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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Appropriatezza della vaccinazione influenzale 2.0

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Per appropriatezza, in sanità si intende la misura di quanto una scelta o un intervento siano adeguati rispetto alle esigenze del paziente e al contesto sanitario. Si parla di uguaglianza quando un intervento viene fornito nello stesso modo a tutti – a tutti lo stesso – e di equità quando l’intervento viene modulato in funzione delle diverse esigenze – a ciascuno il suo.
L’appropriatezza della vaccinazione influenzale nasce da dati epidemiologici, immunologici, clinici e socioeconomici che, combinati insieme, portano a concludere che, per ogni fascia di età c’è il vaccino giusto che, a oggi, si identifica nel quadrivalente per i bambini, gli adolescenti e gli adulti in età lavorativa, mentre per gli anziani il vaccino più appropriato risulta essere quello adiuvato, in quanto hanno bisogno di una protezione maggiore.
L’appropriatezza vaccinale trova conferma sia nella circolare annuale sull’influenza, emanata dal Ministero della Salute, che raccomanda il vaccino adiuvato a partire dai 75 anni di età, sia nelle politiche sanitarie della maggior parte delle Regioni italiane [ad esempio Lazio, Sicilia, Campania, Puglia6, Emilia-Romagna7], che hanno deciso di esplicitare con maggior precisione il criterio di appropriatezza, indicando l’utilizzo del Vaccino Adiuvato con MF59 per tutti gli over 75 e per gli anziani 65-74 anni con patologie croniche o fattori di rischio e del QIV (quadrivalente) per tutti i soggetti da 6 mesi a 64 anni e per la fascia 65-74 in buona salute.
Anche in altri Paesi, come per esempio l’Inghilterra, sono state adottate le stesse iniziazioni vaccinando (stagione influenzale 2018/2019) tutti gli ultrasessantacinquenni con il vaccino adiuvato, mentre il vaccino quadrivalente è stato destinato alla popolazione adulta a rischio8.Ma l’appropriatezza vaccinale non si ferma qui. Un nuovo metodo di produzione su cellule, al posto del tradizionale sistema di crescita su uova, promette di rivoluzionare la vaccinazione influenzale.
Secondo il CDC, Center for Disease Control and Prevention statunitense, i virus influenzali coltivati su uova subiscono dei cambiamenti che inducono l’organismo a produrre degli anticorpi meno efficienti nel prevenire la malattia causata dallo specifico virus influenzale in circolazione8. Mantenendo invece il virus nelle cellule sin dall’isolamento iniziale, il vaccino influenzale così prodotto aiuta a evitare i cambiamenti del virus causati dall’adattamento alla crescita su uova e può consentire la produzione di un vaccino con componenti virali più simili a quelle del virus circolante. Una conferma viene anche dalla ricerca presentata recentemente dalle Università di Milano e di Genova: queste hanno analizzato un campione rappresentativo dei ceppi influenzali di tipo H3N2 identificati nella stagione 2016/17, valutandone le differenze con i ceppi vaccinali H3N2 di riferimento propagati nelle uova o su coltura cellulare.(fonte: Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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