsabilità sono profondamente diverse da quelle fissate 30 anni fa. Marcello Pacifico, presidente Anief: “Basta firmare contratti che non recuperano nemmeno l’aumento del costo della vita e sviliscono la funzione docente e chi lavora nella scuola dell’autonomia. Il nostro ufficio legislativo ha trovato le risorse per garantire aumenti di quasi 3.000 euro annui a dispetto delle poche centinaia di euro autorizzate dal Parlamento. Ora il ministro Bongiorno autorizzi le linee d’indirizzo per firmare l’accordo quadro e avviare i tavoli per la firma del nuovo contratto”.
Gli stipendi dei docenti e Ata della scuola italiana non sono per nulla ancorati agli standard europei e continuano a essere i più bassi della pubblica amministrazione. Come se non bastasse le retribuzioni medie dei lavoratori italiani hanno perso mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni per effetto del blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio. Come risolvere questa situazione in presenza delle ristrettezze di bilancio? L’Anief ha trovato una soluzione: basta utilizzare i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera del docente e al settore scolastico.

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Mostra personale: “Invisibilia” di David Lascaris

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Roma Giovedì 18 Aprile 2019 Ore 19.00 Via delle Fosse di Castello,2 (Castel Sant’Angelo/ San Pietro) mostra a cura di Maria Laura Perilli. Durata mostra: dal 19 Aprile al 18 Giugno
Orari: dal Martedì al Sabato 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00. Il sinergico intreccio tra molteplici apporti non ultimo quello mediale, è sicuramente il risultato del percorso di questo giovane e poliedrico artista che, spaziando dall’architettura alla fotografia, realizza opere di indubbia originalità e ad alta identificabilità. Si tratta, infatti, di opere che riescono, in una alchimia quasi indecifrabile e, grazie proprio al complesso utilizzo di strumenti tecnici e non, a veicolare messaggi transmediali destinati a fruitori sempre più attivi.
Siamo in presenza, infatti, di un operato artistico che, lontano dagli schemi tradizionali, tenta di coinvolgere l’osservatore in una sorta di “narrazione transmediale” rendendolo, sovente e inconsapevolmente, protagonista della narrazione stessa. L’immateriale, l’effimero e l’indefinito sono alcune delle sensazioni che le opere di David Lascaris trasmettono nell’immediato. È, però, proprio nella immaterialità e nella liquidità che l’artista ricerca nuove forme per fornire concretezze ad un mondo sempre più in dissolvenza.
La mostra sarà preceduta, mercoledì 17, dal talk “La Nuova Frontiera tra Arte e Tecnica” e da un Art Work Shop, inseriti all’interno del Seminario permanente di didattica sperimentale “Half a Classroom” del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Guglielmo Marconi. Il Talk sarà introdotto dalle professoresse Sara Fortuna e Viviana Rubichi e presentato dalla gallerista e curatrice d’arte Maria Laura Perilli. A seguire un art workshop di David Lascaris (architetto e artista) che presenterà la sua opera “Invisibilia”.

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Libro: La mia notte sulla luna

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

E’ il racconto di un evento unico, che segnò le sorti dell’umanità intera: la prima missione spaziale che portò l’uomo sulla Luna, quella dell’Apollo 11. Nel racconto, c’è una sorta di telecronaca dell’avvenimento, filtrato da punti di vista multipli: a partire da Michele e Puccio, appassionati di scienza e spettatori scrupolosi e oggettivi della missione, attenti a ogni singolo dettaglio; per arrivare a nonna Pina, che spera di aiutare l’equipaggio attraverso le sue preghiere quotidiane e il suo rosario, fino a giungere alla piccola Annuccia, che, pur comprendendo l’importanza dell’evento, preferisce continuare a fantasticare sulla Luna, forse propensa a ritenerla ancora un luogo ignoto e su cui poter proiettare i suoi sogni di bambina, attraverso alcune pagine di diario in cui racconta le sue impressioni.I numerosi componenti della famiglia, tra cui la zia Lina e lo zio Bruno, l’adolescente Bice, mamma Teresa e papà Corrado, vivono in un clima armonioso e amorevole, ognuno rispettoso dell’altro, in un loro piccolo mondo costituito da abitudini e azioni semplici, come l’utilizzare i catini, in cui si versava l’acqua per farla riscaldare attraverso la luce del sole.Ma in un contesto di evoluzione, di progresso, in cui l’uomo è stato capace di ingegnarsi per recarsi sulla Luna, emerge un lato più tetro attraverso la figura del piccolo Giovanni, usato e sfruttato come mano d’opera per i lavori più umili al fine di riscattare i debiti dei suoi zii.Sembra quasi sia possibile immaginare i singoli personaggi e le loro vicende, permettendo a chi ha vissuto l’esperienza di rievocarne i ricordi e a chi non l’ha vissuta di immaginare quei giorni di tripudio collettivo, chiedendosi e immaginandosi come sarebbe stato essere uno spettatore diretto dell’episodio e in quale personaggio del racconto ci si potrebbe identificare, considerando la modernità dei caratteri, seppur collocati in un contesto storico e familiare che invece sembra molto distante dal nostro.Attraverso i qr code presenti nelle pagine del libro è possibile visualizzare i video originale del lancio dell’Apollo 11, il viaggio, l’atterraggio e i primi passi sulla luna.I link ai video e altro materiale dell’epoca sono presenti anche sulla pagina Facebook del libro Quella notte di luglio 1969. Materiale che riempì i giornali dell’epoca, visto che l’allunaggio fu considerato la più grande avventura del secolo. (La pagina FB sarà apertà venerdì 29, per visionarla in anteprima, scriveteci).
La mia notte sulla luna sarà disponibile in libreria ad aprile 2019. Ma può essere già ordinato sul sito di Matilda Editrice.

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Scuola: Tfa sostegno sotto la scure di nuove accuse per via dei criteri di superamento delle prove di accesso tra i diversi Atenei

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

A parità di punteggio si passa in una Università e non in un’altra. Il regolamento non prevede un punteggio minimo per superare la prova preselettiva: la soglia d’accesso è rappresentata dal numero di posti disponibili in ciascun Ateneo e dipenderà dal numero delle disponibilità già fortemente disomogenee a livello regionale, e non dal merito. Anief non ci sta e si rivolge al Tar del Lazio per i candidati che conseguiranno un punteggio finale alle prove preselettive pari o superiore a 18/30, senza essere ammessi. Marcello Pacifico (Anief): Ancora una volta il Miur ha approvato un bando discriminatorio e irragionevole, anche perché il conseguimento della specializzazione non porta ai ruoli e, pertanto, non necessita di un numero chiuso.
La selezione per diventare docenti di sostegno, avviata con il Decreto n. 92/2019, è viziata da una procedura ingiusta e discriminante: il vulnus che rischia di compromettere l’esito regolare della procedura, che si somma all’assurda volontà di distribuire 14.224 posti con modalità random, è stata denunciata subito dall’Anief ed ora viene messa in evidenza dalla stampa, a meno di venti giorni dallo svolgimento dei test d’accesso ai corsi universitari specializzanti nella didattica speciale in programma a metà aprile: la mattina del giorno 15 toccherà infatti ai concorrenti della Scuola dell’infanzia, mentre il pomeriggio il test d’accesso verrà affrontato dai candidati della Scuola primaria; il giorno dopo, il 16 aprile, sarà la volta dei docenti della scuola secondaria di primo grado (la mattina) e della secondaria di secondo grado (il pomeriggio). In base al bando, risulta che il test avrà una durata di due ore e si comporrà di 60 quesiti, ognuno dei quali presenterà cinque opzioni di risposta, fra le quali il candidato ne dovrà individuare una soltanto: almeno 20 domande saranno volte a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana. Per quanta riguarda la valutazione, ogni risposta esatta varrà 0,5 punti, mentre ogni eventuale risposta non assegnata oppure errata varrà 0 punti. E alla prova scritta saranno ammessi il doppio dei candidati rispetto al numero dei posti disponibili in ciascun Ateneo. Se, ad esempio, i posti messi a bando da una Università sono 100, verranno ammessi alla prova scritta solo i primi 200 candidati meglio collocati in quella graduatoria.Il problema è che al termine di quelle prove, scrive oggi Orizzonte Scuola, “non è previsto un punteggio minimo per superare il test, per cui la soglia è rappresentata dal numero di posti disponibili in ciascuna università”. Questo significa che “chi, tra i candidati presenti, raggiungerà il punteggio più alto nel test determinerà la sorte di tutti gli altri partecipanti. Potrà pertanto accadere che con lo stesso punteggio in una Università il candidato sarà ammesso alla prova scritta e nell’altra no, poiché dipenderà dal numero di posti”.L’ufficio legale dell’Anief ritiene che questa procedura selettiva non contempli minimamente criteri oggettivi e rispettosi dell’effettivo merito dei candidati che vi parteciperanno: pertanto, il giovane sindacato ha deciso di rivolgersi al Tar del Lazio per tutelare coloro che conseguiranno un punteggio finale alle prove preselettive pari o superiore a 18/30, ma che per ingiustificati motivi non verranno ammessi ai corsi di sostegno.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “quando il Ministro dell’Istruzione dichiara che il sostegno ai disabili è una priorità per questo Governo e che intende specializzare 40 mila docenti in tre anni, deve essere coerente con quello che dice. Organizzare in questo modo i corsi per trasmettere i dettami della didattica speciale equivale a dire che si stanno riempiendo dei vuoti, senza occuparsi della qualità”.“Come si fa a comunicare a un candidato che anche se ha conseguito 28 punti su 30 non potrà partecipare ai corsi di sostegno, mentre un altro che per rispondere agli stessi quesiti ha preso 25 su 30 potrà invece avere accesso a quel corso, solo perché lo ha svolto in un’altra Università? Non è di certo questa la strada giusta per chi si professa paladino del merito professionale. Ancora una volta – conclude il sindacalista Anief – noi staremo accanto ai docenti che per colpa di bandi astrusi e norme discutibili rischiano di compromettere la loro carriera professionale”.

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Scuola: Docenti, i meno pagati dallo Stato

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

La Ragioneria dello Stato, con il Conto annuale, sancisce quello che Anief sostiene da tempo: tra il 2011 e il 2018 il blocco dei contratti ha prodotto una perdita di quasi 1.900 euro a lavoratore. Se si pensa che il Governo precedente ha pensato di cavarsela con 85 euro medi di aumento, tra i 37 e i 52 euro netti, più degli arretrati-mancia di poche centinaia di euro, assume connotati più nitidi la pochezza degli stipendi di chi opera nella scuola pubblica. La stessa Ragioneria dello Stato dice: “è evidente la generalizzata riduzione del costo del lavoro”. Non c’è quindi nulla di cui meravigliarsi se poi i lavoratori della Scuola, docenti e personale Ata figurano i meno remunerati dello Stato. E le insegnanti sono anche quelle con l’età più avanzata in Europa. Marcello Pacifico (Anief): Serve una svolta, la docenza non si può valorizzare con le mance. E va collocata tra le professioni usuranti, facendola rientrare nell’Ape Social, senza le ingiuste decurtazioni applicate con ‘quota 100’. A tal proposito, solo tre giorni fa il Consiglio nazionale Anief, riunito a Roma ha indicato al Governo come reperire le risorse utili per garantire aumenti minimi mensili di 200 euro, per rispondere all’impoverimento degli stipendi e per predisporre il passaggio di livello funzionale del personale Ata: basterebbe utilizzare i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera del docente e al settore scolasticoSpulciando tra i conti annuali del Mef, per chi è impegnato quotidianamente sulla formazione delle nuove generazioni, si scopre che la scuola ricopre il 26,42% del costo complessivo del lavoro pubblico, ma è anche il settore con le retribuzioni medie più basse (28.440 euro annui, inferiori a quelle dei ministeri) e con un calo di oltre 800 euro in un solo anno. Inoltre, i lavoratori della scuola si contraddistinguono per l’età media più alta di tutta la PA: nel 2018 ha toccato i 52,3 anni, con le insegnanti risultate addirittura “tra le più vecchie in Europa”.
“Sugli aumenti di stipendio insoddisfacenti non avevamo dubbi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché gli 85 euro di aumento medio lordo – con un incremento a regime del 4,85% – erano molto al di sotto dell’inflazione accumulata negli ultimi anni di blocco contrattuale, considerando che pure dopo gli incrementi il costo della vita continuava comunque a sovrastare i salari dei dipendenti della PA, alla luce degli 8 punti percentuali in più di costo della vita registrati tra il 2007 e il 2015. In questa situazione, è chiaro che l’aumento di 8 euro lordi, a partire dal prossimo 1° aprile, con un ritocco previsto da luglio 2019, non cambierà la sostanza delle cose”. Questi dati ci dicono anche che era addirittura in difetto la stima dei mille euro di potere d’acquisto perso negli ultimi anni dai lavoratori italiani. Mentre nello stesso periodo in Germania e Francia i salari sono aumentati. Inoltre, in Germania un maestro della primaria appena assunto percepisce 46.984 euro di media, per poi incasare anche più di 62 mila euro prima di andare in pensione, mentre in Italia nessun docente supererà mai 34 mila euro; alle scuole medie, il collega tedesco sfiora i 53 mila euro all’inizio e i 70 mila euro a fine carriera. Per non parlare del Lussemburgo, dove lo stipendio di un docente è quasi cinque volte più alto, ben al di sopra dei 100 mila euro l’anno. Delle cifre che in Italia percepiscono, almeno nella PA, solo i magistrati. “Certe cifre – continua Marcello Pacifico – ci confermano la bontà della nostra battaglia legale per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-2018, al fine da recuperare almeno il 50% del tasso Ipca non aggiornato dal mese di settembre 2015 e i mancati arretrati dell’ultimo contratto rinnovato. In attesa di aumenti veri, pari a 200 euro a dipendente, rimane l’unica operazione possibile per chi vuole vedere giustamente aumentato il suo stipendio”.

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Il global compact dei burocrati europei

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

“Ecco svelato il documento segreto della Commissione Ue che spiega la strategia da adottare per rendere obbligatorio il Global Compact for Migration per tutti gli Stati a prescindere dalla loro volontà. Una gravissima ingerenza dei burocrati europei sulla sovranità degli Stati nazionali che rende carta straccia la democrazia in Europa. Grazie a Fratelli d’Italia il Parlamento italiano ha votato contro il Global Compact, così come hanno fatto tanti altri Stati europei, ma gli euroburocrati non si rassegnano e tramano per favorire l’immigrazione di massa in Europa. Siamo alla follia: alle elezioni europee del 26 maggio manderemo a casa questi signori per proteggere i nostri confini e la nostra identità e la nostra sovranità”.E’ quanto dichiara su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, postando il link del sito di informazione “La Voce del Patriota” che svela in anteprima i contenuti del documento segreto della Commissione Ue.

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Il PE conferma il divieto d’uso della plastica usa e getta entro il 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva una nuova legge che vieta l’uso di articoli in plastica monouso come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati.La direttiva è stata approvata con 560 voti favorevoli, 35 contrari e 28 astensioni.Posate monouso, cotton fioc, cannucce e mescolatori vietati entro il 2021 Obiettivo di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica entro il 2029 Applicazione più rigorosa del principio “chi inquina paga”I seguenti prodotti saranno vietati nell’UE entro il 2021:
posate di plastica monouso (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette)
piatti di plastica monouso
cannucce di plastica
bastoncini cotonati fatti di plastica
bastoncini di plastica per palloncini
plastiche ossi-degradabili, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso
Il 90% delle bottiglie di plastica dovrà essere raccolto dagli Stati membri entro il 2029. Inoltre, le bottiglie di plastica dovranno contenere almeno il 25% di contenuto riciclato entro il 2025 e il 30% entro il 2030.L’accordo rafforza inoltre l’applicazione del principio “chi inquina paga”, introducendo una responsabilità estesa per i produttori. Questo nuovo regime si applicherà ad esempio ai filtri di sigaretta dispersi nell’ambiente e agli attrezzi da pesca persi in mare, per garantire che i produttori sostengano i costi della raccolta.Le nuove norme stabiliscono infine che l’etichettatura informativa sull’impatto ambientale di disperdere per strada le sigarette con filtri di plastica sarà obbligatoria. Ciò dovrà valere anche per altri prodotti come bicchieri di plastica, salviette umidificate e tovaglioli sanitari.

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Il Parlamento approva i nuovi limiti sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

I deputati europei hanno approvato in via definitiva delle misure per ridurre le emissioni di gas serra di automobili e furgoni entro il 2030.
Deputati e i ministri UE hanno concordato un obiettivo più elevato (37,5%) di riduzione delle emissioni delle autovetture nuove entro il 2030, rispetto a quello proposto dalla Commissione europea (30%). La legislazione fissa inoltre un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per i nuovi furgoni (31%) entro il 2030.Il testo legislativo è stato adottato con 521 voti favorevoli, 63 voti contrari e 34 astensioni. E’ ora necessaria l’adozione formale del Consiglio UE, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.I produttori le cui emissioni medie superano i limiti dovranno pagare un’indennità. Entro il 2023, la Commissione europea dovrà valutare se destinare o meno tali importi a un fondo specifico per la transizione verso una mobilità a emissioni zero e per sostenere la formazione dei lavoratori del settore automobilistico.
La nuova legge prevede che l’intero ciclo di vita delle emissioni delle autovetture sia valutato a livello europeo. La Commissione dovrà inoltre valutare l’opportunità di disporre di una metodologia comune per la valutazione e di una comunicazione coerente dei dati entro il 2023. Se del caso, dovrebbe essere varata una normativa in materia.

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Migration: Parliament rejects using EU funds for “controlled centres”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Plenary backed two objections to Commission delegated acts that widen the scope of activities eligible for funding under two EU funds to include “controlled centres” established by member states. According to the Commission proposal, this would allow to better adapt to the needs of national authorities in the field of asylum, migration and integration, particularly for reception and accommodation for asylum-seekers or migrants in irregular situation.In their objections, MEPs underline that the concept of “controlled centres” is a controversial one “of questionable legality” which does not exist under Union law and has not been approved by the colegislators.They insist that such a concept should not be funded “unless and until it is properly defined in an appropriate legislative instrument -adopted by the colegislators- detailing its legal basis, nature, purpose and objective”.The European Commission tabled the delegated acts in December. The first one amends the regulation establishing the instrument for financial support for external borders and visa (part of the Internal Security Fund), while the second one modifies the regulation establishing the Asylum, Migration and Integration Fund.The objections were passed with 493 to 87 and 34 abstentions (Asylum, Migration and Integration Fund) and by show of hands (Internal Security Fund). The legal changes proposed by the Commission can therefore not enter into force.

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Poland’s most dangerous politician – Juncker’s legacy

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Zbigniew Ziobro, Poland’s minister of justice, is not a household name across Europe today. He should be. For if Ziobro’s vision and policies prevail in Poland the European Union will soon face an existential crisis. Zbigniew Ziobro will have secured a form of Pol-exit. While his country would not formally leave the EU it would break up its legal unity from within.
Polish courts are under siege. A Polish judge given a sensitive case, perhaps a business deal involving members of the governing party or a criminal case the government has strong views about, is not “protected against external interventions or pressure liable to impair her independent judgment”, which is what the Court of Justice of the European Union in Luxembourg requires of all courts in the EU. Polish ministers of justice, in this or any future government, can threaten, pressure and punish judges. New disciplinary procedures make this all too easy. And it is already happening.It does not take a law degree to understand what is at stake. Across Europe national courts accept the judgements of courts in other member states. Judges (must) assume that courts across the EU operate according to common values and principles set out in the European Union treaty and in its Charter of Fundamental Rights. Once judges across the EU have reason to doubt whether courts in any member state provide effective judicial protection, the legal order on which the EU rests collapses. This would cause a crisis far deeper than Brexit.
Zbigniew Ziobro was born in 1970. He studied law in Krakow. In 2001 he became one of the founders of the Law and Justice (PiS) party. In 2005 he became minister of justice for the first time. Since 2015 he has been a lead architect and the biggest beneficiary of his governments’ “judicial reforms”

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Protezione dei lavoratori: nuove norme UE su esposizione a sostanze cancerogene

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

I deputati europei hanno approvato valori limite di esposizione per cinque sostanze chimiche dannose per la salute dei lavoratori.
La proposta, già concordata informalmente con i ministri dell’UE, è stata approvata in via definitiva dal Parlamento a larga maggioranza, con 586 voti favorevoli, 10 contrari e 26 astensioni.La legislazione aggiunge cadmio, berillio, acido arsenico, formaldeide e 4,4′-metilene-bis (2-cloroanilina) (MOCA) all’elenco UE delle sostanze nocive. Queste sostanze chimiche sono utilizzate in un’ampia gamma di settori, come: fabbricazione di batterie al nichel-cadmio, fusione di zinco e rame, laboratori, elettronica, funerali e imbalsamazione, edilizia, sanità (reparti di patologia e sale di autopsia), plastica e settori del riciclaggio.Le nuove norme miglioreranno le condizioni di lavoro di oltre un milione di lavoratori dell’UE e dovrebbero prevenire oltre 22 000 casi di malattie professionali.
Il testo approvato fissa i seguenti periodi di transizione:
8 anni per il cadmio,
7 anni per il berillio e
4 anni per l’acido arsenico.
Per la formaldeide viene fissato un periodo di transizione di 5 anni unicamente per il settore sanitario e quello funerario, considerate le situazioni specifiche di tali settori.
Cadmio e farmaci citotossici: possibili ulteriori modifiche
La Commissione europea valuterà entro tre anni se la direttiva debba essere modificata per includere ulteriori disposizioni sul cadmio. Inoltre, su richiesta del Parlamento, la Commissione valuterà, entro la fine del secondo trimestre del 2020, la possibilità di modificare la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (CMD) per includere le droghe pericolose, comprese le droghe citotossiche, o di proporre uno strumento più appropriato per garantire la sicurezza sul lavoro dei lavoratori.La terza revisione della direttiva CMD mira a ridurre ulteriormente il rischio di ammalarsi di cancro per i lavoratori europei, che resta la principale causa di decessi sul lavoro nell’UE.

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A Historic Aquamarine and Diamond Tiara By Fabergé – Magnificent Jewels

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Geneva – Made in 1904 as a wedding gift from Frederick Francis IV, Grand Duke of Mecklenburg-Schwerin (1882-1945) to his bride Princess Alexandra of Hanover and Cumberland (1882-1963), this Fabergé tiara is of symbolic design with forget-me-not flowers tied with ribbon bows, signifying true and eternal love, pierced by arrows representing cupid, a token of endearment, attraction and affection. Composed of nine graduated pear-shaped aquamarines, old, cushion and rose-cut diamonds, this historic tiara will be offered at auction for the first time in the upcoming Magnificent Jewels sale on 15 May in Geneva, and is offered with a pre-sale estimate of CHF 230,000–340,000 / $ 230,000-340,000).
The Grand Duke’s mother, Grand Duchess Anastasia Mikhailovna of Russia, was a keen Fabergé collector, and encouraged him to order his wedding present at the atelier Fabergé in St Petersburg. At the time of their marriage, which took place on 7 June 1904, Frederick was 22 years old and Alexandra, 21. Archives show correspondence between the Grand Ducal Cabinet of Mecklenburg-Schwerin and Eugène Fabergé, revealing deliberations on a commission of an important jewel. One of the letters dated 10 May discussed the possibilities that could be offered: ‘a diamond tiara’ for 10’000 roubles or ‘an aquamarine and diamond tiara’ for 7’500 roubles, and that only using aquamarines as gemstones was not possible. Another letter referred to drawings with designs Fabergé proposed for the top section of the tiara, sent to the Grand Duchess Anastasia Mikhailovna for her son’s approval. However, these drawings went missing. Fabergé expressed concerns that he held no copies himself and did not know which design appealed to the Grand Duke.Two weeks before the marriage Fabergé wrote to the Grand Ducal Cabinet that he was yet to receive any instructions to proceed. For a second time he asked for the return of the drawings as he could not advance his work without them. A subsequent letter referred to a completion for the wedding on 7 June, as requested by the Grand Duke by which Fabergé declared that it was impossible to execute the commission in such a short time. On the day of the wedding, Princess Alexandra of Hanover and Cumberland wore the traditional Hanoverian nuptial crown. The diamond-set coronet that had been in her family for more than a century was commissioned in 1761 for the wedding of King George III of England and Queen Charlotte of Mecklenburg-Strelitz. The Fabergé tiara, her own special wedding gift from the Grand Duke, followed later. Given the extreme rarity of such a magnificent jewel combined with historic provenance, Christie’s is incredibly honored to be able to offer this tiara for sale, more than a century since it was first revealed.

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Sanità privata Lazio: la mobilitazione dei lavoratori non si ferma

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

“La mobilitazione dei lavoratori non si ferma, andremo avanti fino alla firma del nuovo contratto”. Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – non cedono di un millimetro e lanciano la seconda fase delle iniziative di protesta nei posti di lavoro e nelle strutture della sanità privata accreditata della regione.”Se marzo è stato un mese caldo, aprile lo sarà ancora di più”, attaccano. “In queste settimane di lotta e azioni informative abbiamo registrato le prime aperture da parte datoriale. Ma non ci basta affatto: troppi imprenditori sono ancora asserragliati dietro la difesa dei profitti, la scusa della crisi o la proposta di un rinnovo a zero euro. Per noi è inaccettabile. E lo ribadiremo con tutta la determinazione e la rabbia accumulata in 12 anni di attesa. Vogliamo un contratto giusto, con più salario, più diritti, più riconoscimento professionale. Anche le migliaia di cittadini e utenti che abbiamo incontrato ne sono convinti: per avere una buona sanità e un sistema di salute d’eccellenza bisogna credere e investire nelle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Per questo abbiamo pronto un nuovo calendario di iniziative, assemblee e volantinaggi che toccheranno tutti i territori”, spiegano Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Oggi si inizia con il frusinate, al San Raffaele di Cassino, all’Ini Città Bianca e a Villa Alba di Veroli. Il 3 aprile sarà la volta della casa di cura Città di Roma, il 4 aprile di Capodarco e Villa Fulvia, il 5 aprile dell’ospedale Cristo Re. L’8 aprile si riparte con Villa Tiberia, il 10 aprile con la clinica Sant’Anna di Pomezia, il 12 con l’Icot di Latina, il 15 con l’Aurelia Hospital e poi in tante altre strutture. Sempre ad aprile ci sarà poi una grande manifestazione nazionale con Furlan, Landini e Barbagallo”.”Ai datori di lavoro, Aris e Aiop in testa, non daremo tregua. I lavoratori della sanità privata meritano un contratto come i loro colleghi del pubblico: stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti”, concludono i segretari di categoria di Cgil Cisl e Uil. “Ma anche Regione Lazio e Conferenza Stato-Regioni devono assumersi le loro responsabilità su regole e tariffe di accreditamento. Non siamo disposti a fare sconti e se sarà necessario arriveremo a un nuovo sciopero del comparto”

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RMB Capital Continues Activist Approach in Japan to Promote Best Practices for Corporate Governance

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

RMB Capital (“RMB”), an independent investment and advisory firm with approximately $8.8 billion in assets under management,1 announced that the firm has submitted its opposition to a proposal by the Japan Exchange Group Inc.’s (JP 8697) Tokyo Stock Exchange (“TSE”) to split listed companies by market capitalization. RMB believes this proposal will not help the quality of publicly listed companies in Japan. Instead, RMB suggests that the Japan Exchange Group revise listing criteria based on improving corporate governance and protecting minority shareholders.This is the latest in a string of activist proposals that RMB has recently made to Japanese companies aimed at improving corporate governance and shareholder value. The effort has been spearheaded by Masakazu Hosomizu, partner and portfolio manager of RMB’s Japanese investment strategies. Japan recently enacted a new corporate governance structure code as part of Abenomics (Prime Minister Shinzo Abe’s comprehensive economic and social reform movement, which also includes monetary easing and fiscal stimulus), and Hosomizu has persistently pushed Japanese companies to adhere to these reforms, believing that they will help protect shareholders’ capital, as well as promote stability, sustainable growth, and economic prosperity.RMB believes new listing criteria based on the Corporate Governance Code should be added to improve the quality of the listed companies. Specifically, RMB suggests two new mandates for publicly listed companies. First, they should establish nomination and compensation committees. Next, to promote independent guidance, companies should ensure a majority of board members are outsiders. Regardless of the level of a company’s market capitalization, RMB believes many recent corporate scandals could have been prevented if these two mandates had been in place.In addition, RMB proposes that listed subsidiaries and family-owned companies be omitted from the TSE First Section. Publicly listed subsidiaries (where the majority of shares are owned by its parent companies) and family-owned companies (where the majority of shares are owned by founders or management) should be downgraded to the TSE Second Section unless such ownership percentages decrease below one-third of the total outstanding shares after a certain period (such as three years). RMB believes the potential conflict of interest between controlling shareholders and minority shareholders is an imminent corporate governance issue unique to Japan’s stock market, and that revising this listing requirement will alleviate this and raise the quality of the Tokyo stock market significantly.RMB has achieved positive results from its previous shareholder activism in Japan at three other companies, resulting in nomination and compensation committees being added, and the buyback and cancellation of shares. Hosomizu will continue to engage in shareholder actions to uphold corporate governance reform in Japan as the firm believes it is beneficial to investors, including but not limited to issues involving: compensation and nominating committees, reducing executive conflicts of interest, promoting transparency and responsibility in allocation of capital, ensuring outside representation on company boards, and advocating for fair valuation for shareholders in M&A situations.

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