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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Scuola: Rinnovo del contratto in alto mare, ci potrebbero essere 200 euro al mese per Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Intanto i docenti e gli Ata si devono accontentare di 5 euro ad aprile. Pacifico lancia un appello al ministro Bongiorno: sblocchi la certificazione della rappresentatività e avvii i tavoli di confronto per non smentire il Governo del Cambiamento Sul breve periodo, le risorse destinate al contratto di lavoro nazionale, scaduto lo scorso 31 dicembre, approvate dal Consiglio nazionale Anief pochi giorni fa in una piattaforma realizzata nel decennale del sindacato, sono già presenti nel comparto: riguardano i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera. Marcello Pacifico (Anief): Stiamo indicando la via sul breve periodo, ma bisogna reperire le risorse utili a recuperare il divario registrato nell’ultimo decennio e ad allineare all’inflazione gli stipendi anche per il 2020/21. Serve la volontà, come è stato fatto col Reddito di Cittadinanza. Il Governo guardi ai compensi assegnati in Europa invece di concentrarsi sulla crociata della regionalizzazione, che condurrebbe verso assurde gabbie salariali
Gli stipendi dei docenti e Ata della scuola italiana continuano ad essere nemmeno paragonabili a quelli dell’Europa, dove si percepisce in media tra i 30% e il 50% in più. E continuano ad essere di gran lunga i più bassi della pubblica amministrazione. È tutto dire, inoltre, che le retribuzioni medie di docenti e Ata, pari a circa 29 mila euro lordi annuali, hanno perso mille euro di potere d’acquisto solo negli ultimi sette anni, come conseguenza blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio. Mentre in altri Paesi a noi vicini, come la Germania, la media d’incremento è stata di 3.825 euro in attivo: il dipendente tedesco nel 2010 godeva già in media di una retribuzione lorda più alta di quello italiano, collocandosi a quota 35.621 e nel 2017 è salito a 39.446 euro. Come risolvere questa diversità di trattamento in presenza delle ristrettezze di bilancio? Come si può aumentare il compenso dei dipendenti della scuola di 200 euro almeno al mese, avvicinandoli finalmente ai compensi europei, senza gravare sulle casse dello Stato? Anief ha calcolato che per cominciare a parlare di stipendi equi ed in grado di fronteggiare il costo della vita, servirebbero aumenti minimi di 200 euro al mese. Per raggiungere questo risultato, il giovane sindacato ha trovato una soluzione senza oneri ulteriori per lo Stato: utilizzare i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera del docente. Andando così a trovare quelle risorse aggiuntive a quelle emesse dal Governo con la recente Legge di Stabilità, per coprire la cosiddetta “perequazione”. Con quei soldi, si potrebbero coprire i finanziamenti per il prossimo triennio, rispondendo così all’impoverimento degli stipendi degli insegnanti, valorizzando al massimo il loro ruolo professionale, ma anche predisponendo il passaggio di livello funzionale del personale Ata: per il lavoro svolto da amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, l’urgenza non è infatti da meno, perché negli ultimi anni le competenze e responsabilità sono mutate in modo sensibile. La progressione economica, inoltre, dovrà riguardare anche il personale precario e supplente breve, con una profonda modifica alle norme relative alla ricostruzione di carriera.

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