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Energia \ Castelli: “Promuovere una nuova politica energetica”

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Ravenna – “Il sistema Paese ha una sfida da cogliere non più procrastinabile: promuovere una nuova politica energetica nazionale che assicuri il minor impatto possibile sull’ambiente, supporti la crescita economica e garantisca un costo dell’energia il più basso possibile e – al tempo stesso – la certezza degli approvvigionamenti. Un combinato disposto che sarà possibile realizzare solo attraverso il coinvolgimento, in un percorso comune, di tutti gli attori per ridefinire in maniera strategica la politica energetica nazionale e internazionale con altri paesi produttori di petrolio e gas, e trovare il giusto equilibrio tra crescita economica, sviluppo industriale e sostenibilità sociale.
La storia ci insegna che senza l’energia di origine fossile (petrolio, carbone e gas naturale) il mondo non sarebbe come lo conosciamo oggi e la nostra vita sarebbe diversa e difficilmente immaginabile rispetto a quella che abbiamo vissuto. Petrolio, carbone e gas naturale, infatti, alimentano i consumi mondiali di energia “primaria”. Ma siamo consapevoli che queste fonti di energia creano, anche, effetti negativi sull’ambiente. Come accade, soprattutto, nella fase di combustione in cui queste fonti contribuiscono al surriscaldamento globale del pianeta.Da qui l’impegno del Governo nel dare risposte sia ai problemi quotidiani che a quelli futuri, trovando insieme soluzioni possibili per realizzare un ecosistema virtuoso senza cadere in presunti o facili ideologismi distanti dalla soluzione dei problemi. In questa direzione, strumenti necessari sono la formazione, la ricerca e l’innovazione tecnologica – di cui il settore è leader – che devono essere sostenuti con maggiore spessore per trovare soluzioni a tutela dell’ambiente e ricorrendo fin da subito alle diverse competenze che quotidianamente sono chiamate a far progredire il settore a livello nazionale e internazionale.Lo stesso Papa Francesco nella sua Enciclica “Laudato si’” (2015) ha sottolineato l’importanza di lavorare per un uso sostenibile delle risorse naturali, poiché rappresentano un investimento dai benefici economici a medio termine, e per aprire la strada a opportunità differenti in cui la diversificazione di una produzione più innovativa e con minore impatto ambientale può essere molto redditizia, incentivando in questo modo la creatività umana e il progresso.Esempi tangibili della trasformazione in atto sono già sotto i nostri occhi: grazie alle innovazioni tecnologiche, la produzione di energia elettrica cresce insieme a una riduzione delle emissioni. Un nuovo impulso può arrivare dall’estensione dell’efficienza energetica, dalla produzione di energia elettrica all’industria, all’agricoltura, ai servizi e ai trasporti.Abbiamo davanti due priorità strategiche: la decarbonizzazione del mix energetico, obiettivo in linea con l’Agenda 2030, e la trasformazione verde della raffinazione e dell’upstream attraverso zero emissioni nei prossimi anni; uno sforzo che dovrà, certamente, essere accompagnato da una transizione.E’ possibile raggiungere con costi sostenibili e con tecnologie già disponibili gli obiettivi della COP21 per il contenimento della CO2 e, al contempo, accelerare il miglioramento della qualità dell’aria delle città. Allo scopo di abbandonare, quindi, le fonti maggiormente inquinanti, è importante basare il dibattito su elementi oggettivi e sui dati di fatto oggi disponibili, delineando un percorso chiaro con obiettivi intermedi misurabili.In questo scenario, il Mediterraneo gioca un ruolo cardine delle politiche nazionali. Non solo come hub naturale del gas, per l’esportazione in Europa e negli altri mercati del Mediterraneo, ma anche per via della domanda sempre più crescente di trasporto.
È necessario mettere a punto una linea comune, un nuovo ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo e nel palcoscenico internazionale attraverso una strategia di più ampio respiro volta a migliorare la cooperazione tra i diversi sistemi industriali e sviluppare esempi di laboratori di sostenibilità ambientale nei Paesi produttori di petrolio e gas. Le vecchie visioni del futuro sono state superate così rapidamente dai cambiamenti che rischiamo di immaginare, oggi, nulla che non stia già accadendo in questo momento”.

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