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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for 12 aprile 2019

Parlamento italiano: Ratifica accordi internazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

L’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America, è intervenuta a nome di Forza Italia, nell’Aula di Montecitorio, per dichiarare il voto favorevole del suo Gruppo parlamentare alla ratifica di tre importanti Accordi internazionali. In particolare, l’on. Nissoli è intervenuta sulle ratifiche concernenti l’Accordo con il Niger, fatto a Roma nel 2017, e con il Libano, fatto a Beirut nel 2016, intese particolarmente decisive in considerazione della necessità di consolidare i nostri rapporti mediante specifiche intese, nell’ottica di una rinnovata evoluzione della nostra politica estera, con paesi che stanno diventando sempre più strategici per gli interessi italiani.
Inoltre, la deputata eletta in Nord e Centro America è intervenuta sulla ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive, fatta Magglingen nel 2014. Tale Convenzione consente di contrastare, con strumenti omogenei in tutta Europa e con misure non solo sanzionatorie, le attività criminali in ambito sportivo, per fermare i flussi finanziari tra gli operatori di scommesse illegali e i consumatori, intervenire fin dall’inizio per bloccare i fenomeni corruttivi, le agevolazioni e i contributi in favore di coloro che si sono resi responsabili di reati connessi alle manipolazioni sportive.

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Medaglia d’Oro del Pontificato assegnata ad Ennio Morricone

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma Lunedì 15 aprile alle 18.00 i concerti di Roma Sinfonietta e dell’Università di Roma “Tor Vergata” si trasferiscono eccezionalmente nella chiesa di Sant’Agnese in Piazza Navona per un grande evento ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Seguirà l’esecuzione di uno dei più grandi capolavori musicali di ogni tempo, la Passione secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach, composta per la Settimana Santa del 1724, precisamente per il Venerdì Santo. Quest’opera monumentale – che coinvolge sei cantanti solisti, un coro e un’orchestra di notevoli dimensioni per l’epoca – narra la passione e la morte di Cristo, seguendo in modo sostanzialmente fedele i capitoli 18 e 19 del Vangelo di San Giovanni. Rispetto agli altri Vangeli, quello di Giovanni è più sintetico e meno drammatico: omette infatti molti particolari, tra cui l’agonia nel Getsemani, il bacio di Giuda, il processo davanti al Sinedrio, gli oltraggi subiti in casa del Gran Sacerdote, il suicidio di Giuda, l’interrogatorio da parte di Erode, gli scherni sotto la croce, le tenebre al momento della morte. Inoltre Giovanni è l’unico a parlare della presenza di Maria ai piedi della croce.
Alla narrazione evangelica si aggiungono undici corali e dieci tra ariosi e arie solistiche, che esprimono le reazioni dei fedeli agli eventi narrati, le loro meditazioni e i loro sentimenti. Sono tutte pagine di straordinaria bellezza, che alla drammaticità degli eventi della Passione alternano momenti di riflessione e di preghiera, sempre sotto il segno di una sincera e profonda religiosità. Tutti gli ascoltatori, che siano o non siano credenti, che siano o non siano esperti di musica, non potranno non essere soggiogati da questo supremo capolavoro, che tocca sentimenti e valori universali. Anche qui, come sempre, Bach ricorre alle più complesse tecniche di composizione, ma non esibisce mai la sua scienza musicale, perché le Passioni non erano riservate agli esperti ma erano eseguite nelle chiese davanti all’intera comunità dei fedeli e dovevano giungere al cuore di tutti.
Dirige Fabio Maestri, che nel suo curriculum ha l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra Filarmonica di Nizza, le orchestre dell’Opera di Roma, del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro San Carlo di Napoli, del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro Massimo di Palermo, dei Pomeriggi Musicali di Milano e molte altre. È stato inoltre ospite di importanti festival, quali Festival dei Due Mondi di Spoleto, Ravenna Festival, Festival di Dordrecht (Paesi Bassi) e Biennale di Venezia.
Esperto delle autentiche modalità esecutive della musica barocca, Maestri dirige in quest’occasione l’Orchestra Barocca In Canto, la Corale Amerina e il Coro da Camera Canticum Novum (Maestri del coro Gabriele Catalucci e Fabio Ciofini). Le voci soliste sono quelle di Carlo Putelli (Evangelista), Dario Ciotoli (Cristo), Patrizia Polia (soprano), Elisabetta Pallucchi (contralto), Roberto Mattioni (tenore) e Federico Benetti (basso).

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“Note in Biblioteca”: Aurora Orsini e sabato Sofia Adinolfi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma venerdì 12 aprile 2019 alle 20.00 nella Biblioteca Villa Leopardi (via Makallé snc) e sabato 13 aprile alle 11.300 nella Biblioteca “Vaccheria Nardi” (via Grotta di Gregna 37)
“Note in Biblioteca” ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti fa seguito alla serie di incontri musicali organizzati da IUC e Biblioteche di Roma.
La protagonista dell’appuntamento di venerdì 12 è Aurora Orsini, grande speranza della chitarra. Ha studiato al Conservatorio di Latina, all’Accademia Liszt di Budapest all’Istituto Superiore di Studi Musicali di Lucca e nel 2018 è stata ammessa alla prestigiosa Accademia Chigiana di Siena nella classe del grande maestro Oscar Ghiglia.
L’incontro inizia con una Suite per liuto di Johann Sebastian Bach, che come altre musiche destinate a quell’antico strumento viene oggi suonata più spesso. con la chitarra. Fu invece composta da un grande chitarrista ed è quindi destinata espressamente alla chitarra la composizione seguente, Fantasia e variazioni brillanti op. 30 dello spagnolo Fernando Sor, che fu contemporaneo di Beethoven ed ebbe un ruolo della massima importanza nello sviluppo della musica per chitarra. L’incontro si conclude con El Decameron Negro, scritto nel 1975 dal compositore e chitarrista classico cubano Leo Brouwer, che si è ispirato ad alcuni racconti africani, che narrano la storia di un guerriero bandito dalla sua terra perché diventato suonatore di arpa, ma ritornato per salvare il suo popolo dai nemici; dopo la vittoria, viene nuovamente esiliato, ma fugge portando con sé l’amata. Guida all’ascolto a cura di Matteo Macinanti, laureando del corso magistrale in Musicologia della Sapienza.
Sabato 13 la protagonista è la pianista Sofia Adinolfi, giovane e talentuosa pianista, che attualmente si sta specializzando al Conservatorio di Bologna. Ha seguito masterclass in Olanda con David Kuyken e in Italia con Angela Hewitt e nel 2018 è stata ammessa al corso pianoforte tenuto da Lilya Zilberstein presso la prestigiosa Accademia Chigiana di Siena. Ha già iniziato con successo l’attività concertistica e il suo talento è stato confermato dai numerosi premi vinti in concorsi nazionali ed internazionali.
Sofia Adinolfi dedica quest’incontro a tre grandi musicisti russi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, che, furono sia compositori che grandi virtuosi del pianoforte. Inizia con la Sonata n. 2 op. 19 detta “Sonata-fantaisia” di Aleksander Skrjabin, che così illustrò il significato di questa sua composizione: “La prima sezione rappresenta la calma della notte su una spiaggia del sud; lo sviluppo è la buia agitazione del mare profondissimo. La sezione centrale evoca il chiaro di luna che appare, simile a una carezza, dopo il primo buio della notte. Il secondo tempo rappresenta l’ampia distesa dell’oceano agitato dopo una tempesta”.Seguono le Variazioni su un tema di Corelli op. 42 di Sergej Rachmaninov, che fu l’ultima incarnazione della figura di compositore e virtuoso tardo-romantico: queste variazioni danno un esempio della sua straordinaria abilità pianistica. Conclude Sergej Prokof’ev con la Sonata n. 2 in re minore op. 14 del 1913, un’opera giovanile ma geniale, caratterizzata dall’alternanza di lirismo e sarcasmo tipica di questo compositore.

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Due università italiane tra i sei vincitori del concorso Win-a-Robot di Epson Europe

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Fra i sei vincitori del primo concorso di Epson Europe Win-A-Robot, creato per individuare e promuovere nuovi utilizzi nel campo della robotica e delle tecnologie di automazione, ben due sono i progetti italiani, presentati dalle università di Padova e di Pavia, che sono stati selezionati e si sono aggiudicati il riconoscimento accanto a quelli proposti da università e collegi inglesi, irlandesi, tedeschi e ungheresi.”Robotica e automazione svolgeranno un ruolo fondamentale nel sostenere la competitività e la crescita delle imprese europee”, ha dichiarato Volker Spanier, responsabile della divisione Robotics Solutions di Epson Europe, annunciando i vincitori del concorso. Garantire che gli studenti di oggi siano preparati con entusiasmo a questa sfida è di incredibile importanza ed Epson non vede l’ora di lavorare a fianco dei futuri talenti per far crescere e sviluppare competenze e progetti in quella direzione. Consideriamo questo annuncio come l’inizio di fruttuose relazioni a lungo termine con le università in tutta l’area EMEAR”.”Combinare un’industria tradizionale come quella della cottura – ha commentato il Professor Giulio Rosati, Ordinario di Meccanica Applicata alle Macchine, Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova – con soluzioni di automazione moderne e flessibili non è un compito facile. Con il progetto ‘ChocoBot – Decorazione personalizzata di torte celebrative ad alta efficienza energetica e prototipazione rapida di grandi strutture di cioccolato’ e con la domanda del mercato di prodotti personalizzati in rapida espansione, vediamo il potenziale per fornire soluzioni ad alta qualità per la personalizzazione delle torte sia come un’entusiasmante sfida di automazione sia come una soluzione industriale a lungo termine: i metodi di ottimizzazione sviluppati all’interno del progetto saranno generali e facilmente applicabili a diversi prodotti e settori industriali. Siamo fiduciosi di ciò che questa nuova opportunità può portare grazie al concorso Epson Win-A-Robot”.”Siamo onorati – ha dichiarato la Professoressa Antonella Ferrara, Ordinario di Automatica presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università di Pavia – di aver ottenuto questo importante risultato alla prima competizione Win-A-Robot di Epson Europe e che il nostro progetto sia stato valutato così positivamente dalla giuria. La nostra ricerca ha già ottenuto risultati interessanti nell’addestramento di un braccio robotico con collision avoidance mediante tecniche di Deep Reinforcement Learning. Grazie al supporto di Epson, saremo in grado di validare sperimentalmente i nostri algoritmi e portare al livello successivo il nostro progetto, coinvolgendo nuovi studenti e ricercatori in un ambito di ricerca estremamente attuale e promettente”.Gli altri vincitori sono: Università di Pecs, Ungheria, con il progetto “Controllo robotico con visori di realtà aumentata”; Heinz-Nixdorf-Berufskolleg, Germania, con il progetto “Simulazione di commercio online con l’esempio di un impianto di riempimento di caramelle”; Institute of Technology di Tallaght, Irlanda, con il progetto “Robotica, produzione alimentare e raccolta”; Università di Plymouth, Regno Unito, con il progetto “Robot autoadattabile per la produzione assistita in cellule di lavoro sostenibili intelligenti”.
La selezione dei vincitori è stata effettuata da una giuria composta da cinque esperti di robotica, attivi in politica, nell’industria e nel mondo accademico che si sono incontrati a Meerbusch, in Germania, per deliberare e selezionare le candidature vincenti: il professor Darwin Caldwell, Istituto Italiano di Tecnologia; Eva Kaili, membro del Parlamento europeo; dottor Imre Paniti, Accademia delle scienze ungherese; Patrick Schwarzkopf, Amministratore delegato di VDMA Robotics + Automation e Yoshifumi Yoshida, Epson Executive Officer.

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E’ uscito il numero 20 della rivista “L’eterno Ulisse”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Il progetto editoriale è nato sei anni fa con la certezza di colmare un vuoto tra gli odierni magazine in commercio dando voce ad espressioni della cultura e della conoscenza ammantate di silenzio e, allo stesso tempo, cercando di far rientrare L’Eterno Ulisse tra le riviste da collezione, tramite opportuni accorgimenti iconografici e di supporto, per sfuggire ai consueti canoni dell’“usa, sfoglia e getta” che caratterizzano l’editoria corrente.
Nella prima parte del nuovo numero la rivista vi propone argomenti il cui filo d’Arianna conduce all’invenzione della robotica di Efesto, e successivamente ad ulissiaci viaggi che ci prospettano articolati itinerari: da un angolo sperduto della Cina, proiettato nel turismo d’avanguardia, ai luoghi oracolari più intriganti dell’umanità, fino a La Thuile, tra i sentieri di un valico ricco di emozioni. E ancora a Tenerife, alla scoperta di un’amicizia singolare tra una suora e un corsaro. Facendo un salto dietro il velo di Maya, una delle più note medium d’Italia ci racconta la sua toccante storia e i suoi messaggi da un’altra dimensione, e poi, nelle pagine a seguire, dialogheremo sui segreti custoditi dal nostro volto; e, infine, il cammino iniziatico in compagnia dei Tarocchi prosegue qui con la “Forza” di un simbolismo che investe la sfera dello spirito, tra le pieghe della ricerca del Graal.
La seconda parte della rivista prevede invece un ampio e articolato dossier dedicato all’influenza degli avi nella nostra vita; uno speciale monotematico del tutto originale per l’impostazione che abbiamo scelto di dargli: partendo dalle preghiere di guarigione a Maria che scioglie i nodi, che contempla anche le preghiere per sollevarci dal peso degli avi e dell’albero genealogico, si passa poi ad esplorare la novena per le anime del purgatorio, e a scoprire terapie mediche e metodologie finalizzate ad aiutarci a guarire dai traumi e dalle esperienze vissute dai nostri antenati: dalla Cronosomatica, alla Dermoriflessologia, passando poi all’ascolto dei sintomi dei bambini con il metodo Enia. Il dossier si chiude con tre articoli legati al simbolismo dei nodi, al culto degli antenati, e ad una ricerca scientifica che afferma che i traumi degli avi si trasmettono ai discendenti almeno fino alla terza generazione. In chiusura, infine, tra gli scaffali della nostra libreria, le interessanti recensioni segnalate dalla rubrica “In Biblioteca”.

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Mostra: AFTERMODERNISM. A Perspective on Contemporary Art

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma mercoledì 17 aprile 2019, ore 18.00 (Apertura al pubblico: 18 aprile – 29 giugno 2019
Orari: martedì – sabato, 10.30 – 19.00; domenica e lunedì chiusi) Mucciaccia Contemporary, piazza Borghese 1/A apre al pubblico la mostra Aftermodernism. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby – Justin Samson, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Con dieci opere di James Busby (Rock Hill, SC, USA, 1973) e quindici di Justin Samson (Milford, CT, USA, 1979), il progetto espositivo intende presentare in Italia un nuovo gruppo di artisti internazionali (prevalentemente americani o residenti in USA, ma con una discreta presenza anche di europei) riuniti sotto la sigla AFTERMODERNISM, da parte di uno dei più grandi e singolari collezionisti del nostro tempo, Hubert Neumann. Ottantasettenne con una passione smodata per l’arte contemporanea ereditata dal padre Morton, Neumann possiede una raccolta di oltre 2.600 opere (molte delle quali capolavori) del Cubismo, Astrattismo europeo, Scultura d’avanguardia, Espressionismo Astratto americano, Pop Art e Graffitismo, di alcuni dei più importanti artisti del XX secolo. Tra questi Picasso, Léger, Miró, Kandinsky, Kline, Giacometti, Dubuffet, Rauschenberg, Lichtenstein, Haring, Basquiat, Koons, solo per citarne alcuni.
L’unico filo conduttore su cui si basa questa straordinaria collezione è la conoscenza diretta degli artisti. Dotato di un fiuto eccezionale come il padre, Neumann ha continuato a selezionare, all’albore dei loro esordi, artisti che sarebbero poi diventati di fama internazionale.
Negli ultimi anni la sua attenzione di collezionista si è focalizzata su un gruppo di artisti (per lo più generazione anni Settanta, Ottanta e Novanta), attualmente una quarantina in tutto, in cui Neumann ravvisa quella che per lui è una vera e propria nuova corrente artistica su cui investire, definita appunto AFTERMODERNISM, di cui James Busby e Justin Samson sono i primi esponenti a essere presentati in Italia.
Il catalogo in mostra, a cura di Cesare Biasini Selvaggi ed edito per i tipi di Carlo Cambi editore, rappresenta il primo di una serie che sarà dedicata agli artisti di AFTERMODERNISM.

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Progetto: Agostino De Romanis per Anzio Imperiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Anzio 14 aprile 2019 alle ore 16.00 inaugura, negli spazi del Museo Civico Archeologico di Anzio Via di Villa 2, la mostra Agostino De Romanis per Anzio Imperiale. Il progetto, da un’idea e a cura di Roberto Luciani, è promosso dalla Città di Anzio e dal Museo Civico Archeologico di Anzio, con catalogo di Roberto Luciani e prefazioni istituzionali. L’allestimento sperimentale è di Giusi Canzoneri; durante il vernissage ci sarà un prologo cantato dal tenore Daniele D’Andrassi. All’inaugurazione saranno presenti, oltre all’artista e al curatore, Giuseppina Canzonieri Responsabile del Museo Civico Archeologico-Area Pedagogico/Didattica-Area Mostre e rappresentanti istituzionali della città di Anzio. “Da tempo il Museo Civico Archeologico di Anzio associa all’esposizione e allo studio di capolavori di arte antica la ricerca e la sperimentazione dell’arte contemporanea. L’idea di proporre, esporre e integrare Artefatti, formalmente “estranei” al contesto archeologico, nasce dalla ricerca e dalla sperimentazione che il Museo ha avviato da circa un decennio. Un progetto di dialogo tra Archeologia e Arte moderna e contemporanea elaborato attraverso l’uso di ben tre livelli (conoscitivo “oggettivo”, conoscitivo “soggettivo” e azione “integrativa”). Le opere esposte, determinando relazionalità tra museo, artista e spettatore, al di là del senso estetico, trasmettono e avviano, sebbene per metafora, processi di cambiamento che avvicinano le persone alimentando nuovi spazi di crescita culturale.” (dalla prefazione di Roberto Luciani)
Agostino De Romanis è nato a Velletri, il 14 giugno 1947. Ha frequentato, con grande impegno e notevole profitto, l’Accademia delle Belle Arti di Roma, conseguendo il titolo di Scenografo, perché la passione pittorica era unita, a quel tempo, alla predilezione per il Teatro, che ha lasciato un segno profondo nell’attività artistica successiva.

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Mostra “Chiare, fresche e dolci acque

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Tremezzina Villa Carlotta. Venerdì 12 aprile si inaugura la mostra “Chiare, fresche e dolci acque. Viaggi fotografici sul Lago di Como”: un viaggio che ripercorre un secolo di vita lariana e di storia della fotografia. Le opere esposte fanno parte di un fondo di oltre 3.000 fotografie, raccolte con sapienza e meticolosità dal collezionista comasco Ruggero Pini. Un viaggio che parte nell’Ottocento con Luigi Sacchi e Pompeo Pozzi e termina con le istantanee di Alfred Stieglitz. Visitabile fino al prossimo 9 giugno.
Continua anche l’esposizione di acquarelli botanici di Silvana Rava “Natura dipinta”, fino al prossimo 16 aprile. Delicate tele che colgono la Natura nella sua perfezione con la tecnica raffinata dell’artista lariana, già premiata dalla Royal Horticultural Society con la Gold medal nel 2008.Per gli appassionati di storia e arte, si propone una visita speciale che riporterà i partecipanti nel Settecento alla ricerca di tracce e testimonianze in giardino e in museo: domenica 14 aprile “Il secolo d’oro a Villa Carlotta” (12 euro su prenotazione – tremezzini 5 euro). Invece per chi ha il pollice verde, o vorrebbe averlo, l’appuntamento è per martedì 30 aprile con “Incontra il giardiniere di villa”: consigli, piccoli segreti del mestiere e curiosità green per tutti i partecipanti (12 euro su prenotazione – tremezzini 5 euro).E per tutti i bambini dai 3 agli 11 anni triplo appuntamento con la canonica “Caccia al Tesoro botanico di Pasquetta”, lunedì 21 aprile. Ore: 11.00 età: 3-5 anni, ore: 14.30 età: 6-12 anni, ore: 16.30 età: 6-12 anni (prenotazione obbligatoria, 10 euro a bambino, 5 euro accompagnatore).

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Burberry London anticipa la Brexit

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma La boutique Burberry di via dei Condotti chiude: così 34 lavoratori si ritroveranno in mezzo alla strada. La comunicazione è arrivata al sindacato direttamente dall’azienda, con i lavoratori già in agitazione: il futuro per gli addetti alle vendite della lussuosa griffe è più che mai incerto. Una vera e propria incognita l’occupazione così come per i colleghi dei negozi di Fiumicino, in 9 sull’orlo del licenziamento causa chiusura del punto vendita del Terminal 1. Nel caso degli store aeroportuali nessun accordo con il rifiuto dei licenziamenti con incentivo e l’incontro in Regione Lazio previsto per domani.
“In discussione denuncia sembrerebbe anche almeno una boutique di Castel Romano. Quella di Burberry è una vera e propria ‘Brexit’. A farne le spese saranno i lavoratori. Una vera e propria beffa soprattutto per quelli che per anni nel negozio di via dei Condotti hanno dovuto subire vere e proprie vessazioni tra videosorveglianza, perquisizioni e maltrattamenti. La boutique della vergogna ce la ricordiamo tutti” – denuncia Francesco Iacovone del Cobas nazionale riferendosi ai fatti venuti fuori nel 2016 quando alcuni dei commessi trovarono la forza di denunciare i soprusi. Burberry nell’occasione allontanò immediatamente manager e direttore, ritenuti responsabili degli accadimenti.
“Ben 34 le procedure di licenziamento in arrivo per il personale di Burberry di via dei Condotti. Uno store immerso nella via dello shopping tra le più affascinati al mondo, presente nel cuore della Capitale dal 2004: 740 metri quadri di collezioni monomarca distribuiti su due piani di un edificio del XVIII secolo. Alla base della rinuncia al negozio “principe” ci sarebbe l’indisponibilità del locatario a cedere ancora quegli spazi alla griffe del trench più famoso del mondo. Chiediamo con forza che l’azienda, per tutelare i lavoratori, utilizzi degli strumenti difensivi: cassa integrazione o contratti di solidarietà, in attesa di trovare un nuova spazio per la boutique” conclude Iacovone.

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A Siena al via la prima edizione di Dolci, dolcezze e motori

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Siena Dalle ore 13.00 di venerdì 12 aprile fino alle ore 21.00 di domenica 14 aprile Piazza del Campo sarà lo straordinario scenario per un fine settimana all’insegna del gusto.Una ricca mostra mercato a cui partecipano le aziende e gli artigiani del territorio, porterà alla scoperta della migliore tradizione dolciaria senese e toscana, raccontando una storia lunghissima profumata di mandorle e miele, spezie e canditi che ancora oggi si rinnova grazie al tramandarsi di saperi e ricette preziose.
Due i momenti di approfondimento e cooking show: sabato 13 aprile alle ore 16.00 Sabrina Fattorini (Associazione cuochi senesi – Cna Siena) presenta “I dolci senesi diventano gourmet” mentre domenica 14 aprile alle ore 16.00 Nicola Natili con l’aiuto dei maestri pasticceri offre saggi e assaggi tra storia e gusto con “La storia di Siena in un morso” un appuntamento che racconta come nasce il panforte e i dolci tradizionali di Pasqua.
Nella tre giorni la piazza accoglie anche passioni dal sapore moderno. Per chi ama i motori arriva “Uisp Tuning 4 All”, il raduno nazionale di auto tuning.Dopo due anni di grande successo al padiglione 31 del Motor Show di Bologna, l’appuntamento si rinnova a Siena dove oltre 30 mezzi provenienti da tutta Italia, daranno vita a una un’emozionante mostra all’insegna della passione.
“Dolci, dolcezze e motori” è una manifestazione organizzata dal Comune di Siena in collaborazione con Confcommercio Siena, Confesercenti Siena, Cna Siena, Confartigianato Siena, Cia Siena, Coldiretti Siena, Unione Provinciale Agricoltori Siena, CO.RI.PANF (Comitato promotore per le Igp di ricciarelli e panforte) e Uisp Comitato di Siena. Sponsor dell’evento è Banca Monte dei Paschi di Siena.L’ingresso è libero.

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Ospitalità religiosa: In Italia 3500 strutture ricettive

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Numeri importanti che non passano inosservati: sono le case gestite o di proprietà di enti religiosi, specializzate nell’accoglienza spirituale e turistica. 232.000 posti letto in tutta Italia, distribuiti in circa 3500 strutture. Si superano i 300.000 posti letto se sommiamo le case “laiche” e onlus dedicate ai gruppi religiosi.Eppure si tratta di un “business anomalo”, perché lo scopo ultimo è alimentare le attività comunitarie e caritatevoli di parrocchie, diocesi, Caritas e ordini religiosi, comprese le missioni nel terzo Mondo.Il rapporto 2019 curato dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana propone i dati del portale ospitalitareligiosa.it che mantiene aggiornato l’elenco delle strutture in 103 province. Ne emerge un quadro ben definito, tra case per ferie e foresterie, monasteri e conventi, eremi e studentati, case parrocchiali e ostelli.Per numero assoluto di posti letto il Lazio con Roma domina la scena, seguito a ruota da Veneto e Lombardia; ma in rapporto alla popolazione residente, spiccano per primi Valle d’Aosta, Umbria e Trentino-Alto Adige.Nel complesso, circa un terzo delle strutture si trova nei centri-città, un altro terzo in località di montagna e un terzo in riva al mare o immerse nella natura.Le strutture del centro-sud dimostrano una maggiore predisposizione verso l’innovazione: battono nettamente il nord in tema di adeguamento per i disabili e dotazione del Wi-Fi.
L’82% offre come trattamento base il solo pernottamento; circa la metà arriva fino alla pensione completa. Una camera doppia si trova in 8 strutture su 10, la singola in 7. Il 23% dispone di un terreno adatto ad ospitare tende. 2 su 3 hanno una sala riunioni e un giardino.Tutti questi dati hanno imposto all’Associazione che cura la promozione delle case religiose di ospitalità, un cambio di passo verso una maggiore conoscenza di questo fenomeno da parte del pubblico. Ecco perché è nata quest’anno la App gratuita per smartphone ORICARD ed anche il volume cartaceo “Ospitalità religiosa – Guida alle strutture ricettive in Italia” per chi ama sfogliare le idee per il prossimo viaggio. Oggi sono quindi tante le modalità per scoprire dove e come vivere un’esperienza da ospiti e non da clienti.

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“L’Italia è tra i Paese che ha un livello di consumo di suolo e del territorio tra i più alti d’Europa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Siamo passati dal 2,7% di superficie urbanizzata negli anni ’50, al 7,7% attuale (Ispra) ”. Così oggi il senatore della Lega Giorgio Bergesio, nel corso del suo intervento alla presentazione del ddl del carroccio sul tema dell’uso razionale e responsabile del suolo. “Purtroppo questo processo nel tempo non si è mai arrestato ed è stato accompagnato da una minore cura dell’ambiente esponendo i territori ad un maggiore rischio idrogeologico; il 91% dei comuni italiani – ha proseguito il senatore leghista, capogruppo Lega in Commissione Agricoltura al Senato – sono afflitti da queste criticità perché i piani regolatori regionali non hanno tutelato i loro territori. Noi proponiamo, attraverso il riuso, la rigenerazione urbana e la riqualificazione delle aree degradate fissate nel disegno di legge, un modello che promuova un uso agricolo del suolo in linea con le politiche europee. L’obiettivo – ha concluso l’esponente del carroccio, relatore del provvedimento – è ridurre progressivamente il consumo del suolo per arrivare a zero consumo nel 2050, adottando comunque norme di buonsenso che non limitino lo sviluppo del lavoro. Chiudiamo con l’epoca dell’espansione urbanistica selvaggia e diamo spazio ad un’urbanistica riqualificata riconoscendo anche la centralità del ruolo dell’agricoltore come custode dell’ambiente e del territorio”.

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Proposte di legge in materia di rifiuto di trattamenti sanitari e di liceità dell’eutanasia

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma alla Camera dei Deputati, una delegazione dell’Associazione Scienza & Vita, guidata dal presidente nazionale, prof. Alberto Gambino, è stata ascoltata in audizione informale dalle Commissioni Giustizia e Affari sociali riunite, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge in materia di rifiuto di trattamenti sanitari e di liceità dell’eutanasia.
Il presidente Gambino ha colto l’occasione per confermare in quella sede, dandone ampie motivazioni, la piena contrarietà di S&V a qualsiasi ipotesi di rendere legale l’eutanasia, in tutte le sue forme, evidenziandone l’incongruità rispetto ai reali bisogni assistenziali di tanti malati gravi e alla necessità di implementare sempre più nel nostro Sistema Sanitario Nazionale il prezioso strumento delle cure palliative.Gambino ha anche sottolineato come un’apertura normativa a prassi eutanasiche rappresenterebbe un pesante “vulnus” alla pratica dell’arte medica, che vedrebbe così sovvertita la sua originaria e intrinseca missione di servizio alla vita di chi soffre, reinterpretandosi invece come potenziale datrice di morte su richiesta.

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Uniontrasporti: l’Italia ha bisogno di più investimenti e infrastrutture

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Milano. Il sistema camerale ha sempre fortemente contribuito alla realizzazione ed all’ammodernamento del sistema infrastrutturale nel nostro Paese. Se oggi molti territori sono dotati di porti, aeroporti, interporti, mercati, fiere, arterie di grande viabilità, lo si deve anche alla capacità di proposta ed all’impegno economico e finanziario di molte Camere di Commercio.Con lungimiranza, infatti, interpretando le necessità dell’economia e delle imprese, numerose Camere hanno attivato il consenso necessario, tessuto le relative intese istituzionali, ricercato e resi disponibili i finanziamenti, realizzato e contribuito alla gestione delle infrastrutture entrate in esercizio.Anche se questo ruolo di “investitori” si va gradualmente esaurendo, ancora oggi le Camere di Commercio detengono oltre 2 mila partecipazioni in circa 700 società per un investimento complessivo di 850 milioni di euro: 608 milioni di euro si concentrano nei settori infrastrutturali (fiere, aeroporti, holding infrastrutturali, autostrade, mercato agroalimentari, centri intermodali e porti), in quanto strettamente legati allo sviluppo dei territori.
«L’Italia ha bisogno di più crescita, di più occupazione e quindi di più investimenti e innanzitutto di investimenti infrastrutturali; non è un caso che tutte le più significative e importanti associazioni, a partire da Confindustria, si siano trovate a Torino per manifestare a favore della TAV qualche mese fa», così ha esordito il presidente Carlo Sangalli nel suo intervento all’assemblea dei soci di Uniontrasporti.Oggi le Camere di Commercio hanno il compito di far sentire la voce delle imprese sulle carenze infrastrutturali del nostro Paese che pesano sugli scambi commerciali e sul turismo generando una perdita di 34 miliardi l’anno» ha proseguito Sangalli evidenziando le ragioni per cui il sistema camerale – con il supporto tecnico della sua società in house Uniontrasporti- sente il bisogno di impegnarsi in una nuova strategia nazionale focalizzata sul rilancio delle infrastrutture materiali e immateriali per un loro sviluppo moderno e sicuro, per una logistica sempre più efficiente e competitiva.

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Coltura Cellulare: la nuova frontiera per la produzione di vaccini influenzali

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

influenza.pngLa Coltura Cellulare è una recente innovazione per la produzione di vaccini influenzali, che nasce con l’obiettivo di ampliare le opzioni disponibili per prevenire il rilevante tasso di ricoveri e di mortalità correlati all’influenza che si registra ogni anno in Europa.A oggi, i vaccini influenzali disponibili in Europa vengono prodotti utilizzando uova embrionate di pollo come incubatore; al loro interno i virus selezionati si replicano, vengono inattivati e purificati, per poi essere avviati alla fase finale di produzione. Questo processo è altamente standardizzato e sicuro, ma presenta alcuni limiti: è infatti necessario un gran numero di uova in un breve arco di tempo per soddisfare la produzione e non tutti i virus crescono in maniera ottimale in questo sistema, dando luogo a mutazioni adattative.Alla luce di ciò, è diventata sempre più impellente la necessità di trovare un sistema di produzione che permetta di incrementare rapidamente l’allestimento delle dosi in risposta alle variazioni della domanda.Per questo motivo è nata la Coltura Cellulare, un innovativo sistema che utilizza cellule appositamente selezionate, su cui i virus non necessitano di adattamento. Inoltre, questa tipologia di produzione è più facilmente standardizzabile, consente la creazione di molte dosi in tempi più rapidi e offre un valido strumento per l’allestimento di vaccini, oltre che per l’immunizzazione stagionale, anche in caso di pandemie.Recenti studi di laboratorio hanno dimostrato che alcuni virus influenzali subiscono dei mutamenti quando vengono prodotti mediante la coltivazione su uova, come avviene per i vaccini antinfluenzali convenzionali, con conseguenti possibili ripercussioni sull’efficacia del vaccino stesso. Tali mutazioni non sono, invece, state osservate in virus influenzali prodotti su colture cellulari. Ciò porta a presumere che tali vaccini offrano, in determinate stagioni, una migliore protezione dall’influenza. ,
A dimostrazione di ciò, nel dicembre 2018, Seqirus ha presentato uno studio alla Canadian Immunization Conference (CIC) relativo a un’analisi effettuata su oltre 1,3 milioni di cartelle cliniche, che ha evidenziato come negli Stati Uniti, durante la stagione influenzale 2017-18, il vaccino QIVc (quadrivalente prodotto su coltura cellulare) sia stato più efficace del 36,2% rispetto ai vaccini quadrivalenti standard coltivati su uova (QIVe) nella prevenzione delle sindromi influenzali nelle persone a partire dai 4 anni.
La ricerca ha dimostrato che alcuni virus H3N2, quando vengono coltivati su uova, subiscono cambiamenti che portano a una riduzione dell’efficacia dei vaccini antinfluenzali stessi (situazione osservata nelle stagioni dominate da virus H3N2). Quando il vaccino viene invece prodotto con procedimenti interamente estranei alla coltura su uova, come quella su substrato cellulare, il componente H3N2 è in grado di offrire una protezione più mirata, e pertanto potenzialmente migliore, contro il ceppo H3N2 circolante rispetto alle opzioni standard di produzione su uova. (foto influenza copyright Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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Appropriatezza della vaccinazione influenzale 2.0

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Per appropriatezza, in sanità si intende la misura di quanto una scelta o un intervento siano adeguati rispetto alle esigenze del paziente e al contesto sanitario. Si parla di uguaglianza quando un intervento viene fornito nello stesso modo a tutti – a tutti lo stesso – e di equità quando l’intervento viene modulato in funzione delle diverse esigenze – a ciascuno il suo.
L’appropriatezza della vaccinazione influenzale nasce da dati epidemiologici, immunologici, clinici e socioeconomici che, combinati insieme, portano a concludere che, per ogni fascia di età c’è il vaccino giusto che, a oggi, si identifica nel quadrivalente per i bambini, gli adolescenti e gli adulti in età lavorativa, mentre per gli anziani il vaccino più appropriato risulta essere quello adiuvato, in quanto hanno bisogno di una protezione maggiore.
L’appropriatezza vaccinale trova conferma sia nella circolare annuale sull’influenza, emanata dal Ministero della Salute, che raccomanda il vaccino adiuvato a partire dai 75 anni di età, sia nelle politiche sanitarie della maggior parte delle Regioni italiane [ad esempio Lazio, Sicilia, Campania, Puglia6, Emilia-Romagna7], che hanno deciso di esplicitare con maggior precisione il criterio di appropriatezza, indicando l’utilizzo del Vaccino Adiuvato con MF59 per tutti gli over 75 e per gli anziani 65-74 anni con patologie croniche o fattori di rischio e del QIV (quadrivalente) per tutti i soggetti da 6 mesi a 64 anni e per la fascia 65-74 in buona salute.
Anche in altri Paesi, come per esempio l’Inghilterra, sono state adottate le stesse iniziazioni vaccinando (stagione influenzale 2018/2019) tutti gli ultrasessantacinquenni con il vaccino adiuvato, mentre il vaccino quadrivalente è stato destinato alla popolazione adulta a rischio8.Ma l’appropriatezza vaccinale non si ferma qui. Un nuovo metodo di produzione su cellule, al posto del tradizionale sistema di crescita su uova, promette di rivoluzionare la vaccinazione influenzale.
Secondo il CDC, Center for Disease Control and Prevention statunitense, i virus influenzali coltivati su uova subiscono dei cambiamenti che inducono l’organismo a produrre degli anticorpi meno efficienti nel prevenire la malattia causata dallo specifico virus influenzale in circolazione8. Mantenendo invece il virus nelle cellule sin dall’isolamento iniziale, il vaccino influenzale così prodotto aiuta a evitare i cambiamenti del virus causati dall’adattamento alla crescita su uova e può consentire la produzione di un vaccino con componenti virali più simili a quelle del virus circolante. Una conferma viene anche dalla ricerca presentata recentemente dalle Università di Milano e di Genova: queste hanno analizzato un campione rappresentativo dei ceppi influenzali di tipo H3N2 identificati nella stagione 2016/17, valutandone le differenze con i ceppi vaccinali H3N2 di riferimento propagati nelle uova o su coltura cellulare.(fonte: Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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Carta d’identità dell’influenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Il termine influenza, usato ormai anche nei Paesi anglosassoni, deriva dal latino influentia e può essere correlato all’astrologia. Infatti, nell’antica Roma si pensava che la comparsa delle epidemie influenzali fosse legata a una sfavorevole congiunzione delle stelle. Tuttavia, la storia dell’influenza comincia già qualche secolo prima di Cristo. Il primo “reperto” storico della malattia viene fatto risalire alla famosa peste di Atene, del 430 avanti Cristo. L’elevata mortalità riscontrata durante la presunta pestilenza sarebbe infatti legata, secondo le teorie più recenti, a un’epidemia influenzale gravissima complicata da sovrainfezioni batteriche risultate poi mortali.
La prima vera pandemia in Europa si è registrata ufficialmente nel 1580. Da allora sono state descritte altre 31 pandemie. Le più gravi si sono verificate nel 1743, nel 1889-1890, nel 1918-19 (la cosiddetta spagnola, provocata dal virus A sottotipo H1N1), nel 1957 (è la volta dell’asiatica causata dal virus AH2N2) e nel 1968 la Hong-Kong, provocata dal virus AH3N2, ultima pandemia prima di quella in corso. Secondo i dati epidemiologici, alla spagnola va il triste record della mortalità, con oltre 20 milioni di decessi. Meno pesanti, sotto il profilo della mortalità, sono state invece l’asiatica e l’Hong-Kong, che pure hanno interessato decine di milioni di persone in tutto il mondo.
Nonostante queste osservazioni storiche, la maggior parte degli studi sull’influenza ha preso il via con l’isolamento del primo virus umano avvenuta nel 1933. Da allora la scienza ha potuto mettere a punto una serie di osservazioni crescenti che hanno consentito di ottenere un profilo preciso e circostanziato dei flussi influenzali.
I virus influenzali fanno parte della famiglia degli orthomyxoviridae, genere orthomyxovirus. Hanno la forma di una sfera, più o meno simile a un pallone da calcio pur se di dimensioni infinitesime rispetto a esso (siamo nell’ordine degli 80-120 nanometri di diametro). Ma, soprattutto, sulla loro superficie esterna appaiono “spinosi”, perché presentano alcune protuberanze sottili chiamate in termine scientifico “spikes” (chiodi o spine). Queste strutture sono fondamentali per la risposta dell’organismo al virus, per l’attività dei farmaci e per la messa a punto dei vaccini. Al loro interno si trovano, infatti, i cosiddetti antigeni di superficie, ovvero le emoagglutinine (contraddistinte dalla sigla H) e le neuraminidasi (contrassegnate con la lettera N). Si conoscono tre “classici” tipi di virus influenzale, che differiscono in base alle proteine presenti sulla loro superficie: il virus di tipo A e il virus di tipo B – che possono causare le epidemie influenzali – e il virus C, che talvolta dà origine a un’infezione asintomatica o simile al raffreddore (di scarso rilievo epidemiologico per l’uomo).
Passando a valutare dall’interno la struttura del virus, questa è caratterizzata dal patrimonio genetico virale, sotto forma di acido ribonucleico (RNA): è “costruito” come un vero e proprio mosaico che comprende 8 frammenti distinti per i virus di tipo A e B e solo 7 per il tipo C.
A, B e C, come detto, non sono altro che le sigle che individuano le caratteristiche degli antigeni interni del virus. I virus di tipo B e C hanno come unico serbatoio l’essere umano, mentre quelli di tipo A possono infettare diverse specie animali: ad esempio i suini, gli equini, gli uccelli e il pollame oltre alle anatre. Addirittura, questi virus possono infettare anche i mammiferi marini.
Quando si classificano i virus influenzali di tipo A, quindi, inizialmente si propone la lettera dell’alfabeto che caratterizza gli antigeni interni, in seguito si inseriscono le lettere H e N. Poiché i due antigeni possono associarsi casualmente fra loro, è possibile un grande numero di combinazioni. A oggi, i sottotipi A che sono stati associati con la malattia umana sono H1N1, e H3N2, pur se esiste la rara eventualità che altri sottotipi possano determinare patologia nell’uomo. Per capire bene cosa significano le sigle che leggiamo ogni giorno nella stagione invernale, quindi, occorre ricordare questo ordine: tipo, specie dalla quale il virus è stato isolato (questo dato è omesso per i ceppi isolati dall’uomo), località dell’isolamento, numero assegnato dal laboratorio, anno di isolamento. Nel caso del Virus A si aggiunge il sottotipo. (fonte: Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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Progetto europeo Milestone per le cure psichiatriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Molti, troppi adolescenti con problemi psichici o comportamentali non sono più seguiti durante l’adolescenza, e quando ritrovano una possibilità assistenziale è troppo tardi. E’ un problema con cui i servizi di salute mentale devono fare i conti in tutti i paesi europei: otto Paesi hanno investito nel progetto europeo MILESTONE, in fase di conclusione, per colmare questo vuoto e sviluppare nuovi modelli assistenziali per i giovani pazienti che transitano dai servizi di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza (UONPIA) a quelli per l’età adulta (DSM). Le conclusioni del progetto saranno discusse per la prima volta nel corso del convegno “Continuità delle cure dall’adolescenza all’età adulta nei servizi di salute mentale” che si terrà nei giorni 11 e 12 aprile a Brescia, presso il Centro Paolo VI. L’evento è promosso dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia in collaborazione con la Regione Lombardia. Al progetto europeo partecipano Belgio, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda, Regno Unito, che puntano a risolvere la discontinuità tra UONPIA e DSM. Il ‘cuore’ del progetto è rappresentato da uno studio sperimentale, appunto lo studio MILESTONE, coordinato in Italia da Giovanni de Girolamo (IRRCS Fatebenefratelli Brescia), che ha coinvolto una coorte di circa 1.000 giovani in età di transizione (ossia di 17 anni e mezzo circa), insieme ai loro genitori e clinici di riferimento: tutti questi giovani sono stati seguiti ad intervalli regolari per oltre due anni dal team di ricerca. Il centro italiano, coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, ha reclutato il maggior numero di partecipanti allo studio sperimentale: 223 giovani su un totale di circa 1.000. In Italia, coordinati dall’IRCCS Fatebenefratelli, hanno preso parte al progetto 11 servizi di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, ed altrettanti DSM.La raccolta dati si è conclusa a Gennaio 2019: come si è già detto, sono stati seguiti per due anni oltre 1.000 giovani e 900 familiari, ed un gran numero di clinici, appartenenti alle UONPIA ed ai DSM, hanno altresì attivamente contribuito. Il campione è rappresentato per la stragrande maggioranza da pazienti seguiti presso ambulatori delle UONPIA, di cui il 39% maschi, e, al momento del reclutamento, con un’età media di 17 anni e mezzo; 2 giovani su 3 vivevano con entrambi i genitori (biologici o in famiglie ricostituite), mentre nel 24% appartenevano a famiglie mono-genitoriali. I giovani erano in carico ai servizi prevalentemente per disturbi d’ansia (24%) o dell’umore (31%), Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività – ADHD (21%) e Disturbi dello Spettro Autistico – ASD (15%). Nel caso del campione italiano i disturbi d’ansia prevalgono (23%) rispetto quelli dell’umore (17%) e più numerosi, rispetto ai casi di ADHD e ASD riscontrati nel campione internazionale, sono anche i disturbi del comportamento alimentare (11%) ed i disturbi psicotici (8%). Un dato interessante emerge osservando i tassi relativi ai tentativi di suicidio nel corso della vita: se nel Regno Unito la percentuale di giovani in trattamento che hanno tentato il suicidio almeno una volta raggiunge ben il 44% del campione, seguita da Olanda, Irlanda, Germania e Belgio (tra il 35 e 25 %), nel caso dei paesi mediterranei (Francia, Croazia e Italia) i tassi scendono sotto il 20%, con l’Italia che registra il tasso più basso tra tutti gli 8 paesi partecipanti (12.5%). Osservando invece i dati relativi al sottocampione dei pazienti con una diagnosi clinica di depressione, emerge che il 57% di costoro ha un genitore che nella vita ha sofferto o tuttora soffre di un disturbo mentale, contro il 15% dei giovani che non hanno un disturbo depressivo. MILESTONE studia la transizione tra le UONPIA ai DSM testando se l’impiego di uno strumento di supporto decisionale per il clinico – chiamato Transition Readiness and Appropriateness Measure (TRAM) – migliori la pianificazione e gli esiti di questo delicato passaggio. Tale verifica viene effettuata confrontando gli esiti clinici dei giovani che sono entrati nel braccio ‘sperimentale’ ed il cui team di ricerca ha effettuato una valutazione con il TRAM, con gli esiti di giovani seguiti da servizi che non impiegano questa procedura in qualche modo standardizzata, che prevede quindi una attenta valutazione da parte del team di ‘partenza’ (della UONPIA) e di ‘arrivo’ (il team del DSM). I risultati relativi all’uso dello strumento TRAM saranno presentati per la prima volta durante il convegno. Nell’ambito dei risultati delle altre attività del progetto MILESTONE va sottolineato che de Girolamo, coordinatore italiano del progetto, e Signorini hanno condotto per la prima volta in assoluto una ‘mappatura’ delle UONPIA nei 28 paesi europei; tale ricerca è stata pubblicata su Lancet Psychiatry (Signorini et al., 2017) e su European Child and Adolescent Psychiatry (Signorini et al 2018): il team di ricerca ha con successo studiato l’organizzazione, le caratteristiche ed il funzionamento delle UONPIA e la loro interfaccia con i servizi per l’età adulta, evidenziandone le criticità (ad esempio, solo 2 Paesi tra i 28 coinvolti hanno dichiarato si possedere a livello ufficiale e nazionale dei protocolli d’intesa tra differenti tipi di servizi di salute mentale per regolamentare e garantire la continuità delle cure) e mettendo in luce le differenze tra i diversi Paesi in termini di attività, accessi dell’utenza, distribuzione e risorse; queste differenze, spesso, non rispecchiano differenti bisogni assistenziali all’interno della popolazione d’interesse, ovvero i giovani in età di transizione, ed impongono una attenta riorganizzazione dei servizi di salute mentale in tutta Europa, al fine di pianificare e realizzare modelli di cura più centrati sulla persona. E’ di nota che una percentuale compresa tra l’1,5% ed il 3% della popolazione in età infantile ed adolescenziale è in contatto, nei 28 paesi europei, con un servizio di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: se si considera l’impatto che i disturbi psichici e comportamentali possono avere sulla traiettoria fisiologica della sviluppo in persone giovani, si capisce bene perché sia essenziale ottimizzare la qualità delle cure in questa fase della vita. (fonte: Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI)

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Candidature per un lavoro e metodo Star

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

STAR – sigla di Situation, Task, Action, Result – è un modello strutturato per rispondere ai diversi quesiti che possono emergere in un colloquio di tipo comportamentale, efficace per formulare argomentazioni precise e dettagliate che possano soddisfare i selezionatori.
“Soprattutto durante un colloquio di tipo comportamentale, è fondamentale essere in grado di elaborare risposte concrete per dimostrare ai recruiter quali sono effettivamente le proprie skill – afferma Fabio Scarcella, Director Hays Response -. Essere vaghi, non fornire esempi e non descrivere in modo esaustivo le esperienze pregresse, sicuramente non aiuta a fare breccia nell’interesse dei selezionatori, specialmente in contesti strutturati come aziende multinazionali. Affidarsi a tecniche consolidate come il metodo STAR, può essere molto utile per dimostrarsi sicuri di sé ed esporre in modo efficace i propri punti di forza, minimizzando invece le eventuali debolezze”.Ecco i consigli degli esperti di Hays Response per applicare al meglio i principi del modello STAR: SITUATION: “Descriva una situazione in cui ha dovuto affrontare un problema e come lo ha risolto”. In un colloquio di tipo comportamentale, le domande più frequenti puntano a valutare le cosiddette soft skill del candidato, indagando le sue precedenti esperienze o immaginando avvenimenti ipotetici che potrebbero metterlo in difficoltà. Per rispondere in modo efficace, il primo passo è sicuramente quello di descrivere in modo dettagliato la circostanza e le mansioni che si sono svolte in quell’occasione. Meglio fornire tutti i particolari necessari al recruiter per comprendere effettivamente la complessità della situazione e, se possibile, descrivere esperienze recenti.
TASK: Il secondo step è descrivere il proprio ruolo all’interno della situazione. Qual era il proprio compito? Cosa si era stati incaricati di fare e da chi? Quale risultato ci si aspettava di ottenere? Questi dettagli sono indispensabili per far comprendere al selezionatore la propria funzione nella circostanza descritta.
ACTION: Questo passaggio è in assoluto il più importante. Quali azioni si sono intraprese per raggiungere gli obiettivi? È fondamentale spiegare esaustivamente come si è agito, descrivendo ogni step e mettendo l’accento sul lavoro svolto in prima persona. Saper lavorare in team è importante, ma in questo caso è necessario focalizzarsi sul proprio operato, tralasciando invece le azioni svolte dai colleghi. Dimostrare di aver giocato un ruolo ben preciso nel progetto serve a dar prova di professionalità e responsabilità.
RESULT: Ultimo ma non ultimo, il risultato. Un aspetto molto interessante per i recruiter è l’obiettivo raggiunto che va descritto dettagliatamente, prendendosi il merito delle proprie azioni. Se il risultato è quantificabile numericamente, via libera a dati e cifre che dimostrino l’output concreto del proprio lavoro. Importantissima anche la cosiddetta lesson learnt. Cosa si è imparato? Cosa si poteva fare meglio? Cosa si ritiene di aver fatto bene? Essere capaci di analizzare il proprio operato è fondamentale per trarne insegnamenti utili per il futuro, facendo così tesoro delle proprie esperienze.

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Industria: Istat, sale produzione, +0,8% a febbraio

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio sale dello 0,8% su base mensile e dello 0,9% su base annua.”Una buona notizia. Dopo i crolli di fine 2018, l’anno nuovo prosegue con un andamento positivo, anche se la variazione è ancora negativa rispetto ai dati grezzi della produzione industriale di novembre 2018 e a maggior di ottobre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori”E’ positivo, in particolare, il dato dei beni di consumo che salgono del 4,7%, anche se quelli durevoli, vera cartina di tornasole della condizione economica delle famiglie, sono ancora al palo con +0,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Rispetto ai valori pre-crisi del febbraio 2008, poi, si è ancora sotto del 30% (-29,8%) per la produzione di beni durevoli, una voragine da colmare. In 11 anni si è perso quasi un quinto della produzione totale, -19,2%” conclude Dona.

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