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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Le sette decadi di Carlo Iacomucci

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Le sette decadi di Iaco.jpgSettanta anni sono un grande traguardo per ogni persona, ma per un artista rappresentano il momento dei bilanci umani e professionali. Volendo esprimerci in termini prettamente “manageriali”, possiamo affermare che il rendiconto biografico del Maestro Iacomucci è senz’altro positivo, perché ha investito e speso i suoi anni facendo quello che più ama fare: incidere e dipingere. Secondo Sant’Agostino, il numero 70, corrisponde alla totalità di un’evoluzione, rappresenta un ciclo compiuto e dinamico. E’ il numero della creazione, spirito e anima di ogni cosa, rappresenta il perfezionamento della natura umana e dunque il “tutto”o, per dirla con il grande filosofo Platone, l’“anima mundi”. Per Iacomucci, questa affermazione, permettetemi l’ironia, calza davvero … a pennello!
Nel corso della sua carriera artistica, il Maestro Iacomucci si è speso con serietà, con curiosità, con tenacia e con allegria trasferendo nelle opere i suoi trascorsi urbinati e tutte le competenze acquisite presso la prestigiosa Scuola del Libro di Urbino. Le sue frequentazioni giovanili degli ambienti artistici romani, i suoi contatti con i maestri incisori dell’epoca, le sue trasferte all’estero, partecipando a numerose collettive e personali, nel corso degli anni, hanno contribuito a fargli acquisire la formazione e l’esperienza necessaria, che lo hanno portato, nella sua quarantennale carriera, a maturare un’alta ricerca artistica e culturale.Personaggio eclettico e poliedrico, nel suo viaggio stilistico, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta. Nelle numerose acqueforti da lui realizzate, il Maestro Iacomucci ha voluto rimarcare la purezza e il rigore dell’incisione: tecnica antica, ma sempre attuale, che richiama ad un ordine e ad una pulizia nello stile, che però, non sempre si lasciano imbrigliare dalla mano dell’incisore.
L’arte di Iacomucci, si è sviluppata in un processo di continua trasformazione, al pari del suo movimento ventoso che, aggirando gli ostacoli che incontra nel suo cammino, si adatta alle circostanze, come in una danza armonica, che tutto tocca e trasforma … così come il suo aquilone, trasportato dal vento che, quando riflette i raggi del sole, acquista i colori dell’arcobaleno!Nelle opere di Iacomucci, troviamo la maestria dei tratti, a volte decisi, a volte delicati, delle sue incisioni, alternando paesaggi e panorami tipici di Urbino, a lui molto cari, a immagini di personaggi, ora figure umane, ora figure angeliche, che sembrano volere uscire dagli spazi in cui sono stati confinati, attraverso l’ottica del sipario o finestra. L’azione stessa dell’affacciarsi dalla finestra, indica la curiosità dell’artista nei confronti del mondo, ma allo stesso tempo il bisogno di sentirsi riparato, protetto e al sicuro. In ogni suo lavoro artistico scorgiamo fitti reticoli di linee, tracce, gocce, segni, aquiloni, personaggi, vortici ventosi, lettere e numeri che si muovono sinuosi, figure alate, motivi e riferimenti religiosi e/o spirituali, alberi antropomorfi. Tutti questi elementi, arricchiti da colori vivaci, sapientemente mescolati tra loro in una fantasiosa girandola di tinte brillanti, danno dinamismo ai suoi quadri e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico, ma anche realistico della natura da difendere.
Non a caso anche le sue amate e onnipresenti gocce sono in numero di 7, quasi un richiamo alla perfezione del numero, anche in riferimento a tutto ciò che c’è di più bello in natura, come i colori dell’arcobaleno o la soave poesia delle 7 note musicali. Evidentemente, il numero 7 ha fatto sempre parte della vita di Iacomucci artista ed oggi, ancora di più, in questa bellissima occasione del 70° compleanno del Maestro, le sue 7 compagne di strada (stilisticamente parlando), fanno da cornice e da palcoscenico alla sua luminosa e brillante carriera di incisore e pittore.
Iacomucci, in tutti questi anni di intensa attività, ha avuto una compagna di lavoro (in senso artistico!) molto particolare… si tratta della presenza, assai preponderante, della sua mano destra affetta da una patologia tipicamente propria di artisti quali scrittori, musicisti e incisori: distonia idiopatica, meglio conosciuta come “crampo dello scrivano” e definita, da Iacomucci stesso, “mano ribelle”.
Per quasi un decennio, la mano ribelle si è impadronita dello spazio all’interno della produzione artistica del Maestro, ma Iacomucci, forse in un impeto di rivolta e di riscossa, ha sempre tentato di affermare e manifestare, con tutto sè stesso, la supremazia della volontà sulla sua stessa mano ribelle e, con un poderoso “colpo di mano” (mai termine fu più appropriato!), realizzando e portando a compimento le sue opere d’arte, egli ha tenacemente riaffermato la sua autorevolezza e, soprattutto, la sua volontà, mai sopita, di fare arte, nonostante la presenza così ingombrante e limitante della mano ribelle.
Nel corso della sua lunghissima carriera artistica, Iacomucci ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 2011 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per motivi artistici e culturali; nello stesso anno ha partecipato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Nel 2014, ha ricevuto a Roma il premio “Marchigiano dell’Anno”. In tempi recentissimi, a coronamento del suo splendido percorso stilistico, sono arrivati anche altri due ambiti riconoscimenti: il premio “Orgoglio Marchigiano” per la sezione cultura e l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, come conferma e testimonianza di una vita pienamente vissuta, in senso umano ed artistico.
Tutti questi prestigiosi riconoscimenti, sono la testimonianza tangibile che il Maestro Iacomucci, con la sua arte, ha contribuito a far conoscere e a mantenere alto il nome delle Marche in Italia e fuori dai confini nazionali, così come la sua brillante carriera di uomo e di artista.Auguri vivissimi, Maestro! (By Patrizia Minnozzi + foto in copyright)

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