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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

La scelta dei candidati per le europee dei pentastellati non convince

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2019

La scelta dei candidati per le europee dei pentastellati non convince. Sappiamo molto bene che non è facile selezionare le candidature per inserirle nelle liste elettorali. I Pentastellati hanno scelto di farlo con la piattaforma Rousseau ma ora ci rendiamo conto che la strada imboccata mostra molte crepe. Lo dimostrano, se non altro, i risultati conseguiti in passato con una presenza di eletti non sempre all’altezza del loro compito. Se lasciamo da parte i precedenti e concentriamo la nostra attenzione sui fatti odierni è netta l’impressione che sono stati privilegiati gli attivisti forse con la segreta speranza che possono risollevare il calo di consensi di questi ultimi mesi. Se è così l’errore è ancora più grave. In Europa si va per il cambiamento e per farlo occorrono persone preparate, qualificate e rappresentative di tutti i ceti sociali, dai giovani ai pensionati, dai lavoratori agli imprenditori. Forse sarebbe stato più selettivo chiedere ai candidati il perchè si presentano e cosa intendono fare una volta eletti. Occorre capire che da soli non si va da nessuna parte per cui la forza sta nella capacità di saper dialogare anche con chi la pensa diversamente per trovare soluzioni condivisibili perché oggi, come non mai, gli schieramenti non sono più dei monoliti e mostrano a volte sensibilità particolari che solo chi fa lo stesso mestiere in una nazione diversa può riuscire meglio degli altri a farsi comprendere. Oggi, più che mai, si sta affermando la convinzione che l’Unione europea è ad una svolta cruciale e che può mettere a repentaglio la sua stessa tenuta. Facciamo in modo che non si passi la mano, più  di quanto non sia stato già fatto, ai burocrati, agli avventurieri, agli opportunisti, ai lobbisti e anche ai cosiddetti “primi della classe” ma si rispolveri l’antico detto del primus inter pares. Solo in questo modo l’Europa saprà superare lo scoglio delle identità e per far sentire il valore dell’appartenza che non esclude il campanile ma sa armonicamente coniugarlo in una visione continentale. (Riccardo Alfonso)

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