Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Candidature per un lavoro e metodo Star

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

STAR – sigla di Situation, Task, Action, Result – è un modello strutturato per rispondere ai diversi quesiti che possono emergere in un colloquio di tipo comportamentale, efficace per formulare argomentazioni precise e dettagliate che possano soddisfare i selezionatori.
“Soprattutto durante un colloquio di tipo comportamentale, è fondamentale essere in grado di elaborare risposte concrete per dimostrare ai recruiter quali sono effettivamente le proprie skill – afferma Fabio Scarcella, Director Hays Response -. Essere vaghi, non fornire esempi e non descrivere in modo esaustivo le esperienze pregresse, sicuramente non aiuta a fare breccia nell’interesse dei selezionatori, specialmente in contesti strutturati come aziende multinazionali. Affidarsi a tecniche consolidate come il metodo STAR, può essere molto utile per dimostrarsi sicuri di sé ed esporre in modo efficace i propri punti di forza, minimizzando invece le eventuali debolezze”.Ecco i consigli degli esperti di Hays Response per applicare al meglio i principi del modello STAR: SITUATION: “Descriva una situazione in cui ha dovuto affrontare un problema e come lo ha risolto”. In un colloquio di tipo comportamentale, le domande più frequenti puntano a valutare le cosiddette soft skill del candidato, indagando le sue precedenti esperienze o immaginando avvenimenti ipotetici che potrebbero metterlo in difficoltà. Per rispondere in modo efficace, il primo passo è sicuramente quello di descrivere in modo dettagliato la circostanza e le mansioni che si sono svolte in quell’occasione. Meglio fornire tutti i particolari necessari al recruiter per comprendere effettivamente la complessità della situazione e, se possibile, descrivere esperienze recenti.
TASK: Il secondo step è descrivere il proprio ruolo all’interno della situazione. Qual era il proprio compito? Cosa si era stati incaricati di fare e da chi? Quale risultato ci si aspettava di ottenere? Questi dettagli sono indispensabili per far comprendere al selezionatore la propria funzione nella circostanza descritta.
ACTION: Questo passaggio è in assoluto il più importante. Quali azioni si sono intraprese per raggiungere gli obiettivi? È fondamentale spiegare esaustivamente come si è agito, descrivendo ogni step e mettendo l’accento sul lavoro svolto in prima persona. Saper lavorare in team è importante, ma in questo caso è necessario focalizzarsi sul proprio operato, tralasciando invece le azioni svolte dai colleghi. Dimostrare di aver giocato un ruolo ben preciso nel progetto serve a dar prova di professionalità e responsabilità.
RESULT: Ultimo ma non ultimo, il risultato. Un aspetto molto interessante per i recruiter è l’obiettivo raggiunto che va descritto dettagliatamente, prendendosi il merito delle proprie azioni. Se il risultato è quantificabile numericamente, via libera a dati e cifre che dimostrino l’output concreto del proprio lavoro. Importantissima anche la cosiddetta lesson learnt. Cosa si è imparato? Cosa si poteva fare meglio? Cosa si ritiene di aver fatto bene? Essere capaci di analizzare il proprio operato è fondamentale per trarne insegnamenti utili per il futuro, facendo così tesoro delle proprie esperienze.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: