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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

In quali condizioni è richiesta l’assunzione di antibiotici nella profilassi in pediatria?

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Otite Media Acuta (OMA) L’otite media acuta è dovuta ad un’infezione batterica o virale a carico dell’orecchio medio, spesso conseguente ad infezione delle vie respiratorie superiori come il raffreddore. È molto frequente nei bambini e si manifesta con dolore persistente, febbre, ma anche nausea, vomito e diarrea. In alcuni casi, se trascurata, può comportare complicanze importanti come il calo dell’udito. Nel 30% dei bambini si verificano episodi ricorrenti (almeno 3 in 6 mesi o 4 in un anno). La profilassi antibiotica, però, non è necessaria in tutti i casi ricorrenti e deve essere riservata a pazienti selezionati:
a) Dopo tentativo di riduzione/eliminazione dei fattori di rischio
b) Dopo immunoprofilassi attiva (es. vaccinazione influenzale e pneumococcica)
c) A fronte di 3 episodi di OMA in 6 mesi documentati e trattati adeguatamente
d) In bambini di età inferiore a 2 anni
e) Dopo esecuzione di un tampone nasofaringeo (es. nei casi ricorrenti Haemophilus influenzae produttore di beta-lattamasi è abitualmente il principale patogeno)
f) Per durata limitata (3 – 6 mesi)
g) L’utilizzo dei macrolidi deve essere evitato
Faringotonsillite streptococcica. La faringotonsillite è l’infezione acuta della faringe, delle tonsille palatine o di entrambe le strutture. Nel 40% dei casi è di origine virale: adenovirus, rhinovirus, influenza, coronavirus e virus respiratorio sinciziale i principali responsabili, ma occasionalmente anche virus di Epstein-Barr, virus dell’herpes simplex, cytomegalovirus o HIV possono portare a faringotonsillite. Solo nel 30% dei pazienti la causa è batterica: le faringotonsilliti causate dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A (SBEA) rappresentano solo il 15-30% dei casi nei giovani con meno di 18 anni d’età e il 5-10% negli adulti. La profilassi a lungo termine a basse dosi di penicillina è raccomandata nei bambini con tonsillite acuta ricorrente da SBEA e/o portatori persistenti esclusivamente se in famiglia vi sia un membro ha avuto febbre reumatica acuta. Non vi è indicazione alla profilassi in bambini con TAS elevato e/o aspecifici dolori articolari.
Una complicanza della faringotonsillite può essere la febbre reumatica acuta.
Febbre reumatica Le infezioni alla gola da SBEA sono frequenti tra la popolazione, ma solo una piccola percentuale di persone sviluppa la febbre reumatica, una malattia infiammatoria acuta causata da infezione da Streptococco Beta Emolitico di gruppo A. Questa patologia colpisce 1 su 100.000 persone, soprattutto bambini tra i 5 e i 15 anni. Febbre, dolore e gonfiore delle articolazioni (artrite) sono le principali manifestazioni, che in alcuni casi possono diventare severe portando a complicanze importanti come la cardite, un’infiammazione dei tessuti a carico del pericardio, del miocardio e dell’endocardio.
Profilassi:Per 5 anni nei pazienti con febbre reumatica senza cardite:
Per 10 anni nei pazienti con febbre reumatica con cardite senza ulteriori complicanze cardiache:
Fino ai 40 anni di età nei pazienti con febbre reumatica con cardite e con ulteriori complicanze cardiache
Infezioni delle vie urinarie. Le infezioni delle vie urinarie (IVU) sono frequenti in età pediatrica e spesso misconosciute a causa della scarsissima e spesso forviante sintomatologia clinica. L’IVU, soprattutto se recidivante, può essere espressione di un sottostante reflusso vescico ureterale (RVU).Il RVU di solito si risolve spontaneamente. La profilassi è da considerare necessaria solo nei seguenti casi:
• Dopo un episodio acuto di pielonefrite in attesa degli accertamenti strumentali
• In caso di RVU >3° grado
• In soggetti con RVU <3° grado ma con IVU ricorrenti (> 3 episodi 6 mesi o >4 episodi in un anno)
Meningite meningococcica. È un’infiammazione acuta o cronica delle meningi, di origine virale oppure batterica. I sintomi della meningite sono comparsa improvvisa di febbre, mal di testa e rigidità del collo, spesso accompagnata da nausea, vomito, fotofobia e stato mentale alterato. Presentazioni meno comuni di malattia meningococcica includono polmonite (dal 5% al 15% dei casi), artrite (2%), otite media (1%), e epiglottite (meno dell’1%).
Nel caso in cui una persona venga a contatto con un paziente colpito da meningite meningococcica, è opportuno considerare la modalità di contatto avvenute con il paziente così da valutare la possibilità o meno di intraprendere la profilassi antibiotica.
Quando è indicata la profilassi
• Contatti domestici
• Contatti nell’asilo nido o nella scuola materna
• Soggetti esposti direttamente alle secrezioni orali del caso indice (baci, uso dello stesso spazzolino da denti, respirazione bocca a bocca, intubazione endotracheale) nei 7 giorni precedenti lo sviluppo di malattia
• Frequentazioni prolungate (pranzi in comune, riposo nella stessa camera)
Quando non è indicata la profilassi
• Contatti casuali a scuola o sul posto di lavoro senza diretta esposizione alle secrezioni del paziente
• Contatti indiretti, ad es. con personale scolastico o sanitario non direttamente esposto alle secrezioni orali del paziente
La vaccinazione rappresenta l’unico strumento efficace per la prevenzione delle meningiti batteriche.

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