Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for 9 aprile 2019

Istruzione: Il Ministro tuteli tutti gli studenti della scuola italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Desta scalpore il titolo di un’intervista in cui si attribuisce a Bussetti la volontà di tutelare prima i figli di italiani rispetto ai migranti, “in un Paese – replica Pacifico (Anief) – dove uno studente su dieci è alloglotto, spesso lo è la maggioranza nelle prime classi di alcuni Comuni del nord del Paese”. Il sindacalista autonomo poi raccoglie la promessa dello stesso ministro di utilizzare il calo delle iscrizioni degli studenti per rendere più flessibili i criteri di formazione delle classi, ridurre le classi pollaio, e lasciare l’autonomia agli istituti sotto i 600 alunni situati in zone disagiate: “Tutte proposte che il nostro sindacato ha da sempre portato in Parlamento”
Una frase infelice o forse un titolo estremamente sintetico. Sta di fatto che l’intervista al ministro Marco Bussetti, apparsa oggi sul quotidiano La Stampa, sta scatenando polemiche sul web e in particolare sui social network. «A scuola tuteliamo gli studenti immigrati, ma prima i nostri figli» è il titolo dell’intervista. Il cui senso come minimo stupisce. Come fa notare Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief: «Il ministro pensi a tutelare tutti gli studenti della scuola italiana, tanto più che nel nostro Paese uno studente su dieci è alloglotto e spesso lo è la maggioranza nelle prime classi di alcuni Comuni del nord».Nella stessa intervista Bussetti, commentando il generale calo degli studenti (oltre 360mila in meno nei prossimi cinque anni) nelle scuole italiane, sostiene che questa flessione possa diventare un’occasione «per dare più tempo scuola e una maggiore offerta formativa ai nostri bambini e ragazzi. Pensiamo al tempo pieno al sud. O alle classi cosiddette “pollaio” che potranno essere eliminate». Aperture anche sulla revisione dei parametri sulle autonomie scolastiche. Il ministro sostiene che servono regole più flessibili, che valorizzino le specificità territoriali, magari mantenendo l’autonomia in favore di scuole che non raggiungono i 600 alunni, per certi indirizzi molto particolari, o in alcune aree d’Italia che si stanno svuotando. Frasi che non possono non trovare d’accordo Anief. «Si tratta di proposte che abbiamo sempre avanzato in Parlamento», conclude il presidente Pacifico.

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Incontro di Pressenza a Verona: si lancia la rete. Adesione della Fidest

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Si è svolto da venerdì a domenica scorsi al Monastero del Bene Comune a Sezano vicino Verona l’incontro nazionale di Pressenza che concludeva la serie di eventi per i 10 anni dell’Agenzia Internazionale per la Pace e la Nonviolenza e riuniva giornalisti ed attivisti con lo scopo di lanciare la rete tra giornalisti indipendenti ed attivisti sociali.
Sono stati tre giorni molto intensi, affettuosi, produttivi e che tutti i partecipanti hanno registrato come momenti di grande sintonia.L’incontro, che ha avuto diversi momenti di lavoro plenario e a gruppi, ha ospitato una videoconferenza da Barcellona con Riccardo Gatti di Open Arms che ha risposto alle domande di molti dei partecipanti (una sintesi di quest’intervista collettiva sarà disponibile nei prossimi giorni su Pressenza); altri momenti importanti sono stati il mini corso di storytelling video di Sarah Marder e la sezione dedicata al Reddito di Base con la presenza di Juana Perez e del suo documentario e di Natale Salvo con il suo libro.Ma il filo conduttore che ha percorso l’intero incontro è stato quello della costituzione della rete tra giornalisti indipendenti e attivisti che aveva già animato i precedenti incontri di città; forti di quelle esperienze già alcune concrete iniziative erano in moto come quella di creare pacchetti di RSS con informazione tematica certificata, un calendario condiviso di eventi sociali e culturali come quello già in moto sul sito di PeaceLink, materiali formativi tecnici su come migliorare la visibilità delle informazioni che veicoliamo, un ebook e un seminario gratuito per le associazioni che vogliono imparare a comunicare i propri contenuti in modo efficace, l’ipotesi di realizzare un periodico gratuito che venga distribuito nei bar come risposta alla disinformazione e come modo di uscire dalla “nicchia” degli addetti ai lavori.
Infine si è elaborato e dibattuto un testo fondativo della rete, se ne è cercato un nome e un logo in modo che, dopo le opportune e veloci consultazioni ai membri della rete che non sono potuti essere fisicamente presenti si possa iniziare una campagna di adesioni a questa rete aperta a persone, collettivi, associazioni e media grandi o piccoli che siano.

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Una call per trasformare la realtà attraverso l’arte

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Ancona. La Mole Vanvitelliana di Ancona dal 16 al 19 maggio torna a ospitare art+b=love(?), il primo festival italiano dedicato all’arte che innova la scienza, le imprese e la società. Per il terzo anno consecutivo, quattro giornate di talk, esposizioni, performance e workshop all’insegna di un Nuovo Rinascimento in cui l’arte dialoga con mondi distanti solo in apparenza.
La prima opportunità per il pubblico nazionale di essere direttamente coinvolto nella sfida di ripensare il ruolo dell’arte nella società viene dalla collaborazione con l’artista Filippo Riniolo e da una riflessione sul titolo del festival.
L’artista Filippo Riniolo e il festival art+b=love(?) lanciano, infatti, una call rivolta a imprese, associazioni, team di ricerca e a tutti quei soggetti che vogliano trasformare “la realtà” attraverso l’arte contemporanea. Durante il festival ad Ancona, Riniolo realizzerà un’opera con la proposta che più avrà convinto il comitato scientifico del festival.
art+b=love(?) è un’equazione e la b è la variabile di questa formula. Il festival nelle sue precedenti edizioni ha indagato i processi e i risultati di contaminazione tra ARTE e mondo del turismo, ARTE e mondo della scienza, ARTE ed economia, ARTE e impresa. Queste sono state le variabili, le “b” scelte dal comitato scientifico del festival e inserite di volta in volta nella formula art+b=love(?) delle edizioni realizzate.
Per l’edizione 2019 è iniziata la ricerca di nuove contaminazioni e, quindi, di una nuova variabile, della tua variabile, della tua “B”.
Dove, in quale campo, in quale ambito della vita privata, della città in cui vivi o dell’azienda in cui lavori, l’arte potrebbe portare un miglioramento o fare addirittura la differenza?Stai lavorando o facendo ricerca su un tema in particolare?C’è un settore che vorresti rinnovare? Qualche esempio di variabile.
B come ‘coesione sociale’ ‘utilizzo consapevole della tecnologia’, ‘invecchiamento attivo’, ‘inquinamento dei mari’. Sono solo alcuni dei temi in cui l’arte, e i processi che sa mettere in campo, può generare risultati inediti. In questa call non ci sono limiti all’immaginazione e, soprattutto, alle motivazioni che chiunque potrà addurre per convincere il comitato scientifico che valuterà le proposte.
Tra le proposte pervenute, infatti, la “B” selezionata sarà il banco di prova su cui Riniolo, durante il festival, si cimenterà per realizzare un’opera che dialoghi con la variabile selezionata. Il vincitore sarà ospitato dal festival per incontrare l’artista e vedere realizzato il processo di contaminazione proposto. C’è tempo fino al 30 aprile per partecipare alla call: http://bit.ly/2TPMqnM

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Confesercenti Palermo ha un nuovo presidente

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Si tratta di Francesca Costa, imprenditrice nel settore della distribuzione carburanti e già presidente regionale Faib, la Federazione autonoma dei benzinai. Costa, dopo due mandati come presidente Faib Palermo ed uno come vice presidente provinciale di Confesercenti, subentra al dimissionario Mario Attinasi. E’ stata eletta all’unanimità nel corso dell’assemblea straordinaria di Confesercenti Palermo “Costruiamo insieme per crescere”. “Oggi l’emozione è grande, così come è forte la responsabilità che sento nell’importante carica che mi è stata conferita – ha detto Francesca Costa durante il suo discorso -. Ognuno di noi deve riconoscersi nel progetto di Confesercenti, un fisiologico interlocutore a cui le imprese possono rivolgersi per affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo. Restituiremo voce al territorio e daremo risposte alle necessità delle categorie che animano la vita associativa. Nel prossimo biennio non lascerò spazio a personalismi, ma mi porrò sempre come portavoce, perché ascolto, condivisione e collaborazione saranno alla base del mio lavoro in Confesercenti. Servono – ha precisato – strumenti e azioni innovative che riescano a cogliere i segnali del cambiamento e a ridare competitività al sistema produttivo locale. Per questo – ha concluso Costa – è indispensabile un lavoro di squadra che veda coinvolte le istituzioni pubbliche e private, le associazioni datoriali e i sindacati dei lavoratori”.

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La musica tradizionale del Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Mercoledì 10 aprile 2019 alle 18.00 la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) dedica come ogni anno un concerto alla Musica delle Regioni d’Italia: questa volta è il turno del Lazio. Si ascolteranno ciaramelle di Amatrice, improvvisazioni poetiche, organetti, zampogne, saltarelli, canti religiosi.Il concerto è a cura di Giorgio Adamo, professore di etnomusicologia presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, con la collaborazione Giuseppina Colicci, Giancarlo Palombini e Serena Salvatori.Le ciaramelle sono un arcaico strumento a fiato continuo, diverso dalle altre zampogne, sia per la struttura organologica (mancanza di bordone) sia per l’utilizzo di scale musicali pre-tonali e per il repertorio, che comprende la sonata per la sposa, l’accompagnamento del canto a terzina o quartina e la saltarella, per accompagnare l’omonimo ballo. Alessio Di Fabio fa parte dell’ultima leva di ciaramellari. La poesia improvvisata in ottava rima ha nella zona di Amatrice, tradizionalmente pastorale, una presenza forte e diffusa. Pietro e Donato De Acutis rappresentano due generazioni di poeti.I canti a due voci sul lavoro denominati “all’arianella” e “alla monnarella”, eseguiti dalle donne durante i lavori della monda del grano, erano presenti fino a qualche tempo fa soprattutto nella zona di Amatrice e sono riproposti da Susanna Buffa e Ludovica Valori.La ricca tradizione polivocale di canti religiosi del Lazio sarà rappresentata dai due gruppi, ciascuno di circa 25 esecutori, della cantoria della Confraternita del SS. Sacramento e dell’Immacolata Concezione di Fiuggi, Sarà eseguito il repertorio processionale del Venerdì Santo, tra cui il Vexilla Regis, il Pianto della Madonna e la Morte di Gesù.

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Rassegna sulla danza contemporanea

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Roma Giovedì 11 aprile 2019 – ore 12.00 Teatro Argentina – largo di Torre Argentina, 52 conferenza stampa di presentazione Grandi Pianure Rassegna sulla danza contemporanea Interverranno Michele Di Stefano, curatore della rassegna, Cesare Maria Pietroiusti, Presidente Azienda Speciale Palaexpo, Joëlle Comé, Direttrice Istituto Svizzero di Roma e alcuni tra gli artisti coinvolti.

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Mirco Marchelli: Via Crucis

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Bologna Raccolta Lercaro Via Riva di Reno 57 Dall’11 aprile 2019 alla Raccolta Lercaro (giovedì e venerdì, ore 10–13 sabato e domenica, ore 11-18.30 Aperto: lunedì 22 aprile (con orario festivo 11-18.30); 25 aprile (con orario ordinario 10-13) Chiuso: sabato 20 e domenica 21 aprile (Pasqua), 1° maggio Ingresso libero Catalogo disponibile in museo).
La Raccolta Lercaro, in prossimità e in attesa della Pasqua, espone la Via Crucis dell’artista Mirco Marchelli, donata nel 2015 da Gabriele Caccia Dominioni, Maria Giuseppina e figli, in ricordo dei genitori Pierpaolo e Giulia.Mirco Marchelli medita in modo inconsueto sulla Passione e morte di Cristo, interpretando liberamente le quattordici stazioni della Via della Croce e approdando a un ciclo composto da altrettante installazioni che non contengono, apparentemente, espliciti riferimenti all’iconografia figurativa tradizionale.
Come è possibile allora interpretare questa Via Crucis se non esistono chiari riferimenti legati all’immaginario tradizionale che ha sviluppato il tema sin dalle origini della fede cristiana? Si tratta di entrare nella sequenza narrativa del mistero della morte e risurrezione di Gesù di Nazareth, via che conduce alla salvezza, alla definitiva riconciliazione dell’uomo con Dio. E di comprendere un discorso in cui l’artista traccia sentieri inconsueti, proponendo insolite connessioni tra passi biblici, suggerendo libere associazioni che trovano la loro logica all’interno di una meditazione personale, in cui l’artista si è lasciato interpellare dalla Via dolorosa di Gesù di Nazareth.
La ricerca espressiva di Marchelli si concentra su di una poetica della memoria, riflettendo sugli oggetti dimenticati del nostro mondo quotidiano come se si presentassero a noi dalle soffitte della vita per parlarci del loro passato, per interrogare il nostro presente. Gli oggetti, una volta de-situati, sono ricontestualizzati, manipolati, sottratti alla loro funzione d’uso, aprendosi in questo modo a un nuovo rapporto col reale. In questa Via Crucis, le cose appartenute all’ordinarietà del nostro mondo, diventano un punto di partenza per una rappresentazione simbolica in cui la loro esistenza si apre a significati imprevisti e inattesi, ad associazioni inedite e inaspettate. Come se ogni oggetto, rielaborando e ritessendo le relazioni con la realtà, potesse dischiudere un ininterrogato spazio di senso. Il mistero della Via Captivitatis è in questo modo ricreato a partire dalla semplicità di oggetti comuni, che attraversano, nel silenzio e nella modestia, senza clamore, il tempo della memoria, acquisendo un nuovo statuto, una nuova consistenza. Una nuova vita.La Via Crucis di Marchelli è certamente un tentativo originale, quanto riuscito, d’interpretazione di una sequenza narrativa tra le più importanti dell’iconografia cristiana: sequenza che invita a meditare, o meglio ancora, a pregare sul mistero dell’esistenza stessa dell’uomo.

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L’educazione terziaria e la formazione continua per lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Roma Giovedì 11 Aprile 2019 ore 11-13 Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) Viale Trastevere 76/A, Sala della Comunicazione Aldo Moro. Come riconosciuto dalla letteratura internazionale sullo sviluppo sostenibile, l’educazione svolge un ruolo cruciale nel cambiamento dei comportamenti individuali, dei modelli di consumo e di produzione, delle politiche. Per questo, fin dalla sua nascita, all’inizio del 2016, l’ASviS è impegnata a diffondere la cultura della sostenibilità a tutti i livelli e a far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Oggi l’ASviS, con i suoi oltre 200 Aderenti, è la più grande rete di organizzazioni della società civile mai costituita in Italia ed è rapidamente divenuta un punto di riferimento istituzionale e fonte di informazione sui temi dello sviluppo sostenibile.In questo contesto, l’ASviS promuove attivamente un programma di educazione allo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alle giovani generazioni, sia nelle scuole che nelle università. Inoltre, l’Alleanza ha avviato un ambizioso programma di formazione di alto livello, partecipando alla progettazione di corsi di master e promuovendo l’organizzazione di scuole estive orientate a diverse categorie di utenti. Parallelamente, la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), creata dalla Conferenza dei rettori delle Università Italiane (CRUI), ha promosso una riflessione a tutto campo sul modo in cui lo sviluppo sostenibile viene insegnato negli Atenei italiani, a valle della quale il numero di corsi che fanno riferimento ai temi dell’Agenda 2030, anche in un’ottica transdisciplinare, è cresciuto moltissimo. Infine, Fondazioni e società che accompagnano la trasformazione interna delle imprese stanno sperimentando nuovi approcci per la formazione manageriale allo sviluppo sostenibile, così da sostenere la transizione delle aziende verso il nuovo paradigma e cogliere le opportunità di mercato che essa offre. L’incontro organizzato dall’ASviS e dalla Fondazione Enel rappresenta l’occasione per confrontare esperienze diverse e individuare opportunità, partendo dalla presentazione di un’iniziativa comune: un e-book interattivo sugli SDGs in cui matricole e rettori, dottorandi e ricercatori in modalità crowdsourcing potranno dare il proprio contributo di visione e azione. Programma:
11:00-11:15 Introduzione Prof. Enrico Giovannini, Portavoce ASviS
11.15-12:30 Educazione terziaria e formazione continua per lo sviluppo sostenibile: esperienze e opportunità
Dott. Stefano Armenia, Researcher (Link Campus University), President of System Dynamics Italian Chapter
Dott. Riccardo Giovannini, Partner Climate Change & Sustainability Ernst & Young
Prof. Patrizia Lombardi, Politecnico di Torino, Coordinatrice della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile
Dott. Carlo Papa, Direttore Fondazione ENEL
Dibattito
12:30-13:00 Conclusioni. Prof. Lorenzo Fioramonti, Viceministro Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

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Il cinema nelle scuole italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

“Finalmente, dopo tanti anni, entra dalla porta principale il cinema nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Un ritardo inspiegabile per una realtà culturale e cinematografica italiana che ha segnato e contaminato scuole e culture di ogni angolo del mondo. Come diceva un bravo docente nei primi anni di vita della televisione italiana, quando insegnava l’italiano agli spettatori, ‘non è mai troppo tardi’. Le sollecitazioni sono andate a buon fine ed eccoci, finalmente pronti per una nuova grande avventura che coinvolgerà milioni di studenti e docenti. Senza aspettare questo intervento recente del MIBAC e del MIUR, Giffoni Experience fin dal primo giorno di vita è entrato nelle classi e nelle scuole. Anzi, mi piace dire che è nato in una scuola di Giffoni. Tantissimi sono stati e sono i programmi riservati al mondo della formazione. Basti pensare solo agli ormai famosi Giffoni MOVIE DAYS, le giornate di cinema per la scuola ideate e promosse da Giffoni Experience, che hanno coinvolto nei cinema oltre 500mila studenti e 60mila docenti a Giffoni durante gli ultimi 24 anni.”Questa la forte dichiarazione del Direttore di Giffoni Experience Claudio Gubitosi, nel corso del suo intervento a Roma per la “Giornata Nazionale Cinema a Scuola”, ospitata nell’IPSEEOA “Gioberti”. Un incontro intenso – a cui hanno partecipato dirigenti scolastici, docenti e studenti – consapevoli anche della responsabilità di esserne il capofila.Giffoni Experience, appunto, è al primo posto con il suo progetto “School Experience”, festival itinerante realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola e promosso da MIUR e MIBAC che inizia quest’anno e coinvolgerà quattro regioni: Veneto, Calabria, Sardegna e Sicilia. Nato con lo scopo di sensibilizzare e formare studentesse e studenti di diverse fasce scolastiche (primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado) attraverso l’utilizzo del linguaggio cinematografico e audiovisivo, ecco gli appuntamenti in programma sul territorio nazionale: dal 21 al 25 ottobre a San Donà di Piave, dal 4 all’8 novembre a Cittanova, dal 18 al 22 novembre a Nuoro e dal 9 al 13 dicembre a Palermo, dove si concluderà con un evento finale di grande intensità e contenuti. Le iscrizioni termineranno alle ore 18:00 del 30 agosto 2019, ed entro il 5 settembre School Experience Festival pubblicherà l’elenco dei film selezionati che saranno proposti nel corso della rassegna. È POSSIBILE ISCRIVERE IL TUO FILM SULLA PIATTAFORMA:
https://filmfreeway.com/SchoolExperienceFestival

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Libri di storia: Il mito delle biciclette Bianchi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Parma mercoledì 10 aprile alle 17 al Palazzo del Governatore. Protagonisti dell’incontro saranno Daniele Marchesini, già docente di Storia dell’Italia contemporanea all’Università di Parma, e il suo volume Bianchi. Una storia italiana (Bolis Edizioni), introdotti dal coordinatore scientifico della rassegna Piergiovanni Genovesi, Delegato del Rettore alle iniziative culturali di carattere storico.
Gli indirizzi di saluto saranno affidati a Fabrizio Storti, Pro Rettore alla Terza missione dell’Università di Parma, e a Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC. Dialogheranno con l’autore Vittorio Adorni, campione del mondo di ciclismo, Ugo Berti Arnoaldi, dirigente editoriale della Casa editrice Il Mulino, e Stefano Pivato, docente di storia contemporanea all’Università di Urbino.
Libri di Storia – Incontri con gli Autori è un’iniziativa promossa dall’Università di Parma all’interno delle azioni di Terza Missione dell’Ateneo (delega rettorale per le iniziative culturali di carattere storico assegnata al prof. Piergiovanni Genovesi) volte a contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della società, comunicando e divulgando la conoscenza attraverso una relazione diretta con il territorio e con tutti i suoi attori. La presentazione di una serie di novità editoriali di storia, alla presenza degli autori, si propone di far conoscere più da vicino alla città la ricerca svolta all’interno dell’Ateneo e, più in generale, di favorire la diffusione della conoscenza storica al fine di leggere in modo più profondo, articolato e dialogante l’oggi.
La partecipazione alle presentazioni è valida come aggiornamento per gli insegnanti che si iscriveranno attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. (www.istruzione.it/pdgf).

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Marina Di Guardo: La memoria dei corpi (Mondadori)

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Torino Giovedì 11 aprile, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Marina Di Guardo: La memoria dei corpi (Mondadori) Con Gabriella Bardaro, cultural promoter. In collaborazione con gruppo di lettura I lettori di strada. Un nuovo sorprendente thriller, un meccanismo a orologeria dalle tinte rosso scuro di Basic Instinct, un tuffo nei luoghi oscuri che si annidano in ognuno di noi. È La memoria dei corpi (Mondadori) di Marina Di Guardo, scrittrice novarese di nascita e cremonese di adozione, celebre anche per essere la madre della nota influencer Chiara Ferragni, al Circolo dei lettori giovedì 11 aprile, ore 21 con la cultural promoter Gabriella Bardaro, in collaborazione con gruppo di lettura I lettori di strada.Giorgio Saveri non ha nemmeno quarant’anni ma sulle spalle ha accumulato abbastanza delusioni da ritirarsi a vivere nella magione di famiglia, una lussuosa e antica villa sulle colline piacentine ricca di opere d’arte. Unico contatto con il mondo è Agnese, la domestica che l’ha cresciuto al posto della vera madre, una donna algida morta molti anni prima in un incidente stradale, e del padre dispotico, che fino al giorno del suo suicidio non ha mai perso occasione di denigrarlo pubblicamente. Tutto cambia la notte in cui Giorgio si imbatte nella fascinosa Giulia, che ha il dono di capirlo come mai nessun’altra persona prima ma che di sé racconta poco, e che lo imbriglia in una relazione ambigua e ad alto tasso erotico. Quando però Agnese scompare nel nulla, Giorgio non ci sta, e inizia a indagare. Presto, il cerchio intorno alle bugie di Giulia si stringe, ma lei non è l’unica a nascondere segreti.Marina Di Guardo, novarese di nascita e cremonese di adozione, ha pubblicato per Nulla Die i romanzi L’inganno della seduzione e Non mi spezzi le ali; per Feltrinelli, nella collana digitale Zoom, il thriller Bambole gemelle e per Delos Books il racconto horror Frozen bodies.

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La scuola: Herman Koch

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

C’è un quartiere ad Amsterdam dove nevrotiche veneri in pelliccia camminano specchiandosi continuamente nelle vetrine dei negozi e uomini in completo, troppo grassi o troppo magri, si dedicano pure loro allo shopping come se non avessero niente di meglio da fare. È un quartiere perbene fatto per gente perbene, dove ci sono centocinquanta pasticcerie e gastronomie, e dove tutto è un lievito madre a grana grossa e panini al frumento insaturo contro il cancro, le vene varicose e i versamenti di sangue. È soprattutto il quartiere dove si erge il Liceo Montanelli. Una scuola dove sono fatti tutti della stessa pasta: tipi con genitori artistici, pittori e scultori, innanzi tutto; ragazzini con padri e madri che appartengono al cosiddetto «mondo del teatro»; pedantelli che durante la ricreazione se ne stanno a blaterare di argomenti ricercati con le loro vocine finte e modulate.
Il metodo della scuola l’ha inventato una certa Maria Montanelli, cent’anni prima, per offrire qualche opportunità in piú nella vita ai bambini poveri di Napoli. Ad Amsterdam, però, il liceo costa sedici volte di piú rispetto a una scuola normale, e di poveri non vi è nemmeno l’ombra tra le sue mura.
Come in ogni scuola che si rispetti, anche il Liceo Montanelli ospita, tuttavia, una voce fuori dal coro: un ragazzo la cui madre è venuta a mancare dopo una lunga malattia, e il cui padre ha trovato conforto con una vedova appena tre isolati piú in là. Un allievo particolarmente discolo, il cui sogno ricorrente è che uno Spitfire arrivi in picchiata e apra il fuoco su tutto quel quartiere palloso e viziato. Un compagno di classe, che vorrebbe tanto darle di santa ragione a Jan Wildschut, il nuovo arrivato, quello con qualche rotella fuori posto che sia d’estate che d’inverno indossa sciarpa e muffole e durante la ricreazione se ne sta nel cortile della scuola a masticare lentamente i suoi panini, con la saliva che gli cola da un angolo delle labbra…
Implacabile colpo al cuore del perbenismo, sferzante satira del conformismo che governa le relazioni fra esseri umani e, allo stesso tempo, lucido sguardo sulle fragilità umane, La scuola, il romanzo con cui Herman Koch si è affermato come spietato osservatore delle ipocrisie del nostro mondo, è una delle piú mirabolanti, avvincenti «cronache di una morte annunciata» che sia dato leggere.Herman Koch (1953) è uno dei più importanti scrittori olandesi contemporanei.

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Scuola: Stipendi docenti, per Bussetti è doveroso aumentarli

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Sui compensi degli insegnanti sono tutti d’accordo: vanno assolutamente aumentati. È stato il leitmotive del M5S in campagna elettorale. Adesso lo dice il ministro dell’Istruzione: un aumento di stipendio? I docenti “lo meritano, è doveroso”, ha risposto Marco Bussetti nel corso di un’intervista rilasciata in queste ore ad un’emittente televisiva della provincia di Varese. La verità è che però i compensi del corpo insegnante italiano rimangono addirittura sotto l’inflazione. Per il presidente Anief, Marcello Pacifico, servono 2 miliardi e mezzo l’anno che vanno subito programmati nel DEF: in caso contrario, come purtroppo risulta, il Ministro farebbe bene a tacere. Non doveva certo dircelo il ministro dell’Istruzione che gli stipendi dei docenti e Ata della scuola italiana sono risibili: non sono nemmeno paragonabili a quelli dell’Europa, dove si percepisce in media tra i 30% e il 50% in più, e con meno di 29 mila euro lordi annuali sono i più bassi della pubblica amministrazione, dopo che hanno perso mille euro di potere d’acquisto solo negli ultimi sette anni, come conseguenza blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio. A poco è servito l’ultimo rinnovo di contratto, vista l’irrisorietà degli aumenti dello scorso aprile e la quota forfetaria di arretrati insignificante. Non cambiano poi la sostanza i 5 euro scarsi di aumento medio che arriverà con la busta paga del corrente mese di aprile.
L’Ufficio Studi Anief ha calcolato che per cominciare a parlare di stipendi equi ed in grado di fronteggiare il costo della vita servirebbero aumenti minimi di 200 euro al mese. Per raggiungere questo risultato, nei giorni scorsi – durante il Consiglio nazionale Anief, con una piattaforma realizzata nel decennale del sindacato – è stata proposta una soluzione senza oneri ulteriori per lo Stato: utilizzare, per il prossimo triennio, i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera del docente. Così da incrementare quelle risorse aggiuntive a quelle emesse dal Governo con la recente Legge di Stabilità, per coprire la cosiddetta “perequazione”. La progressione economica riguarderebbe anche il personale precario e supplente breve, con una profonda modifica alle norme relative alla ricostruzione di carriera. “Alla soluzione trovata dall’Anief, però, va affiancata quella in pianta stabile del Governo. E può arrivare, considerando l’entità della somma, solo attraverso una legge di bilancio”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Anziché illudere il personale con promesse mirabolanti e di sicura presa mediatica – continua Pacifico – il Ministro dell’Istruzione farebbe molto meglio ad impegnarsi dentro al Consiglio dei Ministri per reperire le somme utili all’aumento dei salari di tutti i lavoratori della scuola, Ata compresi, a cui lo Stato continua ad assegnare somme più vicine allo soglia di povertà che ai compensi dei colleghi europei, dove si arriva a guadagnare anche il doppio e a lasciare il lavoro per la pensione anche con 27 anni di servizio e senza decurtazioni: considerando un incremento medio di 200 euro mensili, quindi 2.400 euro annui, da assegnare ad oltre un milione di lavoratori, precari compresi, occorrono almeno 2 miliardi e mezzo l’anno”, conclude il sindacalista autonomo.

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Istruzione: Udir per una sana sicurezza a scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

In merito ai recenti crolli che si sono susseguiti nelle strutture scolastiche italiane si evidenzia come siano principalmente dovuti al fatto che la metà dei nostri istituti risalga a prima del 1970. Servono interventi urgenti e un aggiornamento della normativa sulla responsabilità dei dirigenti scolastici che non hanno potere di spesa.Un altro aspetto su cui bisogna soffermarsi riguarda la relazione che intercorre tra vulnerabilità sismica dell’edificio e zona sismica di appartenenza delle strutture sul territorio nazionale; nel merito, si evidenzia che non vi è una correlazione direttamente proporzionale tra pericolosità sismica di zona e vulnerabilità del manufatto scolastico. Marcello Pacifico (Udir): Il nostro sindacato è stato primo promotore in Italia di una normativa adeguata sulla sicurezza già nella scorsa legislatura e ora la proposta di legge dell’on. Virginia Villani potrebbe andare nella giusta direzione se approvata.Purtroppo si susseguono le notizie di crolli a scuola, e certamente non aiuta la precaria salute in cui versano molti dei nostri istituti. Udir ha chiesto un parere a un esperto, l’ingegnere Natale Saccone: “Un altro aspetto, da tutti sottovalutato è la relazione che intercorre tra vulnerabilità sismica dell’edificio e zona sismica di appartenenza delle strutture sul territorio nazionale; nel merito, si evidenzia che non vi è una correlazione direttamente proporzionale tra pericolosità sismica di zona e vulnerabilità del manufatto scolastico. Cioè la probabilità di collasso di una controsoffittatura, ad esempio nella valutazione del rischio di caduta dall’alto, non è detto che sia maggiore in una zona sismicamente più pericolosa, in quanto può cadere a prescindere se la zona è sismica oppure o no. Ciò deve far riflettere e meditare, valutando i rischi, in quanto gli interventi devono essere estesi, non solo mirando alla classificazione sismica, ma alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali, che spesso la fanno da padrone nella valutazione delle magnitudo di rischio, legate ad alti coefficienti di probabilità di accadimento”.Quindi, certamente, servono nuove norme, con obblighi performanti sui controlli da parte degli organi di vigilanza.

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Psichiatria: I piccoli dimenticati

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Mentre la salute mentale ha fatto impressionanti progressi sia dal punto di vista delle conoscenze che delle pratiche assistenziali, esiste ancora un’area totalmente negletta nonostante che essa coincida con l’età critica per l’insorgere dei disturbi mentali e da abuso di sostanze: si tratta della cosiddetta “transizione” dai servizi di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza a quelli dell’età adulta, transizione che deve aver luogo al compimento dei 18 anni. Troppo spesso, infatti, passando dall’età pediatrica a quella adulta le cure si interrompono e le conseguenze possono essere gravi. Talmente gravi che otto Paesi si stanno impegnando nel progetto europeo MILESTONE, iniziato nel 2014 e in conclusione nella primavera del 2019, proprio per colmare questo vuoto e sviluppare nuovi modelli assistenziali per i giovani pazienti che transitano dai servizi di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza a quelli per l’età adulta. Le conclusioni del progetto saranno discusse per la prima volta nel corso del convegno “Continuità delle cure dall’adolescenza all’età adulta nei servizi di salute mentale” che si terrà nei giorni 11 e 12 aprile a Brescia, presso il Centro Paolo VI. L’evento è promosso dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia in collaborazione con la Regione Lombardia. Al progetto europeo partecipano Belgio, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda e Regno Unito. Gli obiettivi del MILESTONE sono numerosi: indagare l’architettura ed il funzionamento generale dei Servizi di Salute Mentale per l’Infanzia e l’Adolescenza in Europa; studiare le caratteristiche del training in questo settore in Europa e l’eventuale presenza di modelli di training specifici per ottimizzare la continuità assistenziale; valutare le problematiche etiche associate alla transizione. Il ‘cuore’ del progetto è rappresentato da uno studio sperimentale, appunto lo studio MILESTONE, coordinato in Italia da Giovanni de Girolamo (IRCCS Fatebenefratelli Brescia), che ha coinvolto una coorte di circa 1.000 giovani in età di transizione (ossia di 17 anni e mezzo circa), insieme ai loro genitori e clinici di riferimento: tutti questi giovani sono stati seguiti ad intervalli regolari per quasi tre anni dal team di ricerca. Va sottolineato che il centro italiano, coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, ha reclutato il maggior numero di partecipanti allo studio sperimentale: 223 giovani su un totale di circa 1.000. In Italia, coordinati dall’IRCCS Fatebenefratelli, hanno preso parte al progetto 11 servizi di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.

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Governo. “Pensionatostaisereno”, che ti tolgo i soldi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Scattano da questo mese i tagli alle pensioni. E’ l’effetto della decisione del governo lega stellato, approvato dalla relativa maggioranza parlamentare.Si tratta dei mancati adeguamenti all’indice Istat che riguardano 5 milioni di pensionati e porterà nelle casse dello Stato qualcosa come 3,6 miliardi di euro in 3 anni.
Non si tratta di pensioni d’oro ma di quelle superiori a 1.522 euro lordi mensili, che equivalgono a circa 1250 euro netti. Sopra questa cifra non ci sarà l’adeguamento all’Istat, cioè alla svalutazione, con relativa decurtazione delle pensioni. C’è un problema in più: i pensionati, oltre a non vedersi adeguata la pensione, dovranno restituire quanto percepito nei primi tre mesi di quest’anno durante i quali, invece, c’è stato l’adeguamento Istat. Nel nostro Paese ci sono circa 16 milioni di pensionati, dei quali circa 8 milioni non hanno versato contributi in relazione alla propria pensione, per cui sono a carico della fiscalità generale, cioè delle tasse pagate dalle imprese e dai cittadini, comprese quelle versate dai pensionati veri e propri, ai quali si sottrae l’adeguamento della propria pensione alla svalutazione, dopo aver pagato le tasse anche per gli 8 milioni di pensionati che non hanno versato contributi previdenziali né pagano tasse. “Pensionatostaiseremo”, dice questo governo, che ti toglie i soldi.

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Conferenza stampa Giorgia Meloni

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Roma Mercoledì 10 aprile alle ore 14.00, presso gli uffici del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera (V° piano Palazzo Demaniale), conferenza stampa del Presidente Giorgia Meloni per presentazione Conferenza Programmatica dal titolo: “In Europa per cambiare tutto” e apertura campagna elettorale europee che si svolgerà il 13 e 14 aprile a Torino presso il Lingotto Fiere.

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Il Vice Ministro Castelli in merito alla c.d. “fuga dei cervelli”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

“Ho letto ieri un articolo de Il Fatto Quotidiano che dava un dato: negli ultimi 10 anni l’Italia ha perso 130 mila persone altamente qualificate. E oggi ne riparla anche Giorgetti da Verona. Questo Governo riporterà i nostri talenti in Italia! È nel decreto Crescita!
Spesso giovani costretti dalla mancanza di opportunità o perché in altri Stati venivano prospettate condizioni lavorative più vantaggiose. Adesso basta, basta ai cervelli in fuga: riportiamoli in Italia! Noi andremo a garantire loro maggiori benefici fiscali, semplificazione delle condizioni per accedere al regime fiscale di favore e più agevolazioni. Ci andremo a rivolgere a chi vuole tornare in Italia magari per fare impresa, ma anche ai docenti e ai ricercatori. Benefici anche per quei lavoratori italiani non iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’estero) che decideranno di rientrare nel nostro Paese. È chiaro a tutti che i vecchi governi hanno fallito, per questo motivo noi ci assumiamo questa responsabilità: a queste persone vogliamo dare una nuova opportunità in Italia!”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post Facebook, in merito alla “fuga dei cervelli”.

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Scoperto il primo archeoceto che oltre 42 milioni di anni fa raggiunse l’oceano Pacifico

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Camerino. Il suo nome è Peregocetus pacificus, che significa “il cetaceo viaggiatore che ha raggiunto il Pacifico”, e il ritrovamento del suo scheletro fossile in sedimenti di oltre 42 milioni di anni fa è stato fondamentale per ricostruire la rotta seguita dagli antenati di balene e delfini nel lungo viaggio che, fra i 50 e i 40 milioni di anni fa, li portò dal loro centro di origine fra India e Pakistan a colonizzare tutti gli oceani.L’importante scoperta, appena pubblicata dalla prestigiosa rivista “Current Biology” è stata fatta da un team internazionale di paleontologi e geologi dell’Università di Camerino e dell’Università di Pisa e dei musei di storia naturale di Parigi, Bruxelles e Lima, le cui ricerche nel deserto costiero del Perù hanno già dato importanti risultati, come il ritrovamento nella stessa località del Peregocetus ma in rocce più antiche di Mystacodon selenesis, il più antico antenato delle balene ad oggi conosciuto.“E’ straordinario avere trovato un cetaceo in rocce così antiche e così lontane dall’area di origine di questi mammiferi marini – spiega Claudio Di Celma, geologo della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino che ha curato lo studio stratigrafico dell’area di ritrovamento del fossile. Questa scoperta documenta, infatti, il primo ritrovamento indiscutibile di un cetaceo quadrupede nell’Oceano Pacifico, probabilmente il più antico rinvenuto in America e il più completo al di fuori di India e Pakistan”.
Secondo i ricercatori l’età geologica di questo cetaceo quadrupede e la sua presenza lungo la costa occidentale del Sud America sostengono fortemente l’ipotesi che i primi cetacei abbiano raggiunto il Nuovo Mondo attraversando il Sud Atlantico dalla costa occidentale dell’Africa al Sud America. Questi antenati delle balene e dei delfini sarebbero stati aiutati nel loro viaggio dalle correnti superficiali che scorrevano da ovest verso est e dal fatto che a quel tempo la distanza tra i due continenti era la metà di quella che è oggi.“Un aspetto particolarmente interessante di questo nuovo archeoceto – afferma Giovanni Bianucci, paleontologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa che ha preso parte allo scavo e allo studio del fossile – è che la presenza di piccoli zoccoli sulle dita, assieme alla forma del bacino e degli arti, suggerisce che fosse ancora in grado di camminare sulla terraferma mentre le lunghe dita, probabilmente palmate, e le caratteristiche anatomiche della coda indicano che era anche un buon nuotatore. Si tratterebbe, quindi, di uno stadio intermedio fra le balene e i delfini di oggi (non più in grado di muoversi fuori dall’acqua) e i loro antenati terrestri a quattro zampe, cioè di animale dal modo di vita simile alla lontra.”
E’ attraverso lo studio dettagliato dello scheletro che i ricercatori sono stati in grado di stabilire che questo archeoceto era in grado di manovrare il suo corpo lungo 4 metri sia in terra che in acqua. Per esempio, il fatto che le vertebre caudali siano simili a quelle dei castori e delle lontre suggerisce che la coda fornisse un contributo significativo durante il nuoto.Intanto le ricerche in Perù vanno avanti e il team internazionale continua a fare nuove scoperte. ”Ogni spedizione – conclude Giovanni Bianucci – ci riserva nuove sorprese. Tutto è possibile grazie a un giacimento di fossili eccezionale e a un gruppo di ricerca straordinario”.

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The University Impact Ranking 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Ottimo piazzamento per l’Università di Parma nel THE University Impact Ranking 2019, una nuova classifica sviluppata da Times Higher Education che punta a misurare il successo degli atenei negli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite. Più di 450, da 76 paesi, gli Atenei che hanno partecipato al ranking, sottoponendosi all’analisi di Times Higher Education. L’Università di Parma si colloca a livello complessivo nella fascia 101-200, quarta tra gli Atenei italiani in classifica: dopo Bologna, Padova, L’Aquila e a pari merito con Firenze. I 17 Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite – che includono tra l’altro un’istruzione di qualità inclusiva ed equa, l’uguaglianza di genere e la promozione dell’innovazione – sono stati adottati dall’ONU nel 2016 e forniscono un quadro per lo sviluppo sostenibile del pianeta. Times Higher Education ne ha scelti 11 per valutare le performance delle Università:
•SDG 3 – Good health and well-being
•SDG 4 – Quality education
•SDG 5 – Gender equality
•SDG 8 – Decent work and economic growth
•SDG 9 – Industry, innovation, and infrastructure
•SDG 10 – Reduced inequalities
•SDG 11 – Sustainable cities and communities
•SDG 12 – Responsible consumption and production
•SDG 13 – Climate action
•SDG 16 – Peace, justice and strong institutions
•SDG 17 – Partnerships for the goals
L’Università di Parma ha ottenuto i risultati migliori su due obiettivi specifici:
SDG16 – Peace, Justice and Strong Institutions, dove è al 94° posto, e SDG3 – Good Health and Wellbeing, dove è al 100° posto. Buoni riscontri anche su Gender Equality e Partnership for the Goals, dove si colloca nella fascia 101-200.

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